venerdì 31 luglio 2020

Quando le tenebre avvolgeranno la terra e in poco tempo l‘oscurità avvolgerà città enormi e peccatrici, verrà la giustizia per mezzo della distruzione e dello sterminio.



7° anno profetico
Messaggio ricevuto da Discipulo il 24 giugno del 2018

Dice Il Signore

Colui che è l’Alfa e l’Omega.

Passerà un tempo ed arriverà un altro tempo in cui i popoli e le nazioni della Terra saranno totalmente assorbiti dalla Grande effusione del Mio Cuore.


Questo dice il Signore in questo messaggio, data in cui inizia l’anno profetico.
Queste sono le manifestazioni dello Spirito che parla attraverso la bocca dei profeti, questa è la volontà di Mio Padre.

Questa è la volontà di Mio Padre, Padre dell’umanità, Padre della scienza e della conoscenza.
 

L'intero universo entrerà in confusione durante il tempo del nuovo anno profetico, i popoli, le razze e le nazioni saranno confusi con un potere ingannatore che Mio Padre permetterà, così che quelli che sono nella Verità possano sostenersi nella Verità e quelli che vivono senza speranza,  riacquistino speranza.

Per i Miei figli fedeli che hanno deciso di lasciare tutto, di cominciare a formarsi nel Mio Amore e nella conoscenza della Mia Parola, per voi Ho la salvezza assicurata, perché voi rimanete nel mio Cuore, perché Io conosco ognuno dei vostri bisogni, perché in Me c'è bontà e misericordia, perché in Me il piano Divino si realizza su tutta la creazione, perché in Me hanno consistenza tutte le cose, sia qui sulla terra che lassù in Cielo.
 

Tutte le cose per Mio mezzo sono state create, in vista di Me e di Me solo.
Io sono il Giudice dei vivi e dei morti e quando pronuncio una sentenza, questa è inappellabile, perché giudico secondo il Mio Cuore e non Mi baso  sul cuore degli uomini per compiere i Miei giudizi.
Perché Io Sono la Rettitudine, Io Sono il bene ed Io Sono la pace.
Possiedo la scienza della vera conoscenza e Mi è stata data la Spada del Trionfo, mi è stata data la torcia della Parola che illumina i cuori. 

Io Sono il candelabro principale che sostiene le sette Chiese.
Io Sono il Primo e l’Ultimo, il Giudice dei vivi e dei morti.

O umanità, il tempo che state vivendo si è accorciato ed il tempo e lo spazio sono trascorsi così in fretta, che il tempo-spazio Dio e lo spazio-uomo diventeranno uno solo in questo anno profetico.  

Il potere d’inganno che è già nel mondo, sta operando adesso, perché questa è l’ora del mistero dell’iniquità, affinché tutto quello che è occulto e nell’ombra sia conosciuto, perché non c’è niente di occulto che non si saprà, né niente di nascosto che non si manifesterà.


Vi dico queste cose prima che succedano, perché sul mondo tornerà il silenzio di Mio Padre ed i profeti verranno silenziati, sparirà la Parola dalle loro labbra, quella Parola che fu per istruire, per guidare nell’amore, nella speranza e nella fede!

Ora combatterete con lo spirito giusto questa battaglia, con le armi della fede e chi rimarrà saldo, chi riuscirà a superare tutte le tribolazioni e a rimanere ancora in piedi, riceverà la Corona di Gloria che Io stesso gli metterò sul capo e gli dirò: Vieni, benedetto Mio, perché nel tempo che ti ho assegnato sulla terra ed in cui ti permisi di vivere, hai fatto la Mia Volontà e non la tua.

Sei stato con Me nella lotta e nella prova della Mia Chiesa e sei rimasto saldo. Niente ti ha fatto cambiare, hai vissuto di Me e della Mia Parola e del Mio Amore si sostentava la tua anima con l’Alimento del Mio Corpo e del Mio Sangue. Scorrevo nelle tue vene, facevo parte delle tue cellule, facevo parte del tuo essere.
Io sono unito a te popolo Mio, sono unito a te figlio Mio, grazie a questo Mistero.
Perché, così come il Padre è Una cosa sola con Me, anch’Io sono Una cosa sola con coloro che Mi onorano e che compiono la Mia Volontà.

Chi compie la Mia Volontà, sarà onorato da Mio Padre ed Egli lo farà sedere alla mensa dei giusti!  

Quando le tenebre avvolgeranno la terra e in poco tempo l‘oscurità avvolgerà città enormi e peccatrici, verrà la giustizia per mezzo della distruzione e dello sterminio.
Ci sarà pianto e dolore e le donne saranno sempre vestite di nero, come a lutto.
E un grande grido salirà dalla terra al cielo, ma questo grido rimarrà senza risposta, perché al momento opportuno ho parlato e non sono stati capaci di ascoltare la Mia Voce...

Tutti i continenti, senza alcuna eccezione, tutti i popoli, tutte le razze della terra, saranno coinvolti nella Giusta Ira di Mio Padre, saranno provati i giusti, saranno provati a causa della Fede.

Che nessuno esca reprobo da questa prova, figli Miei, perché se vi sosterrete al Mio Braccio, sarete sicuri della vittoria sulle forze del male ed Io vi stabilirò in ciascuna delle regioni della terra che Mio Padre ha destinato per creare il Nuovo Regno del Cielo Nuovo e della Terra Nuova.


Io Sono Colui che Sono, Colui che deve venire e Colui che verrà. Davanti a Me ci sono i morti, davanti a Me c’è l’Ade, davanti a Me sta la terra intera nella sua profondità, nella sua larghezza, nella sua lunghezza, nella sua bellezza, nella sua maestosità.


O anime vittime e sofferenti, in quest’anno profetico alzate gli occhi al Cielo per contemplare la Gloria di Mio Padre, assiso in mezzo ai Cherubini mentre i Cherubini Lo stanno lodando, benedicendolo per la Sua Maestà..

Quel “Io Sono Colui che Sono”, Nome benedetto, sta con voi, Mio piccolo gregge!


