GESÙ E SATANA
Gesù coltiva le anime con i buoni pensieri e le sante ispirazioni. Più l'anima si conserva nell'umiltà, nella semplicità e nel distacco del mondo e più Gesù abbonda di luce divina.
Il cuore allora è attratto fortemente al bene e la mente ha delle illustrazioni meravigliose. Quante anime semplici, pervase da questa luce, se sapessero scrivere ci darebbero capolavori di ascetica e di mistica! Talune si contentano di dire: Oh, se potessi esprimere i bei pensieri che invadono spesso la mia mente! ... Se potessi dire ciò che sento nel mio cuore!... -
Questi sogliono essere pensieri di amore di Dio, di fiducia illimitata in Gesù, di slancio verso la perfezione cristiana, di dolore dei peccati propri e degli altrui.
Un fanciullo di dodici anni, ricoverato in un Ospizio, una sera si appartò dai compagni e rimase in un cantuccio.
Sollevava di tratto in tratto gli occhi al cielo e poi li abbassava; poi cominciò a piangere. Il Superiore se ne accorse; gli si avvicinò e gli chiese:
- Perché questa sera non giuochi? - Non ne ho voglia.
- E perché piangi?
- Ma ... guardando il cielo, sento il bisogno di piangere.
- Cosa pensi?
- Penso che le stelle, la luna e tutti gli astri sono sempre ubbidienti a Dio, compiono i movimenti che Dio ha loro assegnati. Ed io invece... per tanti anni ho disubbidito a Dio, ho calpestata la sua legge ed ho peccato!
- Ma ormai Gesù ti ha perdonato; hai fatta la Confessione generale; non pensare più al passato. -
Il Superiore era Don Bosco ed il fanciullo era Magone Michele.
Don Bosco seguì il lavoro di Gesù in quest'anima, ne ammirò la bellezza e poi, avvenuta la morte, ne scrisse la vita.
Don Giuseppe Tomaselli

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