venerdì 6 gennaio 2023

11 Tutto il suo popolo sospira in cerca di pane; danno gli oggetti più preziosi in cambio di cibo, per sostenersi in vita. «Osserva, Signore, e considera come sono disprezzata!

 


LIBRO DELLE LAMENTAZIONI 

11 Tutto il suo popolo sospira  in cerca di pane; danno gli oggetti più preziosi in cambio di cibo, per sostenersi in vita. «Osserva, Signore, e considera come sono disprezzata! 

Spesso le guerre causavano tante di quelle devastazioni e distruzioni nelle città e fuori città da creare momenti di grande carestia.  

Spesso si aggiungeva anche l’assedio che era estenuante. S voleva la resa e la città veniva privata di acqua e di ogni altro mezzo di sostentamento. 

Il re di Aram combatteva contro Israele, e in un consiglio con i suoi ufficiali disse che si sarebbe accampato in un certo luogo. L’uomo di Dio mandò a dire al re d’Israele: «Guàrdati dal passare per quel luogo, perché là stanno scendendo gli Aramei». Il re d’Israele fece spedizioni nel luogo indicatogli dall’uomo di Dio e riguardo al quale egli l’aveva ammonito, e là se ne stette in guardia, non una né due volte soltanto. Molto turbato in cuor suo per questo fatto, il re di Aram convocò i suoi ufficiali e disse loro: «Non mi potete indicare chi dei nostri è a favore del re d’Israele?». Uno degli ufficiali rispose: «No, o re, mio signore, ma Eliseo, profeta d’Israele, riferisce al re d’Israele le parole che tu dici nella tua camera da letto». Quegli disse: «Andate a scoprire dov’è costui; lo manderò a prendere». Gli fu riferito: «Ecco, sta a Dotan». Egli mandò là cavalli, carri e una schiera consistente; vi giunsero di notte e circondarono la città. 

Il servitore dell’uomo di Dio si alzò presto e uscì. Ecco, una schiera circondava la città con cavalli e carri. Il suo servo gli disse: «Ohimè, mio signore! Come faremo?». Egli rispose: «Non temere, perché quelli che sono con noi sono più numerosi di quelli che sono con loro». Eliseo pregò così: «Signore, apri i suoi occhi perché veda». Il Signore aprì gli occhi del servo, che vide. Ecco, il monte era pieno di cavalli e di carri di fuoco intorno a Eliseo. 

Poi scesero verso di lui, ed Eliseo pregò il Signore dicendo: «Colpisci questa gente di cecità!». E il Signore li colpì di cecità secondo la parola di Eliseo. Disse loro Eliseo: «Non è questa la strada e non è questa la città. Seguitemi e io vi condurrò dall’uomo che cercate». Egli li condusse a Samaria. Quando entrarono in Samaria, Eliseo disse: «Signore, apri gli occhi di costoro perché vedano!». Il Signore aprì i loro occhi ed essi videro. Erano in mezzo a Samaria! 

Quando li vide, il re d’Israele disse a Eliseo: «Li devo colpire, padre mio?». Egli rispose: «Non colpire! Sei forse solito colpire uno che hai fatto prigioniero con la tua spada e con il tuo arco? Piuttosto metti davanti a loro pane e acqua; mangino e bevano, poi se ne vadano dal loro signore». Si preparò per loro un grande pranzo. Dopo che ebbero mangiato e bevuto, li congedò ed essi se ne andarono dal loro signore. Le bande aramee non penetrarono più nella terra d’Israele. 

Dopo tali cose Ben-Adàd, re di Aram, radunò tutto il suo esercito e venne ad assediare Samaria. Ci fu una grande carestia a Samaria; la strinsero d’assedio fino al punto che una testa d’asino si vendeva a ottanta sicli d’argento e un quarto di qab di guano di colomba a cinque sicli. Mentre il re d’Israele passava sulle mura, una donna gli gridò: «Salvami, o re, mio signore!». Rispose: «No, il Signore ti salvi! Come ti posso salvare io? Forse con il prodotto dell’aia o con quello del torchio?». Poi il re aggiunse: «Che hai?». Quella rispose: «Questa donna mi ha detto: “Dammi tuo figlio perché lo mangiamo oggi. Mio figlio ce lo mangeremo domani”. Abbiamo cotto mio figlio e lo abbiamo mangiato. Il giorno dopo io le ho detto: “Dammi tuo figlio perché lo mangiamo”, ma essa ha nascosto suo figlio». Quando udì le parole della donna, il re si stracciò le vesti e mentre egli passava sulle mura il popolo vide che di sotto, aderente al corpo, portava il sacco. Egli disse: «Dio mi faccia questo e anche di peggio, se oggi la testa di Eliseo, figlio di Safat, resterà su di lui». 

Eliseo stava seduto in casa e con lui sedevano gli anziani. Il re si fece precedere da un uomo. Prima che il messaggero arrivasse da lui, egli disse agli anziani: «Vedete che quel figlio di assassino manda uno a tagliarmi la testa! State attenti: quando arriverà il messaggero, chiudete la porta; tenetelo fermo sulla porta. Non c’è forse il rumore dei piedi del suo signore dietro di lui?». Stava ancora parlando con loro, quando il re scese da lui e gli disse: «Ecco, questa è la sventura che viene dal Signore; che cosa posso ancora sperare dal Signore?» (2Re 6,8-33).  

Ma Eliseo disse: «Ascoltate la parola del Signore! Così dice il Signore: “A quest’ora, domani, alla porta di Samaria un sea di farina costerà un siclo e anche due sea di orzo costeranno un siclo”». Ma lo scudiero, al cui braccio il re si appoggiava, rispose all’uomo di Dio: «Già, il Signore apre le cateratte in cielo! Avverrà mai una cosa simile?». Ed egli replicò: «Ecco, tu lo vedrai con i tuoi occhi, ma non ne mangerai». 

