lunedì 10 novembre 2025
La guerra Europea e le Profezie
domenica 9 novembre 2025
Il linguaggio della natura - Creazione e Creatore
Siamo solo ospiti sulla Terra
Lasciate parlare a voi la natura, quali indescrivibili Opere di Miracoli vi presenta e vi rivela costantemente il Mio Amore e la Mia Onnipotenza. Ascoltate e contemplate. Orientate i vostri sguardi su ogni creatura e riconoscete in ciò la Mia Volontà di formare e la Mia Forza e riconoscete Me Stesso in tutte le Mie Opere di Creazione. Vedete, quanto incomparabilmente affascinanti e come molteplici sono queste Creazioni e quanto ognuna adempie in modo sensato la sua destinazione e quale scopo abbia ogni Opera di Creazione per il mantenimento dell’Intera Creazione. Lasciate parlare a voi Me Stesso attraverso la natura, ed ascoltate la Mia Voce, allora riconoscerete la Mia Onnipotenza, Amore e Sapienza e vi piegherete dinanzi a questi, allora saprete che siete la più meravigliosa Opera di Creazione sulla Terra che è proceduta dalla Mia Mano, e riconoscerete quanto infinitamente sono interessato a voi, che rimaniate anche in Me, perché ogni Opera di Creazione è sorta soltanto per voi, è soltanto un gradino antecedente sul quale vi siete sviluppati a ciò che siete ora, in Creazioni libere, autonome, che possono diventare ancora infinitamente di più che quello che sono ora. Osservate la natura e vedete il suo cammino del divenire, la sua salita che si può riconoscere in tutte le Creazioni della natura. L’essere più minuscolo è la Mia Opera, il filo d’erba più minuscolo è il Mio Pensiero che è diventato forma. Ed ogni creatura obbedisce alla Mia Volontà, esegue ciò che le ho posto come compito, serve di nuovo l’uomo assicurandone la sua sussistenza. Nulla è senza scopo e meta, nulla avviene senza la Mia Volontà, tutto ha per motivazione la Mia Sapienza ed il Mio Amore. E se non vi è evidente la Mia Sapienza ed il Mio Amore, perché non sapete nulla del collegamento che tutte le Opere di Creazione hanno tra loro, allora riconoscete il Mio Amore che si manifesta sempre di nuovo nei Miracoli della natura. Vedete, come intorno a voi tutto verdeggia e fiorisce, come matura e porta frutti, vedete come si svolge sempre di nuovo lo stesso processo, per voi, per assicurare a voi uomini la vita e per mantenere tutto ciò che vive sulla Terra. Ho fatto sorgere innumerevoli Creazioni nelle dimensioni più differenti, nelle più diverse forme e destinazioni, e se aprite i vostri occhi ed orecchie, non vi sfugge nulla ed il Mio ultragrande Amore e Sapienza vi devono essere evidenti. Perché Io dò affinché voi possiate ricevere, Io creo affinché voi ne traiate l’utilità, Io conservo ed assisto la Creazione, affinché il vostro cuore possa gioirne e riconosciate Me, il Quale Sono dall’Eternità e del Cui Essere voi dubitate, la Cui Volontà ed Essere volete escludere e le Cui Opere considerate come sorte da sé stesse. Voi passate oltre a tutti i Miracoli della Creazione e non comprendete il linguaggio della natura, vedete la Creazione, ma non il Creatore in lei, vedete bensì l’effetto ma non la Causa, la Volontà che è alla base di ogni Creazione. Credete di essere pieni di sapienza da poter sondare il sorgere di tutte le cose, ma il vostro sapere è un’opera frammentaria, finché non riconoscete Me come Fondamento UR della Creazione. Io vi vengo vicino in ogni Creazione della natura, è il deflusso di Me Stesso, è un Pensiero che è diventato forma secondo la Mia Volontà; ogni Creazione della natura è una dimostrazione che Io Sono, perché senza di Me nulla esisterebbe, perché soltanto la Mia Volontà ha chiamato in Vita ciò che vedete e di ciò che vi circonda. E nulla può essere o divenire senza la Mia Volontà, nulla può sussistere, se la Mia Volontà e la Mia Sapienza non ne dà il suo Assenso. La Mia Volontà, il Mio Amore, la Mia Sapienza e la Mia Forza però devono anche insegnarvi a credere in un Essere, devono farvi riconoscere che Quelle appartengono ad un Essere, il Quale quindi vuole anche parlarvi mediante i Miracoli della natura, il Quale vorrebbe essere intimamente unito con voi che ne siete il motivo, come anche le Sue Opere di Creazione, per il sorgere dell’intera Creazione. Io voglio che diventiate sapienti, dovete però ascoltare il linguaggio della Creazione, la Voce che si manifesta a voi nella natura, dovete tenere con Me il dialogo, con il Creatore Essenziale di tutte le cose, ed Io vi darò la Risposta alle vostre domande, secondo la vostra volontà vi darò secondo la Verità, appena riconoscete Me come il Donatore della Verità. Io vi sono vicino in ogni tempo, appena desiderate di appartenere a Me, appena inviate un pensiero su a Me E perciò Mi troverete ovunque vi troviate, ma ancora prima Mi troverete nella solitudine, dove tutto ammonisce al Creatore, il Quale ha fatto sorgere il Cielo e la Terra tramite la Sua Volontà, perché il Suo Amore Lo determina di dare una possibilità all’essenziale che si era una volta separato da Lui, di venirGli di nuovo vicino. Ed il sapere su questo deve giungere a voi uomini, voi stessi dovete desiderare il sapere e perciò dovete ascoltare la Voce della Creazione, perché attraverso questa Io parlo a voi che Mi volete ascoltare.
Amen
1. agosto 1943
- L’Anticristo, per superbia di un’ora, diverrà il maledetto e l’oscuro dopo essere stato un astro del mio esercito.
Dice Gesù: «Se si osservasse per bene quanto da qualche tempo avviene, e specie dagli inizi di questo secolo che precede il secondo mille, si dovrebbe pensare che i sette sigilli sono stati aperti. Mai come ora Io mi sono agitato per tornare fra voi con la mia Parola a radunare le schiere dei miei eletti per partire con essi e coi miei angeli a dare battaglia alle forze occulte che lavorano per scavare all’umanità le porte dell’abisso. Guerra, fame, pestilenze, strumenti di omicidio bellico - che sono più che le bestie feroci menzionate dal Prediletto - terremoti, segni nel cielo, eruzioni dalle viscere del suolo e chiamate miracolose a vie mistiche di piccole anime mosse dall’Amore, persecuzioni contro i miei seguaci, altezze d’anime e bassezze di corpi, nulla manca dei segni per cui può parervi prossimo il momento della mia Ira e della mia Giustizia.
Nell’orrore che provate, esclamate: “Il tempo è giunto; più tremendo di così non può divenire!” E chiamate a gran voce la fine che vi liberi. La chiamano i colpevoli, irridendo e maledicendo come sempre; la chiamano i buoni che non possono più oltre vedere il Male trionfare sul Bene.
Pace, miei eletti! Ancora un poco e poi verrò. La somma di sacrificio necessaria a giustificare la creazione dell’uomo e il Sacrificio del Figlio di Dio non è ancora compiuta. Ancora non è terminato lo schieramento delle mie coorti e gli angeli del Segno non hanno ancora posto il sigillo glorioso su tutte le fronti di coloro che hanno meritato d’essere eletti alla gloria.
