domenica 1 marzo 2026

Amore infinito. Coloro che amano così sono di grande utilità, perché prendono per sé tutte le sofferenze e lasciano che gli altri, senza soffrirne la pena, ne traggano vantaggi.

 


[I cattivi amori] sono un vero inferno, e non c’è da affannarsi a dirne male, perché non si può esprimere adeguatamente neppure il più piccolo dei danni che arrecano. Noi non dobbiamo, sorelle, neanche pronunziarne il nome, né pensare che esistano in questo mondo, né prestare orecchio ad esse sia che se ne parli per scherzo o sul serio, né consentire che davanti a noi si svolgano conversazioni o racconti di tal genere di affezioni. 

Non servono a nulla di buono e anche solo udirne parlare può essere dannoso. Le affezioni a cui mi riferisco sono quelle lecite, quelle che, come ho detto, abbiamo l’una verso l’altra, o per i parenti o per le amiche. Tutto l’amore consiste nel temere che la persona amata muoia; se ha male alla testa, a noi sembra di aver male all’anima; se la vediamo nelle tribolazioni, sfuma – come si dice – la nostra pazienza, e così via.

L’amore spirituale è ben diverso. Quantunque per la nostra umana fragilità si provi subito un primo moto di sensibilità naturale, la ragione, poi, considera se le prove di quell’anima giovano alla sua perfezione, se per esse si arricchisce in virtù e come le sopporta; si prega, pertanto, Dio di darle pazienza e di aiutarla ad acquistare meriti con quelle prove. Se la si vede rassegnata, non si prova più alcuna pena, anzi si provano letizia e consolazione. E anche se si preferirebbe soffrire al posto suo piuttosto che vederla soffrire, purché le si potesse dare tutto il merito e il guadagno della sofferenza, non per questo se ne ha inquietudine e turbamento.

Torno ancora a dire che questo amore ricorda e imita quello che ebbe per noi Gesù, amore infinito. Coloro che amano così sono di grande utilità, perché prendono per sé tutte le sofferenze e lasciano che gli altri, senza soffrirne la pena, ne traggano vantaggi. 

Pertanto, chi gode della loro amicizia avanza moltissimo nella via della perfezione. E tenete per certo che o gli altri cesseranno dal trattarli – con un rapporto di particolare amicizia, intendo dire – oppure essi otterranno dal Signore che vadano per la loro stessa via, come già ottenne santa Monica per sant’Agostino, visto che è questo il cammino per arrivare alla patria comune. Tra amici non regge il cuore usare infingimenti; se vedono, quindi, che uno dei due devia dal giusto cammino o che commette qualche errore, glielo dicono subito. Non riescono a fare altrimenti. E, poiché non potranno mai cambiare a questo riguardo né cercano di far ricorso a lusinghe né di dissimulare loro nulla, o gli altri si emenderanno o romperanno l’amicizia, perché non potranno sopportare tutto questo, non essendo cosa da sopportare. L’amicizia vera implica, infatti, una guerra continua dall’una e dall’altra parte. Queste anime sante sono distaccate dal mondo intero e non badano se Dio vi sia servito o no, dedite solo a servirlo esse stesse fedelmente, ma non possono farlo nei confronti dei propri amici. Nulla sfugge ai loro occhi, ne vedono anche i più piccoli difetti. Io sostengo che portano una croce ben pesante.

S. Teresa d’Avila


Santa Faustina lo aveva previsto: La Grande Croce apparirà in cielo


 

Quanti sono i sacerdoti che allontanano i miei figli prediletti, sono scettici e vivono nell’ipocrisia e questo mi fa soffrire tanto!

 


Messaggio di Gesù 24 gennaio 2026


Figli miei, pregate il Santo Rosario con devozione. Figli miei, pregate per il comunismo che sembra addormentato, ma si risveglierà con tutta la sua potenza. Vedi, in questo momento vado a trovare i miei cari sacerdoti, amati figli e fratelli. Quante volte chiedo di salvare le anime, ma sono pochi i disposti, spesso pensano a loro stessi, alle loro sofferenze umane ma non pensano che Io sia lì pronto a dare tutto quello che gli serve, ma loro devono portarmi anime. Quanti sono i sacerdoti che allontanano i miei figli prediletti, sono scettici e vivono nell’ipocrisia e questo mi fa soffrire tanto! Non si chiedono perché Io ho scelto quelle anime come messaggeri. Vi chiedo,  non bevete solo la coppa del piacere fino alla fine, ma amate la Croce e la sofferenza per Me, così potrete camminare sulla strada della santità, abbiate coraggio e non siate stolti, rinnovate i vostri voti. Parlate di Me e predicate il Vangelo. Pregate per la Chiesa che sta vivendo la sua passione e per questi figli prediletti che credono più alla scienza che a Me, l’unico Salvatore. Vi chiedo ancora, non offendete mia Madre, Lei che è l’unica dopo di Me, amatela e onoratela. La pace del mondo dipende dalla santità dei suoi figli e della Chiesa. Vi dono la mia pace


Il vostro Gesù.

