giovedì 4 marzo 2021

Regina della Famiglia

 


Apparizioni a Ghiaie


PARERI FAVOREVOLI 


Da parte di uomini di scienza 

Padre Agostino Gemelli, fondatore e rettore dell'Università  Cattolica di Milano, psichiatra e psicologo di fama internazionale,  nello studio fatto su Adelaide esclude ogni ipotesi di spiegazione  naturale delle apparizioni, e lascia intendere che l'unica  spiegazione è quella soprannaturale. 

La prof. Agata Sidlauskaitè, assistente del laboratorio di  psicologia dell'Università cattolica di Milano, studiosa dei  problemi dell'età evolutiva, dopo nuove e prolungate osservazioni  sulla bambina Adelaide Roncalli, conferma ampiamente il  giudizio di padre Gemelli. 

La dott. Eliana Maggi, medico condotto di Pontida  (Bergamo), dal 19 maggio 1944 ha partecipato a tutte le apparizioni. Ha osservato attentamente Adelaide durante e dopo l'estasi, e l'ha definita:  "mens sana in corpore sano", cioè, mente sana in un corpo sano. 

È stata testimone di guarigioni prodigiose, di fenomeni luminosi  straordinari. Ha sempre manifestato la sua convinzione sulla attendibilità delle  apparizioni. 

Il dott. Giulio Loglio, medico condotto di Bonate Sopra  (Bergamo), presente alle apparizioni dal 20 maggio, dinanzi alla guarigione di  Previtali Olimpia, come ho già scritto, disse: "Io non sono un cattolico fervente,  ma se questo non è un miracolo, bisogna negare tutti i miracoli di tutti i santuari". 

Lo stesso dott. Loglio, l'11 giugno 1946 dichiarò: "Anche in passato,  quantunque poco praticante, ho sempre avuto fede nella religione cattolica, ma da  quel tempo, (cioè dalle apparizioni, n.d.r.) ho sentito nascere in me una fede  religiosa più viva e ardente, che dura ancora". 

Il dott. Pietro Ruggeri di Ponte S. Pietro (Bergamo), presente ad alcune apparizioni, afferma l'autenticità dell'estasi di Adelaide. 

I dottori Zonca Giovanni e Borroni Vittore, descrivono l'estasi di Adelaide, rilevandone la naturalezza e l'autenticità. 

Il prof. Ferdinando Cazzamalli di Como, che non si può  certo porre tra i favorevoli alle apparizioni, segnala in coscienza le  guarigioni di Villa Anna e di Sala Anna come degne della  massima considerazione dal punto di vista delle guarigioni  prodigiose. 

Il prof. Antonio Poli, direttore dell'Istituto Ortopedico Matteo Rota di Bergamo, dichiara la guarigione improvvisa di suor Antida  Gasparini, avvenuta con modalità non consona alle leggi naturali. 

Il dott. Ferruccio Galmozzi, primario della divisione sanatoriale  dell'Ospedale maggiore di Bergamo, condivide il giudizio del prof. Poli ed  aggiunge che la guarigione di suor A. Gasparini, non è spiegabile al lume  delle nostre conoscenze scientifiche. 

Il dott. Massimo Moretti di Bergamo dichiara che Giulia  Pagnoncelli è guarita prodigiosamente in dipendenza di un fatto  soprannaturale. 

Il prof. Giuseppe Lazzati, già rettore dell'Università Cattolica  di Milano, personalità di straordinaria ricchezza del laicato cattolico italiano,  dal lager di Oberlangen (Germania), dove era internato, a proposito delle  apparizioni di Ghiaie, il 16 agosto 1944, al fratello Agostino, tra l'altro, scrive: 

"...Che da tutto questo marasma venga il sospirato bene! Non ne sarà  (parola illeggibile) il fatto di Bonate? Ne sono giunte tante e talora così  gratificanti voci da farmi pensare non si tratti di fantasia ma di una nuova  Fatima. Lo voglia il Cielo!"(v. Marilena Dorini, Giuseppe Lazzati:  Gli anni del Lager, 1943-1945, A.V.E., Roma 1989, pp. 125-126). 

È da notare che le apparizioni di Ghiaie furono conosciute nel mondo con  una rapidità ed estensione che ha dell'incredibile, date le difficoltà del tempo di  guerra per la comunicazione di notizie come questa, anche nei luoghi dove  era più difficile farle arrivare, a causa della censura rigorosa, come nei lager  nazisti, o nei campi degli alleati, in India, nel Medio Oriente, ecc., dove erano  rinchiusi i prigionieri italiani. 