Ora c’erano quattro lebbrosi sulla soglia della porta. Essi dicevano fra di loro: «Perché stiamo seduti qui ad aspettare la morte? Se decidiamo di andare in città, in città c’è la carestia e vi moriremo. Se stiamo qui, moriremo. Ora, su, passiamo all’accampamento degli Aramei: se ci lasceranno in vita, vivremo; se ci faranno morire, moriremo». Si alzarono al crepuscolo per andare all’accampamento degli Aramei e giunsero fino al limite del loro accampamento. 

Ebbene, là non c’era nessuno. Il Signore aveva fatto udire nell’accampamento degli Aramei rumore di carri, rumore di cavalli e rumore di un grande esercito. Essi si erano detti l’un l’altro: «Ecco, il re d’Israele ha assoldato contro di noi i re degli Ittiti e i re dell’Egitto, per mandarli contro di noi». Alzatisi, erano fuggiti al crepuscolo, lasciando le loro tende, i loro cavalli e i loro asini e l’accampamento com’era; erano fuggiti per salvarsi la vita. Quei lebbrosi, giunti al limite dell’accampamento, entrarono in una tenda e, dopo aver mangiato e bevuto, portarono via argento, oro e vesti, che andarono a nascondere. Ritornati, entrarono in un’altra tenda; portarono via tutto e andarono a nasconderlo. 

Ma poi si dissero l’un l’altro: «Non è giusto quello che facciamo; oggi è giorno di lieta notizia, mentre noi ce ne stiamo zitti. Se attendiamo fino alla luce del mattino, potrebbe sopraggiungerci un castigo. Andiamo ora, entriamo in città e annunciamolo alla reggia». Vi andarono; chiamarono i guardiani della città e riferirono loro: «Siamo andati nell’accampamento degli Aramei; ecco, non c’era nessuno né c’era voce umana, ma c’erano i cavalli legati e gli asini legati e le tende al loro posto». I guardiani allora gridarono e diedero la notizia all’interno della reggia. 

Il re si alzò nella notte e disse ai suoi ufficiali: «Vi dirò quello che hanno fatto a noi gli Aramei. Sapendo che siamo affamati, sono usciti dall’accampamento per nascondersi in campagna, dicendo: “Appena usciranno dalla città, li prenderemo vivi e poi entreremo in città”». Uno dei suoi ufficiali rispose: «Si prendano cinque dei cavalli superstiti che sono rimasti in questa città – avverrà di loro come di tutta la moltitudine d’Israele rimasta in città, come di tutta la moltitudine d’Israele che è perita – e mandiamo a vedere». Presero allora due carri con i cavalli; il re li mandò sulle tracce dell’esercito degli Aramei, dicendo: «Andate a vedere». Andarono sulle loro tracce fino al Giordano; ecco, tutta la strada era piena di abiti e di oggetti che gli Aramei avevano gettato via nella loro fuga precipitosa. I messaggeri tornarono e riferirono al re. 

Allora il popolo uscì e saccheggiò l’accampamento degli Aramei. Un sea di farina si vendette per un siclo, e due sea di orzo ugualmente per un siclo, secondo la parola del Signore. Il re aveva messo a guardia della porta lo scudiero, al cui braccio egli si appoggiava. Calpestato dalla folla presso la porta, quello morì come aveva detto l’uomo di Dio, quando aveva parlato al re che era sceso da lui. Avvenne come aveva detto l’uomo di Dio al re: «A quest’ora, domani, alla porta di Samaria due sea di orzo costeranno un siclo e anche un sea di farina costerà un siclo». Lo scudiero aveva risposto all’uomo di Dio: «Già, il Signore apre le cateratte in cielo! Avverrà mai una cosa simile?». E quegli aveva replicato: «Ecco, tu lo vedrai con i tuoi occhi, ma non ne mangerai». A lui capitò proprio questo: lo calpestò la folla alla porta ed egli morì (2Re 7,1-20).  

MOVIMENTO APOSTOLICO CATECHESI

Il più grande Miracolo

 


Non litigo con le ricchezze, ma con l'egoismo, l'avidità e tutto ciò che mi toglie il primo posto nella vita dell'uomo.

 


Rosario - Messaggio UNICO


Messaggio di Dio Padre a J. V.


17 novembre 2022

Dio Padre parla.

Figlioli, vedo tanta freddezza nei cuori, Io, che vi ho offerto il mio Cuore ardente, vi ho offerto il mio Cuore che vi purifica dai vostri peccati, che vi riempie del fuoco del mio Cuore, del mio Amore. Ho dato me stesso per voi, per la vostra salvezza, e così poche anime hanno risposto a tutto ciò che vi ho dato.

Tante anime sono sparse per il mondo, non sanno dove andare, cercano qualcosa, ma non la trovano, hanno molti beni del mondo, ma si disperano perché non riempiono il loro cuore, sentono che manca qualcosa, anche se il loro cuore è pieno, secondo loro, ma di cose del mondo. Le loro tasche traboccano del denaro che hanno accumulato eppure sono disperati perché non sanno cosa manca loro; e sono Io, il vostro Dio, che manca a quei cuori, ma non sanno come chiamarmi, come vivermi, come farmi vivere nei loro cuori.

Hanno cercato ciò che è del mondo e lo hanno trovato, perché satana li ha aiutati a farlo, ma la loro parte spirituale è vuota. Hanno accumulato le ricchezze del mondo, ma la loro spiritualità è arida, e molti si suicidano per disperazione, non sapendo come riempire quel vuoto, che è la spiritualità che io posso dare loro e che, se mi cercassero, otterrebbero.

Vi ho chiesto di cercare, prima di tutto, il mio Regno e il resto vi sarà dato in aggiunta. Cercando il mio Regno, riempirete quel vuoto e non troverete altro modo per riempirlo.

