C’era nel popolo di Israele un’intensa aspirazione ad essere come gli altri popoli, malgrado che l’amore di Dio lo chiamasse ad essere differente. Quella differenza che aveva loro fatto l’Amore, si trasformò in una maledizione chiesta dallo stesso popolo: «II suo sangue ricada sopra di noi e sopra i nostri figli». Giudei o non giudei, tutti quelli che fanno resistenza allo Spirito di Cristo sono loro figli e sopra di loro si compie la sentenza chiesta dai “loro padri”: «Il suo sangue ricada sopra di noi e sopra i nostri figli». Dobbiamo ripetere un’altra volta: non fermiamoci al Popolo ebreo soltanto. Questo popolo rappresentava IN TUTTI I SUOI ASPETTI il “Popolo di Dio”, l’umanità intera, e quell’atteggiamento negativo viene ripetendosi in tutte le anime che con la loro vita priva di fede stanno rinnegando Cristo; l’atteggiamento positivo l’abbiamo visto nei primi Apostoli di Gesù, ed erano anch’essi giudei.
Le anime che, come loro, si identificano con la vita del Figlio di Dio, Cristo, formano la Chiesa di Dio, la Nuova Gerusalemme, dalla quale sono esclusi i malvagi, tutti coloro, senza distinzione ili razze e di popoli, che rimangano in un atteggiamento negativo di fronte a Dio. «È apparsa infatti la grazia di Dio, apportatrice di salvezza per tutti gli uomini, che ci insegna a rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere con sobrietà, giustizia e pietà in questo mondo nell’attesa che si realizzi la beata speranza della manifesta- zione gloriosa del grande Dio e salvatore nostro Cristo Gesù il quale sacrificò sé stesso per noi per riscattarci da ogni iniquità e formarsi un popolo puro, suo proprio, zelante nelle opere buone. Questo devi insegnare, raccomandare e rimproverare con tutta autorità. Nessuno osi disprezzarti!».
Il Popolo ebreo non poteva essere come gli altri popoli, perché così avevano stabilito i piani misteriosi di Dio, scegliendolo per manifestare in esso i suoi disegni alla umanità. E per darci il suo “SIGILLO” prese da questo popolo la carne, manifestandosi agli uomini nella Persona di Gesù, suo Figlio, che è «immagine del Dio invisibile, primogenito di ogni creatura». «Perché in Cristo abita corporalmente tutta la pienezza della divinità e siete divenuti anche voi partecipi di questa pienezza in lui che è il capo di ogni principato e potestà». Ecco perché quel popolo continua ad essere “figura” del nostro atteggiamento di fronte a Dio. «Non voglio infatti che ignoriate, o fratelli, che i nostri padri furono tutti sotto la nuvola, tutti attraversarono il mare, tutti furono battezzati in rapporto a Mosè nella nuvola e nel mare, tutti mangiarono lo stesso cibo spirituale, tutti bevvero la stessa bevanda spirituale: bevevano infatti da una roccia spirituale che li accompagnava e quella roccia era il Cristo.
Ma della maggior parte di loro Dio non si compiacque e perciò furono abbattuti nel deserto. Ora ciò avvenne come esempio per noi, perché non desiderassimo cose cattive, come essi le desiderarono. Non diventate idolatri come alcuni di loro, secondo quanto sta scritto: Il popolo sedette a mangiare e a bere e poi si alzò per divertirsi. Non abbandoniamoci alla fornicazione, come vi si abbandonarono alcuni di essi e ne caddero in un solo giorno ventitremila. Non mettiamo alla prova il Signore, come fecero alcuni di essi, e caddero vittime dei serpenti. Non mormorate, come mormorarono alcuni di essi, e caddero vittime dello sterminatore. Tutte queste cose accaddero a loro come esempio, e sono state scritte per ammonimento nostro, di noi per i quali è arrivata la fine dei tempi. Quindi, chi crede di stare in piedi, guardi di non cadere. Nessuna tentazione vi ha finora sorpresi se non umana; infatti Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze, ma con la tentazione vi darà anche la via d’uscita e la forza per sopportarla. Perciò, o miei cari, fuggite l’idolatria».
JOSÉ BARRIUSO

Nessun commento:
Posta un commento