LIBRO DEL PROFETA DANIELE
Così i viventi sappiano che l’Altissimo domina sul regno degli uomini e che egli lo può dare a chi vuole e insediarvi anche il più piccolo degli uomini”.
È questa la parola conclusiva. Tutti i viventi devono sapere che è il Signore, l’Altissimo che domina su tutti i regni del mondo e la sua volontà è sovrana.
Così i viventi sappiano che l’Altissimo domina sul regno degli uomini e che egli lo può dare a chi vuole e insediarvi anche il più piccolo degli uomini”.
L’abbattimento dell’albero deve offrire ad ogni vivente la scienza, la sapienza, la conoscenza che la loro vita non è nelle loro mani. Mai potrà esserlo.
A questa prima scienza e conoscenza se ne deve aggiungere una seconda: tutti i regni della terra appartengono a Dio e Lui li dona a chi vuole, sempre.
Non necessariamente uno debba essere grande per essere insediato come re. Il Signore può dare il regno anche al più piccolo degli uomini.
Questa verità è confermata dalla scelta di Davide come re d’Israele. Il Signore scarta i suoi grandi e valenti fratelli e lo dona a lui, il più piccolo, il non invitato.
Il Signore disse a Samuele: «Fino a quando piangerai su Saul, mentre io l’ho ripudiato perché non regni su Israele? Riempi d’olio il tuo corno e parti. Ti mando da Iesse il Betlemmita, perché
mi sono scelto tra i suoi figli un re». Samuele rispose: «Come posso andare? Saul lo verrà a sapere e mi ucciderà». Il Signore soggiunse: «Prenderai con te una giovenca e dirai: “Sono venuto per sacrificare al Signore”. Inviterai quindi Iesse al sacrificio. Allora io ti farò conoscere quello che dovrai fare e ungerai per me colui che io ti dirò».
Samuele fece quello che il Signore gli aveva comandato e venne a Betlemme; gli anziani della città gli vennero incontro trepidanti e gli chiesero: «È pacifica la tua venuta?». Rispose: «È
pacifica. Sono venuto per sacrificare al Signore. Santificatevi, poi venite con me al sacrificio». Fece santificare anche Iesse e i suoi figli e li invitò al sacrificio. Quando furono entrati, egli vide Eliàb e disse: «Certo, davanti al Signore sta il suo consacrato!». Il Signore replicò a Samuele: «Non guardare al suo aspetto né alla sua alta statura. Io l’ho scartato, perché non conta quel che vede l’uomo: infatti l’uomo vede l’apparenza, ma il Signore vede il cuore». Iesse chiamò
Abinadàb e lo presentò a Samuele, ma questi disse: «Nemmeno costui il Signore ha scelto». Iesse fece passare Sammà e quegli disse: «Nemmeno costui il Signore ha scelto». Iesse fece passare davanti a Samuele i suoi sette figli e Samuele ripeté a Iesse: «Il Signore non ha scelto nessuno di questi».
Samuele chiese a Iesse: «Sono qui tutti i giovani?». Rispose Iesse: «Rimane ancora il più piccolo, che ora sta a pascolare il gregge». Samuele disse a Iesse: «Manda a prenderlo, perché
non ci metteremo a tavola prima che egli sia venuto qui». Lo mandò a chiamare e lo fece venire. Era fulvo, con begli occhi e bello di aspetto. Disse il Signore: «Àlzati e ungilo: è lui!». Samuele prese il corno dell’olio e lo unse in mezzo ai suoi fratelli, e lo spirito del Signore irruppe su Davide da quel giorno in poi. Samuele si alzò e andò a Rama (1Sam 16,1-13).
Basterebbe questa scienza e conoscenza, sarebbe sufficiente osservare la storia e l’uomo potrebbe convincersi che è verità: nessuno è signore.
Tutta la storia è nelle mani di Dio. Ognuno che riceve la storia nelle sue mani, deve viverla e condurla secondo la divina volontà, mai secondo la propria.
Quanto è stato raccontato come visto ed ascoltato è quanto a Nabucodònosor è stato rivelato e manifestato da Dio nel suo sogno. Il re ignora il suo significato.
MOVIMENTO APOSTOLICO CATECHESI

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