Comunque, in qualsiasi guaio tu sia, chiama Maria, chiama Maria, chiama Maria.
Comunque, in qualsiasi guaio tu sia, chiama Maria, chiama Maria, chiama Maria.
Ricevi quello che voglio darti, apri i sensi del tuo cuore alle chiamate di chi vive e regna ed è Dio.
Il successore di Pietro sulla Terra è colui che compie la volontà che il tuo Dio ha inserito nel suo cuore. La vergogna dovrebbe essere data a chi usa la sua lingua per diffamare e calunniare; e non pregare per quello che considera un errore. L'uomo è diventato così orgoglioso che mette in discussione i miei disegni, diffondendo confusione su coloro che pregano poco e non mi conoscono.
I giudizi che nascono da un cuore ferito dal peccato ti permettono solo di dare parole che nascono dalla tua ragione, ma non da una comunione spirituale che forgi alla luce del mio Spirito; diventano giudici di ciò che non è tuo, portando sulle spalle le colpe altrui che ti rendono colpevole di condanna.
Hai lasciato il mondo sottosopra, accecato dalla tua stessa colpa, parli di ciò che il cuore è pieno, che corrotto dalla disobbedienza allucina in ciò in cui crede e lo fa agire come un essere radicale e senza pietà verso i tuoi simili, voi siete diventati freddi e fondamentalisti in ciò che la tua ragione ti convince e inoltre il tuo passaggio in mezzo al mondo sta creando divisioni e rivalità perché non apprendono lezioni e il conforto ti fa accettare ogni calunnia; più dovresti sapere che ogni offesa finisce sempre nel peccato; ed è il peccato che ti separa dalla verità e ti condanna.
Non possono continuare a vivere per compiacere i tuoi disordini, svergognano un Dio che ti ha creato a sua immagine e somiglianza affinché, purificato da tutte le tue ribellioni, ti prepari a partecipare al banchetto dell'agnello, poiché chi volontariamente decide di versare vecchio che porti dentro, sarò io a tessere con le mie mani l'abito di santità che devi indossare per essere un santo abitante nella nuova Gerusalemme.
La vita non finisce con la morte nella carne, inizia con la risurrezione che io ti do. La vita e la morte mi appartengono, perché solo io ho potere su di loro. La disobbedienza è la conseguenza dell'assalto, della divisione e della morte. L'inquinamento in cui si muovono fa ammalare molte anime. Non c'è nulla di coperto che non verrà scoperto, il frutto delle loro opere è stato visto dal cielo, ma forse dimentichi che ti riterrò responsabile e che la sera della tua vita sarai giudicato.
Discendente di Abramo, dici di conoscermi ma non preghi, dici di conoscermi ma le parole che escono dalla tua bocca esprimono solo i capricci e l'egoismo che custodiscono il tuo cuore.
Non fidarti della tua fortuna perché finirà e potrai partire per l'eternità senza aver accettato la misericordia che oggi ti metto nelle mani; Confida in Me che sono Colui che dà grazia e benedizione a coloro che, pentiti, Mi cercano, rimangono in Me e restano per sempre.
Non allontanarti dal sentiero che con il mio sangue versato sulla croce, ho tracciato per te. Oggi è il momento di cercare di riconciliare il tuo cuore con la verità e l'amore; riconciliazione che ti darà forza, nuove grazie e benedizione per raggiungere la tua casa eterna.
Io Gesù ti parlo.
Messaggio di Gesù dato a María Rocío.
20/05/19 (Asuncion-Paraguay))
PADRE LIVIO, OBLOMOV E IL VIRUS DELLA CENSURA
di Roberto Pecchioli
Un’altra finta bufera mediatica, un altro intervento della psicopolizia, attivissima in tempi di coronavirus. I chierici del Progresso, della Scienza e della Verità (tutto maiuscolo) hanno trovato un nuovo bersaglio da colpire. E’ padre Livio Fanzaga, fondatore e animatore di Radio Maria, la popolarissima emittente radiofonica cattolica. Il sacerdote bergamasco devoto della Madonna di Medjugorje ha un torto incancellabile: è un cattolico fedele e ha osato pronunciare frasi altrettanto cattoliche sul Covid 19, esattamente quelle che non escono dalla bocca dei vescovoni e dell’uomo di Santa Marta.
