martedì 3 novembre 2026

La vera santità consiste in questo, fare in maniera perfetta la volontà di Dio e servire Dio per Amore, come se non esistesse il Cielo e l'inferno.

 


VITTIMA DI ESPIAZIONE  PER IL TEMPO  DELLA GRANDE CONVERSIONE 


La strada più corta del martirio è seguire in tutto e dappertutto la Santissima Volontà di Dio. La vera santità consiste in questo, fare in maniera perfetta la volontà di Dio e servire Dio per Amore, come se non esistesse il Cielo e l'inferno. Quelli che agiscono così sono i più ardenti e brucianti Martiri dell'Amore.  

«Io ti amo assai», disse una volta Marie a Gesù, «ma se tu mi aprissi il Paradiso e mi comandassi di entrare con te ed esservi felice per sempre... e se la Volontà di Dio mi dicesse di andare all'Inferno... io mi getterei immediatamente nelle fiamme». «Non mi ami?» chiese il suo celeste sposo. «Se questo non è amarti, allora io non ti amo, perché io farei così». - «Tu mi ami sì», disse Gesù, «ma ami la mia divinità più che la mia umanità, perché la Divina Volontà è la mia divinità, alla quale io sono sottomesso come te».  

San Giovanni Eudes la sentì chiamare: «Io sono pronta (preparata) con gioia, a cadere per sempre nel nulla, se così piace alla Divina Volontà. Tutto il mio Cielo è ubbidirle... A tutto il resto io tengo così poco come se io fossi una pietra senza vita». Maria aveva capito che la casa della Perfezione è il nulla e che la via per giungervi è l'annientamento di sé stessi. «Pochi» diceva lei, «raggiungono la meta, i più cadono morti per via». L'autoannullamento di questa ammirevole Normanna fu quello. Fu questo che rese possibile lo scambio della volontà di Maria come anche il suo «inferno» e i suoi dodici anni di espiazione riparatrice. Tutto nella sua vita testimoniava questo annichilimento, incominciando dalla più piccola cosa, che per lei era il possesso di cose terrene - subito ella donava ciò che altri potevano adoperare - fino alla sua volonterosa prontezza di perdere gioie esterne per la salvezza dei peccatori e per amore della gloria di Dio.  

Essa preferì il suo tormento alle gioie celesti, perché queste ultime sarebbero state solo per sé, ma le anime salvate dai suoi dolori aumentavano la gloria di Dio. Ella pensava anche, anzi sapeva, che Dio le voleva dare la sua gloria; pure avrebbe servito ai demoni nell'eterno tormento dell'inferno e avrebbe lasciato tutte le corone celesti se questo era a maggior gloria di Dio. Una volta il Signore le offrì ricompensa, sotto il simbolo di abiti meravigliosi, Maria però usci in questo grido: «Io odio l'onore e ogni splendore», allora il Signore le rispose tutto pieno di gioia: «Così sono i figli del Padre mio, essi vogliono scendere in campo volentieri, ma non vogliono ricompensa.  

Ma essa era anche una vera figlia della Madre celeste che era stata già nella sua giovinezza così meravigliosamente vicina alla santa di Coutances. Non solo per la pietà mariana di San Giovanni Eudes, ma anche per la sua indicibilmente approfondita, attraverso visioni e rivelazioni, nacque la venerazione del Cuore della Madre, che poi prese radici così profonde in tutti i paesi cattolici. Quanto ella, che si era donata totalmente al Volere di Dio, doveva sentirsi attratta verso Maria della quale disse che era così piena e penetrata e posseduta dalla Volontà di Dio da essere lei il suo spirito, la sua anima, il suo cuore, anzi essa stessa, da essere totalmente trasformata e divenuta una cosa sola con questa Volontà, quanto dovrebbe amare il Cuore di Maria, del quale le fu rivelato che Gesù stesso era questo Cuore. 

MARIE des VALLEES 

 

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