mercoledì 5 agosto 2026

LE BEATITUDINI.

 


Dettato dal Sacro Cuore.


BEATI I POVERI DI SPIRITO.


Le Beatitudini sono grazie speciali concesse in risposta alla nostra apertura verso Dio.

Poiché sei stato semplice, poiché il tuo cuore non si è mai attaccato a nulla né a nessuno, per questo, beato dal Padre mio, vieni a godere del mio Regno.

Beato colui che, pur possedendo, ha saputo dare senza lesinare; beato perché il suo cuore non ha mai considerato i beni come proprietà esclusiva, perché Dio gli ha dato in abbondanza e lui, da buon amministratore, ha saputo condividere con il povero, con l’affamato, con colui che, pur lavorando, soffre la fame; colui che, avendo lo stesso amore e lo stesso sentimento che ho Io, ha dato tutto per amore.

La povertà che sono venuto a insegnare non riguarda solo l’aspetto materiale, poiché il Figlio dell’Uomo si è fatto povero perché non aveva una casa né un posto dove posare il capo.

Amare la povertà significa accettare Me stesso. Sono nato povero e sono morto povero, sono nato nudo e sono morto nudo sulla Croce. Sono venuto, soprattutto con il mio esempio, per insegnarvi la povertà di spirito; vi ho insegnato che il vostro spirito ami lo spirituale, poiché Io ho donato quella vita a quell’anima, che è la cosa più importante; l’uomo ragiona da essere umano materialista e vede tutto in quel modo, ma il sublime, lo squisito nel comprendere e nel vivere quella vita soprannaturale, lo vivono solo quei poveri di spirito che, con la mia saggezza, la vivono e la comprendono senza soffermarsi sul materiale; e così il loro spirito può elevarsi al divino, con grande semplicità, senza vanagloriarsi, senza scandalizzarsi e sapendo dare tutto agli altri con il mio stesso sentimento e amore.


BEATI COLORO CHE HANNO FAME E SETE DI GIUSTIZIA.


Il mio Cuore è giusto e per questo anche il vostro deve esserlo. Per questo, vedendo le ingiustizie commesse nei confronti dei più deboli, dei poveri, di coloro che sono indifesi, chi mi porta nel proprio cuore non può né deve tollerare l’ingiustizia. Come porrete rimedio? In molti modi: con la preghiera, agendo, praticando la carità; chi ha fame, non solo di cibo, ma di giustizia, di tanta oppressione, di tanta superbia, e che, trovando in Me la forza per donarla agli altri, la speranza, la pazienza, corrisponderà a questa beatitudine, e Io gli dirò: «Vieni a Me, perché saranno sazi, perché sono stati giusti, agendo con rettitudine, con vera perfezione, e raggiungeranno quella santità». Essendo spinti dallo Spirito Santo ad essere generosi e per questo uniti al Mio cuore misericordioso, essi sono beati, perché hanno saputo amare la Mia volontà. Siate perfetti, vi ho detto, come lo è il Padre celeste, e in quella sete di anime, solo attraverso la giustizia e l’esempio riuscirete a diventare veri strumenti per darmi gloria.

Maria, nel mezzo della sua dedizione, in quel «Sì» ha dato quell’esempio consumandosi senza alcun riposo, ardendo in quella sete di salvezza.

Beati gli affamati e gli assetati di giustizia, perché saranno saziati.


BEATI I MANSUETI.


Questo vi farà crescere nella pietà, nella sollecitudine, nel servizio verso tutti senza distinzioni, possedendo la Mia pazienza; e Io vi assicuro che, se vi unirete a Me, avrete quella forza necessaria per affrontare i momenti di prova, di ingratitudine, di delusioni e di contrarietà. Nella vita quotidiana ne avrete, alcuni in un modo, altri in un altro, ma tutti avrete momenti difficili; tuttavia, se in verità avete quell’unione con Me, li supererete con pace e saggezza e allora l’amaro diventerà dolcezza, l’aspro sarà piacevole, il difficile, con quella pazienza e tolleranza, e così sarete simili a Me, Cuore, miti e umili.

In questo momento c’è davvero bisogno di quella pace che solo Io posso darvi. Maria, con quella pazienza e quella mitezza, obbedì a Giuseppe; in Lei c’era quella pace, quella gioia, di amare con gioia la volontà divina anche in mezzo alle difficoltà.

Beati i miti, perché erediteranno la terra, perché hanno saputo mantenere il controllo di sé e mi rendono gloria.


BEATI I MISERICORDIOSI.


Qui è necessario quell’abbandono, quella dedizione, quell’oblio di sé per donare amore. Mio Padre vi mostra la misericordia mandando il Suo Figlio Unico, per salvarvi dalla morte eterna, e così Egli vi insegna ad essere misericordiosi gli uni verso gli altri affinché il vostro cuore sia misericordioso, come lo è il vostro Padre celeste verso di voi. E così, riempiendovi di quell’amore, che trovate solo nel Mio Cuore, amatevi come Io vi amo.

Siate misericordiosi, sapendo perdonare come siete perdonati, rendendovi conto che nessuno è più dell’altro fratello; che se avete qualcosa è perché Io ho voluto darvela e chi siete voi per giudicare, per pensare male degli altri? Ricordate che non siete nulla, né potete nulla senza di Me.

È per questo che la misericordia è ciò che più deve esserci nel vostro cuore, perché avrete Me e Io rimarrò in voi e voi in Me. Per questo è un comandamento: vi amerete gli uni gli altri con lo stesso amore con cui Io vi amo, e così come Mio Padre ama Me, così Egli ama ciascuno di voi. Per questo non guardate ai vostri difetti, non criticatevi, non cercate di essere i primi, né pensate di essere saggi, ma siate piuttosto umili, rendendovi conto che se avete e sapete qualcosa, è per la Mia Misericordia; per questo il più piccolo, colui che è come un bambino, entrerà nel Mio Regno.


BEATI COLORO CHE PIANGONO.


Coloro che in mezzo alle tenebre trovano la luce e, rendendosi conto del tempo perduto, piangono pentiti per non averne approfittato, per essere caduti tante volte nello stesso peccato, commettendo lo stesso errore.

Ricordate che in cielo c’è festa per un peccatore pentito che, piangendo, ha chiesto perdono, quell’anima smarrita che credeva di essere nella verità e tuttavia, per la mia misericordia, le faccio vedere il suo errore e lei si pente e si rende conto del proprio sbaglio. Di queste anime ce ne sono molte che credono di essere ormai quasi alle soglie del cielo e che se ne stanno con le braccia conserte in attesa della loro ricompensa, senza aver mai saputo cosa sia un vero pentimento per le proprie colpe, senza essersi mai considerate colpevoli di nulla e credendosi sante; a loro desidero dire di risvegliarsi da quel sogno, di rendersi conto e di piangere le proprie colpe, affinché così, veramente nell’umiltà, riconoscano le proprie miserie e ottengano quel perdono con le loro lacrime sincere che sgorgano dal cuore in questa vita in cui sono esposti alle tentazioni e a mille pericoli. Nessuno può dire di non aver mai peccato, come quando volevano lapidare la donna adultera e Io dissi loro: «Chi è senza peccato scagli la prima pietra».

Ecco cosa vi dico: piangete, piangete le vostre colpe, perché beati coloro che piangono, perché saranno consolati.

Maria, pur essendo innocente, ha pianto per voi vedendo la durezza dei vostri cuori, perché questa beatitudine si raggiunge solo con la Saggezza di Dio.


BEATI COLORO CHE HANNO IL CUORE PURO.


Quando un’anima mi cerca veramente, la prima cosa che le chiedo è di spogliarsi di tutto. Desidero entrare nel suo cuore senza alcun amore che non sia il Mio. Quanti dicono di amarmi!, quanti me lo ripetono spesso eppure non è così, perché quando chiedo loro di abbandonare quegli affetti terreni, si rifiutano, si scusano; quanti, pur essendo ormai a un passo dalla santità, preferiscono altri amori, si lasciano turbare dai propri parenti, dai propri beni o dai propri piaceri e non lasciano che il loro cuore sia Mio come il Mio è loro; me lo consegnano a pezzi e dicono di amarmi, desiderano essere santi ma non permettono che Io occupi tutto, che sia Io a santificarli a modo Mio. I puri di cuore, che sono abbelliti dalla purezza, dalla candidezza, in quella purezza Mi estasi, come nel Cuore di Maria.