Tutto ciò è senza una spiegazione adeguata? No sicuramente. 


Da parte di esperti di vita spirituale 

Fra Cecilio, di Serina (Bergamo), cappuccino di eccezionali virtù unanimemente riconosciute, fu incaricato dal cardinale Ildefonso Schuster di interrogare la bambina Adelaide  Roncalli quando era ospite della sig.na Ersilia Galli, di Milano. 

A chi rammaricandosi gli diceva: le apparizioni di Ghiaie  non sono ancora riconosciute dalla Chiesa, rispondeva: "Il  Signore sa che noi abbiamo dei cuori duri; però aspetta ancora  per vedere se può modificarci meglio...Noi che crediamo a  Bonate non offendiamo nessuno". 

Monsignor Bartolomeo Verzeroli, di Cene (Bergamo),  professore di filosofia presso la Pontificia Università Lateranense di Roma, fu sempre convinto dell'autenticità delle apparizioni e dopo l'atto vescovile del 30 aprile 1948, disse: "Se oggi  non consta, domani consterà". 

Monsignor Giuseppe Piccardi, di Castione della Presolana (Bergamo), affidò sempre alla Vergine la sua vita di sacerdote; fu guida spirituale illuminata, parroco e poi canonico della  cattedrale. Con la prudenza e la capacità di discernimento, proprie dell'uomo incline alla vita contemplativa, e aperto all'azione dello Spirito, aderì fin da principio alle apparizioni. 

Monsignor Vittorio Masoni, di Almenno San Bartolomeo (Bergamo), canonico della cattedrale, vicario capitolare tra  il 1914-1915, inviò nel maggio 1945, al parroco di Ghiaie, don  Cesare Vitali, uno scritto in difesa delle apparizioni, spinto dall'amore alla Madonna e dalla riconoscenza per le tante grazie  da Lei ricevute. 

La difesa delle apparizioni di monsignor Vittorio Masoni  è degna di attenzione, perché scritta da un sacerdote stimato per  la scienza, l'integrità della vita, e da un testimone diretto di quei  fatti straordinari. 

Monsignor Masoni, tra l'altro, scrive: "La piccola Adelaide Roncalli, di soli 7 anni, ingenua, semplice ed incapace di  fingere ed inventare le cose che essa dice di aver sentito dalla  Signora da lei vista e che le parlò in dialetto bergamasco, fu sottoposta a parecchi esami e fu trovata sana e normale (relazione  di P. Gemelli), né suscettibile di illusioni ed allucinazioni. Monsignor vescovo stesso volle personalmente interrogare la fanciulla sui fatti che la riguardavano. Le apparizioni ad Adelaide  della Signora biancovestita avvennero nei giorni ed ore previamente ad essa indicati dalla medesima. 

Parimenti i movimenti e le variazioni della luce del sole si  verificarono a vista di tutti, nei giorni e nelle ore in cui avvenivano le manifestazioni della Signora ad Adelaide... 

Ora mi sembra che ci si possa e debba chiedere, di quale  natura sono e da dove provengono queste manifestazioni e questi  fatti insoliti... 

Sono forse effetto del caso? Se fosse così sarebbe troppo  valorizzata questa causa che realmente non esiste, e che non può  ritenersi sufficiente per spiegare non un avvenimento qualunque,  ma una serie di fatti concatenati, previsti e prima annunciati. 

Se non sono prodotti dal caso da dove essi provengono?  Hanno origine da un essere intelligente e superiore  all'uomo, e non può essere che il demonio o Dio benedetto.  Certamente non può essere il demonio perché Dio non può permettere a questo suo nemico e dell'uomo di avvalersi delle cose  più sacre e religiose, e specialmente della Beata Vergine, che gli  schiacciò il capo, per confondere e ingannare i fedeli. Come si  potrebbero spiegare lo spettacolo di immense folle in preghiera  sul luogo delle apparizioni e le numerose conversioni di peccatori, non esclusi ecclesiastici e religiosi?... 

D'altra parte, la Chiesa per formulare il suo giudizio sulla  natura delle apparizioni o rivelazioni private, cioè fatte a persone private, tiene conto della persona cui fu fatta l'apparizione, del contenuto delle rivelazioni, delle circostanze che accompagnarono e degli effetti che seguirono tali fatti (v. don Ceriani, 

Italia di Milano, 21 giugno 1944). 

