lunedì 3 novembre 2025
Premessa del Padre -10 - Il libro di Giovanni parte 1
Il libro di Giovanni parte 1
Nel luogo santo il 3 marzo 2023
Messaggio di Giovanni
Figlia Mia. Il tempo in cui scrissi non era bello. I cristiani venivano perseguitati. Questo tempo torna, ritorna.
Figlia Mia. Vidi il tempo della persecuzione dei cristiani alla fine dei tempi, prima che Gesù tornasse.
Molti soffrirono gravemente, furono uccisi e torturati, ma Gesù li prese con Sé e la loro anima non andò perduta.
Vidi cedere tanti sacerdoti, ciò significa che seguirono la bestia invece di restare saldi e seguire Gesù.
Così tanti pastori condussero il loro gregge-voi Miei amati figli- nella direzione sbagliata e così tante di queste pecorelle precipitarono direttamente nell’ inferno senza speranza e senza Salvezza perché furono e restarono sordi alla verità. Seguirono l’uomo falso e fecero tanto male, convinti di dover imporre a tutti gli altri quello che ritenevano essere giusto; ci furono anche queste persone, figlia Mia, e le avete intorno a voi.
Quindi. Vidi la grande persecuzione dei cristiani, ma anche qui la vostra preghiera può-e ha già- cambiato gli avvenimenti.
Vidi come l’anticristo entrò nella santa Chiesa di Gesù. Le preparazioni per quest’entrata furono già organizzate per tempo dal falso profeta e dai suoi gregari ed egli poi naturalmente accusò come responsabili “altri”, ma le indicazioni vennero DIRETTAMENTE dalla cosiddetta santa sede, solo che essa non era occupata da un papa santo.
Vidi come sempre più persone adoravano l’anticristo e quindi adoravano in modo nascosto -o anche alla luce del sole - la bestia e vidi come molti, nel bisogno, molti innumerevoli figli cedettero e accettarono il suo marchio.
Il tempo in cui dovettero perseverare fu troppo lungo per loro. Non resistettero, non rimasero saldi, e per non morire di fame o per non essere espulsi dalla società alla fine accettarono il marchio.
Ciò però significò la morte eterna per loro e i loro figli, perché lo lasciarono mettere anche ai loro figli.
Molti “insetti “caddero nell’inferno ma erano tutte anime umane che avrebbero potuto salvarsi se fossero rimasti forti e fedeli, se avessero accettato la verità, se non fossero divenuti esseri tiepidi, adagiati nel confort e nel lusso, esseri che sembrarono essere involucri vuoti che tuttavia saziarono la loro bramosia con tutto quello che il diavolo offri loro, invece di trovare la via per Gesù.
Figlia Mia. Fu tremendo e triste per Me vedere quanti figli vivevano confusi in questo mondo. Essi ebbero TUTTI una chance, ma non trovarono Gesù.
Il diavolo per molto tempo fece un buon lavoro preparatorio per questo fu facile per lui rubare così tanti figli, metterli alle strette e condurli infine alla rovina nel suo inferno, essi ci andarono di propria volontà, solo che non lo sapevano.
Quelli che lo sapevano furono imbrogliati e ingannati. Si lasciarono ingannare dal padre della menzogna stesso. Questa è ora la loro ricompensa.
Gli altri però, figlia Mia, Mi causarono molta più tristezza perché, molti di loro, erano alla ricerca ma furono tremendamente ingannati. Questi sono i figli che dopo lo scisma della vostra santa Chiesa continuarono a seguire l’uomo falso, lo adorarono e andarono perduti.
Figlia Mia. Ciò che vidi è molto complesso. Lo vidi riferito al tempo che voi vivete ora.
Dillo ai figli: Pregate, pregate figli Miei perché il peggio può essere mitigato, si addirittura può essere evitato.
Figlia Mia. Vidi la fame. La fame costruita. La siccità, l’arsura.
Il vostro sole brucia e dovete stare attenti. Vi causerà molte malattie della pelle quindi proteggetevi, figli Miei.
Il clima, figli Miei, è il clima della fine dei tempi. Fu predetto ed è quello che anche Io vidi.
Tutti questi sono segni, figli Miei, ma così tanti non li vedono non vogliono vederli. Anche questo vidi riguardo a questo tempo, cioè che le persone chiusero gli occhi davanti a queste e ad altre verità.
E la Chiesa, figlia Mia. Così pochi sacerdoti sono ancora fedeli a Gesù! Così pochi predicano la Sua vera Parola!
Tanti invece cambiano! Tanti modernizzano!
Sono senza scrupoli e “si presentano come santi” invece di far brillare e innalzare il Signore e Io vi dico: la loro luce non è santa! Anche questo vidi, figlia Mia.
Non ci dovrebbe essere la fame nel vostro mondo, ma grazie alla fame, alle guerre e ad altre azioni malvage essi si avvicinano sempre più ai loro obbiettivi: il governo/ nuovo ordine mondiale e la religione mondiale.
Figlia Mai. Vidi che il Padre esaudì i Suoi figli supplicanti.
Pregate dunque perché è la preghiera, la vostra preghiera che contribuisce a mitigare e a rendere sopportabile la fine. Amen.
Il tuo Giovanni. Apostolo e “prediletto” di Gesù. Amen.
AIUTO, AIUTO, SOFFRIAMO MOLTO! - COS'È IL PURGATORIO - 1 -
“Leggimi o te ne pentirai”
AIUTO, AIUTO, SOFFRIAMO MOLTO!
I: Non arriveremo mai a comprendere abbastanza chiaramente che una limosina, piccola o grande, data a favore delle anime sofferenti, la diamo direttamente a Dio. Egli accetta e ricorda come se fosse stata data direttamente a Lui stesso. Così, tutto ciò che facciamo per loro, Dio lo accetta come fatto per Lui. È come se alleviassimo o liberassimo Lui stesso dal Purgatorio. In che modo ci ricompenserà!
II. Non c'è sete, povertà, necessità, pena, dolore, sofferenza che si possa paragonare a quelle delle Anime del Purgatorio, pertanto non ci sono limosine più meritevoli, né più gradite a Dio, né merito più alto per noi, che pregare, chiedere celebrazioni di Messe e dare limosine a favore delle povere Sante Anime.
III. È molto probabile che alcuni dei nostri parenti più vicini e cari stiano ancora soffrendo le pene purificatrici del Purgatorio e ci stiano chiamando tra lamenti strazianti affinché li aiutiamo e alleviamo.
IV. Non è terribile che siamo così duri da non poter pensare a loro, né possiamo essere così crudeli da dimenticarli deliberatamente?
Per amore di Cristo, facciamo tutto, ma proprio tutto, ciò che possiamo per loro. Ogni cattolico dovrebbe unirsi all'Associazione delle Anime Benedette.
PURGATORIO:
"Abbi pietà di me, abbi pietà di me, almeno voi, miei amici, perché la mano del Signore mi ha toccato" (Giobbe 19:21).
Questa è la commovente supplica che la Chiesa Purgante invia ai suoi amici sulla terra. Terra, cominciate, implorate il loro aiuto, in risposta all'angoscia più profonda. Molti dipendono dalle vostre preghiere. È incomprensibile come alcuni cattolici, anche quelli che in un modo o nell'altro sono devoti, vergognosamente trascurino le anime del Purgatorio. Sembra che non credano nel Purgatorio. Certamente le loro idee al riguardo sono molto confuse. Giorni e settimane e mesi passano senza che ricevano una Messa celebrata per loro! Raramente, inoltre, ascoltano Messa per loro, raramente pregano per loro, raramente pensano a loro. Nel frattempo, godono della pienezza della salute e della felicità, occupati nei loro lavori; si divertono, mentre le povere anime soffrono indicibili agonie nei loro letti di fiamme. Qual è la causa di questa orribile insensibilità? Ignoranza: grossolana, inspiegabile ignoranza.
La gente non si rende conto di cosa sia il Purgatorio. Non concepiscono le spaventose pene, né hanno idea dei lunghi anni in cui le anime sono trattenute in quelle orribili fiamme. Di conseguenza, fanno poco o nulla per evitare a se stessi il Purgatorio, e ancor peggio, ignorano crudelmente le povere anime che sono già lì e che dipendono interamente da loro per essere aiutate.
CAPITOLO UNO
COS'È IL PURGATORIO
È una prigione di fuoco in cui quasi tutte le anime salvate sono immerse dopo la morte e in cui soffrono le pene più intense.
Ecco cosa ci dicono i più grandi dottori della Chiesa riguardo al Purgatorio. Tanto è penoso il loro soffrire che un minuto di quel terribile fuoco sembra un secolo.
San Tommaso d'Aquino, il principe dei teologi, dice che il fuoco del Purgatorio è uguale in intensità al fuoco dell'inferno, e che il minimo contatto con esso è più spaventoso di tutte le sofferenze possibili di questa terra.
Sant'Agostino, il più grande di tutti i santi dottori, insegna che per essere purificate dalle loro colpe prima di essere accettate in Cielo, le anime dopo la morte sono soggette a un fuoco più penetrante e più terribile di quanto chiunque possa vedere, sentire o concepire in questa vita. Anche se questo fuoco è destinato a pulire e purificare l'anima, dice il Santo Dottore, è comunque più acuto di qualsiasi cosa possiamo sopportare sulla Terra.
San Cirillo di Alessandria non esita a dire che "sarebbe preferibile soffrire tutti i possibili tormenti sulla Terra fino al giorno finale piuttosto che passare un solo giorno nel Purgatorio".
Un altro grande Santo dice: "Il nostro fuoco, in confronto al fuoco del Purgatorio, è una brezza fresca".
Altri santi scrittori parlano in termini identici di quel terribile fuoco. Come mai le pene del Purgatorio sono così severe?
1. Il fuoco che vediamo sulla Terra è stato creato dalla bontà di Dio per il nostro conforto e il nostro benessere. A volte è usato come tormento ed è la cosa più terribile che possiamo immaginare.
2. Il fuoco del Purgatorio, al contrario, è fatto dalla Giustizia di Dio per punire e purificarci ed è, di conseguenza, incomparabilmente più severo.
3. Il nostro fuoco, al massimo, brucia fino a consumare il nostro corpo fatto di materia; al contrario, il fuoco del Purgatorio agisce sull'anima spirituale, che è inspiegabilmente più sensibile alla pena.
4. Quanto più intenso è il fuoco, più rapidamente distrugge la sua vittima; la quale, di conseguenza, cessa di soffrire; poiché il fuoco del Purgatorio infligge la pena più acuta e più violenta, ma non uccide mai l'anima né le toglie sensibilità.
5. Tanto severo quanto è il fuoco del Purgatorio, è la pena della separazione da Dio, la quale l'anima soffre anche nel Purgatorio, ed è la pena più severa. L'anima separata dal corpo anela con tutta l'intensità della sua natura spirituale di essere con Dio. È consumata da un intenso desiderio di volare verso di Lui. È comunque trattenuta, e non ci sono parole per descrivere l'angoscia di quell'aspirazione insoddisfatta.
Che follia, allora, è per un essere intelligente come l'essere umano negare qualsiasi precauzione per evitare tale spaventoso fatto. È infantile dire che non può essere così, che non possiamo capirlo, che è meglio non pensarci o non parlarne. Il fatto è che, sia che lo crediamo o no, tutte le pene del Purgatorio sono al di là di ciò che possiamo immaginare o concepire. Queste sono le parole di Sant'Agostino.
(PADRE O’ SULLIVAN)
UN AVVERTIMENTO ALLA GERARCHIA DELLA CHIESA DI MIO FIGLIO
MESSAGGIO DI NOSTRA SIGNORA DI LA SALETTE
1 novembre 2025
Oggi, nel giorno di Ognissanti, vengo a voi come Regina dell'Universo e come Nostra Signora di La Salette, poiché fu proprio sul monte di La Salette che per la prima volta avvertii la Chiesa di Mio Figlio del marciume che si era infiltrato nella Chiesa attraverso i seguaci del maligno, determinati a distruggere la Chiesa di Mio Figlio attraverso le loro società segrete e occulte.
Ora, nel 2025, l'infiltrazione nella Chiesa di Mio Figlio da parte dei seguaci di Lucifero è sotto gli occhi di tutti e visibile a tutti i figli di Dio. Mentre l'influenza dei Regni Celesti è diventata più efficace nell'ispirare i leader secolari e le persone in tutto il mondo, specialmente tra i giovani, l'influenza del Cielo sulla gerarchia della Chiesa è diventata sempre meno evidente.
Mentre i leader secolari dei paesi occidentali, in particolare quelli degli Stati Uniti, sono stati risvegliati e guidati dal Padre Celeste, la leadership della Chiesa di Roma, in Vaticano, ha preso una strada diversa e si è associata ai globalisti e agli elitari del mondo secolare che sono in realtà seguaci di Satana/Lucifero.
L'inganno di Satana nel raggirare la gerarchia della Chiesa di Mio Figlio è più evidente nel piano abbastanza nuovo dei leader della Chiesa di indirizzare i vescovi e i sacerdoti a preoccuparsi della politica del vostro mondo terreno, piuttosto che della preparazione delle anime per il vostro viaggio finale verso i regni spirituali. Mentre i leader secolari chiedono una maggiore spiritualità nel processo decisionale del governo, i leader della Chiesa stanno cercando di inserirsi nella politica del mondo secolare.
Come tutto il resto con Satana/Lucifero, sembra che tutto sia stato capovolto, dove il bene diventa male e il male diventa bene. È in questa atmosfera che Satana/Lucifero prospera, e il maligno viene sottilmente aiutato, e anche consapevolmente, da molti nella leadership della Chiesa di Mio Figlio.
Mentre molti dei figli e delle figlie del Padre nei paesi occidentali chiedono un ritorno a Dio e un ritorno dell'influenza di Dio nei loro governi e nelle loro istituzioni, i leader della Chiesa di Mio Figlio stanno cercando di interferire nella direzione dei paesi tentando di influenzare le politiche secolari, ma nella direzione sbagliata.
I leader della Chiesa di Mio Figlio devono ascoltare il mio appello a concentrare il loro lavoro sulla missione di salvare le anime; questo è lo scopo per cui il Padre Celeste ha creato la Chiesa di Mio Figlio.
È triste per me, in questi tempi finali, dover lodare e elogiare la direzione e il corso dei leader secolari che chiedono un ritorno a Dio nell'influenza degli affari di governo, mentre devo consigliare e criticare i leader della Chiesa per il loro fallimento nell'affrontare la loro missione primaria: la salvezza delle anime di tutti i figli di Dio.
Forse la Chiesa deve prima affrontare i peccati dei sacerdoti di oggi, proprio come io ho affrontato i peccati dei sacerdoti nel 1846 definendoli “pozzi neri di impurità”. Certamente, la Chiesa non può avere successo nel salvare vite umane mentre deve prima mettere ordine nella propria casa!
È ora che i padri della Chiesa affrontino il “demone nella sacrestia” prima di poter guidare efficacemente i figli di Dio nel loro viaggio celeste.
Nel frattempo, in questi tempi finali, devo chiedere a tutti i figli di Dio di pregare, pregare, pregare per la loro salvezza eterna e di pregare direttamente mio Figlio, vostro Signore e Salvatore, Gesù Cristo, per la vostra salvezza, ognuno di voi!
Non crediate che il Padre Celeste vi abbia abbandonato perché osservate tale caos e confusione nella Chiesa di Suo Figlio! Dovete anche pregare, pregare, pregare per i leader della Chiesa di Mio Figlio affinché diventino più in sintonia con l'ispirazione e la guida del Padre Celeste!
Mio Figlio, vostro Signore e Salvatore, è qui tra voi nello Spirito, e solo Lui può offrirvi la salvezza eterna. Rivolgetevi direttamente a Mio Figlio, e la vostra vita sarà colmata del Suo Amore e della Sua Speranza per la vostra salvezza eterna – in definitiva, la vostra salvezza eterna è tutto ciò che conta.
Mio Figlio è qui per voi ora e aspetta che Lo invochiate nella preghiera per assicurarvi la salvezza nei Regni Celesti.
Ned Dougherty
La guerra Europea e le Profezie
domenica 2 novembre 2025
Il sapere secondo la Verità sull’Opera di Redenzione
Riconoscere Gesù come il Figlio di Dio e Redentore del mondo
Quando l’Opera di Redenzione di Gesù Cristo vi viene spiegata bene, cioè secondo la Verità, non rimarrete più nella vostra volontà di rifiuto che tutti quegli uomini oppongono a questo sapere, quando viene guidato a loro da parte umana. Gli uomini devono prima sapere perché l’Opera di Redenzione di Gesù era necessaria, che cosa ha mosso l’Uomo Gesù a percorrere sulla Terra una via di sofferenza che richiedeva una Forza ultranaturale. Devono sapere da che cosa Gesù voleva redimere gli uomini, perché l’uomo non si rende conto di una colpa così grande, benché il suo cammino sulla Terra non possa sempre essere chiamato buono. Ma considererà i procedimenti intorno a Gesù che gli vengono descritti, sempre soltanto come una leggenda, gli manca la comprensione, appunto perché non conosce i motivi spirituali. Non sa nulla della sua grande colpa primordiale, ed anche coloro che lo istruiscono, non ne sanno quasi mai niente e perciò nemmeno i loro insegnamenti possono essere resi credibili agli uomini. Che il “peccato” era stato il motivo dell’Opera di Redenzione di Gesù, sarà ben noto a tutti gli uomini, ma non potranno comprendere che un Uomo possa soffrire così terribilmente per i suoi prossimi, che dovrebbero rimettere loro stessi la loro colpa, se sono diventati colpevoli sulla Terra. Ma che si trattava di una colpa primordiale, di un’infrazione che era così grave, che gli uomini stessi non avrebbero mai potuto rimettere questa colpa, perché si tratta della caduta di una volta degli esseri creati da Dio e che questa colpa era così grande, perché veniva commessa nella più chiara conoscenza ed è stata una diretta ribellione contro Dio, questo gli uomini non lo sanno, e perciò non vogliono nemmeno riconoscere l’Opera di Redenzione di Gesù. Per loro può però essere facile, quando vengono istruiti nella pienissima Verità sul motivo dell’Opera di Redenzione e la Missione che l’Uomo Gesù ha adempiuto con questa, quando vengono istruiti sul procedimento sulla caduta degli spiriti primordiali da Dio e che gli uomini stessi sono quegli spiriti primordiali, che si trovano sulla via del ritorno a Dio, ma non possono raggiungere la meta senza Gesù Cristo, e che per questo Gesù dev’Essere riconosciuto come il Figlio di Dio ed il Redentore del mondo. Devono sapere che Dio Stesso ha compiuto nell’Uomo Gesù l’Opera di Redenzione e come quindi questa Divenuta Uomo di Dio sia da comprendere. Loro si trovano ancora nell’oscurità dello spirito e perciò non possono credere vivamente, la Redenzione attraverso Gesù Cristo è per loro non degna di fede, perché non ne riconoscono nessun senso e scopo, perché solo la pura Verità dona loro su ciò una Luce, e non sono stati ancora istruiti in questa pura Verità, perché anche se gli uomini riconoscono con la bocca Gesù Cristo e non contraddicono apertamente, quando si parla della Redenzione tramite Gesù, non è comunque una fede viva, ma soltanto un sapere imparato, a cui non osano contraddire. Ma si confesseranno per Lui con gioia interiore e riconosceranno anche Dio Stesso in Lui, quando viene presentata loro la pura Verità, cosa che premette un’introduzione nel Piano di Salvezza di Dio, l’apporto di un sapere, che può essere donato agli uomini soltanto da Dio Stesso mediante il Suo Spirito, perché soltanto Lui conosce tutto, soltanto a Lui sono noti tutti i Procedimenti spirituali che si sono svolti nel Suo Regno. Solo Egli sa che cosa era alla base sia della caduta da Lui come anche dell’Opera di Redenzione di Gesù, e soltanto Lui può guidare gli uomini nella Verità, e lo fa anche come Egli Stesso lo ha promesso, quando camminava in Gesù sulla Terra. Un sapere secondo la Verità donerà agli uomini anche una chiara Luce. Ed ora prenderanno liberi e consapevoli la loro via verso la Croce, mentre dapprima si rifiutavano, perché a loro mancava la piena comprensione. L’uomo deve soltanto volere stare nella Verità, allora gli giungerà anche, perché Dio non vuole che gli uomini siano dominati dall’oscurità, perciò Egli accenderà sempre una chiara Luce, quando questa è desiderata. Da Dio procederà sempre soltanto la pura Verità, perciò si deve ascoltare la Sua Parola ed all’uomo sarà facile credere, se soltanto è di buona volontà.
Amen
29. agosto 1962
Raccoglimento
I
Raccoglimento
''L'uomo, dice Pascal, visibilmente è fatto per pensare; in questo sta tutta la sua dignità e tutto il suo merito; il suo unico dovere consiste nel pensare bene; e l'ordine del pensiero sta nel cominciare da sé, dal suo autore e dal suo fine.
Ora, a cosa pensa il mondo? Mai in queste cose; ma a ballare, a suonare il liuto, a cantare, a fare versi, a fare escursioni, a costruirsi, a farsi re, senza pensare a cosa significa essere re e essere uomo.
Questa osservazione, gettata in fondo a un cassetto, poco rifinita, quasi scorretta, ha, tuttavia, tale portata da provocare la riflessione.
Noi siamo pensiero. Il pensiero ci dirige. Il segreto del destino allora è qui: regolare i pensieri, dar forza dentro di noi a rappresentazioni che corrispondano alla nostra vera natura e al nostro destino, identificare l'alto con ciò che ha di migliore e tagliare ciò che degrada.
È preciso meditare molte volte su Dio, concepire l'unità della vita e la sua esigenza di progresso, avere una visione semplice delle nostre relazioni e del nostro destino, così confusi dal movimento abituale del mondo.
La pianta per lungo tempo si espone al sole per fortificare i tessuti, elaborare la linfa, il profumo, il colore; essa non passa, per così dire, da luce trasformata: così l'anima che agisce è solo pensiero che si trasforma in opere e, retta, direttamente o indirettamente, va a cercare la sua luce nel Sole divino.
La nostra attenzione, attratta da un oggetto centrale – e con maggior ragione dal Centro universale – da esso vede emanare come irradiazioni, onde, che si allargano sempre di più e si dispongono in un'unica sintesi coerente, dove il pensiero si arricchisce e si organizza.
In questo modo la vita si appropria di sé stessa, legandosi a ciò che la domina, la avvolge e le dà la sua legge. Tutto il mondo pensa; però molti raramente pensano di rivolgersi al pensiero al fine di dirigerlo, ordinarlo, correggerlo se necessario e, penetrando fino in fondo a se stessi, lì ascoltare il rumore delle fonti.
Tuttavia, Natura, Divinità, umanità individuale e umanità collettiva risuonano lì. Chi pensa a questo o si propone persino di immaginarlo? Sotto pretesto di azione, si dimentica il significato dell'azione, si dimentica la finalità dell'azione, come quel viaggiatore di Marco Aurelio che, sul cammino, si è dimenticato dove stava andando.
In cerca di un principio direttore per servire, quando necessario, da freno e, sempre, da guida: tale è la formula di una vita sapientemente contemplativa e l'espressione della sua necessità.
UN. D. Sertillanges, OP
LA COLLISIONE DI DUE ASTEROIDI FORMERÀ LA MIA GLORIOSA CROCE!
CHIAMATA DI GESÙ SACRAMENTATO ALL'UMANITÀ.
Figli miei, pace a voi.
L'impatto di due asteroidi formerà la mia Gloriosa Croce. L'impatto farà tremare la terra e muoverà il suo asse, accorciando sempre di più il tempo. La Santa e Divina Volontà di mio Padre non permetterà che questi due asteroidi colpiscano la terra, perché se lo facessero, sarebbe catastrofico per la creazione e le sue creature. Mio Padre permetterà che si scontrino nello spazio per mostrare agli uomini la sua grandezza e misericordia a beneficio dell'umanità; in cambio del disastro, ciò che vedrà l'umanità sarà la Gloriosa Croce di suo Figlio, che brillerà per sette giorni e sette notti nel firmamento annunciando la prossimità dell'Avviso.
Figli miei, preparatevi per questo grande evento e non abbiate paura; la mia Gloriosa Croce sarà guarigione e redenzione per molti, ma altri la rifiuteranno e altri ancora diranno che è un fenomeno celeste senza importanza. Gli uomini di scienza diranno che è un fenomeno cosmico come l'allineamento dei pianeti; ma voi, popolo mio, sapete che è una chiamata dal cielo affinché vi prepariate per il risveglio delle coscienze.
Figli miei, tutti gli eventi si sono accelerati a causa della malvagità e del peccato di questa generazione empia; perciò mio Padre, nella sua Santa Volontà, vi invierà questi segni affinché vi riconciliaste con Dio e riprendiate al più presto il cammino della vostra salvezza. La Santa Trinità non vuole che si perdano tante anime per mancanza di conoscenza. Ringraziate dunque mio Padre, perché grande è il suo amore e eterna è la sua misericordia, che, pur sapendo che siete una razza di dura cervice, vi darà l'opportunità di tornare a Lui, affinché possiate riprendere il cammino che vi porterà alla vita eterna.
Di nuovo vi dico, preparatevi figli miei, perché i vostri occhi vedranno eventi mai visti da alcun occhio; beati voi che, nonostante tutta la vostra miseria e peccato, mio Padre vi ha scelto affinché domani un resto di voi sia la sua eredità, il suo popolo eletto. Pregate figli miei, con il mio rosario della misericordia, non lasciate passare la mia ora, perché grandi indulgenze sto concedendo alle anime in questo tempo di tanta oscurità.
Che la mia pace vi accompagni e la mia benedizione vi protegga.
Vostro Padre, Gesù Sacramentato. L'Amico che non fallisce.
Fate conoscere i miei messaggi in tutti i confini della terra.
Oggi voglio raccontarvi un po' della mia vita...
Oggi voglio raccontarvi un po' della mia vita...
Chiedo a Dio l'ispirazione per raccontarla nel modo più chiaro possibile e per esprimere tutti i miei sentimenti...
Padre benedetto e amato,
oggi mi sono svegliata ispirata.
Provo tanta nostalgia
per la mia vita passata.
Vi racconterò un po' di
ciò che ho vissuto,
tutte le grandi prove
che mi hanno avvicinata a voi.
Da bambina ero molto povera,
piena di sogni. Sono cresciuta
sognando tante feste,
ma non ho realizzato nulla.
Arrivò il mio quindicesimo compleanno
e, come ogni ragazza,
sognavo un vestito,
un abito elegante,
e una festa grandiosa e bellissima,
un valzer con i ciambellani.
L'età era rosea.
Ero una grande sognatrice, le mie aspirazioni erano grandi,
ma erano solo illusioni,
perché non avevo mai avuto soldi.
Non ho avuto quella festa
ed ero piena di tristezza.
I miei amici me lo chiedevano e
io chinavo la testa.
Non sapevo cosa dire loro. Erano
tutti eccitati.
Come potevo dire loro
che non ci sarebbe stata una festa?
Ero molto povera e molto semplice;
così voleva il mio Dio. Non ho avuto nessuna festa;
ho detto addio ai miei sogni.
Gli anni passarono
e la mia vita era tutta lavoro.
Non potevo studiare;
le mie risorse erano limitate.
Poi arrivò il giorno del mio matrimonio, ed ero così felice. Finalmente avrei avuto una festa, e questo mi riempì di gioia. Era il giorno più atteso da ogni donna sognatrice. Il mio abito bianco... mi sentivo trionfante. Finalmente sarei stata felice. Avrei avuto una grande festa piena di invitati e una grande orchestra. Ma Dio aveva in serbo per me una grande prova. Tutto quello che ho attraversato è stato molto difficile. Molti lo sanno già, perché ho raccontato a molti di loro cosa mi è successo, e ormai è passato. Ogni donna sogna di percorrere la navata al braccio del suo amato padre. È un grande motivo di orgoglio vedere le spose arrivare con i loro padri, nervose e ansiose, ma felici e apprensive, al braccio della persona amata che le affiderà ai loro mariti.
E li lascerà alle loro cure.
Quanto è stato triste per mio padre che si è ammalato e in pochi giorni le sue condizioni sono peggiorate.
Mi ha detto con grande tristezza che si sentiva molto male, ma che la sua volontà era quella di lottare fino alla fine.
Ha lottato e lottato, facendo molti sforzi. Sognava di poter essere con me quel giorno,
ma si stava indebolendo. I suoi sforzi sono stati vani. Per darci la sua benedizione, gli abbiamo preso le mani.