BEATI I PACIFICI.


Beati i pacifici, perché saranno chiamati figli di Dio.

Le anime devono comprendere che desiderano avere quella pace che solo l’uomo pacifico può possedere, perché è così grande l’unione di quell’anima con Me che tutto viene contemplato secondo il Mio criterio, con quella dolcezza, con quel desiderio di vivere con tutti nell’amore, nell’armonia, in quell’unione per la quale Io sono venuto nel mondo.

L’uomo pacifico non ama le discussioni, è nemico della guerra, è docile, è disponibile e quella pace che ha nel cuore si riflette sugli altri, li contagia di quella pace e li spinge a desiderarla; per questo la sua somiglianza con Me è maggiore e si distinguono perché così proclamano con la loro immagine di essere i veri figli di Dio.

L’uomo violento, chiassoso, irascibile, non può donarmi agli altri, perché è l’esatto contrario della Mia Immagine.

Siate pazienti, consapevoli, gentili, benevoli, misericordiosi come lo è il vostro Padre celeste. Beati coloro che praticano la mitezza, perché non si scandalizzano e sono pronti a questa unione intima con il Mio Cuore. Uomini pacifici che, con la mia grazia, raggiungono la grazia piena della santità. Stare accanto a un’anima che ama lo spirituale, il divino: per questo sono chiamati miei figli. Maria, con il suo amore, la sua innocenza e la sua bontà, è beata perché ha saputo cosa significa la donazione totale, perché ha saputo nascondere il proprio io affinché Io potessi nascere, per essere così degna di essere Figlia e Madre del Figlio di Dio. E il Mio Padre disse loro: «Questo è il Figlio mio diletto, nel quale mi sono compiaciuto».


BEATI COLORO CHE SUBISCONO PERSECUZIONE PER CAUSA DELLA GIUSTIZIA, PERCHÉ DI LORO È IL REGNO DEI CIELI.


Vi amo così tanto che con la Mia vita vi ho conquistato il cielo e attraverso la Croce è giunta quella grazia. È per questo che la vetta delle vostre vite potrà essere raggiunta solo attraverso la croce e quella croce, per ciascuno nella propria vita, significa quella persecuzione; alcuni la vivono come Me, essendo perseguitati, diffamati, picchiati, odiati da coloro che non conoscono la Verità e che, poiché la verità li disturba, le muovono guerra.

Ogni giorno la croce si fa presente e Io vi dico che dovete trarre vantaggio da tutto ciò che significa sacrificio, abnegazione, rinuncia a tutto ciò che vi ostacolerà nel raggiungere quella santità; la santità è per tutti, perché la Mia Vita, il Mio Sangue hanno quel valore che, uniti alla divinità, vi rendono meritevoli di essere eredi della Mia Gloria. Quando questa dedizione arriva al martirio, all’offerta delle vostre vite, versando il vostro sangue nel Mio Nome, quel merito è tanto più grande quanto più grandi sono i disegni di Dio; ma anche coloro che sono perseguitati e diffamati a causa del Mio Nome raggiungono questa beatitudine; allora dovete esultare di gioia e di letizia per questa somiglianza al Figlio di Dio, perché sarete degni di possedere il Mio Regno, perché i vostri nomi sono scritti nel Mio Libro e quella ricompensa, nulla e nessuno ve la strapperà via.

Questa beatitudine vi parla della santità, di quella donazione totale, dell’amore che infiamma e rapisce l’anima per essere un solo essere con Me, con il Padre e lo Spirito Santo che ha infiammato il vostro cuore con il fuoco ardente, per quella dedizione veramente sincera, affinché in quell’anima vi sia un’unione tale che, raggiungendo la croce unita a Me, sia crocifissa con i miei stessi chiodi d’amore, grazie ai quali, fissata alla Croce, gioisco della dedizione per la Salvezza.

La vetta si conquista solo portando la Croce, non con la forza, ma per amore.

Maria, ai piedi della Croce, piangeva, ma sentiva i chiodi che mi trafiggevano e gioiva nel profondo del suo Cuore, perché sentiva che la Redenzione stava arrivando per quei figli che avrebbero iniziato quel calvario, ma già uniti alla Verità, al Perdono, alla Salvezza

Venite, benedetti dal Padre Mio, nel Mio Regno, dico a tutti quei beati che hanno saputo conoscere l’Amore e che lo hanno vissuto donandolo agli altri.

21 settembre 1996.


LA STORIA SACRA E LA STORIA DELL'AMORE DI DIO

 


MESE A DIO PADRE


INTRODUZIONE - Gli uomini si agitano, ma Dio li conduce. Gli uomini intraprendono mille imprese, ma solo quelle che entrano nel disegno progettato da Dio valgono. Più che per il presente o per il passato, i fatti umani della storia hanno senso se si aprono a un futuro. Quale futuro? Quello voluto da Dio, indicato nella Bibbia e insegnato dalla Chiesa: il regno eterno di Dio, in cui Dio sarà tutto in tutti per Amore e colmerà il cuore dell'uomo.

La storia d'Israele è la storia sacra per eccellenza e fa tipo per tutti gli altri popoli e per tutta l'umanità: in essa vediamo come Dio si pone davanti a un popolo e lo chiama a un futuro sacro: chiama Abramo dalla terra pagana di Ur, chiama le dodici tribù di Giacobbe dall'Egitto alla Terra Promessa; con la speranza animata dai profeti, prepara alla Pienezza dei Tempi, ai Beni Messianici; il Messia annuncia: « Il regno di Dio è vicino, convertitevi »; la Chiesa fonda ed estende dalla terra il regno di Dio, cominciando a realizzare fin d'ora la promessa escatologica cioè finale, quando Cristo, centro e chiave della storia umana, raccoglierà i suoi, li presenterà al Padre e Dio sarà tutto in tutti e comincerà anche per l'uomo il settimo giorno eterno della pace, della gloria, della beatitudine nell'Amore.

MEDITAZIONE BIBLICA - Questa, o carissimi, è già la seconda lettera che vi scrivo, e tanto con la prima quanto con questa, non mi propongo altro che eccitare, con i miei avvertimenti, la vostra retta intelligenza, affinché vi ricordiate di quanto i santi profeti già annunciarono e del comandamento del Signore e Salvatore insegnatovi dai vostri apostoli, questo sapendo in primo luogo, che negli ultimi giorni verranno degli uomini beffardi, schernitori, che vivono secondo le loro passioni e diranno. « Dov'è la promessa della sua venuta, poiché da quando i padri sono morti, tutto è rimasto come era fin dal principio della creazione ». (...) Ma una cosa, o carissimi, dovete ignorare: un giorno davanti al Signore è come mille anni e mille anni come un solo giorno. Il Signore non tarda nel compiere la sua promessa, come taluni si credono accusandolo di essere lento, ma è paziente verso di voi, perché non vuole che alcuno perisca, ma che tutti giungano al ravvedimento. ( ... )

Noi attendiamo, secondo la sua promessa, « cieli nuovi e terra nuova », in cui abiterà la giustizia. Per questo, o carissimi, nella attesa di tutte queste cose, procurate di essere da lui trovati senza macchia e senza colpa in pace. (2 Pietr. 3, 1-14)

CONCLUSIONE - Si deve prevedere il fine e la fine di ogni cosa, di ogni nostra azione.

Chi non conosce il fine e la fine della sua vita, della storia umana, deve farne diligente ricerca, subito e a lungo, se fosse necessario. Dovrebe almeno inventarli, perché senza tale conoscenza, senza la Fede e la Speranza cristiana, la visione del mondo e della propria vita resta inquietante, angosciosa, non solo per la morte inevitabile, ma per la vita stessa, che non avrebbe senso. Il cristiano supera l'angoscia e l'inquietudine perché ha chiaro nella mente e nel cuore le intenzioni finali di Dio creatore, redentore e amore; e con l'azione, quanto più possibile impegnata, coopera a tessere in questo mondo la trama del disegno divino, che riesce a intuire dai segni dei tempi.

PREGHIERA COMUNITARIA

INVITO - Il nostro Dio ha tanto amato gli uomini da sollecitarne l'amicizia e scegliersi tra essi un popolo tutto suo. Rivolgiamogli fiduciosi la preghiera perché ogni uomo corrisponda all'Amore di Dio, secondo il dono che ha ricevuto. Preghiamo insieme e diciamo: Per il Cuore di Cristo tuo Figlio, ascoltaci, o Signore.

INTENZIONI - Perché nella Chiesa sorgano sempre numerosi e generosi amici di Dio, come Abramo, Giacobbe e Mosè, per rinnovare la Fede, la Speranza e la Carità, preghiamo:

Perché in ogni cristiano aumenti la consapevolezza che con il battesimo è stato chiamato alla tua amicizia e al tuo amore, e a formare con i fratelli il tuo popolo santo, noi ti preghiamo: Perché ognuno di noi, almeno talvolta, nella preghiera e nel generoso adempimento dei suoi doveri, possa sentire con esperienza viva la tua amicizia e il tuo amore, noi ti preghiamo. (Altre intenzioni personali…)

PREGHIERA DI CONCLUSIONE - Dio nostro Padre, che accondiscendi anche con noi fino all'amicizia e all'amore, ti preghiamo: Lo Spirito Santo renda i nostri cuori come il Cuore del tuo Figlio Gesù, aperti all'amore tuo e per tutti i nostri fratelli. Amen.


Signore che mi desideri

 


Che fai tutta la giornata, nel tabernacolo, se non seguirmi con lo sguardo e attendermi?

Tu mi aspetti, come qualcuno che ha messo tutte le sue speranze nella visita che deve venire ed è impaziente di vederla arrivare.

Tu mi aspetti, qualche volta con successo e qualche volta invano, perché non rispondo sempre alla tua attesa e mi accade di trascurare qualche visita.

Tu mi aspetti e quando non mi vedi venire continui ad aspettarmi, cercando semplicemente di far scivolare un dolce rimprovero in fondo all'anima mia.

Tu mi aspetti e sovente sei deluso da una visita in cui mi dimostro tiepido, distratto, preoccupato di ogni sorta di cose che non sono quelle del tuo regno.

Ma quando vengo a te con fervore e la mia impazienza di ritrovarti risponde al tuo desiderio di accogliermi, che gioia tu provi nella tua immobile presenza!

Grazie, Signore, di aspettarmi così, per pura bontà e di non stancarti mai di aspettarmi, nonostante le mie indifferenze.

Degnati di mettere nel mio cuore uno zelo più grande che possa corrispondere alla tua attesa!


VI ASPETTO A BRACCIA APERTE E SPERO CHE VIENIATE DA ME PER OFFRIREMI TUTTO CIÒ CHE SOFFRITE

 


Venite a Me, figli Miei, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e Io vi darò sollievo (Mt 11, 28). Figli del Mio Divino Cuore, vedo molti di voi soffrire per le angosce, le malattie, le persecuzioni, ogni sorta di ingiustizie e portare da soli la vostra croce, mentre Io, il Redentore del mondo, che ho tanto sofferto per voi, vi aspetto a braccia aperte e desidero che veniate a Me per offrirmi tutto ciò che soffrite e affidarlo alle Mie mani, poiché Io, il Giusto, non vi deluderò.

Figli Miei, anche se non comprendete la croce, essa è un mezzo eccellente di santificazione quando viene accettata e portata sulle spalle; non trascinatela, figli Miei, no, accettatela e portatela come Io, il Vostro Redentore, la porto per amore verso di voi. Ora vi chiedo di portarla per amore verso di Me, e vedrete come la vostra corona nel Regno dei Cieli avrà uno splendore davvero speciale.

Non comprendete la via della croce, non capite perché sia toccato proprio a voi soffrire, ma Io permetto che soffriate per la vostra corona più grande e per un frutto più abbondante nelle vostre opere. Figli, è una grazia grandissima quella che vi concedo con la croce dell’ingiustizia, perché vi configurate a Me e diventate sulla Terra un altro Cristo, e il Mio Padre, vedendovi così simili a Me, si riempie di misericordia verso molti peccatori perché voi state subendo l’ingiustizia come Io l’ho subita. Io, Gesù, il Vostro Redentore, vi parlo.

Mettete ora in moto la vostra fede, credete, figli miei, credete che Io sono con voi e che non vi ho abbandonati, credetelo, e non dubitate mai della Mia bontà, né del Mio amore, né della Mia misericordia. Io Sono il Giusto e nessuno può opporsi a Me, ma permetto le vostre sofferenze affinché siate santi, veramente santi nel dolore e non nella gioia, poiché nella gioia è molto facile seguire Me. Io, Gesù, Vostro Fratello, Vostro Re, vi parlo.

Chi prende la propria croce e Mi segue, e continua a seguirMi, e non perde la fede, e spera tutto da Me, è entrato nella scuola della santità eroica, e Io lo benedirò abbondantemente in eterno e benedirò tutto ciò che ha intrapreso o intraprenderà. Io, Gesù, vi parlo e vi istruisco. Pace a tutti coloro che, leggendo questo messaggio, credono in esso e lo mettono in pratica.

17 Agosto 2012


La terra, travolta dai loro metodi malvagi, gemerà di dolore.

 


CASTIGHI 

Mia amatissima figlia, sapessi quanto ho bisogno di essere consolato in questo momento in cui così tanti sono caduti lontano da Me. Le Mie Lacrime scorrono a torrenti, mentre l‟esercito di Satana, posseduto da uno dei più vili dei suoi demoni, Gezabele, ha indotto in tentazione molti di coloro che dicono di rappresentare Me. Quante cose hanno dimenticato e quanto poco si ricordano della Mia Promessa di ritornare! 

Il momento della Mia Seconda Venuta si avvicina velocemente e l‟esercito di Satana si è raccolto in gran numero, pronto a dare battaglia contro quelli che Io chiamo Miei. Questo malvagio esercito sarà guidato dai Miei nemici e non c‟è niente che non faranno per cercare di ingannare il mondo affinché creda alle loro falsità. Parlando nel Mio Nome, prenderanno con sé santi uomini e donne e diventeranno una forza di cui tener conto. Accolti con grande soddisfazione da un mondo laico, cambieranno la faccia della terra e sulla loro scia provocheranno la rovina. 

La terra, travolta dai loro metodi malvagi, gemerà di dolore e ciò sarà attestato da un grande sconvolgimento. Ogni malvagio atto di profanazione che essi infliggeranno al Mio Corpo, si manifesterà attraverso i cambiamenti del clima, la perdita dei raccolti, le modificazioni nell‟atmosfera ed un diluvio di enorme portata; ci saranno poche nazioni sulla terra che non saranno colpite a causa delle loro azioni. Mio Padre infliggerà grandi sofferenze su di loro. 

Per ogni persona che condanneranno nel Mio Nome, anch‟essi saranno condannati. Per ogni azione dolorosa che infliggeranno ai figli di Dio, anche loro subiranno lo stesso dolore. L‟inferno che essi porteranno a milioni di persone, provocherà una punizione simile ai fuochi che bruciano ogni giorno nell‟abisso eterno. 

Le Porte del Cielo gli verranno sbattute in faccia ed essi urleranno in agonia quando, nell‟Ultimo Giorno, saranno accecati dalla Mia Luce. Essi fuggiranno, da codardi quali sono, cercando di trovare riparo dalla Mia Giustizia, ma non vi saranno luoghi in cui trovar sollievo. Accecati, essi correranno e cadranno, ma non ci sarà alcun posto dove andare. Rimarranno indietro, poiché nessuno di loro avrà l‟energia o la forza di volontà di chiedere il Mio Aiuto, in quanto, costoro hanno interamente gettato via la Vita che avrebbero potuto avere, ma di cui non potranno più avvalersi. 

AscoltateMi adesso, poiché Io dichiaro solennemente, che l‟uomo che vive secondo la Mia Parola e che rimane leale a Me, non ha nulla da temere. L‟uomo che Mi maledice e che chiude risolutamente la porta dietro di lui, al Mio Regno, sarà cacciato via. 

Il vostro Gesù. 

24 Novembre 2014

martedì 4 agosto 2026

Sappiate che è il Prezioso Sangue di Gesù la vostra armatura contro ciò che insidia subdolamente il vostro desiderio di pace e di santità.

 


Nostra Signora delle Sierras



 (Maria)

Miei cari figli,

desidero che perseveriate con fermezza nella preghiera. Dovete mettere da parte i desideri mondani e immergervi nell’unione con il Mio Divino Figlio — poiché tutto il potere necessario per sconfiggere il male che si avvicina risiede nelle Sue sante Mani. Man mano che vi avvicinate sempre più ai nostri cuori, vi esponete allo sguardo scrutatore del vostro mondo, permeato dal fetore del peccato. Sappiate che è il Prezioso Sangue di Gesù la vostra armatura contro ciò che insidia subdolamente il vostro desiderio di pace e di santità.

