lunedì 27 luglio 2020

AMERICA, AMERICA, TI INVIO QUESTO MIO ULTIMO APPELLO!



Dio vede e provvede, non sciupate il vostro tempo in cose inutili ma cercate Dio e il Regno dei Cieli.
Mostrerò a tutti coloro che verranno a Me, il mio amore infinito e la grandezza che possiedo.

Figli di Gerusalemme, o voi che Mi seguite con candore e ardore nell’amore, in verità vi dico: Il tempo viene a voi, in Me benigno, mentre arriva nella maledizione di Satana per chi è con lui, al suo seguito.
La relazione tra Cielo e Terra è in atto, il Dio dell’Eterno Amore viene a sollevare a Sé ogni sua creatura per ridonarle la vita in Sé.
Piogge torrenziali, grandi alluvioni, terremoti e fuoco avvolgeranno tutta la Terra, … è tempo del raccolto, è tempo di far nuove tutte le cose.
La Terra ha perso il suo splendore in Me, la sua agonia è nella maledizione dell’uomo in Satana, ma è giunto il tempo di purificare ogni maledizione e mettere benedizioni infinite. Dio attende il passo dell’avversario per intervenire, la sua ira sarà grande e grande sarà il dolore per chi si è messo contro di Lui, il Creatore.
America, America, dove hai messo il tuo cuore? Dov’è la tua fede in Me?
Hai dimenticato il mio canto d’amore,
ti sei avvinghiata al nemico e a lui hai donato il tuo cuore.

Mi hai voltato le spalle, ti sei resa debole, ora diverrai schiava dei tuoi nemici. Non hai protetto il tuo cuore in Me, lo hai aperto alle intemperie, ti sei resa facile preda di Satana.
Ti ho richiamato in tutti i modi, ti ho urlato la mia Giustizia, ho cercato di fermare la tua ascesa infernale, ma Mi hai ignorato preferendo ascoltare le maledette seduzioni del nemico infernale, il Diavolo!
Non Mi vuoi più, il tuo vedere è nelle cose di questo mondo, gioisci nel peccato, … perderai la tua potenza e striscerai come i serpenti, ti riempirai di polvere e sputerai sudore.
Ho mandato a te un uomo perché potessi risollevarti, ma nulla di ciò che è buono tu gradisci, sei ormai imbevuta del veleno di Lucifero.

Povera America! Poveri uomini o voi tutti che avete tolto la roccia da sotto i vostri piedi per posarli sulla sabbia … sarete inghiottiti dal vostro stesso male.
Ti invio questo mio ultimo appello, o America, ritorna in fretta a Me!
è urgente la tua conversione e la tua supplica alla mia misericordia; risollevati ora,
non c’è più tempo per patteggiare, il nemico è già alle tue spalle.
Verranno giorni terribili per voi se non vi risolleverete a Me.

Dio, l’Unico Re dell’Universo!
Carbonia 24.07.2020

domenica 26 luglio 2020

LA MIA LOTTA SPIRITUALE



Brevissima biografia . Elisabetta Szanto, vedova di Carlo Kindelmann nata nel 1913 in Ungheria e deceduta l’11 aprile 1985 a Erd vicino Budapest, madre di 6 figli. Ha lavorato, dopo la morte del consorte in fonderia per sfamare la famiglia. Dal 1961 al 1981 il Signore Gesù Cristo e la sua Vergine Madre le parlano e le affidano il Messaggio della Fiamma d’Amore del Cuore Immacolato di Maria, da diffondere in tutto il mondo. Con la Fiamma dell’amore del Cuore Innamorato di Maria, si può accecare Satana, liberando così dai suoi malefici lacci, le anime impigliate nelle sue trappole… e renderle coscienti di camminare sulla strada della loro salvezza. 