Ora nel caso nostro la persona, cioè Adelaide, esclude  ogni sospetto; il contenuto delle rivelazioni, non solo non è contrario alla fede e alla morale cristiana, ma ad esse è in tutto  conforme; le circostanze e gli effetti, seguiti a questi fatti, sono  tali da far ritenere le une e gli altri esenti da ogni sospetto di  intervento diabolico. Sennonché, come scrive nell'Italia il  precitato Ceriani, il 22 giugno 1944, la prova decisiva che  porta ad un giudizio positivo sulla esistenza e la natura  soprannaturale delle apparizioni e rivelazioni private è data  sempre ed esclusivamente dal miracolo, rigorosamente provato  nella sua certezza storica e documentato nel suo valore  preternaturale...". 

Prese in esame alcune obiezioni all'autenticità delle apparizioni di Ghiaie, monsignor Vittorio Masoni si sofferma, in particolare, su due: la supposta mancata profezia della fine della  guerra entro due mesi, e la asserita mancanza di guarigioni che  resistano all'esame della scienza medica. 

Alla prima risponde: "Il cardinale Schuster di Milano  quando vide che passati i due mesi previsti non era venuta la  pace, in una lettera inviata alla sua diocesi, scrisse che il non  essersi verificato l'evento che si sperava, non voleva dire che  esso fosse stato erroneamente predetto, perché nelle manifestazioni di cose future vi possono essere delle oscurità, che si chiariscono con gli avvenimenti futuri. Applichiamo questo principio al caso nostro, e si vedrà che ciò che fu predetto avvenne.  Dapprima è da rilevare, che quando si prediceva la fine  della guerra e la venuta della pace, non si voleva dire che la  guerra sarebbe cessata di punto in bianco...Sarebbe stato un  miracolo, un avvenimento inconcepibile, che Dio poteva fare,  ma che nell'andamento delle cose umane, nelle quali agiscono  le cause seconde, non suole fare. 

Ciò premesso, si osservino le date e gli avvenimenti seguiti alle apparizioni delle Ghiaie. I due mesi indicati dalla  fanciulla dovevano decorrere da quando ella li predisse, cioè,  non prima del 21 maggio 1944. Orbene il 20 luglio, e cioè due  mesi da allora, avvenne l'attentato a Hitler autore della guerra.  L'attentato fallì, ma se anche Hitler fosse morto, la guerra non  sarebbe finita subito...È vero storicamente che dal luglio 1944,  la guerra virtualmente finì...". 

Alla seconda obiezione, sulle guarigioni non provate dalla  scienza medica, egli replica: "Esse sono molte e furono costatate da chi aveva incarico ufficiale di farlo...Fra le altre accenno  a quella dell'operaio di Rovetta (Bergamo), prodigiosamente  guarito..." 

Le guarigioni, i fenomeni solari, le conversioni ed altri  segni rendono così credibili le apparizioni da fare scrivere a  monsignor Masoni: "Come si può dubitare della verità dell'apparizione della bianca Signora a Roncalli Adelaide? Ma chi era  poi questa bianca Signora? Tutti lo sanno, tutti lo pensano e  sanno di non sbagliare. E allora se non si vuole chiamare  Madonna delle Ghiaie la Vergine che ivi è apparsa, come si  chiama di Lourdes, di Fatima la Madonna apparsa in tali località, si permetta almeno che il luogo delle Ghiaie sia consacrato  alla memoria dei fatti avvenuti, con la celebrazione della Santa  Messa nella cappella già costruita ad onore della Beata Vergine,  senza impedire che i fedeli, spinti dalla loro devozione, vi si  rechino anche con pellegrinaggi. 

Meno di questo non so che cosa si possa chiedere; almeno  questo è necessario dare, perché non si tramutino in una vera  turlupinatura fatti così importanti, avvenuti alla luce del sole,  sotto gli occhi di migliaia di persone, costatati da persone a ciò  autorevolmente designate. 

Mi si potrebbe chiedere: a quale scopo ho fatto questo  lavoro, mentre da chi ne ha il diritto e il dovere, si sta redigendo  un processo regolare? Ecco la mia risposta. Essa naturalmente  non servirà che a me personalmente, ma è questo che per me  importa. 

