martedì 14 aprile 2026

L’assenza d’amore – La lotta del mondo contro la Dottrina dell’amore

 


Retrocessione spirituale nel tempo odierno


L’atteggiamento dell’umanità non è in accordo con la Dottrina di Cristo, perché questa esige l’agire nell’amore, esige una vita l’uno per l’altro, esige un rapporto dell’uomo reciproco come quello da fratello a fratello. Gli uomini del tempo attuale però si affrontano con animosità, sovente standosi di fronte in sintonia esteriore, ma nel cuore sono sempre solo rivolti al proprio vantaggio osservando il prossimo come avversario, perché da lui si sentono danneggiati e svantaggiati. L’umanità è priva di qualsiasi amore e perciò si mette anche contro il cristianesimo, contro la Dottrina divina dell’amore che non vuole più adempiere, perché esercitare l’amore significa per gli uomini superamento, significa una separazione dalla materia, un retrocedere dei propri desideri e brame, sacrificare ciò che all’uomo è caro.

Dev’essere combattuto l’amore dell’io, l’uomo deve educarsi alla modestia, per poter così servire il prossimo, di rivolgergli ciò a cui rinuncia. Questo è un sacrificio che può essere fatto solo per amore e perciò questo dev’essere esercitato. Ma solo raramente un uomo porta ancora questo sacrificio per i prossimi. Ognuno pensa solo a sé stesso e perciò la Dottrina di Cristo gli è scomoda ed è d’accordo con gli uomini di estirparla. 

Dov’è il disamore, là verrà condotta senza pensare la lotta contro la Dottrina divina dell’amore. Il disamore è disteso su tutto il mondo, gli uomini si superano con le crudeltà che causano al prossimo, quindi tutto il mondo è da chiamare colpevole del grande avvenimento mondiale, che ha iniziato soltanto nel disamore dell’umanità e che avrà per conseguenza sempre maggiore disamore e perciò dev’essere descritto come l’agire dell’inferno, come l’agire di forze demoniache. Gli uomini non riconoscono il basso stato spirituale nel quale si trovano. Considerano soltanto l’effetto puramente esteriore dell’avvenimento del mondo, ma non lo stato spirituale di coloro che a causa del loro grande disamore inducono anche il loro prossimo ad azioni disamorevoli. Finché questo disagio non viene riconosciuto, non può nemmeno essere sospeso; finché l’uomo non riconosce il disamore come il male maggiore, non si sforzerà di vivere nell’amore; cioè di lasciarlo giungere al prossimo. Quindi non tollererà nemmeno la Dottrina di Cristo, la rifiuterà, perché adempierla non gli procura nessun vantaggio terreno. 

Rispettivamente però sarà anche il suo agire, viene di nuovo respinto l’amore e la conseguenza sarà soltanto un aumentato disamore, un uomo tenderà alla distruzione dell’altro, non conoscerà nessun impedimento, non sarà più in grado di distinguere il giusto dall’ingiusto e perciò si supererà in durezza e crudeltà, ed ogni amore si raffredderà ed il basso stato spirituale scenderà fino all’estremo, ed un mondo senza amore non può sussistere, è destinato al naufragio e con lui tutto ciò che non cerca di redimere sé stesso tramite l’amore. 

Amen

10. agosto 1942

ECCO COSA ACCADDE DOPO LA RESURREZIONE DI GESÙ! CHI SONO I SANTI CHE RISORSERO DAI MORTI?


 

Nella tua mano

 


Tu mi tieni interamente nella tua mano, Padre del cielo.

Questa mano è così grande, così vigorosa che potrebbe schiacciare la piccola creatura che io sono; ma la tua mano è una mano paterna, che protegge gelosamente quelli che ha creato.

Sono poca cosa nel cavo della tua mano, ma sono munito della tua potenza divina, avvolto da una immensa bontà.

Che cosa diverrei se fossi abbandonato in mezzo a un universo sconosciuto, lanciato alla deriva tra i flutti di un'esistenza cosparsa di imprevisti?

Avrei tutto da temere, e l'avvenire sarebbe pieno di minacce, di sgradite sorprese, di una fatalità inesorabilmente capricciosa: sarei lo zimbello degli eventi.

Ma nella tua mano, la mia vita riposa fiduciosa.

Quale sorpresa o quale fatalità potrebbe prevalere contro la tua mano?

Nulla può accadermi, che non sia dato da questa mano.

È la mano di un Padre che ama follemente suo figlio e che può prodigargli soltanto del bene.

Mi lascio dunque portare dalla tua mano patema, ovunque mi condurrà.

Che gioia e che sicurezza affidarmi semplicemente alla tua mano sempre fedele, vivere, soffrire, morire in essa, per rimanervi in eterno!


Il fuoco e la siccità imperverseranno

 


Rivelazioni dal Cielo tramite Robert Brasseur 

1° aprile 2026


«Caro figlio, Io sono la Luce del mondo, il tuo Papà che vuole salvare tutti i Suoi figli.

Ahimè! È giunto il momento in cui tutto deve compiersi! Le Mie Parole sono innegabili e tutto ciò che è stato annunciato si realizzerà. La Purificazione è l’unico mezzo in grado di guarire il cuore dei Miei piccoli.


Il fuoco e la siccità imperverseranno


Il fuoco purificherà la terra e l’uomo ne subirà le conseguenze; la siccità distruggerà i raccolti, causando una carenza di cibo.


Questi due flagelli porteranno la distruzione.


L’uomo, perdendo tutto ciò che gli è indispensabile, riconoscerà che l’unica sicurezza che gli rimane è quella del suo Creatore: IL SUO PAPÀ DEL CIELO.

Togliendogli questi due elementi essenziali, l’uomo non avrà più alcun altro legame se non quello che Io gli darò: il Mio Amore. E per coloro che rifiuteranno questo Amore, il loro destino sarà la rovina totale.

Cari figli, pregate molto per i vostri fratelli e sorelle, affinché possano ricevere la grazia della conversione. Le piaghe si susseguiranno a un ritmo senza precedenti e molti periranno.

Ma voi, cari figli che siete uniti al Mio Cuore di Padre, non temete; vi colmerò del Mio Amore e vi trasformerò in esseri di Luce.

Sarete testimoni, ma il vostro cuore sarà in pace.

Caro figlio, benedico te e tutti coloro che ti sono cari. »

Il tuo Papà, pieno di compassione per tutti i Suoi figli. 

Regina della Famiglia

 


Apparizioni a Ghiaie 


Dott.ssa Eliana Maggi 

 Il giudizio dato dalla dott.ssa Eliana Maggi su Adelaide  Roncalli è pure di grande importanza, sia perché essendo stata  presente a varie apparizioni potè osservare la piccola veggente,  anche durante l'estasi, sia per il prestigio che le derivava dalla  competenza e dalla probità della vita. 

Lo stesso don Luigi Cortesi così la presenta: 

"Venerdì, 19 maggio 1944. Si presentò la dott.ssa Maggi.  Se non andiamo errati, fu il primo medico che rischiò la reputazione professionale partecipando, per amore della scienza e della  pietà, ai fatti di ghiaie. In seguito sarà sempre presente a tutte le  visioni, testimone fedele e prezioso, e renderà grandi servigi alla  Commissione medica di accertamento dei miracoli, indagatrice  abile e preziosa. Stasera la cara dott.ssa volle sottoporre la  piccina a una sommaria visita medica: la trovò perfettamente  sana e normale" ( v. Storia dei fatti di Ghiaie p. 66). 