L’obbrobrio della terra è tale che il suo fumo, di poco dissimile a quello che scaturisce dalla dimora di Satana, sale sino ai piedi del trono di Dio con sacrilego impeto. Prima della apparizione della mia Gloria occorre che oriente ed occidente siano purificati per essere degni dell’apparire del mio Volto.
Incenso che purifica e olio che consacra il grande, sconfinato altare dove l’ultima Messa sarà celebrata da Me, Pontefice eterno, servito all’altare da tutti i santi che cielo e terra avranno in quell’ora, sono le preghiere e i patimenti dei miei santi, dei diletti al mio Cuore, dei già segnati del mio Segno: della Croce benedetta, prima che gli angeli del Segno li abbiano contrassegnati.
È sulla terra che il segno si incide ed è la vostra volontà che lo incide. Poi gli angeli lo empiono di un oro incandescente che non si cancella e che fa splendere come sole la vostra fronte nel mio Paradiso.
Grande è l’orrore di ora, diletti miei; ma quanto, quanto, quanto ha ancora da aumentare per essere l’Orrore dei tempi ultimi! E se veramente pare che assenzio si sia mescolato al pane, al vino, al sonno dell’uomo, molto, molto, molto altro assenzio deve ancora gocciare nelle vostre acque, sulle vostre tavole, sui vostri giacigli prima che abbiate raggiunto l’amarezza totale che sarà la compagna degli ultimi giorni di questa razza creata dall’Amore, salvata dall’Amore e che si è venduta all’Odio.
Che se Caino andò ramingando per la terra per avere ucciso un sangue, innocente, ma sempre sangue inquinato dalla colpa d’origine, e non trovò chi lo levasse dal tormento del ricordo perché il segno di Dio era su lui per suo castigo - e generò nell’amarezza e nell’amarezza visse e vide vivere e nell’amarezza morì - che non deve soffrire la razza dell’uomo che uccise di fatto e uccide, col desiderio, il Sangue innocentissimo che lo ha salvato?
Dunque pensate pure che questi sono i prodromi, ma non è ancora l’ora.
Vi sono i precursori di colui che ho detto potersi chiamare: "Negazione", “Male fatto carne”, “Orrore”, “Sacrilegio”, “Figlio di Satana”, “Vendetta”, “Distruzione”, e potrei continuare a dargli nomi di chiara e paurosa indicazione. Ma egli non vi è ancora.
Sarà persona molto in alto, in alto come un astro. Non un astro umano che brilli in un cielo umano. Ma un astro di una sfera soprannaturale, il quale, cedendo alla lusinga del Nemico, conoscerà la superbia dopo l’umiltà, l’ateismo dopo la fede, la lussuria dopo la castità, la fame dell’oro dopo l’evangelica povertà, la sete degli onori dopo il nascondimento.
Meno pauroso il vedere piombare una stella dal firmamento che non vedere precipitare nelle spire di Satana questa creatura già eletta, la quale del suo padre di elezione copierà il peccato. Lucifero, per superbia, divenne il Maledetto e l’oscuro. L’Anticristo, per superbia di un’ora, diverrà il maledetto e l’oscuro dopo essere stato un astro del mio esercito.
A premio della sua abiura, che scrollerà i cieli sotto un brivido di orrore e farà tremare le colonne della mia Chiesa nello sgomento che susciterà il suo precipitare, otterrà l’aiuto completo di Satana, il quale darà ad esso le chiavi del pozzo dell’abisso perché lo apra. Ma lo spalanchi del tutto perché ne escano gli strumenti di orrore che nei millenni Satana ha fabbricato per portare gli uomini alla totale disperazione, di modo che da loro stessi invochino Satana Re, e corrano al seguito dell’Anticristo, l’unico che potrà spalancare le porte d’abisso per farne uscire il Re dell’abisso, così come il Cristo ha aperto le porte dei Cieli per farne uscire la grazia e il perdono, che fanno degli uomini dei simili a Dio e re di un Regno eterno in cui il Re dei re sono lo.
Come il Padre ha dato a Me ogni potere, così Satana darà ad esso ogni potere, e specie ogni potere di seduzione, per trascinare al suo seguito i deboli e i corrosi dalle febbri delle ambizioni come lo è esso, loro capo. Ma nella sua sfrenata ambizione troverà ancora troppo scarsi gli aiuti soprannaturali di Satana e cercherà altri aiuti nei nemici del Cristo, i quali, armati di armi sempre più micidiali, quali la loro libidine verso il Male li poteva indurre a creare per seminare disperazione nelle folle, lo aiuteranno sinché Dio non dirà il suo “Basta” e li incenerirà col fulgore del suo aspetto.46
Molto, troppo - e non per sete buona e per onesto desiderio di porre riparo al male incalzante, ma sibbene soltanto per curiosità inutile - molto, troppo si è arzigogolato, nei secoli, su quanto Giovanni dice nel capitolo 10 dell’Apocalisse. Ma sappi, Maria, che Io permetto si sappia quanto può essere utile sapere e velo quanto trovo utile che voi non sappiate.
Troppo deboli siete, poveri figli miei, per conoscere il nome d’onore dei “sette tuoni” apocalittici. Il mio angelo ha detto a Giovanni: “Sigilla quello che han detto i sette tuoni e non lo scrivere”. Io dico che ciò che è sigillato non è ancora ora che sia aperto e se Giovanni non lo ha scritto Io non lo dirò.
Del resto a voi non tocca gustare quell’orrore e perciò... Non vi resta che pregare per coloro che lo dovranno subire, perché la forza non naufraghi in essi e non passino a far parte della turba di coloro che sotto la sferza del flagello non conosceranno penitenza e bestemmieranno Iddio in luogo di chiamarlo in loro aiuto. Molti di questi sono già sulla terra e il loro seme sarà sette volte sette più demoniaco di essi.
Io, non il mio angelo, Io stesso giuro che quando sarà finito il tuono della settima tromba e compito l’orrore del settimo flagello47, senza che la razza di Adamo riconosca Cristo Re, Signore, Redentore e Dio, e invocata la sua Misericordia, il suo Nome nel quale è la salvezza, Io, per il mio Nome e per la mia Natura, giuro che fermerò l’attimo nell’eternità. Cesserà il tempo e comincerà il Giudizio. Il Giudizio che divide in eterno il Bene dal Male dopo millenni di convivenza sulla terra48 .
Il Bene tornerà alla sorgente da cui è venuto. Il Male precipiterà dove è già stato precipitato dal momento della ribellione di Lucifero e da dove è uscito per turbare la debolezza di Adamo nella seduzione del senso e dell’orgoglio.
Allora il mistero di Dio si compirà. Allora conoscerete Iddio. Tutti, tutti gli uomini della terra, da Adamo all’ultimo nato, radunati come granelli di rena sulla duna del lido eterno, vedranno Iddio Signore, Creatore, Giudice, Re.
Sì, lo vedrete questo Dio che avete amato, bestemmiato, seguito, schernito, benedetto, vilipeso, servito, sfuggito. Lo vedrete. Saprete allora quanto Egli meritava il vostro amore e quanto era meritevole il servirlo.
