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martedì 6 ottobre 2026

UNA "BELLA SIGNORA" A LA SALETTE

 


STORIA DELLA COMMOVENTE APPARIZIONE DI MARIA SSMA. IN LACRIME


CAPITOLO PRIMO

UNA "BELLA SIGNORA" A LA SALETTE



"La Salette", un'immensa e bellissima conchiglia, il cui bordo non è altro che l'imponente dispiegarsi delle altissime cime della catena delle Alpi, il cui fondo, pieno di rilievi, è fatto di prati, torrenti, paesini con il getto della torre della piccola e vetusta chiesa parrocchiale. In quel bordo c'è un'unica breccia, attraverso la quale si esce per andare al villaggio e decanato di Corps, diocesi di Grenoble, sud-est della Francia, a circa 70 chilometri, in linea d'aria, dal confine italiano.

A Corps nacque il 27 agosto 1835, Maximino Giraud, e il 7 novembre 1831, Melania Calvat. Quest'ultima, fin dall'età di 8 anni, lavorava come pastorella fuori da Corps. Maximino era anche pastore, ma non si conoscevano. Si incontrarono, per la prima volta nella vita, il giovedì pomeriggio, 17 settembre 1846, lassù in alto sui monti, nel territorio di La Salette (1).

Il giorno seguente, incontrandosi nuovamente, fecero più ampia conoscenza e giocarono "a ritagliare, con i loro coltellini, quadratini nell'erba" (2). La mattina del sabato, il grande giorno, 19 settembre 1846, dopo aver scalato le ripide e molto scoscese pendici, di nuovo si trovavano a badare naturalmente al loro bestiame, ma giocando e chiacchierando. Al suono delle "Ave Maria", verso mezzogiorno, il padrone di Maximino gli ordinò di portare subito le mucche a bere. "Vado a chiamare la piccola Melania e andiamo". E andarono guidando il bestiame fino a una fonte, sul versante nord di un terreno pianeggiante, chiamato Plaaalto, a circa 1800 metri di altitudine. Dopo che le mucche ebbero bevuto, alla Fonte dei Buoi, le fecero attraversare il piccolo ruscello chiamato Sézia e le lasciarono sulle rocce dei Gargas, monte di 2.200 metri.

Salendo una cinquantina di metri più in alto, andarono a sedersi vicino al Sézia, vicino a una sorgente, la Fonte dei Romei, e mangiarono pane con formaggio, bevvero acqua fresca e, caricando le loro bisacce, scesero fino alla Fonte allora secca e lì, sdraiati sull'erba del valloncello, contrariamente al loro solito, si addormentarono. Non si è mai saputo per quanto tempo dormirono i pastorelli.


Le Apparizioni 

Il primo a svegliarsi fu Melania che, piuttosto preoccupata, chiamò: "Ragazzo, andiamo a vedere dove sono le nostre mucche". Salirono in fretta il pendio fino al Plualto e videro, vicino, le mucche, ruminando, placidamente sdraiate. Rassicurati, stavano scendendo per prendere le loro bisacce, quando Melania esclamò: "Ragazzo, guarda quella luce!" "Dove?" "Laggiù in basso".

Allora entrambi videro, riempiendo il burrone, un globo enorme, di un raggio di tre o quattro metri, molto più luminoso del sole. Questo, tuttavia, splendeva nel firmamento senza una nuvola.

Ecco che il globo, aprendosi, lascia apparire, secondo l'espressione dei veggenti, una "Bella Signora" ancora più brillante del globo, seduta sulle stesse pietre su cui, poco prima, si erano seduti loro, con i gomiti appoggiati sulle ginocchia, il volto nascosto nelle mani, il corpo curvato in avanti sotto il peso della sofferenza, i piedi nel letto della Fomubaha, sembrava piangere. Erano circa le due o tre del pomeriggio, ora in cui, nell'inno dei primi vespri di Nostra Signora dei Dolori, si canta: "Oh! quante lacrime inondano il volto della Vergine Madre!"

Una visione così inaspettata e straordinaria spaventò enormemente i piccoli pastori, specialmente la paurosa Melania, che alzando le braccia, gridò: "Mio Dio!" - Massimino, invece, più coraggioso, disse: "Prendi il tuo bastone, Melania, io ho il mio e se ci farà qualcosa, le darò un colpo."

La "Bella Signora" si alza, ritira le mani dentro le ampie e lunghe maniche, posa il braccio destro sopra il sinistro, avanza un po' e, con voce dolcissima, chiama: "Venite, miei figli; non abbiate paura, sono qui per raccontarvi una grande novità".

- Attirati irresistibilmente da parole così materne, essi corrono e si posizionano di fronte alla "Bella Signora": Melania alla sua sinistra e Massimino alla sua destra; e "così vicini, che una persona, dissero loro, non potrebbe passare tra noi e Lei". Il cagnolino venne, si sdraiò ai piedi di Massimino e si addormentò.

Totalmente rapiti, poterono allora i felici piccoli pastori contemplare la meravigliosa visione. Melania, attenta, fu più favorita, poiché il ragazzo, intravisto, non riuscì a vedere il volto della Signora. Conforme permette il linguaggio umano, Melania diede la seguente descrizione: "Tutta Lei era solo luce, di altezza regolare, ben proporzionata, volto bianco e bello, un po' allungato, dai tratti fini. Un copricapo molto bianco, le copriva la testa, i capelli, la fronte fino sopra gli occhi, le orecchie e il collo; coronata la "Bella Signora", con un magnifico diadema, di raggi di luce splendenti, adornato alla base con rose di vari colori, dai cui centri emergevano getti luminosi. Il vestito bianco, ricamato di punti luminosi come perle, chiuso fino alla base del copricapo, scende fino a coprire parte dei piedi. È abbastanza ampio da non evidenziare le forme del corpo. Dalla cintura, arrivando fino a un dito sopra l'orlo del vestito, pende un grembiule color oro".

