mercoledì 29 gennaio 2020

1962 Rivoluzione nella Chiesa


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I cattolici hanno visto, insomma, una resa totale e senza condizioni della loro Gerarchia dopo ben tre secoli di lotte coraggiose, di condanne e di sacrosante scomuniche, lanciate proprio contro i fautori di quel liberalismo, di quell’ecumenismo e di quella democrazia - di cui si era sempre fatta portabandiera la Massoneria internazionale - che essa ha ora proditoriamente accettato nell’ultimo Concilio: contro, cioè, i fautori della pax œcumenica, la “pace mondiale” dell’Anticristo, che a null’altro serve se non a relativizzare e annientare dapprima la Chiesa, e poi Cristo stesso, nell’amalgama del Nuovo Ordine Mondiale prossimo venturo. Obiettivo che viene manifestato sempre più apertamente dai vertici occulti che manovrano popoli e nazioni.

Un cedimento, comunque, che è più che sufficiente a spiegare perché il Gran Maestro del Grande Oriente Massonico d’Italia abbia potuto scrivere a lode del defunto Papa Paolo VI: “Per noi è la morte di chi ha fatto cadere la condanna (della Massoneria: n.d.r.) di Clemente XII e dei suoi successori. Ossia, è la prima volta, nella storia della Massoneria moderna, che muore il Capo della più grande religione occidentale non in stato di ostilità con i Massoni. (...) Per la prima volta nella storia, i Massoni possono rendere omaggio al tumulo di un Papa, senza ambiguità né contraddizione”.6

Un cedimento che spiega anche perché lo stesso Grande Oriente di cui sopra abbia voluto recentemente assegnare il premio massonico nazionale “Galileo Galilei” a Giovanni Paolo II (che ovviamente l’ha rifiutato: ma ciò non toglie il valore significativo dell’avvenimento), affermando che gli ideali promossi da quel Papa sono gli stessi della Massoneria.7

Un cedimento che spiega con eloquenza perché la Gran Loggia Massonica di Francia nel 1986 abbia entusiasticamente acclamato il medesimo Giovanni Paolo II per l’inaudito “incontro di preghiera di Assisi” con la seguente testuale dichiarazione: “I massoni della Gran Loggia Nazionale Francese desiderano associarsi di tutto cuore alla preghiera ecumenica che il 27 ottobre raccoglierà ad Assisi tutti i responsabili di tutte le religioni a favore della pace nel mondo”.8

Un cedimento totale, come si ricava infine dalle seguenti considerazioni di un altro Gran Maestro del medesimo Grande Oriente, Armando Corona: “La saggezza massonica ha stabilito che nessuno può essere iniziato se non crede nel G.A.D.U. (Grande Architetto dell’Universo: n.d.r.), ma che nessuno può essere escluso dalla nostra Famiglia a causa del Dio nel quale crede e del modo in cui Lo onora. A questo nostro interconfessionalismo si deve la scomunica da noi subita nel 1738 ad opera di Clemente XII. Ma la chiesa era certamente in errore, se è vero che il 27 di ottobre del 1986 l’attuale Pontefice ha riunito ad Assisi uomini di tutte le confessioni religiose per pregare assieme per la pace. E che altro andavano cercando i nostri Fratelli se non l’amore fra gli uomini, la tolleranza, la solidarietà, la difesa della dignità della persona umana quando si riunivano nei Templi, considerandosi eguali, al di sopra delle fedi politiche, delle fedi religiose e del vario colore della pelle?”.9 

Tenendo presente che la Massoneria aveva collezionato, in soli due secoli e mezzo d’esistenza, quasi 600 (seicento!) condanne ufficiali da parte della Chiesa10, c’è veramente di che restare allibiti. Lo Spirito Santo, insomma, a quanto pare, secondo i membri dell’attuale Gerarchia conciliare, avrebbe abbandonato la Chiesa (ovviamente oscurantista, illiberale ed antiecumenica, e perciò oggetto degli inarrestabili tua culpa di Giovanni Paolo II), o almeno non l’avrebbe compiutamente illuminata, per la bellezza di quasi duemila anni, fino cioè al fatidico Superconcilio, il Vaticano II, che avrebbe visto la nascita di una nuova “Chiesa conciliare”, di una nuova “figura di Chiesa” - così l’ha chiamata Giovanni Paolo II - rimasta, secondo lui, nascosta per due millenni in quella “preconciliare”.11

Una “Chiesa” nuova di zecca, dunque, e naturalmente tutta improntata ai suddetti princìpi illuministi e massonici, come peraltro rivelato chiaramente dall’allora card. Ratzinger già diversi anni fa: “Il Vaticano II - aveva spiegato infatti il Cardinale - aveva ragione di auspicare una revisione dei rapporti tra Chiesa e mondo. Ci sono infatti dei valori che, anche se nati fuori della Chie sa, possono trovare il loro posto, purché vagliati e corretti, nella sua visione. In questi anni si è adempiuto a questo compito”12; mentre in una sua precedente intervista (alla rivista “Jesus”, novembre 1984) era stato ancor meno cauto lasciandosi sfuggire che si trattava proprio dei “valori migliori espressi da due secoli di cultura liberale”, i quali sono per l’appunto, come sanno anche gli studenti delle scuole medie inferiori, “valori” illuministi e massonici.
Lo stesso card. Ratzinger successivamente, forse sentendosi più sicuro dopo venticinque anni di lavaggio conciliare del cervello del “popolo di Dio”, non ha avuto più nessuna difficoltà ad ammettere apertamente e spudoratamente che le famose “novità” del Vaticano II e dell’attuale Magistero pontificio sono in aperta opposizione con il Magistero dei Papi “preconciliari”, Magistero che egli ha dichiarato ormai “superato”: “Ci sono decisioni del Magistero - ha infatti dichiarato il Prefetto dell’ex Sant’Uffizio - che non possono essere un’ultima parola sulla materia in quanto tale, (...) ma sono (...) anche un’espressione di prudenza pastorale, una specie di disposizione provvisoria (...). Al riguardo si può pensare sia alle dichiarazioni dei Papi del secolo scorso sulla libertà religiosa, come anche alle decisioni antimodernistiche dell’inizio di questo secolo, soprattutto alle decisioni della Commissione biblica di allora. Nei particolari delle determinazioni contenutistiche esse furono superate, dopo che nel loro momento particolare esse avevano adempiuto al loro compito pastorale”. (Conferenza-stampa per la pubblicazione dell’Istruzione sulla vocazione ecclesiale del teologo, a cura della S. Congregazione per la Dottrina della Fede).13

Ecco, dunque, un’assoluzione e una riabilitazione in piena regola del liberalismo e del modernismo, proferita pubblicamente dalla massima Autorità dottrinale dopo quella del Papa, evidentemente a copertura e giustificazione dell’ingiustificabile operato della Gerarchia conciliare.
E come meravigliarsi poi della crisi di fede che sta distruggendo la Chiesa e perdendo le anime, quando persone di tal fatta occupano, a partire dall’era di Paolo VI, i posti più elevati in Vaticano, non poche Sedi vescovili, le cattedre delle Università pontificie, dei Seminari e degli Istituti cattolici, i vertici degli Ordini e delle Congregazioni dei Religiosi e le redazioni dei media, cosiddetti cattolici, in tutto il mondo?
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Sac. Andrea Mancinella

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