Oh! gioia di coloro che avranno consumato se stessi nell’amarlo e nell’ubbidirlo! Oh! terrore di coloro che sono stati i suoi Giuda, i suoi Caini, di coloro che hanno preferito seguire l’Antagonista e il Seduttore in luogo del Verbo umanato in cui è Redenzione; del Cristo: Via al Padre; di Gesù: Verità santissima; del Verbo: Vita vera.»
DA: I QUADERNI DEL 1943
Accanto a questo re scelto e provato, siate orgogliosi e degni di camminare al suo fianco.
4 novembre 2025
Frutto di un dialogo continuo tra me, Gesù e Maria, questo testo è stato messo da parte per essere diffuso su richiesta di Gesù Cristo, ora. Con la Sua benedizione e nella Sua Divina Volontà vi comunico questo testo.
Parola di Gesù Cristo:
«Questo privilegio gli appartiene. Gli è stato dato, lui lo ha accettato, lo ha rispettato e ha mantenuto la sua fedeltà nella perfezione e nell'obbedienza che io ho esigito da lui.
È re per nascita e rimarrà tale secondo il volere di Dio, Divino Sovrano, Unico ed Eterno.
Accanto a questo re scelto e provato, siate orgogliosi e degni di camminare al suo fianco. Prendete, come lui, la forza della dolcezza e dell'umiltà; il coraggio della Fede e dell'Amore, doni del Dio Vivente.
Questo figlio di discendenza reale, atteso dal suo popolo e protetto da Maria Immacolata Regina Universale, donerà il suo cuore fervente in misura pari ai privilegi ricevuti nella sua nobiltà e purezza.
Un popolo martire ha benedetto e consacrato la sua regalità. Esiliato e di rifugio in rifugio, ha saputo, con la sua rettitudine e la sua fede, resistere e opporsi alla maledizione che si voleva imporgli.
Dalla sua nascita regale si è abbassato, al servizio della verità e della speranza, senza perdere i suoi diritti, i suoi doveri e la sua nobiltà.
Un popolo fedele ha pregato, supplicato, implorato Gesù e Maria Immacolata di riportare questo re, cacciato lontano dai suoi, e di riportarlo là dove la storia dell'umanità deve riprendere il suo corso, purificata e salvata.
Figlio di Dio, piccolo re, il tuo popolo, nel suo amore incrollabile, ha saputo affidarti alla Sacra Famiglia, precursori e protettori, nella loro fuga in Egitto.
Questo popolo di una Nuova Francia, prostrato e fiducioso, chiede il ritorno del suo figlio re che non ha né dimenticato né abbandonato.
O popolo fedele, Gesù, Maria e Giuseppe riportano dall'esilio, «al momento opportuno dal Cielo», questo re che riconoscerete nel suo sguardo che tocca l'anima, nel suo sorriso che placa e nelle sue mani che portano guarigione. Con questo re comprenderete la parola fraternità che sono venuto a darvi in eredità e chiave d'accesso all'Eternità: «Amatevi gli uni gli altri come Io vi ho amati».
Preparatevi, figli miei, ho molto da chiedervi poiché ho molto da darvi.
Gesù Cristo»
Maria Caterina dell'Incarnazione Redentrice, umile servitrice della Divina Volontà dell'Onnipotente, Unico Dio.
Gesù con i pagani e con Abigail - Ven. Anne Catherine Emmerick
Secondo le visioni del
Ven. Anna Caterina Emmerick
LA VITA DI GESÙ CRISTO E DELLA SUA SANTISSIMA MADRE
(Dalla fine della prima Pasqua alla prigionia di San Giovanni Battista)
Gesù con i pagani e con Abigail
Mentre si celebravano queste feste, Gesù andò dove si trovavano i pagani. Abigail gli aveva chiesto con molta insistenza e gli stessi giudei, ai quali faceva molti favori, gli avevano chiesto di andare a parlare con lei. L'ho visto, con alcuni dei suoi discepoli, attraversare la città dei giudei e dirigersi verso quella dei pagani, attraverso un parco, nel centro della città, che era il luogo di incontro di giudei e pagani quando si vedevano per questioni di commercio. Lì si era fermata Abigail con le sue cinque figlie, con il suo seguito e con molte altre giovani pagane. Abigail era una donna forte, di alta statura, di circa cinquanta anni, come Filippo. Aveva sul volto qualcosa di triste e ansioso; desiderava salute e insegnamento, ma non sapeva cosa fare; si trovava avvolta in impegni ed era sorvegliata dagli spioni di Filippo. Si gettò ai piedi di Gesù, che la sollevò; poi la istruì insieme a tutte le presenti, mentre andava e veniva da un lato all'altro. Parlò del compimento delle profezie, della chiamata dei pagani e del battesimo. Da tutti i luoghi dove era stato Gesù, gruppi di persone andavano a Ainón e venivano battezzati dai discepoli che Gesù aveva lasciato lì: c'erano tra loro giudei e pagani, che chiedevano di essere battezzati. Andrea, Giacomo il Minore, Giovanni e i discepoli del Battista battezzavano lì. Dal luogo dove era stato arrestato il Battista andavano e venivano messaggi.
Gesù ricevette da Abigail le abituali dimostrazioni di riverenza. Aveva disposto servitori giudei che gli lavarono i piedi e gli diedero il benvenuto. Le chiese umilmente perdono per aver desiderato conversare con lui, poiché da tempo anelava alla salute e al suo insegnamento, e gli chiedeva anche di partecipare a una festa che aveva preparato. Gesù si mostrò estremamente buono verso tutti e verso di lei in particolare. Le parole di Gesù, come il suo sguardo, la commossero profondamente. L'insegnamento dato ai pagani durò fino al pomeriggio. Gesù accettò l'invito di Abigail e si diresse verso la parte orientale della città, non lontano dal tempio dei pagani, luogo di molti bagni, dove era stata organizzata una festa. Anche i pagani celebravano il novilunio con speciale solennità. Prima di arrivare Gesù, il cammino portava alla strada divisoria di giudei e pagani. Lì vide molti malati distesi su letti di legno, nelle case aperte nei muri: erano pagani e giacevano tra paglia e fango. I pagani avevano qui molti poveri. Per il momento non guarì nessuno. In quel luogo di svago dei pagani, Gesù insegnò a lungo ai pagani, in parte camminando e in parte durante il pasto. Parlò in parabole degli uccelli, per mostrare i loro lavori inutili e infruttuosi; parlò delle ragnatele che si disfacevano senza profitto, della sollecitudine delle formiche e delle vespe; e contrappose il lavoro ordinato e fruttuoso delle api. Il pasto al quale partecipò Abigail, distesa come le altre a tavola, fu di beneficio per i poveri, perché Gesù ordinò che fosse distribuito tra loro. C'erano anche grandi feste nel tempio dei pagani, che era piuttosto imponente e aveva cinque parti aperte, con gallerie di colonne, da cui si poteva vedere. Al centro c'era una cupola alta. C'erano idoli in varie gallerie. Il principale di questi idoli si chiamava Dagon: aveva sopra forma di uomo e finiva come un pesce. Altri idoli avevano figure di animali; ma nessuna di forme belle, come le statue greche e romane. Ho visto fanciulle che ponevano corone e ghirlande sugli idoli, mentre cantavano e danzavano, e sacerdoti che offrivano incenso su un tripode. Nella cupola del tempio c'era una meravigliosa rappresentazione della notte in movimento. Si muoveva una sfera luminosa circondata da stelle intorno al soffitto e si poteva vedere da fuori e da dentro. Sembrava rappresentare il movimento delle stelle, o la luna nuova, o il corso del nuovo anno. La sfera brillante si muoveva lentamente e quando arrivava dall'altra parte, cessavano i canti da questo lato e iniziavano dall'altro dove arrivava la luna. Non lontano da dove Gesù aveva partecipato al pasto, c'era un luogo di svago dove ho visto giocare le fanciulle: erano legate, le gambe con legacci e portavano archi con frecce e piccole lance decorate con fiori; correvano in uno spazio adornato con fiori e altri artifici; tiravano frecce e scagliavano le lance contro uccelli legati e contro vari animali, come capre e piccoli asini legati al palco davanti al quale correvano. C'era lì, vicino al luogo della festa, un idolo spaventoso con le fauci aperte, come una bestia, e nel resto simile a un uomo con le mani messe davanti; era vuoto e sotto ardeva fuoco. Gli animali che riuscivano a uccidere li mettevano nelle sue fauci e si bruciavano lì, cadendo i resti sotto.
