mercoledì 29 luglio 2026

RIVELAZIONI DI SANTA MECHTILDE

 


RIVELAZIONI DI SANTA MECHTILDE VERGINE DELL'ORDINE DI SAN BENEDETTO 


PRIMA PARTE


La nascita di Santa Mechthilde, il suo ingresso nel monastero e i suoi doni ammirabili.


C'era una vergine che Dio prevenne a tal punto con le benedizioni della sua dolcezza (Sal. xx, 4) che, nel momento stesso in cui era appena nata, mentre sembrava sul punto di spirare, fu portata in gran fretta per essere battezzata da un sacerdote, uomo di santità e virtù, che si preparava a celebrare la messa. Dopo il battesimo, pronunciò queste parole che furono ritenute profetiche: "Perché temete? Questa bambina non morirà; diventerà una persona santa e religiosa, in cui Dio opererà molte meraviglie, e concluderà i suoi giorni in vecchiaia." Più tardi, Cristo rivelò a questa vergine perché il battesimo le fosse stato conferito così presto: voleva senza alcun ritardo consacrare la sua anima a Dio come un tempio; voleva possederla totalmente, fin dal grembo di sua madre, venendo ad abitare in lei con la sua grazia.

Aveva sette anni quando accompagnò sua madre al monastero situato vicino al castello dei suoi antenati. La bambina volle rimanere lì contro il volere di sua madre; era felice e supplicava lei stessa le sorelle, una dopo l'altra, di accoglierla nella loro comunità. Né le minacce né le carezze dei suoi genitori riuscirono poi a strapparla dal chiostro. Da allora, cominciò ad amare Dio con un'ardente devozione; la sua anima spesso palpitava in Lui con una dolcezza infinita e, progredendo giorno dopo giorno, raggiunse presto il culmine delle virtù. Si mostrava di un'ammirevole dolcezza, di una profonda umiltà, di una incrollabile pazienza; amava la povertà e la devozione fervente. I suoi progressi nell'amore di Dio e del prossimo furono notevolissimi: condiscendente e amabile con tutti, esercitava in particolare il suo zelo devoto verso le persone afflitte o provate; come una vera madre, portava loro aiuto e consolazione. Chiunque si avvicinava a Mechtilde non si allontanava mai senza essere stato illuminato o consolato. Tutti l'amavano, tutti cercavano la sua dolce compagnia, al punto che questa premura non mancava di causarle più di un imbarazzo.

Tuttavia, Dio cominciò, fin dalla sua tenera infanzia, a trattare familiarmente con lei e a rivelarle molti dei suoi misteri nascosti. Ma non diremo nulla di tutto ciò che Dio le ha rivelato da quell'età fino ai suoi cinquanta anni, imitando in ciò la discrezione del Vangelo che non ci ha manifestato le azioni del Signore prima che avesse raggiunto l'età di trent'anni.

In sintesi, Dio l'aveva colmata di tutti i beni con sovrabbondanza. Alla grazia spirituale e gratuita, come se avesse voluto non dimenticare nulla nei suoi tesori, aveva aggiunto i doni naturali: la scienza, l'intelligenza, la conoscenza delle lettere umane, la sonorità della voce, che la rendeva capace di servire grandemente il suo monastero in tutte le cose. Tuttavia, il dolcissimo Signore la teneva anche sotto i colpi di una prova continua (questo dono non poteva mancare dopo tanti altri): soffriva quasi sempre di mal di testa, o di dolori di calcoli, o di un'infiammazione del fegato. Portava la sua prova con cuore e con gioia; ma per lei era come un supplizio infernale non poter godere pienamente, secondo i desideri del suo cuore, dell'esquisita soavità della grazia divina, o di quella felice unione che rende l'anima un solo spirito con Dio, dandole di aderire con tutte le sue forze al suo Beneamato.

TRADOTTE SULL'EDIZIONE LATINA DEI PADRI BENEDETTINI DI SOLESMES


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