martedì 2 giugno 2026

Ve lo dico con la massima serietà e dovete prenderlo molto sul serio

 


Tutte le risorse esistenti e future per la salvezza delle anime devono essere messe in pratica. Io, Gesù, vi parlo

Ognuno di voi, praticante o meno, deve fare la propria parte per il bene della Chiesa. Tutti devono contribuire alla salvezza delle anime e a evitare il male nella Mia Chiesa, senza alcuna eccezione, anche insegnando ai bambini a partecipare, perché così come aiutate la vostra Nazione con le vostre tasse e sapete che non dovete evaderle, così dovete aiutare la vostra Madre la Chiesa nel suo cammino, affinché tutti coloro che ne fanno parte giungano a buon fine. Io, Gesù, vi parlo.

Se appartenete a questa Istituzione dovete sostenerla con preghiere, mortificazioni, rinunce e ogni sorta di doni, che Io raccoglierò amorevolmente per applicarli alla Chiesa. Io, Gesù, vi parlo.

Tutti devono pregare per la Chiesa e i suoi membri, perché è dovere di tutti contribuire con le proprie offerte, dalla più grande alla più piccola. Insegnate quindi ai bambini che non vogliono mangiare a farlo per il bene della Chiesa, per i sacerdoti, per il Papa, perché non si deve criticare la Chiesa senza fare nulla per lei. Sono Io, Gesù, che vi parlo.

Vi dico questo molto seriamente, e voi dovete prenderlo molto sul serio. Non crediate che non vi chiederò conto di questo e non crediate nemmeno che non vi ricompenserò, poiché Io ripago molto bene tutto ciò che Mi offrite, se non in questa vita, nell’altra. Io, Gesù, vi parlo.

Diffondete questo messaggio affinché raggiunga il maggior numero possibile di anime e affinché tutti, in un modo o nell'altro, possano contribuire con ciò che il Mio Santo Spirito vi ispira e secondo la generosità di ciascuno. Io, Gesù, vi parlo e vi istruisco. Pace a tutti coloro che, leggendo questo messaggio, credono in esso e lo mettono in pratica.


Il dramma della fine dei tempi

 


La crisi finale

( Ottavo articolo agosto 1885 )


Soffermiamoci per un momento sugli intrepidi missionari di Dio, e notiamo il tempismo divino della loro apparizione.

Secondo San Pietro, "negli ultimi giorni verranno degli schernitori e dei beffardi, che si danno a vivere secondo le proprie passioni e dicono: "Dov'è la promessa e la venuta [di Gesù Cristo]? Poiché da quando i padri sono morti, tutto continua allo stesso modo, come dall'inizio della creazione" 33. Si chiamano razionalisti, materialisti, positivisti; negano a priori ogni causa superiore, ogni fatto soprannaturale; non si preoccupano di sapere da dove vengono, né dove vanno; come gli sciocchi del libro della Sapienza, considerano la vita come una di quelle nuvole mattutine che non lasciano traccia del loro passaggio quando sorge il sole. Chiamano ciò che si trova nell'aldilà della tomba il grande ignoto, e rifiutano completamente di chiarirlo. Di conseguenza, tutto l'uomo consiste, ai loro occhi, nel godere il più possibile del momento presente, perché tutto il resto è incerto.

Questi falsi saggi collocano le narrazioni di Mosè tra le cosmogonie favolose. Si rifiutano di riconoscere qualsiasi valore storico nei Libri Sacri. Secondo le loro opinioni, tutti questi documenti, in contraddizione con la scienza, sarebbero l'opera di un ebreo esaltato, Ezra, che voleva con essi valorizzare la sua nazione.

Per quanto riguarda la venuta di Gesù Cristo, la resurrezione generale, il giudizio finale, i premi e le punizioni eterne, li considerano tutti come sogni assurdi. Ci assicurano che l'umanità, nel corso di un progresso indefinito, troverà un giorno il suo paradiso sulla terra. Ora, per confondere questi impostori, Dio farà sorgere Enoch, che rappresenta il periodo antidiluviano; Enoch, quasi contemporaneo alle origini del mondo. Egli susciterà Elia, rappresentante del giudaismo mosaico; Elia, che da un lato confina con Salomone e Davide, e dall'altro con Isaia e Daniele.

Questi grandi uomini, con autorità indiscussa, stabiliranno l'autenticità della Bibbia e mostreranno come il cristianesimo sia legato all'epoca dei profeti fino a Mosè, e a quella dei patriarchi fino ad Adamo. In loro, tutti i secoli sorgeranno per dare testimonianza della verità della Rivelazione. 

Mai prima d'ora la divinità dell'Agnello, che è stato ucciso fin dalla creazione del mondo 34, ha brillato così tanto.

Allo stesso tempo, essi annunceranno energicamente l'avvicinarsi del Giudizio. Riprendendo le parole di San Giovanni, grideranno in ogni angolo del mondo: "Egli porta frutti degni di penitenza.... Già l'ascia è posta alla radice degli alberi.... Colui che viene dopo di me... ha il suo bastone e la sua mano, pulirà la sua aia e raccoglierà il suo grano nel suo granaio; ma la pula la brucerà con fuoco inestinguibile" 35.

Secondo la predizione dell'Ecclesiastico, Enoch predicherà la penitenza alle nazioni, intendendo con ciò tutti i popoli al di fuori del giudaismo; parlerà loro con la maestà di un antenato, farà loro conoscere e riconoscere Gesù Cristo, il Desiderio delle nazioni.

Elia si rivolgerà soprattutto ai Giudei, che aspettano la sua venuta; si farà conoscere loro con i segni più evidenti; farà risplendere davanti ai loro occhi Gesù, che è osso delle loro ossa e carne della loro carne.

Non c'è dubbio che queste predicazioni, nonostante le minacce e i tormenti, saranno seguite da abbondanti e sorprendenti conversioni, in particolare da parte degli ebrei; questo è stato formalmente annunciato.

I due testimoni di Dio predicheranno a volte insieme, a volte separatamente; e, durante i loro tre anni e mezzo, è molto probabile che percorreranno tutta la terra. Per quanto i giornali possano fare la congiura del silenzio su di loro (come è stato fatto per i miracoli di Lourdes), comanderanno l'attenzione del mondo. L'Anticristo cercherà di catturarli invano, perché il fuoco divorerà coloro che oseranno toccarli. Con la spada della giustizia di Dio passeranno tra gli uomini di piacere e di licenziosità, e li colpiranno con piaghe ripugnanti.

Tuttavia, come Nostro Signore, la loro missione durerà solo per un tempo. Ad un certo momento perderanno l'assistenza soprannaturale che li ha protetti fino ad allora. Ma ascoltiamo San Giovanni.


II

"Quando avranno finito la loro testimonianza, la bestia che sale dal pozzo senza fondo farà guerra contro di loro, li vincerà e li ucciderà. E il loro corpo morto sarà lasciato nella strada della grande città, che spiritualmente si chiama Sodoma ed Egitto, dove anche il loro Signore fu crocifisso. E molti dei popoli, delle stirpi, delle tribù, delle lingue e delle nazioni vedranno il suo corpo morto per tre giorni e mezzo, e non permetteranno che i loro corpi morti siano deposti nelle tombe. E quelli che abitano sulla terra si rallegreranno per loro e cammineranno allegramente, e manderanno condanne gli uni agli altri, perché questi due profeti hanno tormentato quelli che abitano sulla terra. E alla fine dei tre giorni e mezzo, uno spirito di vita mandato da Dio entrò in loro, ed essi caddero in piedi, e grande paura cadde su coloro che li guardavano. E sentii una voce forte dal cielo che diceva loro: "Venite qui". E salirono in cielo e nella nuvola, e i loro nemici li videro. E in quell'ora ci fu un grande terremoto, e una decima parte della città cadde, e settemila uomini perirono nel terremoto, e gli altri furono terrorizzati e diedero gloria al Dio del cielo" 36.