Il giudizio sulla perfetta normalità di Adelaide Roncalli,  dato dalla dott.ssa la sera del suo primo incontro con la bambina,  viene confermato da uno studio più approfondito e prolungato  nel tempo, condotto dalla medesima, e i cui risultati sono stati  raccolti nella relazione trasmessa dalla Maggi, nel 1944, al  vescovo di Bergamo. 

La dott.ssa nella suddetta relazione afferma che Adelaide Roncalli gode di buona salute fisica e psichica, ed è dotata di una  intelligenza positiva sì, ma capace di vedute larghe e di sintesi  rapida. La bambina è sensibilissima al bene e sente compassione per chi soffre. La  dott.ssa E. Maggi riassume il suo giudizio su Adelaide in una frase: dico solo  che è "mens sana in corpore sano". 


La testimonianza di suor Ambrogina Cozzi  maestra della scuola materna di Ghiaie 

 Suor Ambrogina Cozzi così scrive: 

"Ecco quanto posso dire di Adelaide Roncalli. A mio  parere la bambina in oggetto non è dotata di molta intelligenza e  tanto meno di fantasia. 

Nei tre anni durante i quali l'ebbi nell'asilo non mi fu mai  concessa la soddisfazione di vederla attenta alle lezioni che  generalmente attraggono i bambini; neppure i piccoli lavori che  di solito piacciono ai bambini bastavano ad interessare la piccola  Adelaide... 

In fatto di sincerità mi pare di poter assicurare di non aver  mai notato nella bambina segni di malizia o di poca sincerità... 

Firmato suor Ambrogina Cozzi. Roma Tiburtino 3°, 1° 

agosto 1946". 


La dichiarazione dell'ins. Ada Odoni Spalazzi 

 L'insegnante della scuola elementare di Ghiaie dichiara:  "La bambina Adelaide Roncalli è stata mia scolaretta nella prima  classe per alcuni mesi. 

Di lei posso dire che non era in quel tempo un' allieva delle  più dotate ed aveva sempre bisogno del mio incitamento, del mio  aiuto per fare qualche cosa. 

Non si distingueva per una spiccata fisionomia morale. Si  confondeva nel numero dei fanciulli normali era ora buona e  disciplinata, ora invece disubbidiente e distratta perché si  abbandonava a piccoli ozi e trastulli. 

Una volta perché si era mostrata indolente, l'avevo invitata  a fare firmare dai genitori una nota di rimprovero. La piccola per  evitare un castigo, firmò lei stessa la nota. Io me ne accorsi,  perché riconobbi subito i suoi caratteri irregolari. Ella non negò  il suo sotterfugio, perché aveva della fanciullezza tutta la candida  sincerità. Rimaneva in lei assai evidente una naturale rozzezza,  ch'io non seppi mai vincere. 

Lasciandola fare lavorava con entusiasmo e con accurata  diligenza a preparare palline di lana e di cotone di vario colore  che da lei e dalle sue compagne venivano chiamate col nome di  fiori della Madonna. Nelle conversazioni con me esprimeva il  suo pensiero così naturalmente, come naturalmente affiorava dal  cuore. 

Era dunque spontanea, schietta e per nulla timida. 

L'insegnante Odoni Spalazzi Ada". 

Severino Bortolan 

lunedì 13 aprile 2026

La Parola suonante

 


La Voce interiore


Giovanni 14, 21: „Chi osserva i Miei Comandamenti, Mi ama. Ma chi Mi ama, sarà amato dal Padre Mio, ed Io l’amerò, e Mi rivelerò a lui.” Il momento più sublime nella vita terrena è per l’uomo la percezione della Parola che risuona, appena sente l’espressione del Mio Amore nel suo cuore come una Parola pronunciata. Perché ora la Mia Presenza è percepibile come una marea di Luce che colma il cuore, ed è anche udibile ai sensi dell’uomo. In quale maturità d’anima ora si trova l’uomo, è di influenza sul modo del risuonare della Voce interiore. Può concedersi spensieratamente al sentimento di delizia, se la sua anima è già molto progredita, come deve anche aver da lottare con ostacoli interiori, se si trova ancora in un grado inferiore di maturità. Ciononostante deve già aver raggiunto una certa maturità dell’anima, altrimenti non potrebbe mai ricevere la Grazia della Parola “risuonante”. Si tratta dunque di un procedimento di trasferimento di Luce e Forza in forma diretta. L’uomo sta così strettamente in contatto con Me, che posso esprimerMi di fronte a lui e vengo anche compreso, cosa che in anime immature non sarà mai il caso. Ma devo sempre ridurre la Mia Forza d’Amore, se l’uomo deve rimanere idoneo per la vita terrena, e non perdere ogni legame terreno a causa di una felicità traboccante. E perciò saranno sempre soltanto dei brevi momenti, in cui Mi esprimo con il suono, finché non è terminato il percorso di colui che Mi stà così vicino che lo onoro con il Mio Discorso. Nel tempo della fine però ho bisogno di servi sulla Terra, che siano attivi per Me in modo molto fervente. E ricompenso il loro fervore, rivelandoMi in un modo, che non nutrono più nessun dubbio nel cuore, perché MI sono fedeli, perché credono, senza vedere e lavorano per Me in questa fede Voglio stimolarli per un’attività sempre più fervente, ma posso esprimerMi a suono solamente, quando la loro fede ha raggiunto già quella solidità, che credono incondizionatamente nel Mio Agire, che hanno già sentito prima la Voce dello Spirito e la riconoscono come la Mia Voce. Perché la Parola suonante non deve mai significare per loro una costrizione di fede. E’ l’incoronamento di una forte fede e per la vita terrena il più prezioso da raggiungere, perché rende l’uomo indicibilmente felice, ed il pensiero in ciò lo rende insensibile verso sofferenze e miserie di specie terrena. La sua beatitudine, la sua fede convinta danno anche ai prossimi una accresciuta forza di fede, in modo che l’agire tra gli uomini di costoro è estremamente beatificante e compirà ogni prestazione, che intraprende. I prossimi possono ben contrapporre dei dubbi. Ma chi percepisce la Mia Parola dentro di sé come suono, non può più dubitare. E così ricompenso l’amore e la fedeltà dei Miei servi, che si impegna per Me, e gli do già sulla Terra una felicità, che non gli può offrire il mondo. 

Amen

26. maggio 1948

 


La vostra Madre Celeste vi aspetta come ogni vera Madre, con il Cuore ardente d’amore per voi

 


Figli Miei, figli benedetti del Mio Cuore, vi parlo per dirvi che nelle famiglie, se manca la comunicazione, queste si allontanano e i loro membri seguono il proprio libero arbitrio nella vita, senza curarsi di ciò che accade a uno o agli altri, e possono persino perdersi (le famiglie). Questo, figli Miei, accade anche nella famiglia celeste, per questo vi chiedo di essere più in comunione con il Cielo e di elevare maggiormente il vostro cuore ai Santi e alle Sante del Cielo e a tutti gli Angeli, e soprattutto alla vostra Madre Celeste che vi aspetta come ogni vera Madre, con il Cuore ardente d’amore per voi. Io, Gesù, vi parlo.

Figli miei, sono il vostro fratello maggiore e vi chiedo di rivolgervi a me, di parlarmi delle vostre cose, di avvicinarvi alla vostra Madre Celeste e di esporle le vostre preoccupazioni, perché Lei, da Madre amorevole, vi ascolta con fervore. Chi ama veramente la propria madre biologica, rimane forse lontano da lei per molto tempo? Ebbene, lo stesso vale per la vostra Madre Celeste, che desidera che i Suoi veri figli La lodino, La preghino, ma Le raccontino anche i loro dolori e le loro speranze e li affidino tutti alle Sue Mani immacolate.