Vi ho convocato alla battaglia finale, vi ho consegnato le armi.
Oggi non c'è il coprifuoco, oggi dobbiamo uscire per combattere, senza paura, senza codardia, dobbiamo denunciare il peccato ed annunciare la verità. La verità e la mia Giustizia!

O ... amati predicatori Miei che dal pulpito usate la Mia Parola per correggere, per insegnare e per indottrinare, sappiate che l'uso improprio della Mia Parola sarà punito con il fuoco dell'inferno, perché la Mia Parola non è fatta per ingannare, ma per risvegliare alla Verità.

Uomini e donne della terra, tremate con santo timore e rispetto nella Casa di Mio Padre, uomini e donne di questa generazione adultera e perversa, ascoltate le ultime grida del profeta, levate il cuore e pensate giustamente che i tempi della fine sono giunti a voi!
Tempi di persecuzione, tempi di divisione, tempi di conformismo, tempi di malvagità, tempi di controllo e di dominio mondiale.
 

I governi si sono associati, i governi traditori della Mia Parola si sono associati per dare inizio alla guerra di distruzione di massa.
Ci sarà pianto e dolore sulla terra, ma voi invocate misericordia, voi siate certi che tramite la preghiera vi giungerà la Mia protezione, una protezione Celeste oltre ogni misura…
 
Tremate abitanti della terra, perché la Giustizia di Dio è su di voi.

Tremate di rispetto e di santo timore nella Casa di Dio, Mio Padre, tempio sacro dove si realizza e si manifesta il potere della Parola che si compirà prima o poi, perché niente né nessuno lo può impedire o fermare.
 

C’è un grande potere sulla terra, che Ho concesso a pochissimi dei Miei figli per vincere e per distruggere le opere del male, per seminare e sradicare quello che è stato seminato, per piantare dove non è stato seminato, la pioggia e la rugiada dei cieli arriverà al momento opportuno.

Lo Spirito verrà e vi darà nuova vita in tutta la terra, una grande forza abbraccerà il Globo e nessun paese né nessun popolo, sarà esente da questa forza e dalla gran luce che proviene dal Mio Sacro Cuore.

Ci saranno soprusi ed assassinii in maggior numero di quanto sia sempre successo, ci sarà una grande attività sismica e vulcanica come non c’è mai stata, come mai è successo nel corso della storia.
 

Il mondo entrerà in una specie di ansietà e ci sarà paura e terrore nelle strade, nei paesi gli spiriti maligni vagheranno coperti dalle ombre oscure della notte, distruggendo tutto quello che si chiama vita e tutto quello che è gradito ai Miei occhi.

L’essere umano si è esacerbato nel creare vere idolatrie. Su alti monti hanno fatto tra di loro, dedicazioni, consacrazioni al Mio nemico, hanno fatto cadere in anatema molti popoli della terra.

Per questo i giovani non scoprono il senso della vita, perché lo hanno perso poco a poco o glielo hanno fatto perdere gli iniqui e perversi piani dell’anticristo, come pure hanno perso la loro forza di volontà, il loro raziocinio, la loro capacità di vedere e di comprendere le cose in base allo stile di vita di ogni individuo.

Figli Miei, tremate di pentimento e di santo timore di Dio, perché l’Angelo sta già tenendo la spada ed ha ricevuto l’ordine di falciare la vita di molti, di distruggere popoli e nazioni per mezzo della guerra.

In questi paesi che tanto amo e che Mia Madre ha benedetto con le rose sulla montagna del Tepeyac, si scatenerà la violenza!

Ah… nazione Mia, per quanto hai peccato, la tua sentenza pende nel Cielo, ti è stata data l’opportunità di convertirti e di pentirti delle tue cattive opere, però i tuoi abomini sono arrivati al Trono di Mio Padre e questa stessa cosa è successa in altri paesi, nel mondo intero.

Quasi non ci sono più giusti, pochissimi sono i giusti che erediteranno la terra. Sono pochi i Miei figli che credono e che promuovono gli avvertimenti ed i messaggi del Cielo per l’umanità di questi tempi!

Ti è stato detto, Discipulo Mio!
Così è e così sarà!


Colui che è Re dei re e Signore dei signori, ha parlato!

Che nessuno si presenti davanti a Me, pieno del fango del peccato e dell’impurezza, dell’indifferenza, dell’indecisione!
Che nessuno si presenti davanti a Me, pieno di superbia!
Che nessuno si presenti davanti a Me, pieno di vanagloria!
 

Invece piegate il capo e pensate per un momento che il potere di Mio Padre,
potrebbe distruggere la terra intera, se solo Lui lo volesse, se solo pronunciasse una parola!!!

Santo timore di Dio e rispetto di Dio nella Mia Casa, dice il Signore, l’Alfa e l’Omega, l’Uomo dagli occhi penetranti, Colui che impugna la Verga di ferro per governare popoli e nazioni, Colui che è stato benedetto e che riceve la forza, l’onore, la gloria e il potere!
 

Io Gesù,  Giusto Giudice di popoli e nazioni, metto su una bilancia i comportamenti, i piani, i progetti, starò dalla parte di tutti coloro che parlano della giustizia e della verità.
Dove si proibirà la Parola, dove si proibirà la preghiera, arderà il fuoco della Collera del Mio Padre Celeste, che purificherà tutto tramite questo elemento.

Quando l’asteroide avrà arrossato l’atmosfera della terra, allora vi troverete di fronte alla grande tormenta solare, che interromperà le comunicazioni, che aprirà la terra! E molti si confonderanno, credendo che sia la fine del mondo.

Però i più saggi, i più istruiti, i più umili, vedranno che è giunta l’Ora del Mio Trionfo sulle forze del male e su tutte quelle comunità che si sono stabilite secondo l’ordine delle 12 Tribù d’Israele.

Mio Padre, Mio piccolo gregge dell’occidente, vi ha concesso di affidare il Regno alle piccole cellule del Mio Rimanente fedele.

