mercoledì 3 giugno 2020

Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie


PROFEZIE NON AVVERATE? 


La pace fra due mesi? Le due versioni 

1. Il 15 maggio 1944, durante la terza apparizione, la bambina  chiede alla Vergine Maria quando sarebbe finita la  guerra. 
Dal quaderno di Adelaide riporto la risposta della Vergine:  "Se gli uomini faranno penitenza, la guerra finirà fra due mesi: se no,  fra poco meno di due anni". 
Il Cortesi riferisce così le parole di Adelaide: 
"Ha detto la Madonna che fra due mesi, un giovedì, verrà la pace, se  preghiamo e facciamo penitenza". Egli aggiunge: "La circostanza del  giovedì fu aggiunta nella visione del 30 maggio e in seguito  ripetutamente confermata da Adelaide come ricevuta dalla Vergine. Per  ovvie ragioni conveniva tenerla segreta e infatti fu depositata nella ven.  Curia di Bergamo con atto notatile. 
Tuttavia, alle Ghiaie, era già diffusa ai primi di giugno, per  indiscrezione di alcuno" (v. Il problema delle apparizioni di Ghiaie, o.c.,  p. 27). 

2. Il dott. Giulio Loglio, nella relazione citata, dice che finita l'apparizione, la piccola veggente fu portata via ma potè  interrogarla a casa sua. Egli scrive: 
"Quel giorno la Madonna non le parlò; vide sola la S.  Famiglia riunita in una chiesa, ma nei giorni precedenti le aveva  detto che "bisogna pregare e fare penitenza e - ripeto le esatte  parole — in cò du mis ederì cosa ghe sarà: = fra due mesi vedrete  cosa ci sarà —". 
Il dott. Loglio, nella stessa relazione, alla domanda che egli pone: quali delle profezie si sono avverate? Risponde: 
"Quella che la Roncalli mi ha esposto si è verificata totalmente: basta pensare che dalla fine maggio ad oggi (30 settembre 1944, data della relazione, n.d.r.), tre Stati hanno capitolato  e che la Germania si è ridotta a difendersi entro i suoi confini". 
Lo stesso dottore, l'11 giugno 1946 dichiara: 
"Il sottoscritto, che avvicinò la piccola Adelaide nei primi  giorni delle supposte apparizioni, attesta che la stessa interrogata se effettivamente avesse vista la Madonna, e cosa le avesse  detto, personalmente e spontaneamente rispose: 

 Sì, l'ho vista. 

 E cosa ti ha detto? 

 Mi ha detto che bisogna pregare e che fra due mesi  vedremo che cosa ci sarà (la m'ha dic che bisogna pregà e de  che du mis am vederà). 
Non ricordo più esattamente dopo quale apparizione mi  abbia detto ciò, ma certo fu nei primi giorni" (testimonianza  raccolta da don Italo Duci per incarico di mons. Bramini). 
Don Romualdo Baldissera, nella relazione stesa su invito  di don Cesare Vitali e col consenso di monsignor Giuseppe  Zaffonato, vescovo di Vittorio Veneto, riporta colloqui, interrogatori, giudizi suoi e di altri su Adelaide, che vanno dal 22 giugno 1944 al 21 gennaio 1948, giorno della stesura della relazione stessa. 

Don Romualdo scrive: 
"9 luglio 1944 — Dichiarazioni degne di nota fatte dalla  cugina e madrina di battesimo di Adelaide, Annunciata Roncalli, dopo una visita alla piccola, ricoverata presso le R.R.  Suore Orsoline a Gandino (Bergamo n.d.r.)... 

 Le ho chiesto (parla Annunciata, n.d.r.) se durante le  visioni si era ricordata di domandare alla Madonna notizie circa  il ritorno di Luigi, fratello di Adelaide, militare nelle "SS" tedesche, e del fratello mio, allora in Russia, e mi ha risposto che si  è ricordata: poi asserì che Luigi sarebbe ritornato senz'altro a  casa. 

- E mio fratello? — aggiunsi io. 

 Sospirò e disse che era morto da tempo e che per lui 
aveva già fatto tante comunioni. 

 Me l'ha dichiarato con tanta sicurezza che io non ho il  coraggio di raccontare ciò alla mia famiglia e lo dico a lei perché voglia pregare per lui e per noi. 

 Le ho chiesto anche se la Madonna sarebbe riapparsa il 13 luglio. 

Rispose: 

 No. Non ho mai detto questo, è già finito tutto. 

 Ma la gente è convinta e attende per il 13, ci sarà qualche cosa? 

 No, la Madonna non apparirà più, bisogna pregare e fare penitenza: sta attenta a giovedì dopo il 13 luglio. 

 Che cosa ci sarà? 

 Sta attenta e dì che preghino e facciano penitenza. 

Tutto questo (scrive don Baldissera, n.d.r.) ho sentito da  Annunciata Roncalli di Pietro, con altri particolari, il giorno 9  luglio 1944. 

