venerdì 27 novembre 2020

PREGARE CON MARIA

 


VISITA GUIDATA AL MAGNIFICAT ...

Il Magnificat può essere visitato come una bella chiesa. Si può entrare in una chiesa distrattamente. Si spinge la porta, si entra: l'abitudine ha smussato l'attenzione. Si può anche entrare, fare silenzio, lasciarsi prendere dall'armonia delle masse architettoniche e dal canto che sembra sprigionarsi dalle vetrate, lasciarsi invadere dalla meraviglia.

Così è per il Magnificat: se si vuole pregarlo, è indispensabile conoscerne l'architettura interiore. Questo schema tratto da Michel Gourgues (Cahiers Evangile, n. 80) può servirci da guida:

[Sezione “ Io ”]

Inno al Dio di Maria (vv. 46‑49)

 L'anima mia magnifica il Signore

 e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,

 perché ha guardato l'umiltà della sua serva.

D'ora in poi tutte le generazioni

mi chiameranno beata.

 Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente

e Santo è il suo nome:

[Sezione “ Essi ”]

Inno al Dio degli umili (vv. 50‑53)

di generazione in generazione la sua misericordia

si stende su quelli che lo temono.

 Ha spiegato la potenza del suo braccio,

ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

 ha rovesciato i potenti dai loro troni,

ha innalzato gli umili;

 ha ricolmato di beni gli affamati

ha rimandato i ricchi a mani vuote.

Inno al Dio d'Israele (vv. 54‑55)

 Ha soccorso Israele suo servo,

ricordandosi della sua misericordia,

 Come aveva promesso ai nostri padri,

ad Abramo e alla sua discendenza per sempre.

Non si tratta di una nuova interpretazione, ma di un invito a scoprire alcuni elementi caratteristici per alimentare la nostra fede e la nostra preghiera. Questo potrà permetterci di capire che il cantico di Maria interrompe il racconto degli avvenimenti precedenti per svelarne il significato profondo. Maria è, così, la prima teologa del mistero dell'Incarnazione.

Inno al Dio di Maria...

Il Magnificat è un inno all'amore che raggiunge le vette. Che Maria ami il suo Dio è cosa certa. Ma ciò che scopre con stupore, ciò che non può tacere è la scoperta del mistero dell'Amore di Dio per lei, così umile, così piccola. E per l'umanità intera. Maria, infatti, non è che una creatura, fatta della stessa natura di tutti gli uomini, di tutti i tempi, di cui la storia non fa che accumulare, nel corso delle età, la piccolezza e la povertà. Di età in età (Cardinale Schwery, vescovo di Sion, Svizzera).

Nella prima parte, Maria parla in prima persona, è la sezione “ Io ” anche se ella non usa il pronome personale “ io ”, ma il pronome possessivo: “ mia ” (la mia anima, il mio spirito). Si può, a questo punto, osservare il contrasto tra ciò che è grande e viene da Dio o va a Dio, e ciò che è piccolo e caratterizza l'umanità di Maria: La mia anima magnifica (cioè dice grandi cose su Dio); l'Onnipotente ha fatto in me grandi cose; perché Dio ha guardato l'umanità, la piccolezza della sua serva.

Quest'inno di Maria a Dio è già un omaggio al Dio delle Beatitudini. Esso annuncia la beatitudine di Maria ed anche la beatitudine di tutti i credenti che verranno, come dice Elisabetta.

“ Si nota tuttavia osserva Michel Gourgues un'importante differenza. Elisabetta situa la beatitudine in relazione alle disposizioni di Maria stessa: “E beata colei che ha creduto”. Maria pone invece la propria beatitudine in relazione con le disposizioni e l'intervento di Dio: “Perché ha guardato l'umiltà della sua serva” (v. 48), “Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente” (v. 49) ” (Cahiers Evangile, n. 80, p. 40).

Maria insiste sulla gratuità del dono che viene da Dio e ch'ella accoglie con gioia... Luca, più tardi, descriverà le Beatitudini come una felicità gratuita offerta ai poveri, mentre Matteo insisterà sulle qualità di chi le riceve: “ Beati i poveri in spirito ” (Mt 5,3).

Inno al Dio degli umili ...

“ Se tu conoscessi il dono di Dio... ”, ha detto un giorno il Cristo alla Samaritana. Ma qual è il dono di Dio, se non lui stesso? C'é una creatura che ha conosciuto questo dono di Dio...

Una creatura che è stata così pura, così luminosa da sembrare la Luce stessa!

Una creatura la cui vita è stata così semplice, così perduta in Dio che quasi non se ne può dire nulla. È la Vergine fedele, quella che “ custodiva tutte le cose nel suo cuore ”. Ella era così piccola e così raccolta di fronte a Dio nel segreto del Tempio da attirare le compiacenze della santissima Trinità... Il Padre, chinandosi su questa creatura così bella, così ignara della propria bellezza, volle che fosse la Madre, nel tempo, di colui di cui egli è Padre, nell'eternità. Allora lo Spirito d'Amore, che presiede a tutte le operazioni di Dio, sopravvenne, e la Vergine disse il suo Fiat: “ Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto ”. E il più grande dei misteri si è compiuto (Suor Elisabetta della Trinità).

Il Dio del Magnificat è un Dio che ha un amore di predilezione:

per quelli che temono Dio in contrapposizione ai superbi (cf vv. 50‑51),

per gli umili, in contrapposizione ai potenti (cf v. 52),

per gli affamati, in contrapposizione ai ricchi (cf v. 53).

Volendo approfondire ulteriormente il discorso, possiamo, con Michel Gourgues, distinguervi i toni di tre diversi registri:

Il credere o il registro religioso (vv. 50‑51). Maria contrappone “ quelli che temono Dio ” ai “ superbi ”, cioè a quelli che non pensano che a se stessi, che ignorano Dio e pretendono di essere autosufficienti. Dio, per questi, non può nulla perché non hanno bisogno di nulla e nulla desiderano da parte di Dio. Ora, non dimentichiamolo mai, Dio è umile, Dio è discreto, Dio non s'impone. Al contrario, egli è felice di colmare dei suoi beni tutti quelli e quelle che contano su di lui, e specialmente Maria che dice: “ Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto ” (Lc 1,38).

Il potere, o il registro politico (v. 52). Maria dichiara: “ Ha rovesciato i potenti dai troni ” (v. 52). In altri termini, la strategia politica del Dio del Magnificat non corrisponde affatto a quella dei media del nostro tempo e della maggior parte delle gente in tutto il mondo: Dio non valorizza le persone in funzione del loro peso militare, o del loro peso rappresentativo; gli “ umili ” hanno per lui altrettanta importanza, se non di più, dei “ grandi ” della politica o dell'industria dello spettacolo. Il termine “ umile ” non si trova in altre pagine di Luca. “ Nel greco classico era utilizzato per indicare una persona che era umile, perché senza potere né influenza ” (Cahiers Evangile, n. 80, p. 42). Ecco perché Dio “ ha guardato l'umiltà della sua serva ” (Lc 1,48).

L'avere, o il registro socio‑economico (v. 53). Maria, infine, contrappone gli “ affamati ”, quelli che non hanno nulla da mangiare, ai “ ricchi ” che ne hanno a volontà. Questo è il punto di vista del Dio del Magnificat. Si ritroverà la stessa contrapposizione nelle Beatitudini in cui Gesù contrapporrà i “ poveri ” cioè coloro che “ hanno fame ” (Lc 6,20‑21) ai “ ricchi ” e ai “ sazi ” (Lc 6,24‑25). Il possesso e il potere possono far leva sugli uomini, non fanno leva su Dio: con lui, tutti hanno delle possibilità, cominciando da quelli che hanno un cuore di povero.