Le copre le spalle uno scialle del colore del vestito, però senza perle, incrociato sul petto, con un nodo dietro, i contorni adornati da una ghirlanda di rose, simili a quelle del diadema, e da una specie di gallone d'oro, della larghezza di tre dita, il cui disegno appare come una catena fatta di anelli non intrecciati, solo giustapposti.

Sul petto, pendente dal collo per una catenina, un crocifisso di circa venticinque centimetri, il cui Cristo risplende più di tutto il resto. Sul braccio della croce, dal lato destro, una tenaglia semiaperta, e dal lato sinistro un martello; tutto ha la lucentezza del più fine oro. Calzature bianche, ricamate di perle, con fibbie d'oro e ghirlande più piccole, però dello stesso stile e tonalità di quelle del diadema.

Si mostrava così afflitta che, secondo i veggenti, sembrava una madre infelice a cui i figli avessero fatto del male, sempre piangendo. "Ho proprio visto scorrere le sue lacrime", affermava Melania. Lei così parlò, in lingua francese: "Se il mio popolo non vorrà sottomettersi, mi vedrò costretta a lasciar cadere il braccio del mio Figlio; è così forte e così pesante, che non posso più sostenerlo. Oh! da quanto tempo soffro per voi! Se voglio che mio Figlio non vi abbandoni, devo pregarlo senza sosta, e voi, di questo non fate caso. Per quanto preghiate, per quanto facciate, non potrete mai ricompensarmi delle penose cure che ho avuto per voi. Vi ho dato sei giorni per il lavoro, mi sono riservato il settimo e non me lo volete concedere. È questo che rende così pesante il braccio di mio Figlio. Quelli che guidano i carri non sono capaci di bestemmiare senza interporre il nome di mio Figlio, il cui braccio, per queste due cose, diventa così pesante. Se il raccolto si rovina è per causa vostra. Ve l'ho mostrato bene l'anno scorso, con le patate; ma non ne avete fatto caso, anzi, trovandole rovinate, bestemmiavate, interponendo il nome di mio Figlio. Continueranno a rovinarsi e per Natale non ce ne saranno più".

Molto impressionato, Maximino esclamò: "Non così tanto, le patate non spariranno tutte senza... sempre Melania, alcune si troveranno."

Sentendo la parola "patate" che lei, nel suo dialetto, chiamava solo "tartufi", si voltò verso Maximino per chiedere chiarimenti, dicendo: "Ah! Non capite però la Bella... aspettate, dialetto, parlerò in un altro modo." (4). Ricominciò nel dialetto della regione con queste parole: "Se il raccolto si rovina..." fino a "non ce ne sarà più"; proseguì nello stesso dialetto: "Se avete grano non dovete seminarlo, perché tutto ciò che seminerete, gli insetti lo mangeranno; e quello che verrà, si ridurrà in polvere quando sarà macinato. Sopraggiungerà una grande carestia, ma prima, i bambini di meno di sette anni saranno colpiti da tremori e moriranno sotto gli occhi delle persone che li terranno in braccio; gli adulti faranno penitenza per la fame. L'uva marcirà e le radici (5) diventeranno cattive." Qui la "Bella Signora" si voltò verso Maximino che, senza notare cambiamenti nel tono della voce, riceve un segreto. Melania non sente nulla, anche se vede il movimento delle sue labbra. Da parte sua lei riceve il suo segreto e Maximino non sente nulla. I segreti furono detti in lingua francese.

Facendosi sentire da entrambi insieme, continuò in dialetto: "Se si convertiranno, le pietre e le rocce diventeranno mucchi di grano e le patate si semineranno da sole nella terra... (6).

Poi chiese loro: "Fate bene la vostra preghiera, miei figli?" - "Oh! No, Signora, non molto" - risposero con franchezza. "Ah! Miei figli, disse Lei, bisogna farla bene, di mattina e di sera: quando non avrete tempo, dite almeno un Padre Nostro e un'Ave Maria e quando potrete dite di più."

"Vanno alla messa solo alcune donne anziane. Gli altri lavorano la domenica, durante tutta l'estate; e in inverno, quando non sanno cosa fare, vanno alla messa solo per schernire la religione. "In Quaresima vanno alla macelleria come se fossero cani" (7).

Fece un'altra domanda: "Non avete mai visto grano rovinato, miei figli?" Maximino rispose subito per entrambi: "Non abbiamo visto, no Signora". - "Ma tu, mio figlio, lo hai visto bene una volta, vicino a Coin (8), con tuo padre. Il proprietario di un terreno disse a tuo padre: 'Venite a vedere il mio grano rovinato'. Siete andati entrambi lì. Avete preso due o tre spighe nelle vostre mani e le avete strofinate e tutto si è disfatto in polvere. Poi siete tornati. Quando eravate a mezz'ora di cammino da Corps, tuo padre ti diede un pezzo di pane, dicendo: 'Prendi, mio figlio, mangia pane ancora quest'anno; non so chi lo mangerà l'anno prossimo, se il grano continua a rovinarsi in questo modo'."

Rispose Maximino: "È vero, mia Signora, ora mi ricordo, poco fa non me lo ricordavo."

Allora la "Bella Signora", tornando a parlare in francese, disse: "Ebbene, miei figli, comunicate questo a tutto il mio popolo!"

Deviando a sinistra, Lei passa davanti ai bambini, attraversa il ruscello mettendo il piede su una pietra e, senza fermarsi, senza voltarsi, ripete in francese: "Ebbene, miei figli, comunicate questo a tutto il mio popolo."

***

Po. Dr. Simio Baccelli, M. S •