domenica 3 novembre 2019

Preghiera Portare il cielo alla terra



 Che cosa è la preghiera 


Chiedere un favore 

Pregare può essere nella forma di chiedere un favore e 
significa chiedere con intensità o implorare. 
 
Esodo 8:8a 
Allora il Faraone chiamò Mosé e Aaronne e disse loro: 
"Pregate l'Eterno che allontani le rane da me e dal mio 
popolo ......" 

Siate pronti a distinguere il Mio vero Figlio dal figlio del maligno!



Dio Padre

Preparate ad accettare e sopportare la sofferenza che ora travolgerà la vostra terra, preparate a distinguere il Mio Vero Figlio dal figlio della bestia e a opporsi a lui e al gruppo malvagio così da non cadere nei loro inganni, da non seguirlo, da non sottomettersi a lui, ma pronti a riconoscere infine il Mio unico Vero Figlio, il vostro Gesù e a salutarLo con gioia andandoGLI incontro.

Figli Miei i tempi non diverranno più facili, ma vi assicuro, che Noi saremo sempre con voi, invocateci, e Noi verremo! Supplicate il Nostro aiuto e vi aiuteremo! Pregate, pregate, pregate perché la vostra preghiera è forte e potente e metterà in riga il male.

Venite a Noi, a Me, a Mio Figlio e grande sarà la vostra gioia, perché nel giorno della grande gioia, quando Gesù verrà a voi combattendo e vincendo la bestia, Egli vi libererà e poi vi porterà con sé, si realizzeranno le profezie e tutta la sofferenza finirà. Il male non esisterà più e vi sarà regalata la pace eterna. 

IL MANOSCRITTO DEL PURGATORIO



Il 15 febbraio 1874 dovette subire il primo colloquio... E fu così che fino al novembre del 1890 fra l'anima di Suor Maria Gabriella e Suor Maria della Croce si ebbero le misteriose relazioni


16 SETTEMBRE. - In questi giorni siete un po più soddisfatta di voi stessa e Gesù anche, perché vi sforzate di farGli piacere e d'unirvi a Lui maggiormente. Ma non crediate d'essere arrivata; questo è appena l'inizio dell'unione ch'egli vuol contrarre con la vostra anima. Oh! come poco si comprende sulla terra, non è vero?, qual distacco Gesù esige da un'anima ch'egli vuole tutta sua! Si crede di amare, ci s'immagina d'esser senz'altro una Santa per il fatto che si sente in sé, così sembra, un po' più d'amore sensibile che d'ordinario, ma tutte queste sensibilità naturali non sono nulla. Bisogna che l'anima si elevi, si distacchi a poco a poco da tutto ciò che la circonda e soprattutto da se stessa, dal suo amor proprio, dalle sue passioni, al fine d'arrivare all'unione divina, e Gesù solo sa tutto quel che costi alla natura giunger là! Bisogna aver fatto più di un sacrificio, bisogna che il cuore sia frantumato per espellerne ogni amore umano; questo è difficile! Quanto poche sono le anime che comprendono tali cose! Voi che le comprendete un po' per una grande misericordia di Gesù, voi ch'Egli ama tanto, incamminatevi coraggiosamente su questa via di abnegazione e di morte a voi stessa. Considerate sovente tutte le tenerezze ch'Egli ha avuto per voi, come sia andato a cercarvi lontano, come abbia appianato tutte le difficoltà incontrate sul vostro cammino. Egli ha fatto più per voi che non per alcun altro! Ogni giorno vi colma delle sue grazie d'elezione. Considerate inoltre come ha agito nei vostri riguardi in questi ultimi giorni; parimenti, Egli attende da voi una grande generosità, più che da tante altre, cui non ha concesso tanti favori, e da cui non richiede una sì grande perfezione. Egli attende anche una dedizione a tutta prova, e soprattutto molto amore. Bisogna che la vostra anima, il vostro cuore si perdano in Lui, che operiate unicamente per farGli piacere. Bisogna che vi eleviate al di sopra della terra e di tutto ciò che vi circonda per inabissarvi nella sua santa volontà. Dovete giungere a non perderLo mai di vista, neppure un minuto. Non crediate per questo d'esser presa al punto da non poter adempiere i vostri obblighi! No, (anzi) vedrete a poco a poco che è tutto il contrario e che l'anima più unita a Gesù sarà anche la più esatta nell'adempimento di tutti i suoi doveri; invero Colui che ella ama agisce per lei; Egli non è più, per così dire, che uno con lei. Pensate se è ben diretta e aiutata in quel che deve fare! Qual bene può fare attorno a sé un'anima interiore; non v'è che lei che ne faccia; tutto quel che è fatto altrimenti è inutile.
L'anima unita a Gesù ha ella sola diritto sul suo Cuore, ne è la padrona, Egli non le nega nulla. Avrei tante cose da dirvi a tal riguardo, ma voi non mi comprendereste. Bisogna attendere i momenti voluti da Dio. Se volete, non tarderanno a giungere. Gesù ha grande desiderio d'unirsi totalmente a voi, più che non possiate ancor comprenderlo in questo momento. Siate molto vigilante su voi stessa; è cosa sì buona amare Gesù; è sì consolante passare immediatamente, senza transizione, dall'unione intima della terra all'unione ancor più intima del Cielo. Riflettete su tutto ciò che vi dico. Una sola delle vostre azioni offerte per mio sollievo, con purità d'intenzione, quando siete molto unita a Gesù, mi consola più di molte preghiere vocali. Più presto vi perfezionerete, più presto parimenti avverrà la mia liberazione.
È vero che la Madre Superiora ha molto sofferto in questi ultimi giorni, ma un giorno di grandi sofferenze, simili a quelle che ella prova talvolta, è di maggior profitto per la sua anima e per tutta la Comunità che dieci giorni e più di buona salute, nei quali possa agire e far tutto quel che dipende dai doveri della sua carica.