Inno al Dio d'Israele...

Come hai voluto

aver bisogno di Maria

e Maria della discendenza

di tutti i suoi avi,

prima che la sua anima

ti magnificasse e che

tu ricevessi da lei

grandezza agli occhi

degli uomini,

è così che tu vuoi

aver bisogno di me

a mia volta, è così

che tu hai voluto,

o mio maestro,

ricevere da me la

vita come tra le

dita del prete che

consacra, e

porre te stesso

in questa immagine reale

tra le mie braccia!

(Paul Claudel, Cinq Grandes Odes, Magnificat in _uvres Poètiques, Gallimard, pp. 257‑258)

Il Dio del Magnificat è pieno di misericordia non soltanto per Maria, ma anche per il suo popolo, il popolo scelto d'Israele: “ Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia ” (Lc 2,54). Dio non ha soltanto cuore, ma memoria: egli è fedele alle sue promesse e s'impegna a soccorrere Israele che ha scelto e a liberarlo dai suoi nemici.

Israele, oggi, è la Chiesa, siamo noi nel mondo, è il mondo intero con i suoi paesi ricchi e i suoi paesi poveri, con i suoi paesi in pace e i suoi paesi in guerra, con i suoi paesi sviluppati e i suoi paesi sottosviluppati. Un mondo in cui il peccato e l'amore, da millenni, si disputano il potere: il bene è accanto al male peggiore, l'opulenza di alcuni privilegiati vi insulta l'indigenza della moltitudine dei poveri. E il mondo molto concreto, con le sue sacche di miseria, che Gesù vuole configurare a propria immagine e somiglianza con l'intercessione di Maria, sua madre, e col nostro aiuto, cioè particolarmente con quello della sua Chiesa d'oggi.

Ecco perché non si tratta soltanto di visitare il Magnificat come si visita un capolavoro ricco di fascino; non si tratta soltanto di cantare come si canta un meraviglioso poema; si tratta di viverlo. Si tratta di nutrirne la nostra azione, la nostra preghiera, il nostro combattimento, se è necessario. Nel quotidiano.

Le parole del Magnificat, l'inno mariano per eccellenza, non hanno, infatti, perduto nulla della loro giovinezza, della loro luminosità, del loro peso di fede, di speranza, d'impegno: esse sono capaci di ferire il nostro cuore. Oggi ancora.

Non è forse lo Spirito Santo, lo Spirito d'amore, lo Spirito di forza e di luce che le ha ispirate a Maria e alla Chiesa delle origini? E lo Spirito Santo che può porle sulle nostre labbra e nel nostro cuore. Come un fuoco. Ed egli ve le porrà, se umilmente, come Chiesa, noi sapremo accoglierlo come Maria e i discepoli di Gesù, nel cenacolo, un certo mattino di Pentecoste.

JEAN‑MARIE SÉGALEN


ORA I NODI VENGONO AL PETTINE - Tra Deep State e Deep Church: verso il Great Reset e l’annullamento di ogni libertà? I Padroni Universali ormai sono lanciati verso il traguardo: ci vogliono ridurre a schiavi decerebrati

 


Tutti i nodi stanno venendo al pettine


 di Francesco Lamendola



C’è aria viziata, aria di chiuso nella stragrande maggioranza delle discussioni che si sentono fare, specialmente sui mass-media ufficiali, a proposito del Coronaviurus, dell’emergenza sanitaria, delle misure da prendere o da evitare per tutelare la vita e la salute dei cittadini e, al tempo stesso, difendere l’economia, o almeno per non danneggiarla troppo, per non deprimerla definitivamente. C’è aria viziata anche nei cervelli di molta, troppa gente: sia che ciò sia dovuto a una totale incomprensione di quanto sta accadendo, sia che tragga origine da ragioni ancor meno nobili della pura e semplice stupidità, ossia dalla piena e cosciente malafede di chi sfrutta comunque un’occasione per ritagliarsi il suo miserabile pezzettino di torta, poche briciole in verità, comunque meglio che niente, specie per chi in fondo sa di essere una nullità, uno zero assoluto, come quasi tutti i giornalisti che firmano i loro illeggibili e vergognosi pezzi quotidiani sui maggiori organi della stampa italiana. Roba che avrebbe fatto invidia ai giornalisti della DDR o dell’Unione Sovietica, ai tempi d’oro del comunismo, per lo smaccato servilismo nei confronti del potere e per il carognesco, maramaldesco accanimento con cui si gettano su qualunque malcapitato osi aprire il sia pur minimo spiraglio di contro-informazione e autentico ragionamento nelle menti degli sprovveduti che ancora non hanno capito nulla. Valga per tutti la reazione idrofoba che è scattata contro padre Livio Fanzaga, il direttore di Radio Maria (non un estremista di destra, dunque; non un pericoloso sovranista o un semi-delinquenziale populista e cripto-fascista), allorché ha osato dire ciò che qualsiasi vero cattolico ha ben capito e non può che condividere: che dietro lo sfruttamento dell’emergenza sanitaria vi è un disegno diabolico per strappare definitivamente, insieme alla libertà, l’anima cristiana dei popoli occidentali. Il Fatto Quotidiano, per bocca del suo direttore Marco Travaglio, e L’Avvenire, il quotidiano dei vescovi italiani, per bocca del direttore Marco Tarquinio, si sono segnalati per zelo nel ridicolizzare, redarguire, sbeffeggiare il sacerdote, reo di aver espresso opinioni così poco lusinghiere nei confronti di quei Padroni Universali, come li chiamava Giulietto Chiesa, ai quali, guarda caso, sono legati a filo doppio i giornali e le televisioni che si sono eretti a campioni e custodi inflessibili del Pensiero Unico imperante, debitamente politically correct, progressista, mondialista, migrazionista, abortista, omosessualista, e così via (tant’è che Travaglio recentemente è stato il destinatario d’un gentile invito al Club Bilderberg).


http://www.accademianuovaitalia.it/images/0-0-BIS2020/000-ORWELL_200_CORONA.jpg

Coronavirus? Tutti i nodi stanno venendo al pettine!


E allora usciamo dall’aria viziata e proviamo a ragionare all’aria fresca, che snebbia il cervello e purifica il pensiero. Qualsiasi cosa si voglia pensare o credere circa il Covid, la pandemia, l’emergenza, il lockdown, la mascherina, le cifre sui morti e i contagiati, gli ospedali, la terapia intensiva, e soprattutto il ruolo giocato dai mass-media in questa fase storica, una cosa ci sembra certa, chiara e incontrovertibile: ciò che stiamo vivendo in questi mesi, a partire dall’inizio del 2020, non è che un aspetto, un momento, uno strumento di una strategia assai più vasta, e che parte da assai prima, e che mira assai più lontano. La strategia del Great Reset, ossia del Grande Azzeramento, con la quale l’élite dei Padroni Universali, avendo concentrato nelle proprie mani quasi tutta la ricchezza e il potere mondiali (manca solo la Russia, cristiana e sovrana; mentre gli Stati Uniti sono in bilico dopo l’esperienza della presidenza Trump) si accinge a rendere operativa una radicale ristrutturazione dell’assetto socioeconomico, culturale e mentale dell’intera umanità. L’obiettivo finale è il seguente:

-  la distruzione definitiva dei ceti medi, attraverso la distruzione della libera impresa, del libero commercio, del lavoro e del risparmio;

- la cancellazione del debito, pubblico e privato, in cambio della cessione totale delle ricchezze, delle proprietà, dei beni immobili dei privati e degli Stati alle grandi banche;

- l’indottrinamento sistematico dei cittadini e il loro condizionamento alla sottomissione cieca alle autorità, sul modello del regime cinese;

 - la sostituzione del salario con un reddito universale, che verrà assegnato a seconda del comportamento dei cittadini-schiavi;

- l’imposizione di regole ferree per la vita associata, l’estinzione dei diritti sindacali e costituzionali, l’instaurazione di una onnipotente dittatura sanitaria;

- la vaccinazione, se possibile volontaria e altrimenti obbligatoria, dell’intera popolazione mondiale;

- il ritiro del passaporto, della patente, la confisca dei beni e il rifiuto dell’assistenza medica per chi non accetti di farsi vaccinare;

- l’installazione di un microchip sottocutaneo che consenta di controllare a  distanza, in qualsiasi momento, l’intera popolazione e ogni singolo individuo;

- l’irraggiamento di nano-particelle grazie ai microchip e a tecniche elettroniche sofisticate, fra le quali il cosiddetto 5G, in grado d’influenzare e controllare i pensieri e gli stati d’animo delle persone, inducendo euforia o depressione, e impartendo ordini subliminali, che possono includere quello di uccidere e poi di suicidarsi  (come nel film, niente affatto fantascientifico, Il candidato della Manciuria).

In breve: l’annullamento di ogni libertà di commercio, d’impresa, di associazione, di espressione, d’informazione, di movimento, di proprietà, di culto religioso, di socialità, equiparando a un reato imperdonabile il solo fatto di ritrovarsi in tre o quattro in una casa privata, e applicando il controllo elettronico a distanza dei cittadini, oltre che il controllo del telefono, della posta elettronica e di ogni altra forma di comunicazione interpersonale, nonché recluta di uno speciale personale di spie e delatori nei codomini, nelle fabbriche, nei quartieri, al fine di ridurre gli esseri umani a degli schiavi decerebrati, passivi, rassegnati, simili a zombie, molti dei quali destinati alla morte mediante carestie, epidemie appositamente innescate e diffuse, guerre e vaccinazioni letali, avendo i signori dell’élite stabilito un tetto massimo di 500 milioni per la popolazione destinata a sopravvivere nel terzo millennio.


http://www.accademianuovaitalia.it/images/0-QUADRI/000-GALLERY_PAPA_MARXISTA.jpg

Tra Deep State e Deep Church: una dittatura mediatica e sanitaria di stile cinese? Stiamo tornando ai tempi della DDR o dell’Unione Sovietica di Stalin: ai tempi d’oro del comunismo di Mao !


Conosciamo benissimo le obiezioni e il coro di scandalizzate reazioni negative che si levano quando si fanno simili discorsi; pazienza. I dormienti non vogliono essere destati, anzi, s’infuriano contro chi vuole disturbare i loro sonni: preferiscono ascoltare la voce del padrone, e instupidirsi ascoltando tutto il giorno, per ore e ore, i bollettini di guerra terrorizzanti che parlano di sempre nuovi contagi, di sempre nuovi decessi, ed esortano, minacciano, blandiscono e ricattano gli ascoltatori agitando loro davanti la carota e il bastone. La carota di una possibile attenuazione delle misure restrittive, e il bastone di un loro prossimo inasprimento, ovviamente se i cittadini-schiavi non si comporteranno “bene” e seguiteranno a pretendere di condurre una vita normale. Essi giustificano tale modo di procedere affermando che la salute viene prima di tutto: il che è falso in tutti i sensi, anche dal punto di vista costituzionale; non parliamo poi dal punto di vista del credente. È falso dal punto di vista costituzionale perché l’articolo 1 della Costituzione afferma che l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro, non sulla tutela della salute; e quindi ogni politica che colpisca al cuore il lavoro, il diritto a lavorare a guadagnare onestamente per mantenere sé e la propria famiglia, è automaticamente illegittima e illegale, anche se chi dovrebbe far rispettare i principi costituzionali tace e acconsente allo scempio. Inoltre la Costituzione, quando viene a parlare della salute riconosce nella maniera più esplicita il diritto sacrosanto del cittadino a curarsi come meglio ritiene, lasciando a lui e a lui solo la decisione sulle terapie da intraprendere e dei farmaci da assumere in presenza di un’eventuale minaccia alla salute stessa. Valga per tutti, quale esempio di autentico rispetto della libertà dei cittadini, il caso della Svezia, un Paese che un tempo non lontano veniva continuamente presentato come un modello da imitare e da ammirare incondizionatamente, mentre ora i nostri pennivendoli di regime si sono scordati quasi del tutto di parlarne. Forse perché non sono in grado di mettere in prima pagina i numeri apocalittici dei morti da Covid-19 in uno Stato che ha deciso di lasciare che ciascun cittadino si regoli come ritiene giusto e opportuno, senza imporre restrizioni, vaccinazioni e terrorismo mediatico per far credere alla popolazione di essere in presenza di una pestilenza simile a quelle più gravi del passato.


http://www.accademianuovaitalia.it/images/0-0-BIS2020/00-SCHIAVI_POPOLO.jpg

Tra Deep State e Deep Church: verso il Great Reset e l’annullamento di ogni libertà? I Padroni Universali ormai sono lanciati verso il traguardo: ci vogliono ridurre a schiavi decerebrati!


Peraltro, chi ha un po’ di familiarità con la letterature classiche e con quella italiana, sa che né Tucidide quando parla della peste di Atene del 430 a.C., né Boccaccio quando narra la peste di Firenze del 1348, né Manzoni quando descrive la peste di Milano del 1630, riferiscono di provvedimenti governativi simili al lockdown. Infatti né gli ateniesi al tempo della Guerra del Peloponneso, né gli italiani e gli europei durante le gradi pestilenze del XIV e del XVII secolo, ritennero che fosse un crimine passibile di sanzioni il fatto di uscir di casa per recarsi a visitare ed assistere i genitori o i figli o gli amici ammalati: chi lo faceva, lo faceva a  proprio rischio e pericolo, ma nessun tribunale della sanità si sognava di trattarlo come un pericolo pubblico e un potenziale delinquente (benché ci fosse effettivamente, almeno nel caso del 1630, l’ossessione dei cosiddetti untori). Eppure i cittadini morivano a migliaia e i lazzaretti e i cimiteri erano pieni: mentre ora nessuno è in grado di mostrare scene analoghe per il Covid-19. Infine, è falso che la tutela della salute venga prima di ogni altra cosa, anche considerando ciò dal punto di vista religioso. Per un cristiano, la cosa più importante è la salute dell’anima; ed essa si preserva con la preghiera, l’adorazione e la cura fraterna del prossimo: tutte cose che ora vengono fortemente ostacolate e che per mesi sono state di fatto proibite e messe al bando, nel silenzio assordante della chiesa stessa, o meglio dei signori che ne hanno preso il controllo negli ultimi anni, evidentemente più preoccupati che i cattolici si comportino da bravi cittadini, ossia da gregge docile e sottomesso agli ordini dei padroni, che non da buoni cristiani.


http://www.accademianuovaitalia.it/images/0-0-0-NUOVI/0000-NEW_ORDER.jpg

Un disegno diabolico: come galline che ricevono dal padrone la libertà di uscire dal pollaio al mattino? La posta in gioco non è solo il lockdown, ma la libertà di restare umani, di pensare da esseri umani, di stare in compagnia dei propri cari!