Gli animali che non venivano raggiunti erano considerati sacri e separati dagli altri: i peccati degli abitanti venivano caricati su di loro tramite i sacerdoti e poi venivano mandati nel deserto. Era qualcosa di simile a ciò che praticavano gli ebrei con il capro espiatorio. Se non ci fosse stato lì il sofferenza degli animali e quel rito spaventoso, mi sarebbe piaciuta moltissimo la leggerezza e l'abilità di quelle ragazze nel correre e nel tirare. La festa durò fino al pomeriggio, e quando apparve la luna, gli animali furono sacrificati.
Di notte, tutto il tempio pagano e il castello di Abigail erano pieni di torce luminose. Gesù insegnò dopo cena e molti pagani si convertirono, andando poi al battesimo a Ainon. Di notte, Gesù salì, alla luce delle torce, fino al castello di Abigail e parlò con lei nel vestibolo del suo palazzo, sotto le colonne. C'erano lì alcuni servitori di Filippo. La donna si trovava così contrariata in tutto, perché era spiata, e fece capire a Gesù il suo tormento con uno sguardo rivolto agli uomini che la osservavano. Gesù conosceva tutto il suo interno e anche la banda che la sorvegliava; provava compassione per lei. Lei chiese se potesse riconciliarsi con Dio. Un punto la affliggeva sempre: il suo precedente adulterio e la morte prematura del marito. Gesù la consolò e le disse che i suoi peccati le erano perdonati; che continuasse a fare opere buone, perseverando e pregando. Lei era della razza dei gebusei, pagani che avevano l'abitudine di abbandonare le loro creature difettose e lasciarle perire, e molte superstizioni riguardo ai segni osservati alla nascita dei bambini.
In tutti i luoghi dove arrivava Gesù, si vedevano preparativi per la festa dei Tabernacoli: si trafficavano artefatti di paglia e si facevano tende leggere da campeggio e capanne di rami e foglie a Betharamphta e sui tetti delle case. Le fanciulle erano impegnate a selezionare fiori e piante e a metterli in acqua o nei sotterranei e nei luoghi freschi per conservarli freschi. Poiché ci sono diversi giorni di digiuno prima di questa festa, si stanno già facendo preparativi per i pasti di allora e per i molti invitati. Le provviste sono distribuite tra vari incaricati e si pagano i poveri che aiutano, e alla fine delle feste viene loro offerto un pasto e sono ricompensati per il loro lavoro. Non si vedono in questi luoghi pubblici case per comprare o vendere merci. A Gerusalemme, oltre ai luoghi del tempio, ci sono posti appropriati con negozi e magazzini; nelle altre città, al massimo, c'è vicino alla porta un negozio dove vendono coperte, specialmente dove passano le carovane; non si vedono persone sedute nelle locande a bere insieme: al massimo si vede qualche uomo vicino a un negozio, all'ingresso della città, con un vaso di vino o un'altra bevanda. Passa un viaggiatore, prende qualche bevanda e prosegue il suo cammino. Raro sarà che si fermi lì seduto a bere: per questa ragione non si vede mai un ubriaco per strada. Ci sono persone che vendono acqua: portano contenitori di pelle posti su un palo, che appoggiano sulla schiena, da entrambi i lati. Gli utensili da cucina e da lavoro in ferro ognuno li va a comprare lì dove vengono fabbricati; viaggiano su asini. Il giorno dopo, Gesù passò tra il muro divisorio degli ebrei e dei pagani e guarì tutti i poveri infermi pagani che giacevano nelle caverne e nelle miserabili tane, a cui i discepoli distribuivano elemosine. Più tardi, Gesù insegnò, come modo di congedo, nella sinagoga. Poiché in questa festa si commemora anche il sacrificio di Isacco, Gesù parlò del vero Isacco e del suo sacrificio; ma loro non lo capirono. In tutti questi luoghi parla chiaramente del Messia, ma non esprime mai chiaramente che Egli è quel Messia atteso.
Da questo potete distinguere Mio Figlio dall'anticristo!
4 settembre 2025
Covadonga
Il vostro tempo sulla terra, amati figli, è ormai contato e beato chi prende sul serio la Nostra Parola e si è preparato; poiché ciò che ora accade, avverrà velocemente e non avrete più tempo per riflettere perché i progetti del maligno e di suo figlio sono stati sapientemente e abilmente elaborati e pianificati e lui, il principe delle tenebre, sa benissimo che non siete in grado di pensare quando vi accadono troppe cose una dopo l'altra, non resistete e proprio allora vi attacca e rapidamente attua i suoi piani per vincervi(!) per mettervi alle strette! per farvi cedere e rendervi incapaci di pensare e di agire(!) per poi potervi ingannare e catturare(!) con l'unico scopo di sottomettervi, di farvi soffrire, torturarvi e infine di farvi deviare dalla via per la gloria eterna, per allontanarvi da Mio Figlio, il vostro Gesù, con distrazioni e inganni e poi colpire(!) e rubare la vostra anima(!) in modo che soffriate per l'eternità(!) senza speranza di Salvezza e lontani dal Padre Celeste, vostro benevolo e amorevole Creatore che tanto vi ama, solo per potersi sentire soddisfatto di una soddisfazione che non gli basterà mai. Vi torturerà per l’eternità, per compiacersi della sofferenza e pena a voi imposta, per godere dei vostri indescrivibili dolori, da lui sempre nuovamente inflitti. Dovrete subire per sempre questo dolore dell'anima: il suo lacerarsi, agonizzare e patire, perché non vi siete preparati per il Signore, Gesù Cristo, perché siete rimasti tiepidi, ostinati, pigri e nella vostra zona di comfort e non avete voluto Gesù, ma allora sarà troppo tardi!
Sfruttate questi ultimi giorni di preparazione in modo che possiate essere elevati, da Mio Figlio, che vi attende tutti con amore misericordioso e il cui Ritorno è così vicino!
Non fatevi ingannare dagli ultimi arrivati!
Gesù non dimorerà una seconda volta tra voi! Sappiatelo!
Da questo, amati figli, potete distinguere Mio Figlio dall'anticristo; il quale, se non siete pronti, vi fuorvierà. Amen.
Io vi amo molto. Credete e confidate in Mio Figlio, Gesù Cristo, che vi ama moltissimo e vuole la Salvezza della vostra anima. Amen.
