LA VITA DI GESÙ CRISTO E
DI SUA MADRE SANTISSIMA
(Dalla Seconda Festa dei Tabernacoli
fino alla Prima Conversione di Maria Maddalena)
Gesù ad Aser-Michmethath
Verso mezzogiorno Gesù lasciò la città accompagnato da diverse persone; percorse la larga strada in direzione nord-est che conduce a Scitopolis, con Doch alla sua destra e Thebez alla sua sinistra, sul versante orientale del monte su cui sorge Samaria.
Entrò in una valle dove scorre un fiume verso il Giordano. Gli venne incontro un gruppo di persone desiderose di imparare, specialmente lavoratori e mariti che lo aspettavano, e ai quali impartì il suo insegnamento. In alto, sulla sinistra, c'è un villaggio con una lunga fila di case, che si chiama Aser-Michmethath, dove Gesù entrò nel pomeriggio. Abelmehola dista da qui circa sette ore di cammino. Per questa strada passano Maria e le sante donne quando non vogliono attraversare le montagne della Samaria, dirigendosi verso la Giudea.
Anche durante la fuga in Egitto Maria e Giuseppe passarono di qui.
Quello stesso pomeriggio Gesù si recò al pozzo di Abramo e al luogo di riposo di Aser-Michmethath, e là guarì diversi malati, tra cui due samaritani che gli erano stati condotti. Fu accolto molto bene da gente di buon cuore; tutti desideravano ospitarlo. E Gesù alloggiò presso una famiglia patriarcale, il cui capofamiglia si chiamava Obed, dove fu accolto con grande affetto insieme a tutti i suoi discepoli. La strada da Tenath-Silo fino a qui è molto migliore e più ampia di quella da Akrabis a Gerico, che è molto sassosa, stretta e così tortuosa che gli animali la percorrono a fatica carichi di merci. Era sotto questo albero, accanto al pozzo di Abramo, che la falsa profetessa, al tempo dei giudici, dava le sue risposte e i suoi annunci per mezzo della magia, che si rivelavano sempre l'opposto di ciò che profetizzava. Di notte aveva qui la sua dimora e lavorava con ogni sorta di loschi trucchi, tra le luci delle torce, facendo apparire ogni sorta di forme di animali e di spettri. Questa falsa profetessa fu inchiodata mani e piedi a un palo dai Madianiti. Sotto questo albero Giacobbe aveva seppellito gli idoli rubati ai Sichemiti. Giuseppe e Maria si nascosero qui, accanto a questo albero, per un giorno e una notte durante la loro fuga in Egitto. Era noto l'ordine di persecuzione dato da Erode ed era molto pericoloso viaggiare per queste strade. Se non ricordo male, credo che durante il viaggio di Maria e Giuseppe verso Betlemme, fu qui che Maria soffrì una volta un freddo intenso, che la fece gemere e poi ricevette un calore confortante.
La città di Aser-Michmethath si trova in posizione trasversale, su un burrone che scende verso la valle del Giordano; la parte meridionale appartiene a Efraim e quella settentrionale a Manasse. Nella parte di Efraim si trova Michmethath, e in quella di Manasse, il villaggio di Aser, che insieme formano una città, i cui confini la attraversano al centro. La sinagoga si trova nella parte di Aser, e gli abitanti sono in qualche modo diversi nei costumi e appartati; mentre Michmethath, con le sue case, sale lungo il versante della montagna. Nella valle c'è un ruscello, accanto al quale Gesù insegnò ai samaritani che si erano radunati. Un po' più in alto si trova il bellissimo pozzo e attorno ad esso luoghi di svago e di balneazione. La fonte, alla quale si scende per dei gradini, è circondata da un muro di cinta, e al centro della fonte, su un terrapieno, si trova l'albero. Da questa cisterna si può far scorrere l'acqua verso altre fonti, attorno a questa principale. Lì Gesù guarì due donne samaritane.

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