Chi trova un nemico, trova un tesoro e Padre Livio è perfetto come obiettivo degli attacchi del circo illuminista: è un prete, è “refrattario “, come veniva chiamato il clero antigiacobino al tempo della Rivoluzione, crede in Dio (brrr…), evoca il Male e mette in guardia dal peccato, porta della dannazione. Niente a che vedere con il panteismo di Pachamama e con la fratellanza universale dei frammassoni professata a San Pietro, in alto loco. Che cosa ha osato dire di così sconvolgente ai microfoni di Radio Maria, tanto odiata – anche in ambito clericale- per il suo successo popolare? Ecco le frasi choc, come le chiamano le suorine laiche, democratiche, progressiste e scientificamente corrette: “questa epidemia è un progetto che io ho sempre attribuito al demonio. E il demonio agisce attraverso gli uomini. Delle menti criminali hanno realizzato questo progetto”. Lo scopo sarebbe “fiaccare l’umanità, metterla in ginocchio e creare una dittatura sanitaria e un mondo nuovo. Un mondo non più del Dio creatore, ma il mondo di Satana”.
Padre Livio ha cioè ribadito due millenni di lezione cristiana: il mondo è attraversato da una lotta perenne tra il bene e il male. Il “principe di questo mondo” è Satana, l’angelo caduto e il dolore dell’esistenza è il frutto del male, che le tradizioni giudaica e cristiana chiamano peccato. Sono principi che ciascuno ha il diritto di considerare sbagliati e persino assurdi, ma di cui nessuno dovrebbe contestare la legittimità. I tromboni della tolleranza non tollerano nulla che si discosti dalla loro angusto mondo postmoderno, progressista, scientista e materialista. Fingono di commuoversi, mano sul cuore, ripetendo l’apocrifa citazione di Voltaire “non sono d'accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo”. Cancellato, finito: la censura circola almeno quanto il virus, qualunque ne sia l’origine e chiunque ne stia sfruttando l’esistenza.
Le valutazioni di padre Livio- fede a parte – si diffondono ampiamente nel mondo, anche se una giornalista, Flavia Perina, ex missina ora radical chic, in un’articolessa piena di scherno iscrive il direttore di Radio Maria nella “bolgia dei negazionisti”, il massimo della pena in tempo di virus. Ugualmente, non si può associare Padre Livio al torbido girone infernale dei complottisti, poiché il “grande reset”, la trasformazione profonda del nostro modo di vivere, fa parte dell’agenda diffusa apertamente dal Foro Economico Mondiale (WEF), il cosiddetto partito di Davos. Uno dei funzionari più attivi del globalismo, Jacques Attali, parlò chiaramente di epidemie come vettore privilegiato di gigantesche operazioni di ristrutturazione geopolitica planetaria.
Il problema, anzi la tragedia, è la censura che avanza quotidianamente. Un intellettuale maestro di politica, economia e cultura, Giano Accame, in un’occasione conviviale disse che i padroni della società sono coloro di cui non si può dire male. Aggiunse che la libertà è perduta allorché non si può “dir bene di se stessi”, ovvero difendere le proprie convinzioni. Ci siamo caduti dentro: le libertà sono perdute e in cambio ci hanno fornito alcuni falsi diritti da biancheria intima. Valuti l’intelligenza del lettore quali sono i gruppi identitari, le comunità politiche e religiose, le oligarchie e le idee di cui è proibito dir male e molto gli sarà chiaro dell’attuale deriva. Nel caso degli attacchi a Padre Livio, è evidente che opera il divieto di diffondere la visione della vita e del mondo cristiana, al di là di ogni valutazione sul contenuto di verità. L’ emittente di Erba infastidisce per il suo successo, perché è un punto di riferimento di tantissima gente buona e onesta.
Nessuno choc dei padroni dei media per le censure al presidente americano in carica, nessuno scandalo, tanto per dirne una, per il comportamento dell’esimio dottore Albert Bourla, amministratore delegato di Pfizer, gigante di Big Pharma, gran contribuente della campagna elettorale di Joe Biden. Il super manager farmaceutico, nello stesso momento in cui annunciava trionfalmente il vaccino anti Covid 19, vendeva con un profitto di oltre cinque milioni e mezzo di dollari azioni della compagnia di sua proprietà, ottenute probabilmente come benefit stipendiale. Si chiama insider trading, ossia la compravendita di titoli di una società da parte di soggetti che, per la loro posizione all'interno della stessa o per la loro attività professionale, sono in possesso di informazioni riservate. Sarebbe un reato penale, ma Bourla (il suo cognome letto all’italiana desta più di un sospetto) non si preoccupa di certo: la Pfizer è potentissima e da qualche giorno è ufficialmente la grande benefattrice dell’umanità a causa del vaccino, e poco importa se lo farà pagare miliardi ai governi e ai popoli.
Il nemico pubblico è Padre Livio e chiunque dissenta dalla versione ufficiale sul virus, la sua nascita, la sua diffusione, e avanzi l’ipotesi di obiettivi che l’oligarchia di potere si prefigge attraverso la situazione presente. Peraltro, la narrazione ufficiale sul focolaio iniziale – l’infezione dei pipistrelli al mercato del pesce di Wuhan- deve fare acqua da tutte le parti, se la centrale sanitaria del mondialismo, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, cioè Bill Gates, ha inviato una missione di studio in Cina.
Chi scrive presume che sia proibitissima e tacciata di follia anche una teoria sul Covid 19 che vede nel virus- comunque sia nato- un’operazione neo malthusiana volta a “liberare” lorsignori (governi, sistemi sanitari, assicurazioni, previdenza) dall’eccesso di popolazione anziana. I primi dati statistici sulla “seconda ondata “autunnale segnalano un raddoppio dell’indice di mortalità tra ottobre e novembre nelle zone maggiormente colpite, con età media dei deceduti di 80 anni. Saranno paranoie complottiste, visioni malate, ma per Niccolò Machiavelli “dai fatti occorre trarre significazione”.
Mentre la logistica cerca di risolvere il problema del trasporto intercontinentale e della conservazione del vaccino Pfizer a meno 80 gradi, la Germania, paese guida dell’Europa, vassallo privilegiato degli Usa, ha diffuso uno sconcertante messaggio istituzionale sul Coronavirus. Un finto documentario è ambientato in un futuro nel quale un vecchio signore ricorda come sopravvisse al virus nel 2020. Scorrono immagini che lo ritraggono da giovane, asserragliato in casa, semiaddormentato davanti alla televisione. “L’unica cosa giusta da fare era non fare niente. E noi l’abbiamo fatta”. Questo è il messaggio: il nichilismo e il blocco esistenziale di Oblomov.
Colpisce che il personaggio letterario di Oblomov, creato da Ivan A. Gonciarov, così tipicamente russo, rinasca nell’iperattiva Germania. Oblomov viveva letteralmente senza fare nulla. Per la gran parte del tempo, giaceva su un divano o su un letto, nel disordine e nella trascuratezza. Fu il simbolo dell’immutabilità dell’anima russa del XIX secolo: strano davvero e non certo casuale che diventi il modello offerto ai suoi giovani dal governo tedesco. Ecco il cittadino ideale al tempo del virus: un giovanotto rincretinito davanti alla televisione, indotto a credere qualunque “verità” di regime, indolente, in attesa dell’azione altrui, ovvero del salvifico vaccino che riaprirà le case, accorcerà le distanze sociali, getterà le mascherine tra i rifiuti e restituirà la felicità e il progresso al buon cittadino globale, Oblomov redivivo. Uno scenario civile orribile, un motivo in più per non credere alle narrative ufficiali e per prendere sul serio le ipotesi formulate da Padre Livio. Chissà che cosa pensa, il battagliero sacerdote, della Francia rinchiusa da Macron, in cui le chiese – attaccate così spesso in odium fidei – riapriranno sì, ma solo dopo i negozi, e chi protesta verrà assoggettato a pesanti sanzioni.
Sorvegliare e punire, impartire lezioni di verità indiscutibile, estendere la censura, presentata come reazione di buon senso della buona gente che attende fiduciosa le direttive del potere e porge il braccio all’ago che vaccina e ci libera dal male più efficacemente del Padre Nostro. Questo è il senso degli anni che viviamo, in cui il virus è detonatore e acceleratore di immense ristrutturazioni antropologiche e tecnologiche. Se lo si dice apertamente, si è bollati di “negazionismo”, come se ignorassimo i lutti e le sofferenze. Se l’angolo visuale della dissidenza è nella tradizione spirituale, l’accusa è di essere “medievali”. La leggenda nera sul Medioevo è un tenace residuo illuminista. Come tale non può essere affrontata con argomenti razionali, se non con la rivendicazione orgogliosa del paragone con il millennio di Benedetto e di Francesco, di Tommaso d’Aquino, di Dante, Giotto e di chi inventò la bussola, la stampa e la scrittura musicale.
Al tempo della censura, dell’abolizione del pensiero libero in nome della tolleranza, della correttezza politica e della dittatura dei sedicenti umiliati e offesi, nel momento in cui la nazione tedesca, cuore d’Europa, terra di Goethe, Bach, Beethoven e della grande filosofia, di illustri scienziati e giuristi, propone come modello comportamentale l’immobile, impaurito Oblomov postmoderno, più acuta è la nostalgia di un nuovo Medioevo. Lo chiese con forza un grande spirito russo del Novecento, Nikolaj Berdjaev, per il quale la civiltà moderna è “un’impresa che ha fallito”. La cultura occidentale ha raggiunto il punto morto in cui sperimenta la drammatica transizione a una civilizzazione senza Dio. L’alternativa, per Berdjaev, sta nel sorgere del nuovo Medioevo, ovvero in una vigorosa rinascita spirituale.
In una prospettiva rigorosamente cattolica, è l’auspicio implicito di Padre Livio allorché chiede agli uomini di buona volontà di guardare al presente con gli occhi della fede, della tradizione e dell’anima, nella prospettiva di una guerra tra il bene e il male. Proibito: meglio l’immobilità di corpo e anima alla Oblomov, l’attesa (messianica anch’essa) del vaccino, la fiducia superstiziosa nella scienza dell’uomo che si crede Dio, ma finisce sgomento in balia di un virus giunto sulle ali di un pipistrello.
Del 17 Novembre 2020
Messaggio ricevuto da Maria de Jesus Coelho 16/11/2020
Come si vede, si tratta di “testimonianze” indiscutibili, a cui si possono aggiungere innumerevoli altri “fatti” accaduti, documentati, reali. Come questi:
– Il prof. Klaus Gamber, nel suo articolo: “Comunione sulla mano? Ragioni dell’inopportunità”, riporta questo triste e angoscioso episodio: «Una bambina di otto anni ha portato a casa l’Ostia santa, perché potesse comunicarsi anche il suo cagnolino, l’amato compagno dei giochi!» (cfr. in “Una Voce”, Supplemento a n. 91-92 del Notiziario gennaio-luglio 1990, p. 42). – Un parroco, don Karl Pfeiffer, ha reso noto un episodio (tutt’altro che sporadico!) di un ragazzo che aveva messo la Santa Ostia nella tasca dei pantaloni; poi, l’aveva fatta vedere in classe; quindi, riportata a casa, non “si ricorda dove”. Fatte le debite investigazioni, si è constatato che altri ragazzi della stessa classe avevano commesso l’identico sacrilegio. (Rheinischer Merkur, 10 gennaio 1975). – Da due lettere al direttore, nel “Kirchenboten di Osnabrück” del 13 luglio 1980 vi è lo sfogo e il disgusto che hanno destato gravi mancanze di rispetto (e di Fede!) osservate durante la Comunione, distribuita ai partecipanti di un pellegrinaggio a Clemenswerth. Citiamo: «... quasi 2.000 giovani presero parte al pellegrinaggio notturno. Mentre si distribuiva la Comunione, successe (...) che alcuni giovani potevano ricevere l’Ostia soltanto sulla mano sinistra, perché, nella destra, tenevano la sigaretta accesa. Uno di loro, con l’Ostia sulla mano, disse: “adesso vado da un altro prete che me ne darà una seconda!”. Una seconda Ostia consacrata? Perché?». Fin qui il lettore di Bremen! L’altro lettore - uno studentello - si lagna amaramente «dell’atteggiamento dei giovani presenti che fumavano prima e dopo la S. Comunione e assistevano alla Messa coricati per terra, senza dare alcun segno di comprendere il carattere sacro della Messa e dell’Eucarestia!». – Il 1° novembre 1975, durante una cerimonia di beatificazioni in Piazza S. Pietro, si sentì lo speaker che avvertiva che la “Comunione era personale”, e che non si poteva passare le particole di mano in mano, come stava invece accadendo! – Un altro identico passamano di particole consacrate lo si vide a Pompei, sotto gli occhi del Papa e del card. Ursi95. – Anche a Torino, (la città da dove partì, in Italia, la distribuzione della “Comunione nella mano”!) il card. Ballestrero dovette clamorosamente denunciare la profanazione di tante particole consacrate nelle “messe nere”. Ma non disse che Torino è, oggi, la capitale del “satanismo”, in Italia! – A Roma, le profanazioni sono numerosissime! Ad esempio: si sono trovate particole consacrate incollate alle porte di qualche chiesa e recanti bestemmie!
– Si sono trovate particole consacrate, gettate sui banchi e sui gradini d’ingresso… – Ogni settimana, in San Pietro, bisogna rincorrere qualcuno che si sta portando via l’Ostia consacrata… come “souvenir”! – Quando si tengono le Sante Messe sul sagrato di San Pietro, sempre, o quasi, si trovano sul selciato della piazza numerose particole, intere o in frantumi, finite sotto i piedi della folla!…
E così via. A centinaia!… A migliaia!…
del sac. dott. Luigi Villa
Figli miei, ora più che mai dovete essere pronti per essere portati via dalla terra in qualsiasi momento, in qualsiasi ora. Ho in programma giudizi per molte nazioni. Ho pianificato tempeste che arriveranno senza preavviso. Sto sollevando nemici contro le nazioni che hanno rifiutato di riconoscermi, che proibiscono di proclamare il Mio Santo Nome. Questi arriveranno all'improvviso. Non ci sarà l'ultimo momento per pentirsi e molte anime si perderanno in loro.
Ho dato all'umanità molto tempo per pentirsi e il peccato peggiora sempre di più. La terra si fa più scura di momento in momento e devo porre fine alla sofferenza degli innocenti. È giunto il momento in cui affronterai il Mio Giudizio. Puoi stare davanti a me ora ed essere dichiarato giusto? Otterrai l'ingresso nel Mio Regno quando sarai giudicato o sarai trovato mancante?
Il momento per pensare a queste cose è adesso, figli Miei, non più tardi, quando non c'è più tempo e le vostre opportunità di pentimento sono svanite.
Considera ora cosa vedrò quando starai davanti a me.
Glynda Lomax
Luca 12: 19-21
19 E dirò alla mia anima: Anima, hai molti beni accumulati per molti anni; rilassati, mangia, bevi e sii felice.
20 Ma Dio gli disse: Stolto, questa notte la tua anima ti sarà richiesta. Di chi saranno dunque quelle cose che hai provveduto?
21 Così è di chi accumula tesori per sé e non è ricco davanti a Dio.
1 Pietro 4:18
18 E se il giusto è appena salvato, dove appariranno l'empio e il peccatore?
L’eclissi della vera Chiesa
Da sessant’anni stiamo assistendo all’eclissi della vera Chiesa, oscurata da un’anti-chiesa che si è progressivamente appropriata del suo nome, ha occupato la Curia Romana e i suoi Dicasteri, le Diocesi e le parrocchie, i Seminari e le Università, i Conventi e Monasteri; ne ha usurpato l’autorità e i suoi i ministri ne indossano le sacre vesti; ne usa il prestigio e il potere per appropriarsi dei suoi tesori, dei suoi beni e delle sue finanze.
Questa eclissi, come accade in natura, non avviene all’improvviso, passando dalla luce alle tenebre per l’astro che si interpone tra il sole e noi. È un processo relativamente lento ma inesorabile, in cui la luna dell’anti-chiesa segue la propria orbita fino a sovrapporsi alla luce del sole, generando un cono d’ombra che si proietta sulla terra. Noi ora ci troviamo in questo cono d’ombra dottrinale, morale, liturgico e disciplinare. Non è ancora un’eclissi totale – che vedremo alla fine dei tempi, sotto il regno dell’Anticristo – ma solo un’eclissi parziale, che lascia vedere la corona luminosa del sole al quale si sovrappone il disco nero della luna.
Il processo che ha condotto all’odierna eclissi della Chiesa è iniziato col Modernismo, senza dubbio. L’anti-chiesa ha seguito la propria orbita nonostante le solenni condanne del Magistero, che in quella fase rifulgeva dello splendore della Verità. Ma solo con il Concilio Vaticano II questa entità spuria ha potuto sovrapporsi alla Chiesa, oscurandone inizialmente una minima parte che via via andava aumentando. Chi allora ha indicato il sole deducendo che la luna lo avrebbe certamente oscurato, fu accusato di essere «profeta di sventura», con quelle forme di fanatismo e intemperanza che nascono dall’ignoranza e dal pregiudizio. Il caso emblematico di Monsignor Marcel Lefebvre e di pochi altri Prelati conferma da un lato la loro lungimiranza e dall’altro la reazione scomposta dei loro avversari; i quali, nel timore di perdere potere e di esser ignominiosamente scacciati dal sacro recinto, hanno esercitato tutta la loro autorità per negare l’evidenza e tenere nascosti i loro intenti.
Possiamo dire, per conservare la similitudine dell’eclissi, che nel cielo della Fede essa rappresenta un fenomeno raro e straordinario. Ma negare che durante l’eclissi si propaghino le tenebre, solo perché questo in condizioni ordinarie non avviene, non è indice di fede nella indefettibilità della Chiesa ma di superstizione, se non di malafede e di ostinata negazione dell’evidenza. La Santa Chiesa, secondo le promesse di Cristo, non verrà mai sopraffatta dalle porte degli inferi, ma ciò non significa che essa non si troverà – o non si trovi già ora – oscurata dalla sua infernale contraffazione, quella luna che non a caso vediamo sotto i piedi della Donna dell’Apocalisse: «Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle» (Ap 12, 1).
La luna giace sotto i piedi della Donna, posta al di sopra d’ogni mutevolezza e corruttibilità terrena, al di sopra della legge del fato e del regno dello spirito di questo mondo. E ciò proprio perché quella Donna, che è a un tempo immagine di Maria Santissima e della Chiesa, è amicta sole, rivestita del Sole di giustizia che è Cristo, «esente da ogni potere demoniaco in quanto prende parte al mistero della immutabilità di Cristo» (Sant’Ambrogio), essa rimane inconcussa se non nel suo regno militante, certamente in quello sofferente in Purgatorio e in quello trionfante in Paradiso. San Girolamo glossa le parole della Scrittura ricordandoci che «le porte degli inferi sono i peccati e i vizi, specialmente gli insegnamenti degli eretici». Sappiamo quindi che anche la «cloaca di tutte le eresie» rappresentata dal Modernismo e dalla sua versione aggiornata conciliare non potranno mai oscurare definitivamente lo splendore della Sposa di Cristo, ma solo per il breve periodo dell’eclissi che la Provvidenza, nella Sua infinita sapienza, ha deciso di permettere per trarne un maggior bene.
Continua
Le consolazioni di Dio
È facile credere quando Dio ci dà le sue consolazioni, ma questa fede che è facile, è una fede impura, perché noi crediamo che l'amore di Dio abbia un suo corrispettivo, una sua prova, una sua misura nelle consolazioni che egli ci dà. Quanto è più bello che Dio ci privi di ogni consolazione, perché allora la nostra fede può maggiormente adattarsi a Dio di quando egli ci dà le consolazioni. Quasi fatalmente noi adattiamo Dio alle consolazioni che riceviamo, e lo rendiamo abbastanza meschino, infatti, le consolazioni che Dio può darci su questa terra sono un nulla, paragonate alla gloria che egli ci riserva nel cielo. E proprio perché sono nulla non solo le tribolazioni, ma anche le gioie, dobbiamo saper rinunciare a queste consolazioni; chiederle soltanto nella misura nella quale ci sono necessarie per la povertà della nostra anima, convinti che è infinitamente più grande il peso di gloria che ci attende domani.
