mercoledì 5 agosto 2026

RITRATTO D'UN UOMO DA POCO TEMPO PASSATO ALL'ALTRA VITA

 


APPARECCHIO ALLA MORTE


PUNTO III 

Fratello mio, in questo ritratto della morte vedi te stesso, e quello che hai da diventare. "Ricordati che sei polvere e in polvere tornerai". Pensa che tra pochi anni, e forse tra mesi o giorni diventerai putredine e vermi. Giobbe con questo pensiero si fece santo: "Al sepolcro io grido: «Padre mio sei tu!» e ai vermi: «Madre mia, sorelle mie voi siete!» (Gb.17,14). 

Tutto ha da finire; e se l'anima tua in morte si perderà, tutto sarà perduto per te. "Considerati come già morto", dice S. Lorenzo Giustiniani, "sapendo che devi per forza morire". Se tu fossi già morto, che non desidereresti di aver fatto per Dio? Ora che sei vivo, pensa che un giorno hai da trovarti morto. Dice S. Bonaventura che il nocchiero per ben governar la nave, si mette alla coda di quella; così l'uomo per menar buona vita, dee immaginarsi sempre come stesse in morte. Di là, dice S. Bernardo: "Guarda i peccati della gioventù, ed abbine rossore: "Guarda i peccati della virilità, e piangi, guarda gli ultimi presenti sconcerti della tua vita, e trema, e presto rimedia. 

S. Camillo de Lellis, quando si affacciava sulle fosse dei morti, diceva tra sé: Se questi tornassero a vivere, che non farebbero per la vita eterna? ed io che ho tempo, che faccio per l'anima? Ma ciò lo diceva questo Santo per umiltà. Ma voi, fratello mio, forse con ragione potete temere d'essere quel fico senza frutto, di cui diceva il Signore: "Ecco, son tre anni che vengo a cercare frutti su questo fico, ma non ne trovo." (Lc 13,7). Voi più che da tre anni state nel mondo, che frutto avete dato? Vedete, dice S. Bernardo, che il Signore non solo cerca fiori, ma vuole anche frutti, cioè non solo buoni desideri e propositi, ma vuole anche opere sante. Sappiate dunque avvalervi di questo tempo, che Dio vi dà per sua misericordia; non aspettate a desiderare il tempo di far bene, quando non sarà più tempo, e vi sarà detto: «Non vi sarà più indugio!" (Ap.10,6), presto, ora è tempo di partire da questo mondo, presto, quel ch'è fatto è fatto.  

Affetti e preghiere  

Eccomi, Dio mio, io sono quell'albero, che da tanti anni meritava di sentire: «Taglialo; perché deve occupare inutilmente il terreno?» (Lc 13,7). Sì, perché da tanti anni che sto al mondo, non v'ho dati altri frutti, che di triboli e spine di peccati. Ma Signore, Voi non volete che io mi  disperi. Voi avete detto a tutti che chi vi cerca, vi trova: “Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto” (Mt 7,7). Io vi cerco, mio Dio, e voglio la grazia vostra. Di tutte l'offese che v'ho fatte, me ne dispiace con tutto il cuore, vorrei morirne di dolore. Per lo passato v'ho fuggito, ma ora stimo più la vostra amicizia che il possedere tutti i regni della terra. Non voglio resistere più alle vostre chiamate. Mi volete tutto per Voi, tutto a Voi mi dono, senza riserba. Voi sulla croce vi siete dato tutto a me, io mi do tutto a Voi.  

Voi avete detto: «Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò» (Gv.14,14). Gesù mio, io fidato a questa gran promessa, in nome vostro, e per i meriti vostri vi cerco la vostra grazia, il vostro amore. Fate che abbondi la grazia, e il vostro santo amore nell'anima mia, dov'è abbondato il peccato. Vi ringrazio che mi date lo spirito di farvi questa preghiera; mentre Voi me l'ispirate, è segno che volete esaudirmi. Esauditemi, Gesù mio, datemi un grande amore verso di Voi, datemi un gran desiderio di darvi gusto e poi la forza d'eseguirlo.  

O mia grande Avvocata Maria, esauditemi ancora Voi; pregate Gesù per me.  

Sant'Alfonso Maria dei Liguori 


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