Dunque: la posta in gioco non è il lockdown, la sua durata, le sue modalità; non è la sospensione delle libertà costituzionali in nome di una pretesa emergenza sanitaria; non è l’asservimento totale della stampa e delle televisioni, né l’irreggimentazione totale del personale medico e sanitario, con la messa al rogo di quei medici e di quegli infermieri che osano lasciar trasparire qualche dubbio,  qualche perplessità, qualche riserva sui protocolli imposti dall’alto di fronte alla diffusione del Covid; ma tutte queste cose insieme e dell’altro ancora: la libertà di restare umani, di pensare da esseri umani, di stare in compagnia dei propri cari e delle altre persone, il tutto da esseri umani e non da galline che ricevono dal padrone la libertà di uscire dal pollaio al mattino, e vengono poi fatte rientrare la sera, a sua totale discrezione. La libertà per i bambini di giocare e socializzare fra loro; per i pensionati di recarsi al bar e fare una bella partita a carte; per gli imprenditori e i commercianti di tenere aperte le loro aziende e i loro esercizi; per gli studenti di recarsi a scuola senza l’obbligo di respirare la propria anidride carbonica e le particelle cancerogene delle mascherina, per sei ore al giorno; la libertà di esprimere un’opinione, di scrivere un articolo, di ascoltare un video, di fare una gita in campagna, di prenotare una vacanza in albergo, e addirittura di potere conservare un proprio cervello, che pensa pensieri propri e non introdotti in esso da un sistema di condizionamento elettronico. Ed è alquanto significativo che solo da poco tempo si parli del Deep State, cioè si sia venuti a conoscenza del fatto che, negli Stati Uniti, esiste uno Stato “profondo”, parallelo, nel quale risiede sostanzialmente il  potere reale, che non coincide affatto con lo Stato di diritto, fatto di elezioni trasparenti e d’istituzioni legittime, ma dominato da poteri oscuri che rispondono a centrali private riconducibili anch’esse al grande capitale finanziario. È significativo perché ha portato in luce il fatto che la stragrande maggioranza della gente non sospettava che un tale Stato profondo esistesse, e tuttora non sospetta, né vuol sapere, che esso esiste non solo al di là del’Atlantico, ma anche a casa nostra, e in tutti gli altri Stati a regime nominalmente democratico; così come molti non hanno ancora capito che esiste pure una Deep Church, una chiesa profonda, parallela a quella autentica, controllata e dominata dalle logge massoniche e dalle lobby gay, e ormai così forte da costringere un papa a dimettersi, ed eleggere al suo posto un proprio uomo di fiducia, affinché la fede dei cattolici sia condotta all’estinzione senza che questi se ne rendano conto.

Questa è la vera posta in gioco: e quando finirà l’emergenza sanitaria, fra sei mesi o sei anni, ne inizierà un’altra, poi un’altra; e se non basterà ancora, scoppieranno carestie e attacchi terroristici su larghissima scala, guerre e rivoluzioni. I Padroni Universali ormai sono lanciati verso il traguardo e non si fermeranno. Noi non possiamo contrastarli a mani nude: possiamo però capire quel che sta accadendo, unirci e organizzarci per resistere. Dio, il sommo Bene, non permetterà che vincano loro.

Del 25 Novembre 2020

Il destino umano

 


Morte e giudizio privato

La Chiesa crede in due destinazioni finali: una per gli individui e una per l'umanità nel suo insieme.

Quello che ci si può aspettare dalla morte è espresso nel Nuovo Testamento, nella Lettera agli Ebrei: "È stabilito che gli uomini muoiano una sola volta, dopodiché viene il giudizio ..." (Eb 9,27).

La sua vita di pellegrino sulla terra raggiunge il suo punto di arrivo al momento della morte. Avendo varcato il confine di questo mondo di tempo e cambiamento, non puoi più scegliere una realtà diversa come massimo amore della tua vita. Se la tua scelta fondamentale di amore al momento della morte era il Bene assoluto che chiamiamo Dio, Dio rimane il tuo possesso eterno. Questo possesso eterno di Dio è chiamato paradiso.

Se la tua ultima scelta d'amore al momento della morte era qualcosa di meno di Dio, sperimenterai il vuoto radicale di non possedere il Bene assoluto. Questa eterna rovina si chiama inferno.

Il giudizio al momento della morte consiste in una chiara rivelazione della sua condizione immutabile e liberamente scelta: unione eterna con Dio o alienazione eterna.

Purgatorio e Comunione dei Santi

Se muori nell'amore di Dio ma hai "macchie di peccato", queste macchie vengono eliminate in un processo di purificazione chiamato purgatorio. Tali macchie di peccato sono principalmente le pene temporali dovute a peccati veniali o mortali già perdonati, ma per i quali non fu fatta espiazione sufficiente durante la sua vita. Questa dottrina del purgatorio, contenuta nella Scrittura e spiegata nella tradizione, fu espressa chiaramente nel I Concilio di Lione (2774 d.C.).

Dopo aver attraversato il purgatorio, sarai completamente libero dall'egoismo e sarai capace di un amore perfetto. Il tuo sé egoista, quella parte di te che cercava continuamente la soddisfazione di te stesso, sarà morta per sempre. Il tuo "nuovo io" sarà tuo: la stessa persona intima, trasformata e purificata dall'intensità dell'amore di Dio per te.

Oltre ad insegnare la realtà del Purgatorio, l'XI Concilio di Lione ha anche affermato che "i fedeli sulla terra possono essere di grande aiuto" a coloro che si sottopongono al purgatorio, offrendo per loro "il Sacrificio della Messa, preghiere, elemosine e altri atti religiosi ".

Incluso in questa dottrina c'è il vincolo di unità - chiamato Comunione dei Santi - che esiste tra il Popolo di Dio sulla terra e coloro che ci hanno preceduto. Il Vaticano li, fa riferimento a questo vincolo d'unione dicendo che "accogliete con grande rispetto quella venerabile fede dei nostri antenati circa il consorzio vitale con i fratelli che sono nella gloria celeste o sono ancora purificati dopo la morte" (Lumen Gentium, n. 51).

La Comunione dei Santi è una strada a doppio senso: nel passaggio sopra, il Vaticano II afferma che, proprio come tu sulla terra puoi aiutare chi soffre il purgatorio, così chi è in cielo può aiutarti nel tuo pellegrinaggio intercedendo per te con Dio.

L'inferno

Dio, che è amore e misericordia infiniti, è anche giustizia infinita. A causa della giustizia di Dio e anche del suo totale rispetto per la libertà umana, l'inferno è una possibilità reale come destino eterno di una persona. È difficile per noi comprendere questo aspetto del mistero di Dio. Ma Cristo stesso l'ha insegnato e così fa la Chiesa.

La dottrina dell'inferno è chiaramente nella Scrittura. Nel Vangelo di Matteo Cristo dice ai giusti: "Venite, benedetto del Padre mio, ereditate il Regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo". Ma ai malvagi dirà: "Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno preparato per il diavolo e per i suoi angeli" (Mt25,34.41). In un altro luogo, ricorda che Gesù disse: "È meglio entrare mutilati nella Vita che, avendo entrambe le mani, andare alla geenna, al fuoco inestinguibile" (Mc 9,43).