Viviamo questo mistero di una divina maternità come l'ha vissuto Maria, nell'umiltà, nella semplicità di una vita nascosta; viviamo la grandezza di questo mistero anche nella tribolazione di una vita che forse non conosce le gioie che hanno conosciuto altre anime. Facciamo credito a Dio anche nei momenti più duri della nostra esistenza; facciamo credito a Dio, egli ci ama. Non dubitiamo del suo amore, non dubitiamo della sua presenza, non dubitiamo della vocazione che egli ci ha dato alla santità. Lasciamoci possedere da lui, perché in noi viva lui solo. «In te ho posto le mie radici», dice la Sapienza nel libro del Siracide, come abbiamo ascoltato stamane.
Che in noi davvero getti le sue radici profonde, e nessuno possa più svellere questo albero della divina Sapienza che di noi si nutre, per vivere in noi. E non si tratta soltanto di un crescere del Cristo in noi; la Sapienza ha posto la sua dimora nella Santa Città, ognuna di voi è anche la santa città. San Pier Damiani dice che la Chiesa è una in tutti, ma è anche tutta in ciascuno. Perché voi, che dovete partecipare alla maternità di Maria, non dovete in qualche modo essere responsabili di questa Diocesi, di questa città, che Dio vi ha affidato? Ognuna di voi è la città, come Maria è la Città nella quale tutti nascono; ognuna dirà: sono nata in essa, ricordate il Salmo? Che tutte le anime possano dire di essere nate in voi, di ricevere la vita per la vostra preghiera, per il vostro sacrificio, per la vostra umiltà.
Salve, mater misericórdiae,
Mater Dei et mater véniae,
Mater spei et mater grátiae,
Mater plena sanctae laetitiae,
O Maria! (Refrain)
Salve, Virgo dignior céteris,
Quae virgines omnes transgréderis,
Et áltius sedes in súperis, O Maria!
* Salve, mater.
Te creávit Deus mirábilem,
Te respéxit ancillam húmilem,
Te quaesivit sponsam amábilem,
Tibi numquam fecit consimilem, O Maria!
* Salve, mater.
Te beátam laudáre cúpiunt
Omnes justi, sed non sufficiunt:
Multas laudes de te concipiunt,
Se in illis prorsus deficiunt, O Maria!
* Salve, mater.
Esto, Mater, nostrum solátium,
Nostrum esto, tu Virgo gáudium:
Et nos tandem, post hoc exsilium,
Laetos junge choris caeléstium, O Maria!
* Salve, mater.
13 novembre 2020 - Appello di San Michele all'umanità. Messaggio a Enoch.
Chi è come Dio? Nessuno come Dio!
Possa la Pace dell'Altissimo essere con tutti voi, Seme del Padre mio.
Fratelli, io, Michele, Principe degli Eserciti Celestiali, vi parlo oggi attraverso questo Strumento, per dirvi che molto presto l'umanità entrerà nel tempo della Grande Tribolazione, dove si ascolteranno soltanto lacrime e dolori. Com'è triste che questa umanità di questi ultimi tempi debba conoscere la Giusta Ira di Dio, per poter cambiare! O Mortali, non sapete cosa vi attende, se lo sapeste, correrereste a cercare il perdono di Dio e vi pentireste di tutti i vostri peccati! La tribolazione che sta per giungere non si è mai stata vista prima nella creazione e la cosa più triste è il sapere che milioni di anime si perderanno eternamente perché non sono preparate spiritualmente.
Tribolazioni, tragedie, carestie, rovine, persecuzioni, catastrofi e desolazione in generale, è ciò che arriverà molto presto a questa umanità. Mai prima d'ora nessuna generazione ha visto la tribolazione che sta per giungere a questa generazione degli ultimi tempi; La stragrande maggioranza di questa umanità ingrata e peccatrice vive oggi come ai tempi di Noè e Lot: mangiano, bevono, comprano, vendono, si sposano, costruiscono e improvvisamente la Giustizia di Dio verrà ad essi come ai tempi di Lot: il fuoco dal cielo gli pioverà addosso e molti moriranno. (Luca 17. 26-29). Poveri mortali, se non si sveglieranno il prima possibile dal loro letargo spirituale, si perderanno per sempre! Vi restano ancora alcuni millesimi di tempo, approfittatene e correte a mettere in ordine i vostri conti; non siate insensati, perché la posta in gioco è la salvezza della vostra anima.
