sabato 30 maggio 2026

ONORE AL CROCIFISSO

 


IL PRIMO PAPA (10 a. C. + 67 8. C.).

Nativo di Betsaida da famiglia di pescatori, fu da Gesù chiamato alla sua sequela e costituito Capo degli Apostoli, Primo della serie dei Sommi Pontefici Cristiani, e Pietra fondamentale della Chiesa Universale.

Mentre nel Getsemaní ebbe il coraggio di tagliare un'orecchio a Malco, nel cortile del Sommo Sacerdote ebreo, invece, forse sopraffatto e smarrito per il succedersi di un dramma impensato, non ebbe il coraggio di confessarsi discepolo di Cristo: ma fu una debolezza momentanea, che pianse per tutta la vita e accese d'incontenibile zelo il suo apostolato.

Avvenuta la Pentecoste, in due coraggiosi discorsi, provò ai connazionali la Divinità del Crocifisso e l'avveramento delle profezie in suo riguardo, rimproverò loro il deicidio compiuto e li invitò a penitenza: 5000 nuovi credenti chiesero subito il Battesimo.

Evangelizzò Antiochía e tutta l'Asia Minore. Tornò a Gerusalemme dove Erode Agrippa lo fè incatenare con l'intenzione di farlo uccidere dopo Pasqua, ma un Angelo ne spezzò le catene e lo mise in libertà. Prese la via di Roma per fondarvi la Madre di tutte le Chiese: da Roma diffuse il Vangelo in Italia, nella Francia e nella Spagna: dentro la stessa Roma, nelle catacombe del Cimitero Ostriano, sull'Aventino in casa di Priscilla e di Aquila, sul Viminale al Vicus Patricius, fra i popolani e gli schiavi, tra gli stessi cavalieri di Cesare, propaga la nuova luce e porta al Maestro Crocifisso un infinito numero di credenti.

Ciò dispiacque ai prefetti dell'incendiatore dì Roma, che lo rinchiusero per nove mesi nel Carcere Mamertino e, infine, lo condannarono ad essere flagellato e crocifisso. Il 29 giugno dell'anno 67, XIV del regno di Nerone, sulla placida collina del Vaticano, donde si scorge la Capitale e i dintorni, Pietro è spogliato delle vesti e inchiodato in croce. L'anima sua esulta al pensiero che in tal guisa si rassomiglia al Maestro Crocifisso. Ma un sentimento lo preoccupa: era proprio degno di rassomigliarlo così al vivo? non era conveniente che tra lui e il Maestro vi fosse qualche differenza?... L'umile Apostolo chiede ai carnefici che, nel drizzar la croce, la pongano col capo riverso; in quella spasmodica posizione compie il suo olocausto pregando per Roma, per la Chiesa nascente e per il mondo intero.

Il corpo del gran Martire fu deposto dai cristiani in una catacomba presso i giardini di Nerone e della Via Trionfale, e anche oggi è là, quasi pietra riquadrata, sotto la grandiosa cupola di Michelangelo, attorno alla quale rifulge a caratteri d'oro la famosa profezia di Gesù in perenne avveramento:

«Tu es Petrus, et super hanc petram aedificabo Ecclesiam meam! ».

Il palazzo di Nerone è un ammasso di rovine: la tomba dell'umile Pescatore si fa ogni giorno sempre più gloriosa, e la Croce di Gesù, posta nel vertice del Vaticano, risplende sul mondo intero come faro di verità e di amore, di glorie e di trionfi. Sempre così nella storia. Tra le potenze tenebrose dell'errore e del vizio e le potenze luminose della verità e della giustizia, vi sarà irreconciliabile conflitto. Ma il successo? Sempre lo stesso: le potenze dell'errore, dopo un'effimera vittoria, cadono in perpetua ignominia; le potenze della verità, dopo un'effimera sconfitta, assurgono ai fastigi di una gloria imperitura.


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