SUOR MARIA DELLA CROCE

RIMANETE NEL MIO AMORE



«IL SIGNORE FA PRODIGI PER IL SUO FEDELE». SALMO 4, 4 
   
«Un'anima fedele mi rapisce il cuore con una moltitudine di piccoli atti che le creature chiamerebbero inezie, ma l'Amore non li chiama così. L'Amore li stima, li desidera, li ispira e, quando sono fatti, li nasconde perchè nessuno glieli rubi.
   Io voglio essere, d'ora innanzi, l'unica tua vita, siimi fedele. Non voglio da te niente altro che amore, ma lo voglio tutto. Quando mi offrirai un cuore vinto dall'efficacia dell'amore?
   Dare all'Amore è dare a Dio, e chi dà a Dio riceve anche da Dio ed Egli non le dà altro che se stesso, perchè Dio è carità. Chi più dà a Dio, più riceve e più torna a dare a Dio: è uno scambio, un commercio ineffabile di fedeltà e di grazia, di grazia e di fedeltà. Dio non si ferma, se l'anima per la prima non si ferma in questo commercio d'amore, con la sua infedeltà.
   Per amare sinceramente, non è necessario sentire la consolazione sensibile, ma bensì fare la volontà di chi si ama: quindi il gusto è del tutto superfluo.
Alla fedeltà nell'amore sono concesse molte grazie, tra le quali quella certissima di un rapido progresso nella virtù.
   Io cammino insieme all'anima con gioia, quando l'anima cammina con fedeltà e con gioia nella via dell'amore.
   Le anime saranno lavorate dall'Amore secondo la loro fedeltà; non tutte ugualmente. L'Amore opera in proporzione del desiderio che l'anima ha della sua perfezione. 
   Gesù, l'amante appassionato delle anime, si sceglie, fra di esse, quelle che a Lui meglio corrispondono, per poterne fare ciò che vuole.
Vi sono due sorta di fedeltà: vi è la fedeltà di amore e vi è la fedeltà di interesse. Nella prima, l'anima si occupa solo dell'amore di Dio e della sua maggior gloria; nella seconda, invece, unisce il proprio interesse.
   Un cuore piccolo mi può amare molto. lo guardo alla carità, e la fedeltà continua alle più piccole cose è una grande prova di carità.
   Ci si deve dare all'amore con gioia, con amore, con perseveranza, con prontezza, per sempre, senza pretese, senza riserve, con uguaglianza di spirito, anche in mezzo alle diverse disposizioni dell'anima, con fervore e con umiltà.
   Se un masso di pietra si paragona a tutte le montagne del mondo, è cosa da poco, ma se questo masso cade su di una strada, ne intercetta il cammino; per poter passare, bisogna toglierlo. Un'infedeltà può fermare il corso delle grazie; è vero che con un atto di carità si toglie, ma bisogna farlo, questo atto di carità.
   La mortificazione è come il fondamento dei doni dello Spirito Santo: la mortificazione esterna, ma più ancora la mortificazione interna.
   Tutte le volte che tu fai un atto di fedeltà, per piccolo che sia, ma lo fai con carità, cresci in grazia, cresci nella partecipazione della mia natura divina.
   Una piccola cosa fatta per amore, può diventare il principio di grandi grazie.
Il seme è piccolissimo, eppure contiene in sè, in germe, tutta la pianta. Il seme, quando è coltivato, germoglia, cresce e diventa albero. Una piccola grazia, caduta in un cuore fedele, si sviluppa e cresce.
   La fedeltà continua di un'anima mia sposa mi rapisce il cuore, e ha tale potere da trattenermi il braccio, perchè lo non punisca come potrei e dovrei punire i peccatori». 

PREGHIERA

«Gesù, Amore, Dio di carità infinita, Bontà senza limiti, io, miserabile niente, per onorare la tua incomparabile misericordia, mi offro, mi dono, mi consacro e mi abbandono per sempre all'amore del tuo amantissimo e tenerissimo Cuore.
O Gesù. come è impossibile che il fuoco non bruci e non consumi un piccolo pezzo di paglia che gli si getti dentro, così la tua accesissima carità consumi questo mio povero piccolo cuore che vuole essere tutto tuo».

Suor Benigna Consolato Ferrero

Io Ti Amo Gesù - Canto di Adorazione Medjugorje


SANGUE DI GESU’ LIBERAMI



Preghiera di liberazione contro le forze sataniche. 

Padre Santo, Ti amo, Ti lodo e Ti adoro, Ti ringrazio per avermi inviato il Tuo Figlio Gesù, che ha vinto la morte per la mia Salvezza. Ti ringrazio per il dono dello Spirito Santo, che mi dà forza, mi guida e mi conduce alla pienezza della vita.

Ti ringrazio per Maria, Madre Celeste, che intercede, con gli Angeli e i Santi, per me.

Signore Gesù Cristo, mi prostro ai piedi della Tua Croce e Ti chiedo di coprirmi col Tuo Preziosissimo Sangue, che scaturisce dal Tuo Sacratissimo Cuore e dalle Tue Sante Piaghe.
Lavami, Gesù mio, nell'acqua viva che sgorga dal Tuo Cuore, circondami con la Tua Santa Luce.

Padre Santo, fa' che l'acqua guaritrice del mio Battesimo rifluisca indietro nel tempo, attraverso le generazioni materne e paterne, affinché l'intera mia famiglia sia purificata da satana e dal peccato. Prostrato davanti a Te, Padre, Ti chiedo perdono per me stesso, per i miei parenti, per i miei antenati, per ogni invocazione di potere che li ha posti in contrasto con Te o che non abbia dato onore al nome di Gesù Cristo.

Nel Nome Santo di Gesù, io reclamo ora qualsiasi mia proprietà fisica o spirituale che sia stata sottoposta alla giurisdizione di satana, per rimetterla sotto la Signoria di Gesù Cristo.

Per il potere del Tuo Santo Spirito, rivelami, Padre, ogni persona che ancora devo perdonare, e ogni area di peccato non confessato.

Rivelami quegli aspetti della mia vita che non Ti sono graditi, o quelle vie che hanno potuto dare a satana la possibilità di introdursi nella mia vita.

Ti dono, Padre, ogni mancanza di perdono, Ti dono tutti i miei peccati, Ti dono tutte quelle vie di cui satana è in possesso nella mia vita. Grazie Padre, per queste rivelazioni. Grazie per il Tuo perdono e il Tuo amore. Signore Gesù, nel Tuo Santo Nome, io lego tutti gli spiriti dell'aria, dell'acqua, della terra e sottoterra del mondo infernale. Lego inoltre, nel nome di Gesù Cristo, tutti gli emissari del comando satanico e reclamo il preziosissimo Sangue di Gesù, sull'aria, sull'atmosfera, sull'acqua, sulla terra, sui suoi frutti, su tutto ciò che circonda, nel sottosuolo e nel mondo infernale.

