Visualizzazione post con etichetta Valtorta. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Valtorta. Mostra tutti i post

sabato 5 settembre 2026

«Ciò che credete progredire è il vostro regresso. Io non manderò più il diluvio, ma lascerò che le forze sataniche mandino il diluvio delle sataniche crudeltà».

 


Dice Gesù:

«Quello che il mio antico figlio127 prudentemente, per il santo timore di Dio, non volle fare, resistendo alla tentazione che Io gli avevo mandato per prova, lo chiedete voi ora, non per tentazione mia ma per rigurgito del vostro spirito ribelle e guidato dalle forze del Male, istigato dal vostro Nemico che amate più di quanto non amiate Me, vostro Signore Altissimo sopra il quale nessun altro è.

Chiedete un segno. Lo chiedete col vostro cuore impuro e col vostro labbro bestemmiatore. E perciò lo chiedete in modo che è irrisione verso la mia potenza, che è negazione dell’esistenza mia. Mi provocate a mostrarmi con un segno perché dubitate del mio esistere.

Anche al tempo del Figlio mio i giudei lo provocarono a dargli un segno sulla sua Natura128, perché negavano in cuor loro che Egli fosse il Figlio di Dio. E l’unico segno che li fece accorti del loro deicidio fu quello che venne dopo la morte del mio Verbo. Castigo imperdonato per coloro che furono sordi e ciechi ai prodigi e alle parole del mio Cristo.

Non avete un segno del Dio vostro perché Io non mi manifesto a chi mi nega. In cambio avete i segni molteplici di chi adorate come schiavi. Egli, il Nemico, li moltiplica i suoi segni e voi, già prossimi al tempo dell’adorazione della Bestia apocalittica129, ne rimanete sedotti e giudicate che il creatore di tali segni sia più grande di Me. Sia l’unico che esista. 

Vi dite: “Chi è Dio? Che è?”, e nell’interno vostro vi rispondete, a giustificazione delle nequizie vostre: “Dio non è”.

Io son chi sono130. Sono talmente superiore a voi che nessuna manifestazione mia sarebbe ormai compresa dal mondo disceso nelle tenebre e nella stoltezza più spaventose. Ciò che credete progredire è il vostro regresso verso i crepuscoli dei primi tempi nei quali gli uomini, perduto Dio e il suo Paradiso, furono di ben poco superiori alle bestie e spinsero la loro corruzione ad un punto che mi decise a sterminare la razza di cui avevo sdegno131.

La fine sarà come il principio. Il cerchio si salda innestando i due monconi tenebrosi l’uno all’altro. Il nuovo diluvio, ossia l’ira di Dio, verrà con altra forma. Ma sarà sempre ira. Fedele alla mia parola 132, Io non manderò più il diluvio. Ma lascerò che le forze sataniche mandino il diluvio delle sataniche crudeltà.

Avete avuto la Luce. Ve l’ho mandata, la mia Luce, perché la parabola dell’umanità fosse illuminata da Essa. Ve l’ho mandata perché non si potesse dire che ho voluto tenervi nel crepuscolo dell’attesa. Se l’aveste accolta, tutta l’altra parte del cerchio che unirà il cammino dell’uomo, dal suo sorgere al suo finire, sarebbe stata illuminata dalla Luce di Dio, e l’umanità sarebbe stata avvolta da questa Luce di salvezza che vi avrebbe condotto senza scosse e dolori nella Città della Luce eterna.

Ma voi avete respinto la Luce. Ed Essa ha brillato al sommo del cerchio e poi sempre più è rimasta lontana da voi che siete discesi per l’altro cammino non dicendo ad Essa: “Signore, resta con noi ché la sera dei tempi sopravviene e noi non vogliamo perire senza la tua Luce”. Come nel corso del giorno, voi uomini siete venuti incontro alla Luce, l’avete avuta e poi siete tornati nelle tenebre. Essa, la mia Luce, il mio Verbo, è rimasto come Sole fisso nel suo Cielo dove è tornato dopo che, non la morte, ma il vostro respingerlo lo hanno riportato.

Essa, la mia Luce, il Verbo mio, è rimasto Maestro per quei pochi che lo amano e che hanno accolto la sua Luce in loro. E nessuna tenebra la può spegnere poiché essi la difendono, questa Luce, loro amore, a costo anche della vita. Per questo loro amore fedele avranno la Vita in Me, perché già possiedono il mio Emmanuele, hanno perciò già Dio con loro. Quell’Emmanuele che la Vergine a Me congiunta ha concepito e partorito. Unico segno dato da Dio alla casa di Davide, al regno di Giuda, per farlo sicuro della sua durata che sarebbe stata eterna se il mio popolo non avesse respinto il mio Emmanuele.