È ancora tempo di misericordia!
Attenti perché, quando sarà terminata vi colpirà la giustizia. Amen.
Con profondo amore.
La vostra Mamma di Covadonga, Madre di tutti i figli di Dio e Madre della Salvezza. Amen.
CUORE IMMACOLATO - Piena di grazia
Il CUORE DI MARIA
PRIMA PARTE
LA CONSACRAZIONE
CAPITOLO I
CUORE IMMACOLATO
Piena di grazia
Quando l'angelo Gabriele si presenta a Maria per annunciarle la parola di Dio, inizia con queste parole: "Ave, piena di grazia" (Lc. 1,28). Perché non la saluta con il nome di Maria, il nome che pronuncerà subito dopo, nel tentativo di calmare la turbamento della giovane? Non è certo senza motivo che invece del suo nome le dice: piena di grazia; per l'angelo, come per Dio, di cui è ambasciatore e interprete, il vero nome di Maria è questo, questa grazia di cui la sua anima è piena. Il nome ha solo lo scopo di distinguere una persona da un'altra, farla riconoscere. Ciò che distingue Maria tra tutte le creature è che ha ricevuto una grazia eccezionale, è detentrice della grazia per eccellenza. Il nome che ha esprime agli occhi di Dio la realtà della sua anima. Si può dire che "piena di grazia" rappresenta la definizione del suo cuore, e per cuore della Vergine si intende il fondo intimo della sua personalità. Certamente, già nel nome di Maria, si trovava inscritta come una oscura intenzione divina, una certa evocazione del suo destino. La giovane di Nazaret portava il nome della sorella di Aronne, di una profetessa che era stata in passato associata in modo particolare al maggiore avvenimento della storia di Israele: la liberazione del popolo "dal giogo egiziano". Questa Maria aveva accompagnato Mosè in occasione dell'uscita dall'Egitto ed era stata testimone dell'intervento miracoloso di Javé che salvò la nazione giudaica; celebrò questo beneficio divino cantando con tutto il popolo un canto di lode a Dio, un primo "Magnificat" (Es. 25-1). Il nome di Maria si adattava dunque in modo speciale a colei che doveva essere non solo la testimone, ma lo strumento della vera liberazione dell'umanità, e che avrebbe intonato a breve un canto definitivo per il Salvatore che portava in seno. Ma al posto di questo nome le cui risonanze sarebbero rimaste misteriose, Dio volle conferire alla Vergine un nome che esprimesse con maggiore chiarezza l'amore unico di cui era oggetto. La grandezza di una predilezione divina eccezionale si traduceva nell'appellativo di "piena di grazia". Dio voleva dire a Maria che l'aveva amata in modo unico, che l'aveva scelta per la sua bontà preveniente. L'angelo Gabriele la salutava come essendo colei il cui nome significava: la favorita di Dio, l'amata di Dio. Amata di Dio o piena di grazia: le due espressioni sono più o meno equivalenti. La seconda viene solo a sostenere e completare la prima, a indicarle le conseguenze. Secondo il testo greco dell'Annunciazione, la parola dell'angelo si traduce letteralmente: "rallegrati, tu che sei stata agraciata", con la differenza che questa infusione della grazia è completa, il che ci porta a riconoscere in essa una pienezza o una perfezione della grazia.
Ora, nei scritti del Nuovo Testamento, questo verbo: "ringraziare" si trova solo all'inizio della lettera agli Efesini, dove San Paolo parla "della grazia che Dio ci ha concesso nel benamato", cioè, nel suo Figlio unico (Ef. 1, 6). E questo linguaggio aiuta a comprendere la missione dell'angelo. Dio ha depositato la sua grazia in Cristo, affinché essa venga a noi; e ha voluto che questa grazia di Cristo ci giungesse per Maria. Così come Gesù è "quello che è stato amato" e che ha raccolto per noi la grazia divina, Maria è amata da Dio, colei che è stata provvista, piena di grazia. Amore e grazia sono paralleli: l'amore indica prima la fonte primaria, il sentimento divino che è ricaduto su Maria e si è fissato in lei in modo straordinario; la grazia designa il favore oggettivo di cui questo amore ha arricchito la persona della Vergine. La pienezza di grazia costituisce la testimonianza che Dio ha amato Maria al massimo, e mostra il magnifico risultato di questa predilezione divina.
In che cosa consiste precisamente questa grazia eccezionale? La formula di saluto "piena di grazia" è estremamente lusinghiera, ma in sé stessa è vaga e non fa riferimento a nessuna qualità speciale di Maria. Ora, l'angelo si è preso cura di dichiarare più chiaramente cosa intendesse per questa grazia, quando disse alla Vergine che ella aveva trovato grazia davanti a Dio ed era stata scelta per diventare la madre del Messia. Questa grazia unica era, quindi, quella della sua gloriosa maternità, e allo stesso tempo tutta la perfezione di cui Dio le aveva riempito l'anima affinché potesse raggiungere questa maternità, una santità senza ombra e senza macchia; perché non conveniva che ella ricevesse la sua missione materna per semplice deputazione esterna, ma per la maturazione di un lavoro intimo nel profondo di se stessa. Fin dal primo istante della vita di Maria, il dono della maternità divina aveva cominciato ad agire in lei per adattarla alla sua vocazione. Rivolgendosi a colei "che è stata gratificata", l'angelo mira a questa grazia totale di cui Dio ha formato il suo cuore nel passato e il cui sbocciare meraviglioso egli offre nel presente.
È rivelatore che Maria sia così distinta dall'amore di Dio, per grazia di Dio, e non per le sue proprie qualità o virtù. Potrebbe sembrarci più logico caratterizzare la personalità per le sue risorse spontanee e naturali, perché concepiamo il destino di qualcuno come uno sbocciare della sua personalità, un'applicazione delle sue risorse. E quando desideriamo esprimere ciò che costituisce il valore o il fascino, la bellezza o il segreto di un cuore, cerchiamo il sentimento umano che lo mette in evidenza e gli conferisce il suo attrattivo. Il cuore di Maria si definisce in modo ben diverso. Non si tratta di qualità o sentimenti umani, perché l'angelo non proclama l'eccellenza della virtù o del merito di Maria; non esalta ciò che ella ha realizzato o dato, ma ciò che ha ricevuto. Se Maria è privilegiata tra tutte le creature, è in ragione del favore divino, favore che per definizione è interamente gratuito, e quindi non può essere meritato da Maria. Il suo cuore ha come prima caratteristica non l'aver amato, ma l'esser stato amato, l'esser stato accumulato d'amore da Dio.
La formazione del cuore di Maria implica quindi un'operazione molto più fondamentale rispetto alla semplice educazione a livello umano: gli uomini possono solo contribuire all'educazione dei loro simili favorendo lo sviluppo di ciò che si trova in germe in essi; Dio procede in modo inverso: colloca all'inizio di questo sviluppo una forza divina. Doveva esserci una legge per il disabituarsi dei cuori, una legge paradossale, e cioè che la fonte della sua vita profonda sarà l'amore divino. E c'è una legge per tutti i cristiani, a sapere: essi possono esistere come tali ricevendo l'influsso vitale, non dalle loro risorse umane, ma dalla grazia divina. Maria è questa legge e il suo cuore è interamente prodotto dalla grazia divina.