Padre mio, fa' che il Tuo Figlio Gesù venga ora, con lo Spirito Santo, la Vergine Maria, gli Angeli e i Santi, per proteggermi da ogni male e per impedire ad ogni spirito di vendicarsi di me e delle mie cose.

Nel Nome Santo di Gesù, io sigillo nel Suo Sangue preziosissimo me stesso, i miei parenti, la mia casa e ogni specie di cibo.

Nel Nome Santo di Gesù, io rompo e sciolgo ogni maledizione, malocchio, incantesimo, sortilegio, trappola, bugia, ostacolo, tradimento, tutte le deviazioni, influenze spirituali, presagi e desideri diabolici, sigilli ereditari conosciuti e sconosciuti e qualsiasi disfunzione e malattia derivante da qualsiasi origine, incluse le mie colpe e i miei peccati.

Nel Nome di Gesù, io spezzo la trasmissione di ogni voto satanico, vincolo, legame spirituale, e lavoro infernale. Nel Nome di Gesù spezzo e sciolgo tutti i legami e i loro effetti con astrologo, indovini, chiaroveggenti, medium, guaritori operanti con sfere di cristallo, lettura della mano, movimento della nuova era (la new age); operatori dell'occulto, foglie di tè, carte e tarocchi; santoni, operatori psichici; culti satanici e spiriti guida: maghi, streghe e operatori Vooduu.

Nel Nome di Gesù, io sciolgo tutti gli effetti di partecipazione a sedute medianiche e spiritiche, oroscopi, scritture automatiche, preparazioni occulte di qualsiasi specie e qualsiasi forma di venerazione che non offra un vero onore a Gesù Cristo.

Spirito Santo, Ti prego, rivelami, attraverso la parola di conoscenza, qualunque spirito negativo che sia legato a me o alle mie cose e al mio modo di vivere.

(Pausa in attesa che possano giungere parole tali come: egoismo, vendetta, arroganza, amarezza, brutalità, confusione, crudeltà, indecisione, tradimento, invidia, paura, odio, insicurezza, gelosia, orgoglio, amor proprio, risentimenti o terrore.)

Per ogni spirito rivelato pregare cosi:

Nel Nome di Gesù, io rinuncio a te, spirito di... e ti ordino di andare direttamente da Gesù, senza manifestazione di sorta, e senza nuocere né a me né a nessun altro, di modo che Egli possa disporre di te, secondo la Sua Santa Volontà.

Ti ringrazio, Padre, per il Tuo amore, Ti ringrazio Spirito Santo per aver dato il potere di essere aggressivo contro satana e gli spiriti maligni.
Ti ringrazio, Gesù, per avermi liberato.

Ti ringrazio, Maria, per la Tua intercessione, con gli Angeli e i Santi, in mio favore.

"Ecco, Dio è la mia salvezza: io confiderò, non temerò mai, perché mia forza e mio canto è il Signore; Egli è stato la mia salvezza" (Is.12.2)
Amen. Alleluia. Amen.


LA PREGHIERA È UNA DISPOSIZIONE DI GRATITUDINE



La preghiera è il sentimento costante della nostra povertà spirituale e della nostra debolezza, la contemplazione in noi, negli altri e nella natura, delle opere della sapienza, della misericordia e dell'onnipotenza di Dio. La preghiera è una disposizione interiore fatta unicamente di gratitudine.
A volte chiamiamo preghiera quello che non ha niente a che fare con la preghiera. Per esempio, qualcuno entra in chiesa, rimane lì un po', guarda le icone, la gente, osserva il loro abbigliamento e il loro comportamento e poi dice di aver pregato Dio. Oppure a casa sua si mette davanti ad un'icona, piega la testa, recita qualche frase imparata a memoria, senza capirla né gustarla e poi dice di aver pregato. Ma nella sua mente e nel suo cuore non ha assolutamente pregato; era dappertutto, con la gente e con le cose, tranne che con Dio.
La preghiera è l'elevazione del pensiero e del cuore verso Dio, la contemplazione di Dio, il dialogo audace della creatura con il suo Creatore, la presenza rispettosa dell'anima davanti a lui, come davanti al Re, alla Vita stessa che dà la vita ad ogni cosa; la preghiera è oblio di tutto ciò che ci circonda, è cibo per l'anima, è aria, luce, calore vivificante, è purificazione dal peccato; la preghiera è il giogo soave di Cristo, il suo carico leggero.
La preghiera è il sentimento costante della nostra debolezza e della nostra povertà spirituale; è la santificazione dell'anima e un anticipo della beatitudine futura; un bene angelico, la pioggia celeste che rinfresca, innaffia e feconda il terreno dell'anima; il risanamento e il ricambio dell'atmosfera mentale, l'illuminazione del volto. la gioia dello spirito; il legame d'oro che unisce la creatura al Creatore, l'audacia e il coraggio in tutte le prove e le sofferenze della vita; la lampada dell'esistenza, il successo in ogni iniziativa, la dignità paragonabile a quella degli angeli, la saldezza nella fede, nella speranza e nella carità.
La preghiera è un contatto con gli angeli e i santi graditi a Dio dall'origine del mondo; è la conversione della vita, la madre della contrizione e delle lacrime, un richiamo potente alle opere di misericordia. alla sicurezza della vita, alla scomparsa del timore della morte e al disprezzo dei tesori mondani; è il desiderio dei beni celesti, dell'attesa del Giudizio universale, della resurrezione e della vita del mondo che verrà; è uno sforzo accanito per sfuggire ai tormenti eterni e un richiamo incessante alla misericordia del Signore; la preghiera significa camminare in presenza di Dio ed è l'annientamento sereno di se stessi davanti al Creatore di ogni cosa, presente in ogni cosa. È l'acqua viva dell'anima.
La preghiera significa ancora portare nell'amore tutti gli uomini nel proprio cuore, è la discesa del cielo nell'anima, la dimora della santa Trinità nell'anima, come sta scritto: "Noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui" (Gv 14, 23). (Tratto da La mia vita in Cristo)
San Giovanni di Cronstadt

Geremia


Israele infedele a Dio

1Dice il Signore: 'Supponiamo che un uomo divorzi dalla moglie. Questa se ne va per diventare moglie di un altro. Certamente il primo marito non può ritornare più da lei, per non rendere impura la terra. Ma tu, Israele, ti sei prostituita con tanti amanti, e osi tornare da me? 2Guarda attentamente su ogni collina: riesci a vedere un luogo dove non ti sei prostituita? Ti sedevi lungo le strade e aspettavi i clienti, appostata come i predoni arabi nel deserto. Così hai reso impura la terra con la tua prostituzione e la tua immoralità. 3Per questo ho trattenuto le piogge e non ho mandato gli acquazzoni di primavera. Ma tu continui a prostituirti in modo sfacciato, senza un minimo di pudore. 4'D'ora in poi forse mi dirai: 'Tu sei mio padre, mi hai tanto amata nella mia giovinezza. 5Non sarai sempre adirato, non mi serberai rancore per sempre!'. Tu dici così, ma intanto continui a commettere tutto il male che puoi'.

