domenica 21 settembre 2025

Signore innamorato dell'unità

 


Che la tua presenza eucaristica sia un centro di collegamento, un focolare di unità per gli uomini!

Che essa accentui il tuo dominio sulle anime, raccogliendole in uno stesso amore.

Che essa attiri ognor più a te gli sguardi e i cuori, nel fulgore di una verità più luminosa e nella unanimità di una carità più ardente!

Come il tuo corpo eucaristico non perde la sua unità quando l'ostia viene spezzata, così non permettere che le liti e i dissensi tra gli uomini ostacolino l'unità del tuo Corpo Mistico.

Degnati di congiungere i tuoi fratelli a te e fra di loro come si saldano fra di loro le particelle di cui si compone l'ostia.

Per mezzo della tua Eucaristia unica e identica dappertutto, ispiraci il vivo desiderio dell'unità della comunità umana, fondata sulla tua presenza.

Comunica anche a noi la tua volontà di mettere da parte tutto ciò che divide, di promuovere tutto ciò che unisce, anche a prezzo di grandi concessioni e gravi sacrifici.

Fa' che moltiplicandosi nel mondo, i tuoi tabernacoli edifichino sempre più saldamente l'unità della tua Chiesa!


Il Figlio di Dio Si manifesterà ancora nella Sua magnificenza ai Suoi.

 


Carbonia 13-09-2025

ore 16.15

I locuzione

Sia lodato Gesù Cristo. Sempre sia lodato.

Siano lodati i SS. Cuori di Gesù, Maria e Giuseppe, ora e sempre!

Maria Santissima

Amati figli, il Verbo Si è fatto Carne, la Sua Parola è eterna, presto Egli Si manifesterà a voi nella Sua meravigliosa natura Umana come Figlio dell’Uomo, il Figlio di Dio Si manifesterà ancora nella Sua magnificenza ai Suoi, li benedirà e li assorbirà in Sé.

Figli dell’Amore, figli amati, figli desiderati, o voi che amate il vostro Gesù, voi che seguite ardentemente e scrupolosamente questa chiamata, in verità vi dico che presto sarete in una situazione diversa, una trasformazione succederà in voi, entrerete per sempre in una dimensione nuova, crescerete in spirito, conoscerete le Cose di Dio, sarete sapienti delle Cose di Dio.

Ricoveratevi nella preghiera, o uomini, il tempo è ormai chiuso, non ci sarà più possibilità alcuna per coloro che hanno rifiutato il Signore Gesù Cristo.

Amati del Signore, amati figli, o voi che Mi avete rinnegato, o voi che ancora oggi Mi ripudiate, Mi odiate, Mi beffeggiate, Mi sputate, avrete a soffrire molto, in questi prossimi mesi, una grande croce vi attende.

Amati figli, le prove che dovrete attraversare saranno molto dure, però Io devo permettere questo perché voi possiate finalmente aprire il vostro cuore, i vostri occhi, a Chi vi ha creati: all’Amore, e tornare all’Amore, invocare il nome di Gesù per essere salvati.

Ponete attenzione ai segni, ora ci saranno tanti segni nel cielo, ponete attenzione a quei segni perché sono il preannuncio all’Avvertimento.

Inginocchiatevi dinanzi al Crocifisso e chiedete a Gesù l’anticipato Suo ritorno, chiedete di salvare i vostri cari, pregate per loro, pregate, figli Miei, pregate!

Chi crede di essere il primo sarà l’ultimo! Io amo i figli in umiltà, coloro che si umiliano e camminano nel silenzio, in povertà, in amore e rispetto del prossimo.

Chi ha condivida con i fratelli, non sia egoista, non sia avaro perché l’avarizia è uno dei peccati più grandi.

Figli Miei, adorati del vostro Signore Gesù Cristo, vi abbraccio, apro il Mio Petto e vi ricovero in Me, vi porto in Me, vi porto a conoscere e godere di tutte le Cose create da Dio per i Suoi eletti.

Io sono qui in questo Colle, sono in mezzo a voi, sono con Maria Santissima, ancora vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

La Madre Mia Santissima congiunge le Sue mani alle vostre e Io congiungo le Mie alle Sue perché possa essere più potente la preghiera, la vostra supplica al Padre, per il Mio anticipato ritorno. Amen

II locuzione al Colle

Maria Santissima

Figli Miei, eccomi, passo in mezzo a voi, vi prendo sulle Mie braccia, vi stringo al Mio Petto, Gesù è con Me e vi stringe alla stessa maniera, Egli vi ama infinitamente, vi desidera ardentemente nel Suo Cuore, molto presto vi prenderà con Sé, molto presto! I giorni non sono più giorni, il tempo è chiuso, …andiamo forti nella preghiera.

III locuzione al Colle

ore 16.57

Amati figli, ponete il vostro cuore nelle mani di Gesù e Maria, seguite i Loro insegnamenti, non allontanatevi per nessuna ragione da questa chiamata.

Amati figli, a breve vedrete aprirsi il cielo e vedrete discendere il Figlio dell’Uomo! Nella Sua immensa Bellezza, Egli vi irradierà della Sua luce. Questo luogo (il Colle) cambierà aspetto, come tutto ciò che a Lui appartiene, le tenebre svaniranno e la luce sarà per sempre.

Amati figli, amati voi che avete ascoltato la Mia Parola e Mi avete seguito rinunciando al mondo, rifiutando le false ideologie di questo mondo, ecco che per voi si apre un mondo diverso: … l’eternità, nella felicità assoluta e nell’Amore!

Dio ha preparato per voi un altro luogo, un pianeta nuovo, una terra nuova dove vivrete nell’abbondanza dell’amore e della felicità, mai nulla vi mancherà, sarete perenni nel Dio vivente, sarete in Dio, vivrete di Dio, amerete come Dio ama, gioirete in Lui, avvertirete la Sua stessa gioia, quella di quando vi creò per essere cosa Sua. Sì, quel giorno avvertirete quella stessa gioia nel vostro cuore, sentirete palpitare il vostro cuore e brividi verranno sulla vostra pelle.

Amati bambini Miei, siete arrivati alla fine della corsa, presto entrerete a godere di questa vita nuova, …entrerete con Dio e in Dio.

Avrete una famiglia nuova, avrete i vostri cari al vostro fianco, tutti coloro che si sono salvati anche grazie alle vostre preghiere Tutti quelli che si risveglieranno dalle tombe, chiedendo perdono con cuore contrito al Signore, andranno ad abitare questo nuovo mondo e saranno nelle mani del Dio vivente per sempre.