È questa la ragione per cui non finiremo mai di penetrarne le profondità. Nel fondo del suo cuore c'è come un abisso infinito, l'abisso dell'amore divino, che ritrae incessantemente il suo limite apparente man mano che cerchiamo di raggiungerlo, e che, dopo averci causato innumerevoli meraviglie, ci offre ancora mille altri motivi di ammirazione. Tale fu l'abisso che l'angelo Gabriele contemplò estasiato nel momento dell'Annunciazione. La sua parola "piena di grazia", che potrebbe essere compresa nel senso di una bellezza superficiale, esprime una realtà abissale, la cui profondità l'angelo poteva contemplare perché aveva la visione di Dio.
JEA N GA LOT, S.J.
Affinché tutto sia corretto, dovrò farlo con la forza, affinché tutto funzioni.
Messaggio ricevuto da Maria de Jesus
27 ottobre 2025
(Maria di Gesù [Maria de Jesus], il nome che ho scelto e che amo tanto)
Mia cara figlia, scrivi, Io sono il tuo Dio, il tuo Salvatore. Sono venuto con il Mio Amore per darti un altro messaggio che viene dal Mio Sacro Cuore al tuo. Voglio darti tutto, mia cara figlia, perché non è facile affrontare ciò che stai vivendo, in questo mondo che è tutto confuso, un mondo che parla sempre e crea confusione per tutti. Voglio che tu sappia che presto sarai pronta a ricevere colui che sarà il tuo braccio destro [l'amico di Maria in Turchia]. Sarà un grande uomo per Me e per l'opera che sono venuto a compiere per salvare le Mie anime che stanno perdendo tante cose che ho dato loro. Ma ora il diavolo vuole portarle via, perché lui, il diavolo, vuole far scomparire tutto dalla Mia Chiesa Ricordante.
Questo mio figlio sarà il mio braccio destro, affinché tutti sappiano che darò tutto qui [a casa di Maria], e lui verrà ad aiutare a costruire tutto ciò che sono venuto a dare per la gloria e l'onore di Dio. Tutti dovranno ascoltarmi e obbedire a tutto ciò che sono venuto a dare a colui che vi sto dando qui, con questa figlia che si chiama Maria di Gesù [Maria de Jesus], il nome che ho scelto e che amo tanto. Voglio che vediate che vi ho dato tutto qui, affinché tutto sia corretto, per lavorare dal Mio Sacro Cuore. Questo mio figlio l'ho scelto in questi tempi finali, perché è stato scelto fin dalla sua nascita. Non peggiorate le cose, figli miei, sarebbe una perdita di tempo, perché sono venuto a dare tutto qui, ciò che mio Padre mi ha dato nella mia Chiesa.
Non voglio che i miei figli confondano le cose, togliendo ciò che faccio, perché voglio obbedienza e pace con tutti. Quello che stanno facendo con le cose che vengo a dare non è giusto. Affinché tutto sia corretto, dovrò farlo con la forza, affinché tutto funzioni. Pertanto, tutti sono chiamati all'obbedienza per ciò che faccio, e non a darmi istruzioni, perché Io sono il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.
Amen.
CIÒ CHE FANNO LE ANIME PER COLORO CHE LE AIUTANO.
CAPITOLO 6
CIÒ CHE FANNO LE ANIME PER COLORO CHE LE AIUTANO.
San Alfonso Maria de Liguori diceva che, sebbene le Sante Anime non possano più guadagnare meriti per se stesse, possono ottenere per noi grandi grazie. Non sono, formalmente parlando, intercessori come i Santi, ma attraverso la dolce Provvidenza di Dio, possono ottenere per noi favori straordinari e liberarci dai demoni, dalle malattie e dai pericoli di ogni genere.
È al di là di ogni dubbio, come abbiamo già detto, che ci restituiscono migliaia di volte ogni cosa che facciamo per loro.
I seguenti fatti, alcuni dei tanti che potremmo menzionare, sono sufficienti a dimostrare quanto siano potenti e generose amiche queste Anime.
Come una ragazza trovò sua madre
Una povera ragazza serva in Francia di nome Jeanne Marie ascoltò una volta un sermone sulle Sante Anime, che lasciò un'impressione indelebile nella sua mente. Fu profondamente commossa dal pensiero dell'intenso e incessante dolore che sopportavano le povere anime, e si orripilava nel vedere quanto fossero crudelmente dimenticate e messe da parte dai loro amici della Terra. Un'altra cosa che la colpì profondamente fu sentire che ci sono molte anime che sono così vicine alla loro liberazione, che una sola Messa sarebbe sufficiente per loro; ma che sono trattenute a lungo, fino a anni, solo perché questo ultimo e necessario suffragio è stato dimenticato o negato.
Con una fede semplice, Jeanne Marie decise che, a qualunque costo, avrebbe avuto una Messa per le Povere Anime ogni mese, specialmente per quelle più vicine al Cielo. Risparmiava un po', e a volte con difficoltà, ma non mancò mai alla sua promessa.
Una volta andò a Parigi con la sua padrona, e la ragazza si ammalò, per cui fu costretta a recarsi in ospedale. Sfortunatamente, la malattia si rivelò di lungo trattamento, e la sua padrona dovette tornare a casa, desiderando che la sua serva si riunisse presto con lei. Quando alla fine la povera serva poté lasciare l'ospedale, lì aveva lasciato tutti i suoi risparmi, così che le rimaneva in mano solo un franco.
Cosa fece? Dove andare? Improvvisamente, un pensiero attraversò la sua mente e si ricordò che non aveva offerto quel mese una Messa in favore delle Povere Anime. Ma aveva solo un franco! Appena le sarebbe bastato per mangiare. Poiché aveva fiducia che le Anime del Purgatorio l'avrebbero aiutata, andò in una Chiesa e chiese di parlare con un sacerdote, affinché offrisse una Messa in favore delle Anime del Purgatorio. Lui accettò, anche se mai immaginò che la modesta somma che la ragazza offrì fosse l'unico denaro che la povera ragazza possedeva.
Al termine del Santo Sacrificio, la nostra eroina lasciò la Chiesa. Una certa tristezza offuscò il suo volto, e si sentì completamente perplessa. Un giovane cavaliere, colpito dalla sua evidente delusione, le chiese se avesse qualche problema e se potesse aiutarla. Lei gli raccontò brevemente la sua storia e concluse dicendo quanto desiderasse lavorare.
In qualche modo si sentì consolata dal modo in cui il giovane la ascoltava, e riacquistò fiducia. "Sarà un piacere aiutarti," disse. "Conosco una dama che in questo momento sta cercando una serva. Vieni con me." E detto ciò, la guidò fino a una casa non molto lontana e le chiese di suonare il campanello, assicurandole che avrebbe trovato lavoro.
In risposta al tocco del campanello, la padrona di casa aprì lei stessa la porta e chiese a Jeanne Marie cosa volesse. "Madame," disse lei, "mi hanno detto che sta cercando una serva. Non ho lavoro e mi piacerebbe avere il posto."
La dama era perplessa e replicò: "Chi ti ha potuto dire che avevo bisogno di una serva? Solo un paio di minuti fa ho appena licenziato quella che avevo, ti sei incontrata con lei?"
"No, Madame. La persona che mi ha informato che lei aveva bisogno di una serva è stato un giovane cavaliere."
