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domenica 3 maggio 2026

L'ULTIMA BATTAGLIA - LA MISSIONE E LA CONSUMAZIONE DELLA VITTIMA

 


LA MISSIONE E LA CONSUMAZIONE DELLA VITTIMA 


Scrive Suor Faustina nel suo diario: « Un giorno durante l'ora di adorazione sentii nell'anima di essere entrata nel tempio di Dio vivo, la cui maestà è grande e inconcepibile. Ed egli mi fece conoscere cosa siano al suo cospetto anche le anime più pure. Sebbene esternamente non vedessi nulla, la presenza di Dio mi penetrava da parte a parte e la mia mente venne mirabilmente illuminata in quell'attimo. 

Davanti agli occhi della mia anima, come davanti a quelli di Gesù nell'orto degli Ulivi, passò una visione: prima le sofferenze fisiche e tutte le circostanze che le avrebbero accresciute; quindi, in tutta la loro pienezza, le sofferenze spirituali e le sofferenze che rimarrebbero ignorate da tutti. 

Tutto veniva a far parte di questa visione; i sospetti ingiusti, la perdita della buona fama. Lo scrivo in riassunto, ma la conoscenza che ne ebbi fu chiara al punto che quanto sperimentai in seguito non differiva in nulla da quello che avevo veduto in quel momento. 

Quando con la volontà e con il cuore ebbi accettato questo sacrificio, mi penetrò da parte a parte la presenza divina. L'anima mia fu immersa in Dio e inondata di una felicità così grande che non sono in grado di descriverla, nemmeno parzialmente. Sentivo che la maestà di lui mi circondava e venni mirabilmente fusa con Dio; vidi il grande diletto che Dio trovava in me e il mio spirito, a sua volta, si immerse in lui. Sono conscia di questa unione con Dio, sento di essere particolarmente amata e, a mia volta, amo con tutte le forze dell'anima mia. 

Un grande mistero si è compiuto durante quell'adorazione, un mistero tra me e il Signore; mi sembrava che sarei morta d'amore sotto lo sguardo di lui. Sebbene parlassi molto con il Signore, lo facevo senza pronunciare parola e il Signore mi disse: « Sei la delizia del mio cuore; da oggi piacerà agli occhi miei ogni tua anche minima azione, qualunque cosa tu faccia ». 

Un altro giorno Suor Faustina può scrivere: « L'intimo dell'anima mia è come un mondo grande e meraviglioso nel quale Dio dimora in me. Nessuno vi ha accesso all'infuori di Dio. All'inizio di questa vita con Dio mi penetravano timore e accecamento: il suo fulgore mi accecava e pensavo che egli non fosse nel mio cuore; ma tuttavia erano questi i momenti in cui Dio operava nella mia anima, mentre l'amore diventava più puro e più forte. Il Signore condusse la mia volontà alla più stretta unione con la sua santa volontà. Nessuno potrà capire quanto sto vivendo in questo meraviglioso palazzo dell'anima mia, dove dimoro costantemente col mio diletto. Nessuna cosa esteriore m'impedisce di vivere con Dio. Anche se usassi le parole più forti, esse non esprimerebbero nemmeno l'ombra di come l'anima mia sia inebriata di felicità e di amore inconcepibile; amore così grande e puro come la fonte dalla quale esso scaturisce, cioè Dio stesso. L'anima è talmente penetrata da parte a parte dal Signore che lo sento fisicamente. Anche il corpo prende parte a questa gioia ». 

Così penetrata da Dio diventa tutta misericordia e la misericordia diventa il suo programma di vita. Scrive ancora: « Oggi, guidata da un Angelo, sono stata negli abissi infernali. È un luogo di grandi torture e lo spazio che occupa è vastissimo! Di tutti i tormenti, il maggiore sta nella perdita di Dio ... Sarei morta contemplando queste torture, se non mi avesse sostenuta l'onnipotenza di Dio. Sappia il peccatore che il senso con il quale pecca lo torturerà per tutta l'eternità. Ne scrivo per ordine di Dio, affinché nessuna anima si scusi dicendo che non vi è inferno, che nessuno vi è stato e che non può sapere come vi si stia. Io, suor Faustina, per ordine di Dio, sono stata negli abissi infernali per testimoniare che l'inferno esiste. Adesso non posso parlarne; ma ho l'ordine di lasciare tali cose per iscritto ... Ho notato che nell'inferno si trovano in maggior numero le anime di coloro che non credevano alla sua esistenza... Ora prego con ardore ancora maggiore per la conversione dei peccatori ». 

Intanto la tbc le rode e le scava i polmoni procurandole frequenti emottisi; la febbre è forte, la tosse lacerante. Le superiore e le compagne non la credono. Lei in quello stato continua tutto il giorno i lavori pesanti nell'orto. Quando non ne può più e sta per crollare chiede di andarsi a coricare. Viene rimproverata aspramente; continua il suo lavoro sino allo sfinimento come Gesù sotto la croce. 

Scrive nel suo diario: « Ringrazierò Gesù per ogni umiliazione e pregherò in modo particolare per la persona che me ne avrà data l'occasione. Mi annienterò a profitto delle anime. Non terrò conto di nessun sacrificio, stendendomi, al pari di un piccolo tappeto, sotto i piedi delle suore, in modo che non solo possano camminarci sopra, ma pulircisi anche i piedi. È quello il mio posto. 

In questo mondo ecco il mio più gran tesoro. L'amore non si misura che col termometro della sofferenza. Grazie, Signore, per le pene quotidiane, per gli ostacoli che mi sbarrano la via, per la croce della vita comune, per la falsa interpretazione delle mie intenzioni, per tutto ciò che mi umilia, per i cattivi trattamenti e i rimproveri ingiusti a causa della mia spossatezza, per tutto ciò che contraria i miei piani e la mia volontà, per la disistima e l'annientamento. 

Grazie, Gesù, per le sofferenze interiori, per l'aridità e l'angoscia, per l'incertezza e le tenebre, per le tentazioni e le altre prove, per i tormenti difficili da esprimere e che nessuno comprende, per l'ora della mia morte, per le angosce e per tutta l'amarezza della mia agonia ». 

Un altro giorno scrive: « Ci vuole un grande spirito di rinuncia per rimanere aperti a quelli che ci plasmano. Il sangue scorre, anche se non si vede la piaga. Signore, Gesù, quante cose saranno rivelate solo nell'ultimo giorno! Quale gioia che niente vada perduto ... ». 

« L'anima mia è in un mare di sofferenze. I peccatori mi hanno tolto ogni cosa, ma è bene che sia così: ho dato tutto per loro ... ». 

La sua missione è di offrire agli uomini l'ultimo sforzo di Gesù per salvarli prima di ritornare nella Parusia per giudicarli. Gesù dice questo chiaramente a Suor Faustina. 

Un giorno, mentre essa prega, egli le dice: « Sei tu che preparerai il mondo per la mia ultima venuta». 

« Questo è il segno degli ultimi tempi, dopo di essi sorgerà il giorno della mia giustizia» (Winowska p. 184). 

Un altro giorno le disse: « Mi consumano le fiamme della compassione; desidero riversarle sulle anime di tutti. Parla al mondo intero della mia Misericordia... Dono molte grazie, unicamente per riguardo a te; mi trattieni e non posso compiere la giustizia; mi leghi le mani con il tuo amore. Prepara il mondo per l'ultima mia venuta. Questo è il segno per gli ultimi tempi, dopo di che sorgerà il giorno della giustizia». 

« Figlia mia, tu sei la mia delizia, tu sei il refrigerio del mio cuore. Ogni volta che vuoi darmi gioia parla al mondo della mia misericordia grande e inesauribile ». 

« Coloro che mi rifiutano come misericordia e come salvatore, mi avranno domani come giudice ». 

E un altro giorno, Gesù le dice: « Dalla Polonia uscirà la scintilla che preparerà il mondo alla mia seconda e ultima venuta». 

Tale scintilla è la devozione a Gesù Misericordioso; ma è anche la persona di Giovanni Paolo II? 

Questa missione assegnatale da Gesù penetra intimamente nell'anima di Suor Faustina e la consuma. 

Un giorno essa scrive: « Sono tutta fuoco, brucio dal desiderio di salvare le anime, percorro in spirito il mondo intero e soprattutto i paesi più selvaggi e più perseguitati per salvare le anime ... I miei desideri sono immensi, voglio che tutti i popoli conoscano Dio, voglio preparare tutte le nazioni alla seconda venuta del Verbo incarnato ». Per questo Gesù un giorno le dice: « Figlia mia, il tuo cuore è un paradiso per me ». 

Essa sente tutti gli uomini suoi fratelli, si sente la sorella universale e la serva universale. 

Verso la fine della sua vita scrive: « Cari peccatori, mi avete preso tutto. Non ho più niente ». 

Questo ardente suo desiderio accresce terribilmente le sofferenze della sua malattia e presto la porta a consumarsi. 

Scrive il 16-11-1937 per le violenti crisi riportate a causa degli innumerevoli aborti: « Quando penso di dover soffrire ancora a quel modo mi sento rabbrividire ... Lascio la cosa a Dio ... accetterò tutto con sottomissione ed amore. Potessi, mediante questa sofferenza, salvare almeno un'anima dall'assassinio! ». E oggi gli aborti sono cento volte di più! 

