domenica 29 settembre 2024

Russia: La rianimerò come ho rianimato Lazzaro

 


Vassula!1 Oh Vassula! una delle Mie figlie dilette giace morta! una sorella tua!

Chi è morta, Signore?

Mia figlia diletta, la Russia; vieni! vieni e te la mostrerò;

(Dio mi ha condotta, in spirito, sul limite di un deserto. Con l’indice, il braccio teso, mi ha mostrato Sua figlia e mia sorella che giaceva morta in mezzo al deserto sotto un sole cocente, il suo corpo emaciato dalla tirannia. Sembrava abbandonata anche nella morte. Era morta tutta sola, senza alcuno vicino a lei che potesse consolarla. A questa vista penosa, sono scoppiata in lacrime di pietà. Ho pianto amaramente quando l’ho vista.)

Oh, non piangere; Io la farò rivivere, Vassula; la risusciterò per la Mia Gloria; la rianimerò come ho rianimato Lazzaro;

Oh mio Dio, quanto dolore mi dai…

il dolore che provi è nulla in confronto al Mio; Io l’amo, Vassula, anche tu abbi pietà di lei; non la lascerò giacere morta ed esposta ai venti roventi; Vassula, ama tua sorella, abbi pietà di lei, valle incontro, amala, amala, poiché è così poco amata da tutti!

Vassula, essa Mi aveva abbandonato e si era rivoltata contro di Me; si è ribellata a Me quando è diventata grande ed era giunto il suo tempo d’amare; l’ho chiamata per dividere con lei il Mio mantello, ma invece lei se n’è andata; credendosi matura, ha pensato di potersi nutrire da sola; mi ha voltato le spalle e se n’è andata, come una sposa infedele è fuggita;

Mia diletta, sai che cosa vuol dire perdere una figlia? il Mio Cuore è stato straziato; ho pianto; come se ciò non fosse stato sufficiente, con superbia e senza il minimo rimorso, ha dichiarato apertamente guerra a Me, suo Padre, e a tutti i santi martiri! non ha più creduto in Me, ha smesso di adorarMi, di sperare in Me e d’amarMi! sembrava aver dimenticato tutto quello che in altri tempi avevamo condiviso; le avevo donato figli e figlie, ma nel suo furore, ha massacrato i Miei figli e li ha offerti in olocausto a Satana; e come se ciò non bastasse, si è rivolta a Satana e con lui ha fatto il patto d’essergli fedele e di adorarlo, purché le concedesse quello che lei desiderava; Satana ha accettato a condizione di essere lasciato libero di agire; allora Satana l’ha completamente staccata da Me; essa gli ha permesso di rompere i nostri legami; ha posto in lui la sua fiducia; perfido com’è, ha dapprima condotto Mia figlia in terre paludose, dove avrebbe avuto bisogno di appoggiarsi a lui nel terrore di sprofondare nelle sabbie mobili; essa gli ha chiesto di permetterle di appoggiarsi interamente a lui;

Vassula, come Gerusalemme che un tempo ha abbandonato la Mia Casa, la Mia Casa di Santità, per diventare una figlia senza moralità, offrendo in sacrificio i suoi figli, uno dopo l’altro, la Russia, Mia figlia, ha ritenuto saggio fare altrettanto; ha preso i Miei Santi Doni offrendoli a Satana che li ha trasformati tutti in armi; Satana l’ha accecata con la sua gloria e, nella sua cecità, l’ha allontanata dai terreni umidi e l’ha collocata in mezzo al deserto per farla morire di sete; l’ho vista camminare nuda e dibattersi nel suo stesso sangue, l’ho chiamata, ma essa non voleva ascoltarMi; l’ho richiamata, ma non ha voluto sentire il Mio Appello; anzi, Mi ha provocato, chiamando le sue sorelle più giovani a sostenere la sua morale; ad un loro rifiuto le avrebbe costrette con la spada; non ho forse detto: “chi di spada ferisce, di spada perisce?”

ho razionato il suo pane perché avesse bisogno del Mio Pane, ma ha preferito ostinarsi nella sua fame, piuttosto che nutrirsi di Me; esausta ed affamata, ha indotto le sue giovani sorelle a seguire le sue opere malvagie in segreto, perché la sua vanità era ispirata dalla Vanità stessa che è Satana; le sue terre non fruttificavano più abbastanza per nutrirla; è divenuta, per così dire, “una dipendente” dal Mio nemico;

figlia Mia, ora basta; continuerò questo messaggio domani; vieni lascia che ti benedica, figlia Mia;

nutriti di Me; noi?

Sì, Signore.

Vassula 4 Gennaio, 1988



1 Dal tono di Dio si avvertiva urgenza unita a tristezza.


Saranno accusati di crimini contro la sede di Pietro e saranno umiliati pubblicamente nel Mio Santo Nome.

 


PROFEZIE

Mia amata figlia prediletta, la Chiesa sarà abbandonata da molti nelle alte sfere, e molti adotteranno nuove false dottrine che li condurranno nel regno delle tenebre. 

Coloro che rimangono fedeli a Me e coloro che rifiutano l‟abominio, saranno guidati dall‟Apostolo Pietro, che sedette per primo nella cattedra di Roma. Egli guiderà il Mio amato Benedetto, che, come predetto, li aiuterà a vedere la Verità. Egli dovrà testimoniare l‟orrore, ma sarà sostenuto da coloro che hanno giurato fedeltà all‟Unica Vera Parola di Dio. 

E così lo scisma avrà inizio. Coloro che seguono la falsa dottrina, dove Io, Gesù Cristo, non sono venerato, saranno fatti a pezzi dalla bestia e dai suoi demoni. Quei Miei servitori innocenti, che non hanno accettato questi messaggi finora, verranno correndo da Me per essere confortati. Le Mie profezie non mentono, e ben presto molte di queste povere anime saranno respinte dalla Santa Sede. Saranno accusati di crimini contro la sede di Pietro e saranno umiliati pubblicamente nel Mio Santo Nome. 

A loro dico questo. Mantenete la calma e rimanete in pace, perché quando seguite la Verità sarete salvati. Non dovete mai accettare una dottrina annacquata, che sarà vuota della Mia Autorità. Coloro che accettano la menzogna, nella convinzione che stanno facendo il loro dovere, devono capire che dovranno affrontare una strada difficile. Avete due scelte. O rimanete nella Luce di Dio, o voltate le spalle ai Miei Santi Sacramenti. 