Un'anima piena del mio amore, della mia saggezza, è felice, anche se le manca la parte materiale, ma, in generale, le anime che mi hanno cercato e si sono riempite di me, io fornisco loro ciò di cui hanno bisogno, perché questa è la mia promessa.

Sono benedette quelle anime che hanno cercato il mio Regno per primo, che gli hanno dato il suo esatto valore, che hanno capito che cercando tutto ciò che viene da me, sono soddisfatte. Si rallegrano di stare con Me, si rallegrano semplicemente aprendo le Sacre Scritture, e quando leggono qualche frase che li tocca nel profondo del cuore, si rallegrano perché capiscono ciò che coloro che sono stati riempiti dal mondo non capiscono.

Che spreco avervi lasciato così tanto e che queste anime che si sono riempite del Mondo non ne approfittino. Tutto ciò che si trova nelle Sacre Scritture è una delizia per l'anima, ma chi cerca il mondo non sa apprezzare quelle Parole divine, quelle Parole sante, quelle Parole che vi trasfigurano.

Sì, piccoli Miei, quante anime, che quando si rendono conto, o qualcuno le aiuta a rendersi conto della ricchezza delle Sacre Scritture, quando le prendono e cominciano a capirle, piangono di gioia, perché lì c'erano i Tesori che l'anima cercava e non riusciva a trovare.

L'anima che mi cerca, che cerca prima il mio Regno, ottiene un doppio dono: prima le do la conoscenza della Parola e poi viene l'aggiunta. Godono della Parola, la vivono, la trasmettono, si rallegrano nell'insegnarla, si rallegrano nel continuare a leggerla, si nutrono della Sapienza divina e, come ricompensa, hanno anche l'aggiunta, cioè non mancherà loro nulla di materiale. Certo, non avranno le ricchezze di coloro che cercano avidamente le cose del mondo, ma ho promesso loro che non mancheranno di nulla e, certamente, daranno loro il valore esatto, prima nella loro vita, con la Mia Presenza, la Mia Parola, la Mia Vita in loro, e in più, ne saranno grati di cuore, ma non è la prima cosa che cercano, perché, certamente, hanno bisogno del nutrimento, del riparo che do loro, ma sono così pieni della mia vita, attraverso ciò che imparano nelle Sacre Scritture, che l'aggiunta, certamente, ne hanno bisogno, ma non è la prima cosa che cercano per la loro esistenza.

Pregate, Miei piccoli, per coloro che cercano avidamente le cose del mondo e si sono svuotati della parte spirituale, o semplicemente non sono mai stati interessati a riempire la parte spirituale.

Chiedetemi che comincino a condividere i loro beni, come spiegai al giovane ricco quando mi chiese come poteva ottenere il Regno e gli dissi: va', vendi tutti i tuoi beni, distribuiscili ai poveri e poi seguimi. Ma quanto è difficile per loro liberarsi di ciò che hanno desiderato, hanno vissuto nell'opulenza ed è molto difficile per chi ha vissuto così lasciare tutto per seguire la Saggezza Divina.

Pregate, dunque, Miei piccoli, per coloro che hanno fatto della loro vita un disastro, che hanno cercato così tanto ciò che forse li condurrà alla dannazione eterna.

Chiedete a Me, affinché possano avere un momento di discernimento divino e rendersi conto dell'errore in cui vivono. Pregate per loro, affinché siano anime buone, anime che condividono i loro beni e che, così facendo, si guadagnino il Regno dei Cieli.

Non sto litigando con le ricchezze, ma con l'egoismo, l'avidità e tutto ciò che mi toglie il primo posto nella vita dell'uomo. Io sono il vostro Dio, ed è il primo comandamento: Io sono il vostro Dio; e mettono le loro ricchezze e la ricerca di tutto ciò che, come vi ho detto, può portarli alla dannazione eterna.

Pregate, affinché siano toccati nel cuore e condividano ciò che la grande maggioranza di loro ha troppo e cerca di avere molto, semplicemente per vantarsi, ma si vanteranno con gli uomini, ma non potranno vantarsi con Me, quando saranno davanti a Me, nel loro Giudizio.

Chiedete, ripeto, che il Discernimento Divino giunga a loro, che si pentano con tutto il cuore e comincino a vivere come io voglio che vivano, in modo che lascino una scia di bene sulla Terra, e poi si aprano le Porte del Cielo, perché possano entrarvi eternamente.

Grazie, Miei piccoli.


I misteri del Magnificat - Ven. Anne Catherine Emmerick

 


Secondo le visioni del  

Ven. Anne Catherine Emmerick 


LA VITA DI GESÙ CRISTO E DELLA SUA SANTISSIMA MADRE 

(Dalla nascita di Maria Santissima alla morte di San Giuseppe).


I misteri del Magnificat

Durante la preghiera delle due sante donne ho visto una parte del mistero legato al Magnificat. Devo rivedere tutto questo sabato, alla vigilia dell'ottava della festa, e allora potrò dire di più. Ora posso solo comunicare quanto segue: il Magnificat è il cantico di ringraziamento per il compimento della misteriosa benedizione dell'Antica Alleanza.  Durante la preghiera di Maria ho visto successivamente tutti i suoi antenati.  Nel corso dei secoli si sono succedute per tre volte quattordici coppie di sposi, in cui il padre era sempre il figlio del matrimonio precedente. Da ognuna di queste coppie ho visto un raggio di luce diretto verso Maria mentre era in preghiera. L'intera immagine cresceva davanti ai miei occhi come un albero con rami luminosi, che diventavano sempre più belli, e infine, in un certo punto di questo albero di luce, vidi apparire in uno splendore sempre più vivo la carne e il sangue purissimi e immacolati di Maria, da cui Dio avrebbe formato la sua Umanità. Ho pregato allora, pieno di gioia e di speranza, come un bambino che vede crescere l'albero di Natale davanti a sé. Tutto questo era un'immagine della vicinanza di Gesù Cristo nella carne e del suo Santissimo Sacramento. Era come se avessi visto il grano maturare per formare il pane della vita di cui ero affamato. Tutto questo è ineffabile. Non so dire come si sia formata la carne in cui il Verbo stesso si è incarnato; come è possibile per una creatura umana che è ancora in quella carne, di cui il Figlio di Dio e di Maria ha detto che è inutile e che solo lo spirito dà vita...? Ha anche detto che coloro che si nutrono della sua carne e del suo sangue godranno della vita eterna e saranno risuscitati da Lui nell'ultimo giorno. Solo la Sua carne e il Suo sangue sono il vero cibo e solo coloro che prendono questo cibo vivono in Lui, e Lui in loro.  

