lunedì 4 maggio 2026

Regina della Famiglia

 


CONCLUSIONE 

Da sessant'anni Ghiaie non cessa di interessare credenti, critici ed oppositori. 

Siamo di fronte ad una realtà che supera i nostri  limiti, ad un dono offerto alla Chiesa e al mondo ancora  da scoprire, da accogliere. È un dono in attesa di manifestare tutta la sua ricchezza. 

Maria è apparsa a Ghiaie come la Regina della  Famiglia, che oggi è investita dalle profonde e rapide  trasformazioni della società e della cultura, minacciata  dal veleno del materialismo che la inaridisce e la uccide.  Maria indica nell'obbedienza ai comandamenti il  mezzo sicuro perché le famiglie vivano una vita piena  secondo il progetto divino. 

Da Ghiaie viene a noi un messaggio di vita. 

Abituati a vedere le cose in superficie, a noi pare  che a Ghiaie tutto sia fermo. Invece vi è la vita dello Spirito che opera nel silenzio. 

A Ghiaie c'è chi diffonde messaggi non ispirati dal  Cielo. Il messaggio di Ghiaie è quello dato a noi dalla  Santissima Vergine, attraverso la bambina Adelaide Roncalli nel maggio 1944. 

Ciascuno lo mediti attentamente e troverà in esso un insegnamento ricco, aderente alla verità rivelata, di  viva attualità. 

I segni non basteranno mai a coloro che non credono. Alla domanda dei farisei e dei sadducei, che chiedevano un segno, Gesù rispose: "Una generazione perversa e adultera cerca un segno, ma nessun segno le sarà  dato se non il segno di Giona" (v. Mt 16,4). 

I miracoli, i segni sono doni che devono suscitare in  noi lo stupore e la riconoscenza. Dio opera liberamente,  quando e come vuole. Tutto ciò che è avvenuto a Ghiaie:  le apparizioni così semplici e straordinarie nello stesso  tempo; il messaggio profondo rivolto al mondo; le grazie  e le guarigioni, avvenute durante e dopo le apparizioni; i  fenomeni celesti osservati più giorni e a distanza di centinaia di chilometri in connessione con le apparizioni; le  numerose conversioni, sono un unico segno, che ci fa  dire che a Ghiaie si è manifestata la Regina della Famiglia. 

Quali altri segni dovremmo chiedere alla Vergine  potente? È Lei, invece che giustamente chiede a noi una  vita nuova, che sia il segno per i non credenti. 

Un giorno, sotto l'infuriare del vento, vidi cadere a  terra i vasi di fiori ed alcuni quadri appesi alle pareti  della cappella. La scena mi colpì e vidi in essa la situazione di molte famiglie. È urgente ricostruire il santuario  domestico e riedificare il tempio vivo nel cuore dei figli  di Dio. 

La realtà Ghiaie, così come è, ci dà l'idea della situazione della famiglia di oggi. 

L'apparizione mantiene ancora per tutti un severo monito ed un richiamo profetico alla conversione. 

Se Ghiaie diventerà, per la misericordia di Dio e la nostra buona volontà il luogo privilegiato, dove i focolari  spenti riceveranno luce e calore e le famiglie impareranno ad amare la vita dal suo nascere fino al tramonto,  questo sarà il grande segno che annuncerà il trionfo di  Maria a Ghiaie e nel mondo. 


Preghiera alla Regina della Famiglia 


O Maria Madre di Dio 

tempio dell'Altissimo e porta del cielo, 

quando ci avviciniamo a te, 

sentiamo di essere alla presenza 

della Regina dell'universo, 

della Donna vestita di sole. 

Ma avvertiamo che siamo accompagnati 

dallo sguardo, dall'amore 

e dalla protezione della Madre dolcissima, 

che tutto sa di noi, 

intercede e vuole il vero nostro bene. 

O Vergine potente apparsa a Ghiaie di Bonate, 

vieni in nostro aiuto 

e concedici la grazia ... che tanto desideriamo. 

Tu che tieni tra le mani due colombi,  simbolo della famiglia unita e santa, 

risana le nostre famiglie, purifica i cuori, 

fa che le famiglie diventino sorgente 

di fede, di santità, d'amore. 

Tra i pericoli dell'ora presente 

ascolta l'invocazione dei tuoi figli: 

Madre della vita salvaci. 

Amen

domenica 3 maggio 2026

IL GIORNO IN CUI UN ESERCITO DI DEMONI AFFRONTÒ GESÙ! (Storie Bibliche Spiegate)


 

Il processo di purificazione mediante colpi di destino

 


Perché devo soffrire?


Comunque si voglia formare la vostra vita terrena, è determinata dalla Mia Volontà, per crearvi sempre più possibilità di maturare nella vostra anima. Ma voi maturerete nell’anima solamente, quando vi adattate con dedizione alla Mia Volontà, quando vi piegate umilmente e vi sottomettete totalmente a Me. Ed allora sperimenterete anche visibilmente il Mio Aiuto in ogni miseria terrena e spirituale. La meta della vita è la spiritualizzazione della vostra anima, la purificazione di tutte le scorie che sono ancora attaccate a voi, affinché la Mia Luce d’Amore divino possa totalmente irradiarla, quando abbandona il suo corpo terreno. Ma questa purificazione non avverrà quando l’esistenza 'terrena dell’uomo passa senza nessuna lotta, a meno che l’uomo non conduca un’insolita vita d’amore. Allora gli involucri si sciolgono, ed ha raggiunto la sua meta alla fine della vita. Ma l’anima deve passare sovente attraverso sofferenze e miserie, deve conseguire quel processo di purificazione attraverso la lotta interiore. E poiché la Mia Sapienza riconosce questo, il Mio Amore provvede costantemente ad aiutarla alla maturazione. E per questo la vostra esistenza terrena non può sempre essere condotta nella stessa calma, delle tempeste vi sopraffanno, ed abbastanza sovente sarete scoraggiati per via del destino che vi riguarda. E ciononostante non dovete temere, potrete superare tutto, se soltanto vi unite più strettamente a Me, quando più duramente verrete colpiti dal destino. Io so tutto, e voi non siete mai soli, persino quando vi trovate terrenamente in totale solitudine, quando credete, di essere stati abbandonati da tutti gli uomini. Non vi abbandono veramente mai, ed essere unito con Me vi sostituisce mille volte la perdita che dovete soffrire o avete sofferta. Ma dovete anche sempre riconoscere Me Stesso in ogni avvenimento che viene su di voi. Quando Io Sono il vostro primo ed ultimo pensiero, allora siete forti, qualunque cosa possa venire su di voi. Ma se vi allontanate da Me, mentre vi lamentate e mormorate e vi inalberate contro il vostro destino, allora diverrete anche sempre più deboli e la miseria vi opprimerà sempre più forte, perché allora non esiste altro mezzo per conquistarvi di nuovo per Me, per piegarvi di nuovo sotto la Mia Volontà. Io intendo veramente soltanto il vostro meglio, e nulla viene sopra di voi senza la Mia Volontà o la Mia Concessione, ma sopporterete tutto più facilmente in costante unione con Me, ed allora tutto si risolverà meravigliosamente ciò che prima vi sembrava un groviglio irrisolvibile. E l’anima avrà raggiunta una grande vincita, se non ha risolto il collegamento con Me nelle miserie più pesanti. Quest’ultimo tempo prima della fine è proprio un grande pericolo per gli uomini, che Mi dimentichino nella caccia e nell’affanno per dei beni di questo mondo. E se voglio che pensino di nuovo a Me, allora posso usare soltanto tali mezzi che scuotono tutto il loro pensare. Devo metterli in una situazione mediante duri colpi di destino, dove non sanno più cosa fare, affinché pensino poi a Colui Che da Solo può aiutare loro. Perché le loro anime si trovano ancora nell’involucro più spesso, non hanno ancora intrapreso molto per la purificazione delle loro anime, cioè hanno tralasciato una vita d’amore disinteressato, e per questo è necessario un altro processo di purificazione, se la loro anima deve diventare soltanto un poco più trasparente per la Luce, per cui Mi saranno una volta oltremodo grati. E nessun uomo, che viene visitato dal destino ne è esente, perché amo tutti gli uomini e voglio aiutarli perché trovino una volta la via verso Me, quando sono ancora lontani da Me, oppure si attaccano sempre più saldamente a Me e possono anche ricevere sempre più forza per lavorare su di sé e maturare ancora sulla Terra. Perché voglio che passino già in un grado di Luce nell’aldilà, affinché vengano loro risparmiati i tormenti dell’oscurità nel Regno dell’aldilà, voglio che il loro cammino terreno non sia vano e per questo, voi uomini dovete vedere in tutto soltanto la Mia Volontà o la Mia Concessione per quanto vi riguarda, e vi concedete in remissione alla Mia Volontà. 

Amen

8. dicembre 1957

L'ULTIMA BATTAGLIA - LA MISSIONE E LA CONSUMAZIONE DELLA VITTIMA

 


LA MISSIONE E LA CONSUMAZIONE DELLA VITTIMA 


Scrive Suor Faustina nel suo diario: « Un giorno durante l'ora di adorazione sentii nell'anima di essere entrata nel tempio di Dio vivo, la cui maestà è grande e inconcepibile. Ed egli mi fece conoscere cosa siano al suo cospetto anche le anime più pure. Sebbene esternamente non vedessi nulla, la presenza di Dio mi penetrava da parte a parte e la mia mente venne mirabilmente illuminata in quell'attimo. 

Davanti agli occhi della mia anima, come davanti a quelli di Gesù nell'orto degli Ulivi, passò una visione: prima le sofferenze fisiche e tutte le circostanze che le avrebbero accresciute; quindi, in tutta la loro pienezza, le sofferenze spirituali e le sofferenze che rimarrebbero ignorate da tutti. 

Tutto veniva a far parte di questa visione; i sospetti ingiusti, la perdita della buona fama. Lo scrivo in riassunto, ma la conoscenza che ne ebbi fu chiara al punto che quanto sperimentai in seguito non differiva in nulla da quello che avevo veduto in quel momento. 

Quando con la volontà e con il cuore ebbi accettato questo sacrificio, mi penetrò da parte a parte la presenza divina. L'anima mia fu immersa in Dio e inondata di una felicità così grande che non sono in grado di descriverla, nemmeno parzialmente. Sentivo che la maestà di lui mi circondava e venni mirabilmente fusa con Dio; vidi il grande diletto che Dio trovava in me e il mio spirito, a sua volta, si immerse in lui. Sono conscia di questa unione con Dio, sento di essere particolarmente amata e, a mia volta, amo con tutte le forze dell'anima mia. 

Un grande mistero si è compiuto durante quell'adorazione, un mistero tra me e il Signore; mi sembrava che sarei morta d'amore sotto lo sguardo di lui. Sebbene parlassi molto con il Signore, lo facevo senza pronunciare parola e il Signore mi disse: « Sei la delizia del mio cuore; da oggi piacerà agli occhi miei ogni tua anche minima azione, qualunque cosa tu faccia ». 

Un altro giorno Suor Faustina può scrivere: « L'intimo dell'anima mia è come un mondo grande e meraviglioso nel quale Dio dimora in me. Nessuno vi ha accesso all'infuori di Dio. All'inizio di questa vita con Dio mi penetravano timore e accecamento: il suo fulgore mi accecava e pensavo che egli non fosse nel mio cuore; ma tuttavia erano questi i momenti in cui Dio operava nella mia anima, mentre l'amore diventava più puro e più forte. Il Signore condusse la mia volontà alla più stretta unione con la sua santa volontà. Nessuno potrà capire quanto sto vivendo in questo meraviglioso palazzo dell'anima mia, dove dimoro costantemente col mio diletto. Nessuna cosa esteriore m'impedisce di vivere con Dio. Anche se usassi le parole più forti, esse non esprimerebbero nemmeno l'ombra di come l'anima mia sia inebriata di felicità e di amore inconcepibile; amore così grande e puro come la fonte dalla quale esso scaturisce, cioè Dio stesso. L'anima è talmente penetrata da parte a parte dal Signore che lo sento fisicamente. Anche il corpo prende parte a questa gioia ». 

Così penetrata da Dio diventa tutta misericordia e la misericordia diventa il suo programma di vita. Scrive ancora: « Oggi, guidata da un Angelo, sono stata negli abissi infernali. È un luogo di grandi torture e lo spazio che occupa è vastissimo! Di tutti i tormenti, il maggiore sta nella perdita di Dio ... Sarei morta contemplando queste torture, se non mi avesse sostenuta l'onnipotenza di Dio. Sappia il peccatore che il senso con il quale pecca lo torturerà per tutta l'eternità. Ne scrivo per ordine di Dio, affinché nessuna anima si scusi dicendo che non vi è inferno, che nessuno vi è stato e che non può sapere come vi si stia. Io, suor Faustina, per ordine di Dio, sono stata negli abissi infernali per testimoniare che l'inferno esiste. Adesso non posso parlarne; ma ho l'ordine di lasciare tali cose per iscritto ... Ho notato che nell'inferno si trovano in maggior numero le anime di coloro che non credevano alla sua esistenza... Ora prego con ardore ancora maggiore per la conversione dei peccatori ». 

Intanto la tbc le rode e le scava i polmoni procurandole frequenti emottisi; la febbre è forte, la tosse lacerante. Le superiore e le compagne non la credono. Lei in quello stato continua tutto il giorno i lavori pesanti nell'orto. Quando non ne può più e sta per crollare chiede di andarsi a coricare. Viene rimproverata aspramente; continua il suo lavoro sino allo sfinimento come Gesù sotto la croce. 

Scrive nel suo diario: « Ringrazierò Gesù per ogni umiliazione e pregherò in modo particolare per la persona che me ne avrà data l'occasione. Mi annienterò a profitto delle anime. Non terrò conto di nessun sacrificio, stendendomi, al pari di un piccolo tappeto, sotto i piedi delle suore, in modo che non solo possano camminarci sopra, ma pulircisi anche i piedi. È quello il mio posto. 

In questo mondo ecco il mio più gran tesoro. L'amore non si misura che col termometro della sofferenza. Grazie, Signore, per le pene quotidiane, per gli ostacoli che mi sbarrano la via, per la croce della vita comune, per la falsa interpretazione delle mie intenzioni, per tutto ciò che mi umilia, per i cattivi trattamenti e i rimproveri ingiusti a causa della mia spossatezza, per tutto ciò che contraria i miei piani e la mia volontà, per la disistima e l'annientamento. 

Grazie, Gesù, per le sofferenze interiori, per l'aridità e l'angoscia, per l'incertezza e le tenebre, per le tentazioni e le altre prove, per i tormenti difficili da esprimere e che nessuno comprende, per l'ora della mia morte, per le angosce e per tutta l'amarezza della mia agonia ». 

Un altro giorno scrive: « Ci vuole un grande spirito di rinuncia per rimanere aperti a quelli che ci plasmano. Il sangue scorre, anche se non si vede la piaga. Signore, Gesù, quante cose saranno rivelate solo nell'ultimo giorno! Quale gioia che niente vada perduto ... ». 

« L'anima mia è in un mare di sofferenze. I peccatori mi hanno tolto ogni cosa, ma è bene che sia così: ho dato tutto per loro ... ». 

La sua missione è di offrire agli uomini l'ultimo sforzo di Gesù per salvarli prima di ritornare nella Parusia per giudicarli. Gesù dice questo chiaramente a Suor Faustina. 

Un giorno, mentre essa prega, egli le dice: « Sei tu che preparerai il mondo per la mia ultima venuta». 

« Questo è il segno degli ultimi tempi, dopo di essi sorgerà il giorno della mia giustizia» (Winowska p. 184). 

Un altro giorno le disse: « Mi consumano le fiamme della compassione; desidero riversarle sulle anime di tutti. Parla al mondo intero della mia Misericordia... Dono molte grazie, unicamente per riguardo a te; mi trattieni e non posso compiere la giustizia; mi leghi le mani con il tuo amore. Prepara il mondo per l'ultima mia venuta. Questo è il segno per gli ultimi tempi, dopo di che sorgerà il giorno della giustizia». 

« Figlia mia, tu sei la mia delizia, tu sei il refrigerio del mio cuore. Ogni volta che vuoi darmi gioia parla al mondo della mia misericordia grande e inesauribile ». 

« Coloro che mi rifiutano come misericordia e come salvatore, mi avranno domani come giudice ». 

E un altro giorno, Gesù le dice: « Dalla Polonia uscirà la scintilla che preparerà il mondo alla mia seconda e ultima venuta». 

Tale scintilla è la devozione a Gesù Misericordioso; ma è anche la persona di Giovanni Paolo II? 

Questa missione assegnatale da Gesù penetra intimamente nell'anima di Suor Faustina e la consuma. 

Un giorno essa scrive: « Sono tutta fuoco, brucio dal desiderio di salvare le anime, percorro in spirito il mondo intero e soprattutto i paesi più selvaggi e più perseguitati per salvare le anime ... I miei desideri sono immensi, voglio che tutti i popoli conoscano Dio, voglio preparare tutte le nazioni alla seconda venuta del Verbo incarnato ». Per questo Gesù un giorno le dice: « Figlia mia, il tuo cuore è un paradiso per me ». 

Essa sente tutti gli uomini suoi fratelli, si sente la sorella universale e la serva universale. 

Verso la fine della sua vita scrive: « Cari peccatori, mi avete preso tutto. Non ho più niente ». 

Questo ardente suo desiderio accresce terribilmente le sofferenze della sua malattia e presto la porta a consumarsi. 

Scrive il 16-11-1937 per le violenti crisi riportate a causa degli innumerevoli aborti: « Quando penso di dover soffrire ancora a quel modo mi sento rabbrividire ... Lascio la cosa a Dio ... accetterò tutto con sottomissione ed amore. Potessi, mediante questa sofferenza, salvare almeno un'anima dall'assassinio! ». E oggi gli aborti sono cento volte di più! 

Quando scrive queste righe suor Faustina non ha più che un anno di vita. « Soffre il martirio », secondo la testimonianza dei medici, poco inclini alla esagerazione. E tuttavia, non contenta delle sofferenze di cui la colma il suo male, né dei dolori misteriosi della « compassione », è tentata di aumentarne la dose di sua iniziativa e ottiene talvolta il permesso del confessore per bracciali o le cinture appuntite ... Le nostre viltà ne fremono, ma coloro che, anche solo per un istante, hanno provato in sè la grande pietà per le anime non se ne meraviglieranno » (Winowska p. 266). 

Gesù infine le insegna come deve morire: « Morendo sulla croce non pensavo a me, ma ai poveri peccatori: non pregavo per me, ma per loro. Voglio che i tuoi ultimi istanti siano come i miei. C'è un solo prezzo per acquistare anime: la sofferenza unita alla mia passione ». 

Quando il suo confessore, Dr. Sapocko, la va a trovare poco prima della morte, Suor Faustina non può più parlare. Egli la sente dire con un fil di voce: « Sono tutta presa dalla conversazione col mio Padre celeste ». E col sorriso va incontro al suo Signore. 


IL CULTO 

Il culto di Gesù Misericordioso e della relativa immagine ha subito ostacoli infiniti, come tutte le opere di Dio; ultimo, la proibizione del S. Uffizio nel 1959. La stessa Congregazione, però, venuta a conoscenza di numerosi altri documenti presentati dai Vescovi polacchi, in data 15-4-1978 tolse tale proibizione. 

Infine Gesù ha voluto confermare queste rivelazioni ispirando a Giovanni Paolo II, quando era ancora cardinale, di introdurre la causa di beatificazione di Suor Faustina Kowalska, e operando in Adrano (Ct) tra il dicembre 1980 e il marzo 1981, alla presenza di innumerevoli persone circa un centinaio di lacrimazioni di sangue in tre mesi, che hanno dato all'immagine di Gesù Misericordioso l'aspetto raccapricciante di quando era sulla croce; aspetto che molti non vogliono neanche guardare. Nel corso di tali prodigi apparvero nella stessa casa, scritti in sangue, il n. 3 nell'immagine della Madonna di Fatima, probabile segno di essere giunto il tempo del 3o segreto di Fatima e il n. 21 accanto a Gesù Misericordioso piangente, probabile riferimento al cap. 21 dell'Apocalisse, ossia alla Parusia. (Leggi: Dalla Polonia a Adrano). 

Padre Ildebrando A. Santangelo 


Io sono la Via, la Verità e la Vita


Gesù dice: Non preoccuparti di nulla. Non correre qua e là come un pollo senza testa. Io sono il tuo compito più importante, poi i tuoi figli.

Mi occuperò io di tutto il resto. State imparando lezioni importanti. Affidate tutto a Me. Lasciate che Io vi possieda totalmente e guidi la vostra anima.

Io sono Dio. Io sono Gesù, il Figlio di Dio. Mi credete? Vi parlo con tanto amore. Abbandonatevi. Vi ho scelti. Conoscete la verità. Io sono Gesù, colui che è morto sulla croce, figlioli. Vi scrivo così e voi vi preoccupate?

Abbandonati completamente a Me. Sono davvero qui. La tua mancanza di pace deriva dal dubbio che hai. Liberatene. Se la terra crollasse intorno a te, nessuno potrebbe distruggerti perché Io, Gesù Cristo, il Figlio di Dio, sono con te. Oh, piccolo, sono qui. Amami. È tutto ciò che chiedo! Voglio il tuo amore. Voglio che tu Mi ami.

Non credi che la Mia mano sia su di te in ogni istante? Lasciati andare. Sono Gesù Cristo, il Figlio di Dio, e sto parlando a te. Escludi il mondo. Lascia che corrano qua e là e si scontrino l’uno con l’altro.

Quando impareranno a sedersi e a lasciare che sia Io a portare loro ogni cosa? Più lo fanno, più combinano pasticci. Oh, che insensati, quando Io, Dio, vi dico ogni cosa. Conosco il passato e il futuro. Leggo ogni cuore e ne conosco i pensieri più intimi. Vanno dagli altri mentre Io resto solo come fonte di tutte le risposte. Andate da 50 persone, ottenete 50 risposte, e le loro risposte sono peggiori delle vostre.

Voi possedete la potente medicina. Risponderete alla Mia chiamata quando vi arrenderete. Io vi porto le cose, vi guardo mentre le rovinate, mentre vi osservo con tanta dolcezza – come guardare un bambino che glassa la torta.

La glassa è su tutto il bambino e su tutto il tavolo. Solo la madre tiene il bambino sulla strada giusta. Io vi guardo mentre glassate il tavolo e vi sporcate tutti. Quando mi ascolterete e solo Me?

Agisci. Ottieni ciò che vuoi agendo. Che sciocchezza, quando Io, Dio, ti sto scrivendo e so tutto. Ho tutto il potere. Impara da Me. Arrenditi. Guarda il mondo sgretolarsi intorno a te e ti dico: non agire, non prendere decisioni basate sul tuo pensiero. Leggi la Mia lettera e agisci solo secondo le Mie parole. Satana vuole farti inciampare. Ti dico tutto ciò di cui hai bisogno.

Hai bisogno di totale fiducia e fede in Me. Ti sto scrivendo, figlio mio. Non preoccuparti, non agitarti e non arrabbiarti. Tutti voi del Libro Blu, sostenetevi a vicenda. Voi siete la spina dorsale. Io sono il potere. Se vi allontanate dal Mio potere che invio attraverso di voi, potreste finire in un potere falso. Invierò il Mio potere attraverso di voi. Rimanete uniti. Non cedete a nessuna suggestione di Satana che cerchi di distrarvi. Rimanete uniti. Io sono veramente presente qui.

Io sono Gesù Cristo, il Figlio di Dio, e vi parlo. È il vostro dubbio a causare i problemi. È la vostra ostinazione nel fare le cose a modo vostro. Rimanete fermi e guardate come agisco intorno a voi. Questa è la vostra forza per i giorni a venire. Satana è divisione.

Procuratevi la mia immagine e distribuitela al Centro. Voglio che prendiate delle immagini sacre. Dite alla gente di guardare il mio volto, di tenerle nei loro portafogli. Tieni l'immagine di Mia madre proprio accanto. Non badare alle spese. Io ti sosterrò. Distribuisci la Mia immagine. Questo manterrà sia i vecchi che i giovani concentrati su di Me. Guardate i nostri volti e amateci. Amate Gesù. Pregate per amare Gesù e Maria. Amateci e basta. È così che dovete crescere nell' amore di Gesù: con l'azione che viene dal vostro cuore. Il Mio amore arde per voi. Il vostro amore crea l'unione.

Messaggero: Ho abbassato lo sguardo e ho letto dal Libro Blu (24 febbraio):

Gesù dice: "Voglio un'azione che venga dal tuo cuore. Voglio amore. Voglio starti vicino come un amante ardente. Sono una persona. Sono Dio. Aspetto che tu inizi oggi la tua storia d'amore con Me. Per favore, ascolta e resta con Me. Ti aspetto con tanto desiderio per te e solo per te. Guarda i Miei occhi che ti guardano con tanta tenerezza e desiderio. Guarda il Mio cuore in fiamme per l’amore per te.

Vieni e lasciati nutrire nell’anima da Dio stesso. Nessun uomo potrà mai avvicinarsi al Mio amore. Niente può darti ciò che solo Io ho da darti.”

17 marzo 1994


CROCIFISSO - VI

 


CAPITOLO VI

Il grande vapore ha lasciato Tolone e si dirige verso il paese amarello, in soccorso alla bandiera minacciata. Per quel primo esercito d'avanguardia, la Francia aveva scelto il meglio e il più resistente che possedeva.

Solo soldati esperti, di quelli che hanno già combattuto per la sua gloria e il prestigio del suo nome. Truppe coloniali, abituate ai duri lavori della guerra, in climi mortiferi, soldati che rischiano la vita senza esitare, per impulso di coraggio. Gli ufficiali sono tutti conquistatori, ognuno al suo posto. Hanno condotto i soldati ad assalti terribili. La maggior parte ha visto il fuoco a Tananarive ed è entrata nella città conquistata sotto tempeste di mitraglia, accompagnati dalla musica formicolante degli spari a salve.

La Russia, la Germania, l'Inghilterra, sono anch'esse alla festa. È necessario che la bella Francia, grande ancora, nonostante le perturbazioni interne, stenda alle brezze il suo vessillo, più alto di tutti. Man mano che la corazzata sferza le onde con la potente elica, i rumori della patria si affievoliscono e muoiono. I torpidi caporali della politicuccia possono continuare la guerra cieca contro la Chiesa. Sul ponte della nave non ci sono che soldati, sognando onori e coraggio, pensando alla lotta imminente e lasciando lontano tutto ciò che possiedono di caro e amato per l'opera sublime dell'ingrandimento della Patria.

Pedro Morei se ne va. I suoi occhietti hanno seguito, finché hanno potuto, l'orizzonte del paese, immerso nella bruma. Hanno attraversato la foschia, molto lontano, per appoggiarsi sul piccolo angolo della provincia dove risiedono tutti i suoi amori: quello di quei genitori inquieti per il figlio; quello della fidanzata, preoccupata per l'ufficiale che le porta in Cina un pezzo del cuore.

Ora, nella piccola e tranquilla città, ci sono tre esistenze ugualmente preoccupate di sapere cosa gli accada. Tra la casa Morel e la casa Riscal ci saranno andirivieni continui; ogni giorno si chiederà: "Hai notizie?" E questo è tutto ciò che pensa l'esiliato volontario, appoggiato alla muraglia, davanti al lontano e fugace orizzonte dei paesi attraversati dal Levante.

In viaggio, lui semina lettere ogni volta che una sosta permette di scendere a terra. Sono piene di speranza e tenerezza. Speranza che non è un vano conforto lanciato senza fede alla tenerezza di coloro che seguono gli assenti. Lui sa che la spedizione, nonostante sia ricca di sorprese, non è di quelle da cui non si ritorna più. Allora, lui lancia attraverso i mari parole che dissipano le apprensioni: "Il governo ci manda lì, per intimidire con la nostra presenza gli agitatori delle province. Andiamo a fare polizia; non si tratta di guerra." E queste lettere, che cadono tra le mani di Cecilia, portano ogni volta serenità al suo cuore turbato. E poi, il crocifisso del padre! Lei ha fiducia nel suo valore protettivo. Esso ha salvato un'anima cara; preserverà anche una vita preziosa.

Lei scrive lettere che lo raggiungeranno laggiù, al momento dell'arrivo, affinché, appena sbarcato, lui trovi ancora, a migliaia di leghe, quell'ardore acceso e palpitante sotto la fragile busta bianca, affinché lui veda il nome radioso di Cecilia, scritto dalla sua mano tremante di emozione, e legga, in quel nome, tutta una melodia incantevole di ricordi e d'amore.

I giorni passano. Pedro Morel pensa al lavoro futuro. Studia le coste, nel caso possibile di essere incaricato di una missione importante. E si espone al pericolo: perché, prima di tutto, lui è soldato; e ora, lo è ancora di più, poiché è per la felicità di due che lui lavora.

I telegrammi ricevuti in viaggio, a Porto Said, a Suez, dicono che è necessario affrettare la marcia, poiché l'insurrezione assume un aspetto minaccioso. C'è sangue, molto sangue nella capitale e nelle province: missionari martirizzati, stabilimenti commerciali saccheggiati. È veramente la guerra!

Laggiù, lei trema leggendo la narrazione di tutti questi orrori, aumentati, esagerati dalle agenzie, ripetuti, modificati, amplificati dai giornalisti che si dedicano, quasi per piacere, a seminare il terrore. A quest'ora già, quante famiglie seguono questi dettagli, quante madri dicono tra sé e sé, seguendo la marcia dei corrieri marittimi: "Da qui a una settimana, mio figlio si troverà nel mezzo di quel massacro terribile e combatterà contro quei mostri, e, forse, rimarrà lì." E le angosce perpetue, che l'enorme distanza aumenta e sovreccita!

Tra poco, i giornali diranno: "Vicino a tale città, o tale provincia, si è combattuta una sanguinosa battaglia. I nemici hanno perso molta gente, ma noi non abbiamo lasciato sul campo che dieci morti e cinquanta feriti." Ma, di chi sono quei morti? di chi quei feriti? Quale famiglia è coperta di lutto? quale madre deve vestirsi di nero? quale moglie indosserà il velo della vedovanza?

"Quando leggerete questa lettera," scrisse Pedro, "noi avremo già fatto conoscenza con quei banditi e mostrato come la Francia intende che i suoi diritti debbano essere rispettati. Dite a Cecilia che ho fatto cucire il suo crocifisso sulla mia tunica, così, esso non mi abbandonerà mai, ed è sempre vicino al mio cuore."

A Cecilia lui dice: "Comando la compagnia dell'avanguardia. Vedi che il tuo Pedro è in un posto d'onore. Conosco qualcuno che sarà vanitosa nel vedere il fidanzato occupare così il primo posto e sapere che il suo crocifisso marcia alla testa dell'esercito francese. Appena sbarcheremo, dovremo marciare verso Pechino, per salvare ciò che resta di vivo, e, se ci sarà occasione, per dare terribili lezioni..."

"Oh! Com'è orribile il mestiere del soldato! Esso diventa grande, sublime, e glorioso nel sangue. Ma è la Patria che lo chiede ed è lei la prima di tutte le madri e la più esigente delle spose; le altre non sono nulla di fronte a lei. Torneranno, quelli che sono attesi, se la grande gelosa li lascerà vivere, se essa non prenderà, nel cuore dei soldati, il meglio del sangue per scrivere i suoi trionfi."

Tra questo corazzato che porta in sé una parte dell'anima francese, e si allontana sempre più dalla piccola città che custodisce le case amiche, i legami del pensiero si stringono sempre più, man mano che la distanza aumenta. No, il proverbio non è falso quando dice che "il tempo e l'assenza non sono nulla per chi ama".

Ma Pedro, nelle sue lettere, scrive solo per placare la grande tristezza che gli pesa nell'anima; man mano che le notizie della prossima spedizione diventano più precise, sente un cerchio di ferro stringergli il cuore, soffocandolo, senza che possa sapere con certezza il perché. All'improvviso, nel suo spirito, nonostante sia preoccupato da cose molto diverse da quelle che ama, cresce e si diffonde un pesante presentimento, nero come un'ombra... Ceylon è l'ultima sosta; da qui a poco. Ed è in quel paese meraviglioso, immerso nel Pacifico, in distese senza limiti, che l'ammiraglio gli dovrà assegnare la missione da svolgere.

Gli ufficiali sono riuniti la mattina verso le 10. Sanno già, per dispacci ufficiali inviati la sera prima, il dramma sanguinoso che si è svolto nella grande capitale che è il bazar cosmopolita. Sì, è proprio la guerra, con le morti e i massacri! I Boxer hanno sterminato intere missioni; la Cina è in rivolta; il terrore aleggia e si estende come un sudario. Francesi, presto, soccorrete i vostri fratelli! Vi aspettano come salvatori! È necessario accelerare la marcia. Gli ordini segreti dicono all'ammiraglio che lo sbarco deve avvenire entro quattro ore, con gli uomini pronti per il combattimento. E ognuno rimpiange che la partenza sia ancora ritardata, poiché ora è la febbre del patriottismo che si impadronisce di tutti i cervelli.

Pedro Morei rivede ancora molto bene, a brevi intervalli, in mezzo alle preoccupazioni che gli turbinavano nella testa, le immagini care di lontano; ma è anche preso dall'ardore guerriero, il cui principio dorme, ma non muore nell'anima del soldato. Il dovere, austero e maestoso, si presenta e fa svanire tutti gli altri sentimenti: tale è il sole, che, infuocato, al sorgere, fa impallidire tutte le luci della terra, come se si fossero tutte spente. "Lavorare per la Patria, pensa lui, il resto... dopo..."

Nel porto, la folla accorre, in massa, per vedere i difensori del vessillo che sventola sulla poppa della nave. Pedro Morei passa con alcuni amici. I suoi occhi non si riempiono dei volti e dei costumi esotici, delle case dall'aspetto bizzarro, di tutto quell'ambiente strano delle terre lontane, è così abituato a vedere terre e popoli stranieri! Ma, in mezzo a tutto quel trambusto la cui agitazione febbrile non può strapparlo alla malinconia, ecco che una figura si stacca, con una grande barba nera, gli occhi energici di cui conosceva lo sguardo.

— Padre Marcos! — mormorò lui. Il missionario lo riconobbe. È un compatriota, un amico della "piccola patria", della Gironda; è un soldato, anche lui, e torna nel paese mortifero, quando in esso trionfa la morte; un valoroso che il pericolo inebria e per il quale il dovere, idealizzato in una missione divina, parla più forte di tutto. Anche lui torna in Cina, in mezzo ai suoi convertiti, ai duri lavori di un apostolato la cui ricompensa non è di questo mondo.

— Ah! Mio Padre! Che gioia vederla qui, così lontano! I due si abbracciarono. Prete e soldato si sono sempre intesi così bene, ma soprattutto quando si trovano entrambi investiti di un compito sublime.

— Dove va, caro Pedro? — In Cina, mio caro; dicono che le cose sono nere!... — Ih! Molto nere, sì! Ed è per questo che anche io ci torno. Vede, quel paese miserabile mi attrae; ho lasciato il mio cuore lì dentro. Ora, in fin dei conti, non so in che stato sia rimasta la mia povera missione! Forse anche di essa troverò solo macerie, rovine e cadaveri! — Temo proprio che andremo ad aumentare il numero di questi, aggiunse, pensieroso l'ufficiale. — Bella occasione per andare in cielo con passaggio diretto, amico mio, disse il prete, con il sorriso calmo dell'eroe, per chi il martirio è la più bella delle feste. — Sì, ma, guardando il cielo, bisogna pensare alla terra, continuò Morei, e abbiamo lì, ad aspettarci, un duro lavoro, mio Padre. Ma, quando parte? — Tra un'ora. — Allora, il Signore va prima di me! Noi dobbiamo ancora annoiarci molto, fino al pomeriggio.

Si conversarono ancora per qualche tempo; poi, l'ufficiale si affrettò a salutare, per occuparsi della sua compagnia, che dovrebbe riunire alle tre ore, sul molo, per una ispezione del generale.

- Addio, mio amico, disse il missionario; vado a controllare il carico dei miei bagagli.

- Dei bagagli? - Oh! sì, diverse casse di armi...

- Armi!...

- Sì, delle armi che mi ha fornito abbondantemente il nostro buon amico, il vicario di R..., che mi ha dato un grande carico di crocifissi per distribuirli ai miei cristiani. L'opera dei crocifissi, tu sai.

- Sì, sì, già la conosco... Quel è un grande missionario, e il più originale è che lo è senza muoversi da casa.

- È un eccellente aiuto per noi, missionari. Non parto mai da là senza che lui mi cumuli di larghezze. Porto con me, per queste terre, cinquecento croci; e non è molto, mio caro, per questo paese dove il diavolo ha installato il suo quartier generale.

- Sì, ma con missionari come Padre Marcos lui passa brutti quarti d'ora.

- Ora, ora, disse il padre, stringendo fortemente la mano; fortunatamente Dio non misura la ricompensa per le opere e sì per la buona volontà. E i due uomini si separarono.

- Prega per me, padre! gridò Pietro Morei, dietro il brusio della moltitudine, vedendolo allontanarsi, affrettandosi per il dovere che lo chiamava.

Morei rimase rinfrancato da quel incontro, dalla vista di quella figura cara, rincontrata così lontano, in quella isola, nel mezzo dell'immensità. Di tardi, prima di imbarcarsi, lui gettò alcune parole al carta, affrettatamente, e le mandò alla famiglia e a Cecilia. A questa ultima lui diceva: " Cara amica, Ci avviciniamo al termine. La grande missione comincerà. Ancora proprio ora ho avuto il grande piacere di incontrare qui, in queste paraggi, il buon Padre Marcos, nostro compatriota, un vero soldato, come io. Porta per la China un carico di crocifissi che furono consegnati dal nostro venerabile vicario. Dica lui questo, lui sarà contento... Coraggio, preghiamo fiduciosamente e sottomettiamoci alla volontà di Dio. La volta sarà ben dolce dopo di così grande assenza. "E poi, porto-la sempre vicino del mio crocifisso; due immagini che non lascerò mai più, mai più."

R.Gaell


Il messaggio dell’Angelo

 


Maria 

Quando l’angelo Gabriele venne avevo pensato che ero ormai stata stabilita nel mio modo di vivere. Dio aveva previsto tutto. Avevo avuto la mia chiamata interiore, che era così unica e avevo avuto anche Giuseppe, che mi aveva permesso di vivere questa chiamata, nascosta agli occhi degli altri. I nostri cuori erano veramente uno. Il suo cuore era donato a Dio proprio come era il mio. Eravamo completamente uniti, convocati in questo mistero che fluiva dal mio cuore, ma che anche il suo cuore ha accolto con favore. 

Spaventata dalla luce di Dio 

Questa era la situazione quando Gabriele ha detto queste parole: “Ti saluto, o piena di grazia. Il Signore è con te”. Mi è sempre piaciuta l’intimità di Dio. Tante volte, aveva parlato nel mio cuore, chiamandomi a sé stesso. Ora, Dio parlava per mezzo di un angelo. La cosa andò di là di ogni esperienza che io avessi mai avuto. Attraverso questa visita, ho fatto un tuffo nella più grande luce divina. È spaventoso perdersi nelle tenebre, ma è ancora più spaventoso venire sopraffatti dalla luce di Dio. Gabriele non aveva bisogno di sentire le mie parole. Vide la mia paura, e disse: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio”. Ho visto e ho capito meglio di ogni studioso che cosa questo significasse. 

Il favore ritrovato 

Adamo ed Eva avevano perso questo favore. Ora, cominciavo a capire che tutti i favori divini che avevo sperimentato erano un segno. Gabriele stava rivelando che tutti questi favori erano perché ero perfettamente unita a Dio. Qual era stato all’inizio, esisteva ancora. Quello che era andato perduto era stato ritrovato. Ero perfettamente unita a Dio, proprio come i nostri progenitori lo erano stati. Tutto si era riunito. Attraverso queste parole: “Tu hai trovato grazia presso Dio”, ho visto il mistero. Ho capito ciò che Dio aveva fatto. 

Un mistero più grande 

Mi sono posta una domanda: “Perché Dio mi ha fatto questo?” Gabriele ha continuato: “Tu concepirai e partorirai un figlio”. Ancora una volta, sono stata avvolta da un mistero che non capivo. Avevo seguito fedelmente la chiamata interiore di Dio. Mi ero consacrata come una vergine. Dio aveva confermato la chiamata dandomi Giuseppe. Avevamo concordato una vita di verginità. Ora, mi veniva detto da un angelo di Dio che avrei concepito. 

Tutto quello che potevo dire era: “Come avverrà questo, poiché io non conosco uomo?” Gabriele spiegò rapidamente il disegno divino: “Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo vi stenderà la sua ombra”. Ho capito le sue parole, “lo Spirito Santo”. Era la terza Persona eterna che avevo sperimentato che proviene dal Padre e dal Figlio. Ho pensato tra me: “Sarò assorbita in Dio? Sarò resa fertile da una Persona divina? “ 

Il Figlio proveniente dal Padre 

Eppure, questo è ciò che Gabriele mi diceva: “Il bambino che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio”. Le parole risuonavano nella mia testa e inondavano il mio cuore. Attraverso i favori divini avevo visto e vissuto il Padre e il Figlio nelle eterne processioni delle tre Persone divine. Con il suo Padre, era veramente un Figlio eterno. Ora, Gabriele aveva usato le parole “nascerà un bambino”. Sarei stata una madre. Un bambino sarebbe venuto alla luce dal mio grembo. Quel bambino è il Figlio che avevo visto uscire dal seno del Padre. Il piano di Dio era così chiaro per me. Ho capito. Il Padre stava bussando alla mia porta, mi invitava ad aprirmi alla potenza del suo Spirito in modo che il Figlio potesse prendere carne e sangue nel mio grembo. 

Tutto è possibile con Dio 

Anche Gabriele restava al di fuori del mistero. Era solo il messaggero. Vedendo me cercare di rispondere all’invito, mi disse ciò che Dio aveva già fatto. La mia parente Elisabetta, che era al di là degli anni di età per partorire, aveva concepito un figlio ed era al sesto mese. Questa era una meraviglia di Dio. Gabriele stava usando la lampada che arde e risplende di Giovanni per guidarmi. Poi, con la massima semplicità, disse: “Maria, nulla è impossibile a Dio!” Come quelle parole mi hanno sostenuto. Sì, per Dio, nulla è impossibile. Tutto ciò che avevo sentito, tutto ciò che era stato detto era possibile. Poteva avere luogo. 

Il Libero Arbitrio di Maria 

In quel momento ho sperimentato la libertà della mia volontà. Ho fatto esperienza di quanto Dio ha grande rispetto delle persone umane che egli crea. Ho capito che Dio aspettava la mia risposta. Ha bussato, ma non ha aperto. Ha invitato, ma non ha costretto. Colui che è onnipotente non avrebbe agito. Avrebbe aspettato. Era come se tutti i secoli fossero contenuti in quel singolo momento, come se tutta la storia, da Adamo ed Eva all’avvento finale di Gesù, fosse stata sospesa, tenuta a mezz’aria. Nel mio cuore furono come anni, tutti gli anni e tutti i momenti che avevo sperimentato le delizie di Dio. In quel momento mi resi conto che Dio era il mio pretendente. Voleva la mia mano nel matrimonio e il mio grembo per concepire il suo Figlio. 

E il Verbo si fece carne 

Come potevo dirgli di no? Come può una creatura dire “No”? Tutto il mio essere si è riversato in Dio. Sono stata unita a Dio, come non lo ero mai stata prima. Il fuoco divino mi ha adombrato. “Fiat mihi” dissi. Lo ho ripetuto più e più volte, come se una volta non era abbastanza degno del suo Essere. 

Poi, fui sopraffatta dal silenzio dell’anima, il più profondo di tutti i silenzi. Ero ancora, e totalmente attenta. Come altro avrei potuto essere? Il Verbo stava diventando carne. In un attimo, in un batter d’occhio, l’adombramento ha avuto luogo. Con questo, Gabriele partì ed io rimasi con i miei pensieri e con l’eterna, vivente Parola nel mio grembo. 

Commento: In un lungo racconto bello e penetrante, Maria condivide i suoi sentimenti interiori alla sua Annunciazione. 

25 Marzo 2012 

BABILONIA ...sarà completamente distrutta dal fuoco.

 


LA BABILONIA DI OGGI


Dal libro dell'Apocalisse apprendiamo che l'antica Babilonia non è stata l'unica epoca in cui la prostituta è venuta alla ribalta. Non è stata l'unica volta in cui la mondanità ha raggiunto il culmine. Non è stato l'unico periodo o luogo in cui tutto ciò che il mondo ha da offrire, inclusi intrattenimento, sesso e peccato, si è manifestato in pienezza.

Secondo il nostro testo nell'Apocalisse, ci sono state altre località e occasioni in cui la sua lussuria e depravazione hanno raggiunto un picco. Sembra che, fino ad oggi, ci siano state sei di tali "manifestazioni" della prostituta.

Come possiamo sapere una cosa del genere? Esaminiamolo insieme. Ci viene detto che questa prostituta cavalca una bestia che ha sette teste. In un altro libro, Anticristo, abbiamo mostrato che nella profezia biblica, quando una bestia in una visione ha più teste, questo si riferisce a una successione di governanti o regni. Applicando questo principio, possiamo concludere che Babilonia sorgerà fino a un picco sette volte nella storia mondiale.

Successivamente ci viene detto che cinque di queste manifestazioni erano già venute e andate via al momento in cui Giovanni vide questa visione. Leggiamo: "Cinque sono [già] caduti..." (Ap 17:10). Cinque di questi luoghi in cui lo spirito di Babilonia è salito alla preminenza, avevano già raggiunto un picco e poi sono scomparsi prima che Giovanni vedesse questa visione.

Sebbene non possiamo sapere esattamente quali imperi passati siano inclusi in questa lista insieme a Babilonia, è possibile che l'antico Egitto sotto alcuni dei Faraoni possa anche essere salito alle altezze dell'eccesso che abbiamo descritto. Forse l'impero Medo-Persiano o il successivo regno di Alessandro Magno, o persino l'antica Assiria potrebbero adattarsi al nostro modello. Esattamente chi fossero non è critico per la nostra comprensione. Certamente ce n'erano cinque e sono già venuti e andati o "caduti".

Poi leggiamo, "uno è". Quando Giovanni vide questa visione, stava effettivamente assistendo alla sesta di tali "incarnazioni". A quel tempo, l'Impero Romano si qualificava per essere proprio una tale incarnazione di Babilonia. Certamente, questo impero era noto per i suoi eccessi mondani in ogni aspetto della sua cultura. Roma era il centro culturale, economico e politico del mondo occidentale in quel periodo. Era famosa per la sua dissolutezza peccaminosa. Ubriachezza, orge, eventi sportivi che includevano omicidi, intrattenimenti e tutti i piaceri che questo mondo ha da offrire si trovavano lì in abbondanza. Sesso, opulenza, tempo libero, lusso, ricchezze e tutte le altre cose che caratterizzano il sistema di questo mondo erano disponibili lì. Certamente, quell'impero si qualifica per essere una delle manifestazioni della prostituta del diavolo. Quindi vediamo che l'antica Roma si adatta esattamente al modello che abbiamo descritto. Questa deve essere la "Babilonia" del tempo della visione di Giovanni.

Ma anche quando includiamo Roma come quella che "è", questo ci lascia ancora con solo sei "Babilonie". Una manca ancora.

Poi apprendiamo il segreto. L'ultima grande incarnazione di Babilonia deve ancora venire. Apparirà in qualche momento nel futuro. Egli dice: "...e l'altro non è ancora venuto" (Ap 17:10)

Qui vediamo che ci sarà, alla fine di questa era, un'ultima grande manifestazione di Babilonia. Sarà una finale incarnazione della prostituta, un luogo sulla terra che negli ultimi giorni sarebbe un simbolo di tutte le attrazioni e seduzioni di Satana.

Al tempo della fine esisterà su questa terra una nazione che diventa estremamente ricca e decadente. Questo "impero" sarà famoso per i suoi eccessi e stravaganze. Sarà una "reincarnazione" dell'Impero Romano con tutta la sua peccaminosità mondana. Vedremo un luogo che incarna tutti i piaceri sensuali e persino intellettuali e le attività che questo mondo ha da offrire. Questa sarà la settima e ultima manifestazione di questa malvagia prostituta.

È questo luogo, l'ultima Babilonia, che sarà distrutto dall'Anticristo e dai suoi dieci re (Ap 17:16,17).

(Per un'indagine più dettagliata di questa profezia, si prega di vedere la nota alla fine dell'ultimo capitolo di questo libro a pagina 93.)

Abbiamo visto come la prostituta che la Bibbia descrive sia in realtà il sistema di questo mondo. È la "donna" che il diavolo usa per sedurre i cuori degli uomini lontano da Dio.

Ma se siamo alla fine dell'era oggi, dov'è la Babilonia di oggi? C'è, in questo momento, un luogo nel mondo che adempie questa profezia? C'è un luogo che sembra adattarsi a tutto ciò che abbiamo descritto? Esaminiamo insieme la Bibbia e vediamo come queste cose potrebbero adattarsi al nostro attuale scenario mondiale.


QUELLA GRANDE “CITTÀ”

Mentre leggiamo i capitoli 17 e 18 dell'Apocalisse, cercando di identificare Babilonia, due cose diventano immediatamente evidenti. La prima è che si tratta di una "grande città" (Ap 17:18). Inoltre, sarà distrutta dal fuoco (Ap 17:16). Possiamo quindi concludere che si tratta effettivamente di un luogo reale e fisico, non solo di un'entità "spirituale".

Sebbene – come abbiamo visto – Babilonia abbia un aspetto spirituale, è chiaro che esiste anche un luogo fisico ben definito che incarna lo spirito di Babilonia alla fine dei tempi, e che sarà distrutto dal fuoco.

Nell'Antico Testamento esisteva una città reale chiamata Babilonia. Era la capitale di un impero che veniva anch'esso chiamato "Babilonia". La città era il centro e quindi una sorta di simbolo dell'intero impero.

Pertanto, potrebbe essere che questa "città" del Nuovo Testamento non sia solo una singola città, ma un'intera nazione rappresentata dalla città stessa. Quindi, ciò che studieremo riguardo alla "città" di Babilonia probabilmente si applica a un intero paese e alla sua cultura. Sebbene ci sia qualche speculazione in merito, le prove a sostegno diventeranno chiare man mano che procederemo.

David W. Dyer


È tempo di lavare le macchie, di purificare questo mondo con rigore e giustizia.

 


IL PASTORE SUPREMO 


«Non temere, Israele, io sono con te. Non mi allontano da te, né di giorno né di notte. Ti conosco e so del tuo desiderio di salvezza.

Ascolta¹ Israele, ascolta il tuo Signore; ascolta, popolo mio, Colui che deve donarti la salvezza della tua anima, della tua vita. Afferrati alla Mia mano e non lasciarla più, non lasciare la mano della tua Salvezza; perché non c’è Salvezza al di fuori di Me2.

Verranno giorni, o Israele, oracolo del Signore, in cui desidererai incontrarMi come ora Mi hai, ma Io non ci sarò. Il principe di questo mondo chiuderà tutte le Chiese e tutto ciò che è santo perché cerca la sua gloria.

Nulla ti turbi, popolo Mio, Io sarò con te nel tuo cuore e in tutte le anime che vivono nella Mia Grazia. I santi angeli scenderanno dal cielo e vi conforteranno nella più grande sofferenza che la Terra abbia mai vissuto. Oh mio popolo, il mio Santo Cuore non riposa finché non sarai con Me nel Regno di Mio Padre. I pericoli ti stanno in agguato giorno e notte, ma tu vivi tranquillo e fiducioso, e non stai in guardia. No, mio popolo, i tuoi occhi devono essere vigili perché il leone ruggente3 cerca chi divorare e la tua anima deve essere protetta dai Miei Sacramenti.

Non gettate al vento ciò che vi dico ripetutamente per la vostra salvezza.

La mia venuta è imminente, è vicina nei giorni e nelle ore; ma tu, popolo mio, cerchi solo la conoscenza delle cose che appartengono solo a Dio. Prepara la tua anima, prepara il tuo cuore, prepara la tua vita perché io vengo, vengo a te, popolo mio. L'uomo cerca la saggezza di questo mondo e vuole conoscere i segreti che non gli sono mai stati rivelati, ma non persegue allo stesso modo la Salvezza.

Non è troppo tardi per iniziare, ma, popolo del mio cuore, il momento culminante si avvicina e voi non siete preparati. Una tempesta solare, un terremoto, segni nel cielo e ogni sorta di prodigi nel cielo e sulla Terra vedrete. Tutto è del vostro Dio: il Cielo e la Terra, e tutto vi annuncerà che sto arrivando. Sto arrivando a te, popolo Mio, per lavare via le macchie del peccato che hai commesso in questo mondo perduto e senza meta. Vengo a te per darti la Salvezza. Il Castigo è imminente, perché giunge la Salvezza, e non c'è Salvezza senza Giustizia e senza l'ultima opportunità di Salvezza: il dolore e la sofferenza. Questa sarà l'ultima opportunità: un Castigo permesso dal vostro Dio per la Salvezza delle vostre anime.

Senza il dolore e la sofferenza vi credete felici e vi dimenticate del vostro Creatore, del vostro Redentore, del vostro Santificatore. Vi dimenticate della Croce e vi perdete nel peccato e in tutti i mali di questo mondo, vi credete dei e non avete bisogno della tenerezza e della mano misericordiosa del vostro Dio. Per questo vengo come Giudice di Giustizia e come Amore di Misericordia4; non può essere solo amore di misericordia, poiché non c'è giustizia senza misericordia e non c'è misericordia senza giustizia.

Un Giudice Giusto viene a prendere il Suo popolo redento con il Suo Sangue5, redento con il Suo Amore, redento con il Dolore e la Sofferenza della Mia Croce6.

Dov’è la tua croce? Dove sono le tue lacrime7 che ti spingono a implorare l’Amore del Mio Sacro Cuore? Nei giorni a venire si udiranno campane di Gloria e grida e lacrime di dolore e di giustizia perché questo mondo si è allontanato dalla Croce8 e la croce la chiamano punizione, ma non redentrice, bensì punizione crudele e senza senso, e per questo, a poco a poco, si stanno allontanando dal senso del dolore e della sofferenza. Nei campi di concentramento, nelle guerre e nei terremoti sono state salvate anime che altrimenti non lo sarebbero state. Il Signore lo permette per il bene delle anime, come il Padre Eterno ha permesso la Mia Croce9 per la vostra Salvezza.

Da quando l'angelo orgoglioso e superbo10 sfidò il Dio dell'Universo e si allontanò da Lui con i suoi angeli malvagi e presuntuosi, il mondo è condannato per averlo seguito e adorato, e quella condanna avrà un giusto Giudizio e Castigo.

Oh, popolo Mio, il tuo Signore ti rivela gli eventi futuri11; tu, figlio, meditali nel silenzio della tua vita, cerca momenti di silenzio e ascolta il tuo Signore che ti parla, che ti grida: Mettiti al lavoro sulla via della tua salvezza.

La Croce è il ponte tra il Cielo e la Terra. Dovrai attraversare questo ponte per andare in Cielo.

Lasciati inchiodare alla Croce del tuo Redentore, in essa c’è il Mio Sangue che laverà tutti i tuoi peccati.

Sii costante nella preghiera e vedrai le Mie Parole alla Luce dello Spirito Santo e capirai, capirai le Mie Parole e il Mio grido di Salvezza al tuo cuore. Sii fedele nell’avvicinarti alla confessione, un’anima in stato di Grazia comprende con maggiore saggezza le Mie Parole e il senso della Mia Croce, del dolore e della sofferenza.

Oh, popolo mio, quante anime sulla loro croce si sono salvate e, se ne fossero state lontane, si sarebbero perdute e sarebbero state facile preda delle grinfie di Satana e sarebbero finite nell'inferno stesso. Ama la tua croce perché verranno giorni di dolore e di purificazione. Guarda il cielo e pensa che il dolore finisce, ma la Vita Eterna12 sarà per sempre. Vale la pena soffrire per ottenere un dono così grande. Coraggio e avanti nella vostra lotta contro le potenze di questo mondo13 che cercano solo la vostra perdizione.

Parlatemi, figli, parlatemi nella vostra preghiera, nel vostro silenzio e ascoltate la Mia voce nel vostro cuore che vi dice: Vi amo, vi voglio bene; venite con Me in Paradiso, lasciate che la Mia Salvezza entri nella vostra vita come il Tesoro più grande. Non disprezzate questo momento di Salvezza nella vostra vita.

Prendete la vostra croce ogni giorno e preparatevi a soffrire, a soffrire per godere del Cielo, della Vita Eterna. Le Mie vie14 sono le vostre15 vie, ve l’ho detto; sì, figli, guardate la Mia Via, meditate su di essa, perché è la vostra. Quale discepolo non vuole essere come il suo maestro? Ebbene, se rifiutate la Mia Via, rifiutate la vostra salvezza. La Mia via è stata quella di obbedire alla Volontà del Mio Padre16 che è nei Cieli e governa i destini di tutto il creato per il bene e la salvezza di tutto ciò che voi non conoscete. Tutto rientra nel piano di Salvezza, nulla ne resterà fuori.

Preparatevi, figli, perché il calvario e la Croce redentrice stanno per arrivare in questo mondo, che non vuole parlare del dolore, ma solo della gioia vana e perversa, perché vi lega a questo mondo e vi fa dimenticare la vostra condizione di pellegrini, che camminate verso la casa definitiva, eterna. Io vi aspetto affinché laviate le vostre macchie di peccato e vi incamminiate in questo rettilineo finale. Tenetevi stretti alla Mia mano, e non mollate la presa qualunque cosa accada; fidatevi del vostro Salvatore, confidate nel Mio Amore per voi, figli della Mia anima.

La sfiducia ferisce il Mio Santo Cuore, come la lancia che Mi ha trafitto il costato17. Non siate diffidenti e pensate che il dolore e la sofferenza vissuti nell’obbedienza alla Volontà di Mio Padre siano la vostra Salvezza. Quante anime, figli, hanno trovato la vera gioia nel dolore accettato con umiltà e con pace, sapendo che se Dio Padre lo permette è per il bene18, per un bene incommensurabile nelle loro anime e nelle anime di tutti gli uomini.

Oh figli, il valore del dolore e della sofferenza si sta perdendo, si sta diluendo in questo mondo di piacere e di voler dare solo le notizie che le vostre orecchie peccaminose desiderano ascoltare. No, figli, il dolore purifica e rallegra l'anima quando viene offerto al Padre unito a Me sulla Santa Croce che ha portato il Bene e la Grazia, la Redenzione19, a un mondo che era destinato alla condanna eterna di tutti gli uomini.

Senza la Croce nessuna anima sarebbe stata salvata. La mia Santissima Madre è stata redenta nella mia Santa Croce ed è stata scelta fin dall’eternità, senza macchia né peccato, per collaborare alla Redenzione del mondo. È stata scelta fin dalla Redenzione della sua anima, come tutte le creature di Dio Padre.