Prestare attenzione al Medio Oriente? Come ingannerà l’Anticristo Israele?


 

GESU’ SACRAMENTATO “Le mie vere Ostie…”

 



Ma non son contento ancora.

Voglio unirmi alla tua Divinità e questo mio nulla lo sperdo in Essa e così Ti do il Tutto:

Ti do il tuo Amore per ristorare le tue amarezze;

Ti do il tuo Cuore per ristorarti delle nostre freddezze, incorrispondenze, ingratitudini e poco amore delle creature.

Ti do le tue armonie per rinfrancarti l’udito dagli assordamenti che ricevi con le bestemmie.
Ti do la tua bellezza per rinfrancarti delle bruttezze delle anime nostre quando ci infanghiamo nella colpa.

Ti do la tua purità per rinfrancarti delle mancanze di rettitudine d’intenzione e del fango e del marciume che vedi in tante anime.

Ti do la tua immensità per rinfrancarti delle volontarie strettezze in cui si mettono le anime.
Ti do il tuo ardore per bruciare tutti i peccati e tutti i cuori, affinché tutti Ti amino e nessuno più Ti offenda.

Insomma,
Ti do tutto ciò che sei Tu per darti soddisfazione infinita, amore eterno, immenso ed infinito.

Voglio entrare nel tuo interno e darti, o Gesù, palpiti per palpiti, respiri per respiri, affetti per affetti, desideri per desideri. Intendo tuffarmi nella tua santissima Intelligenza e, facendo scorrere tutti questi palpiti, respiri, affetti, e desideri nell’immensità della tua Volontà, intendo moltiplicarli all’infinito.

Voglio, o mio Gesù, formare onde di palpiti per fare che nessun palpito cattivo si ripercuota nel tuo Cuore e, così lenire tutte le tue interne amarezze.

Intendo formare onde di affetti e di desideri, per allontanare tutti gli affetti e i desideri cattivi che potrebbero menomamente contristare il tuo Cuore.

Intendo ancora, o mio Gesù, formare onde di respiri e di pensieri, per allontanare qualunque respiro e pensiero che potrebbe menomamente dispiacerti.

Starò bene in guardia, o Gesù, affinché nulla più Ti affligga e aggiunga alle tue pene interne altre amarezze.

O mio Gesù, fa’ che tutto il mio interno nuoti nell’immensità del tuo; così potrò ritrovare amore sufficiente e Volontà sufficiente per far che non entri nel tuo interno amore cattivo, né volontà che potrebbe dispiacerti. (Cfr. Le Ore della Passione di N.S.G.C. - 18a Ora)

Serva di Dio LUISA PICCARRETA


Preghiera per un infermo

 


O pietoso Gesù, Medico Divino che ci offrite come rimedio delle nostre infermità il Sangue Preziosissimo che sgorga dalle Vostre Sante Piaghe; volgete il Vostro sguardo misericordioso a questo povero infermo, che ripone in Voi solo la sua speranza, fate brillare nell'anima sua un raggio di ardente amore, di rassegnazione e di santa gioia, e risanate il suo corpo affranto dal dolore. Gesù Buono, che piangeste teneramente sull'amico Lazzaro e lo strappaste al sepolcro; Gesù, che commosso alle lacrime della vedova di Naim, le restituiste, in pieno vigore, il già morto figliuolo; Voi, che tutto pietà ed amore, rendeste al paralitico l'uso delle membra, ai ciechi la vista, a tutti gl'infermi la salute, stendete ora le Vostre mani Onnipotenti, piagate dall'amore, su questo povero ammalato e, per la Vostra acerba Passione, per i Dolori e l'intercessione di Maria Madre nostra, pronunziate la prodigiosa parola: "Sorgi e cammina!" O Gesù, se questa grazia non è d'ostacolo al nostro vantaggio spirituale, non ce la negate; non vedete, o Dolce Redentore, che Maria, da noi supplicata, si associa alle nostre preghiere?! E' una Madre amorosissima che supplica il Divin Figlio delle sue compiacenze, per il misero figlio dei suoi Dolori!! Esauditela per la Bontà del Vostro Cuore! O Gesù, Dio di Misericordia, quegli che Voi amate è infermo "ma dite una sola Parola e sarà guarito". Eterno Padre, per le Piaghe SS. di Gesù, sanate l'anima ed il corpo di questo povero ammalato. Gesù mio, perdono e misericordia ecc.


