Maria
Venne il tempo di portare il bambino al tempio, che era una struttura impressionante, piena di bellezza naturale e soprannaturale. Giuseppe ed io andammo al tempio, come tanti altri genitori avevano fatto, ma sapevo che mio Figlio era diverso. Le leggi ebraiche di offrire il primo maschio nato perché era santo per Dio e poi riscattarlo, erano solo una immagine della realtà. Le coppie volentieri acquistavano la redenzione del loro bambino con un paio di tortore o due giovani colombi.
Giuseppe ed io abbiamo fatto la stessa cosa, ma sapevamo entrambi, senza comprendere appieno, che le leggi ebraiche e la messa a fuoco sul maschio primogenito era tutta diretta a questo momento, quando il primogenito di Dio sarebbe stato portato al tempio.
Simeone e Anna
Dopo aver adempiuto a tutti i riti ebraici, un sant’uomo di nome Simeone e la santa profetessa di nome Anna improvvisamente sono venuti da noi. Erano come Elisabetta e Zaccaria. Sapevano. Hanno capito. Lo Spirito Santo li ha condotti. Avevano le parole che Dio voleva farci sentire. Simeone parlò per primo in un modo molto personale. La sua vita santa era ormai completa, egli aveva visto “la gloria di Israele”. Andò oltre Israele e parlò di Gesù come della “luce delle nazioni”. Egli ci ha detto che Dio gli aveva rivelato i suoi misteri. Il bambino sarebbe stato un “segno di contraddizione”, determinando “l’ascesa e la caduta di molti in Israele”. Lui ci ha benedetto e mi ha parlato: “Una spada trafiggerà la tua anima”.
Le parole profetiche
Ha parlato per pochi e brevi momenti, ma non ho mai dimenticato quelle parole profetiche - Il segno di contraddizione - l’ascesa e la caduta di molti in Israele - la spada che avrebbe trafitto il mio cuore. Tanto era contenuto in quel breve incontro. Giuseppe, inoltre, aveva sentito quelle parole. Sono entrate nel suo cuore.
Anna, inoltre, aveva avuto una visione chiara. Questo bambino era per la redenzione di Gerusalemme. Abbiamo lasciato il tempio tenendo Gesù nelle nostre braccia, ma sapevamo che il Padre lo aveva dato a noi solo per qualche tempo. Il Padre teneva la sua mano su Gesù e sarebbe arrivato un momento in cui Gesù avrebbe lasciato la nostra casa di Nazareth e sarebbe andato al Giordano. Dopo essere stato unto dallo Spirito, avrebbe cominciato la sua missione.
Il compito di un genitore
Per tutti i genitori, dico questo. Dio vi ha affidato i suoi figli e figlie. Essi appartengono al Padre. Li mette semplicemente nelle vostre mani per alcuni anni. Il vostro compito è quello di risvegliarli a Dio e prepararli per l’attività del Padre celeste. Il vostro lavoro è santo e lo potete effettuare solo se siete santi.
Guardate ai vostri figli. Un giorno, lasceranno la vostra casa. Essi vi annunceranno la loro decisione. A quel punto, sarà troppo tardi. Saranno in grado di lasciare la vostra casa per adempiere lo scopo di Dio o per soddisfare le ambizioni egoistiche e mondane? Saranno in grado di lasciare la vostra casa con chiarezza o con confusione? Con il Dio vero o uno falso?
Con desideri propri o impropri? Guardate avanti. Rendetevi conto che il momento arriverà quando non saranno più nelle vostre mani e non vivranno più in casa vostra.
Mentre sono ancora con voi, date loro la vostra fede. Lasciate che vedano la santità di Dio nella vostra vita e imparino le verità di Dio con i vostri insegnamenti. Essi, inoltre, possono portare avanti la gloria di Dio e la salvezza delle nazioni.
Commento: Per i prossimi trent’anni, Gesù avrebbe vissuto con Maria. Lei gli avrebbe insegnato le Scritture e il più puro stile di vita. Avrebbe formato il suo intelletto umano e la volontà, proprio come qualsiasi madre. Chiede a tutti i genitori di fare lo stesso con i loro figli.
30 Marzo 2012

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