sabato 20 giugno 2026

GESÙ CRISTO È DIO E UOMO? Sì, Gesù Cristo è vero Dio e vero Uomo.

 


SPIEGAZIONE TEOLOGICA DEL CATECHISMO DI S. S. PIO X 


Dal racconto delle nozze di Cana (Gv.2, 1-12) appare evidente che Gesù è vero Dio e vero uomo, Come uomo, siede alla mensa e partecipa al panchetto e mangia e beve, nella misura richiesta dalle necessità della sua natura umana, che ha bisogno di cibo e di bevanda. Come Dio invece, Gesù mette in opera la sua onnipotenza e compie il grande prodigio trasformando l'acqua in ottimo vino.  

 I. Gesù Cristo è vero Dio. - È vero Dio, perché, facendosi uomo non rinunciò alla sua divinità, che è inammissibile. Come Figlio di Dio, Gesù Cristo è perfettamente eguale al Padre, eterno e infinito, come il Padre e lo Spirito Santo.  

 Nella vita terrena Gesù Cristo dimostrò più volte di essere Dio. Nell'annunciazione l'Arcangelo Gabriele dice a Maria Santissima: Ecco: tu concepirai nel seno e darai alla luce un figlio, che chiamerai Gesù. Egli sarà grande; sarà chiamato Figlio dell'Altissimo (perché è realmente Figlio di Dio; il suo non è un nome fittizio); il Signore Iddio gli darà il trono di Davide, suo padre; regnerà eternamente nella casa di Giacobbe e il suo regno non avrà mai fine (Lc 1, 31-34). Nel Battesimo e nella trasfigurazione del Salvatore il Padre Celeste proclamò altamente che Gesù è il suo Figlio diletto, nel quale Egli si compiace. Ora, se Gesù è il Figlio di Dio, è necessariamente Dio come il Padre.  

 Come Dio Gesù Cristo compì numerosissimi miracoli (di cui il Vangelo registra una piccola parte), operando con la sua divina onnipotenza, come quando camminava sulle acque, risuscitava da morte se stesso e la figlia di Giairo, il figlio della vedova di Naim e l'amico Lazzaro.  

 Dopo aver dimostrato con i miracoli la sua divinità, affermò di essere Figlio di Dio. I Farisei, avevano cacciato dalla Sinagoga un cieco dalla nascita, guarito da Lui: Gesù udì che lo avevano cacciato fuori. e, trovatolo, gli domandò: «Tu credi nel Figlio di Dio?» Rispose: «E chi è, Signore, che io creda in lui?» «Lo hai già veduto» aggiunse  73 Gesù; «è colui che parla con te». Allora egli replicò: «Credo, Signore». E, prostratosi l'adorò (Gv.9, 34-41).  

 Davanti a giudici iniqui, decisi a condannarlo, benché sapesse che i giudei avrebbero approfittato della sua risposta per condannarlo a morte, alla domanda del sommo sacerdote: «Io ti scongiuro per il Dio vivo, che ci dica se tu sei il Cristo, Figlio di Dio», Gesù rispose: «Tu l'hai detto; anzi io vi soggiungo: Da questo giorno vedrete il Figlio dell'uomo sedere alla destra dell'Onnipotente e venire sulle nubi del cielo» (Mt 26, 63-65).  

 II .... e vero uomo. - Noi siamo uomini perché abbiamo un corpo e un'anima strettamente uniti. L'anima intelligente e libera si serve del corpo come di uno strumento per compiere le sue operazioni.  

 Gesù Cristo è vero uomo, perché ha assunto un corpo umano da Maria Santissima. Benché concepito in modo soprannaturale e nato fuori delle leggi comuni, quello di Gesù fu un perfetto corpo umano, che si nutrì col cibo e si dissetò con la bevanda, che sentì la stanchezza, che provò tutte le necessità inerenti alla umana natura; sofferse la flagellazione e l'incoronazione di spine, sudò sangue nell'orto degli Ulivi, grondò sangue sotto i colpi dei flagelli e le punture acutissime delle spine, sofferse gli spasimi dell'atroce agonia e le inenarrabili pene di morte sulla croce. Anche dopo la risurrezione Gesù volle dimostrare agli Apostoli l'umana realtà del suo corpo:  

 Apparve in mezzo a loro e disse: «Pace a voi! Sono io, non temete!» Ma essi, turbati e sbigottiti credevano di avere innanzi agli occhi uno spirito. E allora egli soggiunse: «Perché vi turbate? Quali pensieri sorgono nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i piedi: sono proprio io: palpate e osservate, perché uno spirito non ha carne e ossa, come, vedete che io ho». E così dicendo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma stentando essi ancora a credere per la troppa gioia, disse loro: «Avete qualcosa da mangiare?» Gli offrirono un pezzo di pesce arrostito e un favo di miele. Ed egli li prese e li mangiò alla loro presenza e distribuì loro gli avanzi (Gv.24, 36-44).  

 Gesù Cristo fu vero uomo, perché oltre ad avere un corpo, ebbe pure l'anima umana. La morte in croce avvenne per la separazione dell'anima dal corpo: Gesù, gettando un grande grido, esclamò: «Padre, nelle tue mani raccomando il mio spirito!» E ciò dicendo spirò (Lc 23,45).  

 La divinità e l'umanità in Gesù Cristo sono strettamente congiunte, in un'unione eterna, detta ipostatica o, personale; è sempre la stessa persona di Cristo che fa le azioni umane e divine, proprie della persona del Verbo incarnato. È sempre lo stesso Gesù che nasce in una stalla, soffre la fame e la sete, muore sulla croce ed è sepolto nella tomba scavata nella roccia; che risana gl'infermi, calma la furia del cielo e del mare, che comanda e si fa obbedire dai demoni, che risuscita i morti e se stesso dalla tomba.  

 Riflessione. - In Gesù Cristo la nostra natura è stata elevata a partecipare alla vita intima della Santissima Trinità.  

 ESEMPIO. - Ario. - L'eresiarca Arìo negava la divinità di Gesù Cristo. Immensi furono i danni causati dal suo insegnamento. Scomunicato e cacciato in esilio, per i maneggi e gl'intrighi dei suoi partigiani riuscì a ingannare l'imperatore Costantino, e poté ritornare a Costantinopoli. I suoi seguaci avevano organizzato una grande dimostrazione, che, doveva segnare il suo trionfo sui cattolici. L'ingresso nella capitale doveva essere un'apoteosi. Ario venne infatti condotto con gran pompa per le vie della città. Mentre gustava la gioia del trionfo fu assalito da occulti dolori viscerali e morì poco dopo, soffrendo strazi indicibili. 

Sac. C. T. DRAGONE, P. S. S. P. 


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