Che conclusione di un dramma inaudito! Che affermazione del soprannaturale! I due profeti si incontreranno a Gerusalemme, dove il loro Signore fu crocifisso. Lì condivideranno le debolezze divine di Gesù; come Lui saranno catturati, come Lui saranno giudicati, come Lui saranno tormentati, come Lui saranno uccisi, forse sulla croce.

Si penserà che sia tutto finito. L'Anticristo sembrerà trionfare completamente. I due profeti saranno ridicolizzati; i loro cadaveri saranno derisi e scherniti; saranno lasciati insepolti, perché a questa vista gli occhi possano meglio banchettare a loro piacere.

Ma improvvisamente risorgeranno; una grande voce risuonerà dall'alto dei cieli, ed essi vi saliranno alla vista di una moltitudine molto grande, piena di un sublime terrore. Allora ci sarà un grande terremoto nella città deicida; settemila uomini perderanno la vita e gli altri si batteranno il petto e daranno gloria a Dio.

Ripetiamo: che dramma, che epilogo! Cosa farà l'Anticristo di fronte a questi prodigi? Schiumerà di rabbia; sentirà che tutto gli sfugge, che l'ora della giustizia si avvicina.

Si potrebbe pensare che proprio in quel momento sarà sorpreso dal castigo descritto da San Paolo, cioè "che Gesù Cristo lo distruggerà con il soffio della sua bocca e lo annienterà con lo splendore della sua venuta. "37 Tuttavia, secondo i calcoli di Daniele, sembra che la punizione del mostro sarà ritardata di trenta giorni dall'assunzione trionfale di Enoch ed Elia. Daniele dice, infatti, che dal momento in cui il sacrificio perpetuo sarà tolto e l'abominazione della desolazione apparirà, passeranno milleduecentonovanta giorni, cioè trenta giorni in più del tempo della predicazione di Enoc e di Elia.

Durante questo intervallo, l'Anticristo cercherà con tutti i mezzi di riconquistare la sua influenza perduta. Non vogliamo ammettere nessuna visione nell'ambito di questo commento; ma facciamo un'eccezione per quella di Santa Ildegarda sulla fine del nemico di Dio, perché è solo un commento alle parole di San Paolo: Gesù lo distruggerà con il soffio della sua bocca. Il Santo vide in spirito il mostro, circondato dai suoi ufficiali e da una folla immensa, salire su una montagna. Quando raggiunse la sua cima, annunciò che sarebbe salito in aria. Egli fu effettivamente innalzato come Simon Magus, per il potere del diavolo; ma in quel momento un tuono spaventoso suonò, e l'Anticristo fu colpito. Il suo corpo, che si decompose immediatamente, diffuse un fetore intollerabile, e tutti fuggirono terrorizzati.

Così, o in modo simile, il nemico di Dio finirà. E il suo vasto impero svanirà come fumo. Il mondo sarà sollevato da un peso schiacciante. E ci sarà una conversione generale che, nelle parole di San Paolo, sembrerà una resurrezione. Ne parleremo nel prossimo articolo.


lunedì 1 giugno 2026

OLOCAUSTO D'AMORE

 


MOSÈ


Mosè è un altro esempio di totale disponibilità alla volontà di Dio, nonostante le sue iniziali esitazioni. Viveva felice nel palazzo del faraone d’Egitto ed era un uomo importante, ma un giorno, per aver difeso un ebreo, uccise un egiziano e divenne un ricercato. Dovette fuggire a Madian, dove sposò Sifora e si dedicò alla cura del gregge di suo suocero. Il grande Mosè era diventato un pastore di pecore. Sicuramente pensava che la sua vita valesse poco per Dio. A cosa gli serviva tutto quello studio? Dov'era Dio?

Ma Dio vegliava su di lui e lo chiamò dal roveto ardente: «Va', io ti mando dal faraone perché tu faccia uscire il mio popolo, i figli d’Israele, dall’Egitto» (Es 3, 10). Mosè esita: «Non mi crederanno, non mi ascolteranno. Mi diranno che Yahvé non mi è apparso» (Es 4, 1). E si sente persino incapace di una missione così grande: «Signore, io non sono un uomo di parole facili e questo non è di ieri né di l’altro ieri... poiché sono goffo di bocca e la mia lingua si impiglia» (Es 4, 10).

 Ma Dio insiste: «Va', io sarò con te e ti insegnerò ciò che dovrai dire» (Es 4,12). Ma Mosè non osa e risponde: «Signore, ti prego, manda il tuo messaggio per mezzo di chi devi mandare» (Es 4,13). «Allora Yahvé si adirò contro Mosè e gli disse: Non hai tuo fratello Aronne? Egli è di facile parola. Parla con lui e metti le parole nella sua bocca, e io sarò nella tua bocca e nella sua» (Es 4,14-15). E Mosè alla fine si decise a compiere la missione di Dio e «prese sua moglie e suo figlio e tornò in Egitto, portando in mano il bastone di Dio» (Es 4,20). E Dio compì grandi prodigi per mano di Mosè per liberare il suo popolo dalla schiavitù. Mandò piaghe sull’Egitto, li fece attraversare il Mar Rosso e diede loro da mangiare e da bere nel deserto. Dio gli apparve sul monte Sinai per dargli i dieci comandamenti e strinse un’alleanza perpetua: «Voi sarete il mio popolo e io sarò il vostro Dio» (Lev 26,12).

Cosa sarebbe successo se Mosè avesse rifiutato la sua missione? Dio l’avrebbe compiuta per mezzo di un altro? La verità è che Mosè non sarebbe diventato un santo, amico di Dio. Mosè divenne «l'uomo più umile di tutti quelli che erano sulla faccia della terra... e degno di ogni fiducia» (Es 12,3.7). «Dio parlava con lui faccia a faccia, come un uomo parla con il suo amico» (Es 33,11). Ne è valsa la pena rischiare TUTTO per Dio.

 Per questo, non sminuirti. Dio ha progetti che tu non conosci. Cerca di essere sempre pronta ad aprirgli non appena bussa alla porta, perché Egli vuole cenare con te e farti sedere sul suo trono (Ap 3,20-21). Potrebbe chiamarti attraverso la morte di una persona cara o una malattia incurabile, oppure privarti delle tue certezze umane. Non temere, digli SÌ a tutto ciò che ti chiede. La tua vita appartiene a Lui. Apri le tue braccia ai suoi piani, anche se ciò dovesse distruggere i tuoi. «La tranquillità e la fiducia in Lui saranno la tua forza» (Is 30,15) ed Egli ti benedirà come non potresti mai immaginare e provvederà a tutti i tuoi bisogni con magnificenza, secondo le sue ricchezze in Cristo Gesù (Fil 4,19). 

Ángel Peña O.A.R. 


Santa Caterina d’Alessandria La Vergine Filosofa che Scosse un Impero


 

Non ascoltate il richiamo dei potenti, ascoltate il richiamo del Signore!