" DA TANTO TEMPO TI ASPETTO " 

Le vie del Signore, sulle quali Egli ci guida, non si interrompono mai; siamo solo noi che fuorviamo. Anche io mi sono allontanata dalla giusta via. Le numerose preoccupazioni e il lavoro, diventato troppo faticoso in seguito alla vedovanza, hanno logorato il mio raccoglimento spirituale e piano piano mi hanno allontanata da Dio. Il continuo lavoro per la sopravvivenza ha minacciato la solidità della mia fede. La lotta di ogni giorno mi ha messo davanti il grande interrogativo: a che cosa ti serve una grande famiglia? E ciò che prima era sacro davanti a me e scopo della mia esistenza ora mi appariva vuoto, insignificante e senza senso. Mi mandavano da un posto di lavoro ad un altro. Allora aumentava la miseria in famiglia e cresceva la tentazione. Il maligno mi disturbava continuamente con riflessioni del genere: "Perché ti illudi? Da molto ti saresti arresa, ma non sai che cosa dire ai tuoi figli. Come puoi raccontare loro quello che nemmeno tu credi? Togliti questa maschera, vedrai che sollievo! E questo è il più difficile passo della tua vita. Tanto i tuoi figli arriveranno da soli a capire ciò che tu tieni nascosto". Allora mi sono scossa e per un attimo è riaffiorato nella mente il pensiero di Dio che prima si era offuscato. Da quel momento è iniziata nella mia anima una grande e tremenda battaglia. Ho implorato Dio. È cominciata una indescrivibile lotta spirituale, impossibile ad esprimere con parole; raccapricciante, snervante, lunga lotta che tra le tante preoccupazioni ha corroso il mio spirito per lunghi anni. Andavo lo stesso alla S. Messa, ma per me era diventata una cerimonia vuota e faticosa. 

In quel periodo il mio orario di lavoro cambiava a giorni alterni e ho dovuto lavorare anche di domenica. I ragazzi andavano alla S. Messa la mattina e io la sera. È stato meglio perché così non si sono potuti accorgere della mancanza di raccoglimento della loro mamma. Seguivo la S. Messa con noiosi sbadigli e non riuscivo a pregare; perciò un giorno ho deciso di non andarci più, poiché si trattava solo di sbadigliare. Un mattino i ragazzi sono andati alla S. Messa e io non mi sono preoccupata di fare altrettanto, anzi, ho iniziato a fare il bucato grosso. Frattanto si avvicinava la sera e i figli mi hanno ricordato: "Mamma, sono le cinque e mezza!" La loro sollecitazione mi aveva un po' seccata, ma a qualche minuto alle sei il maggiore mi ha detto: "Sbrigatevi"! Questo richiamo mi ha scossa. Sono andata alla S. Messa, ma non sapevo come rivolgermi a Dio. Per tutto il tempo mi sono distratta pensando quanto fossi sciocca. Perché faccio il digiuno suggerito dalla regola del Carmelo? È un'abitudine senza significato. Meglio lasciare tutto. Ho anche deciso di smettere l'astinenza dalla carne poiché era già tanto scarso il mio nutrimento (ho sempre seguito questa regola per consuetudine senza difficoltà). Quando sono arrivata a casa, nemmeno io so come, mi sono venuti tra le mani i salmi della Madonna; li ho aperti e ho incominciato a pregare e mentre prima elevavano il mio spirito a Dio ora mi sembrava solo una ripetizione di parole. Ho preso il mio vecchio libro di meditazioni, ma mi sono sforzata inutilmente, poiché ero circondata da un lungo rigido silenzio. Sono scoppiata in lacrime. Dio mi ha abbandonata! Avevo la mente invasa da ossessioni spirituali insieme a pensieri che a descriverli sarebbero bestemmie. Vorrei ripeterne uno con una sola parola, ma non ne ho il coraggio. In questa lotta il maligno ha fatto sentire frasi orribili nella mia anima: "Ho permesso queste cose per convincerti a non lottare più". Non continuo a raccontare ancora, tanto non si può esprimere con le parole il mio straziante stato d'animo. Tale lotta è durata dentro di me per circa tre anni fino al momento in cui un giorno mia figlia C. mi ha detto: "Oggi alle ore due ci sarà il funerale del dottor X.".  