Non posso esprimere come ho visto, fin dall'inizio, il successivo avvicinarsi dell'Incarnazione di Dio e con essa l'avvicinarsi del Santo Sacramento dell'Altare, manifestandosi di generazione in generazione; poi una nuova serie di patriarchi che rappresentano il Dio vivente che abita tra gli uomini come vittima e nutrimento fino al suo secondo avvento nell'ultimo giorno, nell'istituzione del sacerdozio che il Dio-Uomo, il nuovo Adamo, incaricato di espiare il peccato del primo, ha trasmesso ai suoi apostoli e questi ai nuovi sacerdoti, mediante l'imposizione delle mani, in modo da formare una simile successione di sacerdoti ininterrotta di generazione in generazione. Tutto questo mi ha insegnato che la recita della genealogia di Nostro Signore davanti al Santissimo Sacramento nella festa del Corpus Domini contiene un mistero molto grande e profondo. Da lui ho anche appreso che, come tra gli antenati in carne e ossa di Gesù Cristo c'erano alcuni che non erano santi e altri che erano peccatori, pur costituendo dei gradini nella scala di Giacobbe con cui Dio è sceso verso gli uomini, così anche vescovi indegni sono abilitati a consacrare il Santissimo Sacramento e a conferire ad altri il sacerdozio con tutti i poteri che vi sono insiti. Quando si vedono queste cose si capisce perché gli antichi libri tedeschi chiamano l'Antico Testamento l'Antica Alleanza o Vecchio Matrimonio, e il Nuovo Testamento la Nuova Alleanza o Nuovo Matrimonio. Il fiore supremo dell'antico matrimonio era la Vergine delle vergini, la promessa sposa dello Spirito Santo, la castissima Madre del Salvatore; il vaso spirituale, il vaso onorevole, il vaso insignificante della devozione dove il Verbo si è fatto carne. Con questo mistero inizia il nuovo matrimonio, la Nuova Alleanza. Questa Alleanza è verginale nel sacerdozio e in tutti coloro che seguono l'Agnello, e in essa il Matrimonio è un grande sacramento: l'unione di Gesù Cristo con la sua promessa sposa, la Chiesa. 

Per poter esprimere, per quanto mi è possibile, come mi è stato spiegato l'avvicinarsi dell'Incarnazione del Verbo e allo stesso tempo l'avvicinarsi del Santissimo Sacramento dell'Altare, posso solo ripetere ancora una volta che tutto questo mi è apparso davanti agli occhi in una serie di immagini simboliche, senza che sia possibile, a causa dello stato in cui mi trovo, dare un resoconto intelligibile dei dettagli. Posso parlare solo in modo generale. Ho visto prima la benedizione della promessa che Dio ha fatto ai nostri primi genitori in Paradiso, e un raggio di luce che andava da questa benedizione alla Beata Vergine, che stava recitando il Magnificat con Elisabetta. Ho visto Abramo, che aveva ricevuto quella benedizione da Dio, e un raggio di luce che andava da lui alla Vergine. Vidi gli altri patriarchi che avevano portato e posseduto quella cosa santa, e sempre quel raggio che andava da ciascuno di loro a Maria. Poi vidi la trasmissione di quella benedizione a Gioacchino, che, gratificato con la più alta benedizione proveniente dal Santo dei Santi del Tempio, poté così diventare padre della Beata Vergine concepita senza peccato. Ed è infine in lei che, attraverso l'intervento dello Spirito Santo, il Verbo si è fatto carne. In lei, come nell'Arca dell'Alleanza del Nuovo Testamento, il Verbo ha abitato in mezzo a noi per nove mesi, nascosto a tutti gli occhi, finché, nato da Maria nella pienezza dei tempi, abbiamo potuto vedere la sua gloria, come gloria del Figlio unigenito del Padre, pieno di grazia e di verità. 

Questa notte ho visto la Beata Vergine che dormiva nella sua stanzetta, con il corpo sul fianco e la testa reclinata sul braccio. Era avvolta in un pezzo di stoffa bianca dalla testa ai piedi. Sotto il suo cuore vidi brillare una luminosa gloria a forma di pera circondata da una piccola fiamma di indescrivibile splendore. Su Elisabetta brillava anche una gloria, meno brillante, ma più grande, di forma circolare; la luce che emanava era meno vivida. 