Quando scrive queste righe suor Faustina non ha più che un anno di vita. « Soffre il martirio », secondo la testimonianza dei medici, poco inclini alla esagerazione. E tuttavia, non contenta delle sofferenze di cui la colma il suo male, né dei dolori misteriosi della « compassione », è tentata di aumentarne la dose di sua iniziativa e ottiene talvolta il permesso del confessore per bracciali o le cinture appuntite ... Le nostre viltà ne fremono, ma coloro che, anche solo per un istante, hanno provato in sè la grande pietà per le anime non se ne meraviglieranno » (Winowska p. 266). 

Gesù infine le insegna come deve morire: « Morendo sulla croce non pensavo a me, ma ai poveri peccatori: non pregavo per me, ma per loro. Voglio che i tuoi ultimi istanti siano come i miei. C'è un solo prezzo per acquistare anime: la sofferenza unita alla mia passione ». 

Quando il suo confessore, Dr. Sapocko, la va a trovare poco prima della morte, Suor Faustina non può più parlare. Egli la sente dire con un fil di voce: « Sono tutta presa dalla conversazione col mio Padre celeste ». E col sorriso va incontro al suo Signore. 


IL CULTO 

Il culto di Gesù Misericordioso e della relativa immagine ha subito ostacoli infiniti, come tutte le opere di Dio; ultimo, la proibizione del S. Uffizio nel 1959. La stessa Congregazione, però, venuta a conoscenza di numerosi altri documenti presentati dai Vescovi polacchi, in data 15-4-1978 tolse tale proibizione. 

Infine Gesù ha voluto confermare queste rivelazioni ispirando a Giovanni Paolo II, quando era ancora cardinale, di introdurre la causa di beatificazione di Suor Faustina Kowalska, e operando in Adrano (Ct) tra il dicembre 1980 e il marzo 1981, alla presenza di innumerevoli persone circa un centinaio di lacrimazioni di sangue in tre mesi, che hanno dato all'immagine di Gesù Misericordioso l'aspetto raccapricciante di quando era sulla croce; aspetto che molti non vogliono neanche guardare. Nel corso di tali prodigi apparvero nella stessa casa, scritti in sangue, il n. 3 nell'immagine della Madonna di Fatima, probabile segno di essere giunto il tempo del 3o segreto di Fatima e il n. 21 accanto a Gesù Misericordioso piangente, probabile riferimento al cap. 21 dell'Apocalisse, ossia alla Parusia. (Leggi: Dalla Polonia a Adrano). 

Padre Ildebrando A. Santangelo 


domenica 22 febbraio 2026

L'ULTIMA BATTAGLIA - LA FESTA DELLA DIVINA MISERICORDIA

 


LA FESTA DELLA DIVINA MISERICORDIA 


Gesù vuole che la sua misericordia venga celebrata con una festa. Così egli dice a Suor Faustina: « Desidero, che la prima domenica dopo Pasqua sia la festa della Divina Misericordia. Dì al tuo confessore, che annunzi al mondo intero, questa mia grande Misericordia. Chiunque, in quel giorno, si accosterà alla fonte della vita, otterrà la completa remissione delle colpe e delle pene ». 

« Il genere umano non troverà pace, finché non si sarà rivolto con fiducia alla mia Misericordia, poiché la Misericordia è il più grande attributo di Dio. Tutte le opere delle mie mani sono coronate di Misericordia. Prima di venire quale giusto Giudice, vengo quale re di Misericordia. Oh quanto mi ferisce la sfiducia dell'anima. Tale anima confessa che sono santo e giusto, ma non crede che io sia misericordioso e non riconosce la mia bontà. Anche i demoni onorano la mia giustizia, ma non credono alla mia bontà ed è per questo che sono dei demoni ». 

Un'altra volta Gesù le dice: « Figlia mia, parla al mondo intero dell'inconcepibile mia Misericordia. Desidero, che la festa della Misericordia sia rifugio ed asilo per tutte le anime e soprattutto per i poveri peccatori. In quel giorno si schiuderanno le viscere tutte della mia Misericordia. L'anima, che (in quel giorno) si confesserà e si comunicherà, otterrà la completa remissione delle colpe e delle pene. 

Che nessuna anima tema di avvicinarsi a me, anche se i suoi peccati fossero come porpora. Questa causa è mia, ed è scaturita dal seno della Santissima Trinità, che attraverso il Verbo vi fa conoscere l'abisso della Divina Misericordia. Desidero che questa festa venga celebrata solennemente la prima domenica dopo Pasqua, facendola precedere da una novena di preghiere (dettate da Gesù stesso) ». 

Padre Ildebrando A. Santangelo


domenica 5 ottobre 2025

L'ULTIMA BATTAGLIA - IL MESSAGGIO DELLA DIVINA MISERICORDIA

 


IL MESSAGGIO DELLA DIVINA MISERICORDIA 


Mentre Suor Faustina si trova nel convento di Plock, il 22-2-1931 le compare Gesù. 

Suor Faustina per ordine del suo confessore stende il racconto di tale visione nel suo diario: « La sera, mentre stavo nella mia cella, vidi Gesù, vestito di bianco. Una mano, la teneva alzata in atto di benedire, con l'altra sfiorava la veste sul petto. Dalla veste socchiusa uscivano due raggi, uno rosso e l'altro pallido. Fissavo il Signore in silenzio, l'anima mia era penetrata di timore, ma anche di grande gioia. Dopo un momento Gesù disse: "Dipingi un quadro secondo il modello che vedi, con sotto scritte le parole: Gesù confido in te! I raggi rappresentano il Sangue e l'acqua che scaturiscono dal profondo della mia misericordia, allorquando il Cuore mio fu aperto sulla Croce. Il raggio pallido significa l'acqua che giustifica l'anima, mentre il raggio rosso significa il sangue, che è la vita dell'anima. Questi raggi proteggono l'anima dall'ira dal Padre mio. Felice colui che vive nella loro luce, perché la giustizia di Dio non lo colpirà,, ». 

È interessante il fatto che, nell'analisi, il sangue del prodigio di Gesù Misericordioso in Adrano risultò misto ad acqua. 

Suor Faustina confida alla superiora l'ordine avuto da Gesù. È da lí che cominciano le sofferenze e i guai seri per lei. Lamentandosene un giorno Suor Faustina con Gesù, egli le rispose: « Agisco così a testimonianza che l'Opera è mia... e la condurrò secondo la mia Misericordia; e alla mia volontà nulla si può opporre. Tutte le mie Opere si sviluppano lentamente, con difficoltà e la maggiore di esse, la Redenzione, fu coronata dalla morte e solo dopo dalla resurrezione ». 

È inspiegabile come, pure non essendo creduta, pure essendo presa per visionaria e per pazza, Suor Faustina, alla fine, nel 1934, riesce, con la cooperazione del suo confessore Michele Sapocko, a far fare il quadro. Il pittore scelto è Kazmierowski. Egli ascolta attentamente la descrizione di Gesù fattale da Suor Faustina, e nella lavorazione, durante 3 mesi, la consulta quasi ogni giorno. Il quadro è bellissimo. Suor Faustina, però, ne rimane delusa e dice a Gesù: « Chi ti potrà dipingere bello come sei? ». 

Gesù le rispose: « Non è nella bellezza del colore, né nel tocco del pennello, ma è nella mia grazia che sta il valore del quadro »; quindi aggiunge: « In questa immagine il mio sguardo è come era nella croce ». 

Finalmente il quadro viene intronizzato, per vie provvidenziali, nel santuario mariano di Ostra Brama. 

Dice M. Winowska: « In tal modo la Vergine dell'Avvento - poiché tale è il mistero di Ostra Brama - preparò senza rumore la via al suo Figlio: ci piace immaginare l'icona di Cristo Misericordioso rannicchiata all'ombra del famoso santuario, sotto il cuore di sua Madre che lo precede nel tempo e ne prepara il piano di salvezza ». 

Appena intronizzata, l'immagine di Gesù si anima per Suor Faustina. Gesù allora solleva la mano, traccia un segno di croce e benedice la Polonia. 

Quindi Gesù le dice: 

1) « Diffondi questa immagine nel mondo intero. Prometto all'anima che venererà questa immagine di non perire. Le prometto pure, già in terra, la vittoria sui nemici, ma particolarmente nell'ora della morte ... Chiunque avrà esposta e onorata nella sua casa, la mia divina effigie, sarà preservato dal castigo. Come gli antichi Ebrei che avevano segnato la loro casa con la croce fatta col sangue d'Agnello pasquale, furono risparmiati dall'Angelo sterminatore, così sarà in quei tristi momenti per coloro che mi avranno onorato esponendo la mia immagine ». 

