Messaggio di Gesù a Gisella del 26 giugno 2026 (Lione)
Sorella mia, amore mio,
mi piace sentirti parlare dell’Eucarestia e vorrei che questi figli ascoltassero, dalla Mia voce, cosa desidero davvero.
Se la Mia Carne è
realmente cibo e il Mio Sangue è realmente bevanda, come mai non crescete nella vita della grazia?
Vi sono molti che non si cibano di Me e sono coloro che mi hanno rinnegato o dimenticato.
Ma vi sono anche
molti che si cibano di Me eppure non progrediscono. Mentre in altri, ad ogni unione con Me-Eucarestia, vi è un accrescimento di grazia.
Ti spiegherò̀ le cause di queste differenze.
Vi sono i perfetti
che mi cercano unicamente perché́ sanno che la Mia gioia è di essere accolto nel cuore degli uomini e che non hanno gioia più grande di questa, di divenire una sola cosa con Me. In questi, l’incontro
Eucaristico diviene fusione, ed è tanto forte l’ardore che da Me emana e che da loro si sprigiona, che, come due metalli in un crogiolo, noi si diventa una cosa sola. Naturalmente quanto più la fusione è
perfetta tanto più la creatura prende l’impronta Mia, le Mie proprietà, le Mie bellezze.
Cosi sanno unirsi a Me quelli che voi chiamate poi “Santi”, ossia i perfetti che hanno capito chi
Io sono.
Ma in tutte le anime che vengono a Me con vero trasporto e puro cuore, Io porto grazie indicibili e trasformo la grazia in modo che esse procedono sulla via della Vita e anche se non raggiungono una santità
riconosciuta dal mondo, raggiungono sempre la Vita eterna, perché chi sta in Me ha Vita eterna. Per tutte le anime che sanno venire a Me, con l’ardore dei primi e con la fiducia dei secondi e che mi danno tutto
l’amore di cui sono capaci, Io sono pronto a compiere prodigi di miracoli pur di unirmi a loro.
Il cielo più bello per Me è nel cuore delle creature che mi amano.
Per loro, se la rabbia di Satana
distruggesse tutte le chiese, Io saprei scendere, in forma eucaristica, dai Cieli.
I miei angeli mi porterebbero alle anime affamate di Me, Pane vivo che dal Cielo discende.
Non è del resto cosa nuova.
Quando
la fede era ancora fiamma di amore vivo, Io ho saputo andare nelle anime seppellite negli eremi o nelle celle murate. Non occorrono cattedrali a contenermi. Mi basta un cuore che l’amore consacri.
Anche la più
vasta e splendida cattedrale è sempre troppo stretta e povera per Me, perché Io Sono. L’opera umana è soggetta alle limitazioni dell’umano e Io sono infinito.
Mentre non mi è stretto
e povero il cuore che si apre alla carità.
Ma la più bella cattedrale è quella della vostra anima abitata da Dio. Dio è in voi quando voi siete in grazia. Ed è del cuore vostro che Dio si
vuole fare un altare.
Vi benedico e vi amo.
Il vostro caro Gesù.
***
Riflessione sul messaggio:
Gesù ci svela il mistero profondo del suo amore: soltanto se è corrisposto produce effetto, esattamente come avviene tra due innamorati.
L’amore deve essere reciproco, in forza ed intensità, deve fare battere il cuore ad entrambi, dare gioia ad entrambi. Così è l’Eucarestia: un amore che ci fa crescere nella grazia solo se lo
desideriamo con la stessa intensità con cui Gesù desidera unirsi a noi.
Il nostro cuore è il tabernacolo più bello per accogliere Gesù, rendiamolo pertanto adorno delle migliori dolcezze
spirituali.

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