Ieri sera, venerdì, all'inizio del nuovo giorno, ho visto in una stanza della casa di Zaccaria, che non conoscevo ancora, una lampada accesa per celebrare il sabato. Zaccaria, Giuseppe e altri sei uomini, probabilmente abitanti del luogo, erano in piedi sotto la lampada, pregando intorno a una cassa su cui erano scritti dei rotoli. Portavano panni sul capo, ma nel pregare non facevano le contorsioni degli ebrei moderni. Spesso abbassano la testa e alzano le braccia in aria. Maria, Elisabetta e altre due donne stavano in disparte, dietro un tramezzo di sbarre, in un luogo da cui si poteva vedere l'oratorio: indossavano scialli da preghiera ed erano velate da capo a piedi. Sabato, dopo cena, ho visto la Beata Vergine nella sua stanzetta che recitava il Magnificat con Elisabetta.  Erano in piedi contro il muro, l'una di fronte all'altra, con le mani giunte sul petto e i veli neri sul viso, e pregavano, una dopo l'altra, come le suore del coro. Recitai con loro il Magnificat e durante la seconda parte del canto potei vedere, alcuni lontani e altri vicini, alcuni degli antenati di Maria, dai quali partivano come linee luminose che andavano verso di lei. Ho visto quei raggi di luce provenire dalle bocche dei suoi antenati maschi e dal cuore dell'altro sesso, per concludersi nella gloria che era in Maria. Credo che Abramo, nel ricevere la benedizione che preparava l'avvento della Vergine, abitasse vicino al luogo in cui Maria recitava il Magnificat, perché il raggio che proveniva da lui arrivava a Maria da un punto molto vicino, mentre quelli che provenivano da molto più vicino nel tempo sembravano provenire da lontano, da punti più distanti. Quando ebbero finito il Magnificat, che avevano recitato ogni mattina e sera dalla Visitazione, Elisabetta si ritirò e vidi la Madonna abbandonarsi al riposo. Avendo finito il banchetto il sabato, li ho visti mangiare di nuovo la domenica sera. Si nutrivano tutti insieme nel giardino vicino alla casa. Mangiavano foglie verdi che intingevano nella salsa. Sul tavolo c'erano ciotole di piccoli frutti e altri recipienti contenenti, credo, miele, che bevevano con le mani. 


Mentre il passaggio del vero Papa è ombreggiato da questo falso profeta, i cambiamenti arriveranno come vagoni merci e così la confusione.

 


Nostro Signore Gesù a Jennifer il 17 settembre 2022:

Figlia mia, molti ti chiedono dove sono le mie parole, perché il tuo Salvatore tace? Figlia mia, sono dove sono sempre rimasto: seduto nel silenzio del tabernacolo, in attesa delle anime in adorazione. Eppure, chi viene?

Chiedo ai miei figli: State cercando il vostro Salvatore? State inseguendo un mondo che è inondato dal male? La marea è cambiata e i miei figli devono ascoltare gli avvertimenti che sono intorno a loro. Satana sta cercando di conquistare il maggior numero possibile di anime attraverso i mezzi della paura. Ha sguinzagliato i suoi compagni in ogni angolo della terra per causare caos e confusione. [Ha invaso le mura della Mia Chiesa e porterà con sé coloro che si sono conformati alla sua malvagità. Figli miei, non abbiate paura, perché come ho detto a Pietro, le porte dell'inferno non prevarranno mai contro la mia Chiesa. Essa [la Chiesa] è l'unico luogo in cui cielo e terra si uniscono, perché Io sono presente con il Corpo, il Sangue, l'Anima e la Divinità. Coloro che all'interno della Mia Chiesa hanno permesso al male di entrare nei loro cuori e hanno guidato molte anime sulla strada sbagliata, arriveranno a vedere gli errori nei loro modi. Vengo a dirvi che un grande cambiamento sta iniziando a manifestarsi, e dove inizia è nella Mia Chiesa; si diffonderà in tutto il mondo. 

Guardate alle radici della Mia Chiesa, figlioli, perché quando questo falso profeta inizierà a cambiare le preghiere della Messa, gli insegnamenti del Magistero, sappiate che questo non viene da Me, perché Io sono Gesù. Proprio come il tuono segue il lampo, c'è un ordine in cui l'umanità è stata creata. Mentre il passaggio del vero Papa è ombreggiato da questo falso profeta, i cambiamenti arriveranno come vagoni merci e così la confusione. Pregate il Rosario e cercate il discernimento in tutte le cose, perché la vostra vera casa è in cielo. Ora andate avanti, perché Io sono Gesù, e siate in pace, perché la Mia Misericordia e la Mia Giustizia prevarranno.


Disastri e terremoti - Terremoto in Francia

 


Messaggio di nostro Signore Gesù a Luz de María (Bolivia) 18 giugno 2016

Pregate figli miei, pregate per la Francia della musica, delle notti bohémien, che sono anche il mio popolo, e io vengo per questo popolo anche se trovo poca accettazione. L'alta torre sarà abbattuta, questa terra tremerà.

Trevignano Romano – Messaggio della Madonna a Gisella Cardia. Sito web francese: ND de Trevignano .

7 luglio 2020 (…) Figli miei, gli influssi negativi sulla terra provocheranno terremoti e saranno sempre più forti (…) pregate per l'Italia dove i terremoti si faranno sentire e soprattutto per la Francia. (…)
28 febbraio 2017 (…) Amati figli, pregate per la Russia e per la Francia dove la terra tremerà, pregate per gli Stati Uniti.
18 giugno 2016 (…) Dopo la Francia, sarà la volta di Roma dove ci sarà un grande terremoto.

Ci fu un grande terremoto, come non c'era mai stato.


Riferimenti biblici: Ap 16.18 a 16.21 – 18.2 – 18.8

E ci furono lampi, voci e tuoni, e ci fu un grande terremoto, come non c'era mai stato da quando gli uomini sono sulla terra; non c'era mai stato un terremoto così, così grande.

La Missione Sacerdotale di Conchita



APPLICAZIONE 

 

A) IL PASTORE E LA COMUNITÀ 

Dopo aver compiuto questo percorso teologico e averci collocato in un'ecclesiologia di comunione, passiamo ora alle applicazioni concrete del lavoro svolto. 

