Dice Gesù:
«… Hai capito bene. Il settentrione58 sono i popoli che ora invadono o tentano invadere la terra cristiana per eccellenza: quella dove è Roma, sede della mia Chiesa. Punizione meritata dai prevaricatori che hanno curvato il capo, già segnato del mio segno, davanti agli idoli delle bugiarde potenze straniere che ora sono le prime a portare tormento.
Dolore per gli onesti è quest’ora. Ma non voluto da Me. Fate che il dolore abbia ad avere un confine.
Fatelo tornando a Me.
Se le quattro forze del settentrione avessero ad allearsi contro di voi in un’orrida congiura di potenze tenebrose, la luce si spegnerebbe sul vostro suolo e il sangue dei martiri tornerebbe fresco per nuovo sangue gocciante su esso.
Molto, molto, molto occorre pregare, figlia del mio amore. Non posso più chiederti altri sacrifici di affetti poiché sei nuda come Me sulla croce. Ma se fosse possibile te ne chiederei molti altri a questo scopo. Ti aiuterò; ma poiché ho bisogno di lacrime per acqua lustrale sull’Italia infangata, ti avverto che renderò acerba la tua pena, perché valga per molti lutti e per molti perdoni di Dio all’Italia.
Di’ con Me: “Signore, per preservare l’Italia da nuove sciagure, e specie per quelle dello spirito, accetto di bere il calice del dolore. Resta con me, Signore, mentre consumo la mia Passione di piccola redentrice”, ed Io resterò sempre con te sino all’ora di portarti là dove la Passione cessa e ha inizio la gloriosa risurrezione in Me.»
DA: I QUADERNI DEL 1943

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