Nella profezia del mio profeta è detto: “Egli si ciberà di burro e miele finché non sappia rigettare il male e scegliere il bene”133.

Per la sua sapienza, perdurante in Lui anche nella sua condizione di Uomo in cui si era annichilita la sua Natura divina, sotto l’esigenza di un amore tanto grande da essere per voi incomprensibile - amore che lo spinse ad avvilire Se stesso, l’Infinito, nella miseria circoscritta di una carne mortale - Egli ha sempre saputo discernere il Bene dal Male. Non aveva necessità di anni per giungere al possesso della ragione e della facoltà di discernimento. E se, per non violentare l’ordine, volle seguire le fasi comuni della vita umana sotto quell’apparenza di incapacità infantile, di semi-incapacità fanciullesca, Egli celava i tesori della sua Sapienza infinita.

Ma quella parola profetica sta a dire che si sarebbe cibato di umiltà e nascondimento sino al momento in cui, venuta la sua ora, sarebbe divenuto Maestro d’Israele, Maestro del mondo, Testimonianza mia, Difensore della causa del Padre, e come fiamma libera dal moggio avrebbe brillato nella potenza della sua Luce e della sua Natura messianica, usando dolcezza coi buoni, severità coi malvagi, scuotendo, irrigando, fecondando i cuori, dando all’uomo - non a SÉ che di tal dono non aveva bisogno - il discernimento per conoscere il Bene dal Male, levando ogni dubbio, ogni nebulosità in proposito.

Egli è venuto a perfezionare la Legge ed a rendervela chiara col suo insegnamento, seguibile col suo esempio. È venuto, e tanto ha amato il Bene e respinto il Male che ha accettato di morire perché il Bene trionfasse nel mondo e nei cuori e il Male fosse vinto dal suo Sangue divino.

Non più burro e miele per il mio Cristo giunto alla sua virilità. Ma aceto e fiele. Aceto e fiele nell’ultima ora, preceduto dal metaforico aceto e fiele di tre anni di vita pubblica sempre contrastata dai suoi nemici e resa difficile dalla pesantezza dei suoi amici e discepoli.

Il labbro del mio Cristo è contristato ancora dal fiele e dall’aceto di questa razza proterva. Ed il Padre è contristato del dolore del suo Figlio. E la sua pena si muta in ira per voi, uomini senza più spirito fedele al Dio vostro. Il Sacrificio che si ripete sugli altari della terra non è più per voi salvezza. Ma come dal Golgota il Sangue del Figlio è caduto sui suoi uccisori gridando a Me il suo dolore e provocando la mia punizione, così ora ricade su voi, ipocriti e bestemmiatori, negatori e viziosi, odiatori di Dio e dell’uomo vostro fratello, e vi marca a sangue e fuoco per la condanna.

La Terra urla come creatura impaurita dai mostri che l’abitano; l’Universo trema di orrore alla vista dei delitti che coprono la Terra; Io, Dio vostro, fremo d’ira divina per la vostra corruzione di carne, di mente, di spirito. Né la pietà del Salvatore, né quella della Vergine e dei Santi, placano col loro pregare l’ira mia.

Veramente, come ai tempi di Mosè, Io dico: “Coloro che han peccato contro di Me li cancellerò dal mio Libro e se venissi fra voi una volta sola vi sterminerei”134. Veramente Io dico che solo ai figli che mi restano Io parlo come ad un amico, perché per la loro fedeltà hanno trovato grazia al mio cospetto e mostrerò loro il mio Bene e avrò misericordia di loro. E più benigno ancora che con il mio servo Mosè, poiché il Figlio mio santissimo vi ha portato la benignità sua ed ha instaurato il Regno della Benignità, Io, senza attendere il giorno del vostro venire al Cielo, farò brillare in voi la Faccia del mio Cristo, o miei figli fedeli che mi adorate con santo rispetto e con amore figliale.

Amatela, perché chi l’ama ama Me. Amatela perché è la salvezza vostra. La Stella non è spuntata unicamente per Giacobbe135. Ma per tutti coloro che amano Dio con tutte le loro forze. E la Stella-Cristo, dopo le lotte della terra, me li condurrà al Cielo dove il vostro posto è preparato, o voi benedetti per i quali il mio Verbo non ha preso Carne invano ed il mio Cristo non è inutilmente morto.»

