venerdì 19 novembre 2021

PREGHIERA AL VOLTO SANTO

 


«Sì, dolcissimo Gesù, rimani con noi, che si fa sera, e un raggio del tuo Volto divino, che noi adoriamo sotto i veli eucaristici, illumini le nostre menti e dissipi le tenebre che avvolgono la povera nostra umanità. Gesù amabilissimo, rimani con noi a consolarci nelle angosce della vita, a insegnarci a soffrire con Te nella pace, e a impreziosire il nostro dolore. Rimani con noi, Maestro amabile di verità, perché fiduciosi camminiamo verso l'eterna salvezza, nel trionfo del Regno di Dio. Gesù, rimani con noi, nutrendoci delle tue Carni immacolate, perché germoglino i Vergini, gli Apostoli e i Santi a rinnovare la faccia della terra. Gesù dolcissimo, fonte di ogni bene, rimani con noi nell'Eucaristia, e nel tuo Vicario in terra, perché tutti uniti in un solo Pastore, glorifichiamo Dio, qui nella luce della fede, per glorificarlo eternamente nella visione e nell'amore, in Paradiso». (Venerabile Madre Pierina de Micheli)


Vi chiedo di nuovo di confidare pienamente in Me e vi ripeto di nuovo: il vostro posto vi aspetta nel Regno dei Cieli.

 


Messaggio di Nostro Signore Gesù Cristo a J. V.


25 ottobre 2021

Rosario del mattino - Messaggio unico


Primo mistero. Nostro Signore Gesù Cristo parla.

Figlioli, recentemente vi ho parlato della Fede e della Speranza, e voglio riaffermare questo ideale perché lo portiate nel profondo delle vostre menti e dei vostri cuori.

Satana ha fatto in modo che voi viviate nella paura, con molte paure tremende in questo momento prima che lui sia rimosso dal potere sulla Terra, che è quello che conoscete come le code di Satana, dove sta cercando di eliminare il maggior numero di anime possibile, in modo che non raggiungano il Cielo e lui possa portarle nell'Abisso.

Perché vivere nella paura, miei piccoli, quando avrete quello che vi preparo, se sarete fedeli alle mie parole, ai miei desideri e se vivrete nel mio amore? Vi ho promesso delle cose belle, dopo queste prove che avrete; e che potrebbero anche essere paragonate alle prove che avete avuto da quando eravate piccoli a scuola, in famiglia, in molti luoghi e situazioni, ma quando siete con Me, ne venite fuori. Questa è un'altra prova che dovrete sostenere, affinché voi e i vostri fratelli e sorelle possiate raggiungere il Regno dei Cieli.

Per un momento, fate questo esercizio: dimenticatevi di Satana, dimenticatevi delle prove che stanno accadendo proprio ora, in questo momento sulla Terra e in tutto l'Universo. Perché non visualizzi un posto bello, molto bello, con i canti degli Angeli, con una Pace tremenda, molto bella, come non l'hai mai avuta prima e anche, sentendoti totalmente libero di amare Me, di amare i tuoi fratelli, di vivere in un'armonia Divina con il Cielo? Perché perdi il tuo tempo a stare con paure, che non ti portano a niente, ma che ti influenzano nella tua anima? ma che influenzano la vostra anima, il vostro corpo, la vostra vita di relazione, e questo è precisamente ciò che fa satana, affinché dimentichiate la vostra missione qui sulla Terra.

Sì, infatti, vi ho detto che ci saranno forti prove, ma se siete con Me, sarete in grado di superarle. Quando eri piccolo, i tuoi genitori, i tuoi fratelli e sorelle maggiori ti hanno aiutato a superare i problemi che ti affliggevano.

Tenete presente che spiritualmente siete ancora piccoli, che avete bisogno di una guida forte, con grande Saggezza e con molto Amore per voi, ed è per questo che sono venuto sulla Terra per stare in mezzo a voi, affinché vi rendiate conto che anch'io ho sofferto e voi lo sapete, e sono andato avanti. Satana voleva sbarazzarsi di Me, aveva quelli che pretendevano di essere i sacerdoti del Tempio, gli scribi e i farisei, e molti Mi perseguitavano e facevano cambiare loro idea, quando Io li avevo già conquistati, con tutti i segni d'Amore, guarendo i loro malati, dando loro la prova della Mia Potenza, risuscitando i morti, curando ogni tipo di malattia, e anche invitandoli che, alla fine della loro esistenza, avrebbero raggiunto il Regno dei Cieli se fossero stati con Me. Ma ora vedete, se in quel tempo con Me, gli scribi e i farisei erano incaricati di dominare la popolazione di quel tempo, ora, satana continua a dominarvi e voi vivete come loro vivevano in quel tempo. Coloro che vogliono stare con Me, ma non hanno una fede ferma o una speranza nel futuro, che ho promesso loro, vivono nell'errore, vivono nel male di satana, egli continua ad attaccarvi in molti modi e questo non vi permette di vivere in pace e in armonia con il Cielo o in armonia con i vostri fratelli sulla Terra. Tu continui a vivere nel disordine spirituale, e questo ti porta a cosa? non fai dei meriti per guadagnare il Cielo e questo ti porta a vagare in molti modi satana, ti senti insicuro e dubiti di poter entrare nel Regno dei Cieli. perdi la speranza di venire a Me. Vi ho mostrato che io sono Dio e ho il potere, prima di tutto, di resuscitare le anime come voi, perché ho resuscitato molti che erano morti, li ho guariti dalle malattie, che anche in questi tempi non si possono curare, perché io sono Dio e tuttavia voi continuate a dubitare.

Come mi fate pena, piccoli miei, sono passati duemila anni e voi continuate a dubitare del mio potere di Dio, del mio amore di Dio e della speranza che vi do, affinché possiate entrare nel mio regno divino! Non vi rendete conto che siete voi che perderete tutto? Il Cielo è Mio, Io vivo in esso, coloro che vogliono stare con Me, si conformeranno a ciò che ho chiesto a tutti voi. Ma voi che siete pieni di paura, che non avete fiducia in Me, che non avete speranza in un bel futuro che vi ho promesso e che esiste e che il vostro posto è lì, sarete i perdenti.

Che questo vi porti a riflettere, Miei piccoli, questa è un'altra prova che dovete superare. Se mi permetti di entrare nel tuo cuore, se mi permetti di vivere in te, di cercare nella tua mente e nel tuo cuore tutto ciò che hai fatto di male e che non mi permette di vivere pienamente in te, se tu lasci andare questo e io ti purifico, io vivrò con te, e in questo modo, combatteremo insieme contro le forze di satana.

Vi chiedo di nuovo di confidare pienamente in Me e vi ripeto di nuovo: il vostro posto vi aspetta nel Regno dei Cieli. Da qui sei partito e hai il diritto di ritornarci, se lo meriti. Cioè eseguendo ciò che vi ho chiesto, a partire dai Comandamenti, con una vita di pace, una vita sacramentale, una vita d'amore. Ma devi fare la tua parte, in modo che tu possa guadagnare di nuovo il posto che ti aspetta.

Non dubitate, miei piccoli, il dubbio vi porta alla disperazione, vi toglie la pace interiore, e la grande maggioranza di voi, quando la pace vi è tolta, non avete nessun posto a cui aggrapparvi, perché non vivete con il desiderio di vivere una vita in comunione con Me. Tu non mi cerchi, non vuoi conoscermi, non vuoi vivere in Me e per Me, e questo te lo sei guadagnato. Vi ho dato la libertà di stare con Me o di allontanarmi; e voi avete scelto la seconda: mi avete allontanato dalla vostra esistenza, e allora con chi potete sostenervi, e andate da satana, e lui vi toglie ancora di più la pace, non lascia vivere in voi l'Amore, vi dà più dubbi, risentimenti, antipatie, odi, vendette.

Meditate, meditate, miei piccoli, su questo, fermatevi un momento, e scrivete su un pezzo di carta, come state vivendo in questo momento della vostra esistenza, se quello che scrivete lì, tutto è negativo, non state vivendo con Me, siete pieni di male, e dove vi porterà questo, alla dannazione eterna. Se non ti rendi conto che la Mia Presenza è con te, devi permettere a Me, il tuo Dio, di entrare nella tua vita. Se mi permetti di cominciare, poco a poco, a dirigere la tua vita verso il Bene, potrai dire ora che già vivo in te, e tornerai, ancora una volta, a scrivere, su quello stesso foglio, come è la tua vita, e se tutto quello che ci metti è positivo, se c'è amore, se c'è aiuto per gli altri, se c'è Carità, se c'è vita sacramentale, se c'è vita nella Grazia, se c'è obbedienza a ciò che ti chiedo e a fare la Mia Volontà, tu stai facendo la cosa giusta, e la tua vita, ora sì, sta già facendo la cosa giusta. Non lasciatevi trasportare da quello che si dice intorno a voi, perché il più delle volte, coloro che parlano male intorno a voi, o che hanno dubbi, che hanno il male nel cuore, che non parlano di una Speranza futura e di un Bene futuro, la maggior parte di loro sono lontani da Me, il vostro Dio.

