mercoledì 27 maggio 2026

Commento all‟Apocalisse

 


IV. Vers. 3. E dal fumo del pozzo uscirono locuste sulla terra, e fu dato loro un potere, come l‟hanno gli scorpioni della terra.


Le locuste sono queste ferocissime popolazioni settentrionali, e specialmente e in primo luogo, Goti e Vandali, infetti dell‟eresia ariana. Le chiama metaforicamente„ locuste‟, in primo luogo per significare come queste genti assai popolose, al pari delle cavallette, si sparsero in tutti i popoli e regni, come avvenne di fatto. Scrivono, infatti, Metodio Martire, Giordane Goto, e Paolo Diacono, che da questa pessima terra e popolazione del nord si siano mossi e abbiano tratto origine tutti questi popoli, ossia Masageti, Unni, Amazzoni, Cimbri, Parti, Sueci, Longobardi, Eruli, Winili, Svevi, Bulgari, Tamicilingi, Alemanni, Slavi, Burgundi, Livoni, Servi, Normanni, Corpi, Calti e Cimmerici. Questi popoli, infatti, si riversarono su tutta la terra come locuste e tutto devastarono, così che giustamente parve che Dio li avesse riservati come flagello e castigo della Cristianianità e del mondo intero. Dall‟Aquilone si spanderà la sciagura sopra tutti gli abitanti della terra, dice Geremia (c. I, v. 14; c. IV, vv. 6, 7, 9). In secondo luogo, come le cavallette vanno saltando di luogo in luogo, e, per nutrirsi, devastano campi, pascoli, messi e fiori, così queste genti dalla Spagna passarono in Tracia, in Africa, e poi in Italia e Gallia, distruggendo e saccheggiando. In terzo luogo, come le cavallette sono velocissime e con un solo salto sfuggono a chi tenta di catturarle, così questi popoli li troviamo stabilirsi ora in una parte, ora in un‟altra. E dal fumo del pozzo uscirono sulla terra. A seguito del favore accordato dall‟Imperatore Valente all‟eresia ariana, queste genti vennero contaminate da detto errore. E uscirono, o meglio si mossero, per giusto giudizio di Dio, contro lo stesso Imperatore Valente, e poi contro gli altri regni e terre. E fu dato loro un potere, come l‟hanno gli scorpioni della terra. Sono paragonati questi popoli agli scorpioni in relazione al potere loro concesso da Dio e dalla natura, in primo luogo, in ragione del loro armamento: lo scorpione, infatti, brandisce davanti a sé, e ha la sembianza come di un arco con frecce, ossia i pungiglioni ricurvi e velenosi, con cui punge e uccide gli uomini. Così quei popoli impiegavano in guerra una simile insegna militare, detta arcobalestra, colla quale uccidevano o ferivano gravemente o mortalmente, alla stessa guisa degli scorpioni, con lancio di piccoli e sottili dardi, imbevuti di veleno. Questo loro armamento ha poi un‟altra somiglianza con gli scorpioni, in quanto le punte dell‟arco sembrano chele che brandiscono il pungiglione della coda. In secondo luogo, per la loro celerità. Lo scorpione è infatti velocissimo e rapidissimo nel pungere e ferire con la coda. In pari modo quelle genti erano velocissime e rapidissime nell‟uso delle armi e delle frecce e dei dardi, le quali lanciavano come una pioggia torrenziale, contro i nemici, con inaudita rapidità e veemenza. Per cui portar loro guerra fu sempre impresa difficile e rara la vittoria. In terzo luogo, in ragione della perfidia ariana, che giustamente viene detto veleno potentissimo, con cui questi popoli, via via che ne erano contaminati, lo sparsero dappertutto, trascorrendo di regno in regno e costituendosi dei sovrani eretici, come già detto. Per quarto, lo scorpione è un animale feroce, astuto e malvagio, si nasconde nelle fessure delle pietre, negli angoli delle case, per attaccare d‟improvviso, e chiunque incauto venga punto, è ferito in modo letale. Così anche quelle genti si dimostrarono feroci, e bellicose negli inganni, astute nel costruire ordigni bellici, aggredivano d‟improvviso i nemici, ne invadevano i territori, distruggendone le città, e portando così ovunque moltissime calamità. 

Venerabile Servo di Dio Bartolomeo Holzhauser 


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