ESERCIZIO DI PERFEZIONE E DI VIRTÙ CRISTIANE
I. Aver la mira ad alte cose.
2. Pericolo del contrario
3. perché l'amor di Dio è il primo comandamento.
4. Ad alte cose mirano i ferventi, a basse i tiepidi.
5. Ma questi quanto sono ignobili.
6. Mezzi: desiderare cose egregie.
7. Eccitarci a questo vicendevolmente.
8. Leggere vite di Santi.
1. Ci aiuterà anche grandemente ad approfittare e ad acquistare la perfezione il porre sempre gli occhi in cose alte e di molta virtù, secondo quello che ci consiglia l'Apostolo S. Paolo, scrivendo a quelli di Corinto: «Aspirate perciò ai doni migliori: anzi vi insegno una via più sublime» (1Cor 12, 31). Date mano a cose e imprese grandi ed eccellenti. Questo mezzo è di grande importanza, perché è necessario che andiamo molto in là coi nostri disegni e desideri, per poter con l'operazione arrivare almeno a quel che è ragionevole e conveniente. S'intenderà bene quel che vogliamo dire e l'importanza e necessità di questo mezzo con una similitudine materiale. Quando si tira al bersaglio bisogna, per dar nel centro, pigliar la mira più in su del centro medesimo, perché il proiettile è tirato al basso verso il centro di gravità. E questo tanto più, quando si tirasse con un arco allentato. Ora noi siamo appunto come l'arco, o la balestra lenta: siamo tanto snervati e deboli, che per arrivare a dar nel segno abbiamo bisogno di pigliar la mira molto più alta.
Diventò l'uomo tanto miserabile per il peccato, che per arrivare ad una mediocrità nella virtù è necessario che coi proponimenti e coi desideri passi molto più oltre. Dice colui: Io non pretendo altro, che non commettere peccato mortale; non voglio maggior perfezione. Ho gran paura che né anche sin là arriverai, perché è lenta la balestra. Se tu prendessi la mira più alta, potrebbe essere che vi arrivassi; ma non pigliandola con vantaggio, temo che andrai a cogliere molto al disotto: stai in gran pericolo di cadere in peccato mortale. Il religioso che intende di osservare non solo i precetti di Dio, ma anche i consigli, e di guardarsi non solo dai peccati mortali, ma anche dai veniali pienamente deliberati e dalle imperfezioni, cammina per la buona strada, per non cadere in peccato mortale; perché ha presa la mira molto più alta: e quando, per sua fragilità e debolezza, non arrivi ove ha proposto di arrivare e venga a coglier più basso, mancherà unicamente in una cosa di consiglio, in una piccola regola, o cadrà in una imperfezione o in qualche peccato veniale. Ma quell'altro, il quale pigliò la mira a non commettere peccato mortale, quando gli fallirà il colpo, per esser l'arco e la balestra lenta, cadrà in qualche peccato mortale. E però vediamo, i mondani cascare e giacere in tanti peccati mortali, e i buoni religiosi, per bontà del Signore, tanto liberi e lontani da essi.
E questo è uno dei grandi beni, che abbiamo nella religione e per il quale dobbiamo rendere molte grazie al Signore, che ci ha condotti ad essa. E quando non vi fosse nella religione altro bene che questo, basterebbe per vivere con grande consolazione e contentezza, e per riputar grande grazia e beneficio del Signore l'averci tirati ad essa: perché qui confido che passeremo tutta la vita senza cadere in peccato mortale; che se ce ne fossimo restati nel mondo, forse non saremmo stati un anno, né un mese, né per avventura una settimana senza cadervi.
ALFONSO RODRIGUEZ

Nessun commento:
Posta un commento