mercoledì 4 novembre 2026

Abbiamo compassione delle povere anime!

 


Abbiamo compassione delle povere anime!


Esempio

L’Opera Espiatoria di Montligeon ha pubblicato, con l’approvazione dell’autorità ecclesiastica, il seguente fatto:

Nel mese di settembre del 1870, una religiosa del monastero delle Suore Redentoriste di Hal, in Belgio, sentì improvvisamente una profonda tristezza che non la lasciava giorno e notte. La povera Suor Maria Serafina del Sacro Cuore divenne un enigma per sé stessa e per la comunità. Poco dopo, giunse la notizia della morte del padre della buona suora, sui campi di battaglia. Da quel giorno, la religiosa cominciò a sentire gemiti angoscianti e una voce che le diceva sempre:

– Mia figlia carissima, abbi pietà di me! Abbi pietà di me!

Il 4 ottobre, nuovi tormenti per la suora e un mal di testa insopportabile. Il 14 ottobre, di notte, quando si mise a letto, ella vide, tra il letto e il muro della cella, il padre circondato dalle fiamme e immerso in una profonda tristezza. Non poté trattenere un grido di dolore e di stupore. Il 15 ottobre, alla stessa ora, mentre recitava la Salve Regina, vide di nuovo il padre tra le fiamme. A quella vista, la suora chiese al padre se avesse commesso qualche ingiustizia nei suoi affari.

– No, rispose lui, non ho commesso alcuna ingiustizia. Soffro per le mie continue impazienze e per altre colpe che non posso dirti.

Il 27, nuova apparizione. Questa volta non era circondato dalle fiamme. Si lamentò di non essere alleviato perché non si era pregato abbastanza per lui.

– Padre mio, non sai che noi religiose non possiamo pregare tutto il giorno? Abbiamo i lavori della Regola.

– Io non chiedo questo, disse lui; voglio che per me vengano applicate le intenzioni, le indulgenze. Se non mi aiuterai, ti tormenterò.

Dio lo permise! Oh! figlia mia, ricorda che ti sei offerta al Nostro Signore come vittima. Ecco la conseguenza. Guarda, guarda, figlia mia, questa cisterna piena di fuoco in cui sono immerso! Siamo qui centinaia. Oh! se sapessero che cos’è il purgatorio, soffrirebbero tutto, tutto, per evitarlo e per alleviare le anime che là sono prigioniere. Devi essere una religiosa molto santa, figlia mia, e osservare bene la Santa Regola, anche nei punti più insignificanti. Il purgatorio delle religiose, oh! è una cosa terribile, figlia mia!

Suor Maria Serafina vide realmente una cisterna in fiamme, da cui uscivano nuvole nere di fumo. E il padre scomparve come abrasato, soffocato orribilmente, assetato, aprendo la bocca e mostrando la lingua riarsa:

– Ho sete, figlia mia, ho sete!

Il giorno seguente, la stessa dolorosa apparizione:

– Figlia mia, da tanto tempo che non ti vedo!

– Padre mio, proprio ieri...

– Oh! mi sembra un’eternità... se io dovessi restare in purgatorio tre mesi, sarebbe un’eternità... Ero condannato a diversi anni, ma devo alla Nostra Signora, che ha interceduto per me, se la pena è stata ridotta ad appena alcuni mesi.

Questa grazia di poter venire a chiedere preghiere il buon uomo la ottenne con le sue buone opere, poiché era estremamente caritatevole e devoto di Maria. Riceveva la comunione in tutte le feste della Vergine e aiutò molto nella fondazione di una casa di carità delle Piccole Suore dei Poveri della diocesi.

Suor Maria Serafina pose diverse domande al padre:

– Le anime del purgatorio conoscono quelli che pregano per loro e possono pregare per noi?

– Sì, figlia mia.

Molte anime soffrono sapendo che Dio è offeso in mezzo alle loro famiglie e nel mondo?

– Sì. La Sorella, guidata dal suo confessore e dalla Superiora, continuò a interrogare il padre:

– È vero, padre mio, che tutti i tormenti della terra e dei martiri sono molto al di sotto della sofferenza del purgatorio?

– Sì, figlia mia, è proprio vero tutto questo...

Chiese se tutte le persone che appartengono alla Confraternita del Carmelo vengano liberate dal purgatorio il primo sabato dopo la morte.

– Sì, rispose lui, ma bisogna essere fedeli agli obblighi della Confraternita.

– È vero che ci sono anime che devono restare in purgatorio fino a cinquanta anni?

– Sì. Alcune sono condannate a espiare i propri peccati fino alla fine del mondo. Sono anime molto colpevoli e sono abbandonate. Ci sono tre cose che Dio punisce e che attirano la maledizione sugli uomini: la violazione della domenica con il lavoro, il vizio impuro che è diventato molto comune e le bestemmie. Oh! figlia mia, le bestemmie sono orribili e provocano l’ira di Dio.

Da quel giorno fino alla notte di Natale, l’anima tormentata del suo buon padre appariva sempre alla Sorella Maria Serafina, per la quale lei e la comunità pregavano e facevano penitenze. Alla prima Messa di Natale, la buona Sorella vide suo padre all’ora dell’elevazione, brillante come il sole, di una bellezza incomparabile.

– Ho finito il mio tempo di espiazione, figlia; vengo a ringraziare te e le tue Sorelle per le preghiere e i suffragi. Pregherò per tutte voi in cielo.

E, entrando nella cella di primo mattino, la Sorella Serafina vide ancora una volta l’anima del padre risplendente di luce e di bellezza, che diceva:

– Chiederò per la tua anima, figlia, una perfetta conformità alla volontà di Dio e la grazia di entrare in cielo senza passare per il purgatorio.

E scomparve in un oceano di luce e di bellezza.

Questi fatti si verificarono da ottobre a dicembre del 1870 e furono sottoposti al vaglio di un severo e rigoroso esame da parte delle autorità ecclesiastiche prima di essere pubblicati e ampiamente diffusi dall’Opera Espiatoria di Nostra Signora di Montiglion, in Francia.

Mons. Ascanio Brandao


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