Don Romualdo aggiunge: 
"17 luglio 1944 — Lascio Ghiaie e ritorno a Locara (Verona).  Racconto ogni cosa alla mamma, alla sorella e ad altri (una cinquantina), i quali rileveranno in detto giovedì (20 luglio 1944) la  notizia dell'attentato ad Hitler, accennando alla coincidenza con i  famosi "due mesi", che avevano destato tanto scalpore. 
Il parroco di Ghiaie mi dice arrivato in questi giorni (gennaio 1948) l'annuncio della morte in Russia del fratello di  Annunciata". 
Adelaide, secondo questa versione riportata in documenti  che meritano attenzione, non parla di pace che sarebbe avvenuta  fra due mesi, ma di qualcosa che sarebbe accaduto un giovedì,  dopo il 13 luglio, che si è visto coincidere con l'attentato a Hitler  del 20 luglio 1944, e che ha determinato la fine rapida della  guerra. 
La profezia è presentata in modo un po' diverso da quella  scritta nel quaderno di Adelaide e da lei riferita in qualche altra  occasione, ma il contenuto sostanzialmente non cambia. 
In modo più o meno esplicito viene promessa la pace a  breve distanza di tempo, a condizione che gli uomini preghino e  facciano penitenza. 
Se si vuole interpretare la seconda versione, secondo  quella che viene chiamata "la prospettiva profetica", si può dire  che nelle parole della Vergine è predetta la pace tra due mesi,  perché il fatto che la causa, o accelera la fine della guerra, è visto  nello stesso tempo con l'avvento della pace. E una visione  d'insieme, sullo stesso piano, senza successione di tempo. 
Sottolineo che quello che ha detto Adelaide ad Annunciata  Roncalli, a riguardo del fratello Luigi e del cugino si è realizzato: il primo è ritornato a casa, l'altro è morto in Russia. 
Si è voluto portare contro la verità delle apparizioni, la  mancata realizzazione di alcune previsioni fatte da Adelaide. 
Premesso che venivano attribuite alla bambina affermazioni mai fatte da lei, si può anche ammettere che interrogata su  molteplici fatti, possa avere espresso giudizi e previsioni non  confermate dagli avvenimenti. 
Il dono della comunicazione straordinaria con la Madre di  Dio non impedisce ad Adelaide di commettere peccati, né l'ha  resa immune da errore. 
Nessun veggente è infallibile. L'episodio del profeta Natan, che prima incoraggia Davide a costruire il tempio, e poi, mandato da Dio, va a dirgli: Non sarai tu a costruire una casa al  Signore, ma un tuo discendente (cfr. 2 Sam. 7,1-13), lo dimostra chiaramente. 
Le apparizioni e il messaggio dato dalla Vergine a Ghiaie  sono un fatto a sè stante, che va giudicato separatamente da  qualsiasi problema possa sorgere, inerente più o meno alle apparizioni stesse. 
Ci sono segni ed argomenti ben precisi per affermare la  verità delle apparizioni, nonostante le difficoltà che ogni apparizione presenta. 

Severino Bortolan 

CHIAMAMI PADRE



LA RIVELAZIONE, L'UNICA STRADA PER ARRIVARE A CAPIRE

Solo accostandoci alla Rivelazione possiamo quindi conoscere l'identità di Dio.
Solo accogliendo le notizie che lo stesso Padre ci ha voluto trasmettere possiamo entrare nel suo mistero!
È quindi solo aderendo a Lui, nella fede, che possiamo metterci sulla via sicura.
Non c'è dunque che una via: questa!
Non la via della pura ragione o dell'istintivo sentimento, ma la via dell'adesione nella fede.
Solo il Padre può darci risposte adeguate e definitive; e, per questo, non ci resta che ascoltare la sua Parola, che è contenuta nella Bibbia.

CHIAMAMI PADRE

Ed ecco, in sintesi, il contenuto dell'intero messaggio racchiuso nella Bibbia: è rivolto a tutti gli uomini e quindi personalmente anche a te:
"Sappi che hai in cielo un Padre che ti ama, e che nel suo infinito amore ti ha donato il suo unico Figlio, Gesù Cristo.
Questi si è fatto uomo come te e per te.
Con la sua Morte e Risurrezione ti ha salvato dal peccato e ti ha elevato ad essere, come Lui, figlio ed erede dei beni divini ed eterni
Ecco dunque il mistero, ecco il dono: "io sono tuo Padre, e con questo nome mi cercherai, mi chiamerai, mi accoglierai".
 DON NOVELLO PEDERZINI

Signore dal Cuore grande e misterioso,



Poiché il tuo amore sorpassa ogni conoscenza, degnati di elevare la nostra intelligenza troppo debole, all'altezza divina del tuo Cuore!
Poiché siamo tentati di non credere al tuo amore, dacci degli occhi nuovi per vedere ciò che ci sembrava incredibile, per riconoscere l'immensità infinita della tua bontà!
Poiché il nostro sguardo si ferma alle cose materiali e visibili, che il tuo Cuore illumini la nostra visione dell'universo, ci faccia comprendere il significato profondo della creazione, ci manifesti il fine segreto di tutte le cose, chiamate a riunirsi nel tuo amore!
Poiché constatiamo nell'umanità e nella sua storia tante colpe ed errori che potrebbero farci tendere al pessimismo, risolleva il nostro entusiasmo mostrandoci che il tuo amore riesce ad utilizzare il male in vista del bene, a trasformare le disposizioni umane, a orientare soprannaturalmente, secondo il tuo Cuore, il cammino degli avvenimenti.
Poiché sappiamo per esperienza quanto sono potenti le forze del male, facci sperimentare la potenza più grande del tuo amore e facci comprendere che il tuo Cuore è al centro della nostra vita e al centro del mondo, dove si stabilisce progressivamente il trionfo della carità.

Ogni giorno la provvidenza di Dio sorge prima del Sole.