DA: I QUADERNI DEL 1944 


lunedì 30 marzo 2026

Continuo a parlare ai Miei precursori. Quando sarà la Mia ora voi sarete con Me.

 


Dice Gesù: 

«Continuo a parlare ai miei precursori, a coloro che col loro olocausto preparano le vie del Signore e evangelizzano senza altra forma che non sia quella della loro vita santa. 

Gioite, o miei servi fedeli che non vi contentate di salvare la vostra anima, ma vi offrite perché la Luce vinca sulle Tenebre e la salvezza sia data a molti che ora di essa non sono ansiosi. Quando sarà la mia ora non sarò solo a regnare. Voi sarete con Me. Fin da questa terra sarete con Me durante il mio Regno d’amore e di pace. Non ve l’ho forse promesso che voi sarete dove Io sarò e che avrete un posto nel mio Regno? Come dignitari di una reggia, i vostri spiriti mi saranno corona sulla terra, servendomi come luminosi ministri, e erediteranno quel possesso della Terra che Io ho promesso ai mansueti e che diverrà possesso dei Cieli quando la Terra più non sarà. 

Molto prima di quell’ora, o voi, giusti, possederete il Cielo. Esso sta già aperto a ricevervi nell’ora del vostro transito fuori dal carcere attuale. Ma allora sarà possesso fulgido completo, cognito a tutte le creature, assunzione alla gloria anche della carne con la quale avete conquistato il Cielo facendo di essa il principale strumento di sacrificio per fedeltà al vostro Dio. 

Vincitori di Satana che la carne ha corrotta, vincitori del senso che in voi si agita per eredità di peccato e per aizzamento di Satana, possederete l’Universo insieme al vostro Dio e sarete specchi di Dio che apparirà nelle vostre carni glorificate in tutto il suo splendore. Simili al Padre sarete, o figli santi. Simili a Gesù, Figlio mio83 santissimo. Simili a Maria, Regina nostra. 

Del Padre84 avete la somiglianza intellettiva e dei due gloriosissimi Viventi in Cielo la somiglianza umana e, poiché avere l’Intelletto è come avere la Parola e l’Amore e dove è Uno sono i Due altri della Triade perfetta, voi avendo la somiglianza del Padre sarete possessori di quella Perfezione che fece l’uomo simile a Lui e lo elesse per figlio. 

Prima di quell’ora sarete i dignitari del mio Figlio, vedrete il miracolo d’amore di una Terra immersa nella pace e volta ad udire Dio, conoscerete quale sarebbe stato il vivere dell’uomo se non avesse avvilito se stesso col connubio di Satana. 

 Non sarete defraudati di quest’ora, o amorosi seguaci dell’Amore fatto carne. Quello che ora udite suonare in voi, parola del mio Figlio ai suoi più diletti, lo udrete suonare ai quattro punti del globo, e vedrete gli uomini accorrere per sete della Scienza vera. Gli uomini, non i bruti in veste d’uomo, non i demoni dal volto umano, non i perpetui Giuda che vendono il Figlio mio e feriscono col loro mercato l’Amore trino che è inscindibilmente Uno. 

Se ora è tempo in cui schiere di angeli al comando di Dio lottano contro schiere di demoni che vogliono assoggettare la Terra, allora sarà il tempo che schiere di giusti areranno la Terra per prepararla alla Parola, regnante un’unica volta sulla Terra prima della sparizione del mondo. 

Là dove è il Maestro là sono i discepoli, e voi vi sarete, poiché avete amato il Maestro più di voi stessi, sarete là dove Esso terrà l’ultima lezione. 

E poi con Lui, schiera di luce dietro la Luce risalente ai Cieli, tornerete alla dimora a pregare pei viventi dell’ultima ora e ad attendere l’Ora del Giudizio in cui ancora sarete presso il Figlio mio, non più Salvatore ma Giudice del mondo, perché il tempo della salvezza sarà passato e il numero degli eletti compito. 

Trionfo nel vostro trionfo quell’ora, figli. E poiché vi amo vi dico che dovete essere senza misura nella volontà attiva di conquistare la santità, perché quell’ora sarà per voi tale che mille vite immolate per essa e i tesori della terra lasciati per quel tesoro non sarebbero sufficienti ad equiparare la gloria di quell’ora e la beatitudine del possesso eterno di Dio.» 

DA: I QUADERNI DEL 1943 


mercoledì 18 febbraio 2026

Siano fatte molte adorazioni alla Croce. Beati quelli che benedicono Te Luce. Vi è sprezzo per i figli della Luce, ma essi saranno tra i 144.000.