Orbene dico: o il giudizio che si darà dall'autorità ecclesiastica sarà che nei fatti delle Ghiaie si verificò una illusione,  una esaltazione collettiva, in modo che è da ritenersi fatto come  dimostrato ed autorevolmente costatato, nulla essersi verificato  di preternaturale, ovvero che non consta in detti fatti e manifestazioni sia intervenuto qualche cosa di soprannaturale. Nella  prima ipotesi docilmente mi piegherò ed accetterò la sentenza  pronunciata supponendo che chi così giudica abbia avuto prove  evidenti che escludono l'intervento del soprannaturale. Invece  nella seconda ipotesi conserverò la mia libertà di pensare diversamente; cioè penserò che veramente nei fatti di cui si tratta  intervenne la mano di Dio, il quale quando che sia e a Lui piaccia farà trionfare la verità". 

Il 18 maggio 1945, monsignor Vittorio Masoni scrive ancora a don Cesare Vitali. 

Egli ritorna sul fatto della contemporaneità delle apparizioni e dei fenomeni solari, avvenuti in alcuni giorni e preannunciati da Adelaide, e si chiede: "Il fatto o le manifestazioni a  Roncalli Adelaide sono illusioni o sono invenzioni? Ritengo che  nessuno penserà di rispondere affermativamente alle domande  fatte perché Roncalli Adelaide è sanissima, e all'infuori del  tempo che passava vedendo la bianca Signora, continuava la sua  vita di giochi e trastulli colle compagne, forse anche bisticciando con loro. Essa era sempre la buona Roncalli Adelaide di  prima. 

Detti fatti e manifestazioni furono causati unicamente  dalla prima, diciamo così, investitura che Adelaide ebbe dall'alto, e da quel primo fatto avvenuto ad insaputa sua e di tutti  seguirono gli altri. Quel fatto fu dunque fuori e superiore alle  forze della natura;provenne da causa non umana, certamente non  diabolica, perché l'Adelaide disse che la Madonna le aveva  indicate le cause della guerra e le aveva detto che era necessario  pregare e fare penitenza per ottenere la pace. Tutto ciò non  sapeva, né poteva inventare una fanciulla di appena 7 anni". 

Alla fine della lettera, monsignor Masoni scrive: "Dopo  quanto ho detto, e quasi per vedere se sia possibile avere altre  conferme delle apparizioni della Madonna alle Ghiaie, mi si  potrebbe chiedere se la Madonna in quelle giornate sia là apparsa  anche ad altre persone oltre che all'Adelaide. 

A proposito di tale domanda...mi limito a fare il nome di  due persone. La prima è il prevosto attuale di Vertova sac. dott.  Bartolomeo Ferrari che di ritorno a Bergamo, in una delle  domeniche di maggio 1944, mi disse di aver visto colà la  Madonna. Con lui erano anche altre persone che esso potrà indicare. 

La seconda è Paruta Maria abitante qui in via Arena n. 4,  come domestica del sig. Ponti Giulio. Essa è sicurissima di aver  vista la Madonna alle Ghiaie in una determinata domenica e  come lei la videro anche altre persone che erano vicine a lei (non  tutte però...perché forse questo è il mistero di Dio). Inoltre essa  avendo invocata la Madonna delle Ghiaie in un gravissimo  frangente, che le poteva costare la vita, dice di averne sensibilmente sentito aiuto e soccorso, Essa potrà precisare fatti e circostanze di somma rilevanza. 

Caro prevosto ho scritto quello che sentivo in coscienza di  dire e spero che anche altri i quali sono persuasi della verità  delle cose, non facciano i muti adesso". 

Viene spontaneo chiedersi se le persone indicate da monsignor Masoni, e molti altri testimoni sono stati interrogati dalla  commissione teologica e dal tribunale ecclesiastico. 

Intanto il tempo passa, e muoiono i testimoni diretti dei  fatti che soli contano per stabilire la verità delle apparizioni,  mentre si aspettano chissà quali altri avvenimenti. 

Monsignor Vittorio Masoni, il 20 novembre 1945, manda  una nuova lettera a don Cesare Vitali. Egli scrive: "Dopo aver  letto attentamente l'elaborato a stampa, senza revisione ed  imprimatur dell'autorità ecclesiastica, del sac. Luigi Cortesi intorno a quello che egli chiama il problema delle Ghiaie di  Bonate, credo bene farvi conoscere alcuni miei rilievi...autorizzandovi, anche questa volta, a fare del mio scritto quell'uso che  giudicate migliore...e di comunicarlo, se credete, anche a monsignor vescovo. Si tratta di cose della più alta importanza sotto  ogni rispetto, e mi pare bene che chi sente il dovere esprima e  faccia conoscere i suoi apprezzamenti e le sue vedute, per amore  della verità e più ancora per l'onore della nostra cara Madre, la  Madonna, ed anche della nostra diocesi, alla quale Essa si  mostrò anche nelle altre disastrose guerre così benigna e buona... 