Aprite i vostri occhi al nuovo mondo, pregate, pregate, figli Miei, per questa nuova vita, pregate perché si abbrevi il percorso che dovete ancora attraversare su questa terra.

Sono poche le ore che dovete soffrire: …parlo di ore, ma potrebbero essere minuti, secondi, …in qualsiasi momento Io potrei aprire il Cielo e discendere a prendervi con Me.

Pregate per tutti coloro che sono lontani da Me, che non vogliono essere Miei, costoro purtroppo dovranno attraversare la grande tribolazione.

Amatevi, figli Miei, state uniti, siate forti, condividete ogni cosa e collaborate con il sorriso sulle labbra e con amore; spogliatevi della fatica che Satana cerca di gettarvi addosso, pregate, riempitevi di energia positiva, Dio vi sta inondando di una energia nuova, positiva, di una luce nuova, siete ormai nel tempo della trasfigurazione, Dio vi sta preparando per entrare a vivere per sempre con Sé.

Siate i benedetti del Signore, vivete nell’amore!  Godetevi questi ultimi istanti di vita sulla terra facendo carità e amando.

Vi benedico nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo. Amen

Le ultime sette parole



La Quarta Parola 


Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? 

Le prime tre parole pronunciate dal pulpito della croce erano dirette alle tre categorie predilette da Dio: nemici, peccatori e santi. Le prossime due parole lasciano invece intravedere il dolore dell’Uomo-Dio sulla croce. La quarta parola simboleggia le sofferenze di coloro che si sentono abbandonati da Dio; la quinta parola simboleggia le sofferenze di Dio abbandonato dall’uomo. 

Quando il Signore pronunciò la quarta parola dalla croce, si fece buio su tutta la terra. Si pensa comunemente che la natura rimanga indifferente al dolore dell’uomo. Una nazione può morire di fame, eppure il sole e le stelle continuano a volteggiare sui campi inariditi. L’uomo può levarsi contro suo fratello in una guerra fratricida e trasformare i campi di fiori in campi di sangue, ma un uccello, scampato al fuoco e al furore della battaglia, canta la sua dolce melodia di pace. I nostri cuori possono spezzarsi dal dolore per la morte di un carissimo amico, tuttavia l’arcobaleno appare festoso nel cielo anche se i suoi sgargianti colori contrastano con la cupa agonia sulla quale egli risplende. Ora, però, il sole si rifiuta di brillare sulla tragedia della crocifissione! Forse per la prima e ultima volta, la luce che governa il giorno si spegne come una candela, sebbene, secondo le previsioni umane, avrebbe dovuto continuare a brillare. La ragione di tutto questo sta nel fatto che, davanti a quell’atto supremo dell’iniquità dell’uomo, cioè l’uccisione del Creatore della natura, la stessa natura non poteva rimanere indifferente. Se l’animo del Signore si trovava nell’oscurità, allora anche il sole, che egli aveva creato, doveva esserlo. 

In realtà, tutto era nell’oscurità! Egli si era privato di sua Madre e del suo discepolo amato, donandoli l’uno all’altra, e ora anche suo Padre nei cieli lo aveva abbandonato. «Eli, Eli, lamà sabactàni». «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?»: è il pianto, in quel misterioso linguaggio degli Ebrei, che esprime il terribile mistero di un Dio abbandonato da Dio stesso. Il Figlio chiama suo Padre, Dio. Che contrasto con quella preghiera che egli un giorno aveva insegnato: «Padre nostro, che sei nei cieli...»! Stranamente e misteriosamente, la sua natura umana sembra separarsi dal Padre celeste, eppure non è così: come potrebbe altrimenti invocarlo dicendo: «Dio mio, Dio mio»? Come la luce e il calore del sole sembrano scomparire quando si frappongono le nuvole, sebbene il sole rimanga nel cielo al di là delle nuvole, così è ora per Gesù: il volto del Padre celeste sembra scomparire in quel terribile momento in cui egli prende su di sé i peccati del mondo. Gesù assume questa sofferenza per ognuno di noi, affinché possiamo capire che cosa terribile sia per la natura umana essere privati di Dio, della sua consolazione e salvezza divine. Era l’atto supremo di espiazione per tre classi di persone: coloro che abbandonano Dio, coloro che dubitano della presenza di Dio e coloro che sono indifferenti nei confronti di Dio. 

La sua espiazione era prima di tutto per gli atei, per quelli che, in quell’oscuro mezzogiorno, credettero a Dio solo parzialmente, come parzialmente credono oggi coloro che vivono nella notte. Espiò poi per tutti coloro che, pur conoscendo Dio, vivono come se non lo avessero mai conosciuto; per coloro i cui cuori sono come i bordi di una strada, dove l’amore di Dio getta i suoi semi che verranno però calpestati da tutti; per coloro i cui cuori sono come terreni sassosi, dove i semi dell’amore di Dio cadono per essere presto dimenticati; per coloro i cui cuori sono come rovi di spine, dove i semi dell’amore di Dio vengono soffocati dalle preoccupazioni terrene. Espiò per tutti quelli che avevano la fede e la persero, per tutti quelli che prima erano santi ma ora sono divenuti nemici. Era l’atto divino di redenzione per tutti quelli che abbandonano Dio: infatti, nel momento in cui fu abbandonato, acquistò per noi la grazia di non essere mai abbandonati da Dio. È stato un atto di espiazione anche per coloro che rinnegano la presenza di Dio; per tutti quei cristiani che abbandonano ogni sforzo quando non sentono la vicinanza di Dio; per tutti coloro che identificano l’essere buoni con lo star bene; per tutti gli scettici, iniziando da coloro che gli avevano chiesto: «Chi ti ha mandato?». Gesù stava espiando per tutte quelle domande accattivanti di un mondo che continuamente si chiede: «Perché esiste il male?». «Perché Dio non risponde alle mie preghiere?». «Perché Dio si è portato con sé mia madre?». «Perché... perché... perché?». L’espiazione per tutte queste domande si compì nel momento in cui Dio stesso chiese un perché? a Dio. 