 


«…Ripeto67 il mio desiderio. Siano fatte molte adorazioni alla Croce che è il trono di potenza di Gesù Salvatore vostro. Come il serpente innalzato sulla croce aveva potere di guarire gli ebrei, così Io, Colui che è immortale, innalzato sulla Croce, avrò potere di mettere in fuga ciò che vi spaurisce e tormenta, perché Io sono il Signore della vita e della morte e posso mettere vita dove già è incombente morte e vincere la morte richiamando alla vita. 

Niuno, tolto Io, può far questo. Satana può darvi tutti i poteri, ma non quello di richiamare il moto vitale. 

Anzi esso vi istruisce a spezzare le vite in odio al Datore della vita, il quale per nutrirvi non solo alla vita corporale, per la quale vi fa germinare e spigare il grano, quanto per la vita spirituale, vi dà il Pane che gli angeli adorano poiché è la Carne del Figlio di Dio. Ve lo dà non chiedendovi in cambio che amore e fede, ed anzi come Mendico santo vi prega di accoglierlo in voi poiché d’esser con voi fa la sua gioia. 

In voi quel Pane si trasforma in Vita e Grazia, si trasforma in Salute, in Luce, in Gioia, in Sapienza. 

Tutto divenite quando siete un tutto col Figlio di Dio. Parla soavemente la Parola del Padre quando sta come cuore nel vostro seno. Ed è la mia Parola quella che conserva per la Vita eterna coloro che non abiurano la loro figliolanza soprannaturale. 

Beati quelli che non solo ti amano, o Pensiero del Padre che l’Amore fa Parola, nelle ore di gioia, ma che anche prima che sia la gioia, anche sotto nubi di uragano, benedicono Te, Luce che non conosci pause nello splendere. Beati quelli che sanno lodarti col pianto sul ciglio e la fiducia in cuore e stanno certi della tua pietà. In verità vi dico che chi col più bell’atto di fede sa sperare in Dio mentre le tenebre incombono portando disperazione, conoscerà il Sole eterno. 

Pochi, troppo pochi questi credenti veri. In questa notte di impotenza sbucata fuori dall’inferno cadono gli spiriti malati come foglie marcite dall’acqua e strappate dal vento. Il loro peso li trascina e, ad aumento della carne, hanno Satana che li tiene accecati e stretti per impedire loro di avere un conato di elevazione che basterebbe a salvarli. La paura, l’avvilimento li ottundono, il vizio li paralizza, la disperazione li brucia. Sono delle rovine che tremano di ombre fatue e non sanno che dovrebbero tremare di se stessi, uccisori della loro immortalità. 

Le chiese si svuotano, gli altari non hanno adoratori, il mistico Pane non è cercato, le trine virtù sono languenti o morte e quelle cardinali ugualmente. 

Vi è rovello e caotico sforzo per cercare salvezza e sprezzo, sprezzo, sprezzo per i figli della Luce, più che sprezzo desiderio di oppressione per spegnere quella Luce a loro odiosa. Ma più vi sprezzeranno e vi conculcheranno, o figli cari che siete la mia luce portata agli uomini, e più questo povero mondo precipiterà nelle tenebre. Il Delitto68 e i delitti faranno muro e barriera alla Luce. E sotto quei gravosi ripari l’umanità perirà in una carcere disperata. 

Respingete pure i segni che dal Cielo vi mando e ridete degli avvertimenti ultraterreni. Credetevi pure tutto lecito. Quando meno ve lo crederete, Io vi farò conoscere un segno davanti al quale precipiterete atterriti e la collera che ora scagliate contro gli inermi69 si ributterà su di voi. 

Quel segno sono Io. Al mio apparire, non sulla terra - non è ancora venuto il tempo - ma spiritualmente ai figli dell’ira e al padre dello sterminio, le vostre e le sue armi cadranno come polvere quando cessa il vento. E se dalla terra, in luogo di maledizioni, fossero salite preghiere, quel mio apparire sarebbe già stato, e sareste stati liberati, disgraziati che tremate e non sapete venire a chi vi ama, dai vostri terrori. 

Io sono che vinco. Io sono che so. E di vedervi correre qua e là come pecore spaurite seguendo i consigli più stolti, ubbidendo a chi è, oltre che stolto, malvagio, mi è grande pena. Vorrei morire una seconda volta pur di aprirvi gli occhi dell’anima e fare di voi quel popolo santo, grande e glorioso, che Dio si era prefisso di fare quando creò il Genitore primo. Vorrei crearvi una seconda volta pur di non vedervi così disformi dal mio Pensiero. Ma ciò che è, è. 