Non ce la faceva più, era molto stanco. Faceva fatica a rimanere seduto. Tanti ricordi della mia vita passata mi tornano in mente, quanto mio padre ha sofferto. Voleva vedermi sposata. Mi ha detto: "Non potrò più accompagnarti all'altare. Chiederò a tuo fratello di prendere il mio posto, di tenerti il braccio, così potrà mantenere la mia promessa, visto che non avrai più il mio grembo". Ho pianto lacrime di sangue, tanto era grande il mio dolore nel vedere mio padre consumarsi, il suo colore cambiare. Era pallido e aveva delle occhiaie; le sue ossa erano visibili. Non mangiava da giorni. Le mie preghiere erano vane. Pregavo tanto il mio Dio, implorandolo di lasciare che mio padre mi abbandonasse all'altare, ma era tutto vano. Le condizioni di mio padre peggiorarono e, in una notte buia, rese la sua anima. Piangevo di tristezza, piangevo di dolore. Mio padre se n'era andato senza aver avuto quell'onore, l'onore di abbandonarmi in quella celebrazione davanti a un Dio onnipotente per darmi la Sua benedizione. Volevo annullare tutto. Ero lacerata dentro. Come potevo sposarmi con un evento così triste incombente? Era venerdì sera quando mio padre se ne andò. Il mio matrimonio si sarebbe tenuto sabato a mezzogiorno. Mancava solo un giorno, solo poche ore, prima che mio padre mi vedesse diventare una signora, una donna sposata.
Al braccio di suo marito,
quell'orgoglio di mio padre
non si è mai realizzato.
Ho pensato di rimandare, di annullare
tutto, di buttare tutto il lavoro
nella spazzatura. Tutto era pronto: la chiesa e i suoi addobbi, il cibo, gli invitati. Avevo così caldo, il calore stava salendo, il dolore era così intenso. Come potevo sposarmi sdraiata lì? Arrivò mio padre, poi un prete. Era tutto caos. Tutti correvano in giro. Erano solo chiacchiere; nessuno riusciva a mettersi d'accordo. Tutto era confuso. È così che lo ricordo. Il prete venne e parlò con noi. Gli raccontai la mia situazione, e questo è ciò che mi rispose: "Hai un appuntamento, il mio Dio ti chiama. È possibile che tu... Lo lasci aspettare? Non dovresti lasciarlo in piedi a quella Messa, perché hai preso un appuntamento. Controlla bene i tuoi impegni, non dimenticare, figlia mia, che le promesse si mantengono, e se sono per il mio Dio, nessuno e niente può sostituirle". È così che ho deciso di arrivare all'altare come una sposa con il cuore spezzato. La mia offerta da dare, ho dato a Gesù il mio dolore e tutti i miei sentimenti. Gli ho detto: "Sono qui ora", anche se non volevo venire, non volevo venire. Volevo essere con mio padre in quella casa in lutto. Mio padre giace lì, è in una bara, e la gente mi chiede come sua figlia possa sposarsi. Con il cuore spezzato, con l'anima lacerata, ho mantenuto la mia promessa. Sono venuta a vederti. Sono così addolorata. Eccomi, Padre benedetto. Ti ho detto con amore: "Sia fatta la tua volontà. Sposami allora, mio Dio". Sono arrivata al braccio di mio fratello, come voleva mio padre. Mi ha data a mio marito, ma non c'era più gioia. Ho pregato così tanto Dio che mio padre mi vedesse percorrere la navata con mio fratello, proprio come aveva predetto.
So che dal cielo
Lui osservava ogni cosa,
perché era Sua volontà
lasciarmi sposata quando Lui fosse morto.
Non voleva che annullassi
nessuno dei preparativi.
Mi disse di sposarmi,
qualunque fosse il motivo.
"Sposati, ragazza mia.
Non voglio morire
sapendo che ti lascerò single,
a vagare in giro.
Me ne andrò più serenamente
sapendo che avrai
una casa, una famiglia
e molti nipoti.
Non ti voglio sola. Per favore,
sposati, qualunque
cosa accada.
Questa è la mia supplica."
Questo è ciò che mi disse mio padre,
e io mantenni la mia promessa.
Morire di notte,
e di giorno dissi di sì...
Lo voglio, fu la risposta
che pronunciai all'altare,
e con ciò mantenni
la promessa che avevo giurato.
Non era finita,
perché c'erano molti dettagli:
gli abbracci e i baci,
i sussurri per strada, gli abbracci di
condoglianze,
anche gli abbracci di simpatia.
Tutti erano confusi,
e io lo sapevo benissimo. Ero
piuttosto calma,
perché era tutto finito.
Il mio matrimonio e la veglia funebre,
tutto era fatto.
Ho mantenuto la promessa
fatta a Dio Padre.
Non gli ho dato buca,
anche se per un attimo avrei voluto farlo.
Ho mantenuto la promessa
fatta a mio padre.
Anche se vestivo di bianco,
il mio cuore era nero.
Era nero di lutto,
nero di dolore,
ma ero felice perché
avevo mantenuto la promessa fatta a entrambi. Ho mantenuto le promesse fatte a
entrambi i miei genitori. Ora è tutto finito. Forse arriveranno giorni felici. Ora me ne vado. Ho raccontato un po' della mia vita ai miei amici; mi sono sfogata. Ringrazio Dio per tutto quello che ho passato. Mi ha reso più forte; tutto mi è servito bene. Il mio cuore è fatto di roccia, rafforzato irrimediabilmente. Sono diventata insensibile a tutto il dolore che ho sopportato. Ora ho condiviso un po' dei miei sentimenti, dato che molti di voi me lo hanno chiesto.