"Impossibile!" esclamò la signora, "Nessun giovane, in effetti nessuno, ha potuto sapere che avevo bisogno di una serva."
"Ma Madame," disse la ragazza, indicando un ritratto sulla parete, "quello è l'uomo che me lo ha detto."
"No, mia ragazza, quello è mio unico figlio, che è morto già da più di un anno."
"Morti o no," assicurò la ragazza, "è stato lui a portarmi qui, e mi ha anche guidato fino alla porta. Veda la cicatrice sulla fronte. Lo riconoscerei ovunque." Poi, le raccontò tutta la storia, con il suo ultimo franco, e di come lei ottenesse Messe per le Sante Anime, specialmente per quelle più vicine al Cielo.
Convinta alla fine della veridicità della storia di Jeanne Marie, la dama la ricevette a braccia aperte. "Vieni, ma non come la mia serva, bensì come la mia cara figlia. Tu hai mandato il mio carissimo figlio in Cielo. Non ho dubbi che sia stato lui a portarti da me."
Come un bambino povero divenne vescovo, cardinale e santo
San Pietro Damiani perse padre e madre appena nato. Uno dei suoi fratelli lo adottò, ma lo trattava con durezza, costringendolo a lavorare molto duramente e nutrendolo male e con poca roba.
Un giorno trovò una moneta d'argento, che rappresentava per lui una piccola fortuna. Un amico gli consigliò di usarla per sé stesso, poiché il proprietario non sarebbe potuto essere trovato.
Per Pietro era difficile decidere come spenderla, dato che aveva ogni tipo di necessità. Ma cambiando idea nella sua giovane mente, decise che la cosa migliore che potesse fare era chiedere una Messa per le Anime del Purgatorio, in particolare per le anime dei suoi cari genitori. A costo di un grande sacrificio, trasformò il suo pensiero in azioni e le Messe furono offerte.
Le anime del Purgatorio ricambiarono il suo sacrificio con generosità. Da quel giorno in poi notò un grande cambiamento nel suo destino.
Suo fratello maggiore lo chiamò a casa dove viveva, e, orripilato per il maltrattamento che subiva, lo portò a vivere con sé. Lo trattò come un proprio figlio, e lo educò e si prese cura di lui con il più puro affetto. Benedizione su benedizione, i più meravigliosi talenti di Pietro vennero alla luce, e fu rapidamente promosso al sacerdozio; qualche tempo dopo fu elevato alla dignità di Vescovo, e infine, Cardinale. Inoltre, molti miracoli attestano la sua santità, tanto che dopo la sua morte fu canonizzato e dichiarato Dottore della Chiesa.
Queste meravigliose grazie giunsero a lui dopo una Messa offerta per le Sante Anime.
Un'avventura negli Appennini
Un gruppo di sacerdoti fu convocato a Roma per trattare un affare di gravità. Erano portatori di documenti importanti, e una grande somma di denaro fu loro affidata per il Santo Padre. Attenti al fatto che gli Appennini, che dovevano attraversare, erano infestati da fuorilegge, scelsero una guida fidata. Non c'erano in quel tempo tunnel né treni per attraversare le montagne.
Si affidarono alla protezione delle Anime Benedette del Purgatorio e decisero di recitare il De Profundis ogni ora per esse.
Quando arrivarono nel cuore delle montagne, colui che andava più avanti di tutti diede l'allerta mentre incitava i cavalli a galoppare. Guardando intorno, i sacerdoti videro da entrambi i lati del sentiero bande di fuorilegge armati fino ai denti che puntavano loro contro.
Si trovarono in un'imboscata e erano completamente alla mercé dei delinquenti.
Dopo un'ora di avanzamento temerario, la guida si fermò e, guardando i sacerdoti, disse: "Non riesco a capire come siate scappati. Queste persone non perdonano mai nessuno."
I padri erano convinti che dovessero la loro sicurezza alle Sante Anime, come poi si confermò con un fatto che dissipò ogni dubbio.
Quando conclusero la loro missione a Roma, uno di loro fu destinato alla Città Eterna, come cappellano di una prigione. Non molto dopo, uno dei più feroci banditi in Italia fu catturato e condannato a morte per una lunga serie di omicidi e aspettava l'esecuzione nella sua cella.
Desideroso di guadagnarsi la sua fiducia, il cappellano gli raccontò le sue avventure, tra cui quelle degli Appennini. Il criminale manifestò grande interesse per la storia.
Quando il curato terminò il suo racconto, l'assassino esclamò: "Io ero il capo di quella banda! Eravamo certi che voi portaste denaro e eravamo decisi a uccidervi e saccheggiarvi. Ma una forza invisibile ci impedì di sparare, poiché volevamo farlo ma non potevamo."
Il cappellano poi raccontò al delinquenti come si fossero affidati alla protezione delle Anime del Purgatorio, e che attribuivano la loro liberazione alla loro protezione.
Il bandito non ebbe difficoltà a credere. Infatti, fece la sua conversione molto più facile. Morì con pentimento.
Come Pio IX si curò dalla sua cattiva memoria
Il venerabile pontefice Pio IX designò un Santo e Prudente religioso di nome Tomaso come Vescovo della Diocesi. Il sacerdote, allarmato dalla responsabilità che gli era stata affidata, iniziò a scusarsi con fervore.
Le sue proteste furono vane. Il Santo Padre conosceva i suoi meriti.
Sopraffatto dall'apprensione, il umile religioso richiese un'udienza con il Santo Padre e gli confessò di avere una cattiva memoria, il che risultava essere un grave impedimento nell'alto ufficio a lui assegnato.
Pio IX rispose con un sorriso: "La tua diocesi è molto piccola rispetto alla Chiesa Universale, che io porto sulle spalle. Le tue preoccupazioni sono leggere in confronto alle mie." Aggiunse: "Anch'io soffrivo di un grave difetto di memoria, ma promisi di dire una fervente preghiera quotidiana per le Anime Benedette, le quali, in cambio, hanno ottenuto per me una memoria eccellente. Dovresti fare lo stesso, stimato Padre, e avrai di che rallegrarti."
Più diamo, più riceviamo.
Un uomo d'affari a Boston si unì all'Associazione delle Sante Anime e donò una cospicua somma di denaro annuale per Messe e preghiere a favore di esse.
Il Direttore dell'Associazione rimase sorpreso dalla generosità del cavaliere, poiché sapeva che non era un uomo ricco. Un giorno gli chiese gentilmente se le elemosine che egli donava generosamente fossero completamente sue o se fossero raccolte che egli effettuava da altri.
L'uomo rispose: "Tutto ciò che do è la mia offerta personale. Non si allarmi. Non sono ricco, lei pensa che io dia più di quanto ho. Non è così; lontano dal perdere con la mia carità, le Anime Benedette vedono che guadagno considerevolmente più di quanto do; a loro non supera nessuno in generosità."
L'imprenditore di Colonia.
William Freyssen testimonia come suo figlio e sua moglie recuperarono la salute grazie alle Anime del Purgatorio. Un giorno gli fu commissionato di stampare un libretto sul Purgatorio. Quando svolgeva i compiti di correzione del testo, la sua attenzione fu catturata dai fatti narrati nel libro. Scoprì per la prima volta le meraviglie che le Sante Anime possono operare per i loro amici.