Parlo a tutti. Sarò udito da pochi. Compreso da meno ancora. La Sapienza non è amata più e non è più compresa. Ma ai suoi fedeli la Sapienza darà sempre forza e luce sulla terra, salvezza e gaudio oltre la terra. 

Darà Se stessa, e l’uomo che l’ha servita e meritata sarà fra i centoquarantaquattromila di cui parla Giovanni, e sarà sua la Gerusalemme santa in cui è il trono della Sapienza che si immolò per portare sé agli uomini di buona volontà.» 

DA: I QUADERNI DEL 1943 


domenica 28 dicembre 2025

Per dare ai tiepidi un ultimo bagliore di fede, ora vado mendicando eroismi di fede.

 


Dice Gesù: 

«… Ho bisogno che ci siano quelli che credono, non una ma sette volte credono, per coloro che credono tiepidamente, per dare ai tiepidi un ultimo bagliore di fede, e tanto assoluta, da farli apparire al mio cospetto rivestiti di questo estremo bagliore. Per gli operai dell’ultima ora vado mendicando eroismi di fede e di generosità che paghino per questi operai che sono privi di celeste moneta…». 

DA: I QUADERNI DEL 1943 


mercoledì 29 ottobre 2025

Do la manna a coloro che vincono la parte inferiore con tutte le sue tendenze.

 


Dice Gesù: 

«Sempre vedendo con l’occhio mio le parole dell’Amato si comprende che anche la “manna nascosta” è la mia Parola. Manna perché raduna tutta la dolcezza d’amore della Trinità nostra che vi è Padre, Fratello e Sposo dell’anima e vi ama dei tre amori più alti. Nascosta perché è detta nel segreto del cuore ai meritevoli di gustarla. 

Bene Io vorrei poterla far piovere su tutti e nutrire tutti di essa. Ma è detto: “Non date le perle ai porci e le cose sante ai cani”. E molti che pure sono stati lavati nel mio Battesimo e redenti dal mio Sangue sono più abbietti dei porci e più cani dei cani. 

Hai letto come agli antichi ebrei, immeritevoli di possederla, si guastasse la manna nel deserto. Essi demeritavano per la loro mancanza di fede e per la loro sollecitudine umana. Posso Io avere meno rispetto della mia Parola di quanto ne abbia avuto per la manna destinata a nutrire il ventre, mentre la Parola è destinata a nutrire lo spirito? 

Perciò do la manna a coloro che vincono la parte inferiore con tutte le sue tendenze alla non fede, al senso, alle sollecitudini meschine ed egoiste. Do la manna della mia Parola che riempie di dolcezza e di luce lo spirito vostro. Do il “sassolino bianco nel quale è scritto un nome nuovo” ossia nel quale è rivelata una Verità che è taciuta ai non degni. È la Verità che vi apre le porte dell’eterna Vita, che ve ne dà le chiavi e vi mette sulla Via per giungere alla Porta della mia celeste Città. 

Io sono Via, Verità, Vita. Fuori di Me non c’è altra via, verità e vita. Colui che vince tutti gli ostacoli per seguire Me, diverrà colonna del mio tempio e per la Parola che ha custodita e praticata, dopo esser stato salvato nell’ora tremenda della prova dalla tentazione che uccide, avrà posto sul mio stesso trono, insieme al Padre, al Figlio, allo Spirito Santo.» 

Dice ancora Gesù: 

«Il mondo perisce perché non ha custodito la mia Parola, perché l’ha trascurata e derisa. Nessuna forza umana servirà a fermare la corsa del mondo all’abisso perché manca al mondo e alle forze del mondo la cosa che salva. La mia Legge. 

Si è fatto un vuoto nella mistica foresta che avevo coltivata per voi perché aveste dimora all’ombra del mio previdente amore. Le vostre colpe lo hanno fatto e nel vuoto si è insediato padrone il Serpente eterno che vi avvelena col suo fiato e vi uccide col suo morso e impedisce che la mia Legge sia in voi agente di Bene. 

Fumo, veleno, orrore, disperazione avete in voi e intorno a voi. E potevate avere Luce, Pace, Speranza, Gioia. Questo potevate avere se aveste seguito la mia Parola, perché Io ho consumato tutto l’orrore della vita per preservarne voi e l’ho fatto con quella atrocità di agonia che ho patito per voi. 

Ma avete gettato il mio dono e avete chiamato a maestro e re Satana. E Satana vi ammaestra e regola, vi sala e sferza per rendervi degni del suo inferno.» 

