sabato 9 maggio 2026

Il Rosario ottiene anche miracoli

 


Anche nella missione in Giappone san Francesco Saverio seguì lo stesso metodo di insegnamento del Vangelo attraverso il Rosario; e la devozione al Rosario, infatti, attecchì bene nei novelli cristiani giapponesi, e durò, in effetti, nonostante le grandi persecuzioni che ci furono in seguito, con l'espulsione di tutti i missionari cattolici dal Giappone. Quando, tre secoli dopo, i missionari poterono tornare in Giappone, i cristiani rimasti fedeli mostrarono a loro i Rosari di san Francesco Saverio, tramandati di padre in figlio: per mezzo di quel Rosario, infatti, essi conoscevano e credevano al mistero dell'Incarnazione del Verbo, al mistero della Redenzione universale operata da Gesù, al mistero della vita eterna.  

Per di più, con il Rosario, san Francesco Saverio non solo faceva catechesi e innamorava i fedeli della Madonna, ma operava anche guarigioni miracolose, tanto è vero che i fedeli chiedevano in prestito la sua corona del Rosario per farla passare da un malato all'altro. A guarigioni avvenute, però, spesso la corona del Rosario non veniva restituita a san Francesco Saverio perché diventava reliquia preziosa per tutti.  

Anche l'ardente apostola santa Francesca Saverio Cabrini, missionaria degli emigrati, amava appassionatamente il Rosario e otteneva grazie senza numero per le necessità delle missioni. Una volta, a Rosario di Santa Fe', in Argentina, dovette lottare contro le autorità anticlericali, e la spuntò grazie ai tanti Rosari recitati, riuscendo a fondare una casa per gli emigrati con un collegio che volle chiamare Collegio Internazionale del Rosario, proprio in omaggio alla Madonna del Rosario che l'aveva aiutata a superare tutti gli ostacoli.  

Se vogliamo amare le Missioni - come è dovere di ogni cristiano - facciamo sì che il mese di ottobre sia il mese del Rosario e delle Missioni, e preghiamo con il Rosario senza stancarci, senza limiti, perché i bisogni delle Missioni sono immensi e urgenti, perché i missionari hanno bisogno del nostro sostegno spirituale e fraterno. 

Padre Stefano Manelli


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