In quel periodo suo figlio cadde gravemente malato, e presto il suo stato divenne disperato. Ricordando ciò che aveva letto riguardo al potere delle Sante Anime, Freyssen fece la promessa solenne di stampare mille libretti a proprie spese, con la sua firma stampata. Andò in chiesa e, una volta dentro, fece un voto solenne. In quel momento una sensazione di pace e fiducia inondò la sua anima. Al suo ritorno a casa, suo figlio, che non poteva inghiottire neppure una goccia d'acqua, chiese qualcosa da mangiare. Il giorno dopo era fuori pericolo e presto, completamente guarito.
Contemporaneamente, Freyssen ordinò di stampare i libri del Purgatorio da distribuire, sapendo che il modo migliore per ottenere aiuto per le anime sofferenti era interessare molte persone sull'argomento. Nessuno che conosca la sofferenza di queste povere anime nega una preghiera per esse.
Il tempo passò, e una nuova tristezza si abbatté su questo imprenditore. Questa volta sua moglie amata si ammalò e, nonostante tutte le cure, andava sempre peggio. Perse l'uso della ragione e rimase quasi completamente paralizzata, tanto che i medici non le diedero molte speranze.
Il marito, ricordando tutto ciò che le Anime del Purgatorio avevano fatto per il suo piccolo figlio, corse di nuovo in chiesa e promise solennemente, come in passato, di stampare 200 dei libri del Purgatorio, all'inizio, come soccorso urgente per le Anime benedette. Impossibile da raccontare. L'aberrazione mentale di sua moglie cessò, e cominciò a muovere la lingua e gli arti. In breve tempo era perfettamente sana.
La cura del cancro.
Joana de Menezes ci racconterà della sua guarigione. Lei soffriva di un cancro alla gamba ed era immersa in un profondo dolore.
Ricordando ciò che aveva sentito riguardo al potere delle Anime del Purgatorio, decise di mettere tutta la sua fiducia in esse e offrire nove Messe per loro. Promise di pubblicare sul giornale la sua guarigione, se questa si fosse realizzata. Gradualmente il tumore e il cancro scomparvero.
Un'uscita da un assalto
Padre Luís Manaci, un zelante missionario, aveva grande devozione per le Anime del Purgatorio. Una volta si trovò a compiere un viaggio pericoloso, ma con molta fiducia chiese alle Anime Benedette di proteggerlo dai pericoli che avrebbe incontrato. Il suo cammino costeggiava una zona desertica, nota per essere infestata da pericolose bande. Mentre si trovava a pregare il Santo Rosario per le Anime, quale non fu la sua sorpresa nel trovarsi circondato da una custodia di spiriti benedetti. Presto scoprì il motivo. Era passato attraverso un'imboscata, ma le Sante Anime lo circondarono e lo coprirono, rendendolo invisibile ai miserabili che cercavano la sua vita. Lo accompagnarono finché non fu al sicuro e fuori pericolo.
Ritornare alla vita
Il Priore di Cirfontaines ci racconta la sua storia: "Un giovane della mia parrocchia si ammalò di febbre tifoide. I suoi genitori, sopraffatti dal dolore, mi chiesero di raccomandarlo alle preghiere dei membri dell'Associazione delle Sante Anime. Era un sabato. Il ragazzo era alle porte della morte. I dottori provarono tutte le risorse, tutti i rimedi. Fu tutto inutile. Non riuscivano a trovare nulla per migliorarlo. Io ero l'unico che aveva speranze. Sapevo del potere delle Sante Anime poiché avevo visto cosa potevano fare. La domenica pregai gli Associati delle Sante Anime affinché pregassero ferventemente per il nostro amico malato. Il lunedì il pericolo era passato. Il ragazzo era guarito."
LEGGILO E SVEGLIATI!
"Nella mia lunga vita", scrive un sacerdote, "ho visto molte manifestazioni di generosità da parte dei cattolici verso i poveri e i bisognosi, in conformità a quanto ci ha ordinato Nostro Signore. Ho anche notato che alcuni cattolici sono, naturalmente, molto generosi e buoni. Alcuni si prendono cura dei poveri, altri degli ammalati: lebbrosi, pazienti di cancro, disabili mentali, tutti hanno amici. Alcuni preferiscono aiutare i giovani, i cuori di altri preferiscono gli anziani."
"La cosa più strana di tutte è che non ho mai trovato né un uomo né una donna che si sia dedicato completamente, con tutto il cuore, alla più grande delle carità, per i più bisognosi, cioè per le sante Anime del Purgatorio. Dev'esserci qualcuno che lo fa, ma nella mia lunga e varia esperienza, non ne ho trovato nessuno."
E le parole di questo sacerdote sono pura verità. Facciamo appello a coloro che non si sono ancora dedicati a qualche forma particolare di carità, affinché si dedicassero con tutte le loro energie alle Anime Benedette. Facciano tutto ciò che possono personalmente e inducano altri a fare lo stesso.
Il modo migliore è praticare i consigli contenuti in questo libretto, e diffondere centinaia di copie, e fare centinaia di Anime amiche nel Purgatorio e poi in cielo.
Perché... chi può leggerlo e rifiutarsi di aiutarle?
PADRE O’ SULLIVAN
La Terra si apre, un turbine violento sta per spazzare via ogni cosa che non Mi appartiene!
Carbonia 06.11.2025
L’alba del nuovo giorno si avvicina, preparate i vostri cuori: vestirete abiti nuovi, cangianti!
Amati figli, Io, il Signore vostro Dio vi attendo a Me per ricolmarvi di Me. Sarete sapienti delle Cose di Dio ed eserciterete i Suoi doni perché sarete parte di Lui.
Sono finiti i tempi in cui l’uomo prendeva tutto con prepotenza a discapito dei propri fratelli.
Il giorno del Signore è giunto, apritevi porte antiche, il Re della gloria viene con potenza e splendore!
Eccomi, figli Miei, eccomi a voi, figli dell’Amore, eccomi tutto a voi. Apritemi il vostro cuore e celebratemi in esso, sono Io Colui che vi ha amati fino alla morte di croce.
Figli Miei, il Mio Calice è versato, il tempo della Mia misericordia viene a chiudersi, il Mio intervento metterà fine a questa generazione perversa che Mi combatte per favorire Satana.
Abbiate pietà di voi, o uomini ingrati, abbiate pietà di voi, perché in verità vi dico che il vostro calvario sarà atroce.
È il giorno del Signore che giunge in silenzio, l’uomo si troverà spiazzato, non saprà dove posare il capo.
La Terra si apre, un turbine violento sta per spazzare via ogni cosa che non Mi appartiene, …sarà presto, molto presto!!!
Convertiti, o uomo, fai presto perché su di te non discenda la morte eterna. Fuggi dalle grinfie di Satana, chiedimi perdono con cuore contrito, vieni a rifugiarti in Me, solo Io Sono!!!
Figli Miei, non tardate, la fitta nebbia già avvolge tutta la Terra. Il fuoco violento di un vulcano sarà disastroso.
Pregate e digiunate, rimanete saldi nella fede in Me, solo in Me avrete la salvezza.
Amati figli, convertitevi! Prostratevi ai piedi del Crocifisso, chiedete perdono dei vostri peccati e fate la comunione spirituale.
Un tuono assordante verrà dal cielo, per molti sarà pianto e stridore di denti. Pregate, pregate, pregate. Il Signore Dio vostro