DA: I QUADERNI DEL 1943


domenica 31 agosto 2025

Il regno di Dio è in voi.

 


Dice Gesù: 

«Il regno di Dio è in voi. L’uomo non ha mai capito questa verità. 

Io vivente, ha creduto che il mio regno fosse un regno di potere e di strapotere temporale. Questo ha fatto sì che molti mi si stringessero intorno, sperando averne un utile futuro. 

Ma Io non ho mentito, non ho ingannato. La mia Parola era chiara. Promettevo un regno, ma segnavo anche la via per possederlo. Questa via non è e non era quella battuta di solito da coloro che dànno la scalata a un potere. Era anzi la via opposta. E appunto perché era opposta, non fu battuta generosamente che da pochi. 

Il mio regno non è di questo mondo. Il mondo in cui sostate è la gomena per cui voi potete salire sulla mia mistica nave. Ma salire su una gomena non è facile cosa. Occorre essere agili, leggeri, sani, non soffrire dei capogiri che colpiscono coloro che abusano nei piaceri. Il vizio impedisce la salita, le malattie pure e così la pletora dell’attaccamento alle cose della terra e la pigrizia dello spirito. 

Siate sani nell’anima, e siccome esser sani completamente è quasi impossibile all’uomo, guardate almeno di combattere all’inizio le vostre malattie spirituali.

Siate solerti. Non dite: “Ho già tanto lavorato che ora riposo”. No, figli che attendo nella gloria. Il mio regno è tale gioia che nessuna fatica è troppo lunga e troppo grave per conquistarlo. 

Quando voi agite secondo la mia Legge, è già in voi il mio Regno. E lo sentite dalla pace che fluisce in voi come onda inesausta. Questa pace non è la povera pace umana, insidiata da tante cose e persone nemiche. È Pace vera: è la mia Pace. 

Nel libro di Giovanni è detto: “Costoro sono quelli che sono venuti dalla grande tribolazione”. 

Ecco l’aiuto più grande per conquistare il mio eterno Regno di Pace. 

Io ve ne ho aperto le porte con la mia grande tribolazione, ma voi, discepoli fedeli che Io chiamo al Regno, non siete da più del Maestro e dovete servirvi della stessa arma per salire a Me. La croce è scala, la croce è ala, il dolore è medicina, il dolore è purificazione. 

Tutto si compie solo quando si beve - per impedire a Me di berlo - l’amarezza delle amarezze: il fiele e l’aceto, per riparare l’odio e il peccato e mondare le anime dei fratelli dall’odio e dal peccato. Il fiele mi è dato dall’odio che mi maledice dopo quanto ho donato; l’aceto, dal peccato che inagrisce i miei tralci sino a renderli selvatici. La carità rende dolce il fiele e buono l’aceto, poiché la carità ripara e redime. 

Ma la carità non va mai disgiunta dalla sofferenza, poiché essendo cosa santa scatena le ire del Nemico. 

In compenso, la sofferenza non va mai disgiunta dalla gloria, poiché Io sono giusto e do a chi dona.» 

DA: I QUADERNI DEL 1943 


martedì 9 luglio 2024

“Io sono la base e la vetta. Ma tutto intorno, sempre più grande, si estenderà la dimora.”

 


DA: L’EVANGELO COME MI È STATO RIVELATO 


Dice Gesù:  

«…Io sono il Condannato coronato di rose. Le rose!... Quanto durano le rose? Che resta di esse dopo che la corolla loro si è sfaldata in neve di profumati petali? Spine. Io - Isaia l'ha detto - sarò per voi, e con voi dico che sarò per il mondo, santificazione, ma anche pietra d'inciampo, pietra di scandalo e laccio e rovina per Israele e per la Terra. Santificherò coloro che avranno buona volontà e farò cadere e andare in pezzi coloro che avranno mala volontà. Gli angeli non dicono parole di menzogna e parole di poca durata. Essi vengono da Dio, che è Verità e che è Eterno, e ciò che dicono è verità e parola immutabile. 

Essi hanno detto: "Pace agli uomini di buona volontà". Allora nasceva, o Terra, il tuo Salvatore. Ora va a morte il tuo Redentore. Ma per avere pace da Dio, ossia santificazione e gloria, occorre avere "buona volontà". Inutile il mio nascere, inutile il mio morire per coloro che non hanno questa volontà buona. Il mio vagito e il mio rantolo, il primo passo e l'ultimo, la ferita della circoncisione e quella della consumazione, saranno stati invano se in voi, se negli uomini, non ci sarà la buona volontà di redimersi e santificarsi. Ed Io ve lo dico: "Moltissimi inciamperanno in Me, che sono posto come colonna di sostegno e non come tranello per l'uomo, e cadranno perché ebbri di superbia, di lussuria, di avarizia, e saranno chiusi nella rete dei loro peccati, e presi e dati a Satana". Mettete queste parole nei vostri cuori, sigillatele per i futuri discepoli. Andiamo. La Pietra sorge. Un altro passo in avanti. Sul monte. Deve splendere sulla vetta perché Egli è Sole, Luce è, è Oriente. E il Sole splende sulle cime. Deve essere sul monte, perché il Tempio vero deve essere visto da tutto il mondo. E da Me stesso lo edifico con la Pietra viva della mia Carne immolata. Ne collego le parti colla calcina fatta di sudore e di sangue. E sarò sul mio trono ammantato di una porpora viva, coronato di una corona nuova, e quelli che sono lontani verranno a Me, lavoreranno nel mio Tempio, intorno ad esso. Io sono la base e la vetta. Ma tutto intorno, sempre più grande, si estenderà la dimora. Ed Io stesso lavorerò le mie pietre e i miei artieri. Come Io sono stato dal Padre, dall'Amore e dall'uomo e dall'Odio lavorato a scalpello, così Io li lavorerò. E dopo che in un sol giorno sarà stata levata l'iniquità dalla Terra, sulla pietra del Sacerdote in eterno verranno i sette occhi per vedere Iddio e sboccheranno le sette fonti per vincere il fuoco di Satana. Satana... Giuda, andiamo. E ricordati che il tempo stringe e che per la sera del Giovedì deve essere consegnato l'Agnello».  


giovedì 30 settembre 2021

Lo Spirito Santo

 


Lo  Spirito  Santo  negli  scritti  di  Maria  Valtorta

“Dice l’Eterno Spirito: Io sono l’Amore. Non ho voce mia propria, perché la mia voce è in tutto il  creato. Come etere Io dilago per tutto quanto esiste, come fuoco accendo, come sangue circolo. Io  sono in ogni parola del Cristo e fiorisco sulle labbra della Vergine. Io purifico e faccio luminosa la  bocca dei profeti e dei santi. Io sono Colui che le cose ispira prima che fossero, perché il mio potere è 1quello che, come palpito, dette moto al pensiero creativo dell’Eterno. 

Per il Cristo tutte le cose sono state fatte da Me-Amore, perché sono Io che con la mia segreta  forza mossi il Creatore ad operare il prodigio. Io ero quando nulla era ed Io sarò quando rimarrà 2 unicamente il Cielo. Io sono l’ispiratore della creazione dell’uomo, al quale fu donato il mondo per  sua delizia, il mondo in cui, dagli oceani alle stelle, dalle vette alpine agli steli, è il mio sigillo. 

3 Io sarò che porrò sulle labbra dell’ultimo uomo la suprema invocazione: “Vieni, Signore Gesù!” .  Io sono quello che, a placare il Padre, infusi l’idea dell’Incarnazione e scesi, Fuoco creatore, a farmi 4 germe  nelle viscere immacolate di Maria, e risalii fatto Carne sulla Croce e dalla Croce al Cielo, per  stringere in anello d’amore la nuova alleanza tra Dio e l’uomo, come in amplesso d’amore avevo 5 stretto il Padre e il Figlio, generando la Trinità.  

Io sono Colui che senza parole parla ovunque e in ogni dottrina che in Dio abbia origine, Colui  che senza tocco apre occhi e orecchi ad udire il soprannaturale, Colui che senza comando vi trae dalla  morte della vita alla vita nella Vita che non conosce limite. 

Il Padre è su di voi, il Figlio in voi, ma Io, Spirito, sono nel vostro spirito e vi santifico con la mia  presenza. Cercatemi ovunque è amore, fede e sapienza. Datemi il vostro amore. La fusione dell’amore  con l’Amore crea il Cristo in voi e vi riporta in seno al Padre.  

6 Ho parlato oggi, che è l’avvento dell’Amore sulla terra, la più alta mia manifestazione, quella da  cui provengono Redenzione e infusione Pentecostale alla Terra. Il mio Fuoco dimori in voi e vi  accenda, ricreandovi a Dio, in Dio e per Iddio, Signore eterno, a cui, in Cielo e in terra, ogni lode va  data”. 