Esempi di vita



Madre Angelica

Nacque nel 1923 a Canton (Ohio), Usa. I suoi genitori divorziarono, quando aveva 6 anni. A partire da allora, visse sola con sua madre, soffrendo la fame ed il freddo e sopravvivendo con lavori occasionali. Oltre a questo, sua madre aveva problemi di depressione, che a volte la portavano a volersi suicidare. Per questo, da piccolina dovette guadagnarsi la vita per poter sopravvivere ed aiutare sua madre, e tutto questo influenzò negativamente sui suoi risultati scolastici. Racconta: “Non ricordo di aver avuto una vera amica durante la mia fanciullezza. Non avevo né un alberello di Natale, né una bambola, né amiche!(56) Ricordo quando mettevo pezzi di cartone nella suola delle scarpe perché mia madre non si accorgesse che non servivano più. Ma il cartone non dura molto e dovevo camminare per più di tre miglia in aree innevate per arrivare a scuola”(57).
A venti anni accadde il fatto decisivo della sua vita. Una signora, Rhoda Wise, che era stata protestante, si convertì alla fede cattolica, mentre si trovava gravemente malata in un ospedale cattolico. I medici le dissero che aveva un cancro in fase terminale e dovette tornarsene a casa; ma, dopo pochi giorni, le apparvero Gesù e Santa Teresina del Bambin Gesù, che la guarirono miracolosamente. Ciò che attirò l’attenzione di Rita Rizzo (il vero nome di Madre Angelica) fu il sapere che aveva le stimmate o ferite di Cristo, pienamente visibili sul suo corpo. I segni erano simili a quelli di San Francesco d’Assisi(58).

Il giorno 8 di febbraio del 1943 sua madre la condusse da questa signora affinché pregasse per lei, poiché da molto tempo aveva dei forti dolori allo stomaco senza che i medici potessero trovare rimedio. La signora Rhoda Wise le diede una preghiera da recitare, chiedendo l’intercessione di santa Teresina. E disse:

“Pregammo la novena. Nove giorni di preghiera e, alla fine, domenica 27 gennaio, accadde qualcosa. A mezzanotte soffrii il peggior dolore di stomaco della mia vita. Era come se mi avessero rivoltato da dentro a fuori. Alla mattina mi alzai e mi preparai per andare alla messa delle undici e mezza. Poi il mio cuore ebbe un tuffo. Immediatamente, mi resi conto di non aver alcun dolore di stomaco. Come se non ci fosse mai stato un problema prima. Ero guarita. Non avevo dubbi. Da quel giorno ad oggi, non ho più avuto altri dolori di stomaco. Dio aveva fatto un miracolo. Senza alcun dubbio, questo fu il giorno in cui incontrai Dio. Fu la prima volta che riconobbi la partecipazione attiva di Dio nella mia vita(59).
Sentire che Dio mi aveva scelta e mi aveva trattato in un modo preferenziale, provocò in me un drammatico cambiamento ... Mi innamorai di Dio ed iniziai ad avere una vera sete di lui. La mia vita cambiò da quell’istante... Un giorno del 1944, mentre meditavo in chiesa, un pensiero attraversa la mia mente. Era un semplice fatto, come se avessi avuto la totale certezza che sarei diventata suora... Cosa? Suora? Non lo potevo credere! Non mi piacevano le suore ... La convinzione che dovevo seguire questa vocazione era molto forte(60).

Il maggior ostacolo per entrare in convento era la madre. Ma, dopo averci pensato bene e aver parlato con le suore francescane di clausura di Cleveland, decise di andarsene da casa per seguire la sua vocazione. Nella lettera a sua madre le diceva: “Qualcosa accadde in me dopo la mia guarigione. Cosa fu esattamente? Non lo so. Mi innamorai completamente di Nostro Signore. Vivere nel mondo questi ultimi diciannove mesi è stato molto difficile per me... Ricorda che apparteniamo prima a Dio e poi ai nostri genitori. Siamo suoi figli. Chiedo la tua benedizione per poter raggiungere le vette che desidero. Ti amo molto”(61).

Nel convento fu sul punto di essere rimandata a casa a causa di un difetto congenito che aveva nella colonna, che le procurava dolori alle vertebre. Questo problema era peggiorato per uno scivolone sul pavimento bagnato. Dovettero operarla, anche a rischio che rimanesse paralitica per tutta la vita.
Quando usci dall’ospedale, arrivò con due protesi ortopediche e due stampelle. Fino ad oggi ha una protesi ortopedica permanente nelle gambe e cammina con una stampella; ma, nonostante le sue limitazioni fisiche ed i suoi dolori alla colonna, continua a lavorare e fa il possibile per portare Cristo fino agli estremi angoli del pianeta. Le sorelle dicono che lei nasconde il dolore in modo ammirabile e si meravigliano perché non prende pillole contro il dolore. Offre tutto a Gesù con amore.

La manifestazione dell’amore e della provvidenza di Dio nella sua vita è stata continua. Quando iniziò a costruire il monastero a Birmingham dove vive ora, dedicato all’adorazione perpetua, non aveva risorse, ma Joe Bruno, proprietario di alcuni supermercati, le inviava tutti i giorni gli alimenti. Al principio disse che l’avrebbe fatto per il primo anno, ma ha continuato a farlo per molti anni. Lei dice: “Questo fu un regalo diretto da Dio. Fu una sorpresa caduta dal cielo. E Dio benedisse Joe Bruno. All’inizio aveva 13 supermercati. Ora è proprietario di 65 supermercati e 50 farmacie. Dopo molti anni, qualcuno gli domandò se continuava a rifornire di alimenti le suore francescane e lui rispose che non sarebbe stato un buon affare smettere di farlo”(62).
Ma i debiti cominciarono e le religiose fecero ricorso al loro padrone e Signore, a Gesù Sacramentato, esposto nell’Ostensorio giorno e notte. Con l’aiuto di benefattori, i debiti per la costruzione furono pagati in 5 anni.

