lunedì 26 ottobre 2026

LA FIAMMA D’AMORE DEL CUORE IMMACOLATO DI MARIA

 


DIARIO SPIRITUALE DI ELISABETTA SZANTÓ 1961-1981 


Mi avviavo per consegnare la Fiamma d'Amore al Padre D. ed andavo pensando che forse si sarebbe alleggerita un poco la mia anima; invece è iniziato l'atroce dolore delle mie sofferenze. Il maligno ha cominciato a molestarmi terribilmente; non era mai avvenuta fino ad ora una cosa simile. Sono andata al Santuario di Mariaremete e qui è stato facile immergermi nella Fiamma d'Amore del Cuore Immacolato di Maria. Nel frattempo la Vergine mi ha parlato: "Il tuo desiderio è grande, ma ricorda ciò che ti ho detto: Avviamoci per cercare alloggio alla Mia Fiamma d'Amore ". Ho provato una stretta al cuore, pensando che le sofferenze e le umiliazioni che dovrò superare nel trasmettere la Fiamma d'Amore comporteranno nuove lotte. Con la testa abbassata, in silenzio, sono stata attenta alle parole della Vergine Madre per comprendere da chi sarei dovuta andare: "Devi consegnarla adesso qui nel santuario". Accompagnata dalla Vergine Madre mi sono recata all'altro lato presso il padre confessore. Prima mi sono confessata, poi gli ho raccontato perché ero dovuta andare da lui. Il cuore mi batteva in gola. Questo Padre mi era completamente sconosciuto; quando ero appena alla metà del discorso mi ha chiesto perché mi dilungavo a dire tutte queste cose e il motivo per cui ero così agitata, rimproverandomi dato che il tutto si poteva raccontare anche in cinque minuti. Mentre continuava a sollecitarmi io respiravo a stento e perciò il colloquio andava a rilento ... Non entro nei particolari del penoso tormento, dell'umiliazione e vergogna provati. Poi ha cominciato a parlare delle virtù fondamentali, in particolare della saggezza, ritenuta la più importante. Ha citato le parole di San Paolo: "Esaminate gli spiriti" ... Dopo il lungo colloquio, siamo rimasti d'accordo che la domenica successiva gli avrei portato i messaggi della Santa Vergine. Con voce indifferente egli ha detto ancora: "Se proprio vuole, li porti, li leggerò, ma questo non significa nulla". 

Infine mi ha suggerito di pregare lo Spirito d'Amore e io gli ho chiesto di pregare per me e di benedirmi un'altra volta. Quando sono uscita dal confessionale, ho ripensato a tutto ciò che avevo sentito ed ho pregato lo Spirito Santo Dio affinché illuminasse le anime di coloro che già sanno qualche cosa della santa causa che cerco di avviare, perché nel loro intimo avvenisse l'irradiazione della grazia della Fiamma d'Amore della Vergine Santa. 

Poi io ho pensato alle virtù fondamentali. La saggezza è una delle virtù più grandi? Mio adorato Gesù, io frequento la tua scuola e se non so qualche cosa, è pensiero tuo se devo sapere o no a proposito della saggezza. Nella trasmissione della Fiamma d'Amore non c'è bisogno della virtù della saggezza perché altrimenti mi avresti istruita in merito. In seguito mi sono alquanto tranquillizzata ... Il maligno irrompeva sempre con più forza in me. Per settimane mi torturava il pensiero che tutto proveniva da me stessa e che inutilmente mi illudevo, perché tutto quello che facevo erano vanità ed io ero piena di superbia e presunzione. L'orgoglio è il peccato per il quale mi dannerò. "L'unica saggezza sarebbe che tu rinunciassi a portare avanti questa questione. Vedi, anche la persona alla quale ti sei rivolta ha detto che leggerà i messaggi, ma che ciò non significa nulla". Questo pensiero mi spingeva a riconoscere davanti al Padre il mio errore, ad andare da lui e anche dalla suora, incaricata di starmi vicino, per confessare umilmente le mie superbe bugie con le quali volevo ingannarli. Pensavo che, se avessi fatto ciò, la mia anima si sarebbe tranquillizzata e anche dinanzi a me stessa avrei potuto considerarmi sincera e senza colpa ... Arrivato il momento della Comunione, mi torturavo ancora e cercavo di farmi coraggio per prendere l'Ostia Sacra ... La mia tristezza era grande e tutta tremante nel mio intimo ho detto così: "Mio adorato Gesù, io non Ti voglio offendere e allora come sono caduta in sì grande colpa? E se io non voglio perché sono in stato di peccato? Mi vengono in mente le parole del catechismo della mia infanzia: 'Pecca colui che sapendo e volendo non obbedisce al comando di Dio'." 

In un momento ho fatto l'esame di coscienza; io non voglio il peccato, dunque non ho mancato. Così mi dettava la mente, ma i movimenti del corpo facevano ancora resistenza perché non andassi all'altare del Signore. Era una lotta disperata. "Signore mio, sii misericordioso verso di me!" Mi sono inginocchiata in mezzo agli altri comunicandi. Quando è arrivato il mio turno, il sacerdote si è fermato davanti a me ed io con le labbra aperte, tremanti, attendevo il dolce Salvatore pensando che forse non mi avrebbe nemmeno comunicata; invece egli, dopo aver sostato alquanto per dividere le ostie unite, ha messo la Santa Particola sulle mie labbra ed allora mi sono accorta che non era una ma due. Appena le ha poggiate sulla lingua, si sono divise e ho sentito che, come fossero state ali, sono volate nella mia anima portando decisamente una serena quiete. Ho pianto. "Che gioia mi ha recato la tua venuta!" ha detto il Signore. Nella preghiera ho rivolto a Lui le sue stesse parole: "Tu non mi disprezzi, non è vero? Poiché sono peccatrice è giusto che Tu mi dia la tua doppia forza. Quanta bontà e sconfinata compassione verso il peccatore che si dibatte!" A lungo ho reso le mie grazie per la sua infinita misericordia. 

Dopo sono entrata in un'altra cappella, dove c'era un'altra Messa a tarda ora, ed ho prolungato il ringraziamento pensando al mio stato di miserabile peccatrice. Non mi sembrava giusto il pensiero che la Fiamma d'Amore della Santa Vergine fosse una mia invenzione. “Mio adorato Gesù, da molto tempo io mi sono consegnata a te totalmente rinunziando a me stessa ed alla mia volontà ... dunque nulla proviene da me. Di nuovo mi consegno a Te, accettami, ti prego! ...”  

Il Signore non mi ha parlato, ma ha invaso l'anima mia con la sensazione della sua presenza ed attraverso il pensiero, senza parole, mi ha fatto capire che sarei dovuta restare sempre tranquilla perché nulla proviene da me da quando mi sono completamente consegnata a Lui. Ho potuto comprendere chiaramente il perché dei tormenti e delle sofferenze tramite la silenziosa grazia della Misericordia. In altra occasione la Santa Vergine Madre mi ha parlato così: "Quando partecipate a una Santa Messa non d'obbligo e siete in stato di grazia, l'effetto della Fiamma d'Amore del mio cuore irradia talmente che per tutto il tempo Satana rimane accecato e la grazia in tal modo si riversa abbondantemente su coloro per i quali avete offerto la S. Messa. Satana, non vedente, è dunque privato della sua potenza e non può far nulla. La partecipazione alla S. Messa aumenta l'accecamento di Satana ... Questi, ansante, vendicandosi terribilmente, scatena una più furibonda lotta per accaparrarsi le anime perché sente che sta per essere accecato".  

22 novembre 1962 


Nessun commento:

Posta un commento