Figli Miei, durante il Mio passaggio sulla Terra raccontavo tutto a Mia Madre e avevamo grandi dialoghi, pur sapendo, come Dio, ciò che c'era nel Suo Cuore, e Lei a Me, nonostante fossi Suo Figlio, rivolgeva richieste come a Dio e si sottometteva sempre a qualunque cosa fosse la Mia Volontà. Lei intercedeva per i Suoi vicini, per chi Le stava intorno, per i casi di sventure che Le giungevano e che erano accadute, e Lei, umilmente e sottomettendosi a Me, Mi pregava per quelle persone e si sottometteva a ciò che Io volessi fare. A volte Le concedevo ciò che chiedeva e altre volte Le dicevo che era meglio non farlo per il bene delle loro anime, e la fede e l’amore ardenti di Mia Madre credevano in tutto e accettavano tutto. Io, Gesù, vi parlo.

Ma figli, voi ci avete in grande abbandono e non vi rivolgete a Noi nonostante a molti di voi non siamo indifferenti. Non avete l’abitudine di dialogare con Noi. Recitate il Rosario, leggete cose spirituali, ma non dialogate con Noi che siamo la vostra Famiglia Celeste e siamo attenti alle vostre cose. Quindi, figli, rivolgetevi a Noi e parlateci come se vivessimo sulla Terra, perché tra il Cielo e la Terra il dialogo e la preghiera accorciano la distanza e uniscono intimamente. Io, Gesù, Vostro Fratello, Vostro Salvatore, il Figlio di Maria, ve lo chiedo. La mia Pace sia con tutti voi. 

30 GENNAIO 2011

Veggente di Jaén

MISSIONE ARTEMIS: L'Avvertimento Che Nessuno Ascolta | Rivelazioni Profetiche Ignorate dalla NASA


 

Preghiera della Divina Misericordia

 


Gesù mio dammi da bere della tua misericordia. Il mio essere, non comprendendo le tue vie, tende al mondo, a causa di tante idee, di tante affermazioni contrarie alla tua parola, degli artifici del male che persegue le anime perché si allontanino da te. Che la tua misericordia ci liberi dalla caduta.

Oggi rendo grazie a un così grande ed infinito Amore che, non tenendo conto della disaffezione dell’uomo, continua a tenere aperte all’uomo le Porte della Tua Infinita Misericordia.

Concedici la comprensione, il raziocinio, affinché nonostante siamo immersi nella mondanità, possiamo essere creature che, amandoti al di sopra di ogni cosa, abbiamo la certezza che per entrare nella Tua Casa, per essere accettati alla Tua Mensa, abbiamo bisogno del pentimento che ci porti alla conversione.

Dacci talmente tanto amore che, anche se non Ti vediamo con gli occhi corporali, noi crediamo in Te. Non permettere che ti rinneghiamo, ma il Tuo Amore ci leghi alla vera libertà.

Amen.

(Ispirata a Luz de María, 08.04.2018)

 

MESSAGGIO N. 20 SAN MICHELE AI DUE CUORI UNITI E TRASFERITI VIENE CONCESSO UN BREVE PERIODO DI TEMPO STRAORDINARIO

 


MESSAGGIO N. 20 SAN MICHELE 

AI DUE CUORI UNITI E TRASFERITI VIENE CONCESSO UN BREVE PERIODO DI TEMPO STRAORDINARIO 


Io, San Michele Arcangelo, Principe della Milizia Celeste, ero disposto, per ordine del Cielo, a impartire molto presto le ultime istruzioni; ma il Cuore di Gesù Cristo, vedendo i suoi fratelli ancora materialmente indifesi, ha concesso un tempo brevissimo, ma sufficiente, affinché il Popolo di Dio si preparasse a questo riguardo.

Ripeto, è un tempo molto breve concesso dal Cielo su richiesta di Gesù Cristo.

Il suo Cuore si è commosso per i cuori dei suoi fratelli, vedendo che gli chiedevano di concedere un po' più di tempo, poiché non erano adeguatamente preparati materialmente.

Gesù Cristo, mio Signore, soffre troppo per i sacrilegi commessi contro il suo Santissimo Corpo. Il Padre non può sopportarlo, ma come sempre i Cuori di Gesù e Maria, con le loro richieste per l’umanità, concedono sempre tempi straordinari all’umanità, per perdonarla, esortarla al pentimento, salvarla e attirarla a sé.

Ma il Padre, che non è così condiscendente, poiché è molto giusto, concede sempre loro, perché i suoi due Cuori Uniti e Trafitti toccano il suo Cuore.

Ma l’umanità è così ingrata verso questi due Cuori di Gesù e Maria; tuttavia, per intercessione di pochi, pochissimi, i Cuori di Gesù e Maria sono teneri e concedono concessioni per amore dell’umanità.

Gesù Cristo è stato crudelmente ucciso sulla Croce, dissanguato, sfigurato, e lo ha fatto per amore dell’umanità, e in ogni ferita atroce ha chiesto la salvezza delle anime. È stato un dolore terribile per il Padre, e la Madre di Cristo lo ha sopportato pazientemente per amore dell’umanità.

Questa coppia di Cuori folli non sa quanto abbia interceduto per tutti voi e quanto abbia fermato la giusta ira del Padre.

Solo per pochi, tutto si ferma, e il Cielo cambia idea, e non può dire di no a Gesù e Maria.

Ecco perché il Padre ha concesso un tempo breve ma pertinente per la preparazione materiale; approfittatene al massimo.

Ho incaricato Lore di fare ricerche su questo argomento e di scrivere tutto in questo spazio, per far conoscere tutto ciò che è necessario, per poter sopravvivere in questa grande tribolazione.

Ricordate che la cosa più importante è la preparazione spirituale, tuttavia, anche quella materiale è importante.

Non potete immaginare l’amore che la Madre Celeste e suo Figlio hanno per voi, umanità ingrata. Ringraziatelo infinitamente con la preghiera, ore di riparazione, digiuni, sacrifici e soprattutto amore per il prossimo e per i vostri nemici.

Siate caritatevoli, amate, perdonate e siate più riconoscenti verso Gesù e Maria, che non sapete come hanno smosso il Cielo e hanno fatto sì che il Padre cambiasse i suoi piani, che tutto il Cielo, in considerazione di entrambi, lo abbia fatto più e più volte.

Non stancatevi mai di ringraziare questi due Cuori folli d’amore per l’umanità. Di notte espiano molto, per i Cuori offesi di Gesù e Maria.

Solo per riguardo verso alcuni, è stato concesso questo tempo straordinario: approfittatene al massimo. Vi lascio nella pace di Gesù Cristo

Che è come Dio! Nessuno è come Dio! 

04 Settembre 2016

Lorena

Regina della Famiglia

 


Apparizioni a Ghiaie 


La prof. Agata Sidlauskaitè 

 Il prof. Don Luigi Cortesi invitò a Bergamo la prof. A. Sidlauskaitè, per uno studio supplementare su Adelaide Roncalli.  La professoressa soggiornò presso la fanciulla, nel convento di  Gandino (Bergamo) delle Suore Orsoline, a più riprese, nei mesi  di luglio, agosto e settembre 1944. 

Dall'osservazione prolungata, la Sidlauskaitè trasse una conferma ai risultati della relazione di padre Gemelli, come  risulta da ciò che scrive il Cortesi stesso, alle cui ansie la professoressa rispondeva sempre in modo pacato ma ferma: "Vuoi  forse ch'io dica che Adelaide è un'anormale, quando è più normale di...?" (v. Il problema delle apparizioni di Ghiaie, p. 116). 

