SAN GREGORIO VII (1013 + 1085).
Enrico IV dopo aver curvato la fronte a Canossa, perfidamente si ribellò un'altra volta al Papa, e scese con un esercito dalla Germania per assediare Roma (1081). Al secondo assalto, nonostante la tenace resistenza interna, riuscì ad incendiare le cerchia delle mura. Un pauroso anello di fuoco stringeva la città, da cui non si levava altro che il rantolo dei morenti e il pianto delle donne atterrite. Allora sugli spalti di una torre, splendido e pallido, tra il bagliore e il fumo dell'incendío, apparve il Papa Gregorio VII e con gesto solenne e calmo segnò le fiamme irrompenti col Segno della Croce. Subito ogni fuoco si spense sotto l'impeto di una grandiosa e invisibile potenza.
(G. Colombo: Pensieri sui Vangeli - Vita e Pensiero. Milano, 1951).
Nel mondo spesso divampano incendi di vaste proporzioni: odi e guerre, cupidigie e miserie, tirannie e schiavitù, errori ed eresie, sensualità ed egoismi. E il Crocifisso, attraverso il gesto solenne e benedicente dei suoi Pontefici, spegne cotesti incendi, e sulle immani rovine fa rifiorire un'umanità sempre più cristiana.

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