Ben presto, molti di voi vedranno chiaramente ciò su cui vi ho messo in guardia. Lo scisma sarà feroce e ne deriverà una guerra tra la Verità e la menzogna. Questo farà cadere la Chiesa cattolica, fino a che non assomiglierà a un mucchio di pietre, ma l‟Unica Vera Chiesa rimarrà in piedi, appena i Miei fedeli servitori costruiranno il Mio Esercito Rimanente. Essi combatteranno ad oltranza per sostenere la Santa Parola di Dio. 

Il vostro Gesù. 

2 Maggio 2013

sabato 28 settembre 2024

Il Signore quale Padre dei Suoi figli

 


Così parlò il Signore a me e in me per ciascuno, e ciò è vero, fedele e sicuro:

1. «Io sono un buon Padrone di casa; neanche una briciola va perduta. Chi investe da Me il suo capitale, a quegli esso darà alti interessi e resterà registrato nel Mio Cuore, e gli interessi cresceranno in tutte le eternità delle eternità.

Guarda in alto, tu stolto, e contempla il cielo stellato! Chi mai ha contato i soli, il cui numero non ha fine, e le terre tutte, che Io ho creato a migliaia attorno ad ogni singolo sole?! E Io ti dico, Io che sono veritiero e fedele in ciascuna delle Mie parole: “Per un centesimo do una terra, e per un sorso d’acqua fresca un sole”. In verità, Io ti dico: “Il minimo servizio di amore del prossimo sarà compensato nel modo più eccezionale e più indicibile!”.

2. Tu Mi domandi se è possibile che proprio dappertutto ci siano uomini come qui sulla Terra che tu abiti, e Io ti dico: “Sì, ci sono dappertutto uomini che provengono dalle Mie viscere, e Mi riconoscono secondo il tipo di viscere; e quelli che provengono dalle Mie mani e Mi riconoscono dalle Mie mani; e quelli che provengono dai Miei piedi e Mi riconoscono dai Miei piedi; e quelli che provengono dalla Mia testa e Mi riconoscono dalla Mia testa; e quelli che provengono dai Miei capelli e Mi riconoscono dai Miei capelli; e quelli che provengono dai Miei lombi e Mi riconoscono dai Miei lombi; e in generale quelli che provengono da ogni e ciascuna singola parte della Mia Entità corporea, e Mi riconoscono secondo tale parte. E la loro vita e la loro beatitudine corrispondono alla parte da cui sono scaturiti, e tutti sono Mie creature, che Mi sono care; poiché Io sono tutto Amore, e dappertutto sono l’Amore Stesso.

3. Ma gli uomini di questa Terra li suscitai dal centro del Mio Cuore, e li creai perfettamente a Mia immagine e somiglianza, ed essi non dovrebbero essere soltanto Mie creature, ma i Miei cari figli, che Mi devono riconoscere non come Dio e Creatore, ma solo come il loro buon Padre, Colui che, dopo un breve periodo di prova, vuole riprenderli interamente con Sé, affinché essi abbiano tutto quello che ha Lui Stesso, e possano abitare presso di Lui eternamente, e con Lui regnare e governare l’Universo. Ma vedi, tutte le Mie creature Mi amano come loro Creatore nella loro grata gioia di esistere; invece i Miei figli non vogliono il loro Padre e disdegnano il Suo Amore!

4. Vedi, Io sono triste quando vedo come ad ogni ora, a mille e mille migliaia, essi inaridiscono e muoiono! Oh, se solo potessi aiutarli! Non è triste quando l’Onnipotente non può dare aiuto?!

5. Tu Mi chiedi di nuovo: "Ma come può essere possibile questo?". O sì, Io ti dico, questo è ben possibile! Vedi, tutte le Mie creature dipendono dalla Mia Potenza, ma i Miei figli dipendono dal Mio Amore! La Mia Potenza comanda, e avviene come Io comando; ma il Mio Amore desidera soltanto, e comanda con ogni dolcezza ai liberi figli, e i liberi figli si tappano le orecchie e non vogliono guardare il Volto del loro Padre. Perciò, poiché essi sono liberi, come Io lo sono, non posso aiutarli se essi non lo vogliono. Infatti la Mia Potenza va al di sopra di ogni cosa; ma la Mia Volontà è soggetta ai Miei figli. Questo però ognuno deve metterselo bene in testa: “Io sono vostro Padre, sono però anche vostro Dio, e all’infuori di Me non ce n’è un altro. Mi volete come Padre – oppure come Dio?”. Le vostre azioni Mi daranno la risposta decisiva.

6. Dunque tenetelo a mente: “L’Amore dimora solo nel Padre, e si chiama ‘il Figlio’. Chi disdegna l’Amore, cadrà in mano alla potente Divinità e sarà spogliato della propria libertà eternamente, e la morte sarà la sua parte; la Divinità infatti abita anche nell’Inferno, ma il Padre abita solo in Cielo. Dio giudica tutto secondo la Sua Potenza; ma la Grazia e l’eterna Vita è solo nel Padre e si chiama ‘il Figlio’. La Divinità uccide tutto; ma il Figlio, ovvero l’Amore in Me, ha vita, dà vita e rende vivi”.

7. Tutto questo dice il buon Padrone di casa e Padre parsimonioso a tutti i Suoi figli, perché abbiano a correggersi, per prendere un giorno l’eredità che Io ho preparato e conservato per loro tanto fedelmente dall’eternità.

8. Ai tuoi amici e fratelli dì pure con ogni amore: “Io, il vostro amorevolissimo Padre, ho già spalancato entrambe le braccia per stringerli tutti quanti al Mio Cuore eternamente, eternamente. Mai più devono distogliersi da Me, ma costantemente devono guardarMi in Volto, e il Mio occhio dirà loro - sì lo annuncerà forte - quanto Io li ami, e come sono rette le Mie intenzioni verso di loro”.

9. Dì loro che ho allontanato dai Miei occhi i loro peccati, e li ho lavati e resi bianchi come la neve; ora non c’è più alcun ostacolo. Non voglio più essere per loro un Padre invisibile; essi devono guardarMi sempre, e trastullarsi con Me e scherzare e rallegrarsi; tutte le loro preoccupazioni devono ora affidarle a Me.

10. Oh, con quale gioia voglio provvedere ulteriormente per loro! Oh, che cosa sono per Me, il Padre, tutte le gioie e le beatitudini dei Miei Cieli in confronto a quella di essere amato dai Miei diletti figli quale unico e vero Padre!

11. Vedi, tutte le beatitudini ve le do in cambio di questa sola, che Io ho stabilito solo per Me, e perciò i Miei figli non devono neanche chiamare nessuno loro Padre se non unicamente e soltanto Me; poiché Io anche lo sono, e lo sono pure con ogni diritto, e nessuno può toglierMi questo diritto, poiché Io sono l’Unico, il Solo, e all’infuori di Me non c’è più nessuno.

12. Ecco, a te e ai tuoi amici e fratelli voglio indicare per nome ciò che ancora voi adorate in voi stessi: I (Inferno) - P(Passione) - R (Ragione) - T(Talento) - E (Egoismo) - GM (Gioia Maligna) - A(Attaccamento fedele ad ogni splendore mondano - A(Ambizione mondana) - S (Sensualità) - C (Cerimoniale). Tali amici e fratelli devono tutti ricevere il Mio paterno saluto e oggi stesso, se vogliono, devono essere aperte per loro le porte dei Cieli, che sono gli occhi del loro spirito, e oggi stesso Io voglio abitare nei loro cuori. Una cosa soltanto essi devono fare con costanza, e cioè la loro carne devono lavarla e purificarla alla fontana al cui interno c’è acqua viva, e devono prendere un bastone che è mezzo nero e mezzo bianco; lo devono spezzare a metà, e la parte nera devono gettarla sotto i piedi del mondo, e la parte bianca tenerla per sé in segno che essi hanno rotto per sempre col mondo e con la loro carne.

13. Ma ciò è come dire che essi devono entrare seriamente in se stessi, riconoscersi interamente e poi presentare fedelmente e sinceramente a Me, nel loro cuore, i difetti che hanno trovato. Io cancellerò la sporcizia dai loro cuori e li riempirò col fuoco del Mio Amore divino-paterno. E così purificati essi devono poi mostrarsi al sacerdote attraverso la Confessione e nella Confessione; e subito dopo Io verrò e terrò con loro il banchetto di gioia all’altare.

14. Inoltre, aggiungi ancora che essi non devono affatto scandalizzarsi della Chiesa e nella Chiesa (4); infatti ogni cibo che Io raccomando, lo purifico per colui che lo vuole gustare nello spirito e nella verità, e allora egli lo deve gustare senza preoccupazione. Quello che Io do ai Miei figli è puro e non viene profanato dalla forma esteriore per coloro per i quali Io l’ho benedetto. Io benedirò il tempio, e sarà santo il luogo dove essi si troveranno; poiché Io, il vostro Padre santo, sarò in mezzo a loro là dove essi andranno, e a loro non dovrà essere torto un capello.

15. Dì pure a loro, in tutta certezza e sicurezza, che il Mio Amore li attende, e le Mie braccia non le voglio chiudere se non quando tutti quanti riposeranno fra le Mie braccia, dove vedranno il loro amorevolissimo Padre santo faccia a faccia, e la loro gioia non avrà mai più fine. Amen!

16. Dì a tutti quelli che Mi cercano, che Io sono sempre a casa, non esco mai, e che non ho stabilito solo certe ore o tempi in cui si possa venire da Me, come dai re della Terra e da tutti i grandi del mondo. Dunque non solo nel settimo giorno o nelle festività, ma in ogni minuto Mi è gradito un cuore che ama, e perfino di notte non ho mai chiuso a nessuno la porta in faccia; dunque, in qualunque momento busserete, voglio dire "Avanti!".

17. Tu devi e puoi pure dirlo ora francamente e liberamente se ti ho mai costretto a qualche cosa in un tempo stabilito, o se non è sempre stato lasciato alla tua libera volontà di venire da Me e di chiederMi qualunque cosa tu abbia voluto sapere, e se ti sono mai rimasto debitore ad una domanda. E se tu Mi hai interrogato dall’Inferno, Io ti risposi; e se eri sulla Terra, parlai con te; e nei Cieli parlai con te. Di giorno e di notte, il Mio orecchio è costantemente rivolto a te. Quello che tu scrivi qui, lo scrivi soltanto secondo il tuo orario e il tuo comodo, e per Me va sempre benissimo, e fino a quando vuoi e quanto vuoi, e vedi, a Me va bene! Perciò dì loro con tutta fedeltà: “Per Me è proprio uguale il quandoqualcuno viene da Me: egli (in qualunque momento)viene ascoltato e accolto!

18. Dì ai figli che non devono burlarsi di Me, ma che devono prendere questo seriamente! Dì loro che non sono per niente un buffone, né sto a qualunque scherzo; poiché Io ho intenzioni serie con tutti, con grandi e piccoli, con giovani e vecchi, con maschi e femmine. Da Me non si fanno eccezioni.

19. Poiché, vedi, le Mie creature che non sono atte a nulla, le distruggo all’istante e le anniento per l’eternità; ma anche per i Miei figli ho punizioni in quantità, e voglio castigare i disubbidienti fino all’ultima goccia del loro sangue, ed essi poi riconosceranno sicuramente che Io sono per lo meno il Padrone di casa, se proprio non vogliono riconoscerMi come il loro santo e amorevole Padre.

20. Ma guai a coloro che non comprendono i Miei paterni castighi e li interpretano falsamente! Dico ancora una volta: “Guai a loro! Costoro il Padre li scaccerà, e allora avranno a che fare col loro Dio eternamente inesorabile”. 

Questo dico a te, un cattivo e pigro servitore. Amen. Io, Jehova, Amen».

Quando il segnale sarà dato, questi missili si alzeranno, innescando così, una guerra nucleare.

 


Madre della Luce Perpetua


DIO SARÀ IL TUO SCUDO

Altri missili, che ora possono raggiungere il tuo confine, sono tenuti in equilibrio, in attesa delle direttive del nuovo ordine mondiale. Quando il segnale sarà dato, questi missili si alzeranno, innescando così, cari figli, una guerra nucleare.

Due missili mancati; Uno raggiungerà la sua destinazione, bruciando la terra e causando una grande devastazione. Il vostro paese (gli Stati Uniti) dovrà affrontare il peggior confronto da parte delle forze che pianificano di distruggere questa grande nazione.

Dio ti ha dato il tempo di prepararti per questi tempi, e la tua difesa quotidiana è il potere della preghiera. Dio, miei cari figli, vi fornirà il sostegno per proteggervi dagli attacchi della coorte del male.

Miei cari figli, Dio è il vostro unico alleato che non abbandonerà coloro che si affidano a lui. Non vivete nella paura o nell'angoscia, miei cari figli, perché Dio continuerà a benedire i Suoi fedeli.


"Sia fatta la tua volontà"

 7 luglio 2006.

IL DOGMA DEL PURGATORIO

 


Soccorsi concessi alle anime: i suffragi. - Opere meritorie, impetratorie, soddisfattorie. - S. Geltrude Giuda Maccabeo - S. Agostino.

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 Se con tanta bontà Dio consola le anime, la sua misericordia si manifesta con maggior splendore nel potere concesso alla sua Chiesa d'abbreviare le loro pene. Volendo con clemenza eseguire le severe sentenze della sua giustizia, concede riduzioni e mitigazioni di pena, ma lo fa in una maniera indiretta e per mezzo dei vivi; è a noi che concéde ogni potere di soccorrere i nostri fratelli addolorati, per via di suffragio, ossia per mezzo d'impetrazione e di soddisfazione. La parola suffragio nella lingua ecclesiastica è sinonimo di preghiera: però quando il Concilio di Trento definì che le anime purganti possono essere aiutate dai suffragi dei fedeli, il senso della parola suffragio diventa più esteso: in generale comprende tutto quanto possiamo offrire a Dio in favore dei trapassati. Ora in tal modo noi possiamo offrire, non soltanto preghiere, ma tutte le nostre buone opere, in quanto sono impetratorie e soddisfattorie. Per comprendere questi termini, osserviamo che ognuna delle nostre buone opere compita in istato di grazia d'ordinario ha agli occhi di Dio un triplice valore. 1° È meritoria, cioè aggiunge ai nostri meriti diritto ad un nuovo grado di gloria in Cielo. 2° È impetratoria (impetrare, ottenere), ossia a guisa d'una preghiera ha la virtù di ottenere da Dio qualche grazia. 3° È soddisfattoria, ossia come un valore particolare è adatta a soddisfare alla divina giustizia, a pagare i nostri debiti di pene temporali dinanzi a Dio. Il merito è inalienabile, e rimane proprio della persona che fa l'azione. All'incontro, il valore impetratorio e soddisfattorio può profittare ad altri, in virtù della comunione dei Santi. Esposte queste nozioni, facciamo questa domanda pratica: Quali sono i suffragi, coi quali, secondo la dottrina della Chiesa, possiamo aiutare le anime del Purgatorio? A questa domanda si risponde: Sono le preghiere, le limosine, i digiuni e qualunque penitenza, le indulgenze soprattutto e il santo sacrifizio della Messa. Tutte queste opere, compite in istato di grazia, Gesù Cristo ci permette d'offrirle alla divina Maestà pel sollievo dei nostri fratelli del Purgatorio, e Dio le applica a quelle anime secondo le regole della sua giustizia e della sua misericordia. Con questa ammirabile disposizione, sempre salvando e guarentendo i diritti della sua giustizia il nostro Padre celeste moltiplica gli effetti della sua misericordia, che per tal modo al tempo stesso si esercita nella Chiesa purgante e nella Chiesa militante. Il soccorso misericordioso che ci permette di portare ai nostri sofferenti fratelli a noi stessi apporta un frutto eccellente; è un'opera non soltanto vantaggiosa pei defunti, ma santa ancora e salutare pei vivi: sancta et salubris est cogitatio pro defunctis orare. Nelle Rivelazioni di S. Geltrude leggiamo che, avendo un'umile religiosa della sua comunità con una piissima morte coronato una vita esemplare, Dio si degnò mostrare alla santa lo stato di questa defunta. Vide Geltrude la sua anima, ornata di una ineffabile bellezza e cara a Gesù, che con amore la riguardava. Tuttavia, per alcune leggere negligenze non espiate, non poteva ancora entrare nella gloria, ed era obbligata a scendere nel fosco soggiorno dei patimenti. Appena era scomparsa in quelle profondità, la santa la vide ricomparire ed alzarsi al Cielo, portata dai suffragi della Chiesa: Ecclesiae precibus sursum ferri. Già nell'antica legge, si facevano preghiere e si offrivano sacrifizi pei morti. Riferisce la Scrittura, lodando l'azione pietosa di Giuda Maccabeo dopo la vittoria che riportò sopra Gorgia, generale del re Antioco, che quella vittoria costò la vita ad un certo numero di soldati israeliti. Questi soldati avevano commesso un fallo, pigliando fra le spoglie del nemico oggetti consacrati agl'idoli, il che era proibito dalla legge. Fu allora che Giuda, capo dell'armata d'Israele, ordinò  preghiere e sacrifizi per la remissione del loro peccato e pel sollievo delle loro anime. Ecco il passo ove la Scrittura narra questi fatti (II Macc., XII, 39). Dopo il sabato Giuda andò colla sua gente a prendere i corpi degli uccisi per riporli coi loro parenti nei sepolcri dei loro nazionali, Ed in seno agli uccisi trovarono delle cose donate agli idoli che erano già in Anania, le quali sono cose proibite pei Giudei secondo la legge; e tutti conobbero evidentemente che per questi quelli erano periti. E tutti benedissero i giusti giudizi del Signore, il quale aveva manifestato il male nascosto. E perciò, rivoltisi all'orazione, pregarono chefosse posto in dimenticanza il delitto commesso. Ma il fortissimo Giuda esortava il popolo a conservarsi senza peccato, mentre avevano veduto coi propri occhi quel che era avvenuto a causa del peccato di quelli che rimasero uccisi. E fatta una colletta, mandò a Gerusalemme dodicimila dramme d'argento, perché si offrisse sacrifizio pei peccati di quei defunti, rettamente e piamente pensando intorno alla risurrezione. (Perocchè s'ei non avesse avuto la speranza che que' defunti avessero a risuscitare, superflua cosa e inutile sarebbe parsa a lui l'orazione pei morti). E considerando che per quelli che si erano addormentati nella pietà, si serbava una grande misericordia. Santo dunque e salutare è il pensiero di pregare pei defunti, affinché siano sciolti dai loro peccati. Nella nuova Legge abbiamo il divin sacrifizio della Messa, di cui i vari sacrifizi della Legge mosaica non erano che deboli figure. Il Figliuolo di Dio l'istituì, non soltanto come degno omaggio dalla creatura reso alla divina Maestà, ma ancora come una propiziazione pei vivi e pei morti, ossia come un mezzo efficace di placare la giustizia di Dio, irritata dai nostri peccati. La santa Messa fu celebrata pei defunti sin dal principio della Chiesa. «Noi, scriveva Tertulliano nel secolo III (58), celebriamo l'anniversario dei martiri, noi offriamo il Sacrifizio pei defunti nel giorno anniversario della loro morte». «Non c'è dubbio, scrive S. Agostino, che le preghiere della Chiesa, il salutare Sacrifizio e le limosine distribuite pei defunti, sollevano le anime e fanno che Dio le tratti con maggior clemenza di quella meritata dai loro peccati. È la pratica universale della Chiesa, pratica che essa osserva come ricevuta dai suoi padri, ossia dai santi Apostoli.» (59) S. Monica, la degna madre di S. Agostino, morendo, non domandava che una cosa al suo figlio, ossia che di lei si ricordasse all'altare del Signore, ed il santo Dottore, riferendo questa commovente circostanza nel libro delle sue Confessioni (60), tutti scongiura i suoi lettori ad unirsi a lui per raccomandarla a Dio nel santo Sacrifizio. Volendo ritornare in Africa, S. Monica venne con Agostino ad Ostia per imbarcarvisi, ma cadde inferma e tosto sentì vicina la sua morte. «Qui, disse a suo figlio, seppellirete la vostra madre. La sola cosa che vi domando, è che vi ricordiate di me all'altare del Signore: ut ad altare Domini memineritis mei». «Mi si perdonino, aggiunse S. Agostino, le lagrime che allora io versai, perché non era d'uopo piangere quella morte che non era che l'entrata nella vera vita. Tuttavia considerando cogli occhi della fede la miseria della nostra natura decaduta poteva dinanzi a voi, o Signore, spargere altre lagrime da quelle della carne, le lagrime che scorrono pensando al pericolo in cui si trova ogni anima che peccò in Adamo. «Certamente la madre mia visse in modo da glorificare il vostro nome colla viva sua fede e colla purezza dei suoi costumi: tuttavia, potrò io asserire che nessuna parola contraria alla santità della vostra legge sia uscita dalle sue labbra? Ohimè! che mai è la vita più santa, se voi l'esaminate col rigore della vostra giustizia? «Ed è per questo, o Dio del mio cuore, mia gloria e mia vita, che io lascio da parte le buone opere fatte da mia madre, per chiedervi soltanto il perdono dei suoi peccati. Esauditemi, per le sanguinose ferite di chi per noi morì sulla croce e che ora seduto alla vostra destra, è nostro intercessore. «Ben so che la madre mia usò sempre misericordia, di tutto cuore perdonò le offese, condonò i debiti con lei contratti: dunque anche a lei rimettete i suoi debiti, se nei lunghi anni della sua vita con voi ne ha contratti. Perdonatele e non entrate con lei in giudizio, giacché vere sono le vostre parole: misericordia voi avete promesso ai misericordiosi. «Questa misericordia, credo, o Dio mio che già a lei voi l'avete fatta: ma accettate l'omaggio della mia preghiera. Ricordatevi che nel momento del suo transito all'altra vita la vostra serva non pensò per il suo corpo, né a pomposi funerali, né a preziosi profumi; non domandò un magnifico sepolcro, né che fosse trasportata in quello che si era fatto costruire a Tagaste, sua patria, ma solamente che di lei ci ricordassimo al vostro altare, di cui apprezzava i misteri. Voi lo sapete, o Signore: in tutti i giorni della sua vita prendeva parte a questi divini misteri, che contengono la Vittima santa, il cui sangue cancellò il chirografo di nostra condanna. «Riposi dunque in pace con mio padre, suo marito, collo sposo al quale fu fedele nei giorni della sua unione e fra le tristezze della sua vedovanza, con colui di cui si era fatta l'umile serva per guadagnarlo a voi, o Signore, colla sua dolcezza e colla sua pazienza. E voi, o mio Dio, ispirate a tutti quelli che leggeranno queste linee di ricordarsi al vostro altare di Monica, vostra serva, e di Patrizio,che fu suo sposo. Oh! Che tutti quelli che ancora vivono nella luce fallace di questo mondo, si ricordino dunque pietosamente dei miei genitori, onde l'ultima preghiera di mia madre moribonda oltre gli stessi suoi voti sia esaudita». Questo bel passo di S. Agostino ci mostra il sentimento di quel grande Dottore riguardo ai suffragi pei morti; chiaramente fa vedere come il primo ed il più potente di tutti i suffragi il santo sacrifizio della Messa.

Padre F. S. SCHOUPPE d. C. d. G. 

La croce porta alla vita

 


Gesù: “Mio amato sacerdote-compagno, di' al mio popolo che deve mantenere fresca nella sua coscienza la lezione della croce. Ricorda loro che Io sono il Cristo della croce e il Cristo della risurrezione. Ho sofferto tremendamente nel mio cammino verso la morte in croce. La mia sacra carne è stata così crudelmente lacerata dalla flagellazione. Il mio sacro capo fu crudelmente e beffardamente coronato di spine. Mi hanno sputato e preso in giro. Stremato dalle terribili sofferenze, dovevo ancora portare la pesante croce fino al Calvario. Lì le mie sacre mani e i miei piedi furono impietosamente trafitti con i chiodi. Oh, che dolore mi causò!

“Ho sofferto tutto questo molto volentieri per amore del Padre mio e di tutto il mio popolo! Attraverso la mia croce, attraverso la mia sofferenza, ho ottenuto una nuova vita per il mio popolo. Attraverso la mia morte crudele e brutale, ho ottenuto la risurrezione per me stesso e per tutto il mio popolo. La mia sofferenza non era fine a se stessa. È stato un passaggio necessario per ottenere la vita che sono venuto a dare.

“Il mio popolo deve condividere la mia croce, per poter condividere sempre di più la mia vita. Ricorda al mio popolo, mio caro amico, che la sofferenza, se accolta secondo la volontà di mio Padre, porta a una vita più grande qui e nell'aldilà. La croce, portata correttamente, porta sempre a una maggiore partecipazione alla mia risurrezione.

“Dì al mio popolo che più è unito a me nell'amore, più è facile portare la croce. Più uno dimora in Me, più Io lo aiuto a portare la croce. In questo modo, anche la croce più pesante diventa relativamente leggera.

“Portare la croce non significa essere nella miseria. Portare la propria croce in unione con Me permette sempre di rimanere in pace. La croce non toglie la pace e la gioia. Nonostante il dolore, la croce aumenta la pace e la gioia. Io sono il Signore e il Maestro. Desidero ardentemente che tutti ascoltino le mie parole e le vivano!