Un punto che si distingue chiaramente da questa dottrina è la realtà della libertà umana. Sei libero di cercare Dio e servirlo. E sei libero di fare il contrario. In entrambi i casi, sei responsabile delle conseguenze. La vita è una cosa seria. Il modo in cui vivi fa una seria differenza. Sei libero, radicalmente libero, di cercare Dio. Ed è libero, radicalmente libero, di scegliere il dolore inesprimibile della sua assenza.

Il cielo

La grazia, la presenza di Dio in voi, è come un seme, un seme vitale, che cresce ed è destinato, un giorno, a fiorire nella sua pienezza.

Dio si è dato a te, ma in modo nascosto. Al momento la cerchi anche se già ce l'hai. Ma verrà il momento in cui la tua ricerca finirà. Allora vedrai e possiedi Dio completamente. Questo è ciò che è stato rivelato.

Nella sua prima lettera, San Giovanni ci dice: "Cari amici, siamo già figli di Dio; ma quello che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo che al momento di questa manifestazione saremo simili a Lui, perché lo vedremo così com'è". (1 Jo 3,2).

E, nella sua prima lettera ai Corinzi, San Paolo scrive: "Ora ci vediamo in uno specchio e in modo confuso, ma poi vedremo faccia a faccia. Ora la mia conoscenza è limitata, ma più tardi saprò pienamente, come sono conosciuto" (I Cor 13 , 12).

Questo è il paradiso: la visione diretta di Dio faccia a faccia come Egli è Padre, Figlio e Spirito Santo; perfetta e totale unione con Dio, un'estasi di contentezza che va oltre ogni immaginazione umana; l '"ora" dell'eternità in cui tutto è sempre nuovo, piacevole e presente per te; il caldo torrente di gioia in compagnia di Gesù, sua Madre e tutti quelli che hai amato e incontrato; la totale assenza di dolore, afflizione, brutti ricordi; il perfetto godimento di tutti i poteri della mente e (dopo la risurrezione nel Giorno del Giudizio) del corpo.

Questo è il paradiso. Vale a dire, questa è una descrizione pallida e umana di ciò che Dio ha promesso a coloro che lo amano, di ciò che Cristo ha realizzato per noi con la sua morte e risurrezione.

Un nuovo cielo e una nuova terra

La fede nel giudizio finale dell'ultimo giorno è chiaramente espressa nei credi della Chiesa. Quel giorno, tutti i morti risorgeranno.

Per potere divino, saremo tutti presenti davanti a Dio come esseri umani corporei. Allora Dio, il Signore assoluto della storia, presiederà a un giudizio panoramico di tutto ciò che l'umanità ha fatto e sopportato attraverso i lunghi secoli in cui lo Spirito ha operato per generarci come popolo.

Quando arriverà questo giorno? In un passaggio notevole, pieno di speranza in tutte le cose umane, il Vaticano II pone questa domanda ed esprime la visione della Chiesa: "Ignoriamo il tempo della consumazione della terra e dell'umanità e non conosciamo il modo in cui l'universo si sta trasformando. la figura di questo mondo deformato dal peccato, ma apprendiamo che Dio prepara una nuova casa e una nuova terra. La giustizia vi abita e la sua felicità soddisferà e supererà tutti i desideri di pace che sorgono nel cuore degli uomini ".

Nel frattempo, nel tempo che ci resta, "qui cresce il corpo di una nuova famiglia umana, che può già presentare qualche traccia del nuovo secolo".

Dopo "aver diffuso sulla terra i valori della dignità umana, della comunità fraterna e della libertà, tutti questi buoni frutti della natura e del nostro lavoro, li ritroveremo, puri ma di ogni impurità, illuminati e trasfigurati ... Il Regno è già è presente nel mistero qui sulla terra. Quando il Signore verrà, sarà consumato "(Gaudium et Spes, nº 39).

Questo regno è già presente nel mistero. È già spuntato il giorno in cui Dio "asciugherà ogni lacrima dai vostri occhi e non ci sarà mai la morte". È già spuntato il giorno in cui dice a tutti gli esseri viventi: "Ecco, io faccio nuove tutte le cose ... È pronto! Io sono l'Alfa e l'Omega, l'Inizio e la Fine" (Ap 21,4.5.6 ).

Nel frattempo, lavoriamo e preghiamo per la piena fioritura di questo regno in arrivo. Con i primi cristiani esclamiamo: Maranatha! Vieni, Signore Gesù! Ti cerchiamo.

Il sacramento della confessione

Perché dobbiamo confessare.

Dio, nel suo amore paterno, vuole che tutti i peccatori tornino a lui. Vuole che ci allontaniamo dai nostri peccati, che ci rivolgiamo a Lui, il nostro Signore supremo e fine eterno. Gesù Cristo ci dice nel Vangelo: "Fate penitenza, perché il Regno dei cieli è vicino". (Mat. IV, 17).

Ma per aiutarci a fare penitenza, Dio ci dà una virtù speciale in modo che abbiamo la forza di pentirci dei nostri peccati. Questa forza speciale è la virtù della penitenza.

Per la virtù della Penitenza, che Dio mette nei nostri cuori, ci porta a riconoscere tutta la sua bontà, tutta la sua santità e come lo offendiamo e lo rendiamo triste quando commettiamo i nostri peccati. Solo conoscendo la santità, la giustizia e l'amore di Dio possiamo riconoscere come i nostri peccati offendono Dio.

Dio vuole che abbiamo un grande pentimento per i nostri peccati.

Cosa significa "pentirsi"?

Pentirsi significa non voler continuare in alcun modo con un'anima contaminata dal peccato, provare un profondo dolore per aver tradito la bontà di Dio, per aver offeso e rattristato Dio, che ci ama tanto.

Nella nostra famiglia abbiamo un buon esempio di cosa sia il pentimento quando rendiamo i nostri genitori tristi e offesi. Presto arriva quel dolore, quella vergogna e, allo stesso tempo, la certezza che ci perdoneranno, se chiediamo scusa, perché sappiamo che ci amano molto. Questo è anche il caso di Dio. Con questa differenza: il pentimento dei nostri peccati ci riapre le porte del Paradiso, ci restituisce l'amicizia con il nostro Dio, che è morto sulla Croce per salvarci.

Ma se non abbiamo il pentimento, Dio ci perdonerà dei nostri peccati? È facile vedere che senza un sincero pentimento Dio non può perdonarci.

Esistono diversi tipi di pentimento per il peccato:

- Pentimento umano: ci dispiace perché abbiamo paura della punizione che riceveremo dai nostri genitori. Questo pentimento umano non è di alcuna utilità per il perdono dei peccati.

- Pentimento imperfetto: è anche chiamato contrizione imperfetta o attrito - ci dispiace perché abbiamo paura della punizione di Dio.

- Pentimento perfetto: si chiama anche contrizione perfetta - non ci dispiace più a causa della punizione dei genitori o di Dio, ma perché offendiamo Dio, tradiamo l'amore di Dio, nostro Padre buono e amorevole, nostro Redentore e Salvatore. Questo dolore è chiamato perfetto perché proviene dall'amore che proviamo per Dio. È questa contrizione perfetta che manifestiamo quando diciamo l'Atto di Contrizione. Dobbiamo conoscere l'atto di contrizione a memoria per dirlo nel confessionale e anche in ogni momento di tentazione e pericolo nella nostra vita.