 Vogliamo vedere il sacerdote ministro come un "fratello tra fratelli" e tutti riferiti allo stesso Padre; ma allo stesso tempo vogliamo renderci conto che, per volontà di Dio, il "ministero sacerdotale" è voluto dal Signore per il bene del suo popolo; Suppone, quindi, per questo servizio ecclesiale una "grande responsabilità d'amore" e richiede anche una grazia "proporzionata" per la sua delicata missione (che è condivisa), poiché è nella Chiesa ed è cristiano, ma anche davanti alla Chiesa ed è Sposo e Pastore (PDV); da qui nasce la comune responsabilità del pastore nei confronti del popolo e del Popolo di Dio affinché il suo pastore viva pienamente la sua vocazione di servizio nella Chiesa e per il popolo. 

 Evitando gli errori di cui sopra, il sacerdote non è un supercristiano, ma il contrario: il pastore vive servendo il popolo sacerdotale in una comunione in cui siamo tutti uguali e ciò che ci unisce è il sacerdozio battesimale.  Il sacerdote è un ministro, un servo, ed è chiamato alla santificazione, e in questo senso come imperativo, proprio perché è costituito come servo come Cristo. Essendo il "sacramento della mediazione di Cristo", è il suo rappresentante: rende presente e attualizza la preghiera, il perdono, il sacrificio di Cristo, in una parola, presiede all'unico sacerdozio di Cristo, all'unica mediazione, all'unica missione sacerdotale. 

Ciò che riceve nell'ordine sacramentale deve viverlo nell'ordine spirituale, cioè vive il suo sacerdozio ministeriale a partire dall'esperienza del suo sacerdozio battesimale, nella donazione esistenziale di sé per il bene del popolo di Dio.  Il sacerdote sa bene che la sua responsabilità ecclesiale lo porta ad assomigliare a Gesù Buon Pastore, a vivere come Lui ha vissuto, fino a dare la vita per i suoi fratelli e sorelle. 


B) PRESBITERATO E POPOLO SACERDOTALE 

Questa vocazione è vissuta in comune sia con i suoi fratelli nel presbiterato, compreso il vescovo, sia con il popolo sacerdotale.  Da qui nasce la responsabilità dei sacerdoti tra loro e del popolo sacerdotale nei confronti dei propri pastori, e questo è il nostro caso, di imparare a condividere con il popolo di Dio quelle che potremmo chiamare le quattro tavole: l'altare, la tavola della parola, la tavola del lavoro di gruppo e la tavola dell'amicizia.  Con occhi nuovi dobbiamo accettare che noi sacerdoti non siamo migliori degli altri, ma che siamo "anime nucleari" che, per realizzare il progetto che il Padre ha per noi, per guardarci nell'unico Sacerdote della Nuova Alleanza, cioè suo Figlio Gesù, richiedono l'interesse, la preghiera, l'affetto e la collaborazione dei nostri fratelli battezzati. 

 

C) IL PASTORE E IL POPOLO SACERDOTALE 

Come il Padre guarda a Gesù nei suoi sacerdoti, guarda con lo stesso amore alla sua Chiesa, al suo popolo sacerdotale, e lo Spirito Santo opera in tutti l'agognata trasformazione in Cristo che nei ministri è la conformazione a "Cristo Sacerdote e Vittima, Buon Pastore che dà la vita per i fratelli". Ma le grazie che passano attraverso lo strumento "vivo" che è il sacerdote, raggiungono il popolo sacerdotale e sono grazie che giovano sia al popolo che al "mediatore" e che sono amore di Dio.  Questo amore di predilezione di Gesù per i suoi apostoli continua nell'amore di Gesù per i suoi sacerdoti, che è amore per il suo popolo sacerdotale. 

Ci sono molti testi nelle nostre fonti in cui vediamo questa dimensione "missionaria" orientata verso il regno, cioè verso la salvezza. 


D) IL POPOLO SACERDOTALE SI APRE AL MONDO 

Nel presente lavoro il nostro quadro di riferimento è stato il mondo sacerdotale - il sacerdozio comune e ministeriale - (contemplato nell'esperienza di Concepción Cabrera de Armida), e quindi l'attenzione e la riflessione sono state ecclesiali, ma ricordiamo che la Chiesa (comunità di credenti) è orientata al bene salvifico dell'umanità o, in altre parole, alla diffusione e alla costruzione del Regno di Dio nel mondo.  Il progetto di Gesù: essere Figlio, essere Fratello ed essere Signore della creazione si estende a tutti gli uomini.  In questa prospettiva, ci colleghiamo al grido sacerdotale della signora Armida "Gesù, Salvatore degli uomini, salvali", un grido di intercessione che ci indirizza alla costruzione del Regno di Dio che Cristo ci ha portato e che nella sua lingua si traduce come "il regno dello Spirito Santo", che non è diverso dal regno di Cristo, perché è il regno dello Spirito di Cristo, un regno con i valori che Gesù ci ha proposto: libertà, verità, giustizia, grazia, santità, fraternità, pace e amore che non possono essere vissuti senza la grazia dello Spirito Santo. 


D) CONCLUSIONE  

Abbiamo potuto constatare che nel sacerdote c'è sempre "il noi ecclesiale". Lo studio dell'esperienza particolare di Maria della Concezione ci ha portato a questo particolare orizzonte, e abbiamo potuto cogliere che le grazie che il Signore dona ai sacerdoti hanno sempre una "intenzione e un destino ecclesiale". Questo ci invita permanentemente a incoraggiare i sacerdoti e religiose a "vivere la nostra dedizione di carità nel servizio alla maniera di Cristo Buon Pastore per infondere nella Chiesa, e da essa nel mondo, lo Spirito d'Amore e così costruire il Regno". 

 Accogliamo con gratitudine le grazie della maternità spirituale di Concepción Cabrera de Armida e le rafforziamo generosamente. 