“Dio ti fa un grande onore non quando ti dà qualcosa, ma quando ti chiede qualcosa”



Scriveva Don Divo Barsotti: Dio ti fa un grande onore non quando ti dà qualcosa, ma quando ti chiede qualcosa.
Noi, invece, attratti – anzi – inchiodati alla nostra umanità, siamo abituati a ringraziare Dio per le cose che ci dà, non per le cose che ci chiede e non pensiamo che quando Dio ci chiede qualcosa, prepara cose grande per noi, quelle che valgono per l’eternità. Quando Dio ci chiede o ci toglie cose a cui teniamo o quando siamo colpiti da sofferenze corporali o spirituali, prepotente entra in gioco la nostra umanità. Ci assalgono l’angoscia e il terrore e chiediamo – umanamente – condivisione della pena e la partecipazione a chi ci è vicino. Il parente, l’amico, anche il distante da noi. Qual è, di solito, la reazione di coloro a cui ci rivolgiamo, ai quali chiediamo partecipazione al nostro dolore, alla nostra tristezza?
La prefigura il Vangelo, perché è la stessa dei discepoli di Gesù. Quando il Signore si reca al Getsemani, prende con sé due dei Suoi discepoli, Pietro e i due figli di Zebedeo e dice loro di sedersi mentre Lui va a pregare (Mt 26, 36-39).

Gesù comincia a provare tristezza e angoscia ed è questa l’ora in cui esprime tutta la Sua umanità, come quella che esprimiamo noi, quando ci sentiamo avvolti dalla cose della terra, che ci opprimono e ci allontanano da Dio. E’ proprio in quei momenti che il demonio ci assale e prende il sopravvento. Nel caso di Gesù, il demonio – che dopo le tentazioni del deserto, si era da Lui allontanato per ritornare al tempo fissato (Lc 4,13) – torna di nuovo all’attacco: è il momento della Passione e il principe di questo mondo fa affidamento sulla ripugnanza dell’Uomo-Cristo e della Sua carne per la sofferenza. Questa è la sua ora, è l’impero delle tenebre (Lc 22,53). Gesù deve condurre la sua battaglia contro Satana e questo prefigura anche l’itinerario dell’uomo che ha fede e che vive su questa Terra: la sua battaglia è quella che ha combattuto Gesù, contro il Principe di questo mondo..
Ai Suoi amici, Gesù chiede aiuto, fa una richiesta: La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me. Aiutatemi con la preghiera – sembra dire – e aiutate anche voi stessi a fronteggiare le tentazioni che si avvicinano. Il Signore chiede compagnia nella preghiera, chiede di farlo sentire meno solo, di partecipare in qualche modo alla sua tristezza mortale. Gesù è dolcissimo e delicatissimo nel rivolgere quest’invito, tanto che avanza un poco (alla distanza di un tiro di sasso, secondo Luca, 22, 41) rispetto al luogo in cui si trovano i discepoli, perché forse li vuole preservare dalla visione della Sua angoscia e della Sua tristezza, della Sua lacerante e straziante agonia. Li vuole partecipi e li ama e nel momento della Sua estrema sofferenza, il Suo è un pensiero e un agire d’amore per loro.
Il Signore si prostra con la faccia a terra e prega dicendo: Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu! Le fonti storiche – checchè ne dica il Padre Arturo Sosa Abascal, il capo generale dei Gesuiti, che se mette in dubbio quello che ha detto Gesù, figuriamoci se conosce le sequenze storiche dei giorni sulla Terra del Figlio di Dio – raccontano che si era in tempo di plenilunio e quindi i discepoli potevano vedere il Signore e forse potevano anche sentire le Sue parole. Ma i discepoli né vedono né sentono. Gesù torna da loro e che cosa vede? Vede che dormono. Dice a Pietro, rimproverandolo: Così non siete stati capaci di vegliare un’ora sola con me? Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carte è debole.
Gesù si allontana di nuovo e prega, dicendo: Padre mio, se questo calice non può passare da me senza che io beva, sia fatta la tua volontà. Torna dai Suoi, ma anche questa volta i discepoli dormono. Si allontana e prega per la terza volta. Poi si avvicina ai discepoli. Tutto ormai sta per compiersi. Dice loro: Dormite ormai e riposate! Ecco, è giunta l’ora nella quale il Figlio dell’Uomo sarà consegnato in mano ai peccatori. Alzatevi, andiamo: ecco, colui che mi tradisce si avvicina.
Gli apostoli, quindi, non partecipano – come Gesù chiede loro ripetutamente in questa meravigliosa scena del Vangelo – alla tristezza mortale del Signore, all’ora terrena che sta per scoccare, al Suo martirio. Gli apostoli dormono. Se avessero vegliato forse avrebbero capito meglio, forse non sarebbero scappati.