Badate alla vostra purezza, badate alle vostre conversazioni, badate ai vostri pensieri…
Perché tutto giunge al Cielo e niente rimane nascosto.
Perché Io, Il Signore, scruto tutto e sento tutto.
Perché Io sento il pianto delle madri per i loro figli.
Perché Io sento la tristezza di coloro che soffrono ingiustamente quello che non avrebbero dovuto soffrire su questa terra, una croce che non era Mia,

una croce che non hanno saputo portare adeguatamente ed una croce che hanno voluto portare volontariamente e che non è Mia.
È molto differente dalla Mia Croce figli Miei, la Mia Croce è dolore, la Mia Croce è abnegazione, la Mia Croce significa donazione costante e abnegata, la Mia Croce significa dolore e sofferenza.
Chi la pensa in modo diverso, chi la pensa in un altro modo, o amata umanità, è in errore ed il diavolo lo ha ingannato.
Perciò, seguite le Mie Orme, passo dopo passo e non ve ne allontanate, anche se la croce della sofferenza vi sembrerà pesante. Imparate da Me, amata umanità, a portare la croce ed aiutate anche gli altri a portare la loro croce.

Questo è il mandato del Mio Cuore per questo anno profetico.
 

Non c’è più tempo per tornare indietro. Non c’è più tempo per raccogliere quello che è stato seminato. 
Questo è il tempo della rinuncia e del sacrificio.
Questo è il tempo della chiarezza di pensiero, è il tempo della conformazione nell'universo dello spazio esteriore, delle stelle, dei pianeti, dell'intero sistema solare, è il momento della preparazione immediata affinchè tutto quello che è stato annunciato succeda.
Un accadimento dopo l’altro, come è stato profetizzato.

In questo anno profetico… o amata umanità, abbandonate le esitazioni e le comodità se volete trovare la grazia di almeno sopravvivere nei tempi di prova e della Mia Purificazione!

Dovete sentire rispetto e santo timore per le cose divine,non burlatevi dei consacrati e non attaccateli, perché è per loro tramite che vi giunge la Mia Grazia e la Mia Parola.

Riflettete un momento su quale sarebbe il vostro destino finale, se in questo momento che state vivendo, accadessero all’improvviso tutti questi avvenimenti.
 

O amata umanità, abbandonate la pigrizia, abbandonate i vizi, abbandonate i vostri odi e rancori ed unitevi al Mio Sacro Cuore, che vi garantisce l’unità ed il trionfo…

Sia benedetto il Nome di Mio Padre!
Sia benedetto il Nome del Mio Spirito Santo Dio!
Sia benedetto il Mio Nome su tutti voi ed il Santo nome di San Giuseppe, Mio padre adottivo, che vi guida e vi protegge!

Sia benedetto il Cuore della Mia Santa Madre, che in quest’ora ed in questo giorno vi benedice con l’amore più sublime e tenero, con l’amore più sensibile, con l’amore che avvolge tutto, con l’amore di una Madre che desidera attirarvi tutti al Suo Cuore e proteggervi, colmarvi di tenerezza e di forza, perché questo è il Cuore della Mia Santa Madre.

Venite tutti a Lei o umanità! E rifugiatevi in quel Cuore che batte a volte con allegria, a volte con tristezza, a volte con il pianto, a volte con dolore, a volte con gioia, a volte con giubilo, affinché sia esaltato su tutti i popoli della terra il Mio Santo Nome ed in questo modo si rinnovi l’Alleanza con il Padre e la Promessa che Mio Padre volle stabilire con il Mio Sangue, nel mondo intero!!
 

Così vi parla Il Giudice delle Nazioni, Il Giudice dei vivi e dei morti, l’Alfa e l’Omega, il Principio e la fine!!!
Io Sono Gesù, il Giusto Giudice!!!

Padre Pio di Pietrelcina, il primo Sacerdote stigmatizzato



Sulla Domenica del Corriere dell'Agosto del 1924 (n. 32) anno 25, oltre la fotografia del Padre e del Convento di S. Giovanni Rotondo, vi erano stampate le seguenti parole: 


UN FRATE IN FAMA DI SANTITÀ  

Nel convento dei Cappuccini di S. Giovanni Rotondo fra i monti del Gargano, vive Padre Pio di Pietrelcina, di anni 35, che il 23 settembre 1918, mentre pregava, cadde in estasi; quando si riebbe aveva ed ha tuttora le stigmate alle mani, ai piedi, ed al costato sinistro, eguali a quelle di Gesù. Da allora non si sa come, cominciò a diffondersi la voce di guarigioni miracolose, ottenute per intercessione di Padre Pio, tanto che la superiore Congregazione del Santo Ufficio ritenne opportuno intervenire e dichiarò: «premessa un'inchiesta sui fatti attribuiti a Padre Pio, che non constava della soprannaturalità di tali fatti». Tuttavia la fama del frate continua, e si citano numerosi casi di guarigioni, e il paese di S. Giovanni Rotondo è meta di visite anche di autorevoli personaggi. Presentiamo ai lettori il ritratto del Frate e la veduta del convento che lo ospita».  

Questo si legge sulla Domenica del Corriere di allora.  

Per ciò che si riferisce alla fotografia del Padre e del Convento, rimando alle illustrazioni che riproduco nel volume. (Vedi Tavole N. 5 - 6 - 7 - 8).  

Molti furono i giornali che parlarono del Padre. Tutti gli articoli non li riporto, poiché troppo lungo sarebbe il citarli tutti, riporto solo quelli che ritengo più meritevoli.  

Per cavalleria, dò la preferenza ad un giornale di Torino «La Stampa» del 26 marzo 1929. L'articolo è di un noto e Illustre scrittore bolognese, il signor Riccardo Bacchelli, che non solo a Bologna, ma anche fuori è conosciuto e apprezzato.


Scrive il Bacchelli:  

COLLOQUIO CON UNO CHE UN GIORNO SARÀ FORSE SUGLI ALTARI  

.... Io andava a visitare un cappuccino del convento di San Giovanni Rotondo, Padre Pio, del quale i giornali hanno discorso già più di una volta, e che porta le stimmate come San Francesco. La sua fama di santo va lontana e chiama molta gente, quantunque, mi fu assicurato da persone degne di fede, egli, obbediente ai superiori, cerchi di non aumentarla. Avviandomi al convento, che sorge solitario coi suoi cipressi e il bianco recinto in una stesa di magre erbe e di sassi, io mi tenevo in una disposizione equanime, non prevenuta dalla incredulità e neanche da quella voglia di meraviglie, che è quanto ci resta della fede antica nei miracoli. Insomma, ero disposto a rispettare un fatto ed a scrutare un uomo senza vana curiosità, ma fermamente. So bene quanto sì possano spiegare scientificamente simili fatti e so benissimo quanto non si spieghino scientificamente lo spirito umano, la storia e quel che si chiama vocazione.  

Dopo visto e parlato con questo cappuccino, non so se ho discorso con un santo, e di ciò se mai dovrà deliberare a suo tempo la Chiesa, ma so di aver trovato un uomo il quale, per quanto ha mostrato a me in un'ora di colloquio agevole e sereno, porta l'insegna di ciò che deve percuotere più d'ogni altro mistero la sua coscienza di fedele, o per lo meno costituire la più possente e insidiosa tentazione di ogni peccato dello spirito, con semplicità indubbia, senza equivoca umiltà, con una chiara fierezza negli occhi, e con dignità modesta di frate e di sacerdote.  

Lo trovammo che stava facendosi rifare la tonsura da un fraticello, e la macchina da radere, visibilmente disaffilata, gli dava notevoli strappi ai capelli. Per qualche minuto egli, che ci voltava le spalle, non si avvide della nostra presenza, e sottostava alla fastidiosa operazione, a spalle tonde, rispondendo con affettuosa condiscendenza alle facezie del frate barbiere, che lo rimproverava di curar poco il taglio dei capelli. Quando s'accorse di noi, non mutò atteggiamento, né umore.  

Padre Pio porta i mezzi guanti per celare le stimmate, e svia la conversazione se qualcuno glie ne fa parole. Discorremmo del più e del meno, scherzando anche, e non capii se nel parlare d'argomenti seri egli si esprimesse con giustezza e criterio, come faceva, per naturale buon discernimento o per esercizio di studio. Diceva cose fini con parole illetterate, di solida semplicità insolita. Così, discorrendo di un suo detrattore invelenito, si espresse con risoluzione e fermezza, con una severa carità, che mi dissero molto sulla saldezza convinta dell'animo suo. Questa nasceva da un non so che di più spontaneo e nativo della umiltà ascetica e degli esercizi spirituali, che avevano contribuito a fortificarla.  

Parlando d'una ritrattazione del detrattore, (pare, assai violento e velenoso), e dicendosi che costui pareva dire e fare sul serio nel pentirsi, il frate disse: - Questo lo spero per lui; per me non ne ho bisogno.  

Delle stimmate e dei miracoli non si discorre, quasi ci fossero usciti di mente. E questo, per quel che ne posso dir io con criterio naturale, mi fece al ripensarci più disposto alla meraviglia ed al rispetto insieme.  

Tale è stato il mio incontro con uno che un giorno sarà forse sugli altari, e che vive nella valle che fu di Giano, ed è oggi francescana, in Gargano.  

RICCARDO BACCHELLI 


ALBERTO DEL FANTE

Padre mio, dall'abisso del mio niente, ti adoro!



Padre mio, Padre santo, Padre della Misericordia, Padre Amore, io, tua misera e povera creatura, dall'abisso del mio niente, ti adoro!


Ti supplico, Padre, illuminami, guariscimi da tutte le mie infermità spirituali e corporali, con l'azione della tua divina misericordia!

Accetta là mia supplica a Te, Padre, rivolta, nel nome e per i meriti di Cristo Signore!


Ti consacro, Padre, tutto il mondo, tutti gli uomini tuoi figli che hanno bisogno di un lavacro di purificazione nel Sangue Preziosissimo di nostro Signore Gesù Cristo!

Madre mia, Madre nostra, accogli la mia preghiera e presentala al Cuore di Dio Uno e Trino, tramite il Tuo Cuore Immacolato e Addolorato! Amen!

SUOR MARIA-MARTA E LA SUA COMUNITÀ



RELIGIOSA DELLA VISITAZIONE  
SANTA MARIA DI CHAMBERY 

***
Il 7 marzo 1868 Nostro Signore manda la sua umile Serva a benedire la provvista, quasi esaurita di patate. Egli le ordina di mettersi in ginocchio e di umiliarsi molto, poi di fare tre segni di Croce “nel Nome e a Gloria della SS. Trinità”. L'umile Conversa conobbe in questo momento che la SS. Trinità aveva accolto la sua preghiera. La sera, essa ci disse: “Madre mia, bisogna credere che avremo delle patate fino al nuovo raccolto, Nostro Signore l'ha detto”. Infatti, contro ogni umana previsione, il piccolo mucchietto di patate non diminuì più; benché si sopperisse con quello largamente ai bisogni della Comunità e dell'educandato. Se ne ebbero così fino alle nuove... e le ultime che furono consumate in giugno, erano così buone e fresche che parevano di nuovo raccolto. Le nostre Sorelle addette alla cucina, non sapevano che pensare e dicevano: “E' cosa straordinaria: è un miracolo”. (Manoscritto) 
  
Il 19 luglio 1885 Suor M. Marta aveva fatto un'accurata e abbondante raccolta di fragole; il giorno seguente, mentre era intenta a raccogliere delle susine, si sente come un interno impulso di ritornare al fragolaio: “Gesù mio, è inutile - essa dice - è inutile; ieri ho preso tutto, non ve ne sono più”. Ma l'ispirazione non le dava tregua; cedendo alfine, qual è la sua meraviglia nel vedere i ramoscelli curvi sotto il peso di grosse e magnifiche fragole! “Figlia mia, le ho messe lì per procurarti il piacere di offrirne alle tue Sorelle... - Oh! grazie, buon Maestro! concedetemene altrettante l'anno venturo”. 
  