"Dio mio, mi dispiace molto di aver peccato, perché ti ho offeso, mio ​​sommo Bene, e ho meritato le pene della tua giustizia. Perdonami, Signore, non voglio più peccare".

C'è un atto di contrizione più bello e più completo:

"Signore mio Gesù Cristo, Dio e vero Uomo, mio ​​creatore e redentore, perché sei quello che sei, sommamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa, e perché ti amo e ti adoro, Signore, pesami con tutti i miei Ti ho offeso, mi dispiace anche di aver perso il paradiso e di aver meritato l'inferno, e propongo fermamente, aiutato con l'aiuto della tua grazia divina, di correggermi e di non offenderti mai più. biasimo per la Tua infinita misericordia. Amen. "

Tuttavia, il solo pentimento non è sufficiente! Deve essere accompagnato da un buon proposito. Qual è lo scopo?

È il desiderio fermo e sincero di non commettere più quel peccato.

Se abbiamo la contrizione perfetta e il fermo proposito di non peccare più, dobbiamo aspettare con fiducia il perdono di Dio. È infinitamente misericordioso, persino mandando suo Figlio, il Verbo incarnato, Gesù Cristo, a morire pagando per i nostri peccati.

Questa virtù della penitenza non è solo per il pentimento e il dolore per aver peccato nei nostri cuori. Ci aiuta anche a compiere certi atti esterni, le opere di penitenza, che servono a ridurre la pena del Purgatorio, che dovremo pagare prima di andare in Paradiso; serve a dominare le nostre cattive inclinazioni, i nostri difetti dominanti; e anche per fortificarci per sempre.

Sono opere di penitenza: pregare, digiunare, elemosinare, sopportare pazientemente le sofferenze e le sconfitte, accettare i disagi della vita. Il miglior lavoro di penitenza è ricevere il Sacramento della Penitenza, che è la Confessione.

Tentazione, peccato e sacramento della confessione

Dio vuole che la nostra vita qui sulla Terra sia un momento di prova, in modo che possiamo raggiungere la gloria del Paradiso, non solo come dono ma anche come premio per la vittoria. Ecco perché ci permette di essere tentati e anche se, a causa della nostra debolezza, pecchiamo, mettendo così a repentaglio la nostra Eterna Salvezza.

La tentazione

Quando Gesù fu tentato nel deserto, il diavolo lo portò su una montagna molto alta, gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: "- Tutto questo ti darò se, prostrato a terra, mi adori. Gesù: "Allontanati da Satana! Perché è scritto: Adorerai il Signore Dio tuo e servirai solo Lui. Poi il diavolo lo lasciò ed ecco, gli angeli vennero e Lo servirono". (S. Mateus, IV, 8-11).

Finché viviamo sulla Terra siamo soggetti alla tentazione. Il diavolo usa tutta la sua astuzia e malvagità per farci peccare e condannarci per sempre.

Dio permette la tentazione. Vuole la nostra vittoria, ma allo stesso tempo vuole che sappiamo riconoscere le nostre debolezze rimanendo umili: la lotta deve anche rafforzarci perché la nostra ricompensa un giorno sia ancora più grande.

Dio ci aiuta nella tentazione. È fedele: se ci lascia tentare, ci dà anche le grazie per vincere la tentazione. Dio è sempre dalla nostra parte.

Come farlo quando siamo tentati?

Dobbiamo resistere immediatamente alla tentazione e invocare l'aiuto di Dio. A volte sarà sufficiente una preghiera giaculatoria o il segno della croce. Spesso la cosa migliore è ignorare la tentazione, occuparsi di qualcos'altro e finire per dimenticare il peccato. Dobbiamo evitare la cattiva compagnia che può portarci a tempi di peccato.

Si è tentati di peccare?

No. Ci sarà peccato solo se acconsentiamo alla tentazione, cioè se accettiamo il peccato che la tentazione propone. Ma è già un peccato esporsi o meno alla tentazione di combatterla con fervore.

Per la mia vita: nella tentazione dirò: mai, mai! e io pregherò: Signore, aiutami!

La tristezza e lo sconforto sono i più grandi alleati della debolezza e del male. Quindi sii sempre felice.

I santi ci insegnano:

"Chi non è provato non è provato: chi non è provato non progredisce" (Sto. Agostinho).

"Più combatti, più si mostra il tuo amore per Dio" (Sta. Tereza D'Ávila).

"Se ci lasciamo condurre dalla mano di Dio, vinceremo il diavolo: se combattiamo da soli, saremo sopraffatti" (Sto. Agostinho).

Il peccato

Spesso non diamo ascolto ai consigli di Dio, ma acconsentiamo alla tentazione. Abbiamo peccato contro Dio, la Sua volontà e il Suo ordine. Abbiamo consapevolmente disobbedito alla Legge di Dio, volendo peccare.

Il peccato può essere mortale o veniale.

Peccato mortale - Il peccato mortale è un peccato su una questione grave, in cui disobbediamo ai comandamenti di Dio o della Chiesa. Per essere mortali, devono esserci cose serie e una ferma volontà di peccare.

Cosa significa cosa seria? Facciamo un esempio. Tutti sanno che rubare è un peccato. Se rubi un proiettile a un amico a scuola, la questione del peccato è leggera, è molto poco. Se rubi un sacchetto di caramelle o un portafoglio di soldi, la questione del peccato è seria.

Cosa significa impresa? Diciamo anche: avere pieno consenso al peccato. Cioè, sai perfettamente che è un peccato, potresti rifiutare, ma lo fai comunque. Ogni volta che facciamo qualcosa contro i dieci comandamenti della Legge di Dio e contro i cinque comandamenti della Chiesa, in cui c'è una questione seria e pieno consenso, commettiamo peccato mortale.

Il peccato mortale è un grave danno a Dio. Con il peccato mortale l'uomo si ribella al suo Creatore e Signore. In questo modo offende Dio, infinita Santità, e ripaga con la più vergognosa ingratitudine l'amore del suo buon Padre e del suo Redentore crocifisso.

Il peccato mortale è, allo stesso tempo, una terribile disgrazia per l'uomo: lo priva della vita di grazia e dell'amicizia di Dio: perde tutti i meriti che aveva già conquistato; comincia a meritare l'eterna condanna dell'inferno e delle pene temporali. Fino a quando il peccatore non si pentirà, sarà morto al Cielo.

"È impossibile per l'uomo che prega con vero fervore e invoca continuamente Dio commettere un peccato mortale" (San Giovanni Crisostomo).

Peccato veniale - È il peccato che non ci allontana completamente da Dio, mostra un certo abbandono del nostro amore e servizio da parte di Dio, ma non è un grave tradimento. Questi peccati possono essere perdonati senza Confessione, semplicemente dicendo un Atto di Contrizione, chiedendo sinceramente perdono a Dio e non volendo più farlo. Dio perdona così il peccato veniale. Non portano alla morte eterna e all'inferno, ma feriscono comunque le nostre anime e aumentano il tempo del Purgatorio.

Il peccato veniale viene commesso quando si pecca in questioni meno gravi, come quello che abbiamo visto dal furto di proiettili. Possiamo anche commettere peccato veniale per mancanza di una ferma volontà di non peccare.

Pertanto, la grande importanza della frequente confessione. Anche se ci dispiace aver fatto qualcosa che consideriamo sbagliato, la cosa migliore da fare è confessare. Nella Confessione il Padre potrà chiarire tutti i nostri dubbi, e noi saremo certamente più sereni e felici per aver ricevuto la Santa Comunione e vivendo in un costante stato di grazia.