Venite alla Sua fonte di misericordia e di perdono. Figli miei, non abbiate paura, poiché dalla vostra paura emerge l’orgoglio che vi allontana dalla presenza guaritrice di Gesù nel sacramento della riconciliazione. Sappiate che è a Gesù che vi rivolgete — Colui che sa tutto di voi eppure attende pazientemente che riconosciate dentro di voi tutto ciò che corrompe la vostra anima e vi svia. Cercate la Sua Divina Guarigione, figli miei, poiché Egli desidera ardentemente riportarvi al Suo cuore.

Pace e amore.

11 novembre 1997


MARIA DEBELLATRICE DELLE ERESIE

 


Maria nel X secolo  


    Il Cardinale Baronio, e con lui molti scrittori cattolici descrivono il secolo decimo come un'epoca in cui l'abominevole entrò nel Tempio di Dio. Ecco ciò che scriveva il Baronio: «Comincia l'anno di Redenzione novecento, col quale si inizia il secolo decimo; secolo che, per la sua sterilità del bene, può chiamarsi di ferro, per l'abbondanza del male, può dirsi di piombo, e tenebroso per la scarsità di scrittori» (Baron. Annal. Eccl. ad anno 900).

Però lo scrittore avverte subito che Dio ha permesso tali cose perché si tenga presente che la sua Chiesa ha per fondamento, non la parola dell'uomo, ma quella di Gesù stesso, di cui sta scritto: «Verba mea non transibunt».

    E quali furono questi mali?

1) RILASSATEZZA TRA IL CLERO. In realtà, le condizioni della Chiesa Romana erano molto turbate:  Diaconi,  Sacerdoti  ed  anche  Vescovi  non  si  attennero  strettamente  alle  regole ecclesiastiche del celibato. Di qui, scandali e corruzione anche tra i laici, specialmente in Germania, nella Gallia, in Inghilterra e in Italia.

Le condizioni morali di Roma e dell'Italia, fecero scrivere a Papa Silvestro II: «Roma mi dà la visione dell'Italia; e i costumi dei romani inorridiscono il mondo» (Epist. n. 16).

2) SIMONIA. La simonia è una convenzione di una cosa sacra con volontà cattiva di ridurre ad un valore economico ciò che non può avere; e quindi di ricavare un vantaggio materiale da un elemento spirituale...

Nel secolo decimo la simonia ebbe molta diffusione. Principi, Signori, Vescovi e Superiori Ecclesiastici  vendevano  posti  lucrosi  delle  Diocesi,  cercando  di  arricchire,  per  potersi comprare un buon posto nella Chiesa. Le dignità più eminenti erano occupate spesso non da chi meritava, ma da chi meglio pagava!

Quanto male ne venisse alla Chiesa da questo mercimonio, non è facile poterlo descrivere!

3) INVESTITURE ECCLESIASTICHE FEUDALI. Le investiture ebbero origine da Ottone I, detto  Magno,  (861-873)  coronato  Imperatore  da  Giovanni  XII.  Questo  Ottone  I  aveva promesso di difendere i diritti della Chiesa: e di fatto restituì i territori che le erano stati usurpati. Ma poi, preso dalla smania di dominare, si assunse l'autorità di eleggere Vescovi, Abati e gli stessi Pontefici Gregorio V, Papa Tedesco, ne è una prova). Affidava ai Vescovi e agli Abati anche il governo delle città dove dimoravano, dando loro una posizione civile influentissima nella società; e questo per assicurarsi una maggiore fedeltà dei sudditi, per cui si avevano Vescovi ed Abati più secolari che Chierici, più assorbiti dalle cure civili che dagli interessi della Chiesa.

    Era questa la peggiore servitù della Chiesa: vedersi negata la libertà persino nella elezione dei Vescovi e dei Papi. Di qui lotte e forti dissidi tra gli Imperatori e i Romani Pontefici, tanto che Ottone I giunse a deporre Papa Giovanni XII e sostituirlo con l'antipapa Leone VIII. Vescovi, Abati e Prelati Ecclesiastici, per l'investitura dei fondi che ricevevano, mediante la consegna del Pastorale e dell'anello, dovevano prestare giuramento di obbedienza nelle mani dei Principi. (Mauri. Lez. Eccl. P. I. p. 403 e segg.).

   Questi erano i mali da cui era afflitta la Chiesa, mali veramente gravi, nel secolo decimo. Però sarebbe ingiustizia non riconoscere, anche in mezzo a tante rovine, il gran bene che si diffondeva all'intorno: virtù, scienza, ottime istituzioni, riforme e specialmente le conquiste dei popoli barbari alla fede.

Si ebbero molti Santi: S. Dunstano Arcivescovo di Canterbury (975-978) che, unitamente ai Vescovi Santi Osvaldo ed Etelwaldo, fece prosperare le sorti religiose d'Inghilterra. Per suo mezzo sorsero cinquanta nuove Abbazie, compresa quella di Westmister. Si ebbe pure S. Alberto, primo Arcivescovo di Praga, che tanto si adoperò e soffrì per estinguere in Boemia le usanze pagane del paese, ed esiliato in Prussia, morì nel 997.

Anche il movimento Missionario fu intenso. Nel 967, in Polonia, i Missionari riuscirono a distruggere gl'idoli: così pure tra gli slavi e gli ungheresi. In Russia, fino dal 927, la Regina Olga,  favorendo  i  Missionari,  cooperò  a  fare  entrare  in  quelle  terre  il  Cristianesimo.  In Germania,  le  Sante  Principesse  Matilde  madre,  e  Adelaide  sposa  di  Ottone  Magno, moltiplicarono i Monasteri. Dottissimi e Santi uomini, come S. Brunone di Colonia, Burcaro di Worms e non pochi Vescovi, compirono tali riforme da rendere la Germania un centro di civiltà. Così si dica della Francia e dell'Italia.

Una lode speciale va data ai Monaci Benedettini, tanto benemeriti della letteratura e della civiltà cristiana del secolo decimo, i quali attesero con tanto zelo alla istruzione del Clero e del popolo, da formare in Germania e in Francia veri fari di luce e di vero progresso.

Anche in Italia,  quantunque  funestata da continue guerre, invasioni  e devastazioni,  non mancarono ottimi Vescovi, Santi e buoni scrittori. Fra questi, ricordiamo il francese Attone, Vescovo di Vercelli, e il Belga Roterio, Vescovo di Verona.

Di qui appare che il giudizio del Baronio, di chiamare il secolo decimo «secolo di ferro», non sia vero in modo assoluto, ma solo relativo, cioè rispetto ai secoli precedenti o successivi. Certo è che il bene compiuto in mezzo ai pericoli di quel tempo, ha del prodigioso, e non si spiega senza ricorrere ad un soprannaturale intervento. Ed in questo intervento, dopo Dio, dobbiamo ammettere la potente intercessione della gran Madre di Dio.

Gli storici, infatti, affermano che nel secolo decimo il culto alla Beatissima Vergine Maria ebbe uno sviluppo tutto particolare, specialmente per le molte chiese costruite in di Lei onore, sia nell'Oriente che in Occidente. (Pighi. Hist. Eccl. To. II. p. 178).

La devozione alla Madonna in quel tempo ha veramente del prodigioso!

Al secolo decimo è  attribuito  l'Inno «Ave, Maris Stella...», sebbene  non se ne conosca l'autore. Ma in quell'Inno furono compendiati proprio i mali dell'epoca, e insieme si nota una insistente supplica alla Vergine perché intervenga a difesa della Chiesa.

Si segua un momento l'ispirazione di questo Inno. 

Anzitutto, vengono ricordati i gloriosi titoli che rivelano la grandezza di Maria, specialmente la sua Divina Maternità: «Ave Dei Mater alma...!». Poi si fanno presenti gli errori, la rilassatezza del Clero ecc. e si prega perché la Madre di Dio porti luce a tanti accecati dall'errore: «Profer lumen caecis...». L'anima pia, contemplando le dolorose piaghe che feriscono la Chiesa, nella sua tristezza, supplica la Vergine Benedetta che dissipi i mali ed ottenga ogni bene: «Mala nostra pelle, bona concta posce...». Viene altresì ricordata la corruzione dei costumi, e la Chiesa scongiura la Madre di Dio, perché, purificate le menti, renda tutti umili e casti: «Nos culpis solutos, mites fac et castos...».

Chi non vede qui l'ardente desiderio del bene e lo slancio fervoroso dell'anima, intenta ad intercedere presso il trono della Madre di Dio il trionfo del bene, la vittoria della Chiesa?

Non meno interessante è ricordare qui la pietà e la devozione a Maria SS. ma del popolo russo.

La Russia di Kiev ricevette il cristianesimo nel secolo decimo; non perché prima di allora non lo conoscesse, ma solo per dire che nel secolo decimo era già definitivamente stabilito. S. Giovanni  Damasceno, S. Andrea di  Creta  e S. Germano di Costantinopoli avevano già chiaramente insegnato al popolo russo i misteri della vita e del fine della Sempre Vergine, in occasione di feste Mariane...!

 «Bisogna leggere le forme liturgiche di quel secolo per averne un'idea. Non si finiva un Divino Ufficio, senza lodare la Vergine: «Santissima Madre di Dio, salvaci...!». A cui il coro rispondeva: Te più onorabile dei Cherubini ed incomparabilmente più gloriosa dei Serafini; Te, che senza corruzione partoristi il Verbo di Dio; Te magnifichiamo quel vera Madre di Dio». Nelle feste dedicate alla Vergine, tutte le strofe di ogni inno erano in onore della Deipara. Nelle Messe, la Vergine era ricordata ed invocata una quindicina di volte.

    «Presso i fedeli russi si riteneva che la loro preghiera non avesse valore se non era appoggiata  dalla  preghiera  della  Vergine.  I  testi  che  confermano  questa  verità  sono numerosissimi. Ne citiamo alcuni: Guarda a noi, o celebrata Madre di Dio, illuminando i nostri cuori  oscurati,  o  Purissima:  Tu puoi  quanto  vuoi,  essendo  Madre  del  tuo  Creatore, ed esclama a quelli che ti pregano: Io sono con voi e nessuno contro di voi. Non cesseremo, o Deipara, noi indegni di parlare della tua potenza; infatti se tu intercedendo non pregassi per noi, chi ci avrebbe liberati da tante miserie? Chi ci avrebbe custoditi liberi fino ad ora? Non ci ritrarremo da Te, o Deipara, poiché tu salvi sempre i tuoi servitori da ogni affanno». (Rivista «Unitas» Gen. Feb. 1959. P. Stef. Virgilns. S. J.).

   Questo  culto  pubblico  e  privato  reso  alla  Benedetta  fra  tutte  le  donne,  giustificava l'appellativo dato alla Russia di «Casa della Madre di Dio». Quando il Cardinale Pitra, famoso Patrologo e cultore delle antichità cristiane, visitò la Russia nel 1859, ebbe a dire: «Un popolo così devoto di Maria non può andare perduto».

    Non diversamente affermò Pio XII quando rivolse la sua parola ai popoli della Russia: «Quando s'interpone il Patrocinio della Vergine, le porte dell'inferno non possono prevalere». (Pio XII, Act. Apost. Sed. 1950, p. 510).

    E' pure del secolo decimo udire i buoni cattolici, invitati ed istruiti dalla Chiesa, ripetere spesso  l'invocazione  a Maria,  formando  intere  corone  del  saluto  «Ave, Maria»:  né  mai cominciavano la giornata, né la terminavano senza ripetere più volte «Ave, Maria»: che anzi vi erano molti che santificavano ogni loro azione con questo breve saluto: «Ave, Maria». (Mislei. S. J. «La Madre di Dio») (1).

    Da tutto questo, quale potrà essere la nostra conclusione? Molto semplice. Alla Madre di Dio non si ricorre mai invano! E Se dopo quarant'anni di dittatura comunista, e l'intensificata lotta antireligiosa, la Religione Cattolica non è stata distrutta in milioni di anime russe, questa è già una vittoria che si deve attribuire alla intercessione della Vergine Madre di Dio. La permanenza della Religione cristiana in Russia, la intangibile santità della Chiesa Cattolica in mezzo ai disordini, sono legate alla pietà e all'amore verso la Madre di Dio, la quale, come nei secoli passati, così per i secoli futuri, sarà sempre la debellatrice di ogni errore e di ogni eresia.

   Terminiamo questo capitolo con le belle parole di Tommaso da Kempis: «Si rianimino i devoti della Madre di Dio ad invocare la Beatissima Vergine. Nel dire Ave, Maria, satana atterrito sen fugge, e con lui tremano le schiere d'inferno. Nel dire Ave, Maria, si dilegua la tristezza, ed inaspettata si presenta la letizia al cuore dell'abbattuto. Ave, Maria, e svanisce qualunque  torpore,  cresce  la  devozione,  germina  la  compunzione,  sorge  la  speranza, aumenta la consolazione. Sì, voglio ripetere l'intero saluto a Maria, e quante sono le creature in cielo e in terra si uniscano a me a ripeterlo: Ave, Maria, gratia plena, Dominus tecum, benedicta tu in mulieribus, et benedictus fructus ventris tui». (Kemp. Opera Omn. ed. III. p. 500).

P. AMADIO M. TINTI 


DIO SOLO VEDE TUTTO (Estasi)

 


Oscurità e angoscia sono i soli frutti che spettano a coloro che esprimono giudizi su cose che non li riguardano. Dio solo vede tutto. Egli ha tutta un'eternità per giudicare. E l'uomo, che vive solo un minuto, ha la sfrontatezza di giudicare.

Da parte del Nostro Signore devo dirvi come nasce un tale comportamento distorto. Noi crediamo di possedere più capacità di giudizio che non il confessore, la priora o i superiori. Il ramo ritiene di possedere in sé più forza dell'albero stesso.

Conservate la carità e Dio vi conserverà. Se ricoprite una carica di responsabilità avete anche la corrispondente grazia. Ma se non avete nessuna responsabilità, chiudete gli occhi. Non dite: «Questa è opera della colomba e quella del serpente». Il futuro porterà tutto alla luce.

Beata Mirjam di Gesù Crocifisso


Io vi salverò dagli orrori del vostro mondo.

 


Figlia Mia prediletta, quelli cosi ansiosi di dimostrare il loro amore per Me molto spesso sperimentano una disperazione nelle loro anime che li fa sentire privi del Mio amore. Questo può essere talmente inaspettato da lasciare l’anima in un tale stato di abbandono che essa si sente come se non potrà mai riprendersi da sentimenti di impotenza e mancanza di fede. 

Non abbiate paura, figlioli. L’abbandono è qualcosa che sentirete quando siete vicini a Me. Ho provato lo stesso abbandono, mentre ero sulla terra, da parte del Mio amato Padre. Mi sono sentito perduto e solo, quando, più volte, ho provato a comunicare con Lui. Questa è una dura prova che si dovrà soffrire quando si è veri credenti in Dio. E’ il modo in cui Satana vi trascina via, così che dopo un po’- egli spera – voi smetterete di cercarMi e ricadrete nelle abitudini mondane che vi delizieranno senza riuscire a soddisfarvi. 

Non sapete che la preghiera può far sì che questo non accada? Non vi rendete conto che permetto questo per il vostro bene, e come parte della vostra formazione per guadagnare una forza spirituale che viene raggiunta solo attraverso quest’abbandono? 

Le vie di Mio Padre sono difficili da comprendere per voi, figlioli. Abbiate solo fiducia in Me, il Vostro Gesù, e invocateMi per concedervi le grazie necessarie per combattere con Me per salvare i vostri fratelli e le vostre sorelle. Essi devono essere salvati dai piani malvagi pianificati nel vostro mondo da quei poteri che cercano di controllarvi attraverso le molteplici cose di cui avete bisogno per sopravvivere. 

Ricordate, figlioli, che Io sono così vicino a tutti i Miei seguaci che, quando l’Avvertimento avrà luogo, il Mio esercito si solleverà immediatamente per diventare un potente avversario di satana. 

La speranza, figlioli, non deve essere mai perduta. 

Io vi proteggerò dagli orrori del vostro mondo che è allo sbando totale causato dalla mancanza di fede nel Mio Eterno Padre. 

Tutto questo sta per cambiare quando il mondo testimonierà la prova di cui ha bisogno per accettare l’esistenza di Dio Padre. 

Il Vostro Gesù, 

Salvatore dell’Umanità. 

30 Novembre 2011


LA PROVVIDENZA È AMORE DI DIO

 


MESE A DIO PADRE


INTRODUZIONE - L'ordine che ammiriamo nella natura, le sue bellezze meravigliose, la sua continuità sempre antica e sempre nuova per la forza giovanile che la conserva e la rinnova, rivelano e proclamano la Provvidenza piena d'Amore di Dio Creatore. Dopo averle create, Dio non ha abbandonato a se stesse le sue creature: chi ama resta vicino, resta fedele. Per amore, Dio resta vicino con la sua onnipotenza creatrice, conservatrice e rigeneratrice; resta fedele: non dimentica, non trascura, non distrugge, né permette che altri distrugga. Neppure l'uomo, oggi, col suo potere tecnico e scientifico, talvolta terribile, riuscirà mai, nei suoi furori d'odio o per sbaglio, a distruggere neppure una goccia d'acqua; potrà trasformare, violentare, inquinare, sciupare, come un bambino fa col suo giocattolo, ma non potrà mai distruggere, né rovinare la natura oltre il limite che Dio può tollerare, nel suo amore per le sue creature e per l'uomo stesso. Anche la storia umana, talvolta orribile e buia, progredisce sempre, non regredisce mai, anche quando ai contemporanei sembra fare brutti passi indietro, segue un filo, tesse una trama a volte invisibile o sottile o complicata per chi la vede mentre si fa, ma sempre in modo progressivo e provvidenziale; e i cristiani sanno che tutti i fili della storia s'intrecciano in vista di un progetto finale, già abbozzato con la Creazione, la Redenzione e l'Apocalisse.

MEDITAZIONE BIBLICA - Poi il Signore Iddio piantò un giardino in Eden, ad oriente, e quivi pose l'uomo, che aveva formato: e il Signore Iddio fece germogliare dal suolo ogni specie di alberi piacevoli di aspetto e buoni a mangiare. ( ... )

Il Signore Iddio prese dunque l'uomo e lo pose nel giardino di Eden perché ne fosse il custode. (Gen. 2, 8-15) Con la sua parola il Signore ha fatto le sue opere, e le creature obbediscono alla sua volontà. Dio ha disposto nell'ordine, le meraviglie della sua sapienza, poiché egli è prima dei secoli e per tutti i tempi; non gli si può aggiungere né togliere nulla né ha bisogno del consiglio di alcuno. Quanto son belle tutte le opere sue! (Eccl. 42 e 43)

CONCLUSIONE - Godiamo gioiosamente di tutti i beni che la Provvidenza del Creatore mette a nostra disposizione, dal sorgere del sole allo spuntar delle stelle; e attraverso la meraviglia che destano in noi salga la riconoscenza e l'adorazione. Godiamo della natura senza violentarla, senza sciuparla, senza inquinarla e, quasi, con religioso rispetto. Contrastano scandalosamente con la Provvidenza, piena d'amore, la nostra superbia, l'abuso della libertà, l'ignoranza, l'accidia e la pigrizia e la sfacciata pretesa che Dio regoli a nostro comodo ogni evento, per esempio, che piova sul nostro campo quando vogliamo noi, che il sole splenda ardentemente quando noi ci prendiamo le vacanze al mare e che anche l'acqua potabile ci piova, per così dire, nel bicchiere e in tavola. Il cristiano e anche l'uomo moderno sanno che bisogna essere collaboratori di Dio: lavorare, trasformare, derivare, scavare nuove sorgenti, di beni e di energie, inventare, conoscere e studiare per meglio usare; non temere la sovrapopolazione ma piuttosto l'ignoranza e l'irrazionalità e l'egoismo nella promozione e distribuzione dei beni. Insomma ogni cristiano, ogni uomo, ogni società ben organizzata dovrebbero prendere coscienza di essere un dito, una mano della Provvidenza e dell'Amore di Dio.

PREGHIERA COMUNITARIA

INVITO - Rivolgiamo fiduciosi la preghiera a Dio, nostro Padre, dator d'ogni bene, perché susciti in noi un grande amore, nella riconoscenza e nella gioia.

Preghiamo insieme e diciamo: Ti ringraziamo, Signore.

INTENZIONI - Per tutti i beni che hai effuso nel mondo, che ci nutrono e ci sviluppano; per tutte le meravigliose bellezze della natura che ci incantano e ci allietano, Per la vita che ci hai donato, per i giorni che ci concedi, per l'amore, l'amicizia e la compagnia che ci fai godere nella nostra casa e nel mondo, Per le piante e gli animali, che continui a creare per noi, per il sole, la luna e le stelle, per le sorgenti e le pianure, per le montagne e i mari che conservi e rinnovi per noi, Per l'intelligenza, i sensi e il cuore che ci hai dato per comprendere, godere, amare e rispettare la tua Creazione e Te, Sommo Bene.

(Altre intenzioni personali…)

PREGHIERA DI CONCLUSIONE - Dio, nostro Padre, che a noi e a ogni generazione di uomini fai trovare questa eredità ricca' e meravigliosa del tuo Creato, mentre accogliamo ogni bene come segno del tuo amore, ti ringraziamo con tutta l'anima; e ti preghiamo di formarci un cuore pronto e generoso verso i fratelli più bisognosi.

Te lo chiediamo per il Cuore di Cristo, tuo Figlio. Amen.


Io spero in te!



Spero in te, Signore, con la certezza che la mia speranza non può essere delusa.

Spero in te, perché la tua potenza non conosce limiti e supera tutto ciò che posso immaginare.

Spero in te, perché il tuo amore mi avvolge da ogni parte, e domina il passato, il presente, l'avvenire.

Spero in te, perché hai promesso di darmi tutto, e la tua fedeltà mantiene ogni promessa.

Spero in te, perché hai cominciato a realizzare in me queste promesse, e posseggo già ciò che spero.

Spero in te, perché venendo ad abitare in me, mi hai dato tutte le tue ricchezze.

Spero in te,.non soltanto per me stesso ma per tutta l'umanità, alla quale offri la felicità suprema di possederti. Spero in te per la tua Chiesa, nella convinzione che progredirà nel corso dei secoli fino al compimento della sua missione nel mondo.

Spero in te per tutti gli uomini, chiamati a condividere la tua vita, il tuo amore, la tua gioia divina.

Rendi la mia speranza più ferma, più profonda, più desiderosa di perfezionare lassù l'intima unione cominciata quaggiù!


Coloro che credono che Dio non punirà i malvagi, non Lo conoscono affatto.

 


CASTIGHI

Mia amatissima figlia, è giunto il momento in cui il Mio Eterno Padre cancellerà dalla faccia della terra, l‟imperfezione che fa spargere le tenebre sopra le anime degli uomini. Egli punirà il malvagio e accoglierà tra le Sue Sante Braccia coloro che difendono la Vera Parola di Dio. I Suoi angeli si lanceranno in un gran turbine, e con potenti falci taglieranno alla radice tutti i mali che devastano le anime degli uomini, affinché il mondo possa essere di nuovo puro. 

Abbiate timore dell‟Ira di Dio, poiché quando Egli sarà spinto ad una tale rabbia, gli uomini tremeranno di paura. Coloro che credono che Dio non punirà i malvagi, non Lo conoscono affatto. Le loro voci, forti e fiere, che riempiono la terra di falsità, così come coloro che si ritengono degni di godere di grande favore agli occhi di Mio Padre, ma che poi maledicono il mite fra il Mio popolo, saranno strappati dal suolo e subiranno il più grande castigo mai più riversato sull‟umanità dal tempo del grande diluvio. 

Gli angeli di Dio scenderanno e, con una falce nella mano destra, divideranno la pula dal grano. Coloro che maledicono Dio saranno messi a tacere; coloro che diffamano il Figlio dell‟Uomo saranno messi a tacere; coloro che contaminano il Suo Corpo vagheranno nella confusione, persi e disorientati, prima di essere gettati nella desolazione. 

L‟Amore di Dio non è stato ricambiato mentre la Sua Misericordia è ormai stata respinta. Le anime ingrate, i cui occhi sono saldamente fissati sul perseguimento dei propri piaceri e che per tale motivo sono determinate a compiere degli atti in diretta opposizione alla Volontà del Signore, sperimenteranno le sofferenze del castigo di Dio. Qualcosa che somiglia ad una cortina di lampi, rovescerà fuori, un potentissimo sconvolgimento sulla terra, simile ad una grande tempesta, che sarà avvertito in ogni parte del mondo. 

Coloro che conoscono la Verità non avranno alcun timore, poiché saranno i tenaci testimoni delle promesse contenute nella Sacra Scrittura, in vista della Grande Tribolazione a venire. Ma, coloro che hanno tagliato Dio al di fuori della loro vita, come se si trattasse di un arto del proprio corpo, non si renderanno conto delle conseguenze derivanti dal fatto di aver maledetto Dio, se non quando ormai sarà troppo tardi. 

Voi, che Mi avete tradito, soffrirete di più. Voi, che nell‟errata convinzione di rappresentare Me, avete „scagliato la prima pietra’ contro gli altri, non avrete nessuno a cui rivolgervi ed ovunque voi cercherete di nascondervi, verrete trovati spogli, privi di qualsiasi cosa per nascondere la vostra vergogna. Vi dico questo, in quanto la pazienza del Padre Mio si è esaurita e sul campo di battaglia ora si configureranno due eserciti: quello formato da coloro che sono per Me e quello di coloro che sono contro di Me. 

Pregate per ottenere la Misericordia di Dio. Coloro i quali flagellano il Mio Corpo sappiano questo: Voi potete pensare che Io possa essere spazzato via dalla Mia Casa, ma questo sarebbe un grave errore da parte vostra. 

Allontanatevi da Me, perché voi non Mi appartenete. La stessa malvagità sarà la vostra rovina poiché, attraverso la fedeltà nei confronti del maligno, vi siete tagliati fuori dal Mio Glorioso Regno. 

Il vostro Gesù. 

6 Novembre 2014

lunedì 3 agosto 2026

È accaduto davvero: L'Oceano si è fermato davanti a Lui - i documenti storici


 

Il mio dolore è tale che sudo sangue e acqua.

 


Un messaggio di Nostro Signore Gesù Cristo a J.V.


Nostro Signore Gesù Cristo parla:

Scrivi, figlio mio. Sono qui nel giardino del Getsemani, dove soffro davanti al Padre mio per tutti i vostri peccati. Il mio dolore è tale che sudo sangue e acqua, e la causa principale di tutto ciò – che rattrista il mio Cuore Preziosissimo – è l’ingratitudine dell’uomo.

Sono così pochi coloro che ricordano la Mia Vita, le Mie Sofferenze, la Mia Totale Donazione di Me Stesso al Mio Santo Padre per tutti. Sono così pochi coloro che scavano nel proprio cuore e cercano di portarmi con sé; sono così pochi coloro che cercano di fare riparazione, non solo per i peccati degli altri, ma per i propri peccati; sono così pochi coloro che sanno dimostrare agli altri l’Amore che vi ho insegnato mentre ero sulla Terra e lasciare il Mio Esempio per i secoli a venire.

Questo è stato il mio dolore più grande, e chiedevo a Dio Padre: «Padre, a che servono tante manifestazioni d’Amore, tanta sofferenza, tanto dono di Noi stessi, se ancora così tante, tantissime anime andranno perdute?

Come vorrei afferrare ogni anima e mostrarle gli eccessi d’Amore, trasformandola in incenso da offrire al Padre Celeste. Ogni anima mi costa così tanto! Eppure devo rispettare la vostra volontà, anche quando vorrei costringervi, attraverso l’Amore, a tornare a Me.

Perdete così tanto quando Mi abbandonate e non ve ne rendete conto, nonostante i tanti sforzi che compio, nel corso delle vostre vite, affinché torniate a Me.

Vi offro tante opportunità nel corso della vostra vita per ritrovare le vostre anime. Vi invio consigli attraverso i Miei sacerdoti, vi offro momenti di riflessione attraverso gli scritti, mando i Miei Angeli a mostrarvi il sentiero che vi riconduce alla vostra Casa, la Mia Casa. Metto l’amore e la tenerezza nelle piccole braccia che si aprono e dicono “papà”, “mamma”, affinché i vostri cuori possano essere mossi verso l’Amore più grande, che è il Mio. Cosa ne fate di tutto questo? Trovo cuori di pietra, cuori chiusi al vostro Dio, cuori che non desiderano donarsi al loro Creatore. Vivete sulla Terra per diffondere il Mio Santo Nome a TUTTE le creature, il vostro unico comandamento, potrei dire, ma invece vi riempite di egoismo, vivete solo per voi stessi e Io divento parte delle vostre vite, anche solo per un istante della vostra esistenza, quando vi rivolgete a Me ogni volta che le cose si fanno avverse. È in quei momenti che volgi lo sguardo verso di Me, ma il più delle volte non con un’umile supplica bensì con un ordine pieno di orgoglio; eppure, anche allora, ti concedo ciò di cui hai bisogno nella Divina speranza che tu Mi riconosca in quelle circostanze e che tu prenda coscienza che il tuo Dio non ti dimentica MAI, Mie creature.

Io, il vostro Signore e Dio, continuo e continuerò ad aspettarvi e a donarmi a voi, affinché possiate tornare a Me. Datemi ciò che potete, che provenga dal vostro cuore, e Io lo accetterò con grande affetto per alleviare l’immenso dolore della Mia Agonia e della Mia Passione Dolorosa.

Ma ricordate una cosa, voi da cui non ho ricevuto alcun segno di gratitudine e di amore: non chiamatemi ingiusto alla fine della vostra vita, né tantomeno durante di essa, perché Io, il vostro Dio, mi sono donato completamente a voi, fino all’ultima goccia di sangue, e mi sono lasciato umiliare come nessuno è mai stato umiliato, e mi sono lasciato tormentare come nessuno nella storia dell’umanità è mai stato tormentato. Ho amato in modo smisurato e voi, figli Miei, cosa mi avete dato in cambio?

Quindi non chiamatemi ingiusto; eppure, purtroppo, lo sento dire costantemente dai Miei figli.

Miei piccoli figli, venite a Me, il vostro Salvatore, e Io vi porterò in splendidi giardini e campi dove il Mio Amore vi colmerà per sempre. Non serbo rancore; attendo solo il vostro pentimento e il vostro ritorno al Mio Cuore. C’è spazio per tutti e perdono a sufficienza per tutti i peccati, anche quelli che considerate estremamente gravi. Il Mio Prezioso Sangue può purificare ogni cosa poiché Io, e le Mie Opere, siamo Onnipotenti, mentre voi e le vostre azioni, buone o cattive che siano, siete infinitamente piccoli.

Vi amo profondamente; tornate a Me con cuore umile e contrito e Io vi rivestirò di una tunica bianca e vi porterò nella Mia Dimora Celeste per vivere per sempre, uniti, per tutta l’eternità.

2 giugno 1998 


TRATTATO DELLO SPIRITO SANTO

 



Gerarchie e ordini degli angeli. Una moltitudine senza ordine è la confusione: tale non può essere lo stato de­gli angeli. « Tutte le opere di Dio, dice l’Apostolo, sono ordinate; » o, come è scritto altrove: « Dio ha fatto tutte le cose in numero, peso e misur’a, » cioè dire con ordine perfetto.4 L’ ordine è la prima cosa che ci col­pisce nel mondo materiale. 1/ ordine produce l'armonia, e l ' armonia suppone la mutua subordinazione di tutte le parti dell' universo. Dal  canto suo  questa  armonia rivela una causa intelligente che l ' ha creata e che la mantiene.

Senza  dubbio  la  stessa  armonia  deve  esistere  per quanto è possibile più perfetta nel mondo degli spiriti, archetipo  del  mondo  dei  corpi  e  capo  d’ opera  della sapienza creatrice.  La subordinazione, per conseguenza la gerarchia degli esseri che la compongono, è dunque la legge del mondo invisibile, come è la legge del mondo visibile. Tali sono l'insegnamento della fede e l'affer­mazione invariabile della ragione.

Ora secondo 1' etimologia delle parole ; La Gerarchia è un sacro principato. 1 Principato significa a un tempo il  principe  stesso  e  la  moltitudine  posta sotto i suoi ordini. Di qui derivano bellissime conseguenze che man­dano una viva luce sull' ordine generale dell' universo e sul governo particolare della Città  del bene. Dio es­sendo il  creatore degli angeli e  degli  uomini  non  ha rispetto  a sé  che una sola gerarchia della quale egli é il supremo gerarca. Lo stesso é rispetto  al Verbo  in­carnato. Re dei Re, Signore dei Signori,  a cui é stata data ogni potenza  in  cielo e  in terra,  egli  è  il  su­premo gerarca degli  angeli e degli uomini e per con­ seguenza della Chiesa trionfante e della Chiesa militante.

Pietro, come Vicario del Verbo incarnato è il supremo gerarca della Chiesa militante in virtù di quelle parole divine :  Pasci i miei agnelli, pasci le mie pecore. Dal canto suo poi Pietro ha stabilito altri gerarchi, i quali essi pure hanno  stabilito  rettori subalterni, incaricati di dirigere le  diverse  provincie  della  Città  del  bene. Ciononostante tutti non formano che una sola e mede­sima gerarchia, poiché tutti  militano  sotto uno stesso capo,  Gesù Cristo.1 Vedremo tra poco che la gerarchia angelica è il tipo della gerarchia ecclesiastica, tipo essa stessa della gerarchia sociale.

Se consideriamo il principato nei suoi rapporti  con la moltitudine, chiamasi gerarchia V insieme degli es­seri soggetti ad una sola e medesima  legge.  Se  essi sono soggetti a leggi differenti formano delle gerarchie distinte,  senza cessare di far parte della gerarchia, ge­nerale. 2 Cosi vediamo in uno stesso reame e sotto uno stesso re delle città governate da differenti leggi.3 Ora, gli esseri non sono soggetti alle stesse leggi, se non perchè hanno la stessa natura e le stesse funzioni. Resulta da ciò che gli angeli e gli uomini non avendo né la stessa natura nè le stesse funzioni,  formano  delle gerarchie distinte; risulta altresi che tutti  gli angeli non avendo le stesse funzioni, il mondo angelico si divide in parecchie ge­rarchie.

Che gli angeli e gli  uomini formino delle gerarchie distinte, la ragione e la prova è nella perfezione rela­ tiva degli uni e degli altri. Questa perfezione è  tanto più grande, quanto gli esseri partecipano più abbondan­temente  delle perfezioni di  Dio.  Come  creatura pura­ mente  spirituale,  Y angelo  ne  partecipa  più  dell’ uo­ mo.  Infatti  T angelo  riceve  le  illuminazioni  divine nell' intelligibile purità della sua natura, mentre l’uomo le riceve sotto le immagini più o meno trasparenti delle cose sensibili, come la parola ed i sacramenti.

L’ angelo è  dunque  una  creatura  più  perfetta  del- r  uomo, e deve  per  conseguenza formare una diversa gerarchia. Inoltre siccome vi  è gerarchia,  vale a  dire ordine di subordinazione nel mondo angelico, è evidente che tutti  gli angeli non ricevono ugualmente le divine illuminazioni. Yi  sono  dunque  degli  angeli  superiori agli altri. La  loro  superiorità  ha  per  fondamento  la cognizione più o meno  perfetta, più o meno universale della verità.

« Questa conoscenza, dice san Tommaso, segna tre gradi negli  angeli;  imperocché essa  può  essere  riguardata sotto un triplice rapporto.

« Primieramente, gli angeli possono vedere la ragione delle cose in Dio, principio primo e universale. Questa maniera di conoscere è il privilegio  degli  angeli  che si accostano più a Dio, e che secondo la  bella  parola di  san Dionigi, stanno  dentro il suo  vestibulo.  Questi angeli formano la prima gerarchia.

« In secondo luogo possono essi vederla nelle cause universali create che appellansi le leggi generali. Que­ ste cause sono multiple, la conoscenza è meno precisa e meno chiara.  Questa maniera di  conoscere è la dote della seconda gerarchia.

« In terzo luogo, possono essi vederla nella sua appli­ cazione agli esseri individuali,  in tanto che essi dipen­ dono dalle loro proprie cause, o dalle leggi particolari che le reggono. In tale modo conoscono gli angeli della terza gerarchia.1

Vi sono dunque tre gerarchie tra gli  angeli  e  non sono che tre : una quarta non troverebbe posto. Di fatti queste tre gerarchie  hanno  la  loro  ragione  d’ essere nelle tre maniere possibili di vedere la verità: in Dio, nelle cause generali, nelle cause particolari, vale a dire dome parla il sublime areopagita, nella vita più o meno abbondante della quale godono gli angeli che le com­ pongono. 1

La rivelazione ci scuopre altresi in ciascuna gerar­ chia tre cori o ordini differenti. Chiamasi coro ovvero ordine angelico, una certa moltitudine di angeli, simili tra loro per i doni della natura e della grazia.2 Ogni gerarchia ne racchiude tre non più che tre. Più sarebbe troppo; meno, non basta. Infatti ogni gerarchia compone come un piccolo stato. Ora ciascuno stato possiede ne­ cessariamente tre classi di  cittadini  nè  più  nè  meno. « Per quanto sieno numerosi,  dice san Tommaso, tutti i cittadini di uno stato si riducono a tre classi, secondo le tre cose che costituiscono ogni società bene ordinata: il principio, il mezzo e il fine. Perciò noi vediamo in­ variabilmente tre ordini tra gli uomini ;  gli  uni  sono al primo  grado, ed è l'aristocrazia ; gli altri all’ultimo, cioè il popolo  gli altri tengono il mezzo, e quest’ è la cittadinanza.

Monsignor GAUME


Il miracolo compiuto dalla Madonna di Monserrate in compagnia di Gesù Bambino

 


Il miracolo compiuto dalla Madonna di Monserrate in compagnia di Gesù Bambino 


ECCO IL GRANDE MIRACOLO


Il 21 marzo dell'anno 1515, mentre un uomo si recava in pellegrinaggio a Nostra Signora di Montserrat, nei pressi di Barcellona, gli si fecero incontro tre ladroni che gli tagliarono la testa. Dopo tre giorni, passò di lì un cavaliere e la testa gli parlò dicendo: "Torna indietro, o cavaliere, va' a Barcellona a informare la giustizia e a chiamare un sacerdote per confessarmi". Il cavaliere tornò a Barcellona per avvisare la giustizia e le persone che potevano occuparsi della questione, e tutti vennero. Quando furono vicino al morto, la testa parlò loro chiedendo la confessione e, dopo che il cadavere fu confessato e assolto, la testa parlò di nuovo a tutti i presenti dicendo: "Cercate nel mio corpo, nella zona del cuore, tra il corpetto, dove troverete una preghiera di Gerusalemme che in futuro porterà il nome di Preghiera di Nostra Signora di Montserrat e del Bambino Gesù, poiché entrambi hanno compiuto un così grande miracolo, ammirato da tutti, facendomi risorgere e non morire senza confessione; perciò sarà tolta dal mio corpo e venerata affinché non vada mai in sepoltura. Così chiedo a tutte le creature che vorranno ottenere la gloria e la grazia di questa preghiera di portarla sul petto se sono donne, e di recitare un'Ave Maria al mattino quando se ne ricorderanno, e quando pregheranno durante la Messa tra l'Ostia e il calice; ma tutto sarà fatto con molta fede e devozione".

La casa in cui si troverà questa Preghiera sarà preservata in pace, non sarà bruciata; l'uomo e la donna saranno grandi amici e i loro figli ben educati e felici nei loro affari; se andranno in guerra non saranno vinti né feriti e saranno liberi dalla giustizia e da false testimonianze e da cattive tentazioni.

L'Angelo San Michele li assisterà nell'ora della morte e San Pietro aprirà loro le porte del cielo per vivere nella gloria eterna.

Amen. (P.N.A.M.)


Nell'anno 1715, un uomo che navigava al largo della Normandia, di nome Pietro di Nazareth, fu catturato dai pirati, derubato e gettato in mare con una trave legata al collo; tuttavia, poiché portava con sé questa Preghiera di Nostra Signora e del Bambino Gesù, lottò per sei giorni contro le pesanti onde del mare senza mangiare e senza bere, e vedendosi già molto stanco, si ricordò della sacra Preghiera di Nostra Signora di Montserrat, recitò un'Ave Maria e si salvò; dopo otto giorni poté già lavorare e andò a portare a Nostra Signora una grande promessa.

Miei cari figli, sappiate che le ferite che Nostro Signore Gesù Cristo ricevette nel suo Santissimo Corpo furono cinquemilaquattrocentocinquantacinque, e per questo vi dico che chi se ne ricorderà e pregherà qualche Padre Nostro e Ave Maria, io libererò dal Purgatorio l'anima di suo padre e di sua madre, e dei suoi parenti, e perdonerò tutti i loro peccati e godranno di tutti i beni della Beatitudine di Nostro Signore Gesù Cristo.

Amen (P.N.A.M.)