Se si ammette quello che don Cortesi afferma nell'epilogo  del suo lavoro e cioè che le visioni della Beata Vergine avute da  Adelaide sono il prodotto di una bugia da essa continuata ed  ostinatamente mantenuta fino a poco tempo fa, bisogna dire che  quella bambina di appena sette anni, fu di una capacità straordinaria, sorprendente e ragionevolmente inammissibile". 

Monsignor Masoni rileva che il Cortesi, come risulta dal  suo libro, prima indusse Adelaide a dire che le sue visioni erano  tutte inventate, eccetto la prima, e poi, spinse la bambina ad  affermare che non era vera nemmeno la prima. Per questo ed  altri motivi egli chiama l'azione del Cortesi una inquisizione  sleale, subdola. 

Egli scrive: "Don Cortesi fu il costruttore della prima relazione sulle apparizioni, ne era entusiasta...relazione che indusse  mons. vescovo a permettere l'acquisto del terreno, l'erezione  della Cappella fatta sullo stesso luogo, poi chiamata rifugio contro ogni ragione, e a fare la visita personale sul luogo, dove  recitò pubblicamente con i fedeli presenti il S. Rosario. Ora  invece don Cortesi nel suo elaborato vuole essere il demolitore  spietato di quanto aveva prima costruito. Chiedo: quale delle due  relazioni espone la verità? Si deve credere alla prima o alla  seconda? Per essere benevoli bisognerebbe dire: né all'una, né  all'altra perché don Cortesi che dice il sì ed il no della stessa  cosa non è attendibile. Invece bisogna ritenere vera la prima perché fatta al tempo degli avvenimenti e perché essa è  conforme alle relazioni in argomento fatte da altre persone  appositamente incaricate da mons. Vescovo, quale la dott. Maggi  di Pontida, che nel dicembre 1944, inviò una relazione scritta a  mons. vescovo...". 

Mons. Masoni afferma che l'indagine del Cortesi è superficiale, lacunosa ed in essa non sono messi nella giusta luce fatti  fondamentali per accertare la verità delle apparizioni, come le  guarigioni, i fenomeni solari e i frutti spirituali. Inoltre, egli si  domanda: perché don Luigi Cortesi si è presa la libertà di parlare  e di scrivere contro le apparizioni, mentre era già costituita la  commissione teologica che doveva indagare su quei fatti. 

Dopo aver auspicato un processo regolare, in conformità  alle leggi canoniche, per l'esame dei fatti di Ghiaie, conclude:  chi dice, con il Cortesi, che l'Adelaide mentì afferma, pure, che  il Signore a la Vergine con i loro interventi prodigiosi hanno  avvalorato tale menzogna, cioè bestemmia. Ed aggiunge: "La  bugia l'Adelaide la fece dopo, quando cioè, don Cortesi avendola  prima lungamente e subdolamente lavorata arrivò a persuaderla  ed a farle dire ed anche a scrivere, di non avere vista la  Madonna, ma di aver fatto e mantenuto per tanto tempo una  bugia...Ma di questa bugia l'unico responsabile è il rev. Don  Cortesi...". 

Padre Giuseppe Petazzi S.J., di Sesto S.Giovanni  (Milano), professore di filosofia, scrittore e predicatore noto in  tutta Italia, fu ispiratore e guida di congregazioni religiose; diede  inizio alla Pia Associazione Lampade Viventi, all'Istituto  secolare Ancelle della Madre di Dio e al periodico Lampade  viventi. 

Dedicò molta parte della sua vita, caratterizzata da un amore filiale alla Madre di Dio, alla direzione spirituale. 