Questo mi ha colpito profondamente il cuore. Era già l'una e mi sono vestita in fretta per non fare tardi. Quando sono giunta nella camera mortuaria sono scoppiata in lacrime. Ho pensato: ora egli sta bene. Era un vero carmelitano. Con la sua vita santa è stato per noi di esempio. Ma io saprò imitarlo? "Non piangere!" Ho sentito dalla sua voce piena della dolcezza che hanno solo le anime salvate: "Ritorna nel Carmelo!" 

Il giorno successivo era domenica, 16 luglio, festa della Madonna del Carmelo e festa della consacrazione della nostra chiesa. Dal mattino fino alla sera mi sono trattenuta in chiesa e con molta difficoltà sono riuscita a confessarmi. Una terribile aridità spirituale divorava la mia anima; non sentivo pentimento alcuno. Ho recitato meccanicamente la penitenza avuta e, mentre i miei pensieri vagavano, riflettevo: questa moltitudine di gente loda la Vergine Madre, ma a me non viene in mente di fare altrettanto. Il pensare al fratello X. mi alleggeriva lo spirito e mi spronava a recarmi presso l'altare della Santa Vergine. Frattanto risuonavano in me le seguenti parole: "Vai ed inginocchiati davanti a Lei". Io sono andata, ma la mia anima non trovava alcun sollievo. 

Era quasi sera quando sono arrivata a casa dove mi ha sorpreso un sentimento particolare, come se avessi lasciato nel Carmelo la mia anima torturata. 

Benché la cena fosse il mio primo desinare di quel giorno, ho cominciato a mangiare contro voglia. Di nuovo mi ha assalito il maligno tentatore: "A che cosa serve fare tante sciocchezze? Riposati e mettiti calma". Sono uscita, con il cuore gonfio, nel giardino, dove, nella pace della notte, è iniziato il diluvio delle mie lacrime. Sotto il cielo stellato mi sono raccolta in preghiera, con profonda devozione, davanti alla statua della Vergine di Lourdes, ivi collocata. Il giorno dopo mi sono recata nella piccola cappella da me preferita, dove andavo da giovane insieme con i miei bambini e dove ero solita incontrare il fratello X. Anche allora sono stata guidata dal ricordo della sua devozione in quel luogo di raccoglimento. Strada facendo ho incontrato alcuni conoscenti che si compiacevano di me come mammina esemplare. Questo mi è dispiaciuto molto ed ho sentito che adesso il maligno mi tentava con la vanità. Con il cuore imploravo: "Madre mia del Cielo, non mi abbandonare! Non voglio più esserti infedele. Tienimi stretta. Ho paura di me stessa poiché cammino su una strada incerta! Durante la S. Messa ho implorato il Signore Gesù perché perdonasse le mie colpe! Non avevo il coraggio di presentarmi alla Sacra Mensa, ma una persona seduta accanto a me, mi ha presa per il braccio e mi ha detto: "Andiamo, è ora!" In quei giorni ricevetti delle grazie come quelle che il Signore dà a chi è debole e convalescente. Una suora era vicino a me in ginocchio: "Mi metto vicino a lei affinché diventi santa anche io". Sapevo che lei vedeva e sentiva in me il Signore Gesù. Dopo, ho camminato sempre con gli occhi pieni di lacrime. Il mio amore per il Signore Gesù e il sentimento del profondo pentimento hanno provocato copiose lacrime. Non volevo guardare più il mondo, e cercavo solo il silenzio affinché potessi sentire di continuo la voce del Signore. Da allora Egli ha cominciato a parlarmi. Oh! Questi colloqui interiori così semplici! 

L'ho pregato affinché mi facesse immergere nel mare della sua grazia chiedendo con fervore che attirasse a sé anche i miei figli. Egli mi ha promesso che se avessi chiesto con perseveranza, mi avