Messaggio di Gesù a Gisella dell’11 maggio 2026
Fratelli miei,
siate meno increduli e superbi. Abbassate la vostra testa orgogliosa e permettete così al vostro spirito di salire. Dio, vedendo che credete in Lui, umilmente vi
concederà il miracolo della trasformazione del vostro cuore, pieno di cose umane, in quella di un cuore che la Fede riconsacra. Non abbiate mai paura di chi vi è Padre. Amatelo e beneditelo sempre, perché
Egli vi ama di un amore infinito, il quale tutto compatisce e perdona, solo che veda in voi la retta intenzione. Ma è questa che vi manca. Le vostre azioni portano alla inettitudine. Quanto vorrei vedere anime che vivono
per la gloria di Dio senza preoccupazione di stima umana!
È per questo che a volte non ascolto le vostre parole, rendendovi, con uguale misura, ciò che voi fate a Me col non ascoltare le mie parole.
E
finché rimarrete la generazione perversa che siete, nemica di Dio e dello spirito e amica della carne e del sangue, non godrete della vera pace: vera, non illusoria.
Vi avevo detto tutto e fatto dire dalla Santa
Madre mia, dai miei servi a cui era svelato il futuro. Ma voi negate il miracolo, voi negate la rivelazione, voi negate Dio.
Vi benedico tutti affinché lo Spirito entri in voi e resti ora e sempre. Vi chiedo ancora:
cambiate.
Il vostro Gesù.
***
Riflessione sul messaggio:
Gesù ci manifesta tutto il suo dolore e tutta la sua delusione, perché nonostante le apparizioni della sua Mamma, nonostante i suoi continui
insegnamenti ricevuti nelle ultime settimane, siamo ancora bloccati nel nostro orgoglio, siamo ancora schiavi della carne (come dice san Paolo nella lettera ai Galati, cap. 5, 19-26, che vi invito a rileggere), siamo più
propensi a cercare la gloria umana piuttosto che quella di Dio.
Ecco perché le cose nella nostra vita e nelle nostre famiglie vanno male, perché manca la PACE, quella vera che solo Lui può donarci.
Se
Gesù non ascolta le nostre parole, probabilmente è perché noi non ascoltiamo e non mettiamo in pratica la sua Parola.
Questo messaggio risuona come un ultimo appello: è urgente cambiare.

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