Non lasciatevi dunque sviare dalle chiacchiere e soprattutto dalle anime che non vivono nella Verità, che non conducono una vita di Virtù, che non conducono una vita d'amore e che non hanno nel loro cuore la Speranza di ciò che vi ho promesso. Non dovete seguire quelle anime, satana le ha già distrutte, pregate per loro, ma non lasciate che quello che dicono o fanno entri nel vostro cuore e nella vostra mente. Voi, vivete in quello che vi ho chiesto tanto e quello che ho vissuto e vi ho lasciato come esempio quando ero sulla terra, seguitemi, camminate sulle mie stesse orme che ho lasciato, fate quello che ho fatto e come ho interagito con i vostri fratelli. È l'unico modo per voi di fare la Mia Volontà, vivendo ciò che ho vissuto e ciò che vi ho lasciato scritto.

Cercate il vostro futuro attraverso le Mie Verità. Quando vivrete uniti a Me, comincerete a godere del Paradiso già sulla Terra. Quando ci sono attacchi del nemico, venite a Me, e Io vi riempirò di nuovo di Pace, non preoccupatevi, siete con Me e non sarete mai sconfitti.

Pregate profondamente, affinché il vostro cuore sia unito al Mio e che il Mio Santo Spirito vi consigli su cosa fare e cosa evitare nella vostra esistenza, e così, miei piccoli, sarete sicuri che ciò che fate viene da Me.

Ricordatevi, se quello che fate vi riempie di pace e date pace ai vostri fratelli, allora siete con Me, ma se le vostre azioni, i vostri pensieri, le vostre parole sono negative, se causate problemi a voi stessi con quello che fate o dite e causate problemi a quelli che vi circondano, allora siate sicuri che non state seguendo Me, il vostro Dio.

Riparate il passato, quello che avete già fatto, confessatelo, lasciate che la Grazia vi sia data di nuovo attraverso la Confessione, cominciate a nutrirvi del Vero Cibo, che vi darà la vita eterna, e così sarete sicuri che potrete vivere con Me eternamente.

Grazie, miei piccoli.


Supplica al Santo Padre

 


La Battaglia  Finale del Diavolo

A Sua Santità Papa Benedetto XVI (e, se necessario, al suo successore): Santo Padre, Noi, membri fedeli della Santa Chiesa Cattolica, siamo costretti a  supplicare la Santità Vostra in quanto giudice supremo in materia di  controversie nella Chiesa.

Questa nostra supplica è un atto straordinario intrapreso da Cattolici  che non hanno alcun rappresentante che possa intercedere per loro  dinanzi alla Santità Vostra, durante questa crisi di fede e di disciplina  senza precedenti che ha fatto seguito al Concilio Vaticano Secondo. Questa Supplica è espressione del diritto, dato a tutti i Cattolici  battezzati dal Signore, di poter far ricorso diretto al Sommo Pontefice,  senza bisogno di procedimenti canonici preventivi. (Concilio Vaticano  Primo (1870), Dz. 1830, D.S. 3063; Secondo Concilio di Lione (1274),  Dz. 466; Codice di Diritto Canonico (1983), can. 212 e 1417 § 1)

Le basi per questa Supplica sono contenute nello studio intitolato La battaglia finale del diavolo (BFD), ma possono trovarsi anche nel libro Il  quarto segreto di Fatima di Antonio Socci, le cui conclusioni coincidono  con quelle del BFD e che voi conoscete sicuramente, in quanto noto  e rispettato scrittore Cattolico, al quale avete personalmente inviato  i vostri ringraziamenti per il suo libro ed i “sentimenti che lo hanno  suggerito.” 

Dopo aver esaminato le prove raccolte, siamo giunti alla certezza morale riguardo ai seguenti punti:

Primo, il Messaggio di Fatima è una profezia vitale per i nostri  tempi; la sua veridicità è stata confermata senza ombra di dubbio dalle  straordinarie circostanze della sua rivelazione (tra le quali un miracolo  pubblico testimoniato da più di 70.000 persone), dalla sua approvazione  da parte delle competenti autorità ecclesiastiche, dalla sua accettazione  e dal suo accoglimento all’interno della vita della Chiesa, e grazie alle  stesse affermazioni ed azioni di Papa Giovanni Paolo II, tra le quali  ricordiamo l’istituzione della Festa della Madonna di Fatima, che cade  il 13 maggio nel calendario liturgico della Chiesa. Come Papa, anche  voi avete testimoniato dell’autenticità delle apparizioni di Fatima,  dichiarando nell’anniversario della prima apparizione: 

“Tu hai promesso ai tre bambini di Fatima ‘alla fine, il mio  Cuore Immacolato trionferà’. Che così avvenga!” (Preghiera a  Maria pronunciata da Sua Santità Benedetto XVI il 13 maggio  2009, a Betlemme)

Santo Padre, voi avete anche dichiarato che Fatima “è senza dubbio la più profetica delle apparizioni moderne” (Santuario Nazionale della  Madonna di Aparecida, Brasile, 13 maggio 2007). 


Secondo: Il Segretario di Stato del Vaticano ed alcuni suoi  collaboratori hanno tentato di imporre alla Chiesa una comoda  “revisione” del Messaggio di Fatima, al fine di adattarlo al presunto  “nuovo orientamento” della Chiesa che ha fatto seguito al Concilio  Vaticano Secondo; si tratta di un atto che contraddice completamente  la chiamata, espressa personalmente dalla Santità Vostra, ad  “un’ermeneutica della continuità” tra il Concilio e la Tradizione  Cattolica.  Questo “nuovo orientamento”, che insegue incessantemente  “l’ecumenismo”, il “dialogo” e la diplomazia Vaticana con le forze  secolari, intende negare i contenuti profetici esplicitamente Cattolici  delle apparizioni di Fatima: gli avvertimenti, rivolti alla Chiesa e al  mondo in generale, sulle gravi conseguenze per la vita e l’anima di  milioni di persone qualora venissero ignorati i consigli, le richieste e gli  ordini del Messaggio di Fatima. 

La versione di Fatima sostenuta dal Cardinale Sodano, e da  altri assieme a lui, è incompleta, inesatta e falsa. Questo Messaggio  di Fatima “rivisto”, con la sua speciosa “interpretazione” del Terzo  Segreto e il rifiuto di esaudire alla richiesta della Vergine Maria per la  specifica Consacrazione della Russia, non farebbe altro che nascondere  definitivamente i veri eventi accaduti a Fatima, lasciando i beneficiari  di quel Messaggio - e cioè ogni Cattolico ma anche ogni essere umano  sulla faccia della terra - del tutto all’oscuro sui suoi veri significati e  pertanto in grave pericolo, a causa delle conseguenze che esso predice,  con tutta l’infallibilità della Madre di Nostro Signore. 

In particolare, questa “revisione” del Messaggio di Fatima: 

(a) Tralascia la Consacrazione della Russia, richiesta dalla  Madonna di Fatima, rimpiazzandola arbitrariamente con una  consacrazione del mondo, dalla quale è stato deliberatamente  omesso qualsiasi riferimento alla parola Russia, a causa di futili  motivi politici.

(b) Fa intendere, erroneamente – e contrariamente a ciò che la  Santità Vostra ha affermato il 13 maggio 2009 – che il Trionfo del  Cuore Immacolato sia già avvenuto perché in Russia è cambiato il  regime politico nel 1991; ancor peggio, pretende che quel trionfo non sia altro che il fiat della Vergine Maria, col quale Ella accettò di diventare Madre di Dio, 2.000 anni fa.

(c) Afferma assurdamente che la visione del Terzo Segreto, che vede il Papa e altri membri della gerarchia mentre vengono  giustiziati da un gruppo di soldati tra le rovine di una città semi  distrutta, non raffiguri altro che il Santo Padre mentre scampa ad un tentato omicidio per mano di un singolo attentatore nel  1981. Questo ha indotto e induce tuttora nei fedeli un falso senso di sicurezza, di fronte allo scenario chiaramente apocalittico che viene invece raffigurato in quella visione, e del quale non  abbiamo mai potuto leggere alcuna parola della Madonna a sua  spiegazione – parole che certamente avrebbero evitato queste false  interpretazioni. 

(d) conclude (basandosi su queste “interpretazioni” errate) che gli eventi contenuti nel Terzo Segreto, e quindi il Messaggio di  Fatima in generale, “appartengono al passato”. 


Terzo: Il “nuovo orientamento” rappresenta sostanzialmente il  raggiungimento degli obiettivi dei peggiori nemici dichiarati della  Chiesa, proprio come ci avevano avvertito tanti Papi e prelati prima  del Concilio. Questi obiettivi prevedevano la liberalizzazione e la  “strumentalizzazione” della Chiesa affinché non solo cessasse di opporsi,  ma anzi si aprisse a quel processo di secolarizzazione universale e di  apostasia che ha distrutto gran parte dell’antica Cristianità e che ora  minaccia di porre il mondo intero sotto il giogo di un collettivo secolare  mondiale, all’interno del quale la Chiesa cesserebbe di predicare  apertamente il Vangelo di Gesù e perderebbe ogni propria autorità o  influenza datale dal Signore. 


Quarto: Il nuovo orientamento è parzialmente dovuto a quella  “demolizione dei bastioni” raccomandata da Hans Urs von Balthasar.  Non stupisce il fatto che questa “demolizione” abbia prodotto solo  confusione, perdita di fede e di disciplina, nonché la rovina del  bene della Chiesa e l’inasprirsi della sua crisi – della quale il recente  scandalo sessuale tra i sacerdoti e vescovi è solo una delle innumerevoli  manifestazioni. Persino Papa Paolo VI fu costretto ad ammettere, poco  dopo il Concilio, che: 

“Il fumo di satana è entrato nel Tempio di Dio... l’apertura al mondo è diventata una vera e propria invasione nella Chiesa da parte del pensiero secolare. Siamo stati forse troppo deboli ed  imprudenti”.


Quinto: Lamentandosi delle condizioni in cui versava la Chiesa,  il vostro predecessore Papa Giovanni Paolo II parlò di una “apostasia  silente”, nella sua Ecclesia in Europa, mentre la Santità Vostra ha  personalmente dichiarato che “in vaste zone della terra la fede è nel  pericolo di spegnersi come una fiamma che non trova più nutrimento,”  e che dopo il Concilio Vaticano Secondo “si è smesso di parlare di  certe verità fondamentali della fede, come il peccato, la grazia, la vita  teologale e i novissimi”, e che pertanto la Chiesa soffre a causa di un  “ambiente ecclesiale secolarizzato” e in molti luoghi sembra esservi un  “deserto senza Dio”.


Sesto: Il Cardinale Bertone e i suoi collaboratori, le cui azioni ed  omissioni sono state abbondantemente documentate nel nostro BFD e  nell’opera di Antonio Socci, hanno sacrificato il Messaggio di Fatima,  con i suoi contenuti profetici esplicitamente Cattolici, sull’altare del  nuovo orientamento della Chiesa - tendente al mondo e liberalizzato, ecumenico ed interconfessionale - che quei prelati hanno promosso  senza sosta in nome del Vaticano II. È stato proprio in nome di questo  “nuovo orientamento” che il Cardinale Bertone e i suoi aiutanti, riportati  nel BFD e nell’opera di Socci, hanno impedito sistematicamente che si  compisse la Consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria,  da loro falsamente dipinta come un’inutile “provocazione” nei confronti  della “Chiesa” Russo-Ortodossa.


Settimo: Tentando di sostenere la loro falsa interpretazione del  Messaggio di Fatima, gli accusati hanno imposto un vero e proprio  regime di silenzio e segretezza su Suor Lucia, tentando al tempo stesso  di costringerla ad accettare la loro falsa interpretazione. L’accesso a Suor  Lucia non è stato concesso ad alcuna persona imparziale che potesse  indagare, alla fonte, sul suo presunto ed improvviso “cambiamento”  nella propria testimonianza, che era rimasta immutata per più di 60 anni  e che secondo la quale la Vergine di Fatima aveva richiesto solamente la  Consacrazione della Russia, e non del mondo, proprio perché il Signore  desiderava che il mondo sapesse che era stato il potere della Sua grazia,  mediata da Maria, ad aver convertito la Russia alla Fede Cattolica.  Inoltre, quasi tutti i 24 volumi di documenti su Fatima raccolti da  Padre Alonso, che sicuramente rispondono alle tante domande sul Terzo  Segreto e sul Messaggio di Fatima in generale, vengono tuttora tenuti  nascosti e non sono stati pubblicati, a più di 35 anni dalla loro stesura.


Ottavo: Portando avanti la loro “gestione” del Messaggio di Fatima,  i prelati in questione e i loro collaboratori, nonché chi è succeduto loro  nei propri incarichi, agendo sotto gli auspici del Segretario di Stato,  hanno perseguitato e tentato di allontanare Padre Nicholas Gruner  dalla comunità dei fedeli. Padre Gruner rappresenta la legittima  opposizione a questo loro tentativo di disfarsi del Messaggio di Fatima  nel suo significato Cattolico tradizionale. Allo stesso tempo, queste  persone hanno fatto poco o niente per punire i veri nemici della Chiesa,  che si trovano al suo interno, i quali (per richiamare le parole di Papa  Paolo VI) hanno aperto la Chiesa al “fumo di satana” ed hanno portato  “all’invasione della Chiesa da parte del pensiero secolare”. 


Nono: Nel tentativo di coprire la propria complicità in questa  debacle ecclesiastica, prodotta dal “nuovo orientamento” e da tutte  le novità introdotte da quest’ultimo, i prelati Vaticani che abbiamo  identificato in questo libro hanno intenzionalmente e disonestamente  nascosto alla Chiesa e al mondo un testo appartenente al Terzo Segreto  di Fatima. Questo testo, come concludono sia il BFD sia il libro di  Socci, contiene con tutta probabilità le parole mancanti della Vergine,  che fanno seguito all’affermazione incompleta presente nella Quarta  Memoria di Suor Lucia: “In Portogallo si conserverà sempre il dogma  della fede ecc.” – parole che, ne siamo convinti, predicono l’attuale crisi  della Chiesa e forniscono gli strumenti per evitarla o per porvi fine. Santità, anche il Cardinale Eugenio Pacelli, futuro Papa Pio XII,  aveva predetto nel 1931 le condizioni in cui si sarebbe trovata la Chiesa, alla luce del Messaggio di Fatima: 

Sono preoccupato per il messaggio che ha dato la Beata  Vergine a Lucia di Fatima. Questo insistere da parte di Maria, sui  pericoli che minacciano la Chiesa è un avvertimento divino contro il suicidio di alterare la Fede, nella Sua liturgia, la Sua teologia e la Sua anima… verrà un giorno in cui il mondo civilizzato negherà il proprio Dio, quando la Chiesa dubiterà come dubitò Pietro. Sarà  allora tentata in credere che l’uomo è diventato Dio. Nelle nostre  chiese, i Cristiani cercheranno invano la lampada rossa dove Dio li aspetta. Come Maria Maddalena, in lacrime dinanzi alla tomba  vuota, si chiederanno: “Dove lo hanno portato?”

Santità, ciò che predisse Pio XII si è avverato! Poiché egli predisse  questi sviluppi alla luce del Messaggio di Fatima, essi possono trovarsi  solamente all’interno del Terzo Segreto, visto che le prime due parti del  Messaggio di Fatima non dicono nulla al riguardo. 

Sappiamo anche, Beatissimo Padre, che il Vostro predecessore S.S.  Giovanni Paolo II sembrò fare  riferimento al Terzo Segreto, durante la  sua omelia pronunciata a Fatima il 13 maggio 2000, nella quale avvertiva  la Chiesa di stare in guardia contro la coda del drago che trascina con  sé un terzo delle stelle del Cielo (comunemente interpretate come  le anime consacrate di sacerdoti e religiosi). Come conclude Socci, e  noi concordiamo con lui, sembra che Papa Giovanni Paolo II sia stato  costretto dai suoi consiglieri a limitarsi a questo velato riferimento alla  parte non ancora rivelata del Terzo Segreto, poiché gli hanno impedito  di rivelarlo integralmente sfruttando la malattia che l’aveva ormai  indebolito in profondità.


Decimo: A seguito della pubblicazione del libro di Socci,  avvenuta alla fine del 2006, il mondo Cattolico ha appreso, grazie alla  testimonianza dell’Arcivescovo Loris Capovilla, ex segretario di Papa  Giovanni XXIII – testimonianza che è stata ripresa abbondantemente dai  servizi d’informazione - che esisteva (e probabilmente esiste tuttora) un  plico custodito negli appartamenti del Papa. Questa busta, da lui definita  “Plico Capovilla,” conteneva un testo del Terzo Segreto. Al suo esterno,  l’Arcivescovo aveva scritto il suo nome, il nome di coloro che avevano  letto i suoi contenuti ed il dettato di Papa Giovanni, che esprimeva la sua  volontà di non fornire alcun giudizio su quel testo. Quando gli venne  chiesto da uno studioso di Fatima se questo significasse l’esistenza di  due testi e due plichi differenti, che messi insieme formerebbero l’intero  Terzo Segreto, l’Arcivescovo rispose: “per l’appunto”. Questo plico non  è mai stato mostrato al pubblico, malgrado il Segretario di Stato, che  per anni ha cercato di persuadere i fedeli che niente era stato nascosto,  ne ammetta ora l’esistenza.

Inoltre, Santità, nel tentativo di difendere la propria posizione, il  Cardinale di Stato è stato ospite nel 2007 della trasmissione televisiva Porta a Porta, rivelando in quell’occasione che Suor Lucia aveva preparato due buste differenti, riguardanti il Terzo Segreto, e che ella  aveva scritto all’esterno di ciascuna di quelle buste un identico “ordine  espresso della Madonna”, secondo il quale i contenuti non dovevano  essere rivelati prima del 1960. Tuttavia, il Segretario di Stato aveva  assicurato il pubblico, poco prima, che Suor Lucia gli aveva detto di non  aver mai ricevuto un simile ordine dalla Vergine.

Per questo e per molti altri motivi che allungherebbero inutilmente  questa nostra Supplica, Beatissimo Padre, siamo profondamente  rattristati e preoccupati perché molti fedeli non si fidano più del  Segretario di Stato del Vaticano. Ciò è dovuto al fatto che  sono  ormai convinti che il Cardinale Bertone, con l’ausilio di alcuni suoi  collaboratori, abbia nascosto e stia attualmente nascondendo un testo  del Terzo Segreto che contraddice completamente la sua insostenibile  “interpretazione” della visione. Dobbiamo concordare con la conclusione  di Antonio Socci, la cui reputazione, fedeltà Cattolica e affidabilità sono  ben noti alla Santità Vostra: 

“[C]he vi sia una parte del Segreto non svelata e ritenuta  indicibile è certo . E oggi - avendo deciso di negarne l’evidenza - il Vaticano corre il rischio di esporsi a condizionamenti e ricatti  molto pesanti”

Concordiamo anche con la conclusione di Socci, secondo cui  questo testo non svelato contiene “le parole della Madonna [che]  preannuncerebbero una apocalittica crisi fella fede nella stessa Chiesa a  partire dai vertici,” e che fornisce probabilmente “anche una spiegazione  della visione… (rivelata il 26 giugno 2000).”


Undicesimo: un’evidente cospirazione contro il Messaggio di  Fatima ha privato la Chiesa e l’umanità dei benefici dell’autentico  Messaggio di Fatima, e ha impedito che la Chiesa potesse soddisfare le  richieste della Vergine di Fatima: la Consacrazione della Russia – per  nome – al Cuore Immacolato di Maria, la conseguente conversione della  Russia, il Trionfo del Cuore Immacolato, la salvezza di molte anime e  la pace nel mondo. (“Se le Mie richieste verranno esaudite, molte anime  saranno salvate e vi sarà la pace. … alla fine, il Mio Cuore Immacolato  trionferà. Il Santo Padre Mi consacrerà la Russia, che si convertirà, e verrà  concesso al mondo un periodo di pace”.) 

La conseguenza diretta di questi atti e di queste omissioni, da parte  del Segretario di Stato e dei suoi collaboratori, è che la Chiesa ed il  mondo intero hanno patito la perdita di benefici temporali e spirituali  dal valore incalcolabile. Questi benefici possono essere appena intuiti  se si guarda alla miracolosa trasformazione subita dal Portogallo, dopo  la sua consacrazione pubblica al Cuore Immacolato di Maria, avvenuta  nel 1931. Fu il Cardinale Patriarca del Portogallo, insieme a Suor  Lucia, ad dichiarare a quell’epoca che i benefici ottenuti dal Portogallo  avrebbero potuto diffondersi nel mondo intero se anche la Russia fosse  stata consacrata al Cuore Immacolato di Maria.


Dodicesimo: Qualunque siano le motivazioni soggettive dietro ad  un comportamento del genere, i prelati che vi sono coinvolti hanno  oggettivamente commesso contro la Chiesa e il mondo un crimine dalla  portata incalcolabile. La loro revisione del Messaggio di Fatima ci espone  tutti al rischio imminente di guerre, carestie, ulteriori persecuzioni contro  la Chiesa, contro la Santità Vostra e i Vostri Successori, l’annientamento  di molte nazioni e la perdita di milioni di anime – tutte cose che la  Madonna di Fatima ci aveva detto che sarebbero avvenute, qualora non  fossero state onorate le Sue richieste. 

Pertanto, facciamo rispettosamente ma urgentemente ricorso alla  Santità Vostra, supplicandolo affinché prenda i seguenti provvedimenti: 

Primo, consacrare il prima possibile la Russia, per nome, al Cuore Immacolato di Maria insieme a tutti i  vescovi del mondo, in una solenne cerimonia pubblica.

Secondo, far pubblicare integralmente il Terzo  Segreto di Fatima, incluse le parole della Vergine che  descrivono la visione pubblicata il 26 giugno 2000.

Terzo, rimuovere il velo di segretezza imposto sui  messaggi, lettere, documenti e conversazioni registrate da Suor Lucia di Fatima, nonché l’autorizzazione alla  pubblicazione integrale di tutti i 24 volumi di documenti,  riguardanti il Messaggio di Fatima, scritti da Padre Alonso, che sono stati tenuti nascosti sin dal 1975.

Quarto, far cessare la persecuzione contro Padre  Nicholas Gruner, un sacerdote fedele che ha seguito la sua coscienza nel promuovere la causa della Madonna di Fatima.

Quinto, intervenire tempestivamente in Vaticano,  tramite indagini apostoliche e drastiche misure disciplinari per (a) punire i colpevoli, invece degli innocenti; (b)  restaurare la giusta ortodossia all’interno dei seminari; (c)  rimuovere le persone sessualmente deviate dai seminari, dai monasteri, dal clero diocesano e dall’episcopato; e (d) restaurare i tanti elementi della tradizione Cattolica (tra cui la vita tradizionale all’interno dei seminari e la  formazione dei sacerdoti) che sono stati abbandonati per inseguire il “nuovo orientamento” post Conciliare. 

Tra questi, ovviamente, la liturgia tradizionale in Latino  laddove lo storico Motu Proprio Summorum Pontificum, promulgato dalla Santità Vostra il 7 luglio 2007, non venga  implementato o addirittura venga sfidato apertamente.

Sesto, dichiarare, una volta per tutte e con l’esercizio del Vostro infallibile Magistero – se necessario – che né il Vaticano II né alcun pronunciamento papale successivo può né potrà mai alterare in alcun modo ciò a cui devono credere i Cattolici e quello che devono praticare in modo da  professare saldamente l’eterna Fede Cattolica Apostolica, come affermato da tutti i Papi e da tutti i Concili prima del  Vaticano II.

Settimo, l’auspicio che Voi, Beatissimo Padre,  possiate promuovere personalmente le devozioni dei Primi Sabati e la recita quotidiana del Rosario, in tutto il  mondo, per porre fine alla crisi della Chiesa e dell’umanità. 

Questa è la nostra Supplica alla Santità Vostra come Vostri figli  spirituali. In quanto tali, vi chiediamo il pane, non la pietra o lo  scorpione. (Luca 11:11-12) Beatissimo Padre, Vi sottoponiamo questa  nostra Supplica con tutto il rispetto e tutta l’umiltà per il Vostro nobile  ufficio di Vicario di Cristo, ma anche con l’urgenza richiesta dalla  situazione di pericolo in cui ci troviamo. Perché le sofferenze attuali  della Chiesa e del mondo non saranno niente in confronto a quelle che  saremo costretti a patire se non verrà cambiata la rotta intrapresa da  coloro che hanno disprezzato le profezie della Madonna di Fatima. 

I figli umili e devoti di Vostra Santità,

Padre Paul Kramer


GESU’ OSTIA

 


All’incredulo perché sia meno scettico, e al sacerdote perché sia meno tiepido.


Beato Francesco Faà di Bruno: uno scienziato al servizio di Dio

«Un giorno, stando in cattedra, ode il tintinnio di un semplice campanello nella via che fiancheggiava il Regio Ateneo. Era il Sacerdote della vicina parrocchia che portava ad un morente il Dio che affanna e che consola, Gesù nascosto sotto gli eucaristici veli, sacro viatico nel gran passaggio del pio credente. Il prof. Bruno stava intento ad un'ardua dimostrazione di calcolo; ma giuntogli all'orecchio quel ripetuto tintinnio, più della scienza potè l'amore ravvivato dalla fede: lascia sospese le cifre, scende dai gradini della cattedra, s'inginocchia, china riverente la fronte innanzi al Dio de' cieli e mormora una preghiera di adorazione a Dio e di aiuto al moribondo. I discepoli si guardano a vicenda compresi di alto stupore; ma tosto, seguendo le orme del credente maestro, anch'essi si inginocchiano e pregano, ricordando il grande mistero ch'essi adorano e forse pensando al gran giorno in cui riceverebbero anch'essi quel supremo conforto della cattolica religione».

Quando pratica questo mirabile gesto descritto da uno dei primi biografi, Francesco Faà di Bruno (1825-1888) non è ancora sacerdote, ma un uomo di scienza, che concepisce la religione non come una semplice proposta filosofica o come supporto delle istituzioni, ma come esperienza viva della felicità, in quanto «è quella scienza che insegna agli uomini a conseguire il loro ultimo fine, che è Dio».

Nutre uno smisurato amore per Dio, a cui appartiene come laico per buona parte della sua vita. È un amore ch'egli costantemente alimenta con l'esercizio della preghiera e della contemplazione.

Come astronomo è un entusiasta ammiratore della natura e del cosmo, e suole dire che anche questi accrescono la sua fede, mettendoli sullo stesso piano della Sacra Scrittura, per ché l'una e gli altri sono opera del Creatore. Scopre il vero ruolo delle scienze e i vantaggi che ne derivano; esse «ci mostrano che sopra le forze passeggere e disordinate che animano la materia informe, una forza calma e sovrana regge il complesso dei fenomeni, imprimendo alla materia quella beltà di forma che non è altro se non che la manifestazione dell'ordine, del rapporto armonico fra le diverse parti dell'organismo».

Cristiano autentico, non si lascia condizionare dalle idee dominanti del suo ambiente, e ne porta le conseguenze. «Valente matematico», come lo definisce uno storico del tempo, laureatosi alla Sorbona in Scienze Matematiche e Astronomia, insegna Analisi Superiore all'Università di Torino fino alla sua morte. La perfetta conoscenza del francese, inglese e tedesco gli consentono di aggiornarsi continuamente con riviste e libri stranieri, nonché di mantenere rapporti epistolari con i più grandi matematici del tempo. Pubblica opere scientifiche di valore. Ma la carriera universitaria non va più in là del grado di professore incaricato e straordinario. Tutte le domande, per ottenere la nomina a professore ordinario, gli vengono regolarmente respinte. E questo si spiega se pensiamo che vive nel periodo risorgimentale, quando la politica di Cavour assume toni anticlericali e antireligiosi: sono gli anni in cui l'arcivescovo di Torino, Mons. Fransoni, vive esiliato a Lione.

Problemi di ordine morale e sociale affliggono questa città, che sta per decadere dal ruolo di capitale di un regno. La periferia torinese soffre a causa dell'emarginazione, della miseria, dello sfruttamento. Qui trovano il loro campo d'azione anime generose come Don Bosco, il Cottolengo, la marchesa Giulia di Barolo. E, accanto a loro, nel borgo S. Donato, uno dei quartieri più poveri della città, Francesco Faà di Bruno.

Dall'amore per Dio scaturisce quell'amore per il prossimo che lo spinge sulla strada dei poveri, degli umili, degli indifesi... facendone un singolare esempio di fede e di carità. «Non si va in paradiso in carrozza - suole dire -, ma con le opere buone».

Nasce così una serie di innumerevoli opere assistenziali, fra le quali primeggia l'Opera di S. Zita, che raccoglie le lavoratrici più disprezzate, sfruttate, e per queste ragioni esposte a tanti pericoli: le 'serve', come nel linguaggio comune del tempo si identificano le domestiche. Ed è per questo che viene scelto il nome di Santa Zita, perché delle domestiche ne è la protettrice.

Da una piccola casa, man mano, sorge un vasto complesso: la 'cittadella della donna', come viene giustamente chiamata, dove disoccupate, apprendiste, madri nubili, vedove, malate, anziane trovano scuole, laboratori, infermeria, pensionato.

Lui, di nobile famiglia, capitano di Stato Maggiore, matematico, astronomo, architetto, musicista, appartenente alla classe dei padroni, sceglie di stare a fianco degli sfruttati.

In questa sua iniziativa impiega i beni di famiglia, i suoi guadagni di professore universitario e tutto se stesso.

L'Opera di S. Zita non è solo un asilo sicuro e gratuito per chi bussa alle sue porte, ma anche un centro di testimonianza morale e cristiana: nella comunità, il fondatore sostiene la pratica della Comunione frequente; con lui, le ricoverate, le maestre e le allieve si accostano più volte alla settimana ai Sacramenti. E per quel tempo è un evento eccezionale, visto che anche negli istituti religiosi tale pratica non è ancora molto diffusa.

Già nel periodo giovanile, a Parigi, Francesco Faà di Bruno diffondeva opere favorevoli alla frequenza dell'Eucaristia; e partecipava all'adorazione notturna del SS. Sacramento, eretta nella chiesa di Notre-Dame.

Per quest'uomo infaticabile, l'Eucaristia rappresenta la sorgente da cui attingere la forza necessaria. E al divino banchetto invita tutti; agli operai scrive: «[ ...] essendo molto esposti al male, abbisognate di maggior forza per resistere; i Sacramenti [della Confessione e della Comunione ] comunicano appunto la forza a voi indispensabile».

Ben presto, sente il bisogno di assicurare all'Opera una continuità materiale, morale e cristiana. Ecco come un laico, in mezzo alle prevedibili difficoltà, diventa fondatore di una Famiglia religiosa femminile, la "Congregazione delle Suore Minime del Suffragio", il cui programma è nel motto del fondatore: «Pregare, agire, soffrire».

Dodici anni prima della sua morte, Francesco Faà di Bruno si sente chiamato per il carisma dei carismi nella Chiesa di Dio: quello del sacerdozio ministeriale. A cinquantun'anni riceve il più gran dono che un uomo innamorato di Dio possa sperare: il potere di trasformare il pane e il vino nel corpo e nel sangue di Cristo.

L'amore per la SS. Eucaristia trova così il suo culmine, tanto che non se ne vuole più staccare. Trascorre ore di adorazione, non solo di giorno, ma anche di notte: un piccolo vano accanto alla sua camera da letto ha una finestrella apribile sul tabernacolo; vicino al letto, uno sportellino gli permette di essere sempre alla presenza del SS. Sacramento.

Questo suo atteggiamento di uomo di carità e di preghiera gli fa dire: "Pregate, pregate sempre: tutto dipende dalla preghiera!". E gli occhi della sua carità non vedono solo le miserie terrene, ma si spingono oltre, verso chi ci ha preceduti nell'eternità e che vive in quel regno intermedio, il Purgatorio, dove l'azione eucaristica trova il giusto prolungamento.

«[ ...] io vi offro, o adorabile mio Redentore, i vostri propri meriti per le anime del Purgatorio: riscattatele una seconda volta»: sono queste le parole del primo sacerdote del Suffragio, che alle anime del Purgatorio consacra pure tutte le proprie azioni.

A coronamento della sua missione, sempre a Torino realizza la costruzione della chiesa di Nostra Signora del Suffragio, con la quale propone ai fedeli la venerazione della Vergine Maria, come mediatrice verso le povere anime bisognose di purificazione. Sì! Perché «un'anima - egli dice - dà più gloria a Dio di tutto il creato».

Quest'uomo riesce a «sollevarsi dal cielo fisico allo spirituale ...», scrive di lui uno storico del tempo, quasi a dispetto di coloro che, ancora oggi, concepiscono lo scienziato una figura arida, come aridi sono i numeri che occupano la sua mente. Può accadere, infatti, che l'uomo di scienza si lasci sopraffare dalle sue conoscenze del vero sperimentale, trascurando la Verità prima, ch'è Dio.

In Francesco Faà di Bruno, l'uomo di scienza e l'uomo di fede trovano la perfetta unione. L'uomo intellettuale e l'uomo spirituale, così uniti, arrivano a quella Verità ch'è l'essenza stessa della vita.

Per dimostrare che la vera scienza non è contraria alla fede, per sostenere «il massimo fra i miracoli», per far conoscere ciò ch'egli considera un paradiso anticipato, un paradiso terrestre, scrive il "Piccolo omaggio della scienza alla divina Eucaristia", dove si può cogliere come riesce ad armonizzare scienza, teologia, filosofia e fede:


LA MATERIA.

Ciò che colpisce i nostri sensi corporei sono le «apparenze» della materia, ma non ciò che costituisce la materia, «ossia propriamente quella sostanza che invece sfugge ai nostri occhi e si cela sotto quelle apparenze, e ne è talmente il necessario sostegno, che senza di essa queste non potrebbero nemmeno sussistere», e grazie alla quale «si producono tutti gli effetti sensibili dei corpi».

Anche se di un corpo si varia la sua «estensione», la sua essenza non muta. Infatti, pur riducendo la materia in minutissime particelle, non se ne trova la «sostanza». Ma che cos'è questa sostanza?

Richiamandosi al pensiero del filosofo Leibniz, il Faà di Bruno, oltre ad ammettere la presenza di «atomi materiali», suppone che i corpi siano costituiti di «centri corporei attivi» o «centri di forze» che «esplicano il tutto». Per cui, ad esempio, l'estensione del corpo è data «dalla distanza di due o più centri di forze», «l'impenetrabilità» dalla «resistenza che oppongono», la forma «dalla disposizione dei centri stessi».

Ora, se accanto all'atomo materiale non esistesse una forza o centro attivo, come potrebbe l'atomo resistere senza avere in sé una «forza di resistenza?». Sulla base di tale principio, il Faà di Bruno supera la suddivisione concepita dal Leibniz, e formula: «L'atomo forza, il centro attivo è il solo elemento costitutivo dei corpi che possa ragionevolmente ammettersi. Ed eccoci arrivati a quella sostanza», che non si percepisce coi sensi ma con l'intelletto. La conclusione del Faà di Bruno è l'assioma di San Tommaso: «La sostanza, come tale, non è visibile agli occhi corporei né percettibile ad alcuno dei sensi. Neppure può essere immaginata. Soltanto l'intelletto l'attinge, avendo per oggetto le essenze delle cose».


LA TRANSUSTANZIAZIONE.

È la conversione, in virtù delle parole sacramentali, di tutta la sostanza del pane e di tutta la sostanza del vino rispettivamente nella sostanza del corpo e del sangue di Gesù Cristo, rimanendo però le specie (le apparenze) del pane e del vino.

Nell'Eucaristia avviene, dunque, un cambiamento di sostanze e non di materia. Non vi sono più le sostanze del pane e del vino, ma quelle del corpo e del sangue di Gesù Cristo. Iddio, «creatore della sostanza», non può «sostituire in via straordinaria la sostanza del suo corpo alla sostanza del pane da lui creata?». Così come, ricordando le parole di S. Tommaso: «pur può produrre altri effetti di cause naturali senza le cause naturali; ed è così che senza seme di uomo formò un corpo umano nel seno della Vergine».

Francesco Faà di Bruno indica diversi esempi biblici di «cambiamenti di sostanze»: alle parole di Mosè il bastone diventa serpente (Cfr. Es 7,10), e l'acqua del fiume diventa sangue (Cfr. Es 7,20); il profeta Eliseo rende commestibili erbe selvatiche amare, in tempo di carestia, per i suoi discepoli (Cfr. 2 Re 4,41); Gesù cambia l'acqua in vino alle nozze di Cana (Cfr. Gv 2,9); ecc.

Una proprietà della sostanza è «l'essere il tutto in ogni parte», per cui il corpo di Cristo «è tutto intiero in ciascuna ostia ed in ciascuna parte dell'ostia, come l'anima è tutta intiera in ciascuno de' membri del corpo». Questa verità è facilmente comprensibile se pensiamo che quando due cose sono realmente unite, ove esiste l'una esiste anche l'altra. Da tale principio ne consegue che Cristo, essendo in Cielo in corpo e anima e divinità, quando le parole sacramentali trasformano la sostanza del pane nella sostanza del corpo di Cristo, quivi si trovano pure la sua anima e la sua divinità. «Se il medesimo Spirito divino infatti è presente colla sua potenza in vari luoghi, non può essere potente a render presente in vari luoghi il medesimo corpo?». Con la transustanziazione, quindi, Cristo è contemporaneamente presente in Cielo e nell'Ostia. Allo stesso modo è pure presente nelle diverse parti dell'Ostia. Per meglio comprendere quest'ultimo concetto, si pensi ai frammenti d'uno specchio rotto che ripropongono tutti l'immagine di prima, come pure a ciascun frammento d'una calamita spezzata che diventa a sua volta una calamita.

Francesco Faà di Bruno, col suo argomentare, non intende «spiegare il gran mistero della Fede, ma solo provare che non è contrario, sebbene al dissopra della ragione».

Il non comprendere non coincide con l'impossibile, dato che i nostri sensi corporei non sono predisposti a vedere e sentire tutto. E riflette: «Nell'immagine focale d'una lente si vede raccolto come in un punto un panorama immenso di oggetti con tutti i loro colori, forme e posizioni; eppure tutto è aereo, penetrabile, quasi nulla di reale vi fosse!».


PROVA INTRINSECA DELLA S. EUCARISTIA.

Ma l'evidenza, la storia, i miracoli non bastano. La ragione vuol giungere sino al fondo di questo argomento, bramosa com'è di conoscere il perché dell'Eucaristia. Tale suo desiderio di arrivare alla «sostanza delle cose» prova «come questa sia propriamente il suo cibo».

Francesco Faà di Bruno, quindi, sviluppa tutto un discorso indirizzato alla ricerca di questa Verità.

«L'uomo porta in sé per natura una tendenza irresistibile ad amare». Essendo l'amore «un'espansione, un ingrandimento di se stesso», non c'è «amore completo, soddisfatto, senza il possesso». Infatti «il possedere non è forse unirsi all'oggetto desiderato, e questo possesso, questa unione non è una diffusione, ma ampliazione di noi stessi?». Dunque, se l'uomo, amando, si sente felice, trova «la massima sua felicità, allorquando sia giunto al massimo grado dell'essenza del suo amore, che è il massimo ingrandimento di se stesso». E qual è il massimo ingrandimento, se non quello di «unirsi [...] confondersi col suo proprio principio, con quell'essere essenziale [...] senza di cui insomma egli nulla sarebbe?». Ecco perché la felicità dell'uomo consiste «in un'unione perfetta col suo Dio».

La stessa cosa avviene da parte di Dio. Egli vuole «compiere con l'anima l'unione sua», realizzando un «possesso perfettissimo». Quindi il massimo grado di espansione dell'amore di Dio è «quello di dare tutto se stesso all'anima». Una prova di tutto questo è in Gesù Cristo, colui che ha «rialzato» l'uomo e l'ha «ricongiunto a Dio».

Riscattata l'anima, il Creatore desidera rimanervi eternamente unito, e sostenerla nel suo terrestre peregrinare, impedendole di «ricadere negli artigli di quel gran nemico, da cui solo il sangue d'un Dio potè liberarlo».

Da questo ragionare scaturisce la «gran verità fondamentale: che il fine della creazione delle anime è la loro unione con Dio, unione in cui convergono come nel loro riposo la gloria di Dio e la felicità suprema dell'uomo».

Il segno che sulla terra simboleggia questo tipo di unione non può che essere l'Eucaristia, dove Gesù Cristo «si fa una cosa sola coll'uomo per trarlo al Cielo con sé divinizzandolo». Alla sacra mensa, come il Pane diventa un tutt'uno col corpo dell'uomo, così l'uomo diventa un tutt'uno col corpo di Cristo.

La ragione che indaga, a questo punto, fa sua l'essenza della Verità trovata. Francesco Faà di Bruno scrive: «[ ...] rispondere il più precisamente possibile al perché dell'Eucaristia, direi l'Amore; se interpellato una seconda volta, l'Amore, se una terza, l'Amore. Sì: l'amor di Dio fu causa del massimo fra i miracoli, l'Eucaristia».


 


ORA IO INTERVERRÒ CON BRACCIO DI FERRO!

 


Carbonia, 17bis.11.2021  –  ore 10.23

Ora Io interverrò con braccio di ferro!

Amati figli, Io il vostro Dio Creatore vengo a risanare ogni cosa, …metterò a soqquadro la vostra vita, cercherò di aprirvi la mente alle Cose di Dio, quelle vere!

Vi fonderò come oro al crogiuolo, vi trasformerò alla Bellezza di Me. Sono Colui che tutto ha creato, sono il Principio e la Fine, l’Alfa e l’Omega, sono il vostro “Tutto” o uomini! Ma voi, non capite la grandezza che vi viene da Me, siete sordi e ciechi, il vostro modo di vivere è gestito da Lucifero, …voi lo avete permesso! …avete rinunciato alla Vita per seguire la Morte; avete abbandonato ciò che era la vostra felicità per abbracciare la sofferenza eterna. Oh! quale Padre, soffro! La mia agonia è grande! …vedo i miei figli abbracciare la morte, ma nulla posso, perché ho lasciato a loro libero arbitrio!

Figli miei, vi richiamo al ravvedimento con i miei appelli attraverso i miei profeti nel mondo, ma li snobbate, li prendete per pazzi, non accogliete nulla di ciò che Io vi mando per la vostra salvezza.

La Terra trema ovunque, i monti si sfarinano, i vulcani ruggiscono, i mari s’innalzano, …eppure nulla vi scuote, …dite che è sempre accaduto! …poveri figli miei e non più miei per vostra libera scelta, …Satana ha offuscato la vostra mente e vi ha resi sordi e ciechi!

Ora Io interverrò con braccio di ferro e vi metterò in condizioni da urlare il mio Santo Nome, …provocherò la vostra materialità, … avrete occhi per vedere e orecchi per udire.

La Giustizia Divina è in atto, a breve nulla più esisterà di ciò che è marcio, tutto verrà sanato. Basta! Il passato sparirà, il veniente mondo vi ricolmerà di Me.

State al mio seguito figli miei, lasciate che gli stolti vadano per la loro strada, ma voi pregate affinché si ravvedano, date il buon esempio.

Vi benedico.

Dio Padre Onnipotente Jahwè, Dio degli Eserciti.

 


L'ARMA DELLA PREGHIERA

 


L'ARMA DELLA PREGHIERA


I. LA PREGHIERA ESSENZIALE A DIO


"Allora tu chiamerai e il Signore ti risponderà; tu griderai ed egli dirà: "Eccomi". 14° versetto: Allora ti delizierai nel Signore, e io ti farò cavalcare sugli alti luoghi della terra e ti nutrirò con l'eredità di Giacobbe tuo padre, perché la bocca del Signore l'ha detto."- Isaia 58:9.