Il Cortesi non riferisce per intero la frase, ma sarebbe interessante conoscere il secondo termine di paragone. 


Dott. Giulio Loglio 

 Al giudizio di padre Agostino Gemelli e della sua assistente prof. A. Sidlauskaitè, aggiungo quello non meno importante, sotto certi aspetti, del dott. Giulio Loglio, medico condotto  di Bonate Sopra (Bergamo), il quale partecipò a varie apparizioni  e potè controllare direttamente l'estasi di Adelaide. 

Il dott. Loglio, nella relazione inviata, il 30 settembre 1944, al vescovo di Bergamo scrive: 

"... Conosco la famiglia Roncalli da circa 18 anni, come  robusta, buona e brava famiglia di operai. Poche le malattie sofferte dai numerosi membri della famiglia e di nessuno di essi ho mai notato alcun sintomo di alterazioni psichiche, d'isterismo od  epilessia. 

Gli otto figli viventi, sani e robusti, furono allevati con sani  criteri di educazione ed economia domestica, compatibili con i  modesti guadagni del padre, operaio del linificio di Ponte S.  Pietro, che , se non si rifiutò di bere qualche bicchiere di vino,  specie alla domenica, non si abbandonò però mai agli eccessi. La  madre, è madre esemplare; cura amorevolmente i figlioli senza  tanti pietismi e li educa cristianamente, ma senza bigottismo. 

L'Adelaide, nata il 23 aprile 1937... non si ammalò che di pertosse e di morbillo... 

È sempre vissuta al Torchio Sotto, gruppo di tre cascinali  della frazione Ghiaie di Bonate Sopra e non si allontanava da  casa che per recarsi a scuola od in chiesa alla domenica. Solo lo  scorso inverno ha assistito ad una rappresentazione di Fatima,  data al teatro-oratorio. È di carattere taciturno e per l'ambiente in  cui è vissuta, un po' timido, di sviluppo psichico un po' tardo, ma  è difficilmente impressionabile, (ricordo la sua indifferenza per  la folla che la circondava implorando e vociando), e di forte  volontà. (Il 31 maggio, quando venne colta da forti dolori  addominali, il prof. Cazzamalli gentilmente le offrì una pasticca  di laudano disciolta in acqua zuccherata. Essa, pur non sapendo  che si trattava di una medicina, si rifiutò di prendere quanto le  veniva offerto e volle che tutti quanti quelli che la circondavano,  ne bevessero un po'. Esaurita, ne fu soddisfatta). Non è neppure  dotata di fantasia facile nelle fanciulle; essa ripete quanto sa, od  ha studiato a memoria, senza alterare una parola ed il significato,  e se non sa tace. Sebbene fin dall'inizio avessi avuto sentore delle  apparizioni della Vergine alla piccola Adelaide, io ho assistito la  prima volta la fanciulla il 20 maggio c.a. '' 

Il dott. Loglio continua descrivendo ciò che osservò durante le apparizioni cui assistette, e poi, fa a se stesso tre  domande alle quali risponde. 

Io riporto, ora, solo la prima domanda e la risposta. Egli scrive: 

"È apparsa veramente la Vergine alla Roncalli? Da indagini esperite anche da illustri psichiatri mi risulta che la Roncalli  Adelaide fu riconosciuta sana di mente e immune da isterismo.  Non poteva essere ipnotizzata, perché l'ipnotizzato non compie  alcun movimento volontario, ciò che invece faceva di frequente  la bambina durante le visioni, sia cambiando la posizione delle  mani, sia ravviandosi i capelli, né avverte quegli stimoli che  invece avvertì la Roncalli (pizzicotti e piena percezione con  successiva risposta alla domanda rivoltale); non poteva simulare  perché sebbene di carattere forte, non lo poteva mai essere al  punto di affermare di avere delle apparizioni per ben 13 volte (e  sulle prime ci buscò anche degli scapaccioni dal padre e dalla  madre); né avrebbe sopportato certamente l'allontanamento dalla  casa, tanto trambusto, tante noiose indagini, e nelle sue visioni  sarebbe stata assai più sollecita, né avrebbe potuto avere su di  esse tutti i particolari che ebbe, indi, dopo pochi giorni,  dichiarare terminate le visioni. 

Sono quindi convinto che effettivamente la Vergine sia apparsa". 

Il dott. G. Loglio termina così: "Quanto sopra ho sentito il dovere di riferire alla E.V. Rev.ma quale medico e quale cattolico, sebbene non troppo fervente. 

Della E.V. Rev.ma, dev.mo dott. G. Loglio". 

In merito al giudizio espresso dal dott. G. Loglio, sullo  sviluppo psichico un po' tardo di Adelaide, credo opportuno  rilevare che la bambina dava questa impressione anche ad altri  che non avevano dimestichezza con lei. Ciò accadde in un primo  tempo, anche alla dott.ssa E. Maggi, la quale dovette ricredersi,  quando con l'aumentare della confidenza, Adelaide le apri la sua  mente, tutt'altro che tonta e tarda, come la Maggi stessa scrisse  nella sua relazione. 

Inoltre faccio notare che il dott. Loglio non si limita a giu- dicare, come medico, le condizioni psicofisiche di Adelaide, ma  va più in là del limite che altri si imposero, e dice: per me le  apparizioni sono vere. 

La sua convinzione personale, fondata su osservazioni  obiettive e considerazioni di carattere razionale, è lecita anche  dal punto di vista etico, almeno fino a quando non vi sia una  aperta e motivata sconfessione delle apparizioni, da parte dell'autorità ecclesiastica. 

Severino Bortolan

domenica 12 aprile 2026

IL LIBRO DEGLI ATTI: PERCHÉ LA CHIESA MODERNA LO HA DIMENTICATO?


 

La scintilla divina – Giusto rapporto verso Dio

 


La scintilla d’amore di Dio nell’uomo 


Voi tutti portate in voi la scintilla divina, che vuole essere la vostra guida nella vita terrena, se soltanto gli concedete il diritto, se glielo rendete possibile che si possa esprimere e istruirvi. Nessun uomo dipende da sé stesso, ogni uomo può aspettarsi il Mio Sostegno. Ognuno deve soltanto collegarsi con Me ed agirò poi sull’uomo attraverso il Mio spirito. Voi siete bensì collegati con Me sin dal principio, appunto attraverso quella scintilla spirituale, che voi ospitate dentro di voi e che è una Parte del Mio Sirito di Padre, cioè voi siete costantemente in contatto con Me. Ma esso si mantiene in silenzio, finché non vi affidate coscientemente alla sua guida, finché vi tenete separati da Me in pensieri e nel vostro essere. E così dipende da voi stessi, se vi sentite come parte di Me, se stabilite il giusto rapporto con Me, il rapporto di un figlio verso il Padre o della creatura verso il suo Dio e Creatore, dipende da voi, se vi lasciate guidare e consigliare da Me. Già riconoscendo di essere sottomesso a Me come vostro Creatore dall’Eternità, è un passo di avvicinamento a Me, che vi condurrà certamente anche là, perché Mi riconoscete e tendete verso Me come vostro Padre; perché allora permettete già alla Mia scintilla spirituale in voi, che agisca su di voi, che vi avverte ed ammonisce di non fare il male e di fare il bene. Allora posso già parlare con voi attraverso lo spirito, appena voi Mi riconoscete. E le Mie Parole diventano poi sempre più amorevoli, l’influenza del Mio Spirito di Dio genererà sempre più amore, più voi riconoscete in Me vostro Padre ed ora seguite anche obbediente la voce interiore come Miei figli, che vuole istruirvi davvero solo a vostro vantaggio. Il contatto con Me esiste comunque sempre e continuamente, ma che ve ne rendiate conto, dipende da voi stessi. Appena i vostri pensieri si rivolgono a Me nella preghiera, voi stabilite coscientemente il contatto con Me, ed ora posso agire in voi mediante il Mio Spirito. E così nessuno nella Creazione si trova isolato da Me, se lui stesso non compie questo isolamento. Se egli stesso si distoglie da Me, si crede libero da ogni legame con il Potere che lo ha creato, allora egli è anche isolato, e non viene influenzato da Me. Allora la scintilla divina sonnecchia in lui, non si annuncia in nessun modo, perché la libera volontà dell’uomo non viene toccata. L’uomo non viene condizionato nella sua predisposizione verso Me, egli stesso deve stabilire il legame, se vuole sperimentare la benedizione di un tale collegamento, che conduce irrevocabilmente alla perfezione.