Non vedete il mondo com’è cambiato! Nulla tornerà come prima se l’umanità non mi ascolta.

 


Messaggio di Gesù dato a Gisella, 20 gennaio 2026

Amata e fratelli miei, grazie di essere nella preghiera. Non vedete il mondo com’è cambiato!  Nulla tornerà come prima se l’umanità non mi ascolta. Figli, tutti o quasi tutti, chiedete segni.  Quando camminavo sulla terra, molti furono i segni che ho dato eppure molti hanno gettato questo dono. Adesso la storia si ripete! Tanti sono i segni che dò all’umanità eppure non vengono accettati, vengono ridicolizzati, insultati. Sorella mia, quanto fai per spiegare che senza di me non può esserci ordine!  E cosa hai ricevuto?  Ricorda che a te rimane il dono e a loro il mio sdegno. Quanto amo quelli che mi cercano e mi vogliono conoscere! Vi lascio con la pace del cuore e nelle vostre case.

Il vostro Gesù

Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie 


Gravi errori 

Prima di fare alcune considerazioni sulla deposizione di  Adelaide, non posso non rilevare gli errori compiuti nel corso del  processo: 

a) Una bambina di 10 anni non è moralmente e giuridicamente soggetto atto a giurare. 

b) Secondo il Codice Pio-Benedettino (can. 1648) e il Nuovo Codice di Diritto Canonico (can. 1478), i minori possono stare in giudizio soltanto tramite i loro genitori o i tutori o i  procuratori, salvo il disposto del paragrafo 3, il quale recita: "Ma  nelle cause spirituali e connesse alle spirituali se i minori hanno  raggiunto l'uso di ragione, possono agire e rispondere senza il  consenso dei genitori o dei tutori, anzi personalmente se hanno  compiuto i 14 anni di età; se non li hanno ancora compiuti, per il  tramite di un curatore costituito dal giudice". 
Adelaide aveva 10 anni, quindi non poteva agire personalmente. 

c) Da come si è svolto l'interrogatorio, Adelaide non è stata trattata come una testimone che doveva dire quanto  sapeva, ma come un'imputata di menzogna continuata in una  questione che interessava il bene pubblico. 
Secondo il Codice Pio-Benedettino ed il Nuovo Codice di  Diritto Canonico ogni imputato ha diritto di un avvocato difensore. Invece, nella prima seduta, di cui tratto, mancava anche  monsignor Bramini, chiamato dal vescovo di Bergamo, nel 1946,  a far parte della commissione teologica, in qualità di avvocato  difensore delle apparizioni, e nominato membro del tribunale  apposito costituito l'otto maggio 1947. Forse la sua assenza, seguita a breve scadenza di tempo dalle dimissioni, trova la sua spiegazione nelle divergenze fondamentali sorte tra  lui e la commissione, sui principi aspiratori e sul metodo seguito  nell'indagine dei fatti di Ghiaie. 
Nella relazione, o meglio nel verbale della seduta, non si  accenna alla sua assenza, anzi si dice che tutti i membri del tribunale sono presenti. Monsignor Bramini doveva essere presente e qualunque fosse il motivo della sua assenza, non si  doveva iniziare il "processo canonico" senza di lui. 

d) Viene interrotta l'udienza, i membri del tribunale escono dalla sala e la bambina viene interrogata dal solo presidente del tribunale e non si sa in quale veste, se di confidente, di  testimone o di giudice. 

e) La negazione di Adelaide nella prima seduta non è provata giuridicamente, perché la bambina parla solo con monsignor Merati, il quale la lascia partire, senza che essa faccia la  ritrattazione di ciò che prima aveva affermato, dinanzi al tribunale nuovamente radunato. 

f) L'udienza aperta ufficialmente da tutto il tribunale, si  chiude in forma privata con la "sentenza" di mons. Paolo  Merati, il quale decide per tutti. 

A questo punto il tribunale poteva dire di aver finito i suoi  lavori, tanto più che nella persona del suo presidente aveva scoperto la "verità", come si capisce dalle parole dello stesso monsignore che afferma: "Ho lasciato andare la bambina dicendo  che il Signore la benedirà perché ha detto la verità". Queste  parole spiegano l'esito della prima seduta e delle altre svolte  nell'intero "processo canonico". 

Severino Bortolan