sabato 3 gennaio 2026

UNIONE CON DIO

 


Si presenta un colloquio ideale, tra Santa Teresa ed un'anima desiderosa d'imitarla.


ANIMA

Io aspiro con tutto il cuore all'unione con Gesù. Quando tu eri su questa terra, l'unione con Dio ti era diventata cosí familiare, che non passavano tre minuti senza che tu non pensassi a Gesù. Potrei anch'io imitarti in ciò, almeno in qualche modo?

 

S. TERESA

Avevo dato cosí completamente il cuore a Gesù, che il mio pensiero si rivolgeva naturalmente a Lui, in tutte le circostanze, liete o penose, e spesso anche durante le mie occupazioni. Non facevo alcuno sforzo speciale per formulare un atto di amore ogni tre minuti.

Per fare ciò, basta un semplice sguardo interno. Dio vede i buoni pensieri e le intenzioni ingegnose dell'anima amante.

Non è possibile in ogni istante formulare espressamente un atto d'amor di Dio, ma è possibile vivere abitualmente sotto l'influenza dell'amore divino. Dio è semplice; s'infiltra come un profumo e può penetrare tutta l'anima. Con un poco di ardore, il contatto con Dio diventa familiare.

Il cuore umano sta dove si trova il suo tesoro. Se per te il tesoro è Gesù, il tuo cuore sarà di continuo rivolto a Lui.

A torto certe anime formaliste si rimproverano di non rinnovare incessantemente le loro intenzioni. L'amore di Dio agisce come il cuore per i suoi battiti regolari, i quali si susseguono senza che siano sempre avvertiti. È necessario anzitutto pensare ad accendersi d'immenso amore verso Gesù; l'amore poi agirà e trascinerà l'insieme degli atti umani, meglio di una intenzione rinnovata con sforzo.

Non dimenticare Dio « non significa » pensare sempre a Lui, bensí non allontanarlo da nessuna circostanza della vita.


ANIMA

Cosa potrei fare per vivere alla presenza di Dio? Mi sforzo di riuscirvi, ma mi pare che ottenga poco frutto.

 

S. TERESA

Dio è presente ovunque. Pensa che non sei sola, né di giorno né di notte, né alla luce né al buio. Pensa ad agire rettamente, indirizzando tutto al Signore. La retta intenzione è il miglior mezzo per vivere alla presenza di Dio.

Al mattino, offri tutti i tuoi atti della giornata a Gesù; rinnova l'intenzione al principio di ogni azione rilevante; se nel corso dell'azione ti accorgi che la retta intenzione devia, protesta il tuo amore a Gesù, dicendo: Tutto per te, o Dio! Nulla per le creature o per il mio amor proprio!

Una mia novizia si lamentava a questo riguardo e chiese consiglio a me. Le risposi: Non tormentatevi! Che direste di un bravo operaio che, entrato al servizio di un buon padrone, ripetesse senza posa per fargli piacere: È per voi che lavoro! -? Non vi pare che il padrone finirebbe per dirgli: Ma lo so!... - ?

Quanti, nei contrasti della lotta e dei doveri quotidiani amano molto di più con la retta intenzione, di tanti altri che trascorrono la vita nella quiete di un lavoro tranquillo!

 

ANIMA

Domando uno schiarimento sopra un bisogno che talvolta io provo. In certe pene ed afflizioni vado ai piedi del Tabernacolo e confido a Gesù il mio dolore. Mi sembra di farmi coraggio e di alimentare l'intimità con Gesù.

 

S. TERESA

Vi sono dei casi, in cui insistendo internamente sulle piccole sofferenze, assaporandole davanti a Dio, potrebbe l'anima impigliarsi nelle reti dell'egoismo. Allora è meglio battere le ali e perdersi di vista. Ma in altre circostanze, sarebbe mancanza di semplicità con Dio il non deporre ai suoi piedi il fardello che opprime.

Considera che Gesù stesso lo consiglia e quasi lo comanda: Venite a me, voi tutti che siete affaticati ed oppressi, ed io vi ristorerò! (S. Matteo, XI-28).

D'altronde, credimi, Gesù è cosí buono che il confortare un'anima è sempre una consolazione grandissima per il suo Cuore di Padre amoroso ...

La Santa Fondatrice del mio Carmelo, Madre Genoveffa, diceva alle anime afflitte: Andate a confidarvi al buon Dio! Lamentatevi con Lui; Egli si compiace dei vostri lamenti! - Voleva dire che i gemiti fecondi d'amore ricordano il tubare delle colombe e sono umili gemiti dell'anima esiliata.

D. G. TOMASELLI


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