2) « Diffondi il messaggio della Divina misericordia. Quanto più grande è la miseria degli uomini, tanto maggiore diritto hanno alla mia misericordia, perché desidero salvarli tutti. Scrivi che prima di venire come giudice, spalancherò tutta la grande porta della mia misericordia. Chi non vuol passare da questa porta, dovrà passare per quella della mia giustizia. La sorgente della mia misericordia è stata aperta dal colpo di lancia sulla Croce, per tutte le anime. Non ne ho esclusa nessuna. L'umanità non troverà né tranquillità, né pace finché non si rivolgerà con piena fiducia alla mia misericordia. Dí all'umanità sofferente che si rifugi nel mio Cuore misericordioso, ed io la ricolmerò di pace ». 

Alcuni giorni dopo scrive Suor Faustina: « Gesù mi disse: "Io sono sempre pronto a concedere grazie, ma le anime non le vogliono sempre ricevere ... Almeno tu vieni da me il più spesso che puoi e prendi le grazie che esse non vogliono ricevere, consolando così il mio cuore. Oh! com'è grande l'indifferenza delle anime in cambio di tanta bontà e di tante prove d'amore! ... Trovano tempo per tutto, solamente per venire da me a ricevere grazie non ne trovano. Mi rivolgo quindi a voi, anime consacrate: non comprenderete dunque neanche voi l'amore del mio cuore? Anche qui il mio cuore è stato deluso; non trovo l'abbandono assoluto al mio amore, ma tante riserve, tante incredulità, tante cautele. Tuttavia, per tua consolazione, ti dirò che vi sono delle anime viventi nel mondo che mi amano sinceramente. È con delizia che dimoro nei loro cuori; ma non sono molte. Anche nei conventi vi sono anime che colmano di gioia il mio cuore, portano impressi i miei lineamenti ed è per tale ragione che il Padre celeste le guarda con particolare compiacimento ... 

Esse sono poste come scudo che protegge dalla giustizia del Padre celeste e hanno il compito di impetrare misericordia per il mondo. L'amore e il sacrificio di queste anime sostengono l'esistenza del mondo. L'infedeltà di un'anima da me prescelta ferisce il mio cuore nel più doloroso dei modi; è una punta acuminata che trafigge il mio cuore" ». 

Un altro giorno Gesù dice: « Figlia mia, non temere, non sei sola! Lotta arditamente. Esorta le anime alla fiducia nella mia misericordia. È la tua missione sulla terra e in cielo. 

Voglio che tu sia il mio riflesso vivente! 

Guarda il mio cuore: fa rispecchiare il suo amore nel tuo. Per annunciare al mondo la mia misericordia, bisogna che tu stessa ne sia infiammata. Sii misericordiosa come io sono misericordioso. Ama i tuoi fratelli per amor mio, anche i tuoi nemici più accaniti, affinché la mia misericordia si rifletta nel tuo cuore. 

Dammi anime! 

Sono tre volte santo e provo disgusto per il minimo peccato; ma quando i peccatori si pentono non vi è limite alla mia generosità. Li inseguo con la mia misericordia su tutte le loro strade e quando tornano a me dimentico le amarezze con cui hanno abbeverato il mio cuore e gioisco del loro ritorno. 

Dì loro che non cesso di attenderli. Sono in ascolto dei loro cuori per captare il minimo battito che sia per me. 

Li perseguito con prove e rimorsi, con tempeste e fulmini, con la voce della Chiesa, ma, se rifiutano tutte le mie grazie, li lascio a loro stessi e do loro ciò che desiderano. I più grandi peccatori raggiungerebbero una grande santità se confidassero nella mia misericordia. Il mio cuore ne è pieno e la spargo su tutto quanto ho creato. È mia delizia giustificare le anime. Il mio regno in terra è la mia vita nelle anime. 

Non faccio uso di castighi se non quando gli uomini stessi mi costringono a farlo. Prima del giorno della giustizia mando il giorno della misericordia. Le anime attingono la grazia unicamente col vaso della fiducia. Se la loro fiducia sarà grande non vi saranno limiti alla mia generosità. Gioisco se chiedono molto, perché desidero dare molto, anzi moltissimo. Mi rattristo invece quando chiedono poco: esse restringono i propri cuori. 

Dì, figlia mia, che sono tutto amore e misericordia. Chiunque mi avvicina con fiducia riceve la mia grazia con tale sovrabbondanza da non poterla contenere e da irradiarla sugli altri. 

Per punire ho l'eternità; per ora prolungo il tempo della misericordia. Prima di venire in veste di giusto giudice spalanco le porte della mia misericordia ». 

Padre Ildebrando A. Santangelo (Servo di Dio)



venerdì 25 luglio 2025

L'ULTIMA BATTAGLIA - Nella sua infinita sapienza e misericordia Iddio ha stabilito nel mondo umano la legge della supplenza: il giusto può pagare per il peccatore.

 


SOSTITUZIONE 


Nella sua infinita sapienza e misericordia Iddio ha stabilito nel mondo umano la legge della supplenza: il giusto può pagare per il peccatore. L'esistenza è frutto di un sistema sapientissimo di equilibri. Nel mondo umano l'equilibrio tra le forze negative distruttrici e le forze positive, ossia tra il bene e il male, è gravemente compromesso anzi addirittura rotto dalla sovrabbondanza dei peccati. Per impedire la distruzione dell'umanità e della terra che la sostiene, per ristabilire l'equilibrio universale tra il bene e il male e per dare agli uomini la vita soprannaturale, Dio ha stabilito di farsi uomo, di pagare per tutti, morendo sulla croce, e di rinnovare continuamente il suo sacrificio della croce nella santa Messa sino al suo ritorno nella parusia. 

Un giorno, scrive Suor Faustina: « Verso la fine delle litanie vidi una grande luce e in mezzo ad essa Dio Padre. Tra questa luce e la terra vidi Gesù inchiodato alla croce, in modo che Dio, volendo guardare la terra, la doveva guardare attraverso le piaghe di Gesù, e io compresi che a cagione di Gesù Iddio benedice la terra ». 

Gesù vuole, come lui stesso insegna a Suor Faustina, che noi ci uniamo alla sua opera espiatrice e salvatrice, sia offrendo ogni volta nella santa Messa al Padre il suo sangue e le sue piaghe per la salvezza del mondo, sia offrendo i nostri sacrifici insieme col suo al Padre; in tal maniera diventiamo corredentori e quindi partecipi della sua stessa gloria. Lo diventiamo nella misura in cui ci sacrifichiamo. 

Scrive Suor Faustina nel suo diario: « Il mio cuore è una dimora continua per Gesù; all'infuori di Gesù, nessuno vi ha accesso; da Gesù attingo forza per la lotta contro tutte le difficoltà e le contrarietà. Desidero immedesimarmi in Gesù per potermi dare perfettamente alle anime; senza Gesù non mi avvicinerei alle anime, sapendo quello che sono per me stessa; assorbo Dio per darlo a mia volta alle anime. Desidero sforzarmi, lavorare, annientarmi per la salvezza delle anime immortali. Poco importa se questi sforzi abbrevieranno la mia vita. 

Dal momento che Dio ci ha fatto compagne della sua misericordia... il nostro amore dev'essere grande per ogni anima, cominciando dalle anime consacrate fino all'anima che non conosce Dio. Con la preghiera e la mortificazione penetreremo nei paesi più selvaggi, aprendo la strada ai missionari ». 

« Una gloria inconcepibile spetta all'anima che sulla terra assomiglia a Gesù sofferente; il Padre celeste glorificherà e riconoscerà le nostre anime nella misura in cui scorgerà in noi una somiglianza con suo figlio. Ho capito che questa possibilità ci è data sulla terra ... » (gennaio 1936). 

Un giorno scrive Suor Faustina: « Gesù si è fermato a un tratto davanti a me, spogliato dalle vesti, con tutto il corpo ricoperto di piaghe: aveva gli occhi inondati di sangue e di lacrime, tutto il volto sfigurato, coperto di sputi. E il Signore mi ha detto all'improvviso: la sposa deve somigliare al suo Sposo. 

"Figlia mia, desidero che il tuo cuore sia sempre modellato sul mio cuore misericordioso. Devi essere tutta satura dalla mia misericordia." "Figlia mia, è l'amore che mi ha condotto, è l'amore che mi trattiene. Figlia mia, se tu sapessi quale grande premio e merito acquista e riceve un atto di puro amore per me, morresti di gioia. Lo dico affinché tu ti unisca continuamente a me mediante l'amore, perché questo è lo scopo della vita dell'anima tua" ». 

Un altro giorno, il 9-2-1937, ultimo di carnevale, Suor Faustina scrive: « Il Signore mi ha fatto conoscere, in un momento, i peccati del mondo intero commessi in quel giorno. Svenni per lo spavento e, sebbene conosca l'abisso della misericordia di Dio, mi meravigliai che permettesse ancora al genere umano di esistere. Allora il Signore mi fece conoscere chi fosse a sostenere l'esistenza del genere umano: sono le anime elette ». 

Gesù le insegna che tutte le nostre opere si ripercuotono nella Chiesa; sia quelle buone, sia i nostri peccati. 

Ogni nostro peccato porta sofferenze a Gesù e agli uomini, e qualcuno in particolare dovrà pagare, cioè soffrire per noi; ogni nostra opera buona, ogni nostra preghiera, ogni nostro sacrificio dà gioia a Gesù e benefica gli uomini e, in particolare, qualcuno riceve la grazia per convertirsi o per migliorarsi. 