Ho già raccontato un po' della mia vita quotidiana per non annoiarvi; ho solo condiviso un po' della tristezza della mia vita. Grazie a tutti per la vostra attenzione.
GLORIA OCAMPO
Presenza di Satana nel Mondo Moderno
CAPITOLO I
Il santo curato d'Ars e il Demonio
Un centenario notevole
In un momento in cui l'intera Chiesa Cattolica, e in particolare la Chiesa di Francia, celebra il centenario della morte del santo curato di Ars, è naturale che cerchiamo prima di tutto nel suo caso le prove della presenza del Diavolo nel mondo. Tutti i suoi biografi, nel raccontare la sua vita, hanno dovuto affrontare questo tema. In quest'anno del centenario si crede che forse gli saranno dedicati almeno venti volumi. La serie è stata brillantemente avviata da monsignor Fourrey, vescovo di Belley, la diocesi dalla quale dipende la parrocchia di Ars. Dobbiamo nominare tra gli autori che hanno parlato di lui o si preparano a farlo l'abate Nodet, di Ars, uno dei conoscitori più penetranti di tutto ciò che riguarda il santo curato; il R. P. Ravier, scrittori di fama come La Varende, Michel de Saint Pierre, senza dimenticare i maestri come monsignor Trochu, l'autore della biografia del santo più rinomata e di vari libri su di lui, o Jean Fabréges, ecc. Tutti loro ci dicono che è impossibile parlare con qualche serietà del curato di Ars senza nominare l'"Arpeo". Era il nome che dava al Diavolo. Nel dialetto della provincia e dell'epoca questo nome designava un forcone con tre denti. Perché il curato di Ars avesse scelto questa parola per soprannominare il demonio? Senza dubbio perché Satana cerca incessantemente di spingere le anime all'inferno come si spinge il letame con un forcone a tre denti.
È necessario, prima di affrontare il capitolo delle infestazioni diaboliche, presentare il curato di Ars? La sua vita è ben nota. Riassumiamola brevemente fino all'entrata in scena del diavolo. Il santo curato era nato a Dardilly, diocesi di Lione, a otto chilometri da questa città, l'8 maggio 1786, in seno a una modesta famiglia contadina. La Rivoluzione non tardò a scatenarsi, a chiudere le chiese, a perseguitare i sacerdoti fedeli. Ma la fede viveva nel profondo delle anime cristiane nonostante la tempesta. Jean-Marie Vianney — questo era il suo nome, anche se generalmente è conosciuto con il nome che ormai gli appartiene: il curato di Ars — ricevette dai suoi genitori e soprattutto dalla sua pia madre le sante tradizioni cristiane. Era ancora molto giovane quando i suoi vicini dicevano: "Sa molte litanie, bisognerebbe fare di Jean-Marie un sacerdote o un frate." Eppure, come potevano pensare, allora, che la religione sembrava sul punto di essere ferita a morte? Ma ecco che tutto rinascerà. La pace religiosa sarà ristabilita da Bonaparte. I sacerdoti chiamati "refrattari" che la legge perseguitava fino ad allora con rigore, tornano a svolgere le loro funzioni. Le chiese si riaprono. Le campane suonano di nuovo a tutto volo. Jean-Marie Vianney desidera diventare sacerdote. Ma la sua memoria è scarsa e infedele. Il latino gli costa. La teologia e soprattutto la filosofia ancor di più. Il giovane ha enormi difficoltà a proseguire i suoi studi. Lavora, prega, persevera. Dio gli dà un maestro nella persona dell'abate Ballay, curato di Ecully, ma un maestro che si impegna, che interviene a suo favore nell'arcivescovado e che ottiene infine che venga ammesso agli ordini. Senza dubbio è solo per la sua fervorosa pietà e non gli vengono subito conferiti i poteri per confessare. Eppure Dio lo destina a diventare uno dei confessori che hanno ascoltato più penitenti nel santo tribunale, durante tutto quel secolo! Dopo un laborioso vicariato a Ecully, fu nominato curato economo ad Ars, un piccolo villaggio di Dombes.
Siamo nel 1818. Jean-Marie Vianney lavorerà ad Ars fino alla sua morte avvenuta il 4 agosto 1859. Tale è il sacerdote che vedremo in lotta con il Diavolo! Ma è necessario, prima di tutto, scartare l'obiezione che potrebbe sorgere in alcune menti e che deriverebbe dalle stesse difficoltà che abbiamo segnalato a proposito dei suoi studi. Ebbene! Siamo noi a doverlo credere? Quale autorità avrà su di noi questa scienza che lei dichiara così scarsa? Tale è, in effetti, l'obiezione. Vedremo che fu fatta al santo curato di Ars dai suoi stessi colleghi. E vedremo anche la risposta che gli eventi gli hanno dato. Infine dovremo consultare l'opinione dei medici che lo hanno visto e hanno potuto giudicarlo. Loro ci diranno se fu un essere più o meno sciocco, vittima della sua immaginazione e dei suoi nervi. Per il momento, andiamo direttamente ai fatti.
Monsignore Cristiani






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