Nel Vangelo non risulta mai che il Signore chieda agli apostoli la partecipazione al suo stato interiore di gioia ineffabile di unione con il Padre; non chiede mai la partecipazione alla Sua vita intima, in nessun altro tipo di sentimento o situazione spirituale [tranne che sul Tabor e ai discepoli più intimi]. Chiede la partecipazione solo la sera del Getsemani, alla Sua tristezza mortale. Sembra dunque che l’unione tra Dio e gli uomini avvenga massimamente, in questa terra, nell’ora del Getsemani, dove il Signore non chiede tanto: chiede solo di essere consolato, di vegliare, di pregare. Chiede ai Suoi amici fedeltà, che è il solo modo per stare con il Signore.
Di sicuro noi vorremmo altro, ossia la condivisione della gloria e della gioia ineffabile di saperci e sentirci uniti a Gesù in quanto Verbo del Padre. Ma evidentemente per quella avremo tutto il tempo in Paradiso. Qui in terra l’unione con Gesù è quella richiesta nel Getsemani. Chi non crede vive le sofferenze nelle tenebre, chi crede le vive nella luce, anche se le prove esteriori aumentano. Per questo padre Pio diceva che la vita dei santi è una vita da cani. Padre Pio scherzava. In realtà, era felicissimo di vivere una vita da cani, perché non avrebbe barattato una sua Messa (nella quale soffriva enormemente) con null’altro al mondo. Perché, proprio nella Messa, viveva il senso dell’attesa dell’altra vita, partecipava al sacrificio e alla gloria del Signore. Che non gl’interessasse questa vita – come ripeteva Santa Monica, madre di Agostino – e la considerasse una vita da cani, sta nel fatto che questa vita, con le sue sofferenze, è proprio questo: attesa di compimento e di splendore. Il Signore ci chiede di rimanere qui, per qualche suo motivo. E ci stiamo. E, quel che più conta, il Signore ci chiede di rimanere qui a lui fedeli, da Santi, perché chiamati, giustificati, purificati e glorificati!
Se questa è l’unione con il Cristo, questa è anche l’unione con gli uomini, perché noi siamo uniti in Cristo per e con i nostri fratelli, attraverso l’amore che abbiamo ricevuto in dono, che riversiamo ai nostri fratelli. Trattiamo con amore, quindi – come ha fatto Cristo – anche coloro che non partecipano alle nostre sofferenze terrene. Preghiamo anche per loro, oltre che per noi. E non lamentiamoci mai con Dio. Non sentiamoci mai soli. La nostra solitudine non è mai totale, come disse Dio ad Elia, che si era lamentato di essere rimasto solo, anche quando c’è il vuoto intorno a noi e tutti ci abbandonano. Ci sono altri settemila che non hanno piegato il ginocchio a Baal, gli dice l’Altissimo. Dove fossero questi settemila, non si sa, ma c’erano. Così, con questa certezza, si può continuare la buona battaglia.
(Danilo Quinto)

La Battaglia Finale del Diavolo



Padre Paul Kramer,

“Lei [Nostra Signora di Fatima] mi disse che il diavolo è in procinto d’ingaggiare la decisiva battaglia contro la Beata Vergine. Da questo momento in poi dovremo scegliere da che parte stare: o con il Signore o con il demonio. Non c’è altra possibilità.”

... Suor Lucia, L’ultima  veggente di Fatima


A Fatima, la Beata Vergine Maria ha promesso che l’umanità otterrà la pace nel momento in cui le Sue richieste verranno esaudite. È fondamentale che il Suo messaggio e le Sue richieste vengano fatte conoscere nel modo più chiaro ed completamente possibile. Gli atti di guerra e di terrorismo come quelli compiuti contro le Torri Gemelle di New York, l’11 settembre 2001, sono il risultato per aver distorto e tentato di occultare il Messaggio di Fatima. Questo libro descrive l’attuale battaglia che vede schierato da una parte il diavolo e i suoi seguaci, siano essi consci o meno di appartenere alle sue schiere, e dall’altra la Beata Vergine Maria ed il Suo Messaggio di Fatima. Fin quando il Messaggio di Fatima non verrà finalmente conosciuto ed obbedito su vasta scala, molte altre disgrazie come quella dell’11 settembre potranno accadere, ma anche di peggiori — fino ad includere il profetizzato “annientamento di molte nazioni” — poiché l’umanità continua ad ignorare e a disobbedire al messaggio della Madonna.

Il rifiuto delle profezie di Fatima 
comporta una minaccia imminente 
per la Chiesa ed il mondo intero! 
Cosa potete fare per proteggere voi stessi 
e le vostre famiglie


“Nel Terzo Segreto (di Fatima) si profetizza, tra le 
altre cose, che la grande apostasia nella Chiesa 
partirà dalla sua sommità.”

… Cardinale Mario Luigi Ciappi

OPERA DEI "TABERNACOLI VIVENTI"



Il grande dono di Gesù agli uomini d'oggi tramite Vera Grita


6-I-1968 Gesù Eucarestia. Hai scritto giusto: sono Gesù Eucarestia, Vivo, Presente nel santo Tabernacolo; vivo, presente con te, sopra di te e in te con la mia Grazia. Appoggiati a Me, al tuo Gesù: non temere, voglio darti fiducia, forza, luce. Verrai, verrai a Me per la via che Io ho scelto per te. Lasciati guidare perché Io sono la Via, la tua Via. Non è lontano il tempo in cui cammineremo insieme per le vie dell'amore. Ora è sofferenza e tribolazione, sconforto, pena... Cosa poi non ti darà il tuo Gesù?! Sì, atti d'amore, tanti, tanti. Stamani te l'ho spiegato. Nel prossimo, nel tuo prossimo più vicino tu incontri Me. Perciò pazienza, amore, cortesia, comprensione verso chiunque. Tutto si risolva mediante atti d'amore rivolti a Me, per mezzo del tuo prossimo. Per ora occupati di quanto ti ho detto e spiegato, perché a tratti ti insegnerò come si indossa la mia "Veste". Ti aspetto, ti aspetterò per le tue debolezze. Ti ho dato un dolore che servirà a te a non dimenticare la mia Presenza Eucaristica in te. Aumenterà sempre più perché Io non voglio essere dimenticato. Sarà dolore e conforto, sarà dolore crescente che investirà tutto il tuo fisico, affinché tu non muova nessun membro del tuo corpo senza di Me. L'anima riceverà gran bene da questo soffrire e si preparerà a venire a Me. Non c'è ascesa di anima e di spirito senza sofferenze in unione amorosa con Me. Sì, come al cieco di Gerico, ti darò la vista delle cose celesti. Non temere, non temere, perché Io, il tuo Gesù, non ti lascio sola un istante. 

NON DIMENTICHIAMOLI




La preghiera per i nostri cari defunti 
è un bisogno del cuore, 
è un dovere che noi abbiamo verso coloro 
che in vita ci amarono tanto 
e ci fecero del bene.

 Caterina da Genova

 “...l’incertezza fonte di grande angustia...” 