Ben sapendo questo, Suor Faustina s'impegnò a raggiungere la massima santità, e il 20-1-1938, l'anno della sua morte poté scrivere: « Cerco di acquistare la pienezza della carità, perché così sarò più utile alla Chiesa. Compio sforzi continui nel praticare la virtù. . . e questa serie di virtù quotidiane, silenziose, nascoste, quasi impercettibili, ma praticate con grande amore, le depongo nel tesoro della Chiesa, a profitto di tutte le anime; sento di non vivere soltanto per me stessa, ma per tutta la Chiesa ». 

Nell'ultimo quaderno del suo diario questo tema affiora sempre più, con una insistenza sconvolgente: « Cerco di acquistare la massima perfezione per essere utile alla Chiesa; la mia unione con la Chiesa è assai grande. Sia la santità, sia le cadute di ogni singola anima si ripercuotono sulla Chiesa intera ». 

Padre Ildebrando A. Santangelo (Servo di Dio) 


lunedì 21 aprile 2025

L'ULTIMA BATTAGLIA - VOCAZIONE DI SUOR FAUSTINA

 


GESÙ MISERICORDIOSO 


VOCAZIONE DI SUOR FAUSTINA 

È lì che il Signore la chiama e che la va preparando e consumando nel suo ruolo terribile di sposa, di ambasciatrice della sua infinita Misericordia e di Vittima. 

Sono umanamente inspiegabili sia l'altezza delle sue ascensioni spirituali, sia la lucida relazione che ne dà, lei quasi analfabeta, nel suo diario. 

Diamo appena qualche stralcio: « Da principio Dio si fa conoscere come santità, giustizia e bontà, ossia come misericordia. 

Durante la preghiera l'anima sperimenta il bagliore di tale luce che le rende impossibile la preghiera precedente. Diventa una impossibilità assoluta il continuare a pregare come prima di avere ricevuto questa luce. Tale luce che ha toccato l'anima è viva in essa e nulla la può soffocare né offuscare. Questo baleno in cui conosce Dio, rapisce l'anima e l'infiamma d'amore per lui; ma lo stesso baleno fa conoscere in pari tempo all'anima quello che è, ed essa vede tutto il suo intimo in una luce superiore, rimanendo spaventata e terrorizzata; non rimane tuttavia in questo stato di terrore, ma comincia a purificarsi, ad umiliarsi e ad annientarsi al cospetto del Signore; queste luci poi diventano più forti e frequenti; man mano che l'anima diventa più cristallina più penetranti sono queste luci. 

L'anima desidera appassionatamente Dio, ma vede la propria miseria, comincia a sentire su di sè la giustizia divina, le sembra quasi di aver perduto tutti i doni di Dio, la sua mente è come offuscata, le tenebre la pervadono e tutta l'anima comincia a soffrire un tormento indicibile; Satana comincia la sua opera. La fede affronta il fuoco, vi è grande combattimento; l'anima compie sforzi, persevera in Dio con un atto di volontà; col permesso di Dio, Satana si spinge oltre; la speranza e l'amore sono sottoposti a dura prova. Queste sono le tentazioni terribili. Iddio sostiene l'anima quasi di nascosto ed essa non lo sa; altrimenti non le sarebbe possibile resistere. Dio sa quello che può mandare a un'anima per provarla ». 

Alle prove interiori si aggiungono, non meno terribili quelle esteriori. Suor Faustina cade gravemente ammalata di quella tbc che in pochi anni, all'età di 33 anni, la porterà alla morte. 

Non si lamenta mai, è sempre piena di brio, sorride sempre, accudisce, come fosse sana, sempre ai faticosi lavori del giardino. Quando non ne può più e crolla, non viene creduta e viene rimproverata come infingarda. 

Ripiglia le sue fatiche fino all'esaurimento. 

Un giorno una suora le chiede se sia felice nel suo lavoro. 

Suor Faustina risponde: « Sorellina, faccio ciò che Dio vuole, perciò mi sento perfettamente felice. In quanto alle contrarietà, ce ne saranno dovunque e sempre; ricordiamoci che Dio le permette". 

La sua missione diventa la sua croce più pesante. Gesù le ordina di fare eseguire un quadro che lo rappresenti. Lei, per poterlo fare eseguire deve parlarne alla Superiora. 

È presa per visionaria, per pazza. 

M. Winoska descrive il motivo per cui Suor Faustina non è creduta: « Diciamolo pure senza perifrasi: la sua qualità di suora coadiutrice non facilita la sua missione, che talune compagne tacceranno di "mancanza di umiltà" o di "folle tracotanza". Se almeno fosse stata del primo coro, con qualche rudimento di istruzione, magari soltanto un diploma elementare; ma come immaginare il Re del cielo in così intima familiarità con questa umile suora che lavora dal mattino alla sera come la più oscura operaia agricola? » (L'icona dell'Amore Misericordioso - EP p. 155). 

Le umiliazioni che lei riceve sono gravissime e continue. Suor Faustina scrive: « Un giorno una delle madri si arrabbiò talmente con me e mi umiliò a un punto tale che pensai di non poterlo sopportare. Mi disse: 

"Stravagante, isterica, visionaria, fuori da questa camera, che non ti veda più, sorella!"; e in testa mi piovve una valangata di tutto ciò che ella poté trovare. Quando arrivai nella mia cella caddi sulla faccia davanti alla Croce e guardai Gesù, ma non fui in grado di pronunciare nemmeno una parola... Mi coprii di sudore e cominciò a pervadermi come un timore, quello di non avere nessuno su cui appoggiarmi interiormente. All'improvviso udii una voce dirmi nell'anima: "Non temere, io sono con te" e, mentre una strana luce mi illuminava la mente, compresi di non dovermi abbandonare a tristezze del genere; fui piena di forza e con nuovo coraggio uscii dalla cella incontro alle sofferenze ». 

Una delle madri più anziane mi chiamò una volta e, quasi fulmine a ciel sereno, cominciarono a cadere saette di fuoco, così che non riuscivo neanche a capire di che cosa si trattasse. Poco dopo compresi però che era in causa quanto non dipendeva assolutamente da me. Mi diceva: « Sorella, si levi dalla testa che Gesù abbia a comunicare così intimamente con lei, con una creatura così misera, così imperfetta. Gesù comunica soltanto con le anime sante: lo tenga bene a mente ». Riconobbi che aveva pienamente ragione, perché sono miserabile, ma confido tuttavia nella Misericordia di Dio. Quando mi incontrai con il Signore, mi umiliai e dissi: « Gesù, sembra che tu non tratti con dei miserabili come me ». « Stai tranquilla, figlia mia; è proprio per mezzo di una simile miseria che voglio manifestare la potenza della mia misericordia ». 

Suor Faustina viene messa alla berlina, abbeverata di umiliazioni, trattata da pazza e da ossessa, sottoposta a stretta sorveglianza, allontanata da confessori spaventati dal suo caso. 

Un giorno scrive: « L'umiliazione è il mio cibo quotidiano; capisco che la sposa prenda per sé tutto quello che è dello sposo; la sua veste di contumelie deve quindi coprire anche me. 

O mio Signore, infiamma il mio amore per te, onde il mio spirito non venga meno tra le tempeste ... Tu vedi come sono debole, ma l'amore può tutto ». 

Una sua compagna, Suor Margherita, dice: « Suor Faustina, eclissava tutte le altre religiose per la sua dolcezza, la sua umiltà e il suo equilibrio interiore. Era molto obbediente e trattava con molto rispetto le sue superiore. Non l'ho mai intesa mormorare o lagnarsi. Non l'ho mai vista impaziente, eppure per tre anni ho lavorato vicino a lei, a Wilno. Era un angelo di pace; non ha mai detto male di nessuno, anzi cercava e trovava in tutti qualche lato buono. Pregava come un angelo, non pensava che a Dio e non sembrava mai distratta. Era allegra e sorrideva sempre parlando. Non mi ha mai confidato nulla, ma quando si parlava dell'amore di Dio era raggiante ». 

La sua somiglianza a Gesù diventa perfetta, per quanto è possibile a creatura umana, mediante le stimmate. 

« La prima volta che mi fu mandata quella sofferenza le cose andarono così: un giorno, dopo i voti annuali (1928), mentre pregavo vidi un grande chiarore dal quale uscirono dei raggi che mi avvolsero tutta e sentii all'improvviso un dolore terribile alle mani, ai piedi e al fianco e sulla testa le spine della corona. Sentivo questi dolori i venerdì durante la messa, ma solo per un istante. La cosa si ripeté per alcuni venerdì; in seguito non sentii più nessun dolore fino al momento presente, cioè sino alla fine di settembre di quest'anno. Un venerdì, durante la messa ho sentito lo stesso dolore trafiggermi, e la cosa si ripeté ogni venerdì e alle volte anche quando mi incontro con un'anima che non è in stato di grazia. Il dolore dura pochissimo, ma è così tremendo che non sarei in grado di sopportarlo senza una particolare grazia di Dio. Esternamente però non porto nessun segno ... Tutto ciò per le anime ». 

In seguito le sofferenze delle stimmate divengono frequentissime. 

Padre Ildebrando A. Santangelo (Servo di Dio)


venerdì 14 febbraio 2025

L'ULTIMA BATTAGLIA - CHI É SUOR FAUSTINA

 


GESÙ MISERICORDIOSO 


CHI É SUOR FAUSTINA 

Nasce a Glowice presso Lodz in Polonia il 25-8-1905; venne battezzata col nome di Elena. 

A 5 anni racconta di aver fatto in sogno il giro del Paradiso, tenuta a mano dalla Madonna. 

A 7 anni si sente chiamare per nome da Dio, come Samuele. Sentendo dal padre la lettura della vita dei Padri del deserto, se ne entusiasma, raccoglie una schiera di ragazzini e parla loro per molto tempo dalla mattina alla sera per convincerli e prepararli a farsi tutti eremiti con lei, ad andare nel deserto e passare così la vita a pregare per la conversione dei peccatori. 

Fa la 1a comunione a 9 anni; da allora la sua vita di pietà aumenta e ogni notte si sveglia, s'inginocchia e prega parecchie ore. 

Un giorno, a 18 anni, spinta dallo zio, che vuole toglierle dalla mente l'idea di farsi religiosa, va con la sorella a una festa. 

Appena comincia a ballare vede improvvisamente vicino a sé Gesù, martoriato, spogliato dalle sue vesti, tutto coperto di ferite. Lascia la festa e decide di farsi suora. Non sa dove andare. Prega Gesù e sente queste parole: « Parti immediatamente per Varsavia e là entrerai in convento». 

Lì, giunta con poche robe avvolte in un fazzolettone, entra in una chiesa a pregare. La stessa voce le dice di presentarsi dal sacerdote. Questi, in attesa di farla entrare in qualche convento, la colloca presso una pia signora. 

Elena bussa a tanti conventi. Tutti la respingono perché poverissima, senza dote, senza istruzione e senza neanche il corredo di biancheria personale. 

Una volta, una superiora addirittura la respinge con queste parole: « Qui non si accettano domestiche ». 

Finalmente, dopo un anno di penose peregrinazioni e di umilianti rifiuti, passato facendo la domestica per sopravvivere, si presenta a Madre Michaela Moraczewska, superiora generale della Congregazione di nostra Signora della Misericordia. Questa, dopo averla già congedata, scambiando ancora qualche parola con lei, si accorge che è molto intelligente, semplice, simpatica, franca, sorridente, dai riflessi pronti; cambia lì per lì opinione e l'accetta. 

Elena nel convento di Varsavia prende il nome di Suor Faustina. Dopo tre settimane, insoddisfatta della vita attiva di quella Congregazione, decide di uscirne e di cercare un convento di vita contemplativa. Gesù nella notte le appare piagato e triste e le dice che egli ne sarebbe addoloratissimo se essa fosse uscita da quel convento. 

« È qui e non altrove, le dice, che io ti ho chiamata e che ho preparato molte grazie per te ». 

Allora Suor Faustina capisce che deve cercare Dio e pregarlo continuamente, anche stando in cucina, in giardino e al bancone, dove è costretta a stare per ubbidienza tutto il giorno. 

« Niente impedisce, dirà lei poi, raggiungere le cime del monte Carmelo anche in una vita terribile, affaccendata e attiva ». 

Presto raggiunge le vette della perfezione. 

Scrive nel suo diario: « Il mio cuore è una dimora continua per Gesù; all'infuori di Gesù, nessuno vi ha accesso; da Gesù attingo forza per la lotta contro tutte le difficoltà e le contrarierà. Desidero immedesimarmi in Gesù per potermi dare perfettamente alle anime; senza Gesti non mi avvicinerei alle anime, sapendo quello che sono per me stessa: assorbo Dio per darlo a mia volta alle anime. Desidero sforzarmi, lavorare, annientarmi per la salvezza delle anime immortali. Poco importa se questi sforzi abbrevieranno la mia vita; essa infatti non mi appartiene più ». 

L'amore, come è inseparabile dalla preghiera, così è inseparabile dal dolore; anzi, preghiera e dolore sono la misura dell'amore. 

Padre Ildebrando A. Santangelo (Servo di Dio)


venerdì 20 dicembre 2024

L'ULTIMA BATTAGLIA - CENTRO E FINE DELL'ERA MARIANA

 


GESÙ MISERICORDIOSO


La missione di Maria è di portarci Gesù. Per questo al centro dell'Era Mariana abbiamo la manifestazione della Divina Misericordia. Scrive Suor Faustina: « Vidi la Madonna, circondata da grande luce; portava una veste bianca fasciata da una cintura aurea, con piccole stelle d'oro a triangolo. Il manto era azzurro, leggermente gettato sulla persona; un velo trasparente si poneva con leggerezza sui capelli sciolti con grazia; sulla testa portava una corona d'oro terminata con puntali a forma di piccole croci. Sul braccio sinistro teneva il Bambino Gesù. . All'improvviso mi guardò con bontà e disse: "Dio, benedici la Polonia! Benedici i Sacerdoti!". 

Da questo si potrebbe arguire che ogni polacco dovrebbe, in certo qual modo, essere sacerdote-apostolo della Divina Misericordia nel mondo ». 

E noi possiamo aggiungere: È questo il momento in cui ogni cattolico prenda coscienza di quel regale sacerdozio di cui è investito e divenga un evangelizzatore e un apostolo della Divina Misericordia per salvare il mondo intero. 

Lo scopo per cui Dio ha voluto questa era mariana è di salvare gli uomini portandoli a Gesù per mezzo di Maria. Ed è la Madonna che viene ad offrirci l'infinita misericordia di Gesù prima del giorno della giustizia. Essa stessa lo disse un giorno a Suor Faustina Kowalska: « Io ho dato al mondo il Salvatore, e tu devi parlare al mondo della sua grande misericordia, finché è ancora il tempo del perdono ... Sii fedele fino all'ultimo». 

Non a caso il culto pubblico a Gesù Misericordioso cominciò nel Santuario di Ostra Brama, dedicato alla Madre della Misericordia. Ivi, dopo tante traversie, il quadro di Gesù Misericordioso, dipinto da un bravo pittore polacco secondo le indicazioni di Suor Faustina, fu esposto al culto il 28-4-1935. 

La maggior parte delle citazioni qui riportare sono prese dal libro L'icona di Gesù Misericordioso di M. Winowska (EP).

Padre Ildebrando A. Santangelo (Servo di Dio)

domenica 27 ottobre 2024

L'ULTIMA BATTAGLIA - LE APPARIZIONI DELLA MADONNA

 


FATIMA: LA GRANDE PROFEZIA DEL SECOLO XX 


Il 13-5-1917 cominciano le apparizioni della Madonna. Nella 2a apparizione, (13-6-1917) la Madonna dà ai tre veggenti questi messaggi: a) Tante malattie vengono per la conversione dei peccatori, così come tutti i castighi. Moltissimi solo nel dolore ritornano a Dio. Come senza un'operazione chirurgica moltissimi sarebbero morti; così senza la sofferenza la maggior parte degli uomini sarebbero andati all'inferno. Così avveniva nel Vecchio Testamento; quando gli ebrei nella floridezza abbandonavano Dio venivano devastati o addirittura deportati; ma quando si convertivano ritornava in mezzo a loro la pace, e il loro regno veniva restaurato. 

Così oggi: quando i peccati degli uomini diventano troppi e l'equilibrio tra il bene e il male si rompe, vengono i castighi naturali o le guerre; e quando gli uomini si convertono viene la pace; come ieri, così sempre. 

La Madonna ha detto a Medjugorje: « Vengo a offrirvi la pace. Ancora siete in tempo a salvare il mondo dalla guerra. Vi prego convertitevi. Non sapete che con le preghiere e coi digiuni si possono anche allontanare le guerre e le calamità naturali? ». 

b) Ci mostra il suo Cuore Immacolato trafitto di spine. Il cuore è da per tutto segno dell'amore. La Madonna così ci mostra il suo amore di madre e ci dice di aver fiducia in Lei, come nella più tenerissima delle madri, in tutte le nostre angustie. 

« Il mio Cuore Immacolato sarà il tuo rifugio e il cammino che ti condurrà a Dio ». 

Ella ci mostrò questo cuore trafitto di spine, cioè estremamente afflitto, perché la stragrande maggioranza dei suoi figli non solo non la ama, ma anzi rinnova con infiniti peccati ogni giorno la passione del suo Figlio. 

Le nostre preghiere e i nostri sacrifici per la conversione dei peccatori sono la più grande gioia che possiamo darle. 

La 3a apparizione così è descritta da Lucia: « Alcuni momenti dopo il nostro arrivo alla Cova di Iria vicino al leccio dove un gran numero di persone stava recitando il rosario, abbiamo visto ancora una volta la luce lampeggiare e un minuto dopo Nostra Signora apparve sul leccio. Io le chiedo: - Che cosa volete da me? 

- Voglio che voi veniate qui il 13 del prossimo mese. Continuate a recitare il Rosario tutti i giorni, in onore di Nostra Signora, per ottenere la pace nel mondo e la fine della guerra, perché solo Ella la può ottenere. 

- Desidero che diciate chi siete voi, e che compiate un miracolo, così tutti crederanno che voi ci siete veramente apparsa. 

- Continuate a venire qui ogni mese. In ottobre vi dirò chi sono e che cosa voglio e compirò un miracolo affinché tutti possano credere Qui ho fatto alcune domande in favore di alcune persone che non posso ricordare. Ciò che ricordo è che la Signora disse che era necessario per quelle persone dire il Rosario per ottenere le grazie durante l'anno. E continuò: « Sacrificatevi per i peccatori, dite spesso, specialmente quando compite qualche sacrificio: "Gesù, questo è per vostro amore, per la conversione dei peccatori e in riparazione dei peccati commessi contro il Cuore Immacolato di Maria" ». 

« Dicendo queste ultime parole, la Signora aprì le mani, come aveva fatto durante i due mesi precedenti. La luce proveniente da esse sembrava penetrare la terra e vedemmo un mare di fuoco. Immersi in questo fuoco c'erano demoni e anime che sembravano tizzoni trasparenti, alcuni neri o bronzei, in forme umane, portati intorno dalle fiamme che uscivano da essi assieme a nuvole di fumo. Essi cadevano da tutte le parti, proprio come le scintille cadono dai grandi fuochi, leggere, oscillanti, tra grida di dolore e di disperazione, che ci atterrirono fino a farci tremare di paura ». 

I demoni potevano essere distinti dalla loro somiglianza a orribili ripugnanti e sconosciuti animali, incandescenti come carboni accesi. « Atterriti e come per supplicare aiuto, alzammo gli occhi verso Nostra Signora, la quale ci disse con gentilezza, ma anche con tristezza: "Avete visto l'inferno, dove vanno le anime dei poveri peccatori. Al fine di salvarli Dio desidera di stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato. Se farete quanto vi ho detto, molti si salveranno e ci sarà la pace" ». 

« La guerra finirà, ma se gli uomini non cesseranno di offendere Dio, scoppierà un'altra e più terribile guerra durante il Pontificato di Pio XI. Quando vedrete che una notte si illuminerà di una luce sconosciuta, sappiate che quello è il segno che Dio vi dà, che punirà il mondo per i suoi crimini con la guerra, con la fame, con la persecuzione della Chiesa e del Santo Padre. Per impedire ciò, io verrò a chiedere la consacrazione della Russia al mio Cuore Immacolato e la Comunione di riparazione nei primi sabati. Se i miei desideri saranno soddisfatti la Russia si convertirà e regnerà la pace. Se no, la Russia diffonderà i suoi errori nel mondo, causando guerre e persecuzioni alla Chiesa. I buoni saranno martirizzati, il S. Padre avrà molto da soffrire e molte nazioni scompariranno...». 

Ma alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà. II S. Padre consacrerà la Russia a me ed essa si convertirà e un periodo di pace sarà concesso al mondo. 

«In Portogallo si conserverà sempre il dogma della fede». «Non dire questo a nessuno. Puoi dirlo a Francesco». 

« Quando recitate il Rosario, dopo ogni mistero dite: "Gesù mio, perdonateci, preservateci dal fuoco dell'inferno, portate in Cielo tutte le anime, specialmente quelle più bisognose"». 

Seguì un breve silenzio; poi chiesi: « C'è ancora qualche cosa che volete da me? ». 

« No, per oggi non voglio più nulla da te ». 

E, come nelle precedenti apparizioni, Ella cominciò a salire in direzione dell'oriente, finché scomparve nell'immensità dello spazio. 

È il messaggio centrale di Fatima. 

Non c'è niente di nuovo per la fede dei cristiani. La Madonna fa vedere ai tre bambini quello che una moltitudine di cristiani capeggiati da teologi progressisti avrebbero negato a cominciare dagli anni 60: l'esistenza dell'inferno e dei demoni. 

È per salvarci dall'inferno che Gesù è morto in croce. È per salvare i peccatori dall'inferno che la Madonna viene a chiederci insistentemente preghiere e sacrifici. Ed è per salvare dall'inferno gli uomini che Dio, quando sono esauriti senza risultato tutti gli altri suoi richiami, permette a Satana di scatenare le guerre. 

Nei puntini di reticenza di questo messaggio c'è contenuto il famoso 3° segreto di Fatima. Suor Lucia ne disse qualcosa al Padre Agostino Fuentes, postulatore della causa di beatificazione di Francesco e Giacinta, che lo pubblicò: «Vi porto un messaggio di estrema urgenza. Il Santo Padre mi ha permesso di far visita a Lucia (ora a Coimbra, divenuta carmelitana scalza). Ella mi ha ricevuto piena di tristezza. Era smagrita e molto afflitta. Vedendomi, mi disse: « Padre, la Madonna è molto malcontenta, perché non si è tenuto conto del suo Messaggio del 1917. Né i buoni, né i cattivi ne hanno fatto caso. I buoni continuano il loro cammino senza preoccuparsi, non ascoltando le direttive celesti; e i cattivi camminano sulla via larga della perdizione, non tenendo in alcun conto i castighi che li minacciano. Credetemi, mio Padre! Il Signore castigherà il mondo molto presto. Il castigo è vicino: il castigo materiale arriverà molto presto. 

Pensate, mio Padre, a tutte le anime che cadranno all'inferno; e questo avverrà perché non si prega e non si fa penitenza. Tutto questo è la causa della tristezza della Santa Vergine. Padre, dite a tutti che la Madonna me l'ha detto molte volte: molte nazioni spariranno dalla faccia della terra; la Russia sarà il flagello scelto da Dio per castigare l'umanità, se noi, con la preghiera e i Sacramenti non otterremo la grazia della conversione. Ditelo, Padre!, dite che i demoni intraprendono la battaglia decisiva contro la Madonna, perché ciò che affligge il Cuore Immacolato di Maria e quello di Gesù è la caduta delle anime religiose e sacerdotali. Il demonio sa che i religiosi e i preti, mancando alla loro vocazione, trascinano numerose anime all'inferno. E ormai tempo di fermare il castigo del cielo. Noi abbiamo a nostra disposizione due mezzi assai efficaci: la preghiera e il sacrificio ( ... ). 

« Il demonio fa tutto quello che può per distrarci e per toglierci il gusto della preghiera. Noi ci salveremo o ci danneremo. Non di meno, mio Padre, bisogna dire al popolo che non deve stare ad aspettare un richiamo alla penitenza e alla preghiera né da parte del Papa, né da parte dei vescovi, né da parte dei preti, né da parte dei superiori generali; ma ciascuno, di propria iniziativa, deve compiere buone e sante opere e riformare la propria vita secondo i desideri della Madonna (seconda parte del "messaggio") (...). 

« Il demonio vuole impossessarsi delle anime consacrate; egli si sforza di corromperle e così addormentare le altre anime nell'impenitenza finale. Egli impiega ogni astuzia, fino a suggerire di entrare nella vita religiosa il più tardi possibile. Il risultato sarà di sterilità della vita interiore e freddezza, nei laici, nel rinunciare ai piaceri e verso la totale immolazione a Dio. Dica, Padre, che due cose sono state alla base della santificazione di Giacinta e di Francesco: il dolore della Madonna e la visione dell'inferno. La Madonna si trova come posta tra due spade: da una parte, Ella vede l'umanità ostinata e indifferente di fronte ai castighi annunciati; dall'altra, Ella vede chi profana i Sacramenti e sorride del castigo che s'avvicina, restando increduli, sensuali e materialisti. La Madonna l'ha detto espressamente: "Noi ci avviciniamo agli ultimi tempi!" 

( ... ) Ella m'ha detto questo per ben tre volte: 

1) la prima volta, Ella ha affermato che il demonio ha ingaggiato la lotta decisiva, finale, dalla quale l'uno dei due uscirà vincitore o vinto: o noi siamo con Dio, o siamo con il demonio; 

2) la seconda volta, Ella mi ha ripetuto che gli ultimi rimedi dati al mondo sono: il Santo Rosario e la devozione al Cuore Immacolato di Maria. "Ultimi": vale a dire che non ce ne saranno altri; 

3) la terza volta, Ella m'ha detto che gli altri mezzi, negletti dagli uomini, essendo esauriti, Dio ci donava, come ultima ancora di salvezza, la Santa Vergine in persona... La Madonna ha ancora detto che se non l'ascoltavamo e l'offendevamo ancora, noi non saremo più perdonati. Padre, è urgente che ci rendiamo conto della terribile realtà. Noi non vogliamo spaventare le anime, ma è urgente appello alla realtà. Dopo che la SS. Vergine ha fatto del Santo Rosario un mezzo tanto efficace, non esiste più alcun problema materiale, spirituale, nazionale o internazionale che non possa essere risolto con il Santo Rosario e con i nostri sacrifici. Il recitarlo con amore e pietà consolerà la Madonna e asciugherà le numerose lacrime del suo Cuore Immacolato ». 