Ma non è perché il peccato veniale è mite che possiamo vivere peccando così. Ogni peccato, anche veniale, è un'ingratitudine verso il nostro Padre celeste. Dobbiamo sforzarci di evitare anche i peccati veniali. Inoltre, ci danneggiano, soprattutto quando li commettiamo deliberatamente. Molte grazie abbiamo perso a causa loro e l'amore di Dio e il gusto del bene diminuiscono in noi, e poi, con l'anima indebolita da tanti peccati veniali, presto verranno i peccati mortali. Come ogni peccato, il peccato veniale ci porta pene temporali che dovremo pagare o con le nostre sofferenze qui sulla Terra o con tante sofferenze in Purgatorio.

Per la mia vita: Quando, in tentazione, mi viene un pensiero del genere: ... dopotutto, questo è solo un peccato veniale, risponderò a me stesso: il Divin Salvatore sulla Croce ha dovuto soffrire anche per i peccati veniali.

Il sacramento della confessione

1) L'istituzione del sacramento della penitenza

Nel pomeriggio del giorno della Risurrezione, Gesù apparve agli Apostoli e disse loro: "Pace a voi! Come il Padre mi ha mandato, così io mando voi. Dopo queste parole alitò su di loro e disse: Ricevete lo Spirito Santo. i peccati saranno perdonati e chi li osserverà sarà trattenuto "(Vangelo di San Giovanni, Cap. XX, 19-23).

Gesù Cristo, nel suo amore, viene in aiuto del peccatore attraverso uno speciale sacramento. Durante la sua vita terrena, ha perdonato i peccatori pentiti e sulla Croce ha espiato la colpa di tutta l'umanità. Il giorno della sua risurrezione diede agli apostoli e ai loro successori nel sacerdozio il potere di perdonare i peccati in loro nome. Così istituì il Sacramento della Confessione o Penitenza e lo affidò alla sua Chiesa.

2) Quando dobbiamo confessarci

Tutti coloro che hanno commesso un peccato mortale dopo il battesimo devono ricevere il Sacramento della Penitenza. Non vi è alcun obbligo di confessare i peccati veniali, poiché questi possono essere perdonati anche in altri modi, come compiere un perfetto Atto di Contrizione, pregare devotamente un Confiteor, fare una buona azione per amore di Dio. Ma è molto utile confessarli anche loro, perché nella Confessione Gesù Cristo ci viene in aiuto attraverso abbondanti grazie proprie di questo Sacramento, per esempio, forze speciali per non peccare più. È quindi molto utile confessare regolarmente, anche i peccati veniali.

Oltre a confessare peccati mortali e peccati veniali, la Confessione serve anche a smascherare un dubbio che ci affligge, a chiedere consiglio al Padre, a chiedere spiegazioni. Queste cose si possono dire in un altro momento, ma il confessionale aiuta a parlare di vita spirituale e morale.

3) La forma e la materia della confessione

Gesù Cristo ordinò che nel Sacramento della Confessione i peccati fossero perdonati o trattenuti, cioè non perdonati o lasciati per la prossima Confessione. Spetta al Padre giudicare, da giudice chi è, se c'è vero pentimento. Poiché il Padre non può indovinare i nostri peccati, dobbiamo confessarli, cioè dichiararli, dirli chiaramente, senza nasconderli. I nostri peccati così detti davanti al Padre costituiscono la materia del Sacramento della Confessione.

Dopo che abbiamo confessato i nostri peccati nel pentimento, il Padre ci assolve con le parole sotto forma del Sacramento: io ti assolvo dai tuoi peccati nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Vediamo così che tre cose principali sono necessarie in questo Sacramento: materia (peccati confessati), forma (assoluzione del Padre) e pentimento.

4) Gli effetti della Confessione

Quando il Sacerdote ci assolve, Gesù Cristo, il nostro Redentore, ci perdona tutti nei nostri peccati. Noi, che eravamo separati da Dio attraverso il peccato, siamo riconciliati con il Padre celeste, attraverso il perdono del peccato e la punizione eterna. La confessione ci ripristina, ci dà la grazia santificante, l'amicizia di Dio, così come i meriti che abbiamo perso a causa del peccato. La confessione ci dà molti punti di forza per smettere di peccare.

L'eterna pena ci è perdonata. Cosa significa?

Quando commettiamo un peccato mortale, siamo soggetti a due tipi di punizione:

- punizione eterna, che è condanna all'inferno, dove non vedi mai Dio e dove provi odio per Dio, te stesso e tutti;

- la pena temporale, che è la sofferenza del fuoco che brucia le anime dell'inferno.

Quando ci pentiamo del peccato e riceviamo l'assoluzione, veniamo immediatamente perdonati della pena eterna, cioè non andremo più all'inferno. Ma siamo ancora soggetti a penalità di tempo, fuoco. Per pagare questa pena temporale e per poter entrare in Paradiso perfettamente pure, le anime passano per il Purgatorio. Là soffrono molto, soffrono anche nel fuoco, ma questa sofferenza ha la consolazione di sapere che presto saranno in Paradiso, nell'Eterna Felicità, vedendo Dio faccia a faccia e poterlo amare e adorare eternamente. Ma le anime del Purgatorio soffrono molto. Ecco perché dobbiamo pregare molto per loro, chiedendo a Dio, Nostra Signora, San Michele Arcangelo, di portare queste anime sofferenti in Cielo.

Ma Dio ci aiuta anche a ridurre il tempo che dobbiamo trascorrere in Purgatorio. Piace?

Ci permette di avere molte sofferenze qui sulla Terra. Quando siamo cattolici e sappiamo tutte queste cose che stiamo studiando, impariamo a offrire queste sofferenze a Gesù, invece di lamentarci e maledire Dio.

Le nostre preghiere servono anche a diminuire la nostra penalità di tempo. Per questo, nella Confessione, il Padre ci fa penitenza. Questa preghiera, o l'opera che il Padre ci dice di fare (digiuno, elemosina, sacrificio) serve a diminuire la nostra pena temporale. Pertanto, invece di desiderare penitenze piccole e veloci, dovremmo rallegrarci quando il Padre ci chiede qualcosa che dobbiamo fare con un certo sforzo, poiché ridurremo ulteriormente il nostro tempo di pena.

5) Come dovremmo confessare

Esame di coscienza. Dobbiamo pregare il Divino Spirito Santo che ci illumini sui nostri peccati. Riflettiamo, cerchiamo di ricordare tutti i peccati che abbiamo commesso dall'ultima Confessione. Potremmo aver offeso Dio con pensieri, atti peccaminosi, omissioni nel nostro dovere.

Dobbiamo ricordare il peccato, ma anche il numero di volte in cui lo commettiamo e qualcosa che potrebbe aver aggravato o ridotto la gravità del peccato. Tutto questo dobbiamo dire al Padre.

Quando sappiamo già più o meno cosa diremo al Padre, ci avviciniamo al confessionale con rispetto e raccoglimento. Molti bambini non capiscono che la confessione è una cerimonia religiosa, un rito e non una conversazione con il Padre. Siamo lì davanti a Dio.