Un giorno, un sacerdote carismatico si presentò al monastero per pregare per la Madre malata. Trascorsa una settimana non si era notato alcun cambiamento come risultato della preghiera di quel sacerdote. Pochi giorni dopo, si ammalò di una forte influenza e si mise a letto, sentendosi male. Lei racconta: “Ero rannicchiata nel mio letto con la mia Bibbia. Per qualche ragione avevo deciso di leggere il Vangelo di san Giovanni a voce alta e subito mi sentii piena di Spirito Santo: era un’esperienza totalmente nuova... Tutti i sintomi dell’influenza erano scomparsi. Avevo sentito la presenza piena di Dio nella camera. Era un sensazione impossibile da descrivere e che potrebbe paragonarsi alla storia dei primi frati francescani che erano stati toccati dallo Spirito e coperti dal potere di Dio. Era come se Dio stesse dicendo: - Ti sto preparando per qualcosa di speciale e unico. - Sentivo un potere incredibile. Ero rinnovata e pronta per ascoltare le indicazioni di Dio”(63).

Una volta terminato il monastero, iniziò a pubblicare dei foglietti di dottrina cattolica per animare i cattolici nella loro fede, ma decise di avere una propria tipografia per ribassare i costi e tutte le sorelle si dedicarono nelle loro ore di lavoro a produrre foglietti religiosi. Riuscivano a stampare 25.000 libretti al giorno e circa sei milioni l’anno. Le sorelle lavoravano da tipografe, con un giro d’affari che superava di 120.000 dollari. Tutto era stato ottenuto con l’aiuto di benefattori. La provvidenza di Dio vegliava su di loro.

Madre Angelica dice per esperienza: “Prima di tutto, Dio si incarica sempre di pagare i debiti, quando lavoriamo per lui. Fino ad ora non ci è mai venuto meno. Possiamo fare il suo lavoro e avere anche il tempo per pregare cinque ore tutti i giorni”(64).
I libretti della Madre erano distribuiti in tutti gli Stati Uniti e in 37 paesi tradotti in francese, spagnolo, e vietnamita. Il lavoro delle sorelle era favoloso e Dio provvedeva a tutte le spese. Il nome di Madre Angelica iniziava a farsi sentire da tutte le parti, infatti, la chiamavano per essere intervistata nelle varie emittenti di radio e televisione. E Dio le ispirò di convertire il garage del monastero in uno studio televisivo per registrare dei programmi, che poi sarebbero stati inviati a differenti canali. Sapeva che i costi erano eccessivi per le sue possibilità, ma confidava nel suo sposo Gesù e, chiedendo prestiti iniziò a comperare le prime attrezzature di quella che poi sarebbe diventata la stazione televisiva Eternal Word Television Network (catena di televisione Parola eterna, EWTN). Dice: “Pensavo di avere già molta carne al fuoco con la costruzione del monastero e della tipografia. Ma, quando saltò fuori la televisione, mi resi conto che cosa significava realmente attraversare tempi difficili. Ma Dio continuò aumentando la nostra fede, passo dopo passo. Vedevamo lui in ogni sforzo e vedevamo come la sua provvidenza faceva prodigi(65).

Ebbi una paura terribile quando feci il primo ordine di attrezzature televisive. Quando vidi il prezzo e vidi l’impossibilità di pagare queste somme astronomiche, mi sentii schiacciata dalla responsabilità. Non si può immaginare quante volte presi il telefono per annullare l’ordine, ma ogni volta accadeva qualcosa e non lo facevo. Una volta, una compagnia era disposta a farmi credito solo con la mia firma senza aver bisogno di un garante... Una delle mie definizioni della fede è avere un piede in aria, l’altro per terra, e una sensazione di malessere allo stomaco! Io prendo il Maalox, un antiacido. Qualcuno, una volta, mi sfidò dicendo che, se fossi realmente una persona di fede, non avrei bisogno di prendere il Maalox. Io gli risposi che il mio stomaco non sa che ho fede.
L’attrezzatura televisiva, valutata per più di centomila dollari, iniziò ad arrivare al monastero. Questa somma era apparentemente impossibile da pagare. Poi, cominciarono ad accadere cose inesplicabili. La ditta che doveva montare le luci nello studio ridusse il prezzo da 48.000 a 14.000 dollari. Le camere da ripresa, valutate 24.000 dollari, furono pagate con una donazione acquisita durante un viaggio. Così trovavo la forza per continuare ad andare avanti”(66).

Per il 1986 i costi operativi erano più di 360.000 dollari al mese. Ma la preghiera della Madre e delle sorelle, con la collaborazione di laici impegnati, fecero in modo che i prodigi continuassero a succedere senza interruzione. In quell’anno, la catena EWTN arrivava a 300 sistemi di cavi e distribuiva il segnale a più di nove milioni di case.
Un’altra delle sue grandi opere è stata la fondazione della maggior emittente di radio privata di onda corta con l’aiuto finanziario dei coniugi Piet e Trude Derksen, che le portarono, in un primo momento, per questo progetto due milioni di dollari. E Madre Angelica ci dice convinta:
“Se non siamo disposti a rasentare il ridicolo, Dio non può fare miracoli... Nostro Signore, tramite la sua divina provvidenza, rese possibile la EWTN da un garage convertito in studio con le tecnologie più moderne. Per mezzo di questa tecnologia, siamo potuti arrivare a milioni di persone e case. E ora persone che non hanno mai ascoltato la Parola di Dio possono sintonizzarsi su EWTN, anche dai luoghi più remoti... La provvidenza di Dio ci segue e ci protegge dal momento in cui ci alziamo alla mattina fino al momento in cui andiamo a letto. Imparai a confidare negli avvenimenti del momento presente, poiché Dio frequentemente fa miracoli e cose impossibili con piccole ispirazioni, che molto facilmente potrebbero passare inosservate o ignorate per la loro insignificanza”(67).

La vita di Madre Angelica, con i suoi sei dottorati honoris causa e premi nazionali e internazionali, è un monumento della provvidenza di Dio. Dio fa miracoli secondo la misura della nostra fiducia in lui. Madre Angelica ebbe l’audacia di credere fino al punto di rendersi ridicola per Dio e Dio premiò la sua fiducia. La provvidenza di Dio la prese per mano fin dalla sua più tenera infanzia nonostante le sofferenze che ha dovuto sopportare.
Come abbiamo detto, ha fondato il convento dove risiede con la speciale finalità di adorare perpetuamente Gesù sacramentato. Ha fondato la prima e principale catena televisiva cattolica del mondo via cavo, che emette 24 ore al giorno programmi cattolici in diverse lingue a 170 paesi. Ha fondato una casa editrice cattolica, con la sua tipografia, per promuovere tutti i tipi di letteratura cattolica in differenti lingue ed ha anche fondato la maggior emittente di radio privata ad onda corta affinché il messaggio cattolico possa essere ascoltato in qualsiasi parte del mondo. In tutte le sue opere brilla come una continua luce la divina provvidenza, che continua a dirci come Gesù: Chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi (Gv 14, 12).

Lettere di Sant'Agostino



LETTERA 3 

Scritta all'inizio del 387. 

A. risponde a Nebridio che, ignorando molte cose, non può essere  chiamato felice (n. 1). La vera felicità (n. 2); più che il corpo si  deve amare l'anima (n. 3-4). Una questioncella grammaticale (n.  5).


AGOSTINO A NEBRIDIO 


La felicità esclude l'ignoranza. 

1. Resto incerto se io debba considerarlo effetto di non so quale tuo  "blandiloquio", per così dire, oppure se la cosa stia veramente in  questo modo: è infatti accaduto all'improvviso e non ho ancora  chiarito abbastanza fino a che punto vi si debba credere. Tu attendi  di sapere di che si tratti. Che cosa pensi? Tu mi hai quasi convinto,  non che io sia beato (giacché un tale bene è possesso esclusivo del  sapiente), ma certo quasi beato: come diciamo di uno che è "quasi  uomo", paragonandolo alla immagine perfetta dell'uomo quale lo  concepiva Platone, o diciamo "quasi rotonde" o "quasi quadrate" le  cose che vediamo, sebbene siano molto lontane dal somigliare alle  figure che pochi competenti vedono con gli occhi della mente. In  verità ho letto la tua lettera al lume della lucerna, quando avevo già  cenato; era vicino il momento di andarmi a riposare, ma non a  dormire: e infatti, disteso nel letto, ho riflettuto a lungo tra me e  me ed ho fatto, io Agostino, questi discorsi con Agostino: È dunque  vero quello che pensa Nebridio, cioè che io sono felice? No di certo: giacché neppure lui osa negare che io sia ancora stolto. E se anche  agli stolti potesse toccare una vita beata? È difficile: quasi che la  stoltezza fosse una piccola miseria o vi potesse essere qualche altra  miseria oltre ad essa. Perché dunque a lui è parso così? Forse che,  dopo aver letto quei miei scritti, ha osato credermi anche sapiente?  Non è così temeraria l'allegria, per quanto sia sfrenata, soprattutto  in una persona che ben sappiamo con quanta ponderatezza proceda  nelle sue considerazioni. È così, dunque: ha scritto quello che  pensava mi avrebbe fatto molto piacere, poiché anche a lui ha fatto  molto piacere tutto ciò che io ho messo in quello scritto; ed ha  scritto in preda alla gioia, senza preoccuparsi di quello che  conveniva affidare ad una penna trasportata dall'allegria. Che cosa  sarebbe capitato, se avesse letto i Soliloqui ? La sua gioia sarebbe  molto più grande e tuttavia non troverebbe un appellativo più  elevato da darmi di quello di beato. Ha dunque avuto troppa fretta  di spendere per me il nome più alto, e non si è riservato nulla da  attribuirmi quando fosse più allegro. Vedi gli effetti dell'allegria! 

In che consiste la felicità. 

2. Ma dov'è questa vita beata dove, dove mai? Oh, se consistesse  nel rigettare la dottrina di Epicuro sugli atomi! Oh, se consistesse  nel sapere che in basso non vi è nulla ad eccezione del mondo! Oh,  se consistesse nel sapere che i punti all'esterno di una sfera  nuotano più lentamente del suo centro ed altre cose di questo  genere che noi parimenti conosciamo! Ora invece, come ed in che  grado posso essere beato io che non so perché il mondo sia grande  così, mentre l'essenza delle figure che lo compongono non  impedirebbe affatto che fosse più grande quanto si vuole? Oppure  come non mi si obietterebbe, anzi non saremmo costretti ad  ammettere che i corpi sono divisibili all'infinito, così da potersi  ricavare come da una data base un numero determinato di  corpuscoli in una determinata quantità? Perciò, mentre non si  ammette che esista un corpo che sia il più piccolo possibile, come  possiamo ammettere che ne esista uno grandissimo, tanto che non  ve ne possa essere uno più grande? A meno che non abbia un  grande valore quello che dissi una volta in gran segreto ad Alipio:  poiché il numero intelligibile cresce all'infinito, ma non decresce  all'infinito (infatti non è possibile scomporlo oltre la monade), al  contrario il numero sensibile (che altro è infatti il numero sensibile  se non qualcosa di materiale, vale a dire la quantità dei corpi?) può  diminuire all'infinito ma non può crescere all'infinito. E per questo forse a ragione i filosofi pongono la ricchezza nelle cose intelligibili,  la povertà in quelle sensibili. Che cosa v'è infatti di più miserabile  che poter diminuire all'infinito? E quale ricchezza più grande che  crescere quanto vuoi, andare dove vuoi, tornare indietro quando  vuoi e fin dove vuoi ed amare grandemente ciò che non può  diminuire? Infatti chi comprende tali numeri, ama nulla tanto  quanto la monade. E non è strano, dato che è grazie ad essa che si  arriva ad amare tutti gli altri. Ma ciononostante perché mai il  mondo è grande così? Avrebbe infatti potuto essere o più grande o  più piccolo. Non lo so: in realtà è così. E perché è qui piuttosto che  là? Neppure di ciò si deve far questione, altrimenti si dovrebbe fare  sulla posizione di qualsiasi cosa. Soltanto questo mi turbava molto,  cioè che i corpi fossero divisibili all'infinito. Al che si è forse dato  una risposta con la teoria della proprietà contraria del numero  intelligibile. 

Il mondo e le immagini fisiche. 

3. Ma aspetta un istante; vediamo che cos'è questo non so che, che  mi viene in mente: certamente si dice che il mondo sensibile è  immagine di non so quale mondo intelligibile. Ora è singolare quello  che vediamo nelle immagini riflesse dagli specchi. Infatti per quanto  grandi siano gli specchi, non rendono le immagini più grandi di  quello che sono i corpi, per quanto piccolissimi, messi loro davanti.  Negli specchi piccoli invece, come nelle pupille degli occhi, anche se  si mette davanti ad essi un gran volto, si forma un'immagine  piccolissima, proporzionata alla misura dello specchio. Dunque è  possibile diminuire anche le immagini dei corpi, usando specchi più  piccoli, ma non si può aumentarle usando specchi più grandi. Qui  senza dubbio c'è sotto qualcosa, ma adesso bisogna dormire. E  infatti non è cercando che appaio beato a Nebridio, ma forse  scoprendo qualcosa. E che cos'è questo qualcosa? È forse quel  ragionamento che son solito accarezzare come mio particolare e di  cui son solito rallegrarmi molto? 

Si deve amare più l'anima che il corpo. 

4. Di che cosa siamo composti? D'anima e di corpo. E di queste due  parti qual è la migliore? L'anima, evidentemente. Che cosa si loda  nel corpo? Nient'altro, vedo, che la bellezza. Che cos'è la bellezza  fisica? La giusta proporzione delle parti, accompagnata da una certa  vaghezza di colorito. Questa forma leggiadra è migliore dove è vera o dove è falsa? Chi oserebbe porre in dubbio che sia migliore dove  è vera? Orbene, dove è vera? Nell'anima, naturalmente. Quindi  l'anima si deve amare più del corpo. Ma in quale parte dell'anima si  trova questa verità? Nella mente e nell'intelligenza. Che cosa  offusca l'intelligenza? I sensi. Bisogna dunque resistere ai sensi con  tutte le forze dell'anima? È evidente. E se le cose sensibili ci  dilettano troppo? Si faccia in modo che non ci dilettino. Come si fa?  Abituandoci a farne a meno e a desiderare cose migliori. E se  l'anima muore? Allora anche la verità muore, o l'intelligenza e la  verità non s'identificano, oppure l'intelligenza non ha sede  nell'anima, oppure può morire una cosa in cui ha la sua sede  alcunché d'immortale: ma che nessuna di queste eventualità possa  verificarsi già è detto nei miei Soliloqui ed è sufficientemente  dimostrato; ma per non so quale abitudine ai mali siamo atterriti e  titubanti. Infine, anche se l'anima è soggetta alla morte, il che vedo  assolutamente impossibile, tuttavia in questo periodo di riposo ho  sufficientemente accertato che la vita beata non consiste nel  godimento delle cose sensibili. Forse per queste e simili ragioni  appaio al mio Nebridio, se non beato, almeno quasi beato. Potrei  sembrarlo anche a me: che cosa ci perdo o perché dovrei rifiutare  la buona stima? Questo mi dissi; poi, come al solito, mi misi a  pregare e m'addormentai. 

Una questioncella di prosodia. 

5. Ecco quanto mi è piaciuto di scriverti. In verità mi allieta il fatto  che tu mi ringrazi se non ti nascondo nulla di ciò che mi viene in  bocca e sono contento di piacerti così. Con chi dunque dovrei  scherzare più volentieri che con colui al quale non posso dispiacere?  E se poi è in potere della fortuna che un uomo ami un altro uomo,  vedi quanto sia fortunato io che godo tanto dei favori della fortuna  e, lo confesso, desidero che tali beni mi crescano copiosamente. Ma  i sapienti più autentici, che soli è lecito chiamare beati, non hanno  voluto né che si temessero i beni della fortuna né che si  desiderassero (cupi o cupiri? veditela tu). E questo è venuto a  proposito. Desidero infatti che tu mi dia chiarimenti su tale  coniugazione; giacché, quando coniugo verbi di questo tipo, sono  molto incerto. Cupio, infatti, come fugio, sapio, iacio, capio, sono  verbi affini; ma non so se l'infinito sia fugiri o fugi, sapiri o sapi. 
Potrei propendere per iaci e capi, se non temessi che mi prendesse e mi gettasse a suo capriccio, dove gli aggradi, chi riuscisse a  convincermi che una cosa è iactum e captum, un'altra fugitum, cupitum, sapitum. Così pure ignoro parimenti se queste ultime tre  forme si debbano pronunciare con la penultima lunga ed accentata oppure non accentata e breve. Vorrei indurti a scrivere una lettera  più estesa; mi auguro di poterti leggere un po' più a lungo. Giacché  non sono in grado di dire appieno quanto mi faccia piacere leggerti. 