Sappiamo che Giovanni Paolo II quando fu in Germania a Fulda, a un gruppo di cattolici che gli chiedevano perché nel 1960 non era stato pubblicato il 3° segreto di Fatima, rispose: « Per non incoraggiare la potenza mondiale del Comunismo a compiere certe mosse. Può essere sufficiente ai cristiani sapere questo: se vi è un messaggio in cui sta scritto che gli oceani inonderanno intere parti della terra, che da un momento all'altro periranno milioni di uomini, non è davvero più il caso di bramare tanto la divulgazione di un tale messaggio segreto ... ». E, mostrando la corona del rosario, concluse: « Ecco il rimedio contro questo male. Pregate, pregate; affidate tutto il resto alla Madre di Dio ». « Le nostri ardenti preghiere non potranno scongiurare come a Ninive il castigo di Dio; ma certamente lo attutiranno » (Stimme des Gaulbens n. 10-1981). 

Nella 5a apparizione Lucia si lamenta con la Madonna che la gente non vuol credere a quelle apparizioni. La Madonna allora le disse che il 13 Ottobre avrebbe fatto un prodigio così grande che tutti i presenti sarebbero stati costretti a credere. 

La notizia del prodigio promesso dalla Madonna per il 13 ottobre, diffusa con malizia dai giornali liberal-massonici perché sicuri che non sarebbe successo niente, attirò quel giorno a Fatima, nonostante la pioggia torrenziale e il fango, una moltitudine immensa di persone calcolata da 60 a 80.000. I bambini vanno alla Cova per tempo. 

Scrive Lucia: « Durante il cammino, si ripetono le scene del mese passato, più numerose e commoventi. Nemmeno il fango dei sentieri impediva a quella gente d'inginocchiarsi nell'atteggiamento più umile e supplichevole. Arrivata alla Cova di Iria, vicino all'elce, spinta da un movimento interiore, chiesi al popolo che chiudessero gli ombrelli, per recitare il rosario. Poco dopo vedemmo il riflesso della luce e subito la Madonna sull'elce. 

- Che cosa volete da me? 

- Voglio dirti che facciano qui una cappella in mio onore; che io sono la Madonna del rosario; che continuino a recitare il rosario tutti i giorni. La guerra terminerà e i militari torneranno tra breve alle loro cose. 

- Io avevo molte cose da chiedervi: se guarivate alcuni malati e la conversione di alcuni peccatori, ecc: 

- Alcuni, sì; altri, no; è necessario che si correggano; che domandino perdono dei loro peccati; - e assumendo un aspetto più triste, - che non offendano più Dio nostro Signore, che è già molto offeso. 

Quindi, aprendo le mani, le fece riflettere nel sole: e, mentre si elevava, il riflesso della sua stessa luce continuava a proiettarsi contro il sole. Ecco ... il motivo per cui gridai che guardassero verso il sole. Il mio scopo non era quello di richiamare l'attenzione del popolo da quella parte, perché io non mi rendevo nemmeno conto della sua presenza. Lo feci solo perché trasportata da un movimento interiore, che a ciò mi spinse. 

Scomparsa la Madonna nell'immensa distanza del firmamento, vedemmo, vicino al sole, San Giuseppe col Bambino e la Madonna vestita di bianco con un manto azzurro. San Giuseppe e il Bambino parevano benedire il mondo, con dei gesti che facevano con la mano in forma di croce. 

Poco dopo, svanita questa apparizione, vidi nostro Signore e la Madonna dei dolori. Nostro Signore pareva benedire il mondo, come aveva fatto San Giuseppe. Svanì questa apparizione e vidi ancora la Madonna nelle vesti della Madonna del Carmine ». 

Intanto, appena Lucia ebbe detto: « Chiudete gli ombrelli », la pioggia cessa immediatamente, le nubi si squarciano e appare il disco solare, come una luna d'argento, poi gira vertiginosamente su se stesso, simile a una ruota di fuoco, proiettando in ogni direzione fasci di luce gialla, verde, rossa, azzurra, viola... che colorano fantasticamente le nubi del cielo, gli alberi, le rocce, la terra, la folla immensa. Si ferma, per alcuni momenti, poi ricomincia di nuovo la sua danza di luce come una girandola ricchissima, fatta dai più valenti pirotecnici. Si arresta ancora, per incominciare una terza volta più variato, più colorito, più brillante quel fuoco di artificio. La moltitudine estatica, senza fiatare, contempla. 

Ad un tratto tutti hanno la sensazione che il sole si stacchi dal firmamento e si precipiti su di loro! Un grido unico, immenso, erompe da ogni petto; esso traduce il terrore di tutti, e nelle varie esclamazioni esprime i diversi sentimenti: « Miracolo! Miracolo! » dicono questi; « Credo in Dio » esclamano quelli; «Ave Maria » pregano altri; « Mio Dio, misericordia! » gridano i più, e cadendo ginocchioni nel fango recitano ad alta voce l'atto di contrizione ». 

E questo spettacolo, chiaramente distinto in tre tempi, dura ben 10 minuti ed è visto da almeno 60 mila persone; credenti e miscredenti, semplici contadini e cittadini colti, uomini di scienza, corrispondenti di giornali. 

Dio con questo prodigio grandioso, che trova un parallelo solo nei grandi prodigi dell'Esodo, ha voluto confermare la verità delle apparizioni della Madonna e quindi dei suoi messaggi che ripropongono tutte le verità rivelate e ci invitano alla conversione, alla penitenza, alla confessione, al culto eucaristico, al rosario quotidiano. 

Padre Ildebrando A. Santangelo (Servo di Dio)


lunedì 14 ottobre 2024

L'ULTIMA BATTAGLIA - TERZA APPARIZIONE DELL'ANGELO

 


FATIMA: LA GRANDE PROFEZIA DEL SECOLO XX 


Lucia scrive: « Eravamo a pascolare il gregge nella proprietà dei miei genitori, situata sul pendio della collina, un po' sopra Valinhos. È un oliveto chiamato Pregueira. Appena arrivati ci mettemmo in ginocchio con la faccia a terra e cominciammo a ripetere l'orazione dell'angelo: "Mio Dio credo, adoro, ecc.". 

Non so quante volte avevamo ripetuto questa preghiera, quando vediamo che sopra di noi brilla una luce sconosciuta. Ci alziamo per vedere cosa stava succedendo e vediamo l'angelo che portava in mano un calice e sopra di esso un'ostia dalla quale cadevano dentro il calice alcune gocce di sangue. Lasciando il calice e l'ostia sospesi per aria, ripeté tre volte l'orazione: "Santissima Trinità, Padre, Figlio, Spirito santo, vi adoro profondamente e vi offro il preziosissimo corpo, sangue, anima e divinità di Gesù Cristo, presente in tutti i tabernacoli della terra, in riparazione degli oltraggi, sacrilegi e indifferenze con cui Egli stesso è offeso. E, per i meriti infiniti del suo santissimo Cuore e del Cuore Immacolato di Maria, vi domando la conversione dei poveri peccatori". Dopo, alzandosi, riprese in mano il calice e l'ostia e diede a me l'ostia e quello che c'era nel calice lo diede a bere a Giacinta e a Francesco, dicendo contemporaneamente: "Prendete e bevete il corpo e il sangue di Gesù Cristo, orribilmente oltraggiato dagli uomini ingrati. Riparate i loro crimini e consolate il vostro Dio". Nuovamente si prostrò a terra e ripeté con noi, ancora tre volte, la stessa orazione: "Santissima Trinità, ecc.". E scomparve ». 

« Portati dalla forza del soprannaturale che ci avvolgeva, imitando l'angelo in tutto, cioè, prostrandoci come lui e ripetendo le orazioni che diceva lui, la forza della presenza di Dio era così intensa che ci assorbiva e annichiliva quasi completamente. Pareva privarci perfino dell'uso dei sensi corporali per un lungo periodo di tempo. In quei giorni facevamo le azioni materiali, come trasportati da quello stesso essere soprannaturale che a ciò ci spingeva. La pace e la felicità che sentivamo erano grandi, ma solo interne con l'anima completamente concentrata in Dio. Anche la spossatezza fisica che ci prostrava era grande». 

Padre Ildebrando A. Santangelo (Servo di Dio)

giovedì 5 settembre 2024

L'ULTIMA BATTAGLIA - SECONDA APPARIZIONE DELL'ANGELO

 


FATIMA: LA GRANDE PROFEZIA DEL SECOLO XX


Scrive Lucia: « Un giorno ... nel cuore dell'estate (1916), nel tempo di maggiore calore, in cui portavamo a casa il gregge, a metà mattina, per ritornare soltanto più tardi, avvenne la seconda apparizione. 

Eravamo andati a passare le ore della siesta all'ombra degli alberi che circondavano una cisterna, ricoperta di lastroni, che i miei avevano in fondo all'orto; stavamo giocando. Improvvisamente vedemmo lo stesso angelo vicino a noi che disse: "Che fate? Pregate! Pregate molto! I cuori di Gesù e di Maria hanno sopra di voi disegni di misericordia. Offrite costantemente all'Altissimo orazioni e sacrifici". 

"Come dobbiamo sacrificarci?" domandai. 

"Di tutto quello che potete, offrite un sacrificio, un atto di riparazione per i peccati con cui Egli è offeso e di supplica per la conversione dei peccatori. Attirate così, sopra la nostra patria, la pace. Io sono il suo angelo custode, l'Angelo del Portogallo. Soprattutto accettate e sopportate, con sottomissione, le sofferenze che il Signore vi manderà". 