Infine, era l’espiazione per tutta l’indifferenza di un mondo che vive come se non ci fossero mai state una mangiatoia a Betlemme e una croce sul Calvario; per tutti coloro che giocavano ignaramente a dadi mentre si stava consumando il dramma della redenzione; per tutti coloro che si sentono degli dei al di sopra di ogni dovere, di ogni religione, di ogni rito, credendosi privi di ogni legame. Penso che dopo questi duemila anni l’indifferenza del mondo moderno sia più dolorosa delle pene del Calvario. Non bisogna credere che la corona di spine e il metallo dei chiodi fossero più terribili per il corpo del Nostro Salvatore dell’indifferenza di oggigiorno, che non si cura né di offendere né di lodare il suo Cuore. 


Preghiera 

O Gesù! Tu stai espiando per quei momenti in cui non siamo né caldi né freddi, né cittadini della terra né del cielo, giacché tu ora stai soffrendo fra cielo e terra: abbandonato dall’uno e rigettato dall’altra. Tuo Padre ti ha nascosto il suo volto, perché tu non volevi abbandonare l’umanità nel suo peccato. Ma, poiché sei rimasto fedele al tuo Padre celeste, l’umanità peccatrice ti ha voltato le spalle: in questo modo tu hai trovato il giusto cammino per unire l’umanità al Padre in una santa alleanza. Nessuno potrà più dire che Dio non conosce ciò che significhi sentirsi abbandonati, visto che tu sei stato abbandonato. Nessuno potrà più dire che Dio non conosce le ferite e la perplessità di un cuore che si interroga quando non sente più la presenza divina, visto che per te, ora, quella stessa presenza sembra nascondersi. Gesù, ora capisco il dolore, l’abbandono e la sofferenza, poiché vedo che anche il sole si è eclissato. Ma perché, Gesù, trovo così difficile imparare? Come tu non ti sei costruito la tua propria croce, fa’ sì che anch’io non mi costruisca la mia. Insegnami ad accettare quella che tu hai preparato per me. Insegnami a capire che tutto nel mondo è tuo, ad eccezione di una cosa, la mia volontà: poiché questa è l’unica cosa veramente mia, è l’unico vero dono che io possa farti. Insegnami a dire: «Non sia fatta la mia, ma la tua volontà». Anche quando non ti vedo, dammi la grazia di dire: «Anche se tu mi uccidessi, io continuerò a sperare in te». Dimmi, Signore: per quanto tempo ancora ti lascerò a contorcerti sulla croce? 

Mons. Fulton John Seen

sabato 20 settembre 2025

L’Assenza di fede prima della fine – L’agire di Satana

 


La serietà della volontà


Gli uomini moriranno nell’assenza di fede, benché vengano sostenuti visibilmente dal Mio avversario, cioè aumentano in potere e ricchezza terreni, in sapere e fama perché è e rimane un guadagno mondano che non è costante, che lascia le anime in totale povertà e necessità e li mette di nuovo in quel destino che è stato un tempo infinitamente lungo per lei in uno stato di tormento. Gli uomini vogliono rinnegare un Dio e Creatore, sono convinti della loro propria forza ed intelligenza, riconducono ogni successo terreno al proprio pensare e creare e malgrado ciò sono soltanto manipolati da colui che Mi vuole spodestare dai cuori e dai pensieri. Loro non credono in un Dio e non credono nemmeno in un essere di Satana, ma si trovano nel suo potere. E quando si è arrivati a questo e cioé che ogni fede scompare perché gli uomini vengono influenzati solo nella direzione di assenza di Dio, allora è venuto anche il momento in cui l’agire dell’avversario viene terminato.

Ed esistono tutti i segni che il Mio avversario domina sul mondo, che egli spinge gli uomini di impiegare la loro forza di vita soltanto per il terreno, che egli sposta tutto il Divino-Spirituale talmente in lontananza che gli uomini non si sforzano per raggiungerLo. Egli li manipola direttamente o indirettamente, procede apertamente contro la fede, oppure rifocilla gli uomini riccamente con beni terreni, che da soli si distaccano da Me, per non venire derubati delle loro gioie terrene, nella riconoscenza istintiva che ambedue insieme non possono venire loro concessi. Loro rinunciano a Me senza riflettere, perché il mondo li stimola e li trae troppo in tentazioni e loro non possono resistere a queste. 

Rimane però anche un’impresa inutile quella di istruire gli uomini di qualcosa d’altro, perché tali voci d’ammonimento vengono soffocate dalla parte avversa, perché vengono fatte tacere, se non diversamente, allora con violenza. Il seme velenoso viene già sparso sul terreno ancora incolto, cioè ai bambini viene già insegnata una rappresentazione del tutto sbagliata sullo scopo dell’esistenza e ogni piantina delicata che si rivolge lo stesso verso la Luce, viene soffocata, viene resa dipendente dalla vita (terrena) con i semi avvelenati. Già come bambino l’uomo viene guidato nel pensare errato ed il Mio avversario con discorsi abili cerca di procurarsi credibilità. E dove non basta la sua furbizia, li aiuta la violenza perché egli domina quei potenti che si affermano, dove non è stato edificato un solido fondamento di fede, che poi potrebbe anche resistere a tutte le tempeste. 

Ma anche Io parlo una Lingua forte che non può essere non sentita, dapprima tramite avvenimenti tragici di ogni genere, che dovrebbero indicare ad ogni uomo la temporaneità della felicità terrena e del possesso terreno. Ed Io parlerò ancora più chiaramente, ma avrò soltanto successo con coloro che non sono diventati ancora vittime del Mio avversario. Innumerevoli uomini finiscono la loro vita terrena in questo stato di assenza di Dio e li accoglie una oscurità che è impenetrabile ed inimmaginabile per voi uomini. Ma è stata creata da loro stessi, è l’inevitabile conseguenza della loro malafede in un Dio e Creatore; è il destino che fiorisce a tutte le anime che si consegnano al Mio avversario e che non cercano di evitare la separazione da Me. 

Questo è una propria colpa, perché ogni uomo è in grado di riflettere con seria volontà sulla Verità. Nessun uomo viene costretto di fare propri i punti di vista dei prossimi o dei potenti, perché i pensieri di ogni uomo sono liberi ed egli può anche usare il suo intelletto. E se lo fa nel desiderio di Verità e Giustizia, allora gli viene concesso anche da parte Mia un giusto pensare ed egli troverà in sé la Verità. E per questo Io agirò sempre sul pensare degli uomini attraverso intensi colpi del destino contro i quali nessun uomo potrà difendersi, perché Io non rinuncio ancora alla lotta per ogni anima. 