Amen

26. ottobre 1954

L’anima sperimenta che non è capace di niente senza Gesù e che a Lui deve tutto. Gesù, il vero Direttore spirituale, la istruisce su come fare nello stato di oscurità e abbandono, nella preghiera, nella Comunione e nelle visite a Gesù nel SS. Sacramento

 


Mi ricordavo ancora di tutte le grazie, le parole, le correzioni, i rimproveri. Vedevo con occhio chiaro che tutto l’operato fin qui, tutto, tutto, era stato opera della sua Grazia e che di me non restava altro che il puro niente e l’inclinazione al male; toccavo con mano che senza di Lui non sentivo più l’amore così sensibile, quei lumi così chiari nella meditazione, in modo che vi stavo le due o tre ore, ma però facevo quanto più potevo per fare quello che facevo [35] quando me lo sentivo, perché in me sentivo ripetere quelle parole  (“Se mi sarai fedele verrò per premiarti; se ingrata, per castigarti”). 

Così passavo, quando due giorni, quando quattro, più o meno, come a Lui piaceva. L’unico mio conforto era riceverlo in Sacramento. Oh, sì, certo, lì lo trovavo, non potevo dubitare, e ricordo che poche volte non si faceva sentire, perché tanto lo pregavo e ripregavo ed importunavo, che mi contentava, ma però non amoroso e amabile, ma severo. 45 

Dopo che passavo quei giorni in quello stato detto di sopra (specialmente se gli ero stata fedele), me lo sentivo ritornare dentro di me, mi parlava più chiaramente, e siccome nei giorni passati non avevo potuto concepire dentro di me una parola né sentire niente, così ora venivo a conoscere che non era la mia fantasia, siccome molte volte prima dicevo –tanto che di quanto detto fin qui non dicevo niente né al Confessore né ad altra anima vivente–; io però [36] facevo quanto più potevo per corrispondergli, ché altrimenti mi faceva tanta guerra, che non trovavo pace. Ah, Signore, sei stato tanto buono con me, ed io così cattiva ancora! 

Seguitando ciò che avevo cominciato, me lo sentivo dentro di me, lo abbracciavo, me lo stringevo, gli dicevo: “Amato Bene, vedi quanto mi è riuscita amara la nostra separazione”, e Lui mi diceva: “È niente ciò che hai passato, preparati a prove più dure. Perciò sono venuto, per disporre il tuo cuore e fortificarlo. Adesso mi dirai tutto ciò che hai passato, i tuoi dubbi e timori, tutte le tue difficoltà, per poterti insegnare il modo come portarti nella mia assenza”. 

Quindi gli facevo la narrazione delle mie pene, dicendogli: “Signore, vedi, senza di Voi non ho potuto far niente bene. La meditazione l’ho fatta tutta distratta, brutta, tanto che non avevo coraggio di offrirvela. Nella Comunione non ho potuto stare le ore intere, come quando Vi sentivo; mi vedevo sola, [37] non trovavo con chi poter intendermela, tutta mi sentivo vuota. La pena della vostra assenza mi faceva provare agonie mortali, la natura voleva sbrigarsi subito per sfuggire quella pena, tanto più che mi pareva che non facevo altro che perdere tempo. Il timore, ancora, che Voi tornando mi castigaste, perché non ero stata fedele..., quindi non sapevo che fare. E poi, la pena che Voi siete continuamente offeso e che non sapendo quando fare, come prima mi insegnavi, quegli atti di riparazione, quelle visite al Santissimo Sacramento, per le diverse offese che Voi ricevete, dunque, ditemi un po’, come dovevo fare?” 

E Lui, benignamente ammaestrandomi, diceva: “Tu hai fatto male nello stare così disturbata. Non sai tu che Io sono Spirito di pace? E la prima cosa che ti raccomando è di non funestare la pace del cuore. Quando nell’orazione non puoi raccoglierti, non voglio che pensi a [38] questo o a quell’altro, come è e come non è. Facendo così, tu stessa chiami la distrazione. Invece, quando ti trovi in quello stato, la prima cosa è che ti umili, confessandoti meritevole di quelle pene, mettendoti come un umile agnellino nelle braccia del carnefice, al quale, mentre lo uccide, lambisce la mano. Così tu, mentre ti vedrai percossa, abbattuta, sola, ti rassegnerai alle mie sante disposizioni, mi ringrazierai di tutto cuore, mi bacerai quella mano che ti percuote, riconoscendoti indegna di quelle pene; poi mi offrirai quelle amarezze, angustie, tedi, pregandomi che li accettassi come un sacrificio di lode, di soddisfazione delle tue colpe e di riparazione delle offese che mi fanno. Facendo così, la tua orazione salirà innanzi al mio trono come un incenso odorosissimo, ferirà il mio Cuore, ti attirerai nuove grazie e nuovi carismi; il demonio, vedendoti umile e rassegnata, tutta inabissata nel tuo nulla, non avrà forza di avvicinarsi. Eccoti che dove tu credevi [39] di perdere, farai grandi acquisti. 

A riguardo della Comunione, non voglio che ti affligga che non sai stare. Sappi che è un’ombra della pena che soffrii nel Getsemani. Che sarà quando ti farò partecipe dei flagelli, delle spine e dei chiodi? l pensiero delle pene maggiori ti farà soffrire con più coraggio le pene minori. Quindi, quando nella Comunione ti troverai sola, agonizzante, pensa che ti voglio un poco in compagnia nell’agonia dell’orto. Dunque, mettiti vicino a Me e fa un confronto tra le tue e le mie pene. Vedi: tu sola e priva di Me, ed o anche solo e abbandonato dai più fidi amici, che addormentati se ne stanno, e fin dal mio Divin Padre lasciato solo; poi, in mezzo a pene acerbissime, circondato da serpi, da vipere, da cani arrabbiati, quali erano i peccati degli uomini e dove erano anche i tuoi, che facevano la loro parte, che mi pareva che mi volevano divorare vivo. l mio Cuore fu preso da tali strettezze, che me lo sentivo come se stesse [40] sotto un torchio, tanto che sudai vivo sangue... Dimmi, quando tu sei giunta a soffrire tanto? Dunque, quando ti trovi priva di Me, afflitta, vuota da ogni consolazione, ripiena di tristezze, di affanni, di pene, vieni vicino a Me, asciugami quel sangue, offrimi quelle pene in sollievo della mia amarissima agonia. Così facendo troverai il modo come poterti trattenere con Me dopo la Comunione. Non è che non soffrirai, perché la pena più amara che possa dare alle anime mie care è il privarle di Me, ma tu, pensando che con quel tuo penare darai sollievo a Me, sarai anche contenta. 

Per le visite ed atti di riparazione, tu devi sapere che tutto ciò che feci nel corso dei trentatré anni, dacché nacqui finché morii, lo sto continuando nel Sacramento dell’altare. Perciò voglio che mi visiti 33 volte al giorno, onorando i miei anni e insieme unendoti con Me nel Sacramento, [41] con le mie stesse intenzioni, cioè di riparazione e di adorazione. Questo lo farai in tutti i tempi; il primo pensiero della mattina subito voli innanzi alla custodia, dove sono per amor tuo, e mi visiti l’ultimo pensiero della sera; mentre dormirai la notte, prima e dopo il pasto, in principio d’ogni tua azione, camminando, lavorando”. 

Mentre così mi diceva, mi vedevo tutta confusa e, non sapendo se potevo riuscire a farle, gli dissi: “Signore, Vi prego di starvi insieme, finché prenda l’abitudine di farle, ché conosco che con Voi tutto posso, ma senza di Voi, che posso fare io, miserabile?” 

E Lui benignamente soggiungeva: “Sì, sì, ti contenterò. Quando mai ti ho mancato? Per la tua buona volontà, voglio che qualunque aiuto tu vuoi te lo dia”. E così faceva. 

Luisa Piccarreta


Dirti: Padre!

 


O Dio così grande, che gioia poterti dire: Padre!

Eppure come sono timido e lento a trarre profitto da questa gioia!

Il nome che Cristo ti ha attribuito e col quale ci ha particolarmente invitati a rivolgerci a te nelle nostre preghiere, io lo pronuncio troppo raramente.

Che tu sia nostro Padre è una verità così stupenda, una grazia così meravigliosa che faccio fatica ad accoglierle!

Malgrado tutto quello che tuo Figlio ci ha raccontato di te, ho ancora paura e rimango sulla soglia di questa verità immensa, non osando immergermi in essa e saziarmene come tu vorresti.

Poiché tu sei così buono, attirami sempre più al tuo cuore paterno, incoraggiami a considerarti davvero come un Padre, a venerarti e ad amarti con cuore filiale!

Fa' trionfare in me la fiducia, affinché mi abbandoni finalmente senza reticenze alla gioia di avere un Padre in cielo! Che io vi attinga conforto nelle difficoltà, e vi trovi sempre uno stimolo all'amore!

Rivolgendomi a te come Padre, che io possa amarti come tu desideri, con tutto il mio cuore, con tutta la mia anima, con tutte le mie forze!


Ecco perché mio Figlio soffre ancora sulla croce: perché queste anime continuano a flagellarlo, a disprezzarlo e ad oltraggiarlo.

 



Julia patisce le sofferenze dellacrocifissione


Testo integrale della 1ettera che Julia mandò nel marzo 1988 a padre Raymond Spies. Aveva già inviato un primo testo che, su sua richiesta, le fu restituito. Julia lo revisionò, correggendolo in alcuni punti. Infatti, aveva fatto la prima stesura in un momento in cui era in preda a grandi sofferenze fisiche. Julia scrive:

"Padre Pha, che doveva incontrarsi (appunto quel giovedì 4 febbraio) con 1��Arcivescovo di Kwangju, é passato prima da Naju e vi ha celebrato una Messa. La sera del 3 febbraio, verso le ore 21,00, la Vergine lasciò il suo posto abituale e si spostò in avanti (verso il lato sinistro della nicchia), rimanendo quindi girata verso la porta.(Fu in questa posizione che padre Spies e Dina trovarono la Vergine, quando entrarono nella sala - cappella; la sala era vuota. Per almeno dieci minuti essi poterono osservare tranquillamente le lacrime che colavano senza sosta.

Padre Spies cominciò a celebrare la Messa verso le 10,50. Padre Pha, mentre indossava i paramenti sacerdotali per celebrare la Messa, si ricordò che la Vergine era rivolta verso la porta. E penso: "Chissà se la Vergine desidera restare in quella posizione? Penso di no; vorrà essere rivolta verso suo Figlio, presente nel ss.mo Sacramento nel corso della Messa. Devo metterla sull��altare, in centro, in avanti, rivolta verso i fedeli? No, poiché volterebbe le spalle a suo Figlio e, inoltre, quel posto é riservato al crocifisso che vi é poggiato. Debbo rimetterLa io stesso al suo posto? No, non sarebbe né cortese né gentile verso la Vergine, dato che, se lo vuole, può tornare da sola al suo posto abituale, allo stesso modo in cui si é spostata in avanti. E, inoltre, sono presenti i responsabili abituali, cioè Julia e Pak Lubino: e a loro che spetta decidere" (Padre Spies mi ha riferito più tardi queste riflessioni che aveva fatto all��inizio della Messa).

A questo punto, il padre decise di cominciare la celebrazione é allora che la Vergine diede la sua risposta per mezzo mio, servendosi proprio di me, così poco dotata. "Padre Spies domandò in seguito a Julia come aveva ricevuto quest��ordine. Julia gli spiego che una voce interiore, forte e chiara, le aveva dettato le parole da dire. Infatti Julia si alzo e, quando il padre arrivo a11��altare, gli disse ad alta voce: "Padre, la Vergine le chiede di rimetterla al suo posto". Padre Spies, impedito dalla sua vista difettosa, dai ceri posti davanti alla statua, e dal centrino che si era spostato con la statua, prego Julia e Pak Lubino di aiutarlo. Si avvicinarono; Lubino spostò i ceri accesi; contemporaneamente al padre, Julia tese le mani verso la statua. Julia aveva spalancato le mani, che teneva chiuse sulle stimmate ricevute pochi giorni prima, il 29 gennaio.

Lanciò un grido di dolore e disse al padre: "Non posso aiutarvi: mi si sono riaperte le ferite e colano sangue". Padre Spies rimise lui stesso a posto il centrino e la statua. La Vergine disse: "Julia! Comunica questo messaggio a padre Pha: posso tornare da sola al mio posto, ma desidero tornarci per mano del padre. D��altronde, non si tratta tanto del mio posto come statua, quanto del mio posto di Madre della Chiesa. Io, che dovrei essere onorata da tutti, mi vedo trattata con disprezzo; siamo arrivati al punto che vengo buttata da parte, tutta sola; la gente mi solleva e mi mette giù come le pare, senza riguardo, e mi volta le spalle. Il mio Cuore ne soffre enormemente. Aiutami. Figlia mia, tu devi aiutarmi con sacrifici accompagnati da sofferenze".

Julia: "Si, Madre! Farò la vostra volontà". Julia scrive: "Quando il padre diede la benedizione alla fine della Messa, io caddi ed entrai in estasi. (Julia entrò in estasi verso le 11,40.Padre Spies, nell��impartire la benedizione finale, 1��aveva vista accasciarsi lentamente. In estasi e supina teneva le braccia stese ai lati del corpo, nella stessa posizione di quelle della statua piangente. Alle 12,00 precise, Julia lanciò un grido lacerante di atroce dolore. In un attimo, il suo corpo prese la forma di Gesù in croce. Cominciarono le sofferenze della crocifissione. Fu atroce per Julia, e fu atroce vederla e udire le sue grida. Padre Spies e tutte le persone che avevano assistito alla Messa presero parte, con dolorosa pietà, pregando e piangendo a dirotto, a quello spettacolo orrendo.

A un certo momento, Julia, che gridava di dolore, con dignità ma in modo orribile a udirsi, subì tre forti scosse: tutto il corpo, pur restando fisso nella stessa posizione, si sposto per tre volte verso il basso, per una lunghezza totale di circa 50-60 cm. Era come se la croce fosse stata conficcata a tre riprese in una buca preparata per accoglierla. La Vergine mi fece vedere molti suoi figli che erano diretti verso 1��inferno perché non avevano amato. "Guarda, figlia mia! Ho scelto con amore numerose anime, ma esse hanno causato molto dolore a mio figlio Gesù per il loro fare irrispettoso e per 1��insolenza con cui hanno tradito i miei messaggi, non tenendone conto e preferendo sé stesse a lui. Ecco perché mio Figlio soffre ancora sulla croce: perché queste anime continuano a flagellarlo, a disprezzarlo e ad oltraggiarlo.

Figlia mia! Oh povere anime peccatrici! Oh poveri figli miei che vanno alla perdizione per colpa della loro ipocrisia. Mio Figlio ha pagato un ben caro sacrificio perché si salvassero i suoi figli che vivono nel peccato. Ma essi vivono nell��indifferenza, senza provare la minima riconoscenza per lui. Spero che tu offrirai ancora più generosamente le tue sofferenze per compiere senza fallo la mia volontà, che é di salvare molte anime.

Mi auguro anche che crediate fermamente che le vostre numerose sofferenze vi accumulano in cielo numerose gioie. Dato che i miei messaggi sono basati sull��amore, le anime, chiunque siano, saranno colmate di misericordia, se faranno penitenza, mettendoli in pratica. Figlia mia! Per ora ricevo consolazione per merito di un��anima piccola e semplice, quella di padre Pha. Infatti, provo gioia nel vedere che mi offre con fervore il suo amore e la sua fedeltà". (Julia nello scrivere "fedeltà" ha usato una parola coreana molto difficile. Quando le é stata chiesta una spiegazione, ha risposto che aveva scritto la parola cosi come l��aveva sentita, ma che ne ignorava il significato. Esistono termini più semplici per indicare la fedeltà, la lealtà). "Figlioletta mia! Sei tu, figlia mia, quella che deve passare attraverso la sofferenza. Vuoi partecipare alle sofferenze del Signore, affinché tutte le anime possano tornargli in seno?".

Julia: "Si, Madre". La Vergine: "Ti prego di patire tutte queste sofferenze per il Papa, i cardinali, tutti i vescovi e i preti, e per la conversione dei peccatori". (Julia conclude la sua lettera con queste parole): "Trovai, come delle bruciature, le sofferenze della croce, quelle della corona di spine e quelle del sacro Cuore, sofferenze per cui mi sembrava di essere trafitta da lance, da frecce, da coltelli affilati. Soffrivo così da circa 25 minuti quando padre Pha, mosso a pietà, mi benedisse. Subito dopo ho cessato di soffrire". (Dopo simili sofferenze, Julia era rimasta completamente senza forze. Parecchie persone dovettero trasportarla. Queste furono le terze sofferenze della croce. La quarta volta, accadde il 27 gennaio 1989 a Naju, durante un��estasi che durò dalle 10,50 alle 11,50. La quinta, dalle 5,00 alle 6,00 del mattino della domenica 29 gennaio; Julia ricevette le cinque stimmate e sei ferite in fronte. La sesta, nello stesso luogo, a Mirinae, nel convento delle suore del cuore di Maria dalle 15,00 precise alle 15,40. Padre Spies vi assistette insieme a due preti coreani, ad alcuni religiosi e ad altra gente: in tutto, circa 70 persone).

4 febbraio 1988

Regina della Famiglia

 


Apparizioni a Ghiaie


SEGNI E PRODIGI CONFERMANO CHE LE APPARIZIONI SONO VERE 


LA VEGGENTE

Normalità 

Il primo segno di autenticità, va cercato nella personalità della veggente Adelaide Roncalli, nel maggio 1944. 

È una bambina di 7 anni: spontanea, estroversa, più pronta  al gioco ed allo scherzo che allo studio; frequenta la prima elementare. 

Ha una intelligenza normale, scarsa memoria e poca fantasia; è portata piuttosto alle cose pratiche. È semplice, limpida  come le acque dei torrenti, che allora irrigavano la sua terra. 

Adelaide ha i suoi pregi e difetti come tutti i bambini, e  non dimostra nulla di particolare, almeno all'esterno. È una  delle tante, come dirà la mamma, e vive nell'anonimato, in una  numerosa e sana famiglia della campagna bergamasca. 

Durante le apparizioni mantiene spesso una tranquillità  sorprendente. Piange solo quando l'urto della folla pare la travolga, o certi fanatici le strappano gli abiti o addirittura i capelli. 

Tuttavia, anche allora, non perde la sua semplicità e domanda:  "Perché tutti guardano me e non guardano voi?". 

Il celebre pittore Galizzi s'incantava dinanzi a quella bambina innocente che vedeva la Madonna. 

Adelaide è generosa e buona d'animo e mostra la maturità spirituale di chi è capace di perdonare. 

Il Cortesi la definisce così: "È una bambina intelligente, moralmente sana e religiosamente educata". (v. L. Cortesi, Storia  dei fatti di Ghiaie, o.c. pp. 148-149). 

Le affermazioni del professore, in netto contrasto con la  teoria dell'inganno da lui sostenuta, trovano piena conferma in  varie relazioni mediche e testimonianze autorevoli.


Padre Agostino Gemelli 

Gli esperti si sono posti la domanda delle cause del fenomeno straordinario. 

Merita, fra tutti, una particolare attenzione il giudizio di  padre Gemelli, fondatore e rettore dell'Università cattolica di  Milano, Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze,  psichiatra e psicologo di fama internazionale. 

Egli comunica al vescovo di Bergamo il risultato del suo  studio: Adelaide Roncalli è una bambina sana, normale; dotata di  intelligenza pratica e buona d'animo. Le visioni che essa dice di  avere avuto non provengono né da una mente malata, né sono  frutto di suggestione o di menzogna. 

Ritengo utile riportare quanto l'insigne maestro afferma  nella sua relazione, in risposta alla teoria dell'inganno, sostenuta  dal prof. Don Luigi Cortesi. 

Padre Gemelli scrive: 

"È da escludersi che si tratti di soggetto anormale in cui la  menzogna dia ragione del racconto delle visioni avute. L'osservazione prolungata di quattro giorni avrebbe permesso, specialmente mediante test mentali, di mettere in luce una tale personalità nel quadro della quale sarebbe in modo evidente e pronto  apparso il desiderio di ingannare o di presentare in maniera  diversa dalla realtà la propria personalità. Lo si può escludere nel  modo più assoluto, anche perché la bambina non ritorna mai  spontaneamente sul racconto delle visioni; interrogata, abbassa la  testa, si fa seria, tace; inoltre tutta la personalità si presenta allo  psichiatra come una personalità dominata dalla spontaneità, dalla  semplicità, dalla immediatezza, ossia da caratteri che non  possono essere imitati da una bambina". 

Ciò che per il Cortesi era la prova della menzogna: la ritrosia di Adelaide a parlare delle apparizioni, per padre Gemelli  era un motivo in più per affermare la sincerità e l'attendibilità del  racconto della bambina. 

Chi conosce la teologia mistica, la storia delle apparizioni  autentiche e la vita dei veggenti, sa che tutti quelli che hanno  ricevuto doni particolari da Dio trovano grande difficoltà a parlarne. Essi amano custodire nel loro cuore il segreto del Re;  conoscono che l'esperienza soprannaturale non si può mai tradurre adeguatamente nel nostro linguaggio umano, perciò  preferiscono tacere. 

Tra i veggenti delle più celebri apparizioni, ricordo Bernardetta di Lourdes e i tre pastorelli di Fatima. 

A Bernardetta costò sempre molto parlare delle apparizioni  e cercò di sottrarsi, quando e come poteva, agli interrogatori, alle  domande non di rado indiscrete, alle visite di persone, -fossero  anche vescovi. 

René Laurentin scrive: 

"Una prova inesauribile, quasi ossessionante, di continuo risorgente, fu quella delle visite. 

Assediata a Lourdes, Bernardetta aveva lasciato il paese  natale con la promessa che tutto sarebbe finito; invece si ricominciò ben presto... 

Un giorno secondo la testimonianza di suor A. Faur, disse alla madre generale: 

 Cara madre, mi farò vedere solo se me lo ordinate in 

virtù di santa obbedienza... 

Quella volta, la superiora non insistette e Bernardetta ottenne soddisfazione. Sembrava temere in particolare le visite  dei vescovi, evidentemente non in quanto tali, ma perché erano i  soli autorizzati a vederla, quindi i più numerosi; inoltre, la  coscienza del loro diritto li rendeva a volte indiscreti: 

 Questi poveri vescovi, (diceva Bernardetta, n.d.r.) farebbero meglio a restare a casa loro" (v. Bernardetta vi parla, Ed.  Paoline, Roma 1983, pp. 516-517). 

Giacinta, Francesco e Lucia di Fatima, quando non potevano sottrarsi fisicamente con la fuga, a chi li cercava per vederli  e interrogarli, rispondevano il meno possibile alle domande. 

Suor Lucia scrive: 

"Siccome Giacinta aveva l'abitudine, negli interrogatori, di chinare il capo e fissare gli occhi per terra e di non dire quasi  niente, praticamente ero sempre chiamata io per soddisfare la  curiosità dei pellegrini. 

Perciò ero chiamata continuamente in casa del parroco,  per essere interrogata da questa o da quella persona, da questo o  da quel prete. Venne una volta a interrogarmi un prete di Torres  Novas. Mi fece un interrogatorio così minuzioso, così pieno di  cavilli, che rimasi con qualche scrupolo di avergli nascosto qualcosa..." (v. o.c., pp. 81-82). 

Giacinta, al tempo delle apparizioni di Fatima, ha la stessa  età di Adelaide e il medesimo comportamento di fronte a chi la  interroga. Tuttavia non è stata accusata di menzogna continuata. 

Francesco non agisce in maniera diversa dalla sorella Giacinta. 

Lucia scrive: 

"Un giorno gli domandai: 

 Perché mai quando ti domandano qualcosa, tu abbassi la  testa e non vuoi rispondere? 

- Perché preferisco che lo dica tu, o Giacinta. Io non ho sentito niente. Soltanto posso dire che ho visto, sì. E se poi dico  qualcuna di quelle cose che tu non vuoi?" (v. o.c., p. 129). 

Lucia scrive ancora: 

"Un giorno eravamo seduti sulla porta della casa dei miei  zii, quando scorgemmo varie persone avvicinarsi. Francesco ed  io, senza perdere tempo, corremmo ognuno in una stanza a  nasconderci sotto il letto... 

Un altro giorno eravamo seduti a pochi passi dalla loro casa, all'ombra di due fichi che pendono sulla strada. Francesco  si allontanò un po', giocando. Vedendo avvicinarsi varie signore,  corse ad avvisarci. Siccome a quel tempo si usavano dei cappelli  con le tese larghe quasi come un setaccio, pensammo che con un  tale arnese in capo, non ci avrebbero visti e senz'altro salimmo  sui fichi. Appena le signore passarono, scendemmo subito e, in  fuga affrettata, andammo a nasconderci in un campo di  granoturco. 

Questa nostra maniera di scappare ogni volta che potevamo, era pure un motivo dei lamenti del parroco; il reverendo si  lamentava che noi scappassimo, soprattutto dai sacerdoti. Il  reverendo aveva proprio ragione. Ma era perché specialmente i  preti ci interrogavano e reinterrogavano e ci interrogavano ancora. 

Quando ci trovavamo alla presenza di un prete, ci preparavamo già ad offrire a Dio uno dei nostri più grandi sacrifici" (v.  o.c., pp. 87-88). 

Le brevi notizie, tratte dalla vita dei veggenti di Lourdes e  di Fatima, confermano la validità del giudizio di padre Gemelli.  La sua è una conclusione per esclusione, ma di grande valore,  perché porta l'indagine ad un punto molto avanzato. Padre  Gemelli dice: la bambina è credibile. Si parla di giudizio di credibilità, non di giudizio sulla soprannaturalità dei fatti. Questo è il limite che il ricercatore non può superare e padre Gemelli lo  sa, e perciò lascia tale giudizio all'autorità della Chiesa. 

Severino Bortolan 

sabato 11 aprile 2026

Mel Gibson: rivelata l’inquietante profezia della Fine dei Tempi della Bibbia etiope


 

La fede in una continuazione della vita – Conseguenze della vita terrena nell’aldilà

 


La Vita dell’anima continua dopo la morte


La preoccupazione sulla salvezza dell’anima non viene presa sul serio, ma questa deve essere preposta a tutto, perché questo è l’unico scopo della vita degli uomini. E malgrado ciò l’uomo non ne può essere costretto, a lui può sempre e sempre soltanto di nuovo essere presentato che deve prendere su di sè le conseguenze del suo agire sulla Terra dopo la sua vita terrena, che, se non pensa all’anima sulla Terra, egli deve è trascorrere un’esistenza di molte volte più scarsa e tormentosa di quel che può essere la vita terrena più povera e dolorosa. L’uomo vive soltanto nel presente, e crede che questo presente abbia termine con la morte del corpo. E così non provvede nemmeno per il futuro. E proprio soltanto per questo futuro egli è sulla Terra. La fede in una continuazione della vita dopo la morte non può essergli trasmessi per forza, e perciò non possono essergli nemmeno offerte delle evidenti dimostrazioni dall’Aldilà, per non interferire nella sua libertà di fede. Ma se soltanto l’uomo avesse la buona volontà di stare nella Verità, allora gli si farebbe notare il mondo spirituale, perché allora baderebbe ai minimi segni, ed una fede nell’aldilà diventerebbe viva in lui. Ma l’uomo non dà quasi mai valore per sapere qualcosa sul “dopo”. Egli vive sulla Terra ed è soddisfatto di questa certezza, sempre nella premessa che dopo la morte fisica non sa e non percepisce più niente. E non pensa, che soltanto la forma esterna è diventata senza vita, perché lo spirito – la vera vita – è sfuggito da lei. Egli non pensa, che questo non può morire, che è imperituro, che lascia soltanto la sua forma esteriore sulla Terra, per entrare nella vera Patria e non pensa che lui stesso sulla Terra si forma il Regno spirituale, che è corrispondente alla sua vita terrena, che può essere un ambiente senza Luce, sgarbato ed opprimente, oppure raggiante, che rende felice l’anima dell’uomo. Lui non pensa che si ricorda di un pentimento tormentoso della sua vita terrena non utilizzata, dato che non può mai dire, che il sapere su ciò non gli fosse mai stato apportato. Ad ogni uomo vengono conferiti insegnamenti su questo, ma non ogni uomo accetta questi insegnamenti, perché non vuole e la volontà non può essere costretta. Allora pensano soltanto al loro corpo, la loro attenzione è rivolta soltanto al loro benessere, mentre l’anima rimane dimenticata. La miseria dell’umanità è grande, e perciò anche la miseria fisica deve essere così grande, affinché l’uomo entri in sé e si tenga davanti agli occhi la caducità di tutto il terreno ed anche la caducità del corpo, affinché stia poi ancora in modo interrogativo davanti all’Infinità e che ora può venire guidato in un altro pensare. 

Amen

14. ottobre 1941