Padre Ildebrando A. Santangelo (Servo di Dio)

giovedì 15 agosto 2024

L'ULTIMA BATTAGLIA - PRIMA APPARIZIONE DELL'ANGELO

 


FATIMA: LA GRANDE PROFEZIA DEL SECOLO XX


Lucia scrive: « Siccome dal tempo della mia prima comunione restavo, a tratti, come assorta... parecchi cominciarono a prendermi in giro 

È in questo tempo che Francesco e Giacinta chiesero ed ottennero il permesso dai genitori di cominciare a custodire i loro greggi... 

Ci mettemmo d'accordo di pascolare i greggi nei terreni dei miei zii e dei miei genitori, per non stare sui monti insieme con gli altri pastorelli. Un bel giorno (nella primavera del 1916) andammo con le nostre pecorelle nella proprietà dei miei, che si chiamava Chousa Vela. Verso la metà del mattino cominciò a cadere una pioggerella fine, poco più della rugiada. Risalimmo il pendio del monte, seguiti dalle nostre pecorelle, in cerca di una roccia che ci servisse da riparo. Fu allora che, per la prima volta, entrammo in quella benedetta grotta... del Cabeco. 

Ci passammo la giornata anche se aveva smesso di piovere, ed era apparso un bel sole splendente. Facemmo lo spuntino e recitammo il nostro rosario. Si stava giocando, da qualche tempo, ed ecco un vento forte scuotere gli alberi, che ci fece alzare gli occhi per vedere che succedeva, perché era sereno. Vedemmo allora... a qualche distanza, sopra gli alberi, che si estendevano dalla parte ove nasce il sole, una luce più bianca della neve, dalla forma di un giovane trasparente ... di 14-15 anni ... Il sole lo rendeva come se fosse stato di cristallo e di una grande bellezza. 

Eravamo sorpresi, mezzo assortiti. Non dicevamo parola. Arrivato vicino a noi disse: "Non temete. Sono l'Angelo della pace. Pregate con me". E inginocchiatosi a terra curvò la fronte fino al suolo. 

Portati da una spinta soprannaturale lo imitammo e ripetemmo le parole che gli sentimmo pronunciare: "Mio Dio, credo, adoro, spero, vi amo. Vi domando perdono per quelli che non credono, non adorano, non sperano, non vi amano". Dopo aver ripetuto tre volte tutto ciò, si alzò e disse: "Pregate così. I cuori di Gesù e di Maria sono attenti alla voce delle vostre suppliche". E scomparve. 

L'atmosfera del soprannaturale, che ci avvolse, era così intensa che quasi non ci rendevamo conto della nostra esistenza. Per un bel po' di tempo restammo in quella posizione in cui ci aveva lasciato, a ripetere sempre la stessa orazione. La presenza di Dio era così intensa ed intima che nemmeno tra noi avevamo il coraggio di parlare. 

Il giorno dopo sentivamo ancora lo spirito avvolto da quella atmosfera, che solo molto lentamente andò scomparendo. Da allora noi trascorrevamo lunghi periodi di tempo così prosternati, ripetendo la preghiera, a volte, fino a cadere dalla stanchezza ». 

L'Angelo viene a ricordare le virtù fondamentali dell'uomo e del cristiano e a insegnare ai fedeli i loro doveri verso Dio e la necessità della loro supplenza per i cristiani infedeli o nominali. 

a) Gli uomini di oggi non credono L'ateismo, o meglio antiteismo, è il primo peccato del secolo. Si articola in varie forme: ateismo militante del marxismo, laicismo, secolarismo, materialismo, animalismo. 

Padre Pio da Pietrelcina diceva che «oggi gli uomini sono divenuti peggiori dei demoni i quali credono e temono Dio». 

La lotta ideologica, scientifica, armata, politica, economica, culturale, scolastica, ecumenizzata contro Dio, mai vista così nella storia, è divenuta monopolio e contrassegno del nostro secolo. 

b) Non adorano L'angelo si inginocchia, ma gli uomini non si inginocchiano più per adorare Dio, né in casa, né in Chiesa, neanche alla Consacrazione o dopo la comunione; tanti poi non hanno riverenza al Corpo di Cristo, neanche quando fanno la comunione; e non fanno nessuna attenzione, né passando avanti ad una Chiesa, né passando avanti al SS. Sacramento. La troppa confidenza ha fatto dimenticare la differenza tra noi e Dio. 

c) Non sperano La virtù della speranza oggi si è spenta in moltissimi; nei rimanenti cristiani si è affievolita. 

Gli uomini di oggi lavorano solo per crearsi un piccolo paradiso terrestre: casa confortevole, villa, sicurezza economica. Si è finito per perdere il senso dell'esistenza e il desiderio di Dio. 

d) Non amano Mai come oggi si è parlato tanto di amore; mai come oggi si è amato così poco. 

Quando non si ama Dio, non si amano neanche gli uomini; per questo non si pensa agli affamati, ai lebbrosi, ai bisognosi; a quelli che vanno all'inferno; per questo non si vogliono figli. 

Spesso anche tanti cristiani non amano Dio, e si limitano a pregarlo solo per i loro bisogni; non amano il prossimo, e si contentano di dare ai poveri le briciole che cadono dalle loro mense.

Padre Ildebrando A. Santangelo (Servo di Dio) 

sabato 10 agosto 2024

L'ULTIMA BATTAGLIA - L'ERA DI MARIA - LOURDES

 



LOURDES


Lourdes nel 1858 era un paese molto povero di 4.000 abitanti. Bernardette Soubirous appartiene a famiglia estremamente povera, tanto che un uomo, avendo subito un furto di farina, fa arrestare ingiustamente il padre di lei, pensando che il ladro non poteva essere che lui per lo stato di miseria nel quale versava. 

I Soubirous abitano in una casetta chiamata Cachot, già adibita a carcere, ma abbandonata dalla magistratura perché troppo miserabile. L'11-2-1858, giovedì grasso, non essendoci in casa legna per cucinare, Bernardette va con la sorella e con una vicina di casa a raccoglierne sulle rive del Gave. 

Mentre si toglie le scarpe per attraversare il fiume, sente dietro di sé un violento sbuffo di vento. Si volta e vede nella grotta una signora vestita di bianco. 

Bernardette racconta: « Sentii un rumore come se fosse stato un colpo di vento. Allora volsi la testa dalla parte del prato. Vidi che gli alberi non si muovevano. Allora continuai a togliermi le scarpe. Sentii ancora lo stesso rumore. Quando sollevai la testa per guardare la grotta, scorsi una signora vestita di bianco. Aveva un vestito bianco, un velo bianco, una cintura azzurra e rosa, su ciascun piede, gialla come la catena del suo rosario. Allora fui un po' presa da stupore. Credevo di sbagliarmi. Mi stropicciai gli occhi. Guardai ancora e vidi sempre la stessa signora. Misi la mano nella tasca: vi trovai il mio rosario. Volevo fare il segno della croce. Non riuscii a portare la mano fino alla fronte: mi cadde. Allora l'emozione si è impadronita di me in modo più forte. La mia mano tremava, tuttavia non fuggii. La signora prese il rosario che teneva fra le sue mani e fece il segno della croce. Allora tentai una seconda volta di farlo, e ci riuscii. Appena feci il segno della croce, la grande emozione che provavo scomparve. Io mi misi in ginocchio e recitai il rosario in presenza di quella bella signora. La visione faceva scorrere i grani del suo, ma essa non muoveva le labbra. Quando unii il mio rosario, essa mi fece segno di avvicinarmi, ma io non osai. Allora essa scomparve improvvisamente ». 

La seconda apparizione avviene la domenica seguente. Bernardette, spinta irresistibilmente verso la grotta, s'era portata dell'acqua benedetta. Appena le appare la Madonna, essa l'asperge con quell'acqua dicendo: « Se vieni da parte di Dio, avvicinati ». 

Più Bernardette l'asperge, più la Madonna sorride, ma senza dir nulla. Il giovedì 18 febbraio la Madonna appare per la terza volta a Bernardette e le dice: « Abbi grazia di venire per 15 giorni ». Quindi, aggiunge: « Non ti prometto di renderti felice in questo mondo, ma nell'altro ». La quarta, la quinta e la sesta apparizione sono silenziose. 

Nella settima apparizione la Madonna le insegna una preghiera che Bernardette manterrà segreta. 

Nell'ottava apparizione, mercoledì 24 febbraio, la Madonna dice a Bernardette: « Pregherai Dio per la conversione dei peccatori »; e quindi aggiunge: « Va a baciare la terra in penitenza per i peccatori ». 

Il 25-2-'58 la Madonna apparendole dice: « Va a bere e a lavarti alla fontana e mangia l'erba che troverai ». 

Nel pomeriggio in quel luogo sgorga una sorgente. 

La decima e l'undicesima apparizione, 27 e 28 febbraio, sono silenziose. Bernardette dinanzi a una folla di oltre 1.000 persone cammina in stato di estasi e cade in ginocchio nella grotta.

Padre Ildebrando A. Santangelo (Servo di Dio)