Le nostre Sorelle anziane ricordano con ammirazione, la prodigiosa quantità di frutta che forniva allora il giardino. Pare che il Signore si compiacesse di moltiplicarle, perché la sua Diletta era incaricata di raccoglierle: “Tu sei il piccino della famiglia che è mandato alla raccolta - le diceva Gesù - e il Padrone mette tutto ciò che è necessario perché tu ne trovi”. 
  
Durante un Ritiro, la nostra Sorella dovette andare, per obbedienza, e con sacrificio, a raccogliere l'uva per la conserva. Ora, attesta la nostra On.ma Madre Teresa Eugenia, accadde che la nostra cara Sorella riempì nove ceste in un appezzamento di già vendemmiato... Meravigliate della quantità raccolta, noi le dicemmo: “Ma dove l'avete presa? - Ebbene! sì, rispose, io non so come ciò avvenga; ma quando ho tagliato un grappolo ne vedo tosto un altro di fianco”. 
  
Un simile argomento di meraviglia suggeriva in altro tempo questa riflessione a una Sorella giardiniera: “Proprio non capisco come ciò avvenga! Non si vede nulla su gli alberi, e ciò nonostante la mia Sorella Maria-Marta riempie tutti i giorni dei panieri di frutta”. 
  
Una volta nella Casa manca l'olio da ardere. Nella pressante necessità, ci si rivolge alla Serva di Dio. Questa, sebbene non avesse rinnovata la provvista, trovò il suo recipiente così poco avviato che essa ebbe la soddisfazione di accontentare le sue Sorelle. 
  
Quando il vino prendeva di spunto nelle botti, o le patate marcivano in cantina, l'obbedienza mandava Suor Maria-Marta a portarvi rimedio. Armandosi del Segno della Croce, essa invocava la SS. Trinità e le Sante Piaghe di Gesù. Il vino ritornava eccellente, e le parti già marcite delle patate, seccavano mentre il resto veniva preservato. 
  
Le Religiose, che per attribuzione d'ufficio, avevano constatato i guasti, non sapevano spiegarsi questi prodigi e li attribuivano alla santità della loro Superiora (3) . Quanto a nostra Madre essa taceva e registrava tutto. 
  
Il debito di riconoscenza della nostra Comunità verso la Serva di Dio è grande specialmente in riguardo ai benefizi spirituali che essa c'impetrò. 
  
“Dio solo può giudicarne ed enumerarli”, leggiamo in un manoscritto ove sono racchiuse le attestazioni delle Superiore, che sole erano a cognizione dei fatti. 
  
La Comunità, non ne sapeva nulla. Ma, benché fossero ignorate le meraviglie di grazia che si compivano in quest'anima pura, in generale si nutriva gran fiducia nelle sue preghiere, che tutto portava a credere, fossero molto gradite al Signore; perciò nei momenti dolorosi, ci si raccomandava volentieri alle sue orazioni. E allora con uno sguardo, una parola, la pia Conversa sapeva procurare quel conforto di cui l'anima aveva bisogno. 

Una giovane Sorella le domandò un giorno: “Che cosa si deve fare, mia Sorella Maria - Marta, per essere un po' accarezzata dal buon Dio?”. Suor Maria-Marta fissò un istante la sua interlocutrice. “Giammai, - dichiara questa Sorella - giammai dimenticherò questo sguardo!.. questi occhi largamente aperti, limpidi, scrutatori, che investigavano, mi sembrava, fin le più intime profondità dell'anima mia. Provavo una sensazione indefinibile, commovente tanto più, che così rare volte si vedevano sollevate le palpebre della cara Conversa. Dopo pochi secondi, che mi parvero lunghi, la Serva di Dio mi rispose con un'autorità dolce insieme e indulgente: “Sorellina, non bisogna vedere che Lui!... non bisogna pensare che a Lui!... non amare che Lui!... niente altro che Lui!...”. 
  
“Alla medesima domanda di un'altra Sorella, dava per risposta: “Sorella mia, bisogna molto umiliarsi!.. molto.. molto umiliarsi!”. 
  
“Questi consigli aggiunge nostra Madre, erano veramente la gran parola di Dio per queste anime!...” (Manoscritto) 
  
Si comprende facilmente, che le nostre Superiore, ricorressero volentieri a quest'anima eletta, quando qualche pericolo minacciava il Monastero. 
  
Il Signore, sensibile alle preghiere della sua piccola privilegiata, degnava rassicurarle per mezzo di lei: “Io sono il Guardiano di questa Comunità... La proteggerò sempre”, Egli diceva con infinita bontà. 
  
Le assicurazioni di preservazione aumentavano coi pericoli. Nel mese d'agosto del 1870, Nostro Signore faceva portare queste parole a nostra Madre: “Dì alla tua Superiora di non avere inquietudini: il male non si avvicinerà a voi”. 
  
Il febbraio 1871, E gli rinnovava le sue promesse d'immunità: “Il demonio è arrabbiato con la Comunità, perché ho posto qui una sorgente di grazie, con la Devozione alle mie Sante Piaghe. La tua Comunità è come una nave sopra un mare in tempesta, ma non perirà: Io sono il suo Pilota”. 
  
Nel 1873, nel 1878, nuove assicurazioni: “Io conosco per nome tutte le mie Spose... e amo molto vedere quelle che Mi sono fedeli. 
  
“Mio buon Maestro, se ci conoscete tutte, ci custodirete, non è vero? e ci conserverete ancora il nostro buon Padre Signor Bouvier?.. - Io vi custodirò nel vostro Monastero, vi donerò la mia pace, vi conserverò ancora il vostro buon Padre, perché egli vi è necessario”. (4) 
  
Più frequenti ancora divenivano queste divine promesse nell'anno 1880. Nell'ottava del Corpus Domini, mentre  
Suor Maria-Marta rinnovava le sue umili suppliche, Gesù Bambino degnò comparirle e, mettendosi un ditino sul Cuore, le disse: “Figlia mia, sebbene questo Cuore non vi ripeta ad ogni istante che vi custodirà, basta che ve l'abbia detto una volta. I motivi di timore sono molti, è vero, ma non temete, o piccolo gregge... Ho promesso di preservarvi”. 
  
L'8 maggio 1881, la nostra Sorella era occupatissima nell'orto alla raccolta delle frutta, che si annunciava abbondantissima, quando al pensiero dei pericoli che si facevano sempre più minacciosi, si mise a supplicare il Signore di lasciarci godere di questa bella frutta, che ci aveva accordata con tanta liberalità: “Vedete, buon Maestro, che incanto abbiamo qui!... e i “cattivi” vorrebbero distruggere tutto”. Subitamente Nostro Signore le apparve pieno di maestà e di bontà: “Figlia mia, - le disse, cingendo con gesto protettore il nostro recinto, a capo del quale Egli si trovava, - i cattivi guardano e Io custodisco”. 

A che serve il Papa?



 Monsignor Gaume

“Signore, insegnaci a pregare!”



PREGHIERE  DI  LUISA  CHE  SI  TROVANO  NEI  SUOI  SCRITTI 

Stavo pregando e col mio pensiero mi fondevo nel Volere Eterno, e portandomi innanzi alla  Maestà Suprema dicevo: “Eterna Maestà, vengo ai tuoi piedi a nome di tutta l’umana famiglia,  dal primo fino all’ultimo uomo delle future, presenti e passate generazioni, ad adorarti profondamente.  Ai tuoi piedi SS. voglio suggellare le adorazioni di tutti, vengo a riconoscerti a nome di  tutti (come) Creatore e dominatore di tutto; vengo ad amarti per tutti e per ciascuno; vengo a  ricambiarti in amore per tutti (a motivo di) ogni cosa creata, in cui hai messo tanto amore, che  mai la creatura troverà amore sufficiente per ricambiarti in amore; ma io nel tuo Volere trovo  questo amore, e volendo che il mio amore, come gli altri atti, sia completo, pieno e per tutti, sono  venuta perciò nel tuo Volere, dove tutto è immenso ed eterno, e trovo amore per poterti amare  per tutti. Quindi, Ti amo per ogni stella che hai creato, Ti amo per quanti raggi di luce e (per  quanta) intensità di calore hai messo nel sole...” Ma chi può dire tutto ciò che la mia povera  mente diceva? Andrei troppo per le lunghe; perciò faccio punto.   (Vol. 12°, 09.01.1920). 

a cura di D. Pablo Martín

Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie


Il comportamento dell'autorità ecclesiastica  in casi simili 

L'autorità ecclesiastica, in casi simili a quelli di Ghiaie, agì  e ancora si comporta in modo ben diverso, come si può vedere  leggendo alcune notizie, qui riportate, su varie apparizioni. 

Rue du Bac 

Le apparizioni della Vergine a Santa Caterina Labouré,  nella cappella di rue du Bac, a Parigi, nel 1830, non furono mai  riconosciute dalla Chiesa, eppure quella cappella è forse uno dei  santuari mariani più frequentati della Francia. 

Castelpetroso 

A Castelpetroso, in provincia di Isernia, nel Molise, la  Vergine Maria Addolorata, a partire dal 22 marzo 1888, è  apparsa per varie decine di anni ad un numero molto elevato di  persone, tra cui un vescovo. 

L'autorità ecclesiastica non si è mai pronunciata su tali  apparizioni. Tuttavia il 6 dicembre 1973, la Madonna di Castelpetroso, per volontà dei vescovi molisani e per decreto del Papa  Paolo VI, fu proclamata Patrona del Molise. 

Banneux 

La santa Vergine, nel 1933, apparve a Marietta Becó, a 
Banneux, un villaggio della diocesi di Liegi, nel Belgio. 
Monsignor Luigi Kerkhofs, vescovo di quella diocesi,  costituì alla fine di marzo del 1935, una commissione diocesana  d'inchiesta. La commissione verso la metà del 1937 concluse il  suo rapporto con le parole: "I membri della commissione stimano che la realtà delle apparizioni della Santa Vergine a  Marietta Becò è almeno probabile". 
Fu in base a questo giudizio della commissione che il  vescovo di Liegi, nel 1942 e poi nel 1947, autorizzò il culto  della Madonna dei Poveri, prima di arrivare al riconoscimento  definitivo delle apparizioni, che avvenne il 22 agosto 1949. 

Tre Fontane 

Il 12 aprile 1947, la Vergine della Rivelazione apparve in  una grotta, nella località Tre Fontane di Roma, a Bruno Cornacchiola, protestante e anticlericale arrabbiato. 
Numerose persone credettero all'apparizione e accorsero  in quel luogo a pregare. Ma non mancarono i contrari e i soliti  zelanti, i quali pare abbiano detto con tono preoccupato al Papa  Pio XII: 

 Santità, molti vanno alle Tre Fontane. 
 Che cosa fanno?, - rispose il Papa. 
- Pregano. 
Lasciateli pregare, - concluse il Papa Pio XII. 

Saggia risposta degna del Pastore di Roma e della Chiesa  intera. Il comportamento del Vicariato di Roma è stato esemplare: ha distinto il fatto soprannaturale, spesso difficile da verificare, dal fatto cultuale e si è preoccupato di regolarlo, affidandolo ai padri Francescani Conventuali. Così è stata assicurata ai fedeli la predicazione, l'amministrazione dei Sacramenti, la  Santa Messa, che viene celebrata davanti alla grotta dell'apparizione. Cardinali, vescovi, sacerdoti dall'Italia e dall'estero vi si  recano e pregano assieme ai fedeli. 

Akita 

In un convento situato a circa 6 kilometri dalla città di  Akita, appartenente alla diocesi di Nigata (Giappone), la statua  di Nostra Signora di Tutti i Popoli, venerata ad Amsterdam,  parla, sanguina, piange, manda sudore. 
Dal 6 luglio 1973 fino al 15 settembre 1981, gli avvenimenti si susseguirono con una varietà e un ritmo impressionanti,  per cui Akita si presenta come uno dei fenomeni soprannaturali  più interessanti che si conoscano. 
La voce di Maria Santissima proveniente dalla statua si udì  per l'ultima volta il 13 ottobre del 1974, anniversario dell'ultima  apparizione di Fatima. Ecco il messaggio: "Se gli uomini non si  pentiranno e non muteranno in meglio, il Padre celeste infliggerà  un grave castigo all'intera umanità. Sarà un castigo più grave del  diluvio; qualcosa di mai visto finora. Un fuoco cadrà dal cielo e  distruggerà gran parte dell'umanità. I sopravvissuti saranno in  una desolazione tale che invidieranno i morti. Le sole armi che  allora vi resteranno saranno il Rosario e il segno che mio Figlio  vi ha lasciato. Pregate tutti i giorni il Rosario per il Papa, i  vescovi, i sacerdoti. L'azione del diavolo si infiltrerà all'interno  stesso della Chiesa, di modo che dei cardinali si opporranno a  cardinali, dei vescovi insorgeranno contro altri vescovi. I  sacerdoti che mi venereranno saranno combattuti e disprezzati  dai loro confratelli". 
Cessati i messaggi di Maria, la statua fu oggetto di una  serie di fenomeni: da essa emanò un liquido dalle caratteristiche  del sudore umano; si sprigionò un profumo soave; il volto della  Vergine cambiò espressione; particolarmente insistente fu il  fenomeno della lacrimazione verificatosi 101 volte. L'ultima lacrimazione si ebbe il 15 settembre del 1981, memoria dei  dolori di Maria. 

Nel gennaio 1975, campioni di sudore, delle lacrime e del  sangue furono sottoposti ad esame presso la facoltà di medicina  di Akita e il responso fu che si trattava di sudore, di lacrime e di  sangue umano. 

Monsignor Ito, vescovo locale, tenendo conto anche dei  numerosi miracoli che venivano attribuiti a Nostra Signora di  Akita, del flusso dei pellegrinaggi e della vasta eco che i fenomeni avevano suscitato attraverso i mass-media locali, pensò che  il fatto esorbitasse dalle sue competenze e si rivolse al vescovo  di Tokio, perché nominasse una commissione di indagine.  Questa iniziò i suoi lavori nel 1976. I suoi membri rivelarono  quasi tutti un forte pregiudizio contro i fenomeni soprannaturali  e fecero molto soffrire sia suor Agnes (la veggente) che il  cappellano, P. Yasuda, con i loro metodi inquisitori; anche questo era stato profetizzato. Tre anni dopo la commissione concluse 
i suoi lavori affermando che non si poteva garantire l'origine  soprannaturale dei fatti di Akita. 

Il vescovo ottenne che si formasse una seconda commissione, che inviò i suoi risultati direttamente a Roma. Da qui nel  1981 giunse a monsignor Ito una lettera sostanzialmente negativa. Il vescovo non si perse d'animo. Inviò a Roma un supplemento di documentazione e poi vi si recò lui stesso, per testimoniare come quella risposta era frutto di un evidente e grave  malinteso. Ottenne così che il caso venisse nuovamente esaminato e soprattutto gli fu confermato che, salvo apposita disposizione in contrario, per tali fenomeni il giudice competente è il  vescovo locale. In tal modo, il 22 aprile del 1984, monsignor Ito  emanò un documento, la cui conclusione dice testualmente: "In  base alle inchieste condotte finora, non si può negare il carattere  soprannaturale di una serie di fenomeni inesplicabili" avvenuti nel convento di Akita. Autorizza inoltre, nell'ambito del  territorio della sua diocesi, il culto pubblico. 
In questi casi ed in altri come Medjugorje, Kibeho  (Ruanda), El Campito (Argentina), ecc., l'autorità ecclesiastica  si è lasciata guidare dal saggio principio della distinzione tra il  fatto carismatico e i frutti spirituali che ne derivano. Si è guardato soprattutto al bene del popolo di Dio, considerato giustamente come parte integrante della Chiesa. 

Severino Bortolan

Quando dico Sangue di Cristo, non intendo...



IL MISTERO DEL SANGUE DI CRISTO


C'è in noi una forza occulta, quasi uno spirito sconosciuto che risponde alla voce di Dio?
Quando l'anima, attratta dalla divina potenza, arresta tutte le sue facoltà per ascoltare e seguire il misterioso richiamo e, pur rimanendo nell'impotenza assoluta, sente in sé impulsi nuovi, forze nuove, la volontà che acuisce la sua energia, l'intelletto che si eleva, lo spirito che sobbalza per l'entusiasmo e per la vita nuova che lo investe e lo trascina, chi accoglie e risponde a questo passamio di Dio?
E la misteriosa forza, sepolta in noi dal peccato e dalla schiavitù delle passioni, che risorge dalle rovine al richiamo di Dio? E il senso profondo con il quale il primo uomo rispondeva all'appello del suo Dio, che si sprigiona dal sepolcro mercé la virtù e la forza della Redenzione?
Non so. Certo in noi c'è qualche cosa di intimo, profondo, inafferrabile che si commuove al tocco della divina misericordia e sostiene l'anima nelle altezze del Mistero.
Quante cose mi rivela il Sangue di Cristo! Quando dico Sangue di Cristo non intendo alludere né alla sostanza, né al suo colore, né a' suoi elementi; no, esso mi attrae come forza, vita, luce, grazia, dono di Dio.
In esso trovo tutti i mezzi della santità. La santità richiede la purificazione.
Il Sangue mi purifica.
La santità vuole la mortificazione.
Il Sangue mi parla di mortificazione. La santità vuole l'umiltà.
Poteva scendere più basso la profusione del Sangue di Cristo? La santità è unione con Dio.
Chi, più del Sangue, mi avvince a Cristo, e, per Cristo, a Dio? La santità richiede spirito di fede, di speranza e di amore. Quanta fede, quanta speranza e quanto amore nell'accoglimento del Sangue di Cristo!
La santità è la conoscenza di Dio.
Chi, meglio del Sangue, mi rivela la potenza, la grandezza, la sapienza, la gloria del mio Dio?
Immagino la compiacenza dei filosofi nello studio del pensiero e immagino il godimento dei teologi nella elevazione della mente
alle grandi cose di Dio.
Ma, se mi prostro a' piè della Croce, e invoco e ricevo e adoro e bevo il Sangue del mio Dio, esso mi spiega verità sublimi, mi rivela Misteri profondi, mi rapisce con gli splendori della sacra Umanità di Cristo e con le glorie della augusta Divinità.
Ah! non mi distaccherei più dalla Croce! Sia questa Croce sul Calvario o sull'altare, dovunque essa piove su di me le sovrabbondanze della misericordia, della luce, della pace, dell'amore. q. 17 : 20 aprile