 Maria, Madre di Gesù e Madre della Chiesa e, allo stesso modo, dei sacerdoti, ci raggiunga con questa nuova consapevolezza che faccia nascere un nuovo impegno nella Famiglia della Croce, impregnato della spiritualità sacerdotale di Cristo Sacerdote e Vittima, e offra così alla nuova evangelizzazione il profumo del nostro carisma nella Chiesa. 

 Manuel Rubín de Celis, M.Sp.S


“Scrivi la risposta a tergo della busta”

 

Nel novembre del 1949 il signor Francesco Bernasconi di Novazzano, nel Canton Ticino, si  recò da Padre Pio latore di una lettera del suo parroco don Alessandro Fattorini. Prima  ancora che il sig. Bernardeschi gli porgesse la lettera, Padre Pio disse: “Scrivi la risposta a  tergo della busta che hai per me.” Meravigliato il sig. Bernardeschi cavò di tasca la busta e  scrisse quando gli veniva dettato da Padre Pio. Rientrato in paese corse dal parroco don  Fattorini a narrargli il fatto strabiliante. Nel leggere il contenuto delle risposte dategli da  Padre Pio, il sacerdote, stupefatto, dovette constatare che le risposte corrispondevano  perfettamente alle domande che Padre Pio non aveva letto. 60 

Giuseppe Caccioppoli 

I SANTI INNOCENTI DI IERI E DI OGGI

 


  L'INNOCENZA DEVE ARRIVARE A COLORO CHE VIVONO SENZA RIMORSI E FANNO DELLA LORO VITA UNA SCHIAVITÙ, ANCHE SE SONO VENUTO A LIBERARE I PRIGIONIERI, A GUARIRE I MALATI, LA MISSIONE FINISCE QUANDO CAPISCONO CHE È LO STATO DELL'ANIMA CHE DEVE ESSERE PRESERVATO DA OGNI MALE, QUESTO VIENE DA LORO PER INFONDERE ATTRAVERSO LE LORO FERITE TUTTO IL DOLORE CHE POSSONO PROVARE, LO FARÀ FINO A QUANDO NON ARRIVERANNO A DIMENTICARE QUELLO CHE UN GIORNO TI HO DATO PERCHÉ OGNI UOMO SULLA TERRA POTESSE RAGGIUNGERE LA PROPRIA SALVEZZA, GESÙ.


28 DICEMBRE 2022

Gesù: Dite una preghiera speciale per quegli innocenti che oggi muoiono per mano dei nuovi Erode. Come può il desiderio egoistico e sfrenato portarli a essere irrazionali, dopo l'atto fornicatorio, arrivano le conseguenze, la vita gestata senza desiderio, viene a occupare un grembo corrotto che ha ospitato per un momento la passione incontrollata, di un peccato fatto senza pentimento, e che diventa mortale, perché riempito dalla lussuria accumulata, nel loro cieco egoismo, non faranno spazio alla nuova vita, perché nel loro desiderio c'è la sfrenatezza che si oppone all'amore, e il desiderio di donare la Mia vita prolungata, non tardano allora a troncare la vita dell'innocente che è stato generato nel desiderio immondo di una passione disordinata, il pensiero di colui che sentendo nel suo grembo l'invasione si rivolge a coloro che senza esitazione finiranno per uccidere ciò che è miracolo concepito in grembi di peccato che non esitano a sacrificare l'innocente per inseguire il piacere.

Santo deve essere ciò che è in gestazione a mia immagine e somiglianza, perché sono stato Dio per voi, nove mesi nel grembo di mia Madre, e alla nascita, sapete che ero già perseguitato da coloro che non volevano vedervi incoronati come re, cambiate atteggiamento e offrite riparazione a tanti innocenti sacrificati.

Gesù: Hanno un cuore, ma non si sono ancora fermati ad ascoltare i loro battiti, perché se lo facessero sentirebbero in Me il dolore degli altri come il loro, perché tutti coloro che siedono alla mia tavola portano la mia carne e il mio stesso sangue scorre nelle loro vene, allora vedranno con i loro occhi, e saranno inorriditi da come oggi non solo hanno permesso che la terra fosse invasa da spiriti immondi attirati e invitati dalla negazione dell'uomo, ma vedranno anche come queste terme li schiavizzano e fanno perdere la speranza, che oggi sostiene una fede morta, nella tangibilità dei peccati assentiti, e che arrivano come tentazione sviluppata da coloro che essendo senza preghiera, non fanno nulla per i loro spiriti che, legati e imbavagliati, vivono un'attesa, perché sanno dentro di sé che il loro destino diventa incerto se non prendono decisioni con l'autorità che è stata data loro alla nascita e che è stata data con il battesimo di Giovanni e sigillata con il mio Spirito, È Lui che viene a restituire all'uomo gli anni persi e trascorsi nella stupidità delle anime che credono di poter andare avanti, vanno avanti senza sapere che non arrivano comunque da nessuna parte, solo la misericordia li spinge al pentimento, che gli uomini devono provare per non commettere di nuovo atti di ripudio, che ti privano di tutto ciò che è un dono d'amore, Gesù.


Il falso profeta fa strada alle tenebre che accompagneranno l'anticristo.

 


Un messaggio del Signore

Dato all'amata Shelley Anna

il 4 gennaio 2023.


Gesù Cristo Nostro Signore e Salvatore, Elohim dice.

Miei amati

È molto urgente ricevere le mie benedizioni di grazia e di misericordia, che effondo senza misura, dal mio Sacro Cuore.

Riponete la vostra fiducia in me, non lasciate che la vostra fede vacilli a causa di questi tempi turbolenti.

Il falso profeta fa strada alle tenebre che accompagneranno l'anticristo.

L'anticristo sorgerà dalle ceneri di questo mondo, portando con sé il suo regno sui sette monti.

La tribolazione di questi giorni si intensifica con la perplessità, mentre la mia Chiesa si nasconde.