VI INVITO ALLA PREGHIERA, UNITI COME UNA COSA SOLA.



La forza della preghiera è un’arma preziosissima per i Miei figli: è scudo che protegge, ancora che tiene l’anima in un porto sicuro, è bastone per mantenersi stabili, è acqua per i momenti di deserto, è tranquillità, fiducia che aumenta la fede per lavorare nella vigna di Mio Figlio. 

Ogni preghiera è ascesa spirituale che vi aumenta l’energia, vi somministra vitalità, vi dà coraggio di fronte ad ogni avversità. La preghiera fa in modo che l’essere umano si immerga nella sintonia del Cosmo e fa sì che l’uomo sia il ricettore delle benedizioni esistenti in tutto il creato. 

La preghiera realizza quel miracolo che fa confluire verso l’uomo queste benedizioni, portandolo ad amare Dio sopra ogni cosa e a dare valore agli appelli del Cielo. 
E’ questa la ragione per la quale vi chiamo costantemente alla preghiera, affinché l’obbedienza cresca ogni giorno di più nei Miei. 

PARTE 2: P. Michel Rodrigue - Avventure a Medjugorje e i messaggi principali di Maria



Essendo un professore di seminario esperto in molti campi (psicologia, teologia dogmatica, teologia pastorale, teologia pratica) e avendo studiato dottrine della Chiesa e documenti della Chiesa riguardanti la Vergine Maria e approvato le apparizioni mariane, p. Michel non credeva a Medjugorje. La Vergine Maria, per quanto ne sapeva, non era mai apparsa e aveva dato messaggi coerenti per così tanto tempo e in quel modo.
Ma p. Michel non ha mai parlato contro le presunte apparizioni di Medjugorje, e invece ha tenuto per sé i suoi dubbi. Il giorno in cui l'Iraq ha invaso il Kuwait nel 1990, la Madonna gli apparve e gli chiese di pregare, dicendo che questa invasione poteva iniziare una terza guerra mondiale, ma la preghiera poteva evitarlo. Fr. Michel le promise che avrebbe pregato per questa intenzione. Poiché la Vergine Maria appariva diversa da come era abituata a vederla, e non aveva familiarità con il modo in cui appariva ai veggenti di Medjugorje, chiese: "Chi sei?"
Lei rispose: "Io sono la regina della pace". Quindi aggiunse: "Vorrei che tu andassi a Medjugorje".
Le disse: "Ma non ho i soldi per andare."
Lei sorrise e poi svanì.
Il giorno successivo ha ricevuto un assegno di $ 3000 per posta da un pagamento dovuto e che non si aspettava. Anche con le tensioni politiche ed etniche nella regione, con la Jugoslavia in quel momento in rovina come paese, con la guerra sospesa nell'aria, p. Michel aveva completa fiducia nella Beata Madre e non aveva paura di viaggiare lì.
Poco dopo p. Arrivò Michel, uno dei sacerdoti francescani gli chiese: "Parli francese?"
"Sì."
“Riesci a sentire confessioni in francese? Perché non abbiamo nessuno ".
"Sì, nessun problema." Fr. Michel ha continuato a sentire la confessione, dopo la confessione, dopo la confessione, dopo la confessione. Alla fine, disse al Signore: "Devo andare in bagno!" Poi qualcuno è venuto e l'ha aiutato a fare una breve pausa in bagno. "Grazie, Signore. Oh, grazie, Signore. "
Tornò e sentì la confessione, dopo la confessione, dopo la confessione, dopo la confessione. .
"Padre, ho fame", ha detto. Immediatamente qualcuno venne alla porta confessionale: "Ho un panino per te, padre."
"Grazie!"
Più tardi aveva bisogno di un drink, quindi ha chiesto a Dio per uno, e qualcuno gli ha immediatamente portato una bottiglia.
"Oh, ho ricevuto così tante grazie lì", p. Michel ha condiviso. “Un giorno a Medjugorje, stavo camminando sul marciapiede e disse:“ Signore, vorrei un tuo segno. Sì, mamma Mary, dammi un segno. Vorrei avere una stola, una verde reversibile con il rosso. E preferisco averne uno con un calice. Subito dopo aver dato loro tutte le mie richieste, sono passato dal ristorante dove qualcuno ha chiamato: "Padre, padre!"
Ho guardato oltre e ho detto: "Io?"
"Si!"
Non l'avevo mai visto prima in vita mia. Quindi sono entrato.
Disse in inglese: "Padre, ho un regalo per te."

"Un regalo per me?" E mi ha regalato una scatola con una stola, verde sul lato, rossa sull'altro lato e con l'immagine di un calice su di essa - tutto ".

Dissi a mamma Mary: "Wow!" Come potrei non credere a Medjugorje? È impossibile. Ho continuato a ricevere molti più segni di quello a Medjugorje, te lo assicuro. ”
Una mattina quando p. Michel era in piedi vicino al lato della strada, un'auto si fermò accanto a lui. "Vieni con me", gli disse l'uomo in francese. Abbiamo molto da fare oggi. Faremo colazione. "
"Chi è questo prete?" Fr. Si chiese Michel, “e come fa a sapere che parlo francese? E perché all'improvviso passo la giornata con lui? ”
L'uomo era p. Slavko Barbaric, un sacerdote francescano originariamente inviato a Medjugorje nel 1983 per indagare sulle apparizioni. Divenne un fervente credente e in seguito, il direttore spirituale di molti anni per i sei visionari di Medjugorje. Fino alla sua morte improvvisa sul Monte Krizevac, nel novembre 2000, mentre pregava le Stazioni della Croce, era il pilastro dei pellegrini di Medjugorje. Psicoterapeuta esperto, che parlava molte lingue, organizzava instancabilmente le liturgie quotidiane, parlava in molte lingue, ore di adorazione eucaristica, rosari e libri di preghiera, digiuno, adorazione, Stazioni della Croce e Confessione. In un unico messaggio di Medjugorje, pochi giorni dopo la sua morte, la Madonna disse al visionario Marija che p. Slavko era con lei in paradiso.
Fr. Michel non aveva mai incontrato p. Slavko prima, e non sapeva nemmeno perché p. Slavko sapeva chi era né dove lo stava portando. Fr. Slavko ha guidato p. Michel intorno a Medjugorje, spiegandogli il significato dei vari siti e la storia delle apparizioni. Quindi lo portò in una stanza vicino alla chiesa di St. James Church, dove venivano archiviati tutti i documenti relativi a Medjugorje, compresi i registri di miracoli e messaggi.
"Seguimi", ha detto p. Slavko. Fr. Michel lo seguì in un posto vicino alla canonica. Scesero una rampa di scale che conduceva a una stanza sotterranea, una stanza segreta. C'era un prete che si presentò come p. Petar Ljubicic. Fr. Michel notò che da un lato della stanza era esposta una Bibbia e dall'altro un libro. "Tocca il libro", p. Slavko ha detto a p. Michel, così prese il libro e girò le pagine. Le sue pagine erano come pergamena e non gli sembrava di aver mai toccato nulla sulla terra. "Cosa vedi nelle pagine?"
"Niente", ha detto p. Michel.
Fr. Slavko ha poi spiegato come sono scritti i dieci segreti di Medjugorje sulla pergamena di quel libro e come il visionario Mirjana è stato invitato da Maria a scegliere un sacerdote che avrebbe rivelato ogni segreto al mondo. Ha scelto p. Petar. Dieci giorni prima che accada il primo, Mirjana consegnerà il libro a p. Petar, che sarà quindi in grado di vedere e leggere il primo segreto. Ognuno pregherà e digiunerà per sette giorni. Tre giorni prima che avvenga il segreto, p. Petar lo rivelerà al papa e al mondo. Quindi restituirà il libro a Mirjana, che glielo riporterà dieci giorni prima che avvenga il prossimo segreto. "In un modo o nell'altro, Dio garantirà che il messaggio raggiunga il mondo".
"Il libro viene dal cielo", ha detto p. Slavko. È stato studiato e analizzato da scienziati che hanno affermato che il materiale non esiste sulla Terra.
Fr. Slavko allora disse a p. Michel, "Hai un messaggio per noi?" Il cielo aveva donato a p. Michel un messaggio specifico per la parrocchia di Medjugorje, e in quel momento, ricordò questo messaggio: "Sì, lo so". Fr. Slavko lo sapeva perché Maria di Medjugorje aveva detto al visionario Ivan che p. Michel verrebbe con un messaggio. Fr. Michel impartì il messaggio e p. Slavko l'ha archiviato.
Il giorno prima di p. Michel dovette lasciare Medjugorje, si unì a molte persone nella chiesa di St. James per pregare il Rosario nella chiesa prima dell'apparizione della Madonna alle 17:40. A quel tempo, i visionari si riunivano in una piccola stanza chiamata la stanza dell'Apparizione ogni giorno poco prima che apparisse loro la Madonna. Solo un piccolo numero di persone era autorizzato a entrare nella stanza.
Fr. Michel ha notato che p. Slavko nella parte anteriore della chiesa cominciò a puntare il dito contro qualcosa nella parte posteriore della chiesa. Fr. Michel si guardò intorno per vedere a cosa stava puntando, e tutti girarono la testa per guardarlo di nuovo. "Me?" ha fatto un gesto? Fr. Slavko annuì sì.
Fr. Michel avanzò e fu scortato nella stanza delle apparizioni dove un piccolo gruppo di persone e tutti e sei i visionari pregavano, aspettando che apparisse la Vergine Maria. Quando lo fece Mary, i visionari alzarono improvvisamente lo sguardo e iniziarono a parlare e ascoltarla, impervi di qualsiasi dolore, luci terrene o del mondo che li circondava. Nello stesso momento, p. Michel vide Mary sotto forma di un contorno, che durò per tutta la durata dell'apparizione.
Un altro evento soprannaturale a Medjugorje si è verificato quando p. Di notte Michel passeggiava e sentiva un debole fruscio vicino a lui. Guardò verso il suono per vedere il visionario, Ivan, che camminava e pregava il Rosario, il che era normale, tranne per il fatto che i suoi piedi erano elevati. Non stava toccando il suolo.
Si riconoscevano senza dire una parola. Fr. Michel in seguito chiese a p. Slavko perché i piedi di Ivan non toccavano il suolo. Gli disse che questo perché la Madonna accompagnava Ivan, e insieme stavano circondando Medjugorje con un rosario, pregando per la sua protezione.
Quando scoppiò la guerra in Bosnia nel 1992, Medjugorje fu divinamente protetto. La Serbia ha lanciato alcuni aerei da guerra incaricati di bombardare la chiesa di San Giacomo a Medjugorje, ma mentre i piloti si stavano avvicinando al loro obiettivo, una grande nuvola venne dal nulla, bloccando la loro visione della chiesa e non riuscirono a vedere nulla. Nonostante ciò, hanno lanciato i loro razzi. Miracolosamente, le bombe non hanno fatto esplodere e la chiesa è rimasta intatta.