 


Apparizione di San Charbel il 22 maggio 2026


Vedo San Charbel fluttuare davanti a noi avvolto da una luce meravigliosa. È accompagnato da Santa Rafka, che appare anch’essa avvolta da una luce meravigliosa, e da una suora che tiene tra le mani un grande mazzo di rose rosse. È Santa Rita, la cui ricorrenza celebriamo oggi, e ora vedo una ferita sulla sua fronte. Le due donne ci fanno un cenno con la testa e sorridono. San Charbel dice:

«Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Guardate a Gesù! Grazie al Suo grande sacrificio d’amore sulla croce, che Egli ha compiuto per voi, è diventata possibile la Pentecoste, l’effusione dello Spirito Santo, e lo Spirito Santo, questo Spirito di verità, si riversa continuamente su di voi quando lo chiedete con tutto il cuore. Sapete davvero cosa ha fatto Gesù per voi? Nessuno ha mai compiuto un sacrificio d’amore più grande, e guardate quanti santi Lo hanno seguito! Che essi siano per voi la bussola che vi conduca al Signore nella vostra vita. L’amore santifica e il peccato porta alla rovina. È sempre stato così e così sarà per sempre. Guardate ai santi: essi hanno percorso la via verso Gesù, che anche voi potete percorrere. Il Signore non chiude il suo cuore se ti converti a Lui. Non importa come hai vissuto prima di conoscerLo – ciò che conta è la tua conversione a Gesù! Guarda con umiltà a Colui che ha fatto così tanto per te e dedica del tempo a Lui, perché ha dato la Sua vita per te. La santità non è impossibile, perché guardate quanti santi ci sono che possono indicarvi la via. Il mondo e lo spirito del tempo disprezzano la santità, perché entrambi celebrano la rovina. Queste sorelle hanno percorso con me la via della santità. Il numero dei martiri cristiani sconosciuti è molto grande. Attraverso il loro sangue la Chiesa viene purificata. Pregate per la pace, pregate per i cristiani in Libano. Pregate per il Medio Oriente! Non ascoltate il richiamo dei potenti, ascoltate il richiamo del Signore! Portiamo le vostre richieste davanti al trono del Signore.”

San Charbel si congeda insieme alle due suore e dice che più tardi ci benedirà insieme al sacerdote.



Le fonti alle quali le anime si lavano sono tre:

 


1. Le fonti alle quali le anime si lavano sono tre: il tormento della contrizione, che irriga la superficie della terra; l’umiltà della confessione, che resta fuori dalla cinta muraria della città; la sincerità del pentimento, presso cui siede Gesù per riposarsi. [Nota] 4. È il «Pozzo della Samaritana», luogo che i pellegrini in Terrasanta avevano reso famoso in Occidente.

San Bernardo di Chiaravalle.


L’ho già detto in precedenza: la maggior parte del vostro clero è corrotta e l’altra parte ha paura.

 


Apparizione di San Michele Arcangelo il 19 maggio 2026


Sopra di noi, nel cielo, fluttua una grande sfera di luce dorata e, alla sua destra, una sfera di luce più piccola. Una luce meravigliosa scende dal cielo verso di noi. La grande sfera di luce dorata si apre e San Michele Arcangelo emerge da quella luce. È vestito di bianco e oro, come un soldato romano, e indossa il suo mantello rosso con la fibbia dorata a forma di testa di leone. Il Santo Arcangelo Michele porta la sua corona principesca d’oro con un rubino ovale, la sua spada si erge verso il cielo. Sulla sua spada è scritto “Deus Semper Vincit”. Nella mano sinistra porta il suo scudo, sul quale è scritta la sua preghiera in latino, e ce lo porge. Questo è un invito alla preghiera. In quel momento vedo che indossa sandali romani dorati. Allora preghiamo:

Sancte Michael Archángele, defénde nos in práelio, contra nequítiam et insídias diáboli esto praesídium. Imperet illí Deus, súpplices deprecámur: tuque, Princeps milítiae caeléstis, sátanam aliósque spíritus malígnos, qui ad perditiónem animárum pervagántur in mundo, divína virtúte in inférnum detrúde. Amen.


Dopo questa preghiera, il Santo Arcangelo Michele si avvicina a noi. Stende su di noi il suo mantello protettivo, che diventa così anche il nostro mantello protettivo. Quindi il Santo Arcangelo Michele ci dice:

«Amati amici di Cristo, io sono il Santo Arcangelo Michele e vengo da voi dal trono del Signore, perché questa è la Sua volontà. Voi sapete di trovarvi nel tempo della tribolazione, questo è il tempo delle grandi confusioni e così anche il “fumo di Satana” è penetrato nella Chiesa. È il tempo in cui molti consacrati sono colpiti da cecità spirituale. (Nota personale: la percezione è accecata.) L’ho già detto in precedenza: la maggior parte del vostro clero è corrotta e l’altra parte ha paura. Così lo spirito del tempo, con i suoi insegnamenti, è penetrato nella Chiesa e io sono venuto da voi per donarvi conforto e speranza. Abbiate il coraggio di vivere la fede dei vostri padri nella fede. Rimanete fedeli a Gesù! Il peccato e il Diabolos gridano vendetta, ma il linguaggio dell’amore è la misericordia. Non giudicate, pregate per le anime che sono state sviate!”


Il Santo Arcangelo Michele si avvicina ancora di più a noi.

«Abbiate coraggio e vivete la vostra fede cattolica. Ricordate che Gesù è la Verità e che ha versato il suo Preziosissimo Sangue per voi sulla croce, conquistando così già la vittoria per voi! Guardate ai vostri padri nella fede! Sconfiggete l’errore con la Parola di Dio, la Sacra Scrittura e il Catechismo della Chiesa Cattolica e non lasciatevi sviare da Satana! È Satana che vi svia, perché invidia la filiazione divina. La sua via porterà all’abisso, ma voi potete vivere nei Sacri Sacramenti, nella misericordia di Dio. Se lo fate con sincerità, non sarete giudicati, ma salvati! Il tempo della confusione è breve, tenetelo presente! Voi vivete nel tempo della tribolazione, nel tempo delle piaghe e della confusione. Guardate a Gesù, non guardate a ciò che deve venire per purificare i cuori degli uomini. La via dell’errore condurrà la Chiesa sul Golgota. Abbiate coraggio e seguite l’insegnamento dei vostri padri nella fede, che è l’insegnamento degli Apostoli! Pregate intensamente per la pace nel mondo e per la conversione dei peccatori! Pregate, poiché vivete nel tempo di Babilonia con tutte le sue eresie. Una nuova Babilonia, segnata dal peccato. Chiedete quindi riparazione, perché il primo giudizio punitivo che si diffonderà sarà causato dalla mano dell’uomo ed è una conseguenza dell’eresia. Ma non abbiate paura, abbiate coraggio! Il Signore mi ha posto al fianco delle persone che santificano la loro anima. Sono per loro un amico fedele.”


Ora la piccola sfera luminosa dorata si apre e Santa Giovanna d’Arco viene verso di noi con la sua armatura dorata e il suo stendardo, sul quale è scritto «Gesù e Maria». Su questo stendardo si vedono tre gigli francesi dorati. Lei ci dice:

«Amati amici della Croce, abbiate coraggio e vivete la vostra fede con la certezza che sarete salvati e non sarete perduti se vivrete nei Sacri Sacramenti».

Santa Giovanna d’Arco appoggia il suo stendardo e vedo allora che porta la Vulgata (Sacra Scrittura) su un cuscino di rose bianche con gigli rossi. Si inginocchia davanti al Santo Arcangelo Michele. Il passo aperto della Vulgata (Sacra Scrittura) è tratto dagli Atti degli Apostoli: At 5, 12 – 32:

Per mano degli apostoli avvenivano molti segni e prodigi tra il popolo. Tutti si riunivano all’unisono nel portico di Salomone. Nessuno degli altri osava unirsi a loro, ma il popolo li stimava molto. Sempre più persone venivano condotte alla fede nel Signore, moltitudini di uomini e donne. Si portavano persino i malati nelle strade e li si adagiava su letti e lettighe, affinché, quando Pietro fosse passato, almeno la sua ombra cadesse su uno di loro. Anche dalle città intorno a Gerusalemme accorreva la gente, portando con sé malati e persone tormentate da spiriti immondi. E tutti venivano guariti. Allora si sollevarono pieni di gelosia il sommo sacerdote e tutti quelli che erano dalla sua parte, cioè il partito dei sadducei. E misero le mani sugli apostoli e li misero in custodia pubblica. Ma un angelo del Signore aprì di notte le porte della prigione, li condusse fuori e disse: «Andate, presentatevi nel tempio e annunciate al popolo tutte le parole di questa vita!». Essi obbedirono e, all'alba, andarono al tempio e insegnavano. Nel frattempo giunse il sommo sacerdote con i suoi accompagnatori. Convocarono il Sinedrio e tutti gli anziani dei figli d'Israele; mandarono messaggeri alla prigione per far condurre gli apostoli.  I servi andarono, ma non li trovarono in prigione. Tornarono indietro e riferirono: «Abbiamo trovato la prigione ben chiusa e le guardie davanti alle porte; ma quando abbiamo aperto, non abbiamo trovato nessuno all’interno». Il capo della guardia del tempio e i sommi sacerdoti, sentendo ciò, rimasero perplessi e non sapevano cosa fare. Allora giunse qualcuno a riferire loro: «Ecco, gli uomini che avete gettato in prigione stanno nel tempio e insegnano al popolo». Allora il capo della guardia del tempio andò con i suoi uomini a prenderli, ma senza usare la forza, perché temevano di essere lapidati dal popolo. Li condussero lì e li presentarono al Sinedrio. Il sommo sacerdote li interrogò e disse: «Vi abbiamo severamente proibito di insegnare in questo nome; eppure, ecco, avete riempito Gerusalemme con il vostro insegnamento; volete far ricadere su di noi il sangue di quest’uomo». Pietro e gli apostoli risposero: «Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini. Il Dio dei nostri padri ha risuscitato Gesù, che voi avete appeso al legno e ucciso. Dio lo ha elevato alla sua destra come capo e salvatore, per concedere a Israele la conversione e il perdono dei peccati. Testimoni di questi fatti siamo noi e lo Spirito Santo, che Dio ha concesso a tutti coloro che gli obbediscono.


Ora torna dal Santo Arcangelo Michele verso il luogo dove aveva posato la sua bandiera, la riprende e si pone davanti a me. Dice:

«Non riporre la tua fiducia in un salvatore umano, né in alcuna carica; confida nel Signore e ricorda sempre: bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini! Così ho fatto anch’io. Vorrei infondervi coraggio, perché la vostra via d’uscita è la fede in Gesù Cristo, il Signore. Egli si prenderà cura di voi, anche se accadrà tutto ciò che deve accadere. Ricordatevelo! Ricordate anche che i cuori devono essere purificati. Gran parte dell’umanità non se ne rende conto, perché lo spirito del tempo l’ha già troppo influenzata e molti consacrati a Dio sono accecati – perché hanno riposto la loro fiducia nello spirito del tempo e hanno perso il coraggio. Ma guardate nella Vulgata e vedete come opera Dio. Lo Spirito Santo si trova nel silenzio, come con Elia nella caverna.” 

(Nota personale e ricerca: cfr. 1 Re, capitolo 19, versetti 9-18: lì entrò in una caverna per trascorrervi la notte. Ma la parola del Signore gli giunse: «Che cosa fai qui, Elia?». Egli rispose: «Con ardente zelo ho difeso il Signore, Dio degli eserciti, perché gli Israeliti hanno abbandonato la tua alleanza, hanno distrutto i tuoi altari e hanno ucciso con la spada i tuoi profeti. Sono rimasto solo io e ora cercano anche la mia vita». Il Signore rispose: «Esci e presentati sul monte davanti al Signore!». Allora il Signore passò: una forte e violenta tempesta, che squarciava le montagne e frantumava le rocce, precedeva il Signore. Ma il Signore non era nella tempesta. Dopo la tempesta ci fu un terremoto. Ma il Signore non era nel terremoto. Dopo il terremoto venne un fuoco. Ma il Signore non era nel fuoco. Dopo il fuoco venne un sussurro dolce e leggero. Quando Elia lo udì, si coprì il volto con il mantello, uscì e si fermò all’ingresso della caverna. Allora udì una voce che gli gridava: «Che ci fai qui, Elia?». Egli rispose: «Ho difeso con ardore il Signore, Dio degli eserciti, perché gli Israeliti hanno abbandonato la tua alleanza, hanno distrutto i tuoi altari e hanno ucciso con la spada i tuoi profeti. Sono rimasto solo io, e ora cercano di togliermi la vita». Il Signore gli rispose: «Torna indietro attraverso il deserto e recati a Damasco! Una volta lì, ungi Hazael come re di Aram! Ungi Jehu, figlio di Nimshi, come re d'Israele, e ungi Eliseo, figlio di Safat di Abel-Mehola, come profeta al posto tuo. Così avverrà: chi sfuggirà alla spada di Hazael, sarà ucciso da Jehu; e chi sfuggirà alla spada di Jehu, sarà ucciso da Eliseo. Lascerò in Israele settemila uomini, tutti quelli che non hanno piegato il ginocchio davanti a Baal e non lo hanno baciato con la bocca.

«Egli vi parla con dolcezza e voi potete accoglierlo o respingerlo. Quanto sono preziose la vostra preghiera e la vostra disponibilità a servire Dio! Ve lo chiedo con tutto il cuore. Siate servitori di Dio e respingete lo spirito del tempo! Rimanete fedeli a Gesù! Guardate, in Francia cresce la santità e, allo stesso tempo, dove si diffondono l’errore e la rovina, si accende la grazia di Dio. Abbiate dunque coraggio!»


Il Santo Arcangelo Michele dice:

«Quis ut Deus! Dio Padre, Dio Figlio e Dio Spirito Santo vi benedica! Amen. Io resto con voi, non abbiate paura, abbiate coraggio e pregate per coloro che sembrano aver già perso tutto».


Il Santo Arcangelo Michele e Santa Giovanna d’Arco tornano nella luce e scompaiono.

Sievernich


LE CATTIVE CONFESSIONI SONO LA STRADA PER L'INFERNO PER MOLTI

 


Sant'Alfonso: «Ascoltate questo esempio: un ragazzo andava spesso a confessarsi; e tutti lo consideravano un santo. Una notte ebbe un'emorragia e fu trovato morto. I suoi genitori andarono subito dal suo confessore e, piangendo, lo pregarono di raccomandarlo a Dio; ed egli disse loro: «Rallegratevi; vostro figlio, lo so, era un piccolo angelo; Dio ha voluto portarlo via da questo mondo, e ora deve essere in paradiso; se però fosse ancora in purgatorio, andrò a dire una Messa per lui». 

Indossò i paramenti per recarsi all’altare; ma prima di uscire dalla sacrestia, si vide di fronte a uno spettro spaventoso, al quale chiese in nome di Dio chi fosse. Il fantasma rispose che era l’anima di colui che era appena morto. Oh! Sei tu? esclamò il sacerdote; se hai bisogno di preghiere, sto proprio per celebrare una Messa per te. Ahimè! Messa! Sono dannato, sono all’inferno! E perché? 

«Ascolta», disse l’anima: «Non avevo mai commesso un peccato mortale; ma ieri notte mi è venuto in mente un pensiero malvagio; vi ho acconsentito, e Dio mi ha fatto morire all’istante, condannandomi all’inferno come meritavo di essere. Non dire la Messa per me; non farebbe che aumentare le mie sofferenze». 