SR. M. ANTONIETTA PREVEDELLO

Geremia



Gli invasori dal nord
(vedi 6, 22-24; 49, 19-21)

41'Attenzione! Un popolo,
una nazione numerosa
sta per arrivare da una regione del nord:
re potenti si mettono in marcia
dagli estremi confini della terra.
42 Sono armati di archi e di spade,
sono crudeli e senza pietà.
Il loro frastuono quando vanno a cavallo
è come quello del mare in tempesta.
Sono pronti, come un sol uomo,
a combattere contro te, Babilonia.
43 Il re di Babilonia ha udito la loro fama
ed è rimasto paralizzato dalla paura:
è spossato dal dolore e dall'angoscia
come una donna durante il parto.
44'Come un leone balza fuori
dalla boscaglia del Giordano
egetta lo scompiglio tra le pecore
che pascolano nei prati,
così io, il Signore, scaccerò i Babilonesi
dalla loro terra.
Metterò a governare su Babilonia
chi vorrò io:
infatti, chi può confrontarsi con me?
chi può sfidarmi?
c'è un re che può resistere di fronte a me?
45Io, il Signore, ho fatto un progetto
contro Babilonia,
ho studiato un piano
contro tutta quella regione.
Ascoltatemi bene:
farà portar via anche i loro bambini
come fossero agnelli
e tutta la loro terra sarà devastata.
46Il crollo di Babilonia farà tremare la terra,
le sue grida di aiuto giungono
fino ai popoli più lontani'.

DA MEDITARE E PER METTERSI DAVANTI A DIO



Cammino e mi fermo, mi fermo e cammino, come se il tempo fosse il camminare e il fermarsi un arrestarsi.  

Respiro e mentre l’aria entra nei miei polmoni e ve la trattengo, penso:  
Come posso affidarmi a Te, mio Dio? Come correre alla ricerca di trovare la misura del Tuo Amore, perché sia pura ed abbondante, talmente abbondante che niente e nessuno possa distogliermi dalla sintonia con Te? 

Penso a quello che si possiede, ai beni che le persone posseggono e a quello a cui sono legate e a come quello che si possiede non faccia la felicità, ma a volte intrappoli, leghi e congeli l’amore. Penso a coloro che non posseggono nulla e di come si accontentino di poco e alla felicità che appare sui loro volti con il poco che la vita offre loro.  

E rifletto: è contraddittorio, ma è la realtà. E mi ricordo di qualcosa che in questi giorni una persona mi ha detto: “sai perché Dio permette che gli eventi della natura colpiscano maggiormente i poveri che i ricchi? Perché quando al ricco capita qualcosa di negativo rinnega Dio, mentre il povero Lo invoca.” 

Il respirare mi suggerisce l’invocare Dio. Se non respiri, si sente che la vita ti abbandona, invocare Dio è ricordarsi della Sua Misericordia, è credere che mi libera dall’abisso, è credere che i Miei orecchi possono sentire la Voce di Dio e che la Fede va vissuta.  

La Voce di Dio. Sì, quella Voce che riecheggia dentro di me, che ferisce come una daga e che delinea come un pennello, che può scrivere come una matita e come un fiammifero può accendere un fuoco e può bruciare. 

Voce di Dio che produce i colori, 
che dà vita, che abbraccia e consola.  

Voce di Dio che ama smisuratamente  
e che è quella Voce che dà sollievo, riposo  
e che mi dice: tu sei la mia amata creatura.  

Quella voce che mi dice che devo conoscere intimamente il mio Dio, per amarlo senza limiti ed in Lui amare il mio prossimo.  

Respiro profondamente, concentrandomi sul mio respiro e, a poco a poco, sento fluire l’aria in me, l’assaporo, la faccio mia, ne sono grata e con il respiro mi unisco a Dio, come se non fossi che un elemento, una delle tante sue creazioni.   

E sono grata di tanta grandezza per una creatura, di tanta magnificenza e delicatezza. 

Grandezza, cosa significa grandezza? E la mia mente mi porta ad evocare un luogo, un grande spazio, ma adesso non è questa la grandezza che desidero, ma quella di Dio, quella infinita. La grandezza di avermi dato la vita, una famiglia, i doni, le virtù, ma soprattutto la magnificenza di poterLo conoscere.  

La vita, pensare alla vita mi fa provare nostalgia, la nostalgia di un ieri che è trascorso ma che oggi è ancora presente, tuttavia è impossibile recuperare. 
E rifletto e penso alla vita, penso a una fanciullezza così felice, tra canti e innocenza. Forse mi sarebbe piaciuto fermarmi a quello stadio, non svegliarmi, ma rimanervi senza distaccarmene, ma so che è impossibile, perché la legge stessa della vita porta a percorrerne in fretta le varie tappe, necessarie allo sviluppo della persona.  

Respiro e mi soffermo, considerando quello che manipola l’uomo e che lo fa soccombere: il peccato, quel fango che invischia e che è difficile togliersi di dosso, quello sporco che non è compatibile con la verità, con l’amore.  

Ed io sono amore, come Dio È Amore, quello che Lui desidera è dolce, si unisce strettamente in me e si fonde con me, perché in Dio tutto l’essere si unifica, compresi i sensi corporali, perché Dio È Amore. 

Amen. 

(Ispirata a Luz de Maria, 20.10.2011)