“Le Anime del Purgatorio ignorano quando le loro sofferenze avranno fine. Sono certe, tuttavia, che un giorno ne verranno sollevate. Tuttavia l’incertezza stessa circa questo termine è per loro fonte di grande angustia”.
O Dio infinitamente buono, ti amo sopra ogni cosa e mi dolgo e mi pento con tutto il cuore di averti offeso. 
Propongo seriamente di darti gioia. Fa’ che io riposi, o Dio, nella Tua pace. 
Eterno Padre, Dio Santo, Dio Santo e Forte, Dio Santo ed Immortale, abbi pietà di me ed abbi pietà dei nostri fratelli del Purgatorio.
O Maria, concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te per protezione. Santa Maria, Vergine Immacolata e Madre di Dio, con la tua potente intercessione vieni in nostro soccorso ed in soccorso dei nostri fratelli del Purgatorio.
Padre Nostro, Ave Maria, Eterno Riposo

PARADISO




Una Grande gioia si verificherà ovunque. Questa durerà 100 giorni. 

Mia amata figlia prediletta, assicurati che ogni nazione ascolti le Mie Profezie, in modo che esse possano prepararsi per la meravigliosa e rinnovata Terra, il Nuovo Paradiso. Ogni figlio di Dio ha diritto alla sua eredità e così tutti, proprio come se si dovessero preparare per un grande matrimonio, devono cominciare a fare progetti per questo grande giorno. 

Faccio appello agli Ebrei, ai Musulmani e ai Cristiani, così come a ogni altro credo, affinché adesso Mi ascoltino. Nessuno di voi resterà immune dalla malvagità dell‟anticristo. Ma se vi preparate ora, diventerete immuni alla sofferenza che egli infliggerà al mondo, prendendo il Sigillo del Dio Vivente e conservandolo nelle vostre case. 

Quando la Parola di Dio, la Vera Parola, vi é resa nota, dovete fermarvi ed ascoltare, perché essa vi condurrà alle Porte del Nuovo Cielo e della Nuova Terra. Questo Nuovo Paradiso vi sta aspettando e diventerà la dimora di miliardi di anime, comprese quelle che attendono nello stato del Purgatorio e nel Paradiso. Io unirò tutti coloro i cui cuori sono aperti al Comando di Dio, che sentiranno l‟Amore della Mia Misericordia. 

Per favore non temete questo Giorno, poiché vi porterà grande felicità, pace e gioia. Il Mio Regno vi stupirà per la sua sorprendente bellezza. Molti di voi hanno paura dei Miei Messaggi, perché pensate che la Seconda Venuta significhi la morte, la fine. Ma questo sarebbe un presupposto errato. 

Quelli di voi che vengono a Me spontaneamente, senza alcuna condizione, con umiltà e amore, non sperimenteranno il dolore della morte fisica. Invece, in un batter d‟ occhio, vi troverete nel vostro nuovo ambiente. Questo vi disorienterà in un primo momento e vi guarderete intorno velocemente per ritrovare i vostri cari. Salverò così tante anime che voi sarete con le vostre famiglie, comprese quelle che voi amate e che sono già con Me in Cielo e quelli che libererò dal fuoco del Purgatorio. 

Una grande gioia si verificherà ovunque. Questa durerà 100 giorni. Il Mio Nuovo Paradiso avrà una sola religione, la Nuova Gerusalemme, in cui Io sarò adorato, tutti i giorni. 
Tutti saranno in comunione con la Santa Volontà del Padre Mio. Ci saranno dodici nazioni, ma una sola lingua, perché non permetterò divisioni. 

Nominerò i capi e in ogni nazione non ci sarà mancanza di cibo, di acqua, di case o di vita. 
Non ci sarà la morte, perché darò la Vita Eterna a tutti quelli che vi entreranno. Tutte le nazioni opereranno insieme per diffondere la Parola di Dio, e quella felicità che è impossibile raggiungere oggi sulla Terra, sarà uno dei più grandi Doni che vi offrirò. Sarete molto amati e Mi amerete così come Io vi amo. 

Molti di voi incontreranno le generazioni della loro famiglia andando indietro di secoli. Le generazioni continueranno e così vedrete i vostri figli e le vostre figlie che si sposano e generano figli perfetti di Dio, ognuno benedetto con grandi Grazie. Sarà nominato il capo della Mia Chiesa e il suo nome sarà Pietro, perché promisi che egli avrebbe formato la Mia Chiesa sulla Terra. E così, nel Nuovo Paradiso egli guiderà la Mia Chiesa. 

O, se solo potessi mostrare ciò che sta davanti a voi, piangereste lacrime di gioia e lottereste per raggiungere le Porte. Quindi, per favore, voi tutti, ignorate i tentativi di fermarvi nella vostra ricerca della Vita Eterna. Ignorate quelli che vi dicono che Io non esisto. Non date credito a coloro che utilizzano la Mia Santa Parola per convincervi che non sono Io che vi parlo ora attraverso questi Messaggi. 

Dovete combattere affinché tutti voi abbiate questa gloriosa eredità, perché nessun uomo ha il diritto di negare all‟altro questa grande eredità, che appartiene a ognuno, non importa quanto annerita possa essere la sua anima. Io vi sto dando gli strumenti affinché Mi portiate anime, dovunque, in modo che tutti insieme possiamo distruggere l‟opera di satana e andare rapidamente verso il Nuovo Mondo. 

La Mia pace sia con voi. 

Il vostro Gesù. 

30 Agosto 2013 

La nube della non-conoscenza



È impossibile che un peccatore giunga all’umiltà perfetta in questa vita senza passare prima per quella imperfetta

Anche se la chiamo umiltà imperfetta, tuttavia è solo attraverso questa vera conoscenza e coscienza di me stesso, così come sono, che posso giungere alla causa perfetta e alla virtù stessa dell’umiltà. E penso proprio che si faccia più presto in questo modo, che non se tutti gli angeli e i santi in cielo, in unità con tutti gli uomini e le donne della santa chiesa in terra, sia religiosi che secolari, di ogni ordine e grado, si mettessero tutti insieme per quest’unico scopo: pregare Dio perché mi dia la perfetta umiltà. Sì, è veramente impossibile che un peccatore riesca a ottenere, o a conservare quando già ce l’ha, la virtù perfetta dell’umiltà senza quella imperfetta.
Perciò sgobba e suda più che puoi per conoscerti a fondo e costatane la tua miseria. Penso proprio che in tal caso non passerà troppo tempo che tu potrai avere una vera conoscenza ed esperienza di Dio, così com’è. Naturalmente non così com’è in se stesso, poiché nessuno può giungere a tanto, se non Dio solo; e nemmeno così come lo conoscerai in cielo, anima e corpo. Ma nella misura in cui può conoscerlo e farne esperienza un’anima umile che ancora vive in un corpo mortale, sempre se Dio stesso lo concede.