“Dio è Luce. 7 Una Luce data dal Padre, maestosa, cerchio infinito che abbraccia tutta la  Creazione, dall’attimo in cui fu detto “Sia la luce” fino ai secoli dei secoli… Dentro il cerchio  eternale del Padre, diversamente operante eppure non contrariamente operante, è un secondo cerchio  generato dal Padre, perché l’Essenza è una. Esso è il Figlio. La sua Luce, più vibrante, non dà soltanto  la vita ai corpi, ma dà la Vita alle anime che l’avevano perduta, mediante il suo Sacrificio. È un  dilagare di raggi potenti e soavi, che nutrono la vostra umanità e ammaestrano la vostra mente.  All’interno del secondo cerchio, prodotto dai due operare dei primi cerchi, è un terzo cerchio dalla  Luce ancora più vibrante e accesa. È lo Spirito Santo. È l’Amore prodotto dai rapporti del Padre col  Figlio, tramite i Due e conseguenza dei Due, meraviglia delle meraviglie. 

Il Pensiero creò la Parola. E il Pensiero e la Parola si amano. L’Amore è il Paraclito. Esso opera  sullo spirito vostro, sulla vostra anima, sulla vostra carne. Poiché consacra tutto il tempio (creato dal  Padre e redento dal Figlio) della vostra persona, creata a immagine e somiglianza di Dio Uno e Trino.  Lo Spirito Santo è crisma sulla creazione, fatta dal Padre, della vostra persona, è grazia per fruire  del sacrificio del Figlio, è scienza e luce per comprendere la Parola di Dio. Luce più ristretta, non  perché sia più limitata rispetto agli altri (Due), ma perché è lo Spirito dello Spirito di Dio e perché,  nella sua condensazione, è potentissima, come è potentissima nei suoi effetti.  

Per questo Io dissi: “Quando verrà il Paraclito, vi istruirà”. Neppure Io, che sono il Pensiero del  Padre divenuto Parola, posso farvi capire quanto può con un solo balenare farvi capire lo Spirito  Santo. 

Se davanti al Figlio ogni ginocchio si deve curvare, davanti al Paraclito si deve inchinare ogni  spirito, perché lo Spirito dà vita allo spirito. 

È l’Amore che ha creato l’universo, che ha istruito i primi servi di Dio, che ha spinto il Padre a  dare i Comandamenti, che ha illuminato i profeti, che ha concepito con Maria il Redentore, che ha  messo Me sulla Croce, che ha sostenuto i martiri, che ha retto la Chiesa, che opera i prodigi della  Grazia.  

Fuoco bianco, insostenibile alla vista e alla natura umana, concentra in Sé il Padre e il Figlio ed è  la Gemma incomprensibile, inguardabile, della nostra eterna Bellezza. Fissa nell’abisso del Cielo,  attrae a Sé tutti gli spiriti della mia Chiesa trionfante e aspira a Sé coloro che sanno vivere di spirito  nella Chiesa militante. 

La nostra Trinità, la nostra triplice ed una Natura si fissa in un unico splendore in quel punto da  cui si genera tutto quanto è, in un eterno Essere. Dì: Gloria al Padre, al Figlio, allo Spirito Santo”. 

“Quanto gran numero di animali ha la terra! 8 Uomini che il malefizio di satana ha degradato ad  essere animali e non altro! Io (Gesù) sono venuto per riportare lo Spirito Santo. Sono stato il  Precursore della venuta del Paraclito. Ed Io verrò per radunare i fedeli allo Spirito del Signore, che è  Scienza e Coscienza del Bene, e Fedeltà e Amore a Dio. Ma ora non posso venire in veste di carne a  preparare le vie per il trionfo del Re. Il Padre più non lo vuole. Lascerò, allora, che la barca della  povera umanità vada a naufragio e ben pochi si salvino di essa? No. Non viene la carne, ma viene la  Parola e si affida ai suoi servi, per i miei poveri uomini. E i miei servi non sono padroni della Parola,  ma custodi e distributori della stessa. Lo devono essere senza irritazioni né attaccamenti umani”. 

“Io (Gesù) l’ho detto: 9Sarà perdonata ancora la bestemmia contro di Me. Ma non sarà perdonato  chi bestemmia contro lo Spirito Santo. Che bestemmia viene usata verso di Lui? Il disamore che si  esplica col rifiutare di accogliere la Verità illuminata da Esso”. 

“Per Me (Spirito di Dio) l’Eterno è in voi. 10 Per Me voi siete nell’Eterno. Sono la Forza prima.  Sarò la Forza ultima. Sono la Forza eterna. Tutto finirà. Non Io. Io sono la Perfezione delle perfezioni  di Dio. Comprendermi compiutamente vuol dire comprendere Dio”.