I miei angeli difensori circondano il mio resto, salvaguardando i miei amati. Rimanete entro i confini della mia protezione, che si trova solo nel mio Sacro Cuore.

Avvicinatevi a Me e invocate il Mio Nome, perché Io sono la vostra unica salvezza. Vi amo con un amore incondizionato.

Così dice il Signore.


Scritture sulla conformazione

 

1 Pietro 1:6,

Siate dunque veramente felici. Vi aspetta una gioia meravigliosa, anche se per un po' dovrete sopportare molte prove.


Guidami nella tua verità e insegnami, perché tu sei il Dio della mia salvezza. Ti aspetto tutto il giorno.

(Salmi 25:5)


Gustate e vedete che il Signore è buono. Beato l'uomo che si rifugia in lui.

(Salmi 34:8)


" Ed ecco la mente che ha la saggezza. Le sette teste sono sette monti, sui quali siede la donna. "

Apocalisse 17:9



UN CONFESSORE ... SI CONFESSA ...


IL POTERE DI PERDONARE

In ogni peccato il principale offeso è Dio, pertanto solo Dio può perdonare le colpe degli uomini. Di questo ne erano cosi convinti gli ebrei che, considerando Gesù un semplice uomo, l'hanno accusato di aver bestemmiato quando si è arrogato il diritto di perdonare il paralitico: "Coraggio, figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati" (Mt 9, 2).

Ma Gesù non era e non è solo Uomo, è anche Dio e come Uomo-Dio ha il potere di perdonare i peccati. Per darne una dimostrazione palpabile, dopo aver detto quelle parole ha fatto un miracolo: "disse al paralitico: alzati... e va' a casa tua" (Mt 9, 6).

"Fin qui si può anche accettare", dicono i critici.

L'ostacolo si trova un gradino più in giù: che Dio possa perdonare, d'accordo; che l'Uomo-Dio possa perdonare, d'accordo; ma che anche un semplice uomo, anzi, un pover'uomo qual è talvolta il sacerdote possa perdonare i peccati... questo è troppo!

Chi ragiona in questo modo trascura un particolare importante: se Dio e l'Uomo-Dio Gesù Cristo, possono perdonare, possono anche trasferire questo loro potere ad altri. Altrimenti, che potere sarebbe? Dunque, Gesù poteva dare questa facoltà a dei semplici uomini.

A questo punto, l'unico problema che resta aperto è vedere se questo benedetto potere di perdonare i peccati lo ha di fatto trasmesso, sì o no.

Risponde il Vangelo. Apparendo risorto agli Apostoli, Gesù disse: "Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi... Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi" (Gv 20, 21-23).

Più chiaro di così si muore! Per cui, chi non accetta queste parole, non può più rifarsi al Vangelo in nessun'altra sua parte; perché se si arriva a cincischiare sul significato di questo esplicito comando-dono, che è abbagliante come il sole, di nessun'altra parola di Gesù possiamo dire di sapere con certezza che cosa intendesse.

Per il cristiano il problema semplicemente non esiste: la Confessione, come gli altri sei Sacramenti, è stata istituita da Gesù e non dalla Chiesa. Il Concilio di Trento parla chiaro: "Chi nega che la Confessione sacramentale sia stata istituita o sia necessaria alla salvezza per diritto divino, oppure afferma che il modo- di confessarsi segretamente solo al sacerdote, che la Chiesa cattolica ha sempre praticato fin dall'inizio e continua a praticare, non corrisponda alla istituzione e al mandato di Cristo e sia un'invenzione umana, sia scomunicato".

II potere che Gesù ha dato agli Apostoli non era riservato esclusivamente a loro, ma era destinato anche ai Vescovi, loro successori, chiamati a continuare nei secoli la sua opera di salvezza. Se così non fosse, Gesù avrebbe fatto una preferenza inspiegabile: perché dare ai suoi contemporanei la possibilità di ricevere il perdono dei peccati da un uomo e non dare la stessa possibilità alle generazioni successive?

A loro volta i Vescovi, in ciò fedeli al mandato di Gesù, rendono partecipi i sacerdoti di questo loro potere.

Parlando un giorno con un protestante del potere che il Signore ha dato agli Apostoli di assolvere i peccati, mi son sentito dire che questo non risulta dal Vangelo. Gli ho risposto: “Guardi che le parole di Gesù: A chi rimetterete i peccati saranno rimessi...” non si trovano solo sulle versioni cattoliche dei Vangeli, ma anche sulle vostre versioni protestanti. Come spiega lei queste parole?".

Il suo imbarazzo era palpabile: non ha saputo cosa rispondermi. 

Don Enzo Boninsegna


Raccontatemi, Magi, del Dio Bambino!

 


Raccontatemi, Magi, del Dio Bambino!

Voi, cercatori dell’unico Desiderio,

in cammino tra i deserti del mondo

con lo sguardo al cielo

sentite il palpito del cuore

nell’ammirar le stelle.

 

Raccontatemi, Magi, del vostro viaggio!

Voi, in cammino

tra le strade della storia

danzate la forza dell’amore

più forte della stella smarrita

del potere minaccioso dell’uomo.

 

Raccontatemi, Magi, dei vostri turbamenti!

Voi, improvvisamente smarriti

nel buio della notte

tra le luci folgoranti della città

nelle parole ambigue di Erode

foriere di morte.

 

Raccontatemi, Magi, della strada ritrovata!

Voi, riscoperta la stella

lontano dal potere senz’anima

prostrati davanti al Bambino

adorate la luce eterna

con doni di vostra vita.

 

Raccontatemi, Magi, pieni di gioia!

Voi, affascinati dalla luce divina

aiutateci a sentire nell’intimo

oltre i limiti e le cadute

gli smarrimenti e gli sconforti

la tenerezza di Dio con noi.

Don Pino