E fintanto che l’uomo esiste sulla Terra, Io gli creerò anche la possibilità di arrivare ancora alla giusta conoscenza, ma non uso la costrizione, come anche il Mio avversario non può ottenere il distacco da Me con la costrizione, nemmeno quando dei potenti della Terra usano dei provvedimenti d’obbligo. Perché Io bado solamente alla volontà dell’uomo, la predisposizione interiore verso di Me. Ed ogni pensiero rivolto a Me riceve anche Forza ed aiuterà l’anima al distacco dal Mio avversario. Ma non ci sarà più da registrare un grande successo in numeri, ma per Me ogni singola anima, che non è di nuovo sprofondata nell’abisso più profondo, è un guadagno. Il Mio Amore farà perciò anche di tutto per salvare ancora prima della fine coloro che non sono ancora completamente nelle mani del Mio avversario, per restituire loro la fede in un Dio e Creatore dall’Eternità, il Quale vuole restituire alle Sue creature la Vita in Libertà, Forza e Luce che possedevano in Principio. Amen

27. marzo 1958

TRE ATTEGGIAMENTI DELL’UOMO DI FRONTE AL PRETERNATURALE

 


TRATTATO DI DEMONOLOGIA


Di fronte a fatti preternaturali, che si svolgono in un mondo ancora impenetrato e impenetrabile all’esperienza umana, l’uomo generalmente tiene un triplice atteggiamento, o quello del troppo poco, o quello del troppo o quello del giusto mezzo: quello del troppo poco, cioè della diffidenza e dello scetticismo, negando aprioristicamente l’esistenza dei fatti, anzi la possibilità della stessa esistenza dei fatti perché non esiste né Dio né il diavolo, rilegandoli nel mondo della fantasia, dell’illusione, dell’ignoranza, senza neppure scomodarsi a controllarli per vedere se, per caso, una qualche possibilità di verità storica si possa intravedere in essi.

Quello del troppo è l’atteggiamento della credulità che accetta semplicisticamente e a occhi chiusi tutto ciò che viene attribuito al demonio dalla prima all’ultima parola, o si racconta del demonio, senza nessun discernimento critico.

Quello del giusto mezzo, invece, è quello della verità, accettando solo quello che si presenta storicamente provato, quindi degno di fede umana, in pieno accordo con la dottrina della chiesa la quale crede nell’esistenza di Dio e nell’esistenza del suo avversario il diavolo.

Tre atteggiamenti, quindi: lo scetticismo integrale, la credulità a oltranza e lo studio serio che fa arrivare alla verità concreta. Il primo pecca per difetto, il secondo per eccesso, solo il terzo offre una garanzia di serietà e di ragionevolezza. Li vogliamo esaminare brevemente.

Il primo, l’atteggiamento dello scetticismo integrale è il più diffuso nel mondo della cultura, dove del resto si trova anche il numero maggiore di atei, di miscredenti, di negatori della vita ultraterrena.

L’uomo di cultura, non sufficientemente munito di principi religiosi che vengano a supplire e in certo senso a condizionare le immancabili lacune del pensiero umano, rifiuta sdegnosamente quello che sfugge alla sua esperienza diretta, che non vede coi suoi occhi e non tocca con la sua mano — Dio, l’anima, la vita futura, l’inferno, gli angeli, i demoni — senza rendersi conto che quello che appartiene all’invisibile è molto più vasto e più esteso del visibile, di tutto quello che cade, limitatamente, sotto la sua esperienza, e senza accorgersi che negando a priori ciò che la ragione umana non può né raggiungere né spiegare, il campo delle sue conoscenze rimane forzatamente limitato e incompleto.

Non c’è bisogno di profonde analisi o di astruse investigazioni per arrivare a una conclusione così semplice:

Ci sono, Orazio, più cose in cielo e in terra che le vostre cognizioni scolastiche non sognano, diceva l’Amleto di Shakespeare.

In altre parole: ci sono più cose in cielo e in terra di quante possa concepirne qualunque filosofia, la quale in tanti secoli di ricerca non è stata ancora capace di risolvere questioni ben più importanti e vitali di quella dell’esistenza degli spiriti.

Senza un riferimento al mondo invisibile, o piuttosto senza l’accettazione della rivelazione divina, sono troppe le domande che rimangono senza risposta e gli enigmi della vita e della storia umana che non trovano una spiegazione adeguata. Il dubbio o la negazione sistematica non meritano il nome di scienza.

La credenza nel diavolo entra in questo ordine di idee. Siccome l’esistenza e l’azione dei diavolo nel mondo è — e non soltanto oggi o da oggi — una reait costatata tutti i giorni, negare questa esistenza vuoi dire precludersi la via per arrivare alla spiegazione di questa realtà, vuoi dire costatare e provare gli effetti senza volere e potere risalire alla causa.

Nei primi anni Settanta usciva in Germania il libro dal titolo Abschied vom Teufel, tradotto in diverse lingue e anche in italiano col titolo La liquidazione del diavolo136. L’autore, Herbert Haag, è un sacerdote teologo molto progressista, il quale con una serie di argomenti che convincono solo chivuoi essere convinto, o piuttosto chi è già convinto prima di leggere il libro, si dimostra abbastanza semplicista, primitivo e assolutamente privo di qualunque esperienza pastorale — cosa molto grave in un teologo — e di conoscenza storica. Haag non è l’unico su questa linea. Con lui, e dopo di lui, altri teologi e scrittori, in Germania, in Francia, in Italia, in America, hanno cercato con cavilli di smantellare la credenza nel diavolo e di relegarlo nel mondo delle leggende popolari, del folklore, della poesia, senza nessun addentellato con la realtà storica e teologica.

Quali sono le argomentazioni di Haag? Ne citiamo alcune.

«La verità che ci viene proposta dalla rivelazione, e che impegna gli uomini di tutti i tempi, si trova intessuta in tutti gli scritti biblici di rappresentazioni e modi di pensare che erano propri del tempo in cui tali scritti vennero composti».

«Tutto quanto si afferma nel Nuovo Testamento non appartiene al messaggio vincolante della rivelazione, ma solo a quell’immagine del mondo caratteristica degli autori biblici, ossia della mentalità della loro epoca. Tutte queste espressioni riflettono semplicemente le concezioni che dominavano correntemente negli scritti giudaici contemporanei e determinavano il pensiero religioso della loro epoca».

«Non può essere nell’intenzione degli scritti neotestamentari insegnare con validità di fede agli uomini di tutti i tempi e di tutte le culture la credenza giudaica di quei tempi nei demoni».

In altre parole, secondo l’autore tedesco, Gesù, insistendo sulla verità dell’esistenza degli esseri spirituali, angeli buoni e angeli cattivi, e lottando apertamente contro gli spiriti cattivi cacciandoli dal corpo degli ossessi, affidando ai suoi discepoli il compito di cacciare i demoni, non avrebbe fatto altro che seguire ciecamente, irrazionalmente, la mentalità popolare del tempo e la credenza giudaica di quel tempo nei demoni. In questo modo egli non solo si sarebbe ingannato ma avrebbe ingannato anche noi, credendo egli stesso e facendo credere agli altri quello che non aveva nessun fondamento di verità, oppure — estrema concessione del nostro teologo — quello poteva avere ancora qualche valore in quei tempi arretrati e primitivi, ma non «per tutti i tempi», tanto meno per il nostro. E non si accorge il brav’uomo che con queste premesse si può arrivare anche alle conseguenze più estreme e radicali? Se Gesù si è ingannato su un punto, perché non potrebbe essersi ingannato anche su altri, anche su tutti? Se la sua dottrina deriva da opinioni popolari, infondate, false, chi ci assicura dell’autenticità e dell’infallibilità del suo messaggio e della sua morale? Come conciliare questo inganno con la sua divinità?

La problematica come si vede, diventa sempre più complicata, e questo capita tutte le volte che ci sifissa nei preconcetti senza dar valore ai fatti. Si ripete l’errore di chi, ai tempi di Galileo, si rifiutavadi guardare nel telescopio per non trovarvi la smentita delle sue opinioni. I moderni negatori del diavolo ripetono lo stesso errore aggravandolo per la loro ostinazione, errore che rimproverano ai loro avversari. Si lasciano guidare e condizionare da idee preconcette, da formalismi, dall’opinione pubblica senza andare alla radice della questione per paura di doversi ricredere.

E questo avviene, evidentemente per motivi diversi, anche in certi sacerdoti che hanno una strana allergia per tutto ciò che è preternaturale, con preferenza spiccata per il demonio e per tutto ciò che a lui si riferisce. Scrive a questo proposito Léon Bloy: «I sacerdoti non usano quasi mai il loro potere di esorcisti perché mancano di fede e hanno paura, insostanza, di disgustare il demonio. Qual’è quel parroco o quel religioso che stimerebbe naturale venir chiamato, a preferenza del medico, per un caso di isterismo, catalessi o epilessia? Ambedue troverebbero ridicolo un tal modo di agire. Se i sacerdoti hanno perduto la fede al punto di non credere più alloro privilegio di esorcisti e di non farne più uso, ciò rappresenta un’orribile sventura»137.

All’esagerato naturalismo si contrappone l’esagerato preternaturalismo ossia la credulità che vede diavoli dappertutto anche quando si tratta di semplici patologie nervose di fenomeni di origine puramente naturale. Le conseguenze negative che derivano da questo atteggiamento sono uguali a quelle derivate dall’atteggiamento contrario. L’uomo deve affidarsi alla ragione per arrivare alla verità, e la ragione deve essere guidata dall’esame dei fatti. Nel campo delicato del preternaturale, e specificatamente nel campo della demonologia, i fatti non mancano, come non mancano i criteri di esame e di giudizio dei fatti. Questi criteri diagnostici sono determinati dalla chiesa attraverso il rituale romano.

La certezza della possessione è data dalla presenza di modalità diverse e addirittura opposte a quelleche condizionano un’attuazione naturale del fenomeno138. Quali siano in concreto gli elementi, le modalità, quel tono insomma che caratterizza il manifestarsi naturale dell’ampia fenomenologia, lo si può apprendere dallo studio della psichiatria e della parapsicologia. Il meraviglioso demoniaco presenta molto spesso dei fenomeni non facilmente riconducibili alle categorie della psichiatria e della parapsicologia: altre volte invece è il demoniaco che fa vedere come i due tipi di fenomenologia si sostengono e si aiutano a vicenda. Si potrebbe affermare che le manifestazioni parapsicologiche illuminano quelle psichiche e queste ultime colorano di una tinta impressionante leprime, rivelando la presenza di un essere superiore che anche nelle sole manifestazioni di ordine psichiatrico non smentisce le sue possibilità139.

Esiste pertanto, per chi vuole e se lo vuole, la possibilità di discernere la vera entità di un male, se diordine naturale o preternaturale e di arrivare nello stesso tempo anche alla sua cura. Colui invece che subito, a priori, senza prove nega l’esistenza stessa del male, ossia della presenza diabolica nel mondo, non arriverà mai a farne la diagnosi e tanto meno a farne la terapia, col pericolo e col dannoche è facile immaginare. Coi preconcetti non va avanti il mondo.

Un romanziere americano, Perry Burges, racconta di un giovane agricoltore americano che in seguito a un incendio aveva riportato una ferita in un braccio, in seguito alla quale aveva perso la sensibilità di una parte. Il medico di casa, esaminato il caso, disse che si trattava di cosa da poco e che in breve tempo tutto sarebbe andato a posto.

Pochi mesi dopo però il giovane trovò che un secondo posto era diventato insensibile, e si fece vedere da un altro medico, il quale parimenti non diede importanza alla cosa, ma non trovando una diagnosi sicura, consigliò al paziente di farsi visitare da un altro medico di città, noto per la sua scienza medica e molto stimato. Il quale, esaminata la ferita, si fece subito serio subodorando il peggio e mandò il giovane da un quarto medico, uno specialista di malattie tropicali. Il medico tropicale non tardò a diagnosticare il male: si trattava di lebbra. Egli disse al malato:«Questa è lebbra, lei ha la lebbra». I primi tre medici si erano ingannati mai pensando che nell’America del nord ci potesse essere la lebbra. Da sempre avevano sentito dire che i paesi della lebbra erano altri, non gli Stati Uniti. Erano convinti e sicuri che là, da loro, nel paese del progresso tecnico e civile, questa malattia fosse non solo inesistente ma addirittura impossibile. Eppure era vero il contrario.

La possessione diabolica e tutti gli altri fenomeni di demonologia non sono limitati solo ai tempi antichi o ai paesi del terzo mondo sottosviluppati e culturalmente arretrati, ma anche alla civile Europa e al progredito occidente. E segno di intelligenza e di prudenza non chiudere volontariamente gli occhi di fronte a questa realtà, ma affrontarla con saggezza e coraggio e   applicarle i rimedi per diminuirne o eliminarne più facilmente i mali.

Paolo Calliari


... Guarda! Molte anime stanno andando verso l'inferno a causa degli aborti.

 


La Madre Benedetta ha versato lacrime dalla mezzanotte alle 8 del mattino. Ho visto i suoi occhi pieni di lacrime.


Giulia: Madre, perché stai piangendo?


Per un momento, sono caduta e ho visto molte anime. Alcune di esse camminavano con un bastone; alcune non avevano gambe; alcune erano senza spalle o braccia; alcune non avevano occhi o orecchie; e alcune avevano nasi o bocche sfigurati. Stavano andando da qualche parte, spingendosi a vicenda, litigando in modi rumorosi e meschini e cadendo continuamente. Ero stupita e ho urlato. Pensavo fossero le anime in Purgatorio.


LA MADRE BENDETTA: ... Guarda! Molte anime stanno andando verso l'inferno a causa degli aborti. Devo implorare con lacrime come queste per salvare quelle numerose anime. Intendo salvarle attraverso di te, attraverso i tuoi sacrifici e riparazioni. Come posso essere inconsapevole dei dolori che sopporti? Ora, parteciperesti ai dolori dei piccoli bambini che sono stati abbandonati dai loro genitori ignoranti e crudeli?

Giulia: Sì, Madre. Posso fare qualsiasi cosa, se tu rimani con me.

In quel momento, la mia postura è diventata quella di un bambino non nato con braccia e gambe rannicchiate. Il mio viso è diventato rosso come il sangue. Ho sofferto per quattro ore e mezza. Quando questi dolori sono finiti, sono iniziati i dolori del parto. Il mio viso è diventato gonfio come una zucca e non potevo muovermi. Ho sofferto tutto il giorno. I dolori spirituali erano più difficili da sopportare dei dolori fisici.

12 maggio 1987

Julia Kim

Incarnazione redentrice

 


Conchita (1862-1937)


«E il Verbo si è fatto carne, e perché? Per unificare con Dio l'umanità colpevole, purificando la sua carne in se stesso quando si fa uomo, lavando le anime con i suoi meriti e il suo sangue... Durante il mio pellegrinaggio sulla terra io riferivo sempre i miei miracoli e i miei insegnamenti al Padre e allo Spirito Santo nel quale vivevo unificato. Non compivo alcuna delle mie azioni indipendentemente da loro, e tutto l'Antico e il Nuovo Testamento tendeva a rendere tutte le anime "uno" nella carità e nell'unificazione con Dio» (D. 26 aprile 1913).

«La redenzione fu il mistero del più puro amore, della condiscendenza più tenera e più amorosa. Eterna esplosione d'amore tra il desiderio veemente del Figlio e l'adesione del Padre, mentre lo Spirito Santo interviene all'inizio, durante la realizzazione, e nel momento supremo» (D. lo agosto 1934).

 

NIENTE POTRÀ SOLLEVARLI! …

 


Messaggio del Nostro Signore tramite Robert Brasseur  



4 Settembre 2025

Caro figlio,

Che la tua grandezza d'animo colmi la Mia Sofferenza, poiché molti dei Miei figli non sono in stato di grazia.

Quanti si ritroveranno alle porte dell'Inferno? Quanti grideranno il loro smarrimento? Le loro sofferenze saranno senza limiti. Il peccato che li ha condotti in questo luogo infernale sarà il loro tormento per l'Eternità.

NIENTE POTRÀ SOLLEVARLI! …

Cari figli, è qui che le tue notti di preghiera portano la guarigione dei cuori. Ciascuna delle tue sofferenze offerte guarisce il cuore di molti dei Miei figli.

Anche se la lotta ti sembra molto intensa, è donandoti in questo modo che Noi possiamo cambiare i cuori più induriti. La preghiera rimane la tua forza anche in questi tempi difficili.

Non dimenticare mai che l'amore è più potente dell'odio e che nulla può competere con l'amore e il dono di sé.

La preghiera rimane il vostro sostegno e è nella preghiera che il vostro cuore troverà la pace.

Non temere l'Avversario, ma prega, per fargli perdere ogni autonomia su di te e per ridurlo a nulla. È così che la vostra vittoria sarà assicurata.

Caro figlio, conosco ciascuna delle tue sofferenze, ma guarda sempre la Croce di Mio Figlio, e per Essa troverai sempre la forza e soprattutto la grazia di attraversare questi momenti difficili.

Per D…, soprattutto non ti preoccupare, poiché la Mia Divinità riposa su di lei e Io la trasformo gradualmente, per prepararla ai giorni a venire.

Il vostro pellegrinaggio su questa terra è molto importante, poiché ho bisogno di ciascuno di voi per portare la Luce e soprattutto per guidare i Miei figli. È così che compite la vostra Missione su questa terra.

Questo passaggio all'Eternità vi sarà addolcito quando sarà giunto il momento. La vostra partenza avverrà con dolcezza e Io sarò al vostro fianco per accogliervi.

Caro figlio, apprezzo molto la tua presenza e il tuo ascolto, poiché ciò Mi sostiene nel Mio Amore per la Mia Creazione.

Ti amo e ti benedico, così come tutti coloro che ti sono cari.

Tuo Papà, pieno di compassione per tutti i Suoi figli.


Quando il Figlio dell’uomo verrà, non troverà Fede nei cuori.



Dice Gesù: 
«Di’ al Padre45, che chiede un segno per persuadere i confratelli a certe verità che non si possono negare, che gli do la stessa risposta data al ricco Epulone: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non ascolteranno neppure un morto risuscitato”. 
Se non ascoltano la voce della loro coscienza ispirata da Me, che grida i suoi avvertimenti inoppugnabili e veritieri, se soffocano sotto l’incredulità anche quel resto di sensibilità che permane in loro, come vuoi che facciano a sentire altre cose? Se non chinano la fronte davanti alla realtà che li colpisce e non ricordano, non capiscono, non ammettono nulla, come vuoi che credano a un segno? 
Negano anche Me, anche se dicono di non negarmi; loro sono i “dotti” ed hanno soffocato la bella, santa, semplice, pura capacità di credere, sotto le pietre e i mattoni della loro scienza, troppo imbevuta di terra per potere capire ciò che non è terra. 
Ah! Maria! Quanto dolore ha il tuo Gesù! Vedo morire quello che Io ho seminato a costo del Mio morire. 
Ma neanche se Io apparissi mi crederebbero. Metterebbero in moto tutti gli arnesi della scienza per pesare, elencare, analizzare la meraviglia della mia apparizione, sciorinerebbero tutti i ragionamenti della loro cultura, disturbando profeti e santi per citare, a rovescio e nel modo che più torna loro comodo, le ragioni per cui Io, Re e Signore del Creato, non posso apparire. 
Anche ora, come venti secoli or sono, dei semplici, dei bimbi mi seguirebbero e crederebbero in Me. 
I semplici, perché hanno lo stesso cuore, vergine di razionalismo e di diffidenza e di superbia della mente, dei pargoli. No. Non troverei nella mia Chiesa i capaci di credere. Ossia, nel grande esercito dei miei ministri troverei qualche anima che ha saputo conservare la verginità più alta: “quella dello spirito”. 
O santa verginità dello spirito! Come sei preziosa, cara, diletta al mio Cuore che ti benedice e predilige! O santa verginità dello spirito che conservi candore di Battesimo alle anime che ti possiedono, che conservi ardore di Confermazione alle anime che ti conservano, che mantieni nutrimento di Comunione alle anime che ti si abbandonano, che sei Matrimonio dell’anima col suo Gesù Maestro e Amico, che sei Sacerdozio che consacri alla Verità, che sei Olio che mondi nell’ora estrema per preparare all’ingresso nella dimora che vi ho preparato! Santa verginità dello spirito che sei luce per vedere, suono per intendere, come pochi ti sanno conservare! 
Vedi, anima mia. Poche sono le cose che Io condanno severamente come questa del razionalismo che svergina e sconsacra e uccide la Fede, dico Fede colla maiuscola per dire Fede vera, assoluta, regale. Io lo condanno come mio sicario. È desso che uccide Me nei cuori e che ha preparato e prepara tempi ben tristi alla Chiesa e al mondo. 
Ho maledetto altre cose. Ma nessuna maledirò come questa. È stato il seme da cui sono venute altre, altre, altre venefiche dottrine. È stato il perfido che apre le porte al nemico. Ha infatti aperto le porte a Satana che mai, come da quando il razionalismo regna, ha regnato tanto. 
Ma è detto: “Quando il Figlio dell’uomo verrà non troverà fede nei cuori”. Perciò il razionalismo fa la sua opera. Io farò la mia. 
Beati coloro che, come chiudono la porta al peccato e alle passioni, sanno chiudere le porte del tempio segreto in faccia alla scienza che nega, e vivono, soli col Solo che è Tutto, sino all’ultimo. 
In verità ti dico che stringerò al cuore il disgraziato che ha commesso un delitto umano, e se ne è pentito, purché abbia sempre ammesso che Io posso tutto, ma avrò volto di Giudice per coloro che, in base ad una dottrinaria scienza umana, negano il soprannaturale nelle manifestazioni che il Padre vorrebbe che Io dessi. 
Un sordo nato non può udire, vero? Uno che abbia i timpani rotti per infortunio non può sentire, vero? Solo Io potrei ridare loro l’udito col tocco delle mie mani. Ma come posso dare udito ad uno spirito sordo se questo spirito non si lascia toccare da Me? 
Riguardo alle domande del Padre sull’antagonista ultimo, lasciamo l’Orrore avvolto nell’ombra del mistero. Nulla vi serve conoscere certe cose. Siate buoni e basta. La vostra bontà datela, con anticipo sul momento, per lo scopo di abbreviare la durata del regno mostruoso sulla razza di Adamo. 
Riguardo al tempo... 1000... 2000, ... 3000, sono forme per dare un riferimento alla vostra mentalità circoscritta. Così crudele la bestiale sovranità del figlio del Nemico - “figlio non da voler carnale” ma da volere d’anima che ha raggiunto il vertice e il profondo della immedesimazione con Satana - che ogni minuto sarà giorno, che ogni giorno sarà anno, che ogni anno sarà secolo per i viventi di quell’ora. Ma rispetto a Dio ogni secolo è millesimo di secondo, poiché l’eternità è un essere di tempo la cui estensione non ha limite. Così smisurato quell’orrore che il buio della più buia notte sarà luce di sole meridiano al confronto, per i figli degli uomini immersi in esso. 
Il suo nome potrebbe essere “Negazione”. Poiché negherà Iddio, negherà la Vita, negherà tutto. Tutto, tutto, tutto. 
Credete d’esserci? Oh! poverini! Come murmure lontano di tuono è quello che vivete. Allora sarà scroscio di fulmine sopra il capo. 
Siate buoni. La mia Misericordia è su voi». 


DA: I QUADERNI DEL 1943 

 


Da un giorno all'altro accadrà ciò che è stato predetto!



 Lourdes

30 agosto 2025

Gesù: Figlia Mia. È importante che tu scriva per Noi. Orsù, riferisci ai figli che devono pregare ed essere pazienti perché tutto è molto vicino e da un giorno all'altro (cioè, quando noi non ce l'aspettiamoaccadrà ciò che è stato predetto e guai a chi allora non è pronto per quel tempo e per Me!

 

Madre di Dio: Figli Miei. Tutto è molto vicino. Sfruttate quindi il tempo che vi resta per la preghiera, trovate e siate completamente con Mio Figlio.

 

Un Angelo del SignoreSoltanto Gesù è il vostro Salvatore, non ne esiste un altro; quindi, siete pronti per Lui, che vuole la vostra Salvezza.

 

Apostolo e Gesù: Invece colui che giungerà e dirà di essere chi non è, vi rovinerà e farà cadere nelle profondità del regno infernale.

 

Siate vigili e attenti dunque perché Io, il vostro Gesù, non tornerò a vivere una seconda volta fra di voi, colui invece che verrà, sarà molto presente.

 

Apostolo: Non fatevi ingannare, non fatevi confondere perché tutto è “uno show” e nulla è vero!

 

Un Angelo del Signore: State attenti, amati figli, in modo da non andare perduti a causa dell'ultimo arrivato. Egli è l’avversario di Gesù e i suoi seguaci adorano il falso!

 

Maria MaddalenaEgli è l'anticristo, amati figli, e come tale tenterà di imbrogliarvi con ogni mezzo.

 

Non cadete nelle sue trappole, perché egli porterà immoralità e peccato, farà cadere la vostra anima e con la menzogna e l’inganno raggirerà i figli di Dio, li farà soffrire e distruggerà!

 

Chi però è con Gesù, amati figli, non avrà nulla da temereLa sua anima verrà elevata e i suoi giorni nell'eternità saranno ricchi di gloria.

 

Riceverà la luce del Padre e la sua anima giubilerà alla vista del Padre e del Figlio non appena la sua ora sarà giunta.

 

Dio Padre: Tengo la Mia mano protettrice su coloro che sono veramente con Mio Figlio. La loro anima non sarà danneggiata e Mio Figlio li guiderà in questo tempo.

 

Madre di Dio e Maria Maddalena: Non sarà facile, amati figli, ma questo tempo sarà di breve durata.

 

Un Angelo del SignoreResistete dunque.

 

Maria Maddalena e la Madre di Dio: State sempre con Gesù restateGli fedeli fino alla fine. Amen.

 

Con profondo amore.

 

La vostra Mamma Celeste, Madre di tutti i figli di Dio e Madre di Lourdes con Maria Maddalena, gli Apostoli, un Angelo del Signore, Gesù e il Padre Celeste. Amen.

Le ultime sette parole.



La Terza Parola 


Donna, ecco tuo figlio 

Un angelo luminoso lasciò il grande Trono della Luce e discese sulle pianure di Esdrelon e, ignorate le figlie dei grandi regni e imperi, discese lì dove si trovava un’umile vergine in preghiera e le disse: «Salve, piena di grazia!». Queste non erano soltanto parole che venivano annunciate, ma era il Verbo stesso che «si faceva carne». Questa era la prima annunciazione. 

Nove mesi dopo, un angelo luminoso discese nuovamente dal grande Trono della Luce su dei pastori che si trovavano fra le colline della Giudea e insegnò loro la gioia del Gloria in excelsis, invitandoli ad andare ad adorare colui che il mondo intero non può contenere, un «bimbo avvolto in fasce che giace in una mangiatoia». L’Eterno era divenuto tempo, la Divinità si era incarnata, Dio si era fatto uomo; l’Onnipotenza si era fatta impotente. Secondo le parole di san Luca, Maria «dette alla luce il suo primogenito... e lo depose in una mangiatoia». Questa era la prima natività. 

Poi venne Nazaret e la bottega del falegname. Possiamo immaginare il bimbo divino, aspettando il tempo in cui sarebbe stato battezzato con un battesimo di sangue, costruire una piccola croce, anticipazione di quella grande croce che un giorno sarebbe stata sua sul Calvario. Possiamo anche immaginarcelo, alla fine di un lungo giorno di lavoro, stiracchiare le sue braccia esauste, mentre gli ultimi raggi di sole tracciavano sulla parete opposta l’ombra di un uomo sulla croce. Ancora, possiamo immaginare sua Madre percepire in ogni chiodo il ricordo di quella profezia secondo la quale gli uomini avrebbero inchiodato sulla croce colui che aveva fabbricato l’universo. 

Da Nazaret al Calvario, dai chiodi della bottega di un falegname a quelli della malvagità umana. E fu proprio dalla croce che egli portò a compimento la sua volontà e il suo testamento. Aveva già donato il suo sangue alla Chiesa, le sue vesti ai suoi nemici, il paradiso a un ladro e presto avrebbe abbandonato il suo corpo alla tomba e la sua anima al Padre eterno. A chi dunque avrebbe potuto donare i suoi due tesori da lui più amati: Maria e Giovanni? Li avrebbe donati l’uno all’altra, un figlio a sua Madre e una Madre all’amico. «Donna!». Era la seconda annunciazione! L’ora oscura della notte, la stanza silenziosa e la preghiera estatica l’avevano condotta fino al Calvario, dove il cielo si era trasformato in tenebra e il figlio moriva appeso a una croce. Eppure che consolazione! La prima annunciazione era stata fatta solo da un angelo, ma la seconda da Dio stesso, con la soavità della sua voce. 

«Ecco tuo figlio!». Era la seconda natività. Maria aveva dato alla luce il suo primogenito senza dolori di parto, nella grotta di Betlemme; adesso dà alla luce il suo secondogenito, Giovanni, tra i dolori del Calvario. Solo adesso Maria sperimenta i dolori del parto, non solo nel dare alla luce il suo secondogenito, Giovanni, ma anche nel dare alla luce tutti coloro che, nelle ere cristiane, sarebbero nati da lei come «figli di Maria». Ora possiamo capire perché Gesù fu chiamato suo «primogenito». Non perché Maria avrebbe avuto altri figli secondo la carne e il sangue, ma perché avrebbe partorito altri figli attraverso le doglie del suo cuore. La condanna divina inflitta a Eva è ora rinnovata in Maria, la nuova Eva, poiché essa partorisce i suoi figli con dolore. 

Maria, quindi, non è solo la madre di Gesù Cristo, ma è anche madre nostra. Questo non le è dato semplicemente come titolo di cortesia; non si tratta nemmeno di una finzione giuridica o di un linguaggio figurato. Siamo veramente figli suoi e lo siamo a pieno diritto, poiché essa ci ha partoriti nel dolore ai piedi della croce. All’ombra dell’albero del bene e del male, Eva aveva perso il titolo di Madre dei viventi, a causa della sua debolezza e della sua disobbedienza. Ora, invece, ai piedi dell’albero della croce, Maria, grazie al suo coraggioso sacrificio e alla sua fedele obbedienza, ha riacquistato il titolo di Madre dei viventi. Che destino meraviglioso avere come madre la Madre di Dio e come fratello Gesù! 

Preghiera 

O Maria! Come Gesù è nato nella carne nella tua prima natività, così noi siamo nati nello spirito nella tua seconda natività. In questo modo tu ci hai partorito in un mondo nuovo, dove possiamo comunicare spiritualmente con Dio, nostro Padre, con Gesù, nostro Fratello e con te, nostra Madre! Se una madre non potrà mai dimenticare il figlio del suo seno, allora, Maria, tu non potrai dimenticarci mai, poiché siamo tuoi figli. Nello stesso modo in cui tu sei co-redentrice nell’acquisizione della grazia della vita eterna, sii anche co-mediatrice nella sua elargizione. Nulla ti è impossibile, poiché tu sei la Madre di colui che tutto può. Se tuo Figlio non ha rifiutato la tua richiesta al banchetto di Cana, non rifiuterà nemmeno le tue preghiere al banchetto celeste, dove tu regni come Regina degli angeli e dei santi. Intercedi, dunque, presso il tuo Figlio divino, affinché egli possa trasformare l’acqua della mia debolezza nel vino del coraggio. Maria, tu sei il rifugio dei peccatori! Prega per noi, prostrati ai piedi della croce. Madre santa, santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen. 

Mons. Fulton John Seen