Chiediamo la benedizione al Padre, diciamo quando è stata la nostra ultima Confessione, e diciamo tutti i peccati, uno dopo l'altro, con il numero e qualche dettaglio importante, senza approfondire troppo i dettagli che ci hanno portato a commettere il peccato. Se sono necessari ulteriori dettagli, il padre chiederà. Non possiamo nascondere alcun peccato grave, poiché ciò renderebbe invalida la Confessione e abuseremo della bontà di Dio. Molte persone, per la vergogna, nascondono qualche peccato. Il Padre, che non può indovinare, dà l'assoluzione, ma Dio non perdona un'anima bugiarda. Poi quella persona va a messa e comunica ancora, commettendo il peccato di sacrilegio. Siamo sempre sinceri nelle nostre confessioni.

Quando abbiamo finito di confessare, abbiamo ascoltato il consiglio di mio padre. In questo momento impariamo sempre qualcosa di buono per la nostra anima. Prestiamo molta attenzione! E cerchiamo di agire secondo questo consiglio, soprattutto quando si tratta di riparare i danni causati ad altri, come chiedere scusa a qualcuno, restituire qualcosa di rubato, ecc. Il Padre, in questo momento, ci darà la penitenza, che pregheremo al più presto, preferibilmente subito dopo la Confessione, in unione con la Passione di Nostro Signore. Poi ci dice di pregare l'Atto di Contrizione. Mentre preghiamo, ci dà l'assoluzione, che si conclude con questa bella preghiera:

"Possa la passione di Nostro Signore Gesù Cristo, i meriti della Beata Vergine Maria e di tutti i Santi, e qualunque cosa tu abbia fatto del bene e sopportato il male, essere applicata a te per la remissione dei peccati, l'aumento delle grazie e per la ricompensa della vita eterna. Amen. "

Possa Dio non permetterci di allontanarci mai dalla pratica della Confessione regolare, un mezzo sicuro per ottenere la salvezza eterna!

http://www.geocities.ws

giovedì 26 novembre 2020

La preghiera terrorizza il maligno



Mia carissima figlia, Io chiedo a tutti i cristiani di ogni parte del mondo di aumentare il tempo che trascorrono in preghiera, al fine di ottenere il potere di sconfiggere il peccato, che soffoca il mondo e porta sofferenza ed ogni tipo di difficoltà nella sua scia. 

Il peccato può essere distrutto attraverso la preghiera. La preghiera è l‟arma più potente contro il male e più voi vi rivolgete a Me, il vostro Gesù, più Io posso sconfiggere il Mio avversario. Sebbene Io non vi faccia delle richieste, che opprimono i vostri cuori, Io chiedo solo che voi Mi invochiate per aiutare i peccatori ad evitare la malvagità che può sorgere nei loro cuori, in qualsiasi momento. 

Il potere di Satana è giunto al punto in cui, coloro che non hanno fede né credono in Dio, sono facilmente manipolabili da lui. Egli li pungola e li tenta in ogni occasione. L‟uomo, agli occhi di Satana, è simile ad uno specchio che riflette Dio, Colui che creò l‟uomo a Sua Immagine. 
Satana odia ogni singolo essere umano con un‟intensità tale che vi toglierebbe il respiro. Solo l‟uomo che presta attenzione alle sue tattiche può vedere la Verità ogni qual volta il male assume le sue molteplici forme. Solo l‟uomo aperto alla Parola di Dio, che Lo ama e Lo conosce, può evitare l‟influenza del seduttore attraverso il potere della preghiera. 

La preghiera terrorizza il maligno e indebolisce la presa che egli mantiene sull‟umanità. La preghiera è più potente di una spada usata in battaglia, poiché essa non ferisce semplicemente il nemico ma lo distrugge. 

Il vostro Gesù 

12 Febbraio 2015


Viene abbandonato il concetto di Regno Sociale di Cristo

 


La Battaglia  Finale del Diavolo

Come conseguenza di questo nuovo orientamento della Chiesa,  dopo il Vaticano II si è verificato un abbandono de facto del costante  insegnamento della Chiesa sul Regno Sociale di Cristo. Secondo questo  insegnamento, non solo i singoli uomini, ma tutte le nazioni sono  obbligate a sottomettersi a Cristo e a conformarsi ai Suoi insegnamenti.  È l’insegnamento di Cristo, non il “dialogo” con i non credenti, che  porterà alla pace nel mondo; è la Sua Chiesa che servirà come strumento  principale per la pace mondiale. Il costante insegnamento della Chiesa  su questa dottrina è riassunto con ammirabile concisione da Papa Pio  XI, nella sua enciclica Ubi Arcano Dei: 

Per questo, per essere cioè la Chiesa, ed essa sola, formatrice  sicura e perfetta di coscienze, mercé gli insegnamenti e gli aiuti a lei sola da Gesù Cristo affidati, non soltanto essa può conferire nel presente alla pace tutto ciò che le manca per essere la vera  pace di Cristo, ma può ancora, più di ogni altro fattore, contribuire ad assicurare questa pace anche per l’avvenire, allontanando il  pericolo di nuove guerre. Insegna infatti la Chiesa (ed essa sola ha da Dio il mandato, e col mandato il diritto di autorevolmente  insegnarlo) che non soltanto gli atti umani privati e personali, ma  anche i pubblici e collettivi devono conformarsi alla legge eterna di Dio; anzi assai più dei primi i secondi, come quelli sui quali  incombono le responsabilità più gravi e terribili. Quando dunque  governi e popoli seguiranno negli atti loro collettivi, sia all’interno sia nei rapporti internazionali, quei dettami di coscienza che gli  insegnamenti, i precetti, gli esempi di Gesù Cristo propongono ed  impongono ad ogni uomo; allora soltanto potranno fidarsi gli uni  degli altri, ed aver anche fede nella pacifica risoluzione delle difficoltà e controversie che, per differenza di vedute e opposizione d’interessi,  possono insorgere.197

Parlando dei tentativi di ottenere la pace mondiale attraverso la  Società delle Nazioni, Papa Pio XI dichiarò: 

Qualche tentativo si è fatto e si fa in questo senso, ma con ben esigui risultati, massime nelle questioni più importanti, che più  dividono ed accendono i popoli. E non vi è istituto umano che possa  dare alle nazioni un codice internazionale, rispondente alle condizioni  moderne, quale ebbe, nell’età di mezzo, quella vera società di nazioni che fu la cristianità; codice troppo spesso violato in pratica, ma che pur rimaneva come un richiamo e come una norma, secondo la  quale giudicare gli atti delle nazioni.198

Per rafforzare questi insegnamenti, nella sua enciclica Quas Primas,  Papa Pio XI inaugurò la festa di Cristo Re:

Da questa dottrina dei sacri libri venne per conseguenza che la Chiesa, regno di Cristo sulla terra, destinato naturalmente ad  estendersi a tutti gli uomini e a tutte le nazioni, salutò e proclamò nel ciclo annuo della Liturgia il suo autore e fondatore quale Signore  sovrano e Re dei re, moltiplicando le forme della sua affettuosa  venerazione … il dominio del nostro Redentore abbraccia tutti gli  uomini, come affermano queste parole del Nostro Predecessore di immortale memoria Leone XIII, che Noi qui facciamo Nostre: 

“L’impero di Cristo non si estende soltanto sui popoli cattolici, o a  coloro che, rigenerati nel fonte battesimale, appartengono, a rigore di diritto, alla Chiesa, sebbene le errate opinioni Ce li allontanino o il dissenso li divida dalla carità; ma abbraccia anche quanti sono  privi di fede cristiana, di modo che tutto il genere umano è sotto la  potestà di Gesù Cristo”.199

Padre Paul Kramer