Non bisogna mai dimenticare che Dio Onnipotente governa questo mondo. Egli non è un Dio assente. La Sua mano è sempre sull'acceleratore degli affari umani. Egli è ovunque presente nelle preoccupazioni del tempo. "I suoi occhi vedono, le sue palpebre provano i figli degli uomini". Egli governa il mondo così come governa la Chiesa con la preghiera. Questa lezione deve essere enfatizzata, iterata e ripetuta nelle orecchie degli uomini dei tempi moderni e portata con forza cumulativa sulle coscienze di questa generazione i cui occhi non hanno visione delle cose eterne, le cui orecchie sono sorde verso Dio.

Nulla è più importante per Dio della preghiera nel trattare con gli uomini. Ma è altrettanto importante per l'uomo pregare. Non riuscire a pregare è un fallimento su tutta la linea della vita. È un fallimento nel dovere, nel servizio e nel progresso spirituale. Dio deve aiutare l'uomo con la preghiera. Chi non prega, quindi, si priva dell'aiuto di Dio e pone Dio dove non può aiutare l'uomo. L'uomo deve pregare Dio se deve esistere l'amore per Dio. La fede, la speranza, la pazienza e tutte le forze forti, belle e vitali della pietà sono inaridite e morte in una vita senza preghiera. La vita del singolo credente, la sua salvezza personale e le grazie cristiane personali hanno il loro essere, fiorire e fruttificare nella preghiera.

Tutto questo e molto di più si può dire sulla necessità della preghiera per l'essere e la cultura della pietà nell'individuo. Ma la preghiera ha una sfera più ampia, un dovere più obbligato, un'ispirazione più alta. La preghiera riguarda Dio, i cui scopi e piani sono condizionati dalla preghiera. La sua volontà e la sua gloria sono legate alla preghiera. I giorni dello splendore e della fama di Dio sono sempre stati i grandi giorni della preghiera. I grandi movimenti di Dio in questo mondo sono stati condizionati, continuati e modellati dalla preghiera. Dio si è messo in questi grandi movimenti proprio come gli uomini hanno pregato. La preghiera presente, prevalente, cospicua e dominante ha sempre portato Dio ad essere presente. La prova reale ed evidente di un'autentica opera di Dio è la prevalenza dello spirito di preghiera. Le forze più potenti di Dio caricano e impregnano un movimento quando le forze più potenti della preghiera sono presenti.

Il movimento di Dio per portare Israele dalla schiavitù egiziana ebbe il suo inizio nella preghiera. Così presto Dio e la razza umana posero il fatto della preghiera come una delle forze granitiche su cui i suoi movimenti mondiali dovevano essere basati.

La petizione di Hannah per un figlio iniziò un grande movimento di preghiera per Dio in Israele. Le donne che pregano, le cui preghiere come quelle di Hannah, possono dare alla causa di Dio uomini come Samuele, fanno più per la Chiesa e per il mondo che tutti i politici della terra. Gli uomini nati dalla preghiera sono i salvatori dello Stato, e gli uomini saturi di preghiera danno vita e impulso alla Chiesa. Sotto Dio sono salvatori e aiutanti sia della Chiesa che dello Stato.

Dobbiamo credere che il resoconto divino dei fatti sulla preghiera e su Dio è dato per ricordarci costantemente di Lui, ed essere sempre rinfrescati dalla fede che Dio tiene la Sua Chiesa per il mondo intero, e che il proposito di Dio si compirà. I suoi piani riguardanti la Chiesa saranno sicuramente e inevitabilmente realizzati. Questa testimonianza di Dio è stata data senza dubbio affinché possiamo essere profondamente impressionati dal fatto che le preghiere dei santi di Dio sono un grande fattore, un fattore supremo, nel portare avanti l'opera di Dio, con facilità e in tempo. Quando la Chiesa è in condizione di pregare, la causa di Dio fiorisce sempre e il Suo regno sulla terra trionfa sempre. Quando la Chiesa non riesce a pregare, la causa di Dio decade e prevale il male di ogni tipo. In altre parole, Dio opera attraverso le preghiere del Suo popolo, e quando questo viene meno a questo punto, ne consegue la decadenza e la morte. È secondo i piani divini che la prosperità spirituale arriva attraverso il canale della preghiera. I santi che pregano sono gli agenti di Dio per portare avanti la Sua opera salvifica e provvidenziale sulla terra. Se i suoi agenti Lo deludono, trascurando di pregare, allora la Sua opera fallisce. Gli agenti dell'Altissimo che pregano sono sempre precursori della prosperità spirituale.

Gli uomini della Chiesa di tutte le epoche che hanno retto la Chiesa per Dio hanno avuto in abbondanza e ricchezza il ministero della preghiera. I governanti della Chiesa che le Scritture rivelano hanno avuto la preminenza nella preghiera. Possono essere stati eminenti nella cultura, nell'intelletto e in tutte le forze naturali o umane; o possono essere stati umili per quanto riguarda le capacità fisiche e i doni nativi; tuttavia in ogni caso la preghiera era la forza più potente nel governo della Chiesa. E questo era così perché Dio era con e in quello che facevano, perché la preghiera ci riporta sempre a Dio. Riconosce Dio e porta Dio nel mondo per operare, salvare e benedire. Gli agenti più efficienti nel diffondere la conoscenza di Dio, nel proseguire la Sua opera sulla terra e nel fungere da frangiflutti contro i flutti del male, sono stati i capi della Chiesa che pregano. Dio dipende da loro, li impiega e li benedice.

La preghiera non può essere ritirata come forza secondaria in questo mondo. Farlo significa ritirare Dio dal movimento. È rendere Dio secondario. Il ministero di preghiera è una forza che coinvolge tutti. Deve essere così, per essere una forza. La preghiera è il senso del bisogno di Dio e la richiesta dell'aiuto di Dio per soddisfare questo bisogno. La stima e il posto della preghiera sono la stima e il posto di Dio. Dare alla preghiera il posto secondario è rendere Dio secondario negli affari della vita. Sostituire altre forze alla preghiera, ritira Dio e materializza l'intero movimento.

La preghiera è una necessità assoluta per il corretto svolgimento dell'opera di Dio. Dio l'ha reso tale. Questa deve essere stata la ragione principale per cui nella Chiesa primitiva, quando la lamentela che le vedove di alcuni credenti erano state trascurate nell'amministrazione quotidiana I dodici convocarono i discepoli e dissero loro di cercare sette uomini "pieni di Spirito Santo e di saggezza", che avrebbero nominato a capo di quell'opera benevola, aggiungendo questa importante affermazione: "Ma noi ci dedicheremo continuamente alla preghiera e al ministero della Parola". Sicuramente si rendevano conto che il successo della Parola e il progresso della Chiesa dipendevano in senso preminente dal loro "darsi alla preghiera". Dio poteva operare efficacemente attraverso di loro nella misura in cui essi si davano completamente alla preghiera.

Gli apostoli dipendevano dalla preghiera come gli altri. Il lavoro sacro, le attività della chiesa, possono impegnarci e assorbirci così tanto da ostacolare la preghiera, e quando ciò avviene, ne conseguono sempre risultati negativi. È meglio lasciare andare il lavoro per difetto che lasciare andare la preghiera per negligenza. Ciò che influisce sull'intensità della nostra preghiera influisce sul valore del nostro lavoro. "Troppo occupato per pregare" non è solo la nota chiave per la ricaduta, ma rovina anche il lavoro fatto. Niente è ben fatto senza preghiera per la semplice ragione che lascia Dio fuori dal conto. È così facile essere sedotti dal bene trascurando il meglio, finché sia il bene che il meglio periscono. Quanto facilmente gli uomini, anche i capi di Sion, possono essere indotti dalle insidiose astuzie di Satana a ridurre la nostra preghiera nell'interesse dell'opera! Come è facile trascurare la preghiera o abbreviare la nostra preghiera semplicemente con la scusa che abbiamo del lavoro della Chiesa tra le mani. Satana ci ha efficacemente disarmato quando può tenerci troppo occupati a fare cose per fermarci a pregare.

"Dedicatevi continuamente alla preghiera e al ministero della parola". La versione riveduta dice: "Continueremo con costanza nella preghiera". L'implicazione della parola usata qui significa essere forti, costanti, essere dedicati a, continuare con cura costante, farne un'attività. Troviamo la stessa parola in Col. 4:12, e in Romani 12:12, che è tradotto: "Continuare istantaneamente nella preghiera".

Gli apostoli erano sotto la legge della preghiera, la quale legge riconosce Dio come Dio, e dipende da Lui per fare per loro ciò che non farebbe senza la preghiera. Erano sotto la necessità della preghiera, proprio come lo sono tutti i credenti, in ogni epoca e in ogni clima. Dovevano dedicarsi alla preghiera per rendere efficiente il loro ministero della Parola. L'attività di predicazione vale molto poco se non è in diretta collaborazione con l'attività di preghiera. La predicazione apostolica non può essere portata avanti se non c'è una preghiera apostolica. Ahimè, questa chiara verità è stata così facilmente dimenticata da coloro che ministrano nelle cose sante! Senza criticare in alcun modo il ministero, riteniamo che sia giunto il momento che qualcuno dichiari ai suoi membri che una predicazione efficace è condizionata da una preghiera efficace. La predicazione che ha più successo è quel ministero che ha molta preghiera. Forse si potrebbe arrivare a dire che è l'unico tipo che ha successo. Dio può usare potentemente il predicatore che prega. Egli è il messaggero scelto da Dio per il bene, che lo Spirito Santo si diletta ad onorare, l'agente efficiente di Dio nel salvare gli uomini e nell'edificare i santi. In Atti 6:1-8 abbiamo la registrazione di come, molto tempo fa, gli apostoli sentirono che stavano perdendo - avevano perso - il potere apostolico perché non avevano sollievo da certi doveri in per potersi dedicare di più alla preghiera. Così si fermarono perché scoprirono con rammarico che erano troppo carenti nella preghiera. Senza dubbio mantenevano la forma di pregare, ma era seriamente carente nell'intensità e nella quantità di tempo che vi dedicavano. Le loro menti erano troppo preoccupate per le finanze della Chiesa. Proprio come al giorno d'oggi troviamo in molti luoghi sia laici che ministri così impegnati a "servire ai tavoli", che sono clamorosamente carenti nella preghiera. Infatti, negli affari della Chiesa di oggi, gli uomini sono considerati religiosi perché danno gran parte del loro denaro alla Chiesa, e gli uomini sono scelti per posizioni ufficiali non perché sono uomini di preghiera, ma perché hanno la capacità finanziaria di gestire le finanze della Chiesa e di ottenere denaro per la Chiesa.

Ora questi apostoli, quando esaminarono questa questione, decisero di mettere da parte questi ostacoli che crescevano dalle finanze della Chiesa, e decisero di "darsi alla preghiera". Non che queste finanze dovessero essere ignorate o messe da parte, ma si potevano trovare laici ordinari, "pieni di fede e di Spirito Santo", uomini veramente religiosi, che potessero facilmente occuparsi di questi affari di denaro senza intaccare minimamente la loro pietà o la loro preghiera, dando così loro qualcosa da fare nella Chiesa, e allo stesso tempo togliendo il peso agli apostoli che ora avrebbero potuto pregare di più, e pregare di più, essere benedetti essi stessi nell'anima, e allo stesso tempo fare più efficacemente l'opera a cui erano stati chiamati.

Si accorsero anche, come non si erano accorti prima, che erano così pressati dall'attenzione alle cose materiali, cose giuste in se stessi, che non potevano dare alla preghiera quella forza, quell'ardore e quel tempo che la sua natura e importanza richiedevano. E così scopriremo, sotto un attento esame di noi stessi a volte, che le cose legittime, le cose giuste in se stesse, le cose lodevoli, possono impegnare così tanto la nostra attenzione, preoccupare così tanto la nostra mente e attrarre così tanto i nostri sentimenti, che la preghiera può essere omessa, o almeno può essere dato molto poco tempo alla preghiera. Come è facile scivolare via dal ripostiglio! Persino gli apostoli dovevano sorvegliare se stessi in quel punto. Quanto dobbiamo sorvegliare noi stessi allo stesso punto! Le cose legittime e giuste possono diventare sbagliate quando prendono il posto della preghiera. Le cose giuste in sé possono diventare cose sbagliate quando si permette loro di fissarsi smodatamente nei nostri cuori. Non sono solo le cose peccaminose che fanno male alla preghiera. Non sono solo le cose discutibili che devono essere evitate. Ma sono le cose che sono giuste al loro posto, ma che sono permesse per deviare la preghiera e chiudere la porta del ripostiglio, spesso con l'auto-confortante motivo che "siamo troppo occupati per pregare".

Forse questo ha avuto tanto a che fare con la rottura della preghiera familiare in quest'epoca quanto qualsiasi altra causa. È a questo punto che la religione familiare è decaduta, e proprio qui c'è una causa del declino della riunione di preghiera. Gli uomini e le donne sono troppo occupati in cose legittime per "darsi alla preghiera". Altre cose hanno il diritto di precedenza. La preghiera viene messa da parte o resa secondaria. Gli affari vengono prima. E questo significa non sempre che la preghiera è seconda, ma che la preghiera è messa completamente fuori. Gli apostoli sono arrivati direttamente a questo punto, e determinato che anche gli affari della Chiesa non devono influenzare le loro abitudini di preghiera. La preghiera deve venire prima. Allora sarebbero stati nei fatti e nella verità i veri agenti di Dio nel Suo mondo, attraverso i quali Egli avrebbe potuto operare efficacemente, perché erano uomini che pregavano, e quindi si sarebbero messi direttamente in linea con i Suoi piani e scopi, che erano quelli di operare attraverso uomini che pregavano. Quando la lamentela giunse alle loro orecchie, gli apostoli scoprirono che ciò che stavano facendo non serviva pienamente i fini divini di pace, gratitudine e unità, ma il malcontento, le lamentele e la divisione erano il risultato del loro lavoro, che aveva troppo poca preghiera in esso. E così la preghiera fu messa in primo piano.

Gli uomini che pregano sono una necessità nel portare avanti il piano divino per la salvezza degli uomini. Dio l'ha reso tale. È Lui che ha stabilito la preghiera come un'ordinanza divina, e questo implica che siano gli uomini a pregare. Quindi gli uomini che pregano sono una necessità nel mondo. Il fatto che così spesso Dio abbia impiegato uomini di preghiera per realizzare i suoi fini prova chiaramente la proposizione. È del tutto superfluo citare tutti i casi in cui Dio si è servito delle preghiere di uomini giusti per realizzare i Suoi graziosi disegni. Il tempo e lo spazio sono troppo limitati per una lista. Tuttavia uno o due casi potrebbero essere citati. Nel caso del vitello d'oro, quando Dio intendeva distruggere gli israeliti a causa del loro grande peccato di idolatria, nel momento in cui Mosè stava ricevendo la legge per mano di Dio, l'essere stesso di Israele era in pericolo, perché Aronne era stato spazzato via dalla forte marea popolare dell'incredulità e del peccato. Tutto sembrava perduto tranne Mosè e la preghiera, e la preghiera divenne più efficiente e prodigiosa in favore di Israele che il bastone magico di Aronne. Dio era determinato a distruggere Israele e Aronne. La sua ira si accese. Era un'ora spaventosa e critica. Ma la preghiera fu l'argine che trattenne la furia desolante del cielo. La mano di Dio fu tenuta ferma dall'intercedere di Mosè, il potente intercessore.

Mosè era deciso a liberare Israele. Fu per lui una lunga ed estenuante lotta di preghiera per quaranta giorni e quaranta notti. Non per un momento rilassò la sua presa su Dio. Nemmeno per un momento lasciò il suo posto ai piedi di Dio, anche per il cibo. Nemmeno per un momento moderò la sua richiesta o attenuò il suo grido. L'esistenza di Israele era in bilico. L'ira di Dio Onnipotente deve essere fermata. Israele deve essere salvato a tutti i rischi. E Israele fu salvato. Mosè non avrebbe lasciato Dio da solo. E così, oggi, possiamo guardare indietro e dare il merito dell'attuale razza degli ebrei alla preghiera di Mosè secoli fa.

La preghiera perseverante vince sempre; Dio cede all'importunità e alla fedeltà. Non ha cuore di dire di no a una preghiera come quella di Mosè. In realtà il proposito di Dio di distruggere Israele viene cambiato dalla preghiera di questo uomo di Dio. Non è che un'illustrazione di quanto valga una sola preghiera in questo mondo, e quanto dipenda da lui.

Quando Daniele, in Babilonia, rifiutò di obbedire al decreto del re di non chiedere alcuna petizione a nessun dio o uomo per trenta giorni, egli chiuse gli occhi di fronte al decreto che lo avrebbe allontanato dalla sua stanza di preghiera, e rifiutò di essere dissuaso dall'invocare Dio per paura del conseguenze. Così "si inginocchiò tre volte al giorno", e pregò come aveva fatto prima, lasciando tutto a Dio per quanto riguarda le conseguenze di questa disobbedienza al re.

Non c'era nulla di impersonale nella preghiera di Daniele. Aveva sempre un obiettivo, ed era un appello a un grande Dio, che poteva fare tutte le cose. Non c'era nessuna coccola di sé, né la ricerca di influenze soggettive o riflesse. Di fronte al terribile decreto che lo precipita dal luogo e dal potere nella fossa dei leoni, "si inginocchiava tre volte al giorno e rendeva grazie a Dio come prima". Il grazioso risultato fu che la preghiera mise le mani su un braccio onnipotente, che si interpose in quella tana di leoni feroci e crudeli e chiuse loro la bocca e preservò il Suo servo Daniele, che Gli era stato fedele e che Lo aveva invocato per protezione. La preghiera di Daniele fu un fattore essenziale per sconfiggere il decreto del re e per scoraggiare i governanti malvagi e invidiosi, che avevano teso una trappola a Daniele per distruggerlo e togliergli il posto e il potere nel regno.

Bounds, Edward M.