Vi ricordo umanità peccatrice, che quando inizieranno le tribolazioni non troverete più aperte le Case del Padre mio; perciò vi esorto a riconciliarvi con Dio il prima possibile, in modo da non avere un domani nulla di cui pentirvi. Umanità peccatrice, smettetela di offendere l'Altissimo! Ricordate che la vita in questo mondo è passeggera, che la vera vita è nell'eternità ed è per sempre; vi chiedo: dove volete spenderla, in paradiso o all'inferno? La vita o la morte eterna dipende da voi; L'Altissimo vi sta dando l'opportunità di ritornare a Lui, di cuore, in modo che domani possiate godere della Sua compagnia. Vi ricordo quello che dice la Santa Parola di Dio: C'è più gioia in Cielo per un peccatore che si converte, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione (Luca 15, 7).
Quindi ascoltate, umanità peccatrice, i richiami che il Cielo vi sta facendo affinché vi pentiate dei vostri peccati e ritorniate sul sentiero della salvezza, perché i giorni della Giustizia Divina stanno bussando alla porta. Non continuare a infrangere i Santi Precetti, perché se continuate a farlo, la Giusta Ira di Dio vi cancellerà con un soffio dalla faccia della terra. Affrettatevi, ladri, prostitute, omosessuali, adulteri, lussuriosi, fornicatori, impuri; tossicodipendenti, alcolizzati, truffatori, bugiardi, invidiosi, idolatri, arroganti, assassini, avidi, stregoni e gli altri peccatori che vagano per questo mondo senza Dio e senza Legge; perché nessuno di voi che continua a peccare erediterà il Regno di Dio. (1 Corinzi 6, 9, 10), (Efesini 5, 5), (Rivelazione 22, 15). Peccatori, correte a lavarvi alla Fonte del Perdono, prima che arrivino i giorni della Giustizia Divina, così che un domani possiate vivere per sempre.
Che la Pace dell'Altissimo rimanga in voi, Seme del Padre mio e la mia Protezione, vi accompagni sempre.
Vostro Fratello e Servitore, Michele Arcangelo.
PAPA BENEDETTO XVI
"Se è vero che Dio è giustizia, non dobbiamo dimenticare che è soprattutto amore: se odi il peccato, è perché ami infinitamente ogni persona umana".
"Dio ama ciascuno di noi e la sua fedeltà è così profonda che non si lascia scoraggiare, nemmeno dal nostro rifiuto".
Il Santo Padre ha meditato sul brano evangelico che la liturgia ha presentato in quella domenica di Quaresima: la donna adultera, da lapidare, che Gesù ha salvato e perdonato.
"Gesù non ha stabilito una discussione teorica con i suoi interlocutori, una discussione teorica sulla legge di Mosè: non gli interessa vincere una disputa accademica, ma il suo obiettivo è salvare un'anima e rivelare che la salvezza si trova solo nell'amore di Dio".
"Ecco perché è venuto sulla terra, ecco perché morirà sulla croce e il Padre lo risusciterà il terzo giorno".
"Gesù è venuto a dirci che ci vuole tutti in Paradiso e che l'Inferno, di cui si parla poco nel nostro tempo, esiste ed è eterno per chi chiude il proprio cuore al suo amore".
"Pertanto, anche in questo episodio comprendiamo che il nostro vero nemico è l'attaccamento al peccato, che può portarci al fallimento della nostra esistenza".
Ricordando che Gesù saluta l'adultera con questo messaggio: “Va 'e d'ora in poi non peccare più”, ha spiegato il Papa: “solo il perdono divino e l'amore ricevuto con cuore aperto e sincero ci danno la forza di resistere al male e "non peccare più", lasciarsi toccare dall'amore di Dio, che diventa la nostra forza ”.