Dopo aver parlato così, il fantasma scomparve.” (Le opere ascetiche complete di Sant’Alfonso, vol. 15, p. 167)

Sant'Alfonso: «Delle persone che hanno fatto confessioni sacrileghe. I. Nelle cronache di San Benedetto si narra che un eremita di nome Pelagio, che pascolava le pecore per i suoi poveri genitori, conducesse una vita così esemplare che tutti lo chiamavano santo. Egli visse in questo modo per molti anni. Dopo la morte dei genitori, vendette i pochi beni che gli avevano lasciato e si ritirò in un eremo. Sfortunatamente, una volta acconsentì a un pensiero impuro. Dopo questo peccato cadde in uno stato di grande malinconia perché non voleva confessarlo, per paura di perdere la buona opinione del suo confessore. Mentre si trovava in questo stato di malinconia, un pellegrino che passava di lì gli disse: «Pelagio, confessa il tuo peccato: Dio ti perdonerà e la tua pace sarà ristabilita». Il pellegrino scomparve quindi. Dopo questo episodio, Pelagio decise di fare penitenza per il proprio peccato, ma senza confessarlo, illudendosi che Dio lo avrebbe forse perdonato anche senza confessione. Entrò in un monastero, dove fu immediatamente accolto grazie alla sua reputazione di santità, e lì condusse una vita austera, flagellandosi con digiuni e penitenze. Alla fine giunse l'ora della morte: fece la sua ultima confessione; poiché per vergogna aveva sempre nascosto il peccato durante la vita, così lo nascose anche in punto di morte; ricevette il viatico, morì e fu sepolto, con la reputazione di santo. La notte seguente il sacrestano trovò il corpo di Pelagio fuori dalla sua tomba. Lo seppellì di nuovo; ma la seconda e la terza notte trovò il corpo fuori dalla tomba. Chiamò l’abate, il quale, alla presenza degli altri monaci, disse: «Pelagio, sei sempre stato obbediente in vita; sii obbediente anche ora nella morte. Dimmi, a nome di Dio, se è volontà divina che il tuo corpo sia custodito in un luogo particolare». Il defunto, urlando, disse: «Ahimè! Sono dannato per aver nascosto un peccato in confessione. O Abate, guarda il mio corpo!» Ed ecco! il suo corpo appariva come ferro rovente che sprigionava scintille di fuoco. Tutti fuggirono; ma Pelagio richiamò l’abate, affinché potesse rimuovere la particella consacrata che gli era rimasta in bocca. L'abate tolse l'ostia sacra. Pelagio ordinò allora che il suo corpo fosse portato fuori dalla chiesa e gettato su un letamaio come un cane. Fu fatto come egli aveva desiderato.


La tempesta solare è in atto. La tecnologia si fermerà.

 


Carbonia 29.05.2026

L’ora tanto attesa è giunta, figlia Mia benedetta, non voltarti indietro, mettiti in direzione della Parola di Dio e viaggia secondo il Suo volere.

La tempesta solare è in atto, affrettatevi a fare quello che Dio vi ha suggerito per non trovarvi poi spiazzati. All’improvviso questa Umanità si troverà nel bel mezzo della tempesta e non saprà cosa fare.

State sereni, oh voi che Mi seguite, perché il vostro Dio Amore è pronto a ricoverarvi in Lui.

Sono giunti i giorni della grande tribolazione, l’uomo dovrà affrontare il grande disastro che colpirà la Terra!

Una palla di fuoco colpirà questo pianeta e metterà questa Umanità con le spalle al muro: … senza di Me nulla potrà l’uomo!

La scienza si troverà spiazzata, non potrà intervenire a rimediare perché non preparata ad un disastro del genere.

Non siate stolti, o uomini, ancora vi lascio un poco di tempo per convertirvi e tornare a Me, vostro Dio Amore e Creatore.

Le luci di questo mondo stanno per essere spente, un grande black-out sarà la causa dell’interruzione delle comunicazioni, la tecnologia si fermerà. La responsabilità sarà solo vostra, o uomini, che avete preferito seguire il mondo nelle sue false luci e avete rinnegato il vostro Dio Creatore. Vi siete allontanati da Colui che vi ha creati, vi siete donati alla perdizione: …poveri uomini!

Vi ho urlato, supplicato con tutto il Mio amore di Padre di tornare a Me, di darmi la possibilità di salvarvi, ma Mi avete deriso, nella vostra superbia avete schernito i Miei messaggeri, avete fatto le vostre scelte, nel vostro libero arbitrio le avete fatte!

Poveri uomini! …Poveri figli Miei e non più Miei per vostra libera scelta: … vi perdo! … Che dolore per Me!

L’orologio batte il suo ultimo gong, affrettatevi a tornare a Me, a Colui che può salvarvi, al vostro Dio Creatore. Amen.

L' APOSTOLATO DEL SACR0 CUORE DI GESÙ

 


I. Verità indubitabile di questoVincolo. 


– Le succitate parole dell'Apostolo sono di natura da farci stordire, se alcuna cosa ciò potesse dopo i misteri di gloria, a noi già rivelati. A noi dunque, sì poveri di beni eterni, e più ancora di interni e di propri meriti, fu detto per 'infallibile oracolo: Ogni cosa è vostra / E che vuol dire ogni cosa? Forse le sole cose temporali e sensibili ? Non già, ma sì ancora le eterne e spirituali, tutto quanto appartiene a Dio, anzi Dio medesimo; perocchè a questo ci conduce l'argomentar del l'Apostolo: Chi non risparmiò perfino il suo proprio Figliuolo, ma lo diede per tutti noi, come non ci avrà donato ogni altra cosa con lui? Qui etiam proprio Filio suo non pcpercit, sed pro nobis omnibus tradidit illum, quomodo non etiam cum illo omnia nobis do navit (RoM., VIII, 32)? Gran Dio, quanto consola questa certezza ! Non basterebbe ella sola, bene compresa, per metterci al coperto dallo scoramento e rendere incrollabile la nostra fiducia ? Ed è facile assai il persuadercene. Gesù Cristo possiede la pienezza della Divinità, e per essa è padrone supremo di tutte le create cose; quindi non poteva egli darsi a noi interamente senza darci in proprietà e potere questo doppio tesoro. Che se l'amicizia, anche fra' cuori tanto freddi degli uomini, tutto rende loro comune, quanto simile comunanza sarà più perfetta, allorchè si tratti dell'amicizia più generosa in cuore sì ardente, com'è quello di Gesù? E non volle egli farsi nostro fratello, appunto per renderci partecipi della sua eredità ? La comunanza di mezzi poi, che ora consideriamo, non è palpabile conseguenza di quello che abbiamo considerato innanzi ? Se abbiamo con Gesù uno stesso vivere ed uno stesso operare, non dovremo avere anche le medesime forze ? Se tendiamo al medesimo fine, non dovremo avere alla mano anche i mezzi medesimi? Se questo divino Salvatore ha vincolato indissolubilmente i suoi interessi ai nostri, non dovrà porre anche in opera i medesimi aiuti per assicurarne la comune riuscita ? Finalmente se nei nostri nemici egli riconosce i propri, non ci darà poi soccorso per rintuzzarne gli assalti? Niente di più certo, mio buon Signore, e fino a che io dimorerò in voi, nè separerò stoltamente i miei interessi dai vostri, avrò a mia disposizione gl'infiniti aiuti che essi curano il vostro trionfo. Ma,vi supplico, fatemi ancor meglio intendere ciò che mi par già d'intendere; giacchè questa verità è sì capitale, ed offre tale appoggio alla mia debolezza sempre tentata di abbattimento, che non saprei mai imprimerla troppo profondamente nell'animo, nè troppo farla penetrare avanti nel cuore e fino al midollo delle mie 0SSA.

ENRICO RAMIÈRE S. J.


Inno al Santo Volto

 


Risplendente più del sole, è il tuo Volto, o Signore: io lo bramo, io lo cerco, finché lo contemplerò...

- Beato il popolo che ti sa acclamare, Signore... e cammina alla luce del tuo Volto... non sarà delusa la speranza... Risplendente...

- Risveglia, o Dio, la tua potenza... fa splendere il tuo Volto... e noi saremo salvi... Risplendente...

- Aiutaci a riconoscere il tuo Volto nei nostri fratelli... e a servirti in ciascuno di essi... per aver parte alla tua festa senza fine... Risplendente...



QUESTA GENERAZIONE IN MODO PARTICOLARE, SI STA ALLONTANANDO IN FRETTA DALLA TRINITÀ SACROSANTA, HA INDURITO IL CUORE, PERCHÉ L’HA SOMMERSO NELL’EGO UMANO, NEL RANCORE E NELL’INDIFFERENZA.

 


MESSAGGIO DELLA SANTISSIMA VERGINE MARIA
A LUZ DE MARA
30 MAGGIO 2026


Amati figli del Mio Cuore Immacolato, benedico tutti i Miei figli.


QUESTA GENERAZIONE IN MODO PARTICOLARE, SI STA ALLONTANANDO IN FRETTA DALLA TRINITÀ SACROSANTA, HA INDURITO IL CUORE, PERCHÉ L’HA SOMMERSO NELL’EGO UMANO, NEL RANCORE E NELL’INDIFFERENZA.


Il Mio Divin Figlio è Amore e la compassione di Dio Stesso, fatto carne!
Ciascuno deve fare in modo che fiorisca in sé quell’amore che accoglie, che guarisce e che è un amore saldo, a somiglianza del modo di fare e di agire Divini.

Davanti al Trono Divino, voi dovrete presentare un amore attivo, non un amore passivo, che sta a guardare quello che succede all’umanità, pertanto dovete permettere alla Trinità Sacrosanta di trasformarvi, cosicché ciascuno di voi, grazie all’Amore Divino, possa essere cambiato dalla Misericordia Divina e riusciate quindi ad esprimere quell’unità che palpita nel mondo al ritmo Divino, non permettendo al mondo di dominarvi e di schiacciarvi.


Figli, avete dimenticato di avere la capacità di amare e di guarire quello che deve essere guarito in voi, avete anche la capacità di sapere se c’è disunione tra il Popolo di Dio (19), ma siete molto lontani dall’essere “Mansueti e umili di cuore”.
Colui che perdona può donare quell’amore che guarisce da quello che vi tiene intrappolati in voi stessi e che può aiutare i vostri fratelli a guarire.

Figli:

RICORDATEVI CHE “DIO CI HA AMATI PER PRIMO, CON UN AMORE GRATUITO E INFINITO” E VA INCONTRO A CIASCUNO DI VOI PER POTERVI SALVARE E PERDONARE E PER FARVI INNAMORARE, COSICCHÈ ANCHE VOI LO CERCHIATE.


Figli, questa Madre sa che dentro di voi vi fate grandi domande ed Io, in quanto Madre, devo dirvi che l’unica vera risposta è credere, essere pazienti e amare la Trinità Sacrosanta, senza tenervi niente per voi, ma dando tutto.
Voi sapete che tutto ha inizio in Dio, tutto è sostenuto dal Suo Amore…
Voi sapete che solo e soltanto che chi si lascia trasformare da questo Amore, diventa luce, compassione, comprensione e si impegna nel mondo…


Amati figli:

PALPITATE AL RITMO DELLA GRANDEZZA DELLA SOLENNITÀ DELLA FESTA DELLA SANTISSIMA TRINITÀ (1), RENDETE GRAZIE, PREGATE, ADDENTRATEVI NEL VOSTRO INTIMO A TU PER TU CON DIO ED ESAMINATEVI, SENZA CONTINUARE A NEGARE QUELLO CHE SIETE IN REALTÀ.

State vivendo in un momento in cui ciascuno deve rendersi consapevole non di avere paura, ma deve invece rendersi conto che questa generazione si sta dirigendo verso una finale che non è nella Volontà del Padre, ma dell’uomo che partecipa alla creazione di armi nucleari e di armi biologiche e dello stato di degrado dell’umanità.

QUESTA GENERAZIONE DOVE VI STA PORTANDO FIGLI?
DOVE VI STA PORTANDO?
Per questo vi chiedo di pregare con Fede, dal profondo del vostro cuore.

Pregate, figli del Mio Divin Figlio, pregate, l’umanità patirà.

Adorate la Trinità Sacrosanta, dall’alba al tramonto.

Vi benedico, come Madre dell’umanità.

Adorate il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo!

Mamma Maria

AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO


(1) Sull’unità del Popolo di Dio, leggere…

(2) Libro sulla Santissima Trinità, scaricare…


COMMENTO DI LUZ DE MARIA


Fratelli:

Con il Suo Amore Materno, la Madonna ci invita a rinnovarci, in quanto siamo figli del Dio Uno e Trino. 
Ci chiede di mantenere uno spirito generoso e a considerare la realtà, in quanto il progresso non è garanzia di saggezza.
Vivere in questo presente, in questo preciso momento è un’immensa responsabilità, perché non si tratta soltanto di un cambiamento tecnologico, ma di un cambiamento esistenziale.

Essendo a conoscenza della grandissima minaccia che incombe su di noi, dobbiamo prepararci, innanzitutto spiritualmente e quindi materialmente, mantenendo la Fede salda, consapevoli che diversi Paesi hanno un armamento nucleare, ma la decisione di usarlo o meno spetterà all’uomo.

Noi preghiamo e speriamo che questo tipo di armamento non venga mai usato.

Come Popolo di Dio, vi invito ad unirvi e a lasciarvi individualmente trasformare dall’Amore Divino e assieme a tutte le Gerarchie Celesti, invochiamo la Trinità Sacrosanta, come ci ha insegnato San Michele Arcangelo, nel Rosario alla Santissima Trinità.


Il dramma della fine dei tempi

 


 Enoch ed Elia.

( Settimo articolo agosto 1885 )


I fatti meravigliosi che stiamo per riferire non sono supposizioni selvagge; sono verità tratte dalla Sacra Scrittura e che sarebbe avventato, per non dire altro, negare.

Prima della fine dei tempi, e durante la persecuzione dell'Anticristo, due personaggi straordinari, chiamati Enoch ed Elia, riappariranno nella mente degli uomini.

Chi sono questi personaggi e in quali condizioni avrà luogo la loro apparizione provvidenziale sulla scena del mondo? Questo è ciò che esamineremo, alla luce della Scrittura e della Tradizione.

I

Enoch è uno dei discendenti di Seth, il figlio di Adamo, e la discendenza della razza dei figli di Dio. Egli è il capo della sesta generazione dal padre della razza umana. La Genesi ci insegna di lui come segue:

"Jared aveva centosessantadue anni quando generò Enoch..... Enoc aveva sessantacinque anni quando generò Matusalemme; ed Enoc camminò nella compagnia di Dio, dopo aver generato Matusalemme, per trecento anni e generò figli e figlie. E tutti i giorni di Enoch furono trecento sessanta e sessantacinque anni. Ora Enoch camminava in compagnia di Dio e svanì, perché Dio lo prese con sé".26 Dio lo portò via all'età di 365 anni, cioè, data l'estrema longevità di quell'età, nella maturità della sua età. Non è morto, ma è scomparso. È stato trasportato, vivo, in un luogo conosciuto solo da Dio. Questo è ciò che sappiamo di Enoch, patriarca della razza di Seth, bisnonno di Noè, antenato del Salvatore.

Per quanto riguarda Elia, la sua storia è più conosciuta. Henoc, precedente al Diluvio, è nato diverse migliaia di anni prima di Gesù Cristo. Elia è apparso nella terra d'Israele meno di mille anni prima del Salvatore; è il grande profeta della nazione ebraica.

La sua vita è la più drammatica 27. Si potrebbe dire che è una profezia in atto dello stato della Chiesa al tempo della persecuzione dell'Anticristo. Egli è sempre errante, sempre minacciato di morte, sempre protetto dalla mano di Dio. A volte Dio lo nasconde nel deserto, dove i corvi lo nutrono; a volte lo presenta all'orgoglioso Achab, che trema davanti a lui. Dio gli dà le chiavi del cielo, per mandare la pioggia o i fulmini; lo favorisce sul monte Horeb con una visione piena di misteri. In breve, lo magnifica alla statura di un Mosè taumaturgico, così che insieme a Mosè accompagna Nostro Signore al Tabor.

La scomparsa di Elia risponde a una vita così sublimemente strana. Lo si vede camminare con il suo discepolo Eliseo; apre un passaggio attraverso il Giordano, colpendo le acque con il suo mantello. Egli annuncia che sarà catturato in cielo. Improvvisamente, "mentre parlavano, un carro di fuoco e dei cavalli di fuoco li separarono subito, ed Elia salì in un turbine verso il cielo. Eliseo lo vide e gridò: "Padre mio, padre mio, il carro di Israele e il suo auriga" e non lo vide più.

Così anche Elia, l'amico di Dio, il custode della sua gloria, fu preso e trasportato in una regione misteriosa, dove incontrò il suo antenato, il grande Enoch.

Cos'è questa regione? Enoch ed Elia sono vivi, questo è certo. Dove li ha nascosti Dio? In qualche regione inaccessibile di questa povera terra? Da qualche parte nel firmamento? Nessuno lo sa. Si può solo affermare che, per il momento, sono fuori dalle condizioni umane; i secoli passano sotto i loro piedi senza toccarli; rimangono nella maturità della loro età, sicuramente come quando Dio li ha strappati di mezzo agli uomini.

II

La sua ricomparsa sulla scena del mondo non è meno certa della sua scomparsa. Infatti, l'autore dell'Ecclesiastico, esprimendo tutta la tradizione ebraica, parla di questi due grandi personaggi nei seguenti termini:

L'autore dell'Ecclesiastico, esprimendo tutta la tradizione ebraica, parla di questi due grandi personaggi nei seguenti termini: "Enoch piacque a Dio e fu trasportato in paradiso per predicare la penitenza  alle nazioni" 29.

"Chi può vantarsi di essere tuo pari, o Elia? Tu che sei stato catturato in un turbine in alto, e da un carro con carri infuocati; tu di cui è scritto che sei stato preparato per un tempo stabilito, per placare l'ira di Dio, per volgere il cuore dei padri ai figli e per restaurare le tribù d'Israele" 30.

Queste parole di un libro canonico mostrano chiaramente che Enoch ed Elia hanno un'altra missione da compiere. Enoch deve predicare la penitenza alle nazioni, o se preferite questa traduzione, condurre le nazioni alla penitenza. Elia deve un giorno ristabilire le tribù d'Israele, cioè riportarle al rango d'onore cui hanno diritto nella Chiesa di Dio.

L'unanimità dei dottori ha capito che questa doppia missione sarà compiuta simultaneamente alla fine del mondo. Elia in particolare è considerato come il precursore di Gesù Cristo quando verrà dal cielo come giudice; questo pensiero si deduce chiaramente dai Vangeli 31.

Perciò gli uomini vedranno un giorno, e non senza terrore, come Enoch ed Elia scenderanno di nuovo in mezzo a loro e predicheranno loro la penitenza con una brillantezza straordinaria. San Giovanni li chiama i due testimoni di Dio e li descrive così nella sua Apocalisse 32 :

"Darò ordine ai miei due testimoni, ed essi profetizzeranno in saccoccia per milleduecento settanta giorni. Questi sono i due ulivi e i due lampadari che stanno davanti al Signore della terra. E se qualcuno farà loro del male, il fuoco uscirà dalla loro bocca e divorerà i loro nemici. E se qualcuno mette la mano su di loro, perirà senza rimedio allo stesso modo. Questi hanno il potere di distruggere il cielo in modo che non piova durante i giorni della loro profezia, e hanno il potere sulle acque di trasformarle in sangue, e di colpire la terra con ogni sorta di piaghe, se e quando vogliono.

Chi non riconoscerebbe in questo ritratto l'Elia dell'Antico Testamento, che chiuse il cielo per tre anni e mezzo e fece cadere il fuoco dal cielo sui soldati che venivano a prenderlo?

I milleduecentosessanta giorni indicano il tempo della persecuzione finale, come abbiamo già osservato. L'apparizione dei testimoni di Dio coinciderà quindi con la persecuzione dell'Anticristo. Bisogna riconoscere che l'aiuto dato alla Chiesa sarà proporzionato alla grandezza del pericolo.

I due testimoni di Dio, vestiti con le insegne della più austera penitenza, andranno ovunque, e ovunque saranno invulnerabili; una nube, per così dire, li coprirà e colpirà chiunque oserà toccarli. Essi avranno tutte le piaghe nelle loro mani, per colpire la terra con esse come vogliono. Predicheranno con la massima libertà in presenza dell'Anticristo.

Quest'ultimo tremerà di rabbia; e ci sarà un formidabile duello tra il mostro e i due missionari.


domenica 31 maggio 2026

Sant’Adalberto di Praga La storia sconosciuta dell’Apostolo della Prussia


 

Che vengano qui per rimanere in adorazione davanti a mio Figlio

 


Il diario di un sacerdote in preghiera


Al Santuario di Nostra Signora di Knock, Irlanda


Nostra Signora parlò così:

Desidero, mio caro figlio, che Knock diventi un luogo di pellegrinaggio per i sacerdoti.¹ Farò di Knock un luogo di guarigione per i miei figli sacerdoti. Li riporterò alla purezza e alla santità di vita. Li attirerò nella mia compagnia. Darò loro una parte dell'intimità sacra con me che fu la porzione assegnata a San Giuseppe, mio sposo castissimo, e a San Giovanni, mio figlio adottivo. Qui a Knock desidero manifestarmi ai sacerdoti come Vergine Sposa e Madre. Questo è un segreto che ho custodito nel mio cuore per questo tempo di prova per la Chiesa. A ogni sacerdote che desidera e mi chiede, darò la grazia di vivere nella mia presenza come Vergine Sposa—questa fu la vocazione data a San Giuseppe—e di vivere nella mia presenza come Madre—questa fu la vocazione data a San Giovanni quando, dalla Croce, mio Figlio affidò me a lui, e lui a me.

Desidero che i sacerdoti cominciano a venire a Knock. Desidero che vengano con i loro vescovi. Il desiderio del mio Cuore misericordioso e Immacolato è che Knock diventi una sorgente di purezza, santità e rinnovamento per tutti i sacerdoti, iniziando con quelli dell'Irlanda. Ho aspettato fino ad ora per rivelare questo progetto del mio Cuore. Il tempo è breve. Che i sacerdoti vengano a me qui a Knock. Aspetto loro come Vergine Sposa e come Madre. Che vengano a lavarsi nel Sangue dell'Agnello, mio Figlio, e a essere uniti a Lui, Sacerdote e Vittima, nel Mistero del suo Sacrificio.¹

Knock è per tutti i miei popoli, ma fu, dall'inizio, destinato a essere un luogo di guarigione e di abbondanti grazie per i sacerdoti. Che questo sia fatto conoscere ai vescovi e sacerdoti della mia Chiesa. Desidero ardentemente essere la Vergine Sposa e Madre di tutti i sacerdoti. Nell'intimità sacra con me troveranno la santità che mio Figlio desidera dare a ognuno di loro: una santità radiante, una santità che illuminerà la Chiesa in questi ultimi giorni con la luminosità dell'Agnello.²

Che vengano qui per rimanere in adorazione davanti a mio Figlio, l'Agnello che fu immolato. Che si lavano nel suo Sangue prezioso cercando l'absoluzione da tutti i loro peccati. Che affidano e consacrano loro a me come Vergine Sposa e Madre. Dio Onnipotente farà grandi cose in loro e attraverso loro. Desidero così che Knock diventi per tutti i sacerdoti una fonte di acqua vivente, un luogo di guarigione, di comfort e di rinnovamento.³

Le mie mani sono sempre elevate in supplica per i miei figli sacerdoti, e il mio Cuore è pronto per riceverli qui.

Lascia che vengano a me e mi manifesterò a ciascuno come la Mediatrice di tutte le grazie e come l'aiuto dato loro da Dio nel loro ministero sacerdotale.¹ Io sono la Nuova Eva data al Nuovo Adamo — e data da Lui dalla Croce a tutti i Suoi sacerdoti, a quelli chiamati da Lui a continuare la Sua missione di salvezza nel mondo. Io, la Signora di Knock, sono la Vergine Sposa e Madre di tutti i sacerdoti. Lasciate che vengano a me e, in compagnia di San Giuseppe e San Giovanni, assaggino la mia dolcezza. È per questo motivo che ti ho portato qui. Voglio che tu sia il primo a consacrarti a me come Vergine Sposa e Madre. Voglio che tu modelli la tua vita su quella di San Giuseppe e San Giovanni. Vivi nella mia sacra intimità. Condividi ogni cosa con me.² Non c'è bisogno che tu o qualsiasi sacerdote rimanga solo. Il mio Cuore è aperto a tutti i miei figli sacerdoti, e a coloro che lo chiedono, non rifiuterò la grazia di una speciale intimità con me, una partecipazione alla grazia unica data a San Giuseppe e San Giovanni all'inizio. Questa fu la grazia che diedi all'Arcidiacono Cavanagh in questo stesso luogo.³ Dal suo posto con me in cielo, intercede per i sacerdoti d'Irlanda e per tutti i sacerdoti. E ora ti benediciamo, nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

5 febbraio 2008

Preghiera alla SS. Trinità

 


Santissima  Trinità, mistero  di  solitudine  e  di  comunione, Padre,  Figlio  e  Spirito  Santo, dal  profondo  del  mio  cuore  io  ti  amo, e  nella  mia  povertà  ti  adoro. Desidero,  con  tutto  il  cuore, con  tutta  l’anima, con  tutte  le  forze, occupare  quel  posto a  cui  Tu  mi  chiami nell’eterna  Festa  di  Comunione, nella  quale il  Padre  si  alza  a  servire  i  suoi  eletti, il  Figlio  si  immola  e  si  offre, liberamente  e  per  amore, come  vero  cibo, lo  Spirito  Santo  colma  i  cuori di  ogni  pace  e  consolazione. Per  questo,  mio  Dio, mi  consacro  a  te  senza  riserve, mi  offro  a  te  senza  misura, mi  abbandono  con  immensa  fiducia alla  tua  adorabile  provvidenza, chiedendoti solo  il  dono  di  una comunione  sempre  più  perfetta con  te  e  con  tutti  i  miei  fratelli. Riempi  il  mio  cuore,  o  Dio, di  una  fiducia  sempre  più  grande perché  io  possa  accogliere  la  tua Volontà  con  piena  conformità  e  vera  carità. Santissima  Vergine  Maria, Madre  del  nostro  Dio  e  Signore  Gesù  Cristo, Figlia  Amata  del  Padre, Sposa  dello  Spirito  Santo, che  incessantemente  siedi  al Banchetto  Divino  della  Perfetta  Carità, sostieni  con  la  tua  potente  intercessione i  miei  desideri  di  bene e  la  mia  volontà  di  appartenere all’amore  di  Dio. Al  Padre,  al  Figlio,  allo  Spirito  Santo, attraverso  di  te,  Vergine  Maria, io  affido  liberamente  e  volontariamente  la  mia  vita per  giungere  alla  festa  d’amore  alla  quale, nella  sua  infinita  misericordia, il  mio  Signore  e  mio  Dio  mi  invita con  voce  di  gioia  e con  silenzio  d’amore. 

Suscipe  me  Domine, secundum  eloquium  tuum  et  vivum et  non  confundas  me ab  expectatione  mea  (Sal  118,116). 

[Sostienimi  Signore, secondo  la  tua  promessa  e  avrò  la  vita, non  deludere  la  mia  speranza] 

Maranathà,  vieni,  Signore  Gesù  Cristo!

don  Claudio  Girardi


Premessa del Padre 39 - Parte 3, Messagio di Giovanni nel luogo santo

 


Il 5.05.2023 nel luogo sacro

Messaggio di Giovanni

Figlia Mia. Io, il tuo Giovanni, sono venuto per dire e delineare oggi a te e ai figli della terra del tempo finale, quanto segue.

Figlio Mia. Il santo Angelo del Signore e Creatore Mi ordinò di dire questo a voi figli del tempo finale. Egli disse: “Giovanni, Mio amato figli, per favore conserva nel Tuo cuore tutto ciò che Io, il tuo Angelo del Signore e Creatore, qui ti mostro, dico e spiego. Comunicalo SOLO ai figli del tempo finale, alla fine dei tempi e conserva, così Mi ripeté, tutto nel Tuo cuore, finché giunge questo tempo.

Figlia Mia. Accadranno tante cose terribili ai figli del mondo del tempo finale, ma è ESTREMAMENTE importante per loro sapere che se restano SEMPRE fedeli e abbandonati, non hanno nulla da temere!

La mano protettrice del Padre è sempre su di loro, ma arriveranno sui figli di Dio giorni duri e portanti disperazione. Gesù disse: “Non temete” e Io, il tuo Angelo del Signore e Creatore, dico ai figli veramente fedeli: “Non temete perché il Signore e Padre si prende cura di voi che siete realmente fedeli e adoranti. Cosa vi può accadere, Mi chiedo, se il Padre veglia su di voi e provvede a voi?”

Figlia Mia. L’Angelo del Signore e Padre poi Mi mostrò tante immagini. Vidi i figli del tempo finale disperati e increduli cioè vidi come vennero colpiti dai dubbi e dall’ incredulità. Sempre nuovamente dovevano rafforzarsi. Era la Parola di Dio che li mantenne saldi e sulla retta via ed era la loro fede profonda e ferma in Gesù Cristo che li mantenne fermi ma dovevano sempre ricordarsene e rifletterci perché il diavolo li attaccava di continuo e sempre di nuovo c’erano momenti di dubbio. Dio però mantenne la Parola e li protesse e EGLI donò loro un libro che li avrebbe custoditi per secoli fino a questo ultimo tempo, in cui trovarono forza e conoscenze: sono i Vangeli di Nostro Signore Gesù Cristo e molto altro che inizialmente fu tramandato a voce e poi fu scritto e l’Angelo disse:” Giovanni, Mio amato figlio, ciò che Tu vivi, la Tua conoscenza, la Tua esperienza, la Tua “vita” e ciò che Ti fu raccontato, scrivilo per i cristiani posteri perché la vera fede andrà perduta, la Sua Parola sarà cambiata, ma i figli trarranno forza dal sacro libro alla cui realizzazione tu parteciperai.”

Questo, disse l’Angelo, a Me, il tuo Giovanni ed è veramente il libro, figlia Mia, con cui Gesù vi fa conoscere, la Sua vita, le Sue opere, i Suoi miracoli, il Suo insegnamento così come tutto ciò che là vi è riassunto, il quale vi illustra sempre di nuovo la gloria e l’onnipotenza del Padre e del Figlio e il Suo grande, grandissimo amore per il Suo popolo prescelto- per voi, figli Miei,- a dare speranza a ciascun figlio che prende a cuore questo libro perché da esso ricava tutta la forza di cui ha bisogno per ritornare al Padre, che lo creò come Creatore di tutti i figli di Dio, per puro e profondo amore paterno.

 “Gesù è la Via per il Padre. Dillo continuamente ai figli nella fine dei tempi, Mio amato figlio. Non c’è un'altra via, anche se così tanti osano dire altrimenti!”

Figlia Mia. L’Angelo del Signore incaricò Me, il tuo Giovanni, di accompagnarvi passo dopo passo in questo tempo finale.

Così come Mi ordinò di scrivere molte altre cose per sostenere i posteri, voi figli, così Mi ordinò di rivelare solo alla fine dei tempi il libro, che Io scrissi e per comando mangiai pur portando amarezza al Mio stomaco. Questo lo faccio attraverso di te figlia Mia, e ti ringrazio di cuore di scrivere per Me. Amen.

Comunica ai figli oggi che: L’unica via per il Padre è Gesù! Solo LUI è la Via per il Nuovo Regno! Solo attraverso di Lui voi tutti potrete resistere senza cadere nelle grinfie del maligno! Solo grazie a LUI sarete elevati e non cadrete nell’ inferno come “insetti nocivi”, che Io vidi, alla fine dei tempi.

Dillo loro da parte Mia, dal loro Giovanni, che sono venuto per la salvezza della loro anima, in modo che nessuno figlio vada perduto e ognuno si prepari e possa essere elevato da Gesù. Amen.

Il tuo Giovanni. Apostolo e “prediletto” di Gesù. Amen.

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