mercoledì 10 giugno 2026

7° "LE ANIME TIEPIDE DIVENTERANNO FERVOROSE".

 


LE PROMESSE DEL S. CUORE


1 Darò loro tutte le grazie necessarie al loro stato.

2 Io metterò la pace nelle loro famiglie.

3 Io li consolerò in tutte le loro afflizioni.

4 Io sarò il loro sicuro rifugio in vita e specialmente in punto di morte.

5 Io spanderò le più abbondanti benedizioni sopra tutte le loro imprese.

6 I peccatori troveranno nel mio cuore la fonte e l'oceano della misericordia.

7 Le anime tiepide diventeranno fervorose.

8 Le anime fervorose s'innalzeranno rapidamente a grande perfezione.

9 Io benedirò le case dove l'immagine del mio Sacro Cuore sarà esposta e venerata

10 Io darò ai Sacerdoti il dono di commuovere i cuori più induriti.

11 Le persone che propagheranno questa mia devozione avranno il loro nome scritto nel mio Cuore e non ne sarà mai cancellato.

12 A tutti quelli che per nove mesi consecutivi si comunicheranno al primo venerdì di ogni mese io prometto la grazia della penitenza finale; essi non morranno in mia disgrazia, ma riceveranno i sacramenti e il mio Cuore sarà loro sicuro asilo in quel momento estremo.


7° "LE ANIME TIEPIDE DIVENTERANNO FERVOROSE".


Il Cuore di Gesù è fornace ardente d'amore. Non ci si può accostarsi a lui senza risentirne il calore...

Eppure c'è qualcuno che pur vivendo insieme con Lui, nella sua casa, a contatto con il suo amore, rimane indifferente, si raffredda, cade nell'apatia... Però Gesù ci dona la sua promessa: «Le anime tiepide diventeranno fervorose».

La tiepidezza è una specie di languore, di torpore che non è ancora il freddo della morte del peccato; è una anemia spirituale che apre la via all'invasione di un germe morboso affievolendo a poco a poco le forze morali. Ed è proprio questo progressivo indebolimento di cui si lamenta tanto il Signore con Santa Margherita Maria. I cuori tiepidi lo amareggiano più dell'offesa aperta dei nemici. Perciò la devozione al Sacro Cuore è la celeste rugiada che ridona vita e freschezza all'anima appassita. Qualunque ghiaccio non può resistere all'azione delle fiamme del divin Cuore e prima o poi si scioglie in lacrime di pentimento e di gioia.

Quando le vampe dell'amore di Dio investivano in pieno il cuore di S. Filippo Neri, il Santo era costretto a gridare: «Mio Dio, basta, basta; non ne posso più!». Ma quando gli capitava qualche penitente agghiacciato dalla tiepidezza, se lo stringeva al petto e gli comunicava il suo fuoco.

Se tanto può un cuore di Santo, che sarà del Cuore di Gesù? È proprio del fuoco bruciare; è proprio di quel cuore infervorare!

Infatti gli scritti di S. Margherita Maria non fanno altro che mostrarci il S. Cuore come sorgente di calore, come rimedio "per rimettere in fervore le anime quando per il peccato siano intiepidite".

Possa Gesù riservarci sempre "una scintilla della sua divina Carità", così da evitare nella nostra vita questa paralisi spirituale.


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