( COMPILAZIONE DI ASSISI )
CAUTERIZZAZIONE INDOLORE
Un giorno arrivò il medico, portando il ferro con cui eseguiva le cauterizzazioni per il male d’occhi. Per arroventarlo fece accendere il fuoco e ve lo mise dentro.
Intanto Francesco, allo scopo di irrobustire il suo spirito contro la paura, parlò al fuoco: «Fratello mio Fuoco nobile e utile fra le creature dell’Altissimo, sii cortese con me in quest’ora. Io ti ho sempre amato, e ancor più ti amerò, per amore di quel Signore che ti ha creato. E prego il nostro Creatore che temperi il tuo ardore, in modo che io possa sopportarlo». Finita l’orazione, tracciò sul fuoco il segno della croce. Noi che eravamo con lui fuggimmo, tutti, sopraffatti dalla emozione e dalla pietà; restò con lui soltanto il medico.
Dopo eseguito l’intervento, tornammo da lui, che ci disse: «Paurosi e uomini di poca fede, perché siete scappati? In verità vi dico che non ho provato nessun dolore nemmeno il calore del ferro infuocato. Anzi, se non sono cotto bene, mi si cuoccia meglio».
L’oculista restò trasecolato, e tenne la cosa per grande miracolo, poiché Francesco, durante l’operazione, non si era neanche mosso. E commentò: «Fratelli, vi dico che non solo costui, che è così debole e malato, ma temerei che una bruciatura simile non riuscirebbe a sopportarla neppure un uomo vigoroso e sano, come già ho sperimentato in alcuni casi».
La cauterizzazione in effetti era stata lunga, cominciando da presso l’orecchio fino al sopracciglio, per arrestare il copioso umore che giorno e notte da molti anni scendeva agli occhi. Perciò fu necessario, a parere di quel medico incidere tutte le vene, dall’orecchio al sopracciglio. Altri sanitari erano invece dell’idea che tale intervento fosse controindicato; e fu vero, poiché l’operazione non giovò a nulla. Un altro medico gli perforò entrambi gli orecchi, ma ugualmente senza risultato.
Traduzione di VERGILIO GAMBOSO

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