E adesso non pensare che per il semplice fatto che ho individuato due cause dell’umiltà, una perfetta e l’altra imperfetta, io voglio che tu smetta di lavorar dietro all’umiltà imperfetta per concentrarti interamente su quella perfetta. No di certo, in questo modo non riusciresti mai ad acquistarla. Ma se ti ho dato queste indicazioni è perché voglio che tu ti renda conto della preminenza di  quest’esercizio spirituale nei confronti di qualsiasi altro esercizio, fisico o spirituale, anche se vien fatto per ispirazione della grazia. Voglio anche che tu sappia che quest’amore segreto che preme continuamente sulla nube della non-conoscenza frapposta tra te e il tuo Dio, se nasce da uno spirito puro contiene veramente e perfettamente dentro di sé la virtù perfetta dell’umiltà, dal momento che non va alla ricerca di niente altro in particolare all’infuori di Dio. Voglio insomma che tu sappia in che cosa consiste l’umiltà perfetta, perché una volta capìta, tu la possa amare, a vantaggio sia mio che tuo; e attraverso questa conoscenza tu possa diventare più umile.
Spesso, infatti, accade che l’ignoranza è causa di molto orgoglio; almeno, questo è il mio parere. Con ogni probabilità, se tu non sapessi qual è l’umiltà perfetta, ti basterebbe avere un po’ di conoscenza e di esperienza di quella che io chiamo umiltà imperfetta, per credere di aver quasi acquisito l’umiltà perfetta. E così inganneresti te stesso, credendo di essere totalmente umile, quando invece sei divorato da un orgoglio ripugnante e puzzolente. Cerca dunque di lavorare a più non posso per acquistare l’umiltà perfetta. Chi l’ha, infatti — e per tutto il tempo che l’ha —, non commette alcun peccato. E anche quando non l’avrà più, non commetterà molti peccati.

NEL FUOCO ETERNO SENZA AMORE



NEL FUOCO ETERNO SENZA AMORE

Dio aveva collocato Adamo ed Eva in un luogo delizioso detto Paradiso terrestre, che comunemente, si ritiene che sia quella regione che ora viene detta Armenia, perché la Sacra Scrittura accenna a quattro fiumi che in esso scorrevano: il Fison, il Geon, il Tigri e l'Eufrate. Tutte le ricchezze della terra vennero da Dio concesse all'uomo perché ne usasse e ne disponesse. Un'unica eccezione fece però il Signore nel concedere l'elevazione alla vita soprannaturale. Proibì, cioè, di mangiare il frutto di un albero misterioso che si trovava al centro del Paradiso terrestre e che Dio stesso denominò della scienza del bene e del male".
Ecco le parole di Dio: "Mangia del frutto di qualunque albero del Paradiso. Ma dell'albero della scienza del bene e del male non mangiare; perché in qualsiasi giorno tu ne avrai mangiato, di morte morirai!". Ma il demonio, invidioso della felicità degli uomini primitivi, che erano stati da Dio destinati a prendere in Cielo il posto da lui perduto, si presentò ad Eva sotto l'aspetto di astuto e insidioso serpente, e così le parlò: "Per qual motivo Dio v'ha comandato di non gustare di qualsivoglia albero del Paradiso?". Eva rispose: "Del frutto degli alberi che sono nel Paradiso, noi ne mangiamo; ma del frutto dell'albero che è in mezzo al Paradiso, Dio ci ha comandato di non mangiare e di non toccarlo, ché non abbiamo a morirne" .
Ma il demonio assicurò Eva con queste parole: "No davvero, che non morirete. Dio però sa che in qualunque giorno ne mangerete, vi s'apriranno gli occhi e sarete come dèi, sapendo il bene ed il male". Ella guardò il frutto con avida curiosità, vide che era bellissimo, stoltamente credette alle parole del demonio, s'avvicinò all'albero e con leggerezza colse il frutto proibito, che poi presentò ad Adamo. Ne mangiarono insieme. I loro occhi s'aprirono e conobbero d'aver peccato! Il primo peccato dell'umanità, che si chiama peccato originale, fu dunque un peccato d'orgoglio e di disubbidienza. I nostri progenitori infatti presuntuosamente avevano creduto di poter diventare come Dio, ed avevano disubbidito al comando divino. L’uomo è simile a Dio soprattutto per le capacità che possiede in quanto persona. Riflette Dio nella sua intelligenza, nella sua attitudine verso il bene e verso il male, nella sua libertà e nel suo destino immortale. Nella sua intelligenza l'uomo è immagine di Dio. Con le sue arti e le sue doti tecniche l'uomo ha trasformato mirabilmente il mondo materiale, creato da Dio e affidato a lui come a padrone (cf Gn 1,26). Ma l'uomo deve stimare di più lo spirito di saggezza che non la tecnologia. In realtà, quanto più aumenta il suo potere tecnico tanto più ha bisogno di saggezza. Questa presuppone la capacità di afferrare il senso delle cose e di capire che cosa ha veramente valore. Dio ha creato gli uomini capaci di porsi dei problemi, di filosofare e di raccogliere importanti intuizioni sulla creazione e sulle sue finalità. Tuttavia, è principalmente tramite la Rivelazione che Dio illumina le intelligenze umane con la saggezza necessaria per modellare sapientemente il mondo. Anche la coscienza rende l'uomo simile a Dio.
All’opposto di altri esseri viventi, l'uomo ha una costante preoccupazione per ciò che è veramente buono e cattivo, anche se sovente non è stabile in questa preoccupazione. "L'uomo ha in realtà una legge scritta da Dio dentro il suo cuore". Anche la libertà rende l'uomo simile a Dio, che è sommamente libero. Gli uomini non sono guidati unicamente da forze cieche o da istinti. Essi sono responsabili e liberi. "Se vuoi, tu puoi osservare i comandamenti; agire con fedeltà dipenderà dalla tua propria decisione" (Sir 15,15).
Anche nella sua condizione decaduta, l'uomo conserva la libertà di fare le sue proprie scelte, la libertà di agire o di non agire, di fare questo o quest'altro. La libertà umana non è cosi piena e perfetta come quella di Dio. La pressione delle circostanze può limitare parecchio la libertà e la responsabilità di una persona. Tuttavia, finché una persona ha la facoltà di vivere in una forma autenticamente umana, conserva un certo ambito di questa libertà.
Creando l'uomo, Dio gli concesse ancora un'altra libertà, quella che fu restituita a noi da Cristo. È la libertà di vivere nell'amicizia di Dio, di compiere, con l'aiuto della grazia, le buone opere che il nostro cuore desidera, e di soddisfare le aspirazioni radicate da Dio nei nostri cuori. Nessun altro essere vivente fatto di materia, se si esclude l'uomo, ha una conoscenza personale di Dio, né è immortale. È chiaro che l'uomo è mortale. Gli uomini muoiono. Ma essi non muoiono completamente. "È stabilito che gli uomini muoiano una sola volta, e poi viene il giudizio" (Eb 9,27). Ciò che noi chiamiamo morte non è una cessazione completa dell'essere. È piuttosto un passaggio ad un altro stato di vita. "Ai tuoi fedeli, o Signore, la vita non è tolta, ma trasformata". Chi ama Cristo al momento della morte non trova la morte del tutto terribile. Morire per Cristo è "partire ed essere con Cristo" (Fil 1,23).
Tuttavia, la morte è un grande nemico che gli uomini naturalmente paventano e odiano. Nonostante che il suo principio spirituale sopravviva alla morte e possa essere con il Signore, tuttavia non è cosa buona per l'uomo abbandonare questa carne che è parte di se stesso. L'immortalità dell'uomo non è solo quella dell'anima, ma anche quella del corpo nella vita eterna, nella risurrezione, quando "la morte sarà stata assorbita nella vittoria" (1Cor 15,54). Ogni uomo è simile a Dio in quanto è destinato a vivere per sempre. Ecco perché qualsiasi persona deve essere trattata con sommo rispetto, sia essa giovane o vecchia, sia essa utile o inutile, secondo l'ottica delle possibilità terrene.
In molti scritti di pastorale e di spiritualità cattolica è spesso usata l'espressione "salvare la propria anima" (cf Mt 16,26). Nelle lettere di San Paolo la "carne" si oppone sovente allo "spirito". Non dobbiamo vivere "alla maniera della carne", ma secondo lo spirito (cf Rm 8,13).
Il termine "carne" è usato nella Sacra Scrittura in significati diversi. A volte se ne parla come di un principio al quale bisogna opporsi. In questo caso, come in tanti altri, si tratta di qualcosa di più della realtà fisica dell'uomo. Si tratta dell'uomo così come lo conosciamo, dell'uomo nella sua condizione di peccatore, non ancora compiuta in lui l'opera della redenzione. In altri passi scritturistici, "carne" equivale semplicemente a "uomo". Così, il Verbo di Dio "si è fatto carne" (Gv 1,14), cioè è divenuto un uomo con un corpo umano e un'anima umana.
"Salvare la propria anima" ha il significato di salvare completamente se stesso, salvare tutto il proprio essere per la vita eterna. Preoccuparsi della propria anima non significa affatto curare qualche parte interiore di se stesso, ma piuttosto badare a tutto il proprio essere alimentando l'amore di Iddio e del prossimo, e corrispondendo alle grazie che rendono capaci di avere quell'amicizia con Dio, che fiorisce nella vita eterna. Uno raggiunge la piena salvezza solo quando il corpo e l'anima insieme sono uniti nella gioia della risurrezione, quando la famiglia di Dio gioisce alla Sua presenza nella vita eterna.