La Mia Croce salva20, redime. Unite la vostra croce alla Mia in un atto d’amore e di fiducia. Non diffidate dell’Amore di Dio, quando vedrete morire i vostri fratelli, i bambini, gli anziani; no, non diffidate, essi sono nelle Mie mani come voi, e, se la loro ora è giunta, rallegratevi che lascino questo mondo di peccato; preoccupatevi solo che le anime siano in Grazia nel momento della morte, che si rifugino nella Mia Salvezza nell’ultimo istante se hanno vissuto lontani da Me, ma non diffidate dell’Amore di Dio. Un giorno comprenderete, capirete, perché la morte, lungi dall’essere un male, è una porta che vi conduce a Me e a un’Eternità d’Amore, se l’anima lo vuole e accetta la Mia Salvezza. Desiderate la pace e la gloria in cui vivono le Mie anime salvate e redente, che hanno accettato e voluto la Salvezza della Mia Croce. Figli, preparatevi a vivere la croce; la Croce che redime e salva nella purificazione del dolore e della sofferenza.

Anime di Mio Padre, prendete il vostro bastone e unitevi a Me nell’ultimo riscatto di questo mondo; andate a cercare le pecore smarrite perché non ci sarà più tempo per vivere questo apostolato. In seguito il mondo sarà destinato alla perdizione e solo le anime che desiderano la Mia Salvezza troveranno quei barlumi di Luce e di Gloria che saranno la loro opportunità di Salvezza. Lo Spirito Santo geme21 in ogni anima per voi fino alla fine.

Pregate per il Santo Padre. Pregate per la Mia Chiesa, tante volte smarrita e senza meta e preda di Satana. Ma non temete, Io sono con voi e le porte dell’inferno non prevarranno su di essa, ma sarà purificata con rigore da tutte le sue macchie. Guai a chi svia22 le Mie pecore, il Mio popolo, sarebbe stato meglio per lui non essere nato23 perché la Giustizia di Dio Onnipotente ricadrà su di lui con un rigore che non potete conoscere poiché supera ogni conoscenza mortale. Avrebbe fatto meglio a non nascere chi porta all’inferno una sola anima di Mio Padre, perché il castigo sarà crudele quanto quello di quella povera anima che, fidandosi delle sue parole perverse, si allontana dalla via di Dio; entrambi cadranno nella fossa, ma vi assicuro che chi svia un’anima subirà i tormenti più crudeli dell’inferno e per tutta l’eternità. Oh, il dolore che causano al Cuore del Mio Santo Padre. Oh, il dolore che causano al Mio povero Cuore, così ferito dalle loro offese e ingratitudini. Non c’è demone più crudele dei figli degli uomini per i quali ho versato il Mio Sangue e che sulla loro strada sviano le pecore del Mio popolo, Israele. Che ingrati e crudeli, sarebbe stato meglio per loro non nascere piuttosto che causare questo dolore al Mio Santo Cuore. Vi assicuro che non ci sarà pietà per coloro che condurranno alla perdizione anche una sola anima. Pregate per la Mia Chiesa, così perseguitata; pregate senza venir meno. Un giorno vi saranno ripagate tutte le vostre fatiche nel Cielo che vi ho promesso24.

È tempo di lavare le macchie, di purificare questo mondo con rigore e giustizia. Nulla è per sempre, solo l’eternità; mettetevi in cammino per raggiungere un dono così grande: il Cielo.

Vi aspetto. Venite a Me, oviettine del Mio gregge25; venite a Me, non lasciatevi sfuggire dalla Mia mano.

Prendete il Mio Bastone26, in esso c’è la Mia mano; aiutatemi a radunare le ultime pecore smarrite. Amen, Amen.

Preparatevi al dolore e alla sofferenza, viveteli sempre dalla Mia Croce; da soli non ne avrete mai la forza.

Lo Spirito Santo vi consolerà27 e in Lui troverete la forza e la pace per vivere il calvario, la purificazione di questo mondo e delle vostre anime.

Guardate la Gloria di Dio, verso di Essa state camminando. Non allontanatevi dal cammino del vostro Salvatore.

Io, Gesù, sono con voi e vi sostengo e vi incoraggio nel vostro cammino. Guardatemi sulla Croce e troverete la vostra forza.

Coraggio, figli, io sono con voi28 e non mi allontano da voi. »

7 NOVEMBRE 2016  

L'amore vero è instancabile

 


L'amore vero, infatti, l'amore sincero, l'amore profondo non solo non si rifiuta né si stanca di esprimersi, ma ha bisogno di esprimersi con la ripetizione dell'atto e delle parole di amore anche senza soste. Non capitava forse così a Padre Pio da Pietrelcina quando recitava i suoi trenta e quaranta Rosari di giorno e di notte? Chi avrebbe mai potuto fermare il suo cuore dall'amare?  

L'amore che sia soltanto effetto di un sentimento passeggero è l'amore che si stanca, perché svanisce col passare del momento di entusiasmo. L'amore pronto a tutto, invece, l'amore che nasce dall'intimo e vuole donarsi senza limiti è come il cuore che batte senza soste, e si ripete sempre con i suoi battiti senza stancarsi Ce guai se si stanca!); o è come il respiro che, finché non si ferma, fa sempre vivere l'uomo. Le Ave Maria del Rosario sono i battiti del nostro amore alla Madonna, sono i respiri di amore verso la dolcissima Mamma divina.  

A proposito del respiro, ricordiamo san Massimiliano Maria Kolbe, il "Folle dell'Immacolata", il quale raccomandava a tutti di amare l'Immacolata e di amarla tanto da arrivare a «respirare l'Immacolata». È bello pensare che quando si recita il Rosario si può fare, per 15-20 minuti, la piccola esperienza di «respirare la Madonna» con le cinquanta Ave Maria che sono cinquanta respiri di amore a Lei ...  

E a proposito del cuore, ricordiamo anche l'esempio di san Paolo della Croce, il quale, anche da moribondo, non cessava mai di recitare il Rosario. Qualcuno dei confratelli presenti si premurò di dirgli: «Ma, non vede che non ne può più? ... Non si affatichi! ...». E il Santo rispose: «Fratello, lo voglio dire finché sono vivo; e se non posso con la bocca, lo dico col cuore ...». È proprio vero: il Rosario è preghiera del cuore, è preghiera d'amore, e l'amore non si stanca mai!  

Padre Stefano Manelli

Guardaci, Volto del Padre nel Figlio

 


Dio ci si è donato per sempre nel suo Volto, nel Sudario, affinché ognuno possa scambiare con lui lo sguardo amoroso, e nell'incontro possa sperimentare il soffio dello Spirito, e nella mente la luce, e nel cuore l'amore.

Imprimi in me quest'immagine, o Madre dei dolori, implora per me la purezza, bellezza e luce, aurea virtù, tessuta di grazia. Ma lo spirito umano dubita, se Dio mai ci abbia dato la sua immagine affinché rimanga e susciti l'amore nei cuori. Guardaci, Volto del Padre nel Figlio, e donaci finalmente la pace.


Solo attraverso le preghiere d’intercessione possono essere salvate quelle anime nel buio.

 


Mia amatissima figlia c’é un periodo tra oggi e l’avvertimento che voglio che i Miei seguaci comprendano. 

Le vostre intense preghiere sono necessarie per salvare le anime, che sono al di là da aiutare se stessi. Molte di queste anime non sopravvivranno all’Avvertimento, quindi è importante che essi, e tutti gli altri che sono in uno stato di peccato mortale, siano salvati da un intervento Divino. 

Le vostre preghiere, chiedendo la salvezza delle loro anime, sono necessarie ormai. Questa deve essere la vostra priorità ora durante la Settimana Santa poiché quando chiedete al Padre Mio amato, nel Mio Santo Nome, di salvare tali peccatori, le vostre preghiere saranno esaudite. 

Crociata di Preghiera 43 “salva le anime durante l’Avvertimento” 

O Dio Padre Onnipotente 

A nome del Tuo diletto Figlio Gesù Cristo e nella commemorazione della Sua morte sulla croce per salvarci dai nostri peccati 

Ti prego di salvare le anime che non possono salvare se stesse  

e che possono morire in peccato mortale durante l’Avvertimento. 

In espiazione per le sofferenze del tuo Figlio diletto Ti prego di perdonare coloro che non sono in grado di cercare la redenzione, perché non vivranno abbastanza a lungo per chiedere a Gesù, Tuo Figlio  la Misericordia di liberarli dal peccato. 

Amen. 

Pregate per tutti i peccatori. Il Mio più grande desiderio è quello di salvare tutta l’umanità. Solo attraverso le preghiere d’intercessione è possibile salvare quelle anime nel buio. 

Il vostro amato Gesù Cristo. 

3 Aprile 2012