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domenica 1 novembre 2026

APOSTOLO DEL CUORE DI GESÙ

 


IL BEATO BERNARDO DE HOYOS  

APOSTOLO DEL CUORE DI GESÙ



I SUOI PRIMI ANNI

Bernardo Francisco de Hoyos nacque a Torrelobatón (Valladolid) il 21 agosto 1711. Fu battezzato nella chiesa di Santa María il 5 settembre. Gli fu dato il nome di Bernardo perché il giorno prima era stata la festa del grande dottore della Chiesa, san Bernardo abate, e quello di Francesco perché chi lo battezzò volle porlo sotto la protezione di san Francesco Saverio, l'apostolo delle Indie.

Suo padre, Manuel de Hoyos Bravo, nacque e visse nella città di Toro (Zamora) e lì esercitò l'incarico di notaio fino al 1710, anno in cui andò a vivere a Torrelobatón, dove continuò a esercitare l'incarico di notaio fino alla sua morte. Sua madre, Francisca María de Seña Fuica, era nata a Medina del Campo (Valladolid) e nell'anno 1710 si trasferì con la sua famiglia a Torrelobatón, dove conobbe e sposò il suo futuro sposo. Alla morte di quest'ultimo nel 1725, ella sposò Francisco López de Zurita, che nello stesso Torrelobatón esercitò l'incarico di notaio. Lei morì nell'anno 1730, lasciando del suo primo matrimonio due figli orfani: Bernardo e María Teresa.

Sua madre lo educò cristianamente, sentendo la grande responsabilità che Dio le aveva affidato. Per questo diceva: "Dio mi ha fatto sapere che, se, per colpa mia, questo bambino dovesse perdersi, io gli farei perdere un grande santo" [1].

Aveva solo sette anni quando, vedendo un pulpito portatile alla porta della chiesa, vi salì con intrepidezza e, circondato da molti bambini e anche da gente più grande che lo ascoltava stupita, predicò loro parte del sermone che aveva appena sentito la Domenica delle Palme [2].

Un'altra volta erano convenuti a casa sua persone di entrambi i sessi e si divertivano. Il ballo era nel momento più animato e vivace, quando videro uscire Bernardo da un'altra sala e, entrando in quella del festino con un libro aperto in mano, salì su uno sgabello e cominciò a leggere come chi predica con fervore contro i balli e le feste... Il ballo cessò immediatamente, lasciando sbigottiti i presenti. Così lo certifica un testimone oculare, persona di autorità, che riferisce con ammirazione questo caso in una lettera dell'8 agosto 1736 [3].

Nella seconda lettera che scrisse il padre Manuel de Prado sulla morte e le virtù del padre Bernardo afferma: "Essendo ancora un bambino di otto a dieci anni ed entrando per caso in una stanza di casa sua un po' buia, notò che si faceva qualcosa di meno onesto, e fu tale lo spavento e l'orrore che quello spettacolo infelice gli causò che, senza potersi trattenere, uscì gridando e invocando: 'L'ira di Dio viene su questa casa'. Chi tanto aborriva questo vizio, anche da bambino, si lascia ben capire cosa avrebbe fatto quando più cresciuto e per tutto il resto della sua vita. I più remoti accenni di tentazione che sentisse contro questa virtù angelica erano per la sua purissima anima le più terribili afflizioni; da cui comunemente cercava di liberarsi con una specialissima custodia di tutti i suoi sensi. Mai guardò attentamente il volto di alcuna donna. E aveva fatto fermo proposito di comportarsi così per tutta la vita. Se qualche volta per caso o per disattenzione i suoi occhi inciampavano in simili oggetti, cercava, spaventato, di ritirarli come se avesse visto un basilisco".

Studiò i primi rudimenti nella sua città natale e fu cresimato a 9 anni il 23 maggio 1720. A 10 anni, i suoi genitori lo mandarono a studiare grammatica a Medina del Campo (Valladolid) al Collegio della Compagnia di Gesù. Qui visse con una zia che amava come una madre e obbediva con filiale rispetto... In casa notarono che usciva per lo studio senza fare colazione. Una volta sua zia lo avvisò di non farlo così, perché poteva essere nocivo per la sua complessione per nulla robusta, ma lui rispose che essendosi cresciuto cagionevole da piccolo gli bastava poco cibo e inoltre, per quanto riguardava la colazione prima di uscire di casa, il suo stomaco non sopportava tali carichi così di mattina. Risposta con cui nascondeva la sua mortificazione [4].

Mentre era a Medina, intraprese un lungo viaggio a Madrid, motivato da un parente che lo persuase che lì avrebbe potuto studiare di più e meglio. Aveva a Madrid uno zio di discrete possibilità, don Tomás Hoyos, fratello di suo padre, e giudicando che al suo fianco avrebbe goduto di ogni comodità per il raggiungimento dei suoi fini, partì senza comunicare a nessuno il suo disegno. Il viaggio lo fece su un asinello e in due giorni superò i monti di Guadarrama e si presentò a casa di suo zio. Lo zio abbracciò il bambino Bernardo con ammirazione e tenerezza, vedendo la fatica con cui aveva percorso tante leghe seguendo il suo buon desiderio. Lo trattenne alcuni giorni. Ma, sembrandogli la Corte non molto opportuna per gli intenti che lo avevano condotto lì, lo rimandò con bagaglio più comodo a Medina [5]. Lì studiò per un anno come esterno e poi studiò tre anni nel collegio di Villagarcía de Campos, dove c'erano 70 alunni esterni, distribuiti in cinque corsi.

Su padre morì il 25 aprile 1725 e sua madre gli diede il permesso di entrare in religione con i gesuiti. Lei sarebbe rimasta con sua figlia di otto anni, Maria Teresa, ma i Superiori non lo ammisero.

Aveva 14 anni, ma per essere piccolo e magro sembrava più giovane e il Superiore dei gesuiti che lo esaminò non gli diede il permesso di entrare finché non fosse cresciuto un po' di più. Tuttavia, il padre José Félix de Vargas, che lo conosceva, intercedette per lui presso il provinciale e riuscì a farlo ammettere. L'11 luglio 1726 il padre Manuel de Prado, maestro dei novizi e Rettore del Collegio di Villagarcía de Campos, dove si trovava il noviziato, accolse Bernardo.

P. ÁNGEL PEÑA O.A.R.