(Tratto dalla rivista mensile “Papa Giovani” – Sacerdoti del Sacro Cuore (Dehoniani)

Pregate per questi figli, in modo che riconoscano in tempo la via corretta, la luce di Dio, che arde anche nei loro cuori!



Signore accendi la Tua luce in queste anime, così che anche loro trovino dall'oscurità la via verso di Te.
Signore, ama questi figli in modo particolare, perché è il Tuo amore che li risveglierà, è la Tua amorevole cura che renderà loro possibile fidarsi ed è la Tua onnipotenza, che li stupirà e permetterà loro di trovarTi.
Aiuta i Tuoi figli di questa terra, quelli smarriti e quelli alla ricerca a trovare e a regalare al Tuo Figlio il loro SÌ, in modo che ottengano l'ingresso nel Suo Nuovo Regno.
Grazie, caro Padre. Io ti amo, io ti voglio servire e regalarTi per sempre la Mia fedeltà.
Amen.

La mano tonante di Mio Padre farà giustizia!



Gesù

Godete gli ultimi giorni che vi restano, perché presto tutto sarà diverso. Molta sofferenza, che farà scorrere tante lacrime, travolgerà la vostra meravigliosa terra che alcuni pochi cominciarono a distruggere per avidità, brama, sete di potere e di controllo.

Ci sono sempre stati questi tremendi egocentrici ed egoisti, e ora hanno “conquistato” la vostra terra e hanno diffuso in tutto il mondo, la loro “malattia”. Sempre più figli di Dio sono stati corrotti “dalla malattia del peccato” e ora siamo arrivati al punto che voi sarete dominati dalla bestia.

La vostra meravigliosa terra ora finisce, perché la mano tonante di Mio Padre farà giustizia, ciò vuol dire che EGLI salverà attraverso di Me, il vostro Santo Gesù, quei figli che si dimostrano fedeli a LUI, ma quelli che imperversano sulla vostra terra contro i Nostri tanto amati figli, saranno puniti.

Chi non si converte in tempo e abbandona il peccato, avrà un brutto risveglio; invece chi si è dimostrato buono e fedele al Signore, riceverà in dono il Nuovo Regno.

Entrate con Me nel Nuovo Paradiso e vivete finalmente come figli di Dio, felici e liberi perché vi sarà regalata la pace, sarete liberati dalle vostre preoccupazioni e vivrete felici e perfettamente soddisfatti al Mio fianco.

Quelli di voi invece, che non Mi regalano il loro SÌ: Siate avvertite, voi smarrite e infelici anime perché state costruendo il vostro futuro sulla sabbia! Tutto vi sarà preso e non proverete mai più gioia e felicità. Sarete infelici per l'eternità, condurrete la vostra esistenza tristi e sofferenti, perché la vostra anima, che è immortale, soffrirà per tutta l'eternità e sarà torturata, tormentata e bruciata.

Cambia strada quindi, vieni a Me, in modo che Io posso portare anche te nella nuova Gerusalemme. Non appena sei con Me, ti tengo nelle Mie braccia e finalmente puoi essere realmente te stesso senza maschera. Credi, figlio Mio, perché Io ti amo. Così sarà, abbi fiducia in Me.

Amen.

Il vostro Gesù che tanto vi ama.