[59] Finalmente finì dopo circa un anno e mezzo di questa lotta; finirono le crudezze dei demoni e cominciò una vita tutta nuova. I demoni però non cessarono di molestarmi di tanto in tanto, ma non era così frequente, non così fiera la battaglia; ed io mi avvezzai a disprezzarli.
La nuova vita che cominciò fu alla masseria, detta Torre Disperata 52. Un giorno, mentre più che mai ero stata tormentata dal demonio, tanto che mi sentivo perdere le forze e venir meno, la sera, mentre così stavo, mi sentii venire una cosa mortale e perdetti i sensi 53. In questo stato vidi Gesù Cristo circondato da tanti nemici: chi lo batteva, chi lo schiaffeggiava, chi gli conficcava le spine nella testa, chi gli spezzava le gambe e chi le braccia e, dopo che lo ebbero ridotto quasi a pezzi, lo deposero nelle braccia della Madonna. E questo succedeva un [60] poco lontano da me. Dopo che la Vergine SS. se lo prese tra le braccia, si avvicinò a me e piangendo mi disse: “Figlia, vedi come il mio Figlio è trattato dagli uomini? Le orribili offese che commettono non gli danno mai tregua. Guardalo come soffre!”
Ed io cercavo di guardarlo e lo vedevo tutto insanguinato, tutto piaghe e quasi trinciato, ridotto ad uno stato mortale. Sentivo tale pena che avrei voluto mille volte morire anziché vedere tanto soffrire il mio Signore, e mi vergognavo delle mie piccole sofferenze. La SS. Vergine soggiunse, sempre piangendo: “Avvicinati a baciare le piaghe del mio Figlio. Lui ti sceglie come vittima e, se tanti l’offendono, tu, con l’offrirti a soffrire ciò che Lui soffre, gli darai un ristoro in tanto penare. Non lo accetti tu?”
Io mi sentivo tanto annientata; mi vedevo tanto cattiva, (quale [61] sono ancora) e indegna, che non ardivo di dire di sì. La natura tremava; mi sentivo tanto debole per le pene passate, che appena mi lasciavano un filo di vita. Poi, non so come, da lontano vedevo i demoni che strepitavano tanto e che tutto ciò che avevo visto fare al Signore lo dovevano fare a me, se accettavo. In me stessa sentivo tali pene, dolori, stiramento di nervi, che io credevo di dover lasciare la vita. Finalmente mi avvicinai e gli baciai le piaghe. Pareva che, fatto ciò, quelle membra così lacerate si risanavano, e il Signore, che prima pareva quasi morto, si incominciava a ravvivare a nuova vita. Internamente ricevevo tali lumi sulle offese che si fanno, tale attrazione ad accettare di essere vittima, ancorché dovessi soffrire mille morti, ché il Signore tutto meritava e che io non avrei potuto oppormi a ciò che Lui voleva. Questo succedeva mentre [62] si stava in muto silenzio, ma quegli sguardi che a vicenda ci davamo, erano tanti inviti, tante saette infuocate che mi passavano il cuore. La SS. Vergine specialmente mi spronava ad accettare. Ma chi può dire tutto ciò che passai?
Finalmente il Signore, guardandomi benignamente, mi disse: “Tu hai visto quanto mi offendono e quanti camminano per le vie dell’iniquità e senza avvedersi precipitano nell’abisso. Vieni ad offrirti innanzi alla divina Giustizia come vittima di riparazione delle offese che si fanno e per la conversione dei peccatori, che ad occhi chiusi bevono alla fonte avvelenata del peccato. Un largo campo ti si apre dinanzi di sofferenze, sì, ma anche di grazie. o non ti lascerò più; verrò in te a soffrire tutto ciò che mi fanno gli uomini, facendoti parte delle mie pene. Per aiuto e conforto ti do la mia Madre”.
E pareva che a Lei mi consegnava ed Essa [63] mi accettava. Io pure mi offrii tutta a Lui e alla Vergine, pronta a fare ciò che voleva; e così finì la prima volta.54 54 - In un quaderno intitolato “Peripezie di un’anima che tende alla perfezione”, parlando in terza persona, dice che aveva abbracciato lo stato di vittima all’età di 16 anni (Cfr. Vol. VI, 14-04-1904: “Fin dal 1882”)
Dopo che mi riebbi da quello stato, mi sentivo tali pene, tale annientamento di me stessa, che mi vedevo come un misero vermicciuolo che non sapeva fare altro che strisciare la terra, e dicevo al Signore: “Aiuto! La vostra Onnipotenza mi atterra. Vedo che se Voi non mi sollevate, il mio niente si disfa e va a disperdersi. Dammi il patire; ma Vi prego di darmi la forza, ché mi sento morire”.
E così incominciò un alternarsi di visite di Nostro Signore e di tormenti da parte dei demoni. Quanto più mi rassegnavo, tanto più accrescevano la loro rabbia.

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