“Popolo mio, vieni ogni giorno al mio Cuore e ti darò la luce e la forza per portare la tua croce secondo la volontà del Padre! Amo il mio popolo con un amore travolgente e in questo grande amore gli do questo messaggio”.

Riflessione: Non è necessario riflettere a lungo sulla condizione umana per ricordarsi di quanta sofferenza esiste in ogni parte del mondo. Eppure, la grande tragedia della sofferenza umana non è che ce ne sia tanta, ma piuttosto che tanta ne sia apparentemente sprecata. Nel piano di Dio, la sofferenza è destinata a portare a una vita più grande, a una maggiore partecipazione alla risurrezione di Cristo qui e nell'aldilà. La sofferenza fa proprio questo, se ci rapportiamo ad essa secondo la volontà di Dio. Nella misura in cui non ci rapportiamo alla croce secondo la volontà di Dio, perdiamo l'opportunità di far crescere la sofferenza.

Gesù ci parla della croce e del suo legame con la vita nel Vangelo: “Poi disse a tutti: “Se qualcuno vuole essere mio seguace, rinunci a se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, quella la salverà“” (Luca 9:23-24).

E San Paolo ci dice che: “Siamo in difficoltà da tutte le parti, ma mai messi alle strette; non vediamo risposta ai nostri problemi, ma non disperiamo mai; siamo stati perseguitati, ma mai abbandonati; abbattuti, ma mai uccisi; sempre, dovunque ci troviamo, portiamo con noi nel nostro corpo la morte di Gesù, perché anche la vita di Gesù sia sempre visibile nel nostro corpo” (2 Corinzi 4:8-10).

Le anime che Dio fa giungere fin qui sono anime generose, anime splendide;

 


Cammino di perfezione 


Forse, sorelle, vi sembrerà superfluo che vi trattenga su questo argomento, perché direte che queste cose voi le sapete già tutte. Piaccia al Signore che sia così, che voi le sappiate nel modo dovuto e che le abbiate impresse nell’intimo del vostro cuore. Se, dunque, le sapete, riconoscerete che non mento nel dire che possiede tale amore chi è elevato da Dio fino a questo grado. Le anime che Dio fa giungere fin qui sono anime generose, anime splendide; non si compiacciono di amare cosa così miserevole come questi nostri corpi, per belli che siano, per molte attrattive che abbiano, anche se dilettino la vista e siano motivo per lodarne il Creatore. Ma fermarsi in questo, no. Dico fermarsi nel senso che abbiano ad amarli a causa di queste sole qualità. Sembrerebbe loro di aver cara una cosa senza alcun valore e di amare un’ombra; si vergognerebbero di se stesse e non avrebbero più il coraggio, senza sentirsi in preda a gran confusione, di dire a Dio che l’amano.


Mi direte che tali esseri non sapranno amare né ricambiare l’amore che si ha per loro. 

Per lo meno, si curano poco d’essere amati, giacché se lì per lì talvolta l’istinto li porta a rallegrarsene, riprendendo il controllo di se stessi, riconoscono che è un’insensatezza, tranne che si tratti di persone che possono trarne profitto sia per la scienza, sia per la preghiera. Ogni altra affezione li annoia, perché capiscono che non ne traggono alcun profitto e potrebbero riceverne gravi danni, anche se non mancano di esser grati a coloro che li amano e di ricambiare il loro affetto raccomandandoli a Dio. Lo accettano come cosa di cui affidare la cura al Signore, comprendendo che viene da lui, perché non sembra a tali anime di avere nulla in se stesse che meriti amore, pertanto ritengono di essere amate perché Dio le ama. Così lasciano a Sua Maestà la cura di soddisfare il loro debito di gratitudine, pregandolo vivamente di farlo, e con ciò restano libere, come se la cosa non le riguardasse più. Tutto considerato, se non si tratta di persone, ripeto, che possono aiutarci ad acquistare beni perfetti, penso a volte quale gran cecità ci induca a desiderare di essere amati.


Notate infatti che, mentre si cerca sempre, quando si desidera di essere amati da una persona, qualche interesse o soddisfazione personale, queste anime perfette invece tengono adesso sotto i piedi tutti i beni e i piaceri che il mondo può offrire. Le loro soddisfazioni sono ormai tali che, quand’anche le vogliano, per modo di dire, non possono averle se non in Dio o nel trattare di Dio. Che profitto può, dunque, venir loro dall’essere amati?

Santa Teresa d’Avila

La terra si muoverà e tremerà sotto un grande olocausto atomico. L'Iran sarà devastato da Israele

 


Cari figli, rimanete con il Signore. O uomini, dove state andando? Sappiate che non c'è salvezza al di fuori di Cristo. Egli è la Luce del mondo, e colui che è con Cristo avrà la sua vita trasformata. Non permettete a voi stessi di essere corrotti [dallo spirito del mondo]. L'umanità sta camminando sulla via della distruzione.

La terra si muoverà e tremerà sotto un grande olocausto atomico. L'Iran sarà devastato da Israele. Queste sono le ore difficili dell'umanità. Ritornate al Signore. Dite a tutti che questo è il momento della conversione. Verrà un giorno in cui molti dovranno pentirsi della loro vita vissuta senza Dio, altri resteranno indietro. Quello che devi fare, non rimandarlo a domani.

Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel Nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di incontrarvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete in pace.

4 agosto 2005

LE IMPOSSIBILITÀ

 


VENIRE ACCREDITATO SENZA CREDENZIALI

In tutti gli affari pubblici e privati non c'è persona al mondo che si presenti a nome di un'altra, senza esibire una procura o delle credenziali. Gesú stesso le ha date, come fa rilevare ai giudei: « Se io rendo testimonianza a me stesso, la mia testimonianza non vale. Vi è un altro che testifica per me (il Padre) » (Gv 5,31). « E quando ancora i giudei insistono: "Se tu sei il Cristo, diccelo apertamente"; egli risponde: " Ve l'ho detto e non credete; le opere che io faccio in nome del Padre mio, queste mi rendono testimonianza", cioè i miracoli » (Gv 10,25).

È sorprendente vedere come gli uomini, oggi, cosí oculati nel comprare o nel vendere qualsiasi cosa, siano divenuti cosí leggeri da rasentare la stupidità, nel consegnare la propria anima al primo che gliela chiede in nome di Dio, senza fornirgli nessuna credenziale, sia esso Russell, fondatore dei Testimoni di Geova, sia Moon, fondatore della Chiesa dell'Unificazione, sia un qualunque stregone o un qualunque Say o santone indiano.

Per la verità c'è oggi uno che fa sfoggio di credenziali, ossia di miracoli, per provare la sua divinità: è Satya Sai Baba; ma prima di parlare di lui occorre dare uno sguardo all'induismo.


1. Uno sguardo all'induismo

L'induismo è un complesso selvaggio e contraddittorio di credenze, dovuto agli apporti dei vari popoli immigrati in India e, successivamente, alle elaborazioni di varie scuole teologiche indiane.

La piú antica divinità indo-europea è Dyasus-pater. Essa ha dato origine alla religione greca (Zeus Pater), alla religione romana Cuppiter, deorum hominumque pater) e a quella indiana. Dyasus-pater unendosi alla Prthivimatar (o Terra Madre) genera gli dei: Varuna (dio del firmamento), Mitra (dio della fedeltà), Agni (il Fuoco), Usas (l'Aurora), Surya (il Sole), Parjanya (la Pioggia), ecc. Ad essi si aggiunsero, in seguito, delle divinità non arie: Rudrà (divenuto, poi, Shiva, il distruttore), Visnú, Indra, ecc.

Infine, la preghiera diede origine al Brahmanesimo, che poi fu organizzato in un sistema. Ne diamo qualche idea sulla scorta dei libri sacri indiani: i Veda, le Upanishad, la Bhagavad-Gita, ecc.

Il Dyasus-pater è divenuto Brahman. L'io profondo dell'uomo, man, è anche esso identico al Brahman. Quando la persona ha attinto una conoscenza illuminata può dire: « Io sono Brahman. Il Brahman è l'Uno senza secondo; è l'Assoluto impersonale » (Upanishad IV, 12).

« Questo Atman dentro il mio cuore è piú piccolo di un grano di riso; e tuttavia è piú grande di tutta la Terra, piú grande delle regioni intermedie, piú grande dei Cieli ... Questo Brahman dentro il mio cuore è il Brahman stesso » (Upanishad III, 14,3). Ogni essere è un'incarnazione o « avatara » di Brahman; per cui si può dire che tutti gli dei e anche noi tutti gli uomini siamo noi col nostro nome e cognome, e non siamo noi in quanto non esistiamo, ma esiste solo Brahman. l principali dei, oltre quelli ricordati, sono: Krishna, Rama, Brahma, Hanuman in forma di scimmia, Ganesha con testa di elefante, ecc.; e poi le loro mogli, come Parvati, moglie di Shiva, ecc. ecc.

È inutile parlare all'indú di logica, di assurdo, di coerenza; vi risponderà di non fare dei feticci della logica, dell'assurdo, della coerenza, come anche ebbe a dire lo stesso Gandhi. E cosí Satya Sai Baba, come qualunque indú, non ha il minimo tentennamento a dichiarare storici tutti questi miti, ad accettare come storica la Baghavad-Gita, ad accettare lo stesso Gesú dichiarandolo una reincarnazione di Krishna, precedente alla sua.

Dinnanzi a tutte queste stramberie si resta shoccati come l'uomo possa giungere a rinunziare cosí alla ragione; come, soprattuto vi possano giungere dei cristiani. Ma già s. Paolo lo aveva profetizzato: « Verrà un tempo in cui gli uomini non sopporteranno piú la sana dottrina, ma per il prurito di ascoltare cose piacevoli si circonderanno di una folla di dottori secondo i loro capricci, e distogliendo l'orecchio dalla verità, si volgeranno a favole » (2 Tm 4,4).


2. Chi è Satya Sai Baba

Satya Sai Baba, ossia il Santo Baba, è nato il 23.11.1926. Suo padre, Pedda Raju, gli mise nome Satyanaravana. Intanto nel 1918 era morto un santone indú, di nome Sai Baba di Shirdi, profetizzando che si sarebbe reincarnato in un ragazzo di 8 anni. Dopo 8 anni nacque, come abbiamo detto, Satyanarayana, ma non si accorse di essere la reincarnazione di Sai Baba di Shirdi; se ne accorse il 23.5.194o e subito lo manifestò. Questa manifestazione non avvenne pacificamente, ma dopo violentissime crisi di pianto, di grida, di risate, di balbettii.

L'anno seguente Satya Sai Baba cominciò a operare i suoi prodigi per accreditare la sua nuova personalità quale ultima reincarnazione di un personaggio mai esistito, ossia del dio Krishna, e, quale tale, farsi adorare da torme di uomini, che si vanno inginocchiando e addirittura prostrando con la faccia per terra davanti a lui.


3. I miracoli di Satya Sai Baba

Un cristiano apostata, l'australiano Murphet Howard, divenuto suo fervente discepolo, nel suo libro Sai Baba, l'uomo dei miracoli (Ed. Savitri, Torino) narra un'infinità di « miracoli », operati da Sai Baba: fa apparire nelle sue mani ceneri, frutta, dolci, oggetti vari; attutisce dolori, opera una grande quantità di guarigioni, risuscita i morti, ecc.

Il Murphet, e quanti con lui parlano di miracoli, non sanno cosa per la Chiesa cattolica è miracolo. Per saperlo basta vedere l'iter che percorre il Bureau de Constatation Medical di Lourdes (formato da 37 medici, tutti specialisti), per dichiarare miracolo una guarigione.

Esso non prende mai in esame una guarigione da malattia funzionale, ma soltanto quelle da malattie organiche; non prende in esame le guarigioni non documentate preventivamente da diagnosi, da cartelle cliniche, da radiografie, da analisi biologiche o non avvenute subito senza alcun rimedio; dichiara una guarigione miracolosa soltanto dopo vari anni di studi sul caso.

Per le guarigioni di Sai Baba niente di tutto questo.

Mai una documentazione di questo genere, e quasi sempre si tratta di malattie funzionali.

Le sue resurrezioni sono soltanto nella fantasia dei suoi devoti. Basta osservare quella riportata dal Murphet.

Un grande amico e devoto di Sai Baba, Radhakrishna di Kuppam, giace sul letto di morte. Sopraggiunge Satya Sai Baba; manda via dalla stanza tutti, e vi resta lui solo. Dopo un po' apre la porta e mostra Radhakrishna vivo.

Non è tutto. Dopo 7 anni Radhakrishna cade ammalato con gravi dolori; gli fanno una iniezione di morfina e lo lasciano solo, in stato di incoscienza. Ma Radhakrishna, quando è solo, si alza in stato di incoscienza e si va a gettare nel pozzo dalle pareti levigate. L'indomani mattina i suoi parenti non trovandolo a letto, lo cercano, lo vedono nel pozzo e con delle corde lo fanno risalire. Radhakrishna è perfettamente asciutto, perché tutta la notte ha poggiato soltanto le palme dei piedi sull'acqua profonda del pozzo. Sopraggiunge Satya Sai Baba e gli dice: « Ancora mi dolgono le spalle per quanto sforzo ho dovuto fare tutta la notte a doverti sostenere di peso sopra le acque perché non vi affogassi » (Murphet, Sai Baba, pag. 228).

Come si fa a credere a simili storielle?

Per quanto riguarda le guarigioni e gli apporti di Sai Baba, siamo nel paranormale; essi possono spiegarsi con doti non normali che riscontriamo in una moltitudine di uomini, come pure in prano-terapeuti.

Gli apporti possono anche spiegarsi con l'azione di angeli o di demoni; li troviamo nelle biografie di diversi santi, nelle sedute spiritiche e medianiche e in uomini forniti di doti paranormali. Lo stesso Satya Sai Baba dice che gli oggetti che gli compaiono nelle mani glieli portano gli angeli; noi diciamo i demoni.

Sono personalmente amico di un uomo, molto devoto del Cuore di Gesú che fa opere immensamente superiori a quelle di Sai Baba, ma che dice di farle per un dono di Dio. Si chiama Giovanni Briguglio e riceve una moltitudine di ammalati e li cura gratuitamente a Fiumefreddo, prov. di Catania.

Moltissime persone dichiarano di essere state guarite da lui; egli cura dando soltanto dell'acqua che prende dal suo rubinetto.

Quando fa delle operazioni non anestetizza il paziente, né lo fa coricare; fa con il bisturi un taglio nella parte che deve essere operata ed estrae il male; non fa sentire il minimo dolore al paziente, né fa uscire una sola goccia di sangue dal taglio; risana istantaneamente la ferita, toccandola con le dita bagnate dalla sua saliva. Dopo l'operazione subita il paziente, se sa guidare, se ne va guidando la sua macchina. Di tutte queste cose operate dal Briguglio ho avuto testimonianza diretta da persone da lui curate.

Ma neanche in tutti questi casi del Briguglio possiamo parlare di miracolo. Per parlare di miracolo dobbiamo andare a fatti simili alla guarigione di Maria Ferrand, in coma per grosse caverne polmonari, avvenuta a Lourdes istantaneamente sotto gli occhi del suo medico, allora ateo, Alexis Carrel, premio Nobel; o a quella di Delizia Circolli di Paternò (CT), in fin di vita per cancro alla gamba, avvenuta d'un colpo, pure a Lourdes alcuni anni fa.

I miracoli sono le credenziali di Dio per i suoi ambasciatori, perché solo lui può farli, e si trovano solo nella Chiesa cattolica.

ILDEBRANDO A. SANTANGELO


Questo popolo è come il popolo d'Israele; ma se Dio non ha perdonato il popolo d'Israele, come può non punire anche questo popolo, figlia mia?

 


Prado Nuevo (El Escorial)


La Vergine:
Figlia mia, figlia mia, mi manifesto in questo luogo perché facciano una cappella in onore del mio nome, figlia mia. Non ascoltano i miei avvertimenti, figlia mia, e gli avvertimenti si stanno esaurendo. Mi sono manifestata in molti luoghi, figlia mia, ma in nessun luogo ho dato tanti avvertimenti come in questo luogo, figlia mia; Non prestano attenzione e la mia misericordia si sta esaurendo.
Con il sacrificio e la preghiera, figli miei, potete salvare molte anime.
Guarda cosa vedi; È orribile, figlia mia... (Luz Amparo piange di grande dolore). La misericordia di Dio Padre sta per finire, figlia mia, e la sua ira sarà orribile.
Guarda, quale ricompensa attende, figlia mia, per tutti coloro che si sono messi a posto davanti a Dio.
Luz Amparo:
Voglio restare, voglio restare, voglio restare qui; Voglio restare.
La Vergine:
Sii umile, figlia mia, anche il tuo momento si sta avvicinando.
Bacia la terra, figlia mia, in un atto di umiltà... Umiliati, figlia mia, perché chi si umilia sarà esaltato.
Guarda il mio Cuore, figlia mia, il mio Cuore sanguina di dolore per tutti i miei figli, per tutti senza distinzione di razza. Non toccarlo, figlio mio, nessuna anima è stata purificata.
Figlia mia, questo popolo è come il popolo d'Israele, figlia mia, come il popolo d'Israele; ma se Dio non ha perdonato il popolo d'Israele, come può non punire anche questo popolo, figlia mia?
Pensa a Cristo Gesù, figlia mia; Umiliati, umiliati e diventa piccolo, molto piccolo, per la salvezza delle anime, figlia mia.
Dì con me, figlia mia: "Eterno Padre, ti chiedo perdono per tutti coloro che non lo fanno, mi sacrificherò per tutti coloro che non si sacrificano e ti amerò per tutti coloro che non ti amano. Non permettere, Eterno Padre, che le anime siano dannate; abbi pietà di tutti loro".
Chiedo questa preghiera come Madre, come Madre di tutta l'umanità, figli miei. Il Mio Cuore soffre nel vedere che i Miei figli stanno cadendo nelle profondità dell'abisso e che le anime consacrate, i Miei figli, povere anime, pagheranno per il loro peccato e per il peccato delle anime che hanno trascinato con sé, figli Miei; Quanto male queste anime ricambiano il nostro amore! Come fanno precipitare le anime negli abissi dell'abisso!
Bacia di nuovo la terra, figlia mia, per le anime consacrate... Le anime consacrate, figlia Mia, sono tanto amate dal Mio Cuore e quanto male ricambiano questo amore!
Chiedete grazie al mio Cuore Immacolato, figli miei, il mio Cuore Immacolato sarà quello che trionferà su tutta l'umanità.
Figli miei, vi benedico come il Padre vi benedice per mezzo del Figlio e con lo Spirito Santo.
Benedici, figli miei, benedici... (Parla in una lingua sconosciuta.) Questo avviso è tuo, figlio mio, privato.
Sollevate tutti gli oggetti, figli miei... Tutti, tutti gli oggetti, i miei figli, tutti sono stati benedetti. Serviranno per la guarigione dei malati e la conversione dei poveri peccatori, figli miei.
Addio, figli miei. Arrivederci!

29 ottobre 1983