Padre Petazzi, in risposta ad una lettera del parroco di  Ghiaie, don Cesare Vitali, il 21 novembre 1944, così scrive: "Rev.  E carissimo parroco, le sono molto riconoscente per la sua graditissima lettera. Mi affligge il sapere che vi siano delle opposizioni,  proprio da parte di chi dovrebbe godere delle glorie di Maria Santissima. Finché sono i farabutti, è, direi quasi cosa naturale; ma  costoro? Io penso che l'opposizione non può partire se non da chi  crede di prendere un atteggiamento superiore contraddicendo a ciò  che pensa il popolo, oppure da chi è mosso da motivi passionali,  come sembra nel caso a cui lei accenna. Ma lei pensa di tacere? Se  si trattasse solo del suo onore, potrebbe dissimulare; ma trattandosi  dell'onore della Madonna, mi sembra che dovrebbe farsi sentire.  Per conto mio, se appena avessi i dati necessari non esiterei a  farlo. Quel libello non può avere certamente l'approvazione ecclesiastica; quindi non dovrebbe essere difficile il confutarlo. Nella  vita del santo Curato d'Ars si legge che quando egli, per motivi  che credeva molto gravi, dubitò della verità dell'apparizione della  Salette, ne rimase molto afflitto e diceva di temere che la Madonna  fosse malcontenta di lui, e fu felice quando poté rimuovere i  dubbi. Ecco come pensano e agiscono i santi; coloro che agiscono  e procedono diversamente non sono certamente santi. 

Tutti i giorni nella S. Messa io faccio una intenzione speciale perché il Signore affretti l'approvazione di codeste apparizioni, perché sono persuaso che ne proverrà un gran bene alle  anime; adesso poi mi propongo di fare assieme una intenzione  speciale per lei perché la Madonna la conforti nelle sue pene.  Però dopotutto l'opposizione è un buon segno, perché si capisce  che il demonio freme, e così è avvenuto sempre anche in tutte le  altre apparizioni; e lei deve benedire il Signore perché la sua  causa è coinvolta con quella della Madonna; anche questo per  lei deve essere di grande consolazione...". 

Padre Petazzi inviò altre lettere, il 5 ottobre e il 9 novembre 1945, a don Cesare Vitali. Di esse venne inviata copia alla  Curia di Bergamo. 

Padre Mario Mason S.J., scrittore e predicatore, nel  periodico Lampade Viventi di cui è stato direttore, più volte ha  manifestato la sua convinzione sull'attendibilità delle apparizioni di Ghiaie, confermata dalla testimonianza scritta rilasciatami il 3 dicembre 1986, che riporto: "Il 6 luglio 1944, ho avuto  nella Curia di Bergamo un colloquio, prima con il prof. Don  Luigi Cortesi e poi, con il vescovo mons. Adriano Bernareggi e  tutti e due mi assicurarono testualmente: 

1. La bimba Adelaide Roncalli era sincera, normale, veritiera  nelle apparizioni: tutto avveniva senza finzione o illusioni  psicopatiche... 

2. Il contenuto delle apparizioni era "Ortodosso", non c'era nessun errore contro la fede e la morale, anzi una grande conferma della fede e vita morale specialmente per le famiglie.  3. Certe espressioni, descrizioni, giudizi di Adelaide, dopo le  apparizioni, non potevano essere frutto della sua fantasia di  bambina e sono escluse suggestioni di altre persone mature!  4. Miracoli auenttici, già denunciati da esaminare attentamente  e fenomeni del sole roteante, "in relazione e nel tempo delle  apparizioni". 

5. L'afflusso enorme di pellegrini, senza nessun avviso e programmazione, nonostante la guerra e la mancanza di mezzi  di trasporto (treni, auto), i pericoli di bombardamenti...Le  conversioni, confessioni, preghiere spontanee, rosari, comunioni come nei grandi santuari. 

6. Attendiamo il 20 luglio, diceva don Cortesi e così il  vescovo...(il famoso giorno dell'attentato a Hitler: "il segno  come sarebbe finita guerra"). 

Queste sei osservazioni mi sono impresse fortemente nella memoria come se le avessi sentite ieri. 

Scrivo questa testimonianza anche per ringraziare la  Madonna "di Bonate" perché il 29 giugno e il 6 luglio 1944 ero  andato da Padova a Bonate proprio per chiedere la grazia della  salvezza per mio fratello Ottorino, catturato dalle SS tedesche e portato a Dachau (Germania). Fu buttato nella camera a gas  come cadavere e salvato "miracolosamente" da un amico. Invocava con un' "Ave Maria la Madonna di Bonate" ogni giorno,  come e quando poteva, dal 30 giugno 1944 al 28 aprile 1945,  giorno della fine della sua prigionia a Dachau". 

Le testimonianze del rev. Padre Mario Mason S.J. sono importanti, essendo egli un testimone dei fatti di Ghiaie. 

Severino Bortolan

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