venerdì 24 luglio 2026

I rimedi di Dio.

 


Cristianesimo vissuto


I primi e più importanti sono i rimedi di Dio, quelli che Dio stesso ha fatti e preparati per te. Dal momento che Nostro Signore per se stesso si è degnato di preparare alle tue infermità certi rimedi e indicarti la necessità e il modo di prenderli, bisognerebbe non aver la fede per aver l'ardire di trascurarli. Dio senza dubbio conosce le tue infermità, e conosce i mezzi per guarirle. Celeste medico, inviato dal Padre suo per guarire i mali delle anime, Gesù Cristo ha preparato dei rimedi; è giunto persino a comporne con la sua carne e col suo sangue. Bisogna confessare che è difficile al medico di spingere più lontano l'amore per i suoi malati67. Allora che dire del malato che non vuole rimedi?

I  rimedi  di  Dio  sono  i  sacramenti  e  la  preghiera.  Anzitutto  i sacramenti,  grandi  tesori  della  Chiesa,  grandi  rimedi  della  vita cristiana;  tu  li  conosci.  Il  Battesimo  che  crea  questa  vita,  la Confermazione che la fortifica, la Penitenza che la ripara, l'Eucaristia, che  la  nutre,  l'Estrema  Unzione  che  la  corona,  l'Ordine  che  ne perpetua i ministri, e il Matrimonio che ne perpetua gli individui: ecco il grande arsenale delle grazie, gli accumulatori dell'elettricità divina. Nostro Signore ha ivi condensato i Più ricchi frutti della Passione. Vi è forse  bisogno  di  esortarti  a  ricorrere  ad  essi?  Oh  no,  certamente! Perché  sono  persuaso  che  tu  provi  un  vero  bisogno  dei  due sacramenti,  che  sono  la  quotidiana  riparazione  ed,  alimentazione della tua vita. Se della confessione e della comunione tu non senti il bisogno e l'amore, non dirmi che hai desiderio di vivere. Se ti farai tirare per accostarti al santo tribunale ed alla sacra mensa, tu pendi molto più verso le tue passioni che verso Dio; c'è in te più il senso del mondo che di Cristo. Dio non occupa in te che un piccolo posto, e senza dubbio giungerai a restringerglielo ancora. Sai che con Dio non bisogna scherzare68; bisogna trattarlo da Dio; tu ne sei convinto e sei deciso a trattarlo in questo modo. Ebbene se sei risoluto di essere franco con te stesso e con Dio, se sei deciso di diventare un uomo di fede e di dovere, io non ho bisogno di dirti né quando né come devi ricorrere  ai  sacramenti.  I  bisogni  dell'anima  tua  te  lo  diranno sufficientemente, e finché i bisogni dell'anima tua non te lo diranno, quello  che  potranno  dirtene  i  libri  o  gli  uomini  non  avrà  grande influsso. su di te. Il cuor retto non ha bisogno di tante esortazioni e prediche, quello che egli sente ha più valore di ciò che gli si dice. Del resto, per la grazia di Dio,  oggi s'insiste tanto sulla  frequenza alla Comunione, che potrai udire  raccomandazioni  ed esortazioni  senza numero.  Non  ho  dunque  da  aggiungere  le  mie  raccomandazioni  a tante  altre,  e  non  faccio  che  ripetere  il  mio  grande  consiglio:  Sii sincero, va' sino in fondo alla tua fede. Vedi? la fede, come l'amore, non è una questione di parole o di lingua, ma è prima di tutto una questione di verità e d'azione69. Ah, s'io potessi convincerti di questo! Se potessi insegnarti ad essere un uomo di fede! un uomo di verità e di sincerità!

Che? un cristiano, che sul serio vuol vivere da cristiano, avrebbe dunque  bisogno  d'esser  incessantemente  spinto  da  esortazioni, forzato dalla sorveglianza, senza la quale ricade inerte? Egli non ha dunque nulla nella mente nè nel cuore. La vita non viene dal di fuori ma dal di dentro; e se dentro non c'è nulla, mai non vi sarà vita. Non parlarmi  di  quegli  esseri  senza  carattere,  che  non  hanno  più  vita d'una carretta. La quale, quando è tirata, cammina; ma appena si lascia, rimane dov'è. Tu non apparterrai mai alla categoria di quegli esseri fiacchi e vuoti, vili e falsi, che fanno il bene per timore o per compiacenza,  per  adulazione  o  per  ipocrisia'  per  vanità  o  per interesse. Il bene, per essere vero, dev'esser sincero, e se c'è una buona azione in cui si richiede la sincerità, è soprattutto la frequenza dei  sacramenti.  lo  fremo  al  solo  pensiero  dei  sacrilegi  che  si commettono per ipocrisia. Ma gemo pure pensando alla viltà dei cuori che si fanno trascinare. Oh! no, tu non sarai mai né un cuor vuoto, né uno spirito falso.

François de Sales Pollien


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