venerdì 6 dicembre 2019

NEL FUOCO ETERNO SENZA AMORE



LA COMPARSA DEL PECCATO

I1 primo uomo peccò, e i suoi discendenti l'hanno imitato, ma Dio rimane misericordioso. "Se noi manchiamo di fede, Egli però rimane fedele, perché non può rinnegare se stesso" (2Tm 2,13). La Chiesa si rallegra per questa fedeltà misericordiosa di Dio: "E quando, per la sua disobbedienza, l'uomo perse la tua amicizia, tu non l'hai abbandonato in potere della morte, ma nella tua misericordia a tutti sei venuto incontro, perché coloro che ti cercano ti possano trovare. Molte volte hai offerto agli uomini la tua alleanza, e per mezzo dei Profeti hai insegnato a sperare nella salvezza".
Nella Genesi, il racconto del primo peccato si conclude con la profezia di una redenzione divina. Lì vediamo Dio che si rivolge al tentatore e gli dice: "Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno" (Gn 3,15). La fede della Chiesa ha visto in queste parole la prima di tutte le profezie, secondo cui Cristo sarebbe venuto a salvarci. Gesù è la "stirpe" o la "progenie" della donna, e "la ragione per cui è apparso il Figlio di Dio fu per distruggere le opere del diavolo" (1 Gv 3,8).
Lungo i secoli della storia della salvezza anteriori a Cristo, Dio ha ripetutamente chiamato gli uomini al pentimento, ad una rinnovata grandezza, e alla salvezza. Non ha mai dimenticato di essere stato Lui che ha creato l'uomo, e ha fatto l'uomo non solo perché fosse la sua creatura, ma anche perché partecipasse della Sua vita divina e della Sua amicizia. Più e più volte si               parla del Suo amore per il Suo popolo eletto, paragonandolo all'amore di un marito per la sua sposa, un amore che perdura anche se costei lo tradisce; il Suo è un amore insondabile ed eterno, che alla fine la porterà alla fedeltà: "Io la attirerò a me... parlerò al suo cuore... essa risponderà come nei giorni della sua giovinezza... E ti fidanzerò a Me per sempre; ti fidanzerò a Me nella giustizia e nel diritto, nella benevolenza e nell'amore" (Os 2, 16-17, 21).
Dio, intendendo e preparando nel suo grande amore la salvezza del genere umano, si scelse con singolare disegno un popolo, al quale affidare le sue promesse. Infatti dapprima concluse un'Alleanza con Abramo e poi col popolo d'Israele per mezzo di Mosè. Con questa Alleanza, Dio si è impegnato di assisterli e di salvarli; in cambio richiese che impegnassero se stessi ad essergli fedeli.
Dopo averli liberati dalla schiavitù dell'Egitto, Dio parlò loro per mezzo di Mosè: "Voi stessi avete visto... come ho sollevato voi su ali di aquila e vi ho fatto venire fino a Me. Ora, se vorrete ascoltare la mia voce e custodirete la mia Alleanza, voi sarete per me la proprietà tra tutti i popoli (Es 19,4-5). E quando Mosè "riferì tutte queste cose, come gli aveva ordinato il Signore, tutto il popolo rispose insieme e disse: Tutto quanto il Signore ha detto noi lo faremo" (Es 19,7-8). E, tuttavia, essi e i loro discendenti caddero ripetute volte nel peccato, e fecero l'amara esperienza delle pene e dei castighi, conseguenze del peccato. Ma la misericordia incessante di Dio diede loro possibilità di pentimento, e rinnovò l'Alleanza, sempre di nuovo: con Giosuè, con Davide, al tempo di Esdra. Le Alleanze di Dio con gli uomini sono un segno della libertà e della ricchezza del Suo amore. Con esse il Signore di tutta la creazione liberamente lega se stesso agli uomini. Egli entra in alleanza con coloro che liberamente decide di favorire con speciali doni. Allo stesso tempo, tuttavia, il suo amore permane universale: è rivolto a tutti. Anche a quelli che ha scelto in modo particolare. Egli dichiara apertamente che sono stati scelti per essere coloro per mezzo dei quali Egli vuol portare la salvezza a tutti. Così, Egli disse ad Abramo: "Io ti benedirò... e per la tua discendenza saranno benedette tutte le nazioni della terra" (Gn 22,17- 18).
Dio, per mezzo dei profeti da Lui inviati, ha insegnato al suo popolo la maniera di vivere in attesa della sua misericordia redentrice. "Israele, parlando Dio stesso per bocca dei profeti, comprese il suo piano con sempre maggiore profondità e chiarezza". Questi profeti non erano solo uomini sinceri ed entusiasti. Erano i rappresentanti di Dio. Dio li aveva chiamati e poteva far sì che gli altri li riconoscessero come suoi profeti. Tuttavia le parole dei Profeti non furono sempre bene accolte, perché essi richiedevano la fede personale e la conversione interiore, e insistevano sulla fedeltà a tutta la legge di Dio. I Profeti insegnarono agli uomini a sperare nella salvezza che il Messia avrebbe portato. Difatti, il Vangelo, che Cristo ingiunse agli apostoli di predicare, era stato prima promesso per mezzo dei Profeti. Cosi, i profeti dei tempi antichi parlarono della grazia della salvezza futura, la Buona Notizia di Cristo, che era già la salvezza per coloro che aspettavano fedelmente il loro Salvatore.
La salvezza di questi ultimi è menzionata nel Nuovo Testamento, nella Lettera agli Ebrei, dove è detto di quelli che furono favoriti col dono della fede nel tempo dell'Antico Testamento: "Nella fede morirono tutti costoro, pur non avendo conseguito i beni promessi, ma avendoli solo veduti e salutati di lontano... Per questo Dio non disdegna di essere chiamato loro Dio: ha preparato, infatti, per loro una città" (Eb 11, 13-16).
Fin dai primordi della Chiesa, il compimento delle profezie dell'Antico Testamento ha guidato gli uomini verso la fede, o ha confermato la loro credenza. Tale compimento non è solo la realizzazione, nella vita di Cristo, di eventi particolari predetti dai Profeti.
È l'Antico Testamento nel suo insieme: sono tutte le sue promesse e le sue attese che si vedono realizzate in Cristo. Il compimento supera di molto le attese; non sarebbe possibile avere un quadro dettagliato del mistero di Cristo soltanto dalle promesse dell'Antico Testamento. Ma se alla luce della venuta di Cristo si getta uno sguardo retrospettivo sull'Antico Testamento, ci si rende conto quanto sovrabbondantemente si siano realizzate in Lui tutte le promesse e tutte le speranze.
Non si può negare che nella profezia ci sia una certa oscurità, perché essa tratta di un mistero e si rivolge alla fede. Inoltre, il linguaggio dei Profeti è sovente un linguaggio di simboli e di immagini poetiche. Ma anche così, durante i secoli anteriori alla venuta di Cristo, le promesse profetiche di questo evento confermavano il popolo nella speranza, e, al tempo di questa venuta, diedero testimonianza a Cristo. La Chiesa insegna che le profezie dell'Antico Testamento riguardanti Cristo, come le profezie proprie di Gesù nei Vangeli, sono "segni certissimi della divina rivelazione".

Tratto dalla rivista mensile “Papa Giovani” – Sacerdoti del Sacro Cuore (Dehoniani)

Il Mistero dell’Iniquità



Solo Lei può aiutarvi!


B) Il Messaggio della Madonna di Fatima – la natura della richiesta della Consacrazione della Russia 

La prima cosa da analizzare, quando si considera la natura di una richiesta simile, è la natura del messaggio: si tratta di una semplice rivelazione privata data a tre pastorelli, oppure è un messaggio profetico pubblico che impone un obbligo sui pastori della Chiesa? 
Purtroppo oggigiorno risulta prevalente un’eccessiva semplificazione nella spiegazione della differenza tra “rivelazione pubblica” e “rivelazione privata”. I concetti sono sicuramente validi, di per sé, ma la terminologia usata risulta alquanto restrittiva e fuorviante, e non riesce a far comprendere in modo adeguato e completo la complessità dell’argomento in oggetto. 
Quel che si intende comunemente con “rivelazione pubblica” è stato abbondantemente spiegato dai teologi. Il termine indica il corpo ufficiale della dottrina sacra, rivelata alla Chiesa da Nostro Signore per la nostra salvezza, e portata avanti dal Magistero della Chiesa in quanto rivelata divinamente e degna d’essere creduta con l’assenso della Fede Divina e Cattolica. Una “rivelazione privata”, secondo il significato comune, non è strettamente necessaria per la salvezza e non attiene quindi al Deposito della Fede, pertanto deve essere valutata e creduta soltanto sulla base della fede umana, se essa viene riconosciuta come degna d’essere creduta. Queste rivelazioni, in genere, non costituiscono quindi alcun obbligo per la coscienza dei fedeli, dal momento che la salvezza non dipende da esse. Tuttavia, il fatto che queste rivelazioni non siano come quelle che debbono essere credute con l’assenso della Fede Divina e Cattolica, non significa necessariamente che debbano essere considerate sempre e comunque opzionali per la coscienza di un individuo, e che quindi possano liberamente essere credute o meno. 
Mi ricordo un testo di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, nel quale il santo spiegava che quando una persona riceve una rivelazione dal Signore, egli ha l’obbligo di credere ed obbedire. Credere in una rivelazione privata non costituisce di per sé un assenso della fede, ma impone un vero e proprio obbligo morale su quella persona. Quando parla Nostro Signore, noi abbiamo l’obbligo morale di ascoltare, credere e obbedire, anche se la rivelazione non appartiene al Deposito della Fede. 
Il Messaggio di Fatima non è una mera rivelazione privata, nel senso che non è un qualcosa che riguarda solo chi ha ricevuto il Messaggio o un numero esiguo di persone. Non è neanche una “rivelazione pubblica”, secondo il senso teologico del termine, laddove questo concetto esprime le verità appartenenti al Deposito della Fede; tuttavia, essa non è neanche una semplice “rivelazione privata”, nel senso di una rivelazione che tratta di argomenti di secondaria importanza o che è diretta solo ad un ristretto numero di persone. Il Vescovo Rudolf Graber di Regensburg, in Germania, ed il teologo Padre Joseph de Sainte Marie hanno affermato che Fatima è una “rivelazione profetica pubblica,”15 dal momento che essa è destinata ad essere ascoltata da tutto il mondo, come affermò Giovanni Paolo II il 13 maggio 1982. Fu la Madonna, il 13 luglio 1917, a promettere che avrebbe compiuto un miracolo, il 13 ottobre seguente, in modo che la gente potesse credere. Il 13 maggio 1982 Papa Giovanni Paolo II dichiarò che la Chiesa si sente impegnata da questo Messaggio, perché esiste un obbligo morale ad accettare il Messaggio e ad obbedirgli, anche se accettarne i contenuti e credere in essi non implicano l’assenso della Fede Divina e Cattolica. Quando il Cielo parla, noi dobbiamo ascoltare, proprio come fece il profeta Samuele, quando disse: “Parla, Signore, perché il tuo servo Ti ascolta” (1 Sam 3,10). Non possiamo semplicemente girare le spalle al Signore che ci sta parlando per mezzo del Suo emissario, la Beata Vergine Maria, solo perché quella rivelazione non appartiene al Deposito della Fede. 
Quando il Signore ci fa capire chiaramente che ci sta consegnando un messaggio, noi abbiamo l’obbligo morale di ascoltarlo, di crederlo e di obbedirgli. 
Nel Messaggio di Fatima, la Madonna ha fatto delle richieste specifiche: alcune più o meno a carattere generale, mentre altre assai specifiche e rivolte a persone ben definite. Il contesto di queste richieste non è né politico né geopolitico, bensì morale e spirituale; tuttavia, esse hanno una dimensione geopolitica che arriva a comprendere questioni come la guerra, la persecuzione della Chiesa, la carestia, la schiavitù e l’annientamento di intere nazioni.
La richiesta più importante e fondamentale del Messaggio, di per sé, è quella che “gli uomini devono cessare di offendere Dio”, perché “Dio è già molto offeso.” Vi sono due gravi conseguenze legate alla peccaminosa ribellione dell’uomo nei confronti del Signore: un castigo temporale, durante le nostre vite, come le guerre, le carestie o la persecuzione della Chiesa; ed un castigo eterno: “Avete visto l’inferno, dove vanno le anime dei poveri peccatori.”
La Madonna afferma chiaramente che lo scopo principale delle Sue richieste è quello di fornire un rimedio contro la perdizione eterna delle anime, ed è per questo che afferma: “Per salvarle, Dio desidera stabilire nel mondo la devozione al Mio Cuore Immacolato.” Istituendo questa particolare devozione in tutto il mondo, l’umanità che pecca avrà modo di convertirsi e cessare di offendere il Signore. I benefici di una simile conversione saranno sia temporali sia eterni: “Se le Mie richieste verranno esaudite, la Russia sarà convertita e vi sarà la pace.” Vi saranno quindi pace e tranquillità, invece di guerre, distruzioni, carestie e oppressione. 
La Chiesa si rinnoverà nello splendore delle proprie tradizioni, le nazioni si convertiranno a Cristo e alla Sua Chiesa, mentre il dominio economico e politico dei poteri oscuri – cioè il “mistero dell’iniquità” (2 Tess 2,7) massonico e neo-pagano – verrà schiacciato dal tallone di Colei che è “terribile come una schiera a vessilli spiegati” (Cant 6,10). La dannazione di innumerevoli anime verrà quindi impedita e la loro salvezza assicurata – compiendo in questo modo la missione ed il compito principali della Chiesa, come enunciati dalla legge suprema di quest’ultima: “Salus animarum suprema lex” (Can. 1752). 
Affinché questi benefici vengano meritati, tuttavia, la Madonna ha fatto alcune richieste specifiche, in modo da assicurare una grazia efficace e sufficiente per portare la conversione e la pace globale nel 
mondo. La Beata Vergine ha chiesto che venga recitato il Rosario, che vengano promosse in tutta la Chiesa e praticate dai fedeli le devozioni di riparazione (specialmente quella dei Primi Cinque Sabati). Suor Lucia, riportando le parole della Madonna, affermò: “‘È giunto il momento in cui Dio chiede al Santo Padre che, assieme a tutti i vescovi del mondo, consacri la Russia al Mio Cuore Immacolato’, promettendo in questo modo di salvarla grazie a questo giorno di preghiera e di riparazione in tutto il mondo.’”16 “Dio”, disse la Madonna di Fatima, “si appresta a punire il mondo per mezzo della guerra, della fame e delle persecuzioni alla Chiesa e al Santo Padre. Per impedire tutto questo, tornerò per chiedere la Consacrazione della Russia al Mio Cuore Immacolato e la Comunione riparatrice nei primi sabati. Se ascolterete le Mie richieste, la Russia si convertirà e avrete la pace. Altrimenti, la Russia diffonderà i suoi errori in tutto il mondo, promuovendo guerre e persecuzioni contro la Chiesa. I buoni saranno martirizzati, il Santo Padre soffrirà molto e varie nazioni saranno annientate.”17
Nel maggio 1952 la Madonna tornò da Suor Lucia per ribadire la sua richiesta incondizionata di consacrare la Russia, come condizione sine qua non per la conversione della Russia e la pace nel mondo: 

Fai sapere al Santo Padre che sto ancora aspettando la Consacrazione della Russia al Mio Cuore Immacolato. Senza la Consacrazione la Russia non sarà in grado di convertirsi, nè il mondo avrà la pace.18 

Prima di affrontare la questione se la Consacrazione della Russia sia stata o meno compiuta secondo le precise richieste della Madonna (e vedrete come sarà facile smascherare i vari punti deboli e le contraddizioni di chi sostiene che quella consacrazione è stata già compiuta), sarà utile analizzare il perché la Madonna abbia richiesto esplicitamente la Consacrazione della Russia e non quella del mondo intero o di un’altra nazione che, magari, da un punto di vista puramente temporale o spaziale avrebbe forse avuto più bisogno di una simile consacrazione. 
Da un punto di vista morale, una simile domanda è in effetti un mero esercizio speculativo, dal momento che sarebbe presuntuoso e ipocrita pretendere che per credere e obbedire a Nostro Signore e alla Madonna, questi debbano prima giustificarsi con noi o spiegarci i motivi di una loro richiesta. Un comportamento del genere sarebbe simile a quello di un bambino che si rifiuta di obbedire ai propri genitori, a meno che questi non gli spieghino prima in modo soddisfacente il perché gli stanno chiedendo di fare una determinata cosa. Sarebbe un atteggiamento di ribellione, insubordinazione e disubbidienza. Un simile comportamento è analogo a quello di un figlio che si rifiuta di obbedire all’ordine di un genitore, a meno che quest’ultimo non fornisca al bambino una spiegazione soddisfacente per i motivi di quell’ordine.
Allo stesso modo Nostro Signore, la Cui autorità è offesa in modo infinitamente più grande da simili ribellioni, non ha ritenuto opportuno fornire altre informazioni rispetto a quelle già in possesso dei pastori della Chiesa, che sono quindi sufficienti a spingerli ad obbedire, in coscienza, alla richiesta della Consacrazione della Russia, effettuandola senza altri indugi. Mi accingo comunque ad esaminare la questione, perché è importante per una corretta comprensione dei fatti. 

Padre Paul Kramer,

Preghiere con comando diretto alle legioni diaboliche



Nel santo nome del Signore Gesù, con l’intercessione di Maria Santissima e di tutti i Santi Arcangeli, in particolare di San Michele Arcangelo, di tutti i Santi angeli e di tutti i Santi, in particolare di San Francesco, San Padre Pio, Santa Gemma Galgani, Sant’Antonio da Padova, di Giovanni Paolo II,di San Giuda Taddeo, io spezzo e rompo, sciolgo e anniento ogni legame occulto fatto tramite rito satanico e demoniaco,  ogni legame medianico, ogni augurio di morte, di sventura e di sciagura ogni augurio di fallimento fatto su di me, sul mio matrimonio, sui miei figli, su mio marito, sulla mia famiglia, sul mio matrimonio, sulla mia casa. Io lo spezzo e lo rompo nel nome di Gesù.

MISTICA CITTA’ DI DIO




Vita della Vergine Madre di Dio


SUOR MARIA DI GESÙ DI AGREDA (1602-1665)


 direttori spirituali

Data la parte importante che i confessori e direttori spirituali svolsero nella vita spirituale della Venerabile, pare doveroso fermarsi su questo punto. Suor Maria fu un anima presa durante tutta la vita da un «eccessivo timore»:
timore di sbagliare, di traviarsi. Per questo si assicurò saldamente all'obbedienza, alla direzione dei rappresentanti di Dio. «Mai - lei dirà - mi sono tranquillizzata senza questa guida». Al direttore manifestava tutta la sua coscienza, le grazie e i favori del Signore, e non faceva niente senza la sua approvazione e il suo consiglio. Nel monastero di Agreda si conservano ancora inedite le sabatine, ossia i resoconti di coscienza, che ogni sabato presentava per iscritto al direttore. Aveva molto fissa nell'anima la frase del Signore nel Vangelo: «Chi ascolta voi, ascolta me; chi obbedisce a voi, obbedisce a me» (cf Lc 10,16)26.
Occorre dire che tutti i suoi direttori e confessori, così come i suoi superiori ecclesiastici, furono dell'Ordine francescano, poiché le religiose erano soggette alla giurisdizione dei superiori religiosi dell'Ordine a cui appartenevano o a cui erano iscritte; e l'Ordine della Concezione, quasi dai suoi stessi inizi, si pose sotto la tutela dell'Ordine di san Francesco.
Durante il noviziato ebbe un confessore che a tutte le sue richieste di permesso per fare penitenza si opponeva con un «no». Suor Maria comprese in seguito il bene che le fece.
Durante il periodo delle «esteriorità» ebbe vari confessori, i cui nomi conosciamo per le loro risposte all'interrogatorio dell'Inquisizione: il già citato fr. Giovanni di Torrecilla, fr Giovanni Battista di Santa Maria e fr. Tommaso Gonzalo.
Con l'intervento del provinciale, fr. Giovanni di Villalacre, per mettere ordine nelle cose della Venerabile, comincia un lungo periodo di ventiquattro anni in cui è diretta da p. Francesco Andrea della Torre. Questo Padre la diresse poi dal 1623 fino al 1647, anno in cui morì. Durante il suo mandato, suor Maria scrisse per la prima volta la Mistica Città di Dio; in sua assenza, per indicazione di un altro confessore occasionale, la sospese, poi tornò a scriverla parzialmente e alla morte di lui tornò a bruciarla. Samaniego ci informa che il re Filippo IV fece nominare vescovo questo Padre, però egli rinunciò per attendere meglio alla direzione della Venerabile.
Tra le lettere di suor Maria al re ricorrono alcuni ordini che questo Padre le dava di consultare il cielo su alcune questioni, o di consegnare notizie con visioni soprannaturali. Anche nella Mistica Città di Dio, come è risaputo, ricorrono domande che faceva a Dio o alla Vergine per ordine del confessore.
Dopo la morte di questo direttore, rimase per qualche tempo sola, ossia senza direttore. È questo il tempo in cui si lamenta con il re del fatto che l'Ordine francescano non conserva, come dovrebbe, il segreto delle sue cose.
Fu altresì adesso, in questo interregno di direttori, che fu sottoposta all'interrogatorio dell'Inquisizione. In una lettera al re allude al fatto, e fa riferimento agli eventi della sua gioventù, sui quali si svolse principalmente detto interrogatorio:

«Nella mia attività non ci sono altre novità oltre a quella che scrissi a V M.; quando giunsi a quella visita rimasi tanto sola e senza consiglio, che mi sembrò necessario ricorrere alla protezione del prelato, che è il p. Manero. Il Signore mi mandò questa prova quando non c'era confessore né alcun religioso che conoscesse il mio interno, essendo morto quello a cui lo avevo manifestato. Ho affidato la mia difesa all'Altissimo e alla Regina del cielo; se chiedono che soffra, gioiosissima abbraccerò la croce. Poiché amo e stimo V. M., le chiedo di dichiarare che, per la sola bontà di Dio, mi lasciò libera la coscienza e la volontà nelle materie spirituali, sebbene temessi di fare errori, essendo una donna ignorante. Ma fece così, perché avevo cominciato il cammino della virtù quando ero molto piccola, all'epoca in cui Dio mi manifestò la sua misericordia».

Infine, lo stesso anno 1650, comincia a dirigerla p. Andrea di Fuenmayor; che la diresse fino all'ora della morte. Di lui ella dice che è contenta, perché custodisce il segreto:

«Il mio confessore distribuì già la sua giornata; è molto dotto e ha tenuto due volte l'ufficio di Provinciale, e ciò che mi consola è che conserva grande segreto nelle mie cose»

Suor Maria si trovava sotto la direzione di questo Padre, quando, per ordine suo, scrisse la redazione definitiva della Mistica Città di Dio. Il p. Fuenmayor sopravvisse alcuni anni alla sua diretta, scrisse una vita di lei e deposizioni testificali, che esistono manoscritte.

di Suor Maria di Gesù
Abbadessa del Monastero dell’Immacolata di Agreda dell’Ordine dell’Immacolata Concezione

“Il sacerdote non si appartiene”



Giuda e il sacerdozio


***
Chi è stato cullato nelle sacre comunità sacerdotali sa meglio di ogni altro come tradire il Signore. Giuda sapeva dove trovare il Signore quando fosse calata l’oscurità. … dove c’era un giardino nel quale entrò con i suoi discepoli. Anche Giuda, il traditore, conosceva quel posto, perché Gesù vi si ritirava spesso con i suoi discepoli (Gv 18, 1-2)
La santità della Divinità è tale che qualsiasi tradimento deve avere come preludio un segno di stima o di affetto. «Quello che bacerò, è lui; arrestatelo!» (Mt 26, 48).
Nessun Vescovo o Sacerdote conosce appieno la profondità del dolore e dell’angoscia dello spirito finché non ha provato il bruciore intenso del bacio di un fratello in Cristo che ha tradito.
Un Sacerdote può sempre vendere Nostro Signore, ma non vi è Sacerdote che possa comprarlo. E quelli gli fissarono trenta monete d’argento (Mt 26, 15).
Qualunque piacere, vantaggio o guadagno si possa avere ottenuto respingendo Gesù Eucaristico, si dimostra così nauseante che chi ne ha goduto si sente spinto, come Giuda, a gettarlo in faccia a chi glielo ha dato. Allora Giuda, il traditore, vedendo che Gesù era stato condannato, si pentì e riportò le trenta monete d’argento ai sommi sacerdoti e agli anziani dicendo: «Ho peccato, perché ho tradito sangue innocente» (Mt 27, 3-4) Non si poteva dare quel denaro ai poveri? Giuda, in quel momento, non ci pensò nemmeno.
Le psicosi e le neurosi sono in gran parte dovute a un incoercibile senso di colpa. Il Signore avrebbe perdonato Giuda, come aveva perdonato Pietro, ma Giuda non glieLo chiese mai. Quando un uomo si odia per ciò che ha fatto, ma non si pente in Dio, talvolta si batterà il petto come per cancellare un peccato. Vi è una differenza enorme tra battersi il petto per disgusto di sé e battersi il petto con il mea culpa di chi implora il perdono. L’odio di sé può diventare così intenso da scacciare la vita dal cuore dell’uomo, conducendolo al suicidio. Sebbene la morte sia la punizione del peccato originale e ogni persona normale la tema, alcuni si precipitano nelle sue braccia. Prima del peccato, la coscienza di Giuda lo ammonì. Dopo il peccato lo rose e la sofferenza fu tale ch’egli non riuscì a sopportarla. Scese nella vallata di Cedron, quella vallata così piena di apparizioni spettrali. Rocce frastagliate, alberi nodosi e intristiti furono lo scenario ch’egli scelse, lo scenario appropriato per svuotarsi dell’«io». Tutto ciò che gli stava d’attorno proclamava il suo destino e la sua fine. Ai suoi occhi, niente era più rivoltante del tetto dorato del tempio, perché gli rammentava il Tempio di Dio ch’egli aveva appena venduto. Ogni albero pareva il patibolo al quale aveva condannato sangue innocente. Ogni ramo un dito accusatore. Dal poggio, sul quale si trovava, si vedeva il Calvario, il monte sul quale Colui ch’egli aveva mandato a morte avrebbe compiuto l’unione tra il cielo e la terra. Ed egli si accingeva a fare un ultimo sforzo perché quell’unione non si effettuasse. Gettata una corda sul ramo di un albero, Giuda si impiccò (Mt 27, 5). La lezione è chiarissima. Noi siamo Sacerdoti Eucaristici. Osservando un prete celebrare la Messa si può capire come tratta le anime nel confessionale; come si comporta con i poveri e gli ammalati; se si interessa o no delle conversioni; se si preoccupa maggiormente di piacere a monsignor Vescovo che al Signore Dio; con quanta efficacia sa infondere pazienza e rassegnazione in chi soffre; se è un amministratore o un Pastore; se ama i ricchi o i ricchi e i poveri; se predica soltanto le questue o la parola del Cristo. La corruzione morale del Sacerdozio inizia dalla mancanza di una fede ardente nella presenza Eucaristica, dalla quale fede invece inizia la santità.

Tratto da “Il sacerdote non si appartiene” del Venerabile Fulton J. Sheen

FUGGITA DA SATANA



MICHELA 

La mia lotta per scappare dall'Inferno



La suora di madre Teresa

Tutte queste immagini mi scorrevano dinanzi agli occhi mentre il treno continuava ad avvicinarsi sempre più alla mia meta, quel 6 gennaio. Erano trascorsi molti anni dall'ultima volta in cui ero stata a Roma, però durante la settimana di preparazione avevo continuamente ripercorso mentalmente tutto l'itinerario: dalla stazione Termini dovevo fare un giro in centro con la metropolitana per attendere l'orario dell'incontro, poi avrei preso nuovamente la metro A e quindi la metro B fino a Eur Fermi e per ultimo l'autobus che mi avrebbe por- tata a Trigoria.
Avevo chiamato in comunità qualche giorno prima e stranamente lei era venuta al telefono e mi aveva dato l'appuntamento per la sera dell'epifania: ho infatti saputo in seguito che Chiara era distrutta perché aveva vissuto un periodo particolarmente intenso e faticoso, tanto da decidere di non prendere alcun tipo di impegno, almeno per quel giorno di festa. Ma, come mi rivelerà Chiara in persona, aveva percepito che in me c'era qualcosa che non andava, che ero fortemente in pericolo e che era importante, nonostante il suo estremo bisogno di riposo, ricevermi lo stesso e parlarmi.
Nella telefonata le avevo raccontato una storia che ci eravamo inventati con la Dottoressa per poter superare eventuali obiezioni: «Tu non mi conosci, ma io ho sentito parlare molto di te e di quello che fai. Appartengo a un movimento cattolico e mi piacerebbe poter vivere qualche giorno lì da voi, perché sto pensando di dedicarmi a tempo pieno a un'esperienza di volontariato e mi è sembrato che Nuovi Orizzonti potrebbe essere il luogo giusto».
Una cosa stranissima accaduta in treno fu che, quando mi recai al posto per il quale avevo la prenotazione, trovai sul sedile una pagina di «Romasette», l'inserto domenicale del quotidiano cattolico «Avvenire», dove si parlava di Chiara e della sua comunità. Lessi l'articolo, che parlava della sofferenza dei giovani, e ricevetti la conferma di quello che dovevo fare. Pensai: "Che ne sa davvero lei di questa sofferenza? Lei non conosce tutto quello che io ho vissuto. Crede di cavarsela aprendo una comunità!".
Toccai il coltello con cui dovevo ucciderla e mi sentii rassicurata. Lo avevo infilato dietro ai jeans, fra la cintura e il pantalone, e ne sentivo la consistenza, anche se il fatto che avesse la lama a scatto non lo rendeva particolarmente ingombrante. Con me avevo poca roba: il solito zainetto era stato sufficiente a contenere un ri- cambio e il minimo indispensabile per stare fuori di casa un paio di giorni. Non era infatti necessario ammazzarla subito. Potevo anche fare un primo sopralluogo, per controllare la situazione a Trigona e i movimenti nella villetta dove aveva sede la comunità, e tornare dopo qualche giorno per attuare il mio compito.
Il mio programma romano si svolse alla perfezione. Arrivai con il treno alla stazione Termini nella tarda mattinata del 6 gennaio e presi la metropolitana fino a piazza di Spagna, per fare un giro come mi era stato indicato dalla Dottoressa. Ero tranquillissima. Ho passeggiato, sono entrata in un ristorante per mangiare e poi mi sono seduta sulla scalinata di Trinità dei Monti per osservare la gente che passava, come una qualsiasi turista. Alla fine del pomeriggio ho di nuovo preso la metro per andare all'Eur e di lì proseguire per Trigoria.
In metropolitana, un altro evento strano. Io stavo in piedi e mi reggevo al corrimano. Proprio di fronte a me c'era, da sola, una suora della congregazione di madre Teresa di Calcutta: aveva gli occhi azzurri e dai pochi capelli che spuntavano dal velo si capiva che era bionda. Aveva una borsa di tela con i manici di legno e in una mano teneva la corona del Rosario. Sulla veste, il consueto abito bianco-azzurro delle Missionarie della Carità, spiccava un rattoppo a forma di sette. Lei mi osservava e il suo sguardo mi dava un enorme fastidio. Sentivo come se volesse dirmi: «So quello che stai per fare e prego per te». Non ha mai distolto gli occhi da me sino a quando è scesa, qualche fermata prima della mia.

PREGHIERE CHE SCONFIGGONO I DEMONI



 Preghiere per Superare Complotti Satanici e Demoniaci 
              
Rilascio confusione contro ogni complotto satanico e demoniaco contro la mia vita. 
              Fa che il segreto consiglio degli empi sia trasformato in follia. 
              Fa che coloro che sono riuniti contro di me si disperdano. 
              Invia i Tuoi fulmini, o Signore, e disperdi il nemico. 
              Distruggi, o Signore, e dividi le loro lingue (Sal 55:9). 
              Nessuna arma formata contro di me prospererà. Le porte e i piani degli inferi non prevarranno 
contro di me. 
              Supero ogni strategia dell' inferno contro la mia vita. 
              Ogni strategia infernale è esposta e portata alla luce. 
              Ricevo i piani di Dio per la mia vita, pensieri di pace e non di male, per condurmi al fine 
previsto. 
  Io sono liberato da ogni trappola satanica e complotto contro la mia vita. 
              Rilascio il turbine per disperdere coloro che cospirano contro di me. 
              Coloro che elaborano il mio male si voltino indietro e siano portati alla confusione. 
              Fa che le reti che hanno nascosto catturino loro stessi, e in quella stessa distruzione fa che 
cadano. 
              Lego e sgrido ogni spirito di Sanballat e Tobia nel nome di Gesù (Ne 6:1-6). 
              Nascondimi dal segreto consiglio degli empi (Sal 64:2). 

Chi non vive con Gesù crederà all’anticristo!



Maria Madre di Dio

Figlia Mia. Il tempo stringe. Dì ai Nostri figli di convertirsi. Molto presto Gesù verrà a voi, ma voi dovete essere preparati per LUI e non dovete cadere nelle trappole del Suo antagonista.

Gesù verrà a salvarvi ed EGLI porterà con sé ogni figlio fedele, ma prima comparirà il Suo antagonista, calcherà la scena del mondo e ruberà molte anime innocenti. Egli è astuto e molto intelligente, e molti dei Nostri figli cadranno ai suoi piedi.

State attenti, perché quello che viene non è Mio Figlio, però fingerà di esserlo. Farà ben poco per apparire come tale, perché i piani del male sono così astuti, che voi stessi lo considererete quello che non è, e tutto ciò che egli farà vi confermerà che egli sia l’Inviato, ma in verità non è stato inviato dal cielo, ma è emerso dall’ inferno stesso!

Egli è il figlio del Male, del diavolo, della bestia, del serpente! Egli sedurrà e getterà nella rovina così tanti dei Nostri figli. 

Mio Figlio invece è l’Amore stesso. Egli non seduce! Egli non corrompe con fascino e con retorica! EGLI È, e non deve dimostrarvi nulla.

L’altro invece porterà molta sofferenza alla vostra anima perché non ha buone intenzioni. È stato mandato dall’inferno per rubare le anime, imbroglierà, mentirà e ingannerà, ma non vi porterà mai amore, non vi darà profonda realizzazione, solo brividi ed euforia e nulla di ciò che Mio Figlio tiene in serbo per voi!

Quindi cambiate strada, perchè chi non vive con Gesù, chi non conosce il Suo amore e non sa che cos’è la profonda realizzazione divina, crederà all’anticristo, lo seguirà e si perderà in lui e nella bestia.

Pentitevi, prima che sia troppo tardi e dichiaratevi per Gesù regalateGLI il vostro SÌ. Allora riconoscerete e manterrete la chiarezza e il vostro cuore saprà chi è il vero Figlio del Signore.

Preghiera Portare il cielo alla terra



Che cosa è la preghiera 


Un servizio 

C'è un vero e proprio servizio a Dio nel pregare per il Suo 
popolo. 

Luca 2:37 
Ella era vedova e, sebbene avesse ormai 
ottantaquattroanni, non si allontanava mai dal tempio, 
servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. 

L'apostolo Paolo scrisse di Epafra che lavorava in preghiera: 

Colossesi 4:12 
Epafra, che è dei vostri ed è servo di Cristo, vi saluta; egli 
combatte sempre per voi nelle preghiere, affinché stiate 
fermi, perfetti e compiuti in tutta la volontà di Dio. 

Alzate la vostra voce e informate i vostri sacerdoti!



Dio Padre: Scrivi Mia amata figlia perché la Mia Parola deve essere ascoltata, accettata e messa in pratica da ancora molte anime

Figlia Mia. Il tempo stringe. La vostra società si allontana sempre di più da Mio Figlio, e quelli che GLI hanno giurato ufficialmente fedeltà,  sono quelli che ora cacciano sempre di più il vostro santo Gesù dalle vostre chiese. Faranno questo con il pretesto  “dell’uguaglianza”, “dell’apertura” e “dell’amicizia fra tutte le razze“ e con l’obiettivo di un’ unica religione mondiale, che vi prenderà  completamente il vostro Gesù e in cui- al posto di pregare a Dio, il nostro Signore,- verrà adorata la bestia.

Figli Miei! Aprite occhi e orecchie e non permettetelo! Difendetevi! E siate certi che NESSUNO vi potrà prendere il vostro Gesù perché chi vive con LUI , chi GLI ha donato  il suo  SÌ, lo porta nel proprio cuore e lì  LUI sarà sempre con voi!

Non abbiate paura quindi e non scoraggiatevi mai! Ma alzate la vostra voce e informate i vostri sacerdoti! Presto infatti nulla sarà più com’era una volta e chi partecipa all’adorazione della bestia andrà perduto!

Ditelo ai vostri sacerdoti e pregate per loro, perché per loro e per i nostri figli fedeli, sinceri e credenti incominciano tempi brutti! Preparatevi per questi tempi che ora verranno, tenetevi stretti i vostri sacri libri e i vostri oggetti sacri e soprattutto: salvate le croci del vostro Signore! Poi  dovrete celebrare  le vostre sante messe  in segreto quindi  preparate già ora tutto per poterlo poi fare! Raccogliete  tutto quanto ciò che ancora avete di puro e Santo in modo che abbiate  tutto “a disposizione” nei giorni del male!

Figli Miei. PregateCi! Pregate a Me, la vostra sacra Mamma Celeste e a Gesù che vi ama moltissimo! Pregate lo Spirito Santo affinché illumini TUTTI i cuori e pregate il Padre affinché intervenga. La Sua santa mano darà molte punizioni ,ma voi dovete pregare figli Miei ,che la tribolazione non diventi troppo pesante per voi e per i vostri fratelli.

La purificazione la vedete ora in tutto il mondo. Riconoscetela per quella che è,  perché è il Signore che fa scatenare i venti , fa ribollire i mari e scuotere la terra. Molto fuoco seguirà a tutto questo, se vuoi non vi convertite e non cambiate strada!

Dio Padre, Nostro Padre Celeste ama ognuno dei Suoi figli, ma voi dovete dichiararvi per LUI di spontanea volontà e per profondo amore, perché chi vive con il Signore verrà risparmiato! Verrà protetto, guidato e amato!

Cambiate strada e percorrete il resto della via che vi rimane qui su questa vostra meravigliosa terra con LUI! Se ogni figlio trovasse la strada verso di LUI la vostra terra sarebbe già ora un paradiso, ma siccome così tanti figli si sono allontanati , avete dato al diavolo sempre maggior  potere sulla vostra terra e su di voi.

Cambiate strada! E venite al Padre e vi verranno donati il Suo amore e la Sua cura onnicomprensivi. Così sia.

Non abbiate mai paura, anche i Nostri amati sacerdoti non devono temere, perché chi crede sinceramente in Mio Figlio, chi LO ama e vive con LUI, sarà protetto e  guidato e la bestia non potrà danneggiare la sua anima.

Io vi amo. Abbiate coraggio! E resistete!

La vostra Mamma Celeste che vi ama.

Mamma di tutti i figli di Dio. Amen.

LA VERGINE MARIA negli scritti di Luisa Piccarreta



Perché piange la nostra Madre 

“La mia Mamma Celeste si era fatta vedere piangere, e avendole domandato: “Mamma mia, perché piangi?”, mi ha detto: “Figlia mia, come non debbo piangere, se il fuoco della Giustizia divina vorrebbe divorare tutto? Il fuoco delle colpe divora tutto il bene delle anime ed il fuoco della Giustizia vuole distruggere tutto ciò che appartiene alle creature; e vedendo che il fuoco corre, piango. Perciò prega, prega”. (12°, 18-9-1917)  

Cristiani, musulmani, ebrei, hanno lo stesso Dio? NO!



IL CONCETTO DI DIO NEL CORANO

la logica pura non è stata certo il forte di Maometto. Per esempio, il concetto di Dio, la sua natura, i suoi attributi, le sue relazioni con mondo creato, nel Corano si trovano solo alle prese con contraddizioni d'ogni genere. Ecco quali nozioni egli ci dà di Dio, Allah. 
Prima di tutto, inculca il monoteismo: "Dì: Egli, Iddio, è unico; Iddio, l'eterno; non generò e non è generato, ed a Lui non è eguale nessuno"'. Accusa i cristiani di idolatria perché credono e insegnano che Cristo è figlio naturale di Dio e Dio Egli stesso. 
Per Maometto, invece, Gesù Cristo è un uomo come tutti gli altri; nato non da uomo, però, ma da un prodigioso miracolo di Dio, e innalzato alla dignità di Profeta (inferiore, comunque, a Maometto!) e di "Legato" di Dio al suo popolo ebraico2• 
Di Dio dice: Egli è il creatore di tutte le cose e in tutto è perfetto e sapiente3• Egli è l'Altissimo che creò, confermò e tutto decretò e dirige secondo il suo decreto4• Egli è colui che ha mandato dal cielo l'acqua, e per essa produsse il seme di ogni cosa, ed estrasse da essa il verde, dal quale fa uscire un grano insieme agglomerato; le palme dai cui rami pendono grappoli serrati; e orti dalle uve, e le ulive e le melagrane, tra loro simili e non tra loro simili. Osservate i loro frutti quando fruttificano e la loro maturità. Certamente, in ciò sono i segni della divina potenza per gli uomini che credono5• 
Tutto questo, Dio lo ha fatto senza alcuna fatica6• Anche l'uomo è opera di Dio. Fu creato dalla polvere. Anche gli angeli sono a lui sottomessi, perché sue creature7• Ed è Dio che mantiene in vita tutte le cose; se a lui piacesse, potrebbe distruggerle tutte, ridurle al nulla e poi crearne altre e migliori. Egli abbatte e crea i popoli e le nazioni con un solo "Fiat! ". 
Dio, poi, è l'onniscente, e vede tutto ciò che avviene nell'universo. Nulla sfugge al suo occhio scrutatore, neppure il minimo pensiero che passa, volando, nella mente dell'uomo, perché Egli è colui che tiene "le chiavi del mistero, né le conosce se non lui; e lui sa quel che si nasconde nella terra e quel che si sperde nel mare, e non cade foglia che egli non lo sappia, né un grano solo è nelle tenebre della terra, né uno stelo fresco, né uno stelo secco che non sia scritto nel libro manifesto8• 
Dio, poi, è clemente, misericordioso, ma anche vendicatore spietato, per cui, per sfuggire queste vendette, gli uomini lo lodino mattina e sera, senza mai stancarsi o lasciarsi distrarre da cosa alcuna9• 
Dio è libero nel suo operare; fa ciò che vuole e nessuna creatura può alzare la voce contro i suoi voleri10• Egli, invece di tanti popoli differenti per razza e religione, avrebbe potuto farne uno e dotato di una sola religione; al contrario, egli ha poste le differenze di razza e, nella stessa razza, le differenze sociali, affinché alcuni uomini stiano sopra gli altri, ed altri stiano in servitù1\ poiché egli elargisce i suoi doni a chi vuole, o li misura.a chi vuole12• Ma essendo libero, Dio fa anche errare e dìtige chi vuole. "Certamente, Dio farà errare chi vuole e dirigerà chi vuole'm. E ancora: "Niente accade ali 'uomo di bene o di male se non per volontà di Dio4• E dice di peggio, insegnando che Dio ha ispirato nell'anima dell'uomo la malizia, l'istinto al male15• 
Quindi, per Maometto, l'uomo, di fronte al bene o al male, è un irresponsabile, perché sarebbe necessitato ad agire da un istinto intrinseco, cioè da una forza superiore e indipendente dalla sua volontà. 
Ora, ognuno può vedere la conclusione disastrosa a cui portano i dettami di Maometto; e cioè: verso un fatalismo immorale, paralizzatore e distruggitore di ogni iniziativa privata e sociale, anche buona. Infatti, perché darsi da fare per un ideale o l'acquisto di un bene, quando è già stabilito da Dio che non lo si potrà raggiungere? .. Perché vivere in virtù, fare digiuni, preghiere, penitenze, se è già decretato, ab aeterno, che io sia dannato? .. Perché cercare di diventar migliore, se Dio mi tiene inchiodato al male? .. 
Nelle sue continue contraddizioni, Maometto insegna ugualmente che l'uomo sarà premiato, o punito, a secondo delle azioni che farà, non accorgendosi della sua illogicità e immoralità della sua dottrina. Egli, per tutto il Corano, parla illogicamente di pene eterne e di gioie eterne nel suo Paradiso! 
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1 Cfr. "Sura" 112. 
2 Cfr. "Sura" XIX-16-37. 
3 Cfr. "Sura"VI-101. 
4 Cfr. "Sura" LXXXVII-14. 
5 Cfr. "Sura" VI-97 -100. 
6 Cfr. "Sura" L-37. 
7 Cfr. "Sura" XXXV-59. 
8 Cfr. "Sura" VI-59. 
9 Cfr. "Sura" XXIV -36-37. 
10 Cfr. "Sura" 11-254. 
11 Cfr. "Sura"XLIII-31. 
12 Cfr. "Sura"XVII-32; e "Sura" XVII-21. 
13 Cfr. "Sura" XXXV-9. 
14 Cfr. "Sura" LXXII-Il. 
15 Cfr. "Sura" XCI-8. 

sac. Luigi Villa 

San Bernardo di Chiaravalle.



Vi sono quattro generi di retribuzione: due in questo mondo, due nell’altro. La retribuzione della fortuna e della ricchezza degli empi, a proposito dei quali sta scritto: «Ricevettero la loro mercede»; e quella della dannazione e della vergogna, che li attende. Alla confidenza e alla grazia dei giusti è invece dovuta la mercede dell’amorosa dolcezza e della gloria. Due sono le cose ricompensate: la giustizia delle azioni e la purezza del cuore.

PREGHIERA DI S. BONAVENTURA



Trafiggi, o Gesù dolcissimo la parte più intima dell'anima mia con la soavissima e salutare ferita del tuo amore e con vera, pura e santissima carità, affinché languisca e mi strugga dall'unico desiderio di amare: Te solo, di bramare Te, di anelare verso di Te, di morire per essere con Te. Fa che io sia affamato di Te, che sei il Pane degli Angeli, il cibo delle anime sante, il nostro pane quotidiano, nutriente più di ogni altro cibo, pane che ha tutte le dolcezze, tutti i sapori, tutte le delizie più soavi. Fa che abbia fame dì Te che gli Angeli contemplano; di Te si nutra il mio cuore e della dolcezza del Tuo sapore si riempia l'intimo dell'anima mia. Concedimi d'aver sempre sete di Te, che sei la sorgente della vita, la fonte della sapienza e della scienza, la fonte dell'eterna luce. Il torrente delle delizie, la fecondità della casa di Dio. Dammi la grazia che il mio cuore desideri sempre Te, cerchi Te, aneli a Te, mediti Te, giunga a Te, parli di Te, e tutto operi in lode e gloria, del tuo Nome, con umiltà e prudenza, con amore e con piacere, con facilità e con affetto, con perseveranza che duri fino alla fine. E Tu solo siimi sempre l'unica fiducia, l'unica ricchezza, l'unica delizia, l'unica gioia, l'unica quiete e tranquillità, l'unica pace, l'unica soavità, l'unico profumo, l'unica dolcezza, l'unico cibo ed alimento, l'unico rifugio, l'unico aiuto, l'unica sapienza, l'unica parte di eredita, l'unico bene, l'unico tesoro nel quale rimangono sempre fissi e incrollabilmente radicati la mia mente ed il mio cuore Cosi sia. 

giovedì 5 dicembre 2019

Il nostro Signore viene scacciato e voi lasciate che questo accada!



San Bonaventura

”Il Nostro Signore viene scacciato e voi lasciate che questo accada.

Dì ai Nostri figli che devono custodire Gesù nel loro cuore.

Dì ai Nostri sacerdoti  che così non va. Peccano contro il Signore  se non si alzano e non si oppongono.