martedì 24 marzo 2026

Mi avete guardato come un lebbroso, sì, era su di Me la lebbra dei vostri peccati infiniti, era su di Me come una veste di penitenza.

 


Messaggio di Gesù a Gisella del 20 marzo 2026

Fratelli miei,  vi ho chiesto di consolare il mio cuore! Io sono morto per sollevare i vostri peccati, per confortarvi e per annullarli, se solo mi foste stati fedeli. Ma non avete voluto esserlo.  E che cosa ne ho avuto?  Mi avete guardato come un lebbroso, sì, era su di Me la lebbra dei vostri peccati infiniti, era su di Me come una veste di penitenza.  Ma come non avete visto risplendere Dio nella sua infinita carità? Ma ciò che più mi è stato fatto è l’essere ferito nello Spirito e nell’Amore.  Mi avete fatto diventare lo zimbello e mi avete colpito:

– nell’amicizia, che avevo posto in voi, attraverso Giuda; 

– nella fedeltà, che speravo da voi, attraverso Pietro, che mi rinnega;

– nella riconoscenza per i miei benefici, attraverso coloro che mi gridavano: “devi morire”, “crocifiggetelo”, dopo che Io li avevo guariti da tante malattie grazie all’Amore. Mi avete dichiarato bestemmiatore di Dio, figlio di Satana, pazzo.  Io, che per lo zelo della missione di Dio mi ero messo nelle mani dell’uomo incarnandomi, patendo per tutta la vita e abbandonandomi alla ferocia umana senza dire parola o lamento. Sarebbe bastato un mio sguardo per incenerire accusatori, giudici e carnefici. Ma ero venuto volontariamente per compiere il sacrificio e come agnello, perché ero l’Agnello di Dio e lo sono in eterno, mi sono lasciato condurre, per essere spogliato e ucciso e per fare della mia Carne la vostra Vita. Vi dico questo, fratelli, affinché voi comprendiate meglio quanto è infinito il mio amore per voi e quanto è grande l’amore di mia Madre, alla quale è stato inflitto il dolore più atroce ed è, per questo, degna di rispetto! 

Il vostro Gesù.

Riflessione sul messaggio:

Carissimi fratelli e sorelle,  questo messaggio commovente ci spinga a comprendere meglio la desolazione ed il dolore di Gesù. Ci sta dicendo che nonostante il suo sacrificio immenso, continuiamo a ferirlo con i nostri peccati quotidiani. Ci paragona a Giuda, perché tradiamo la sua amicizia; ci paragona a Pietro, perché siamo infedeli; ci paragona alla folla urlante, perché nonostante i benefici che riceviamo da Lui, siamo degli irriconoscenti! Gesù è morto per dare a noi la vita: senza la sua Misericordia, senza l’Eucarestia che ci ha lasciato, noi saremmo nelle mani di Satana, senza possibilità di salvezza.  Oggi è venerdì, consoliamo questo cuore che sanguina ancora. Preghiamolo e ringraziamolo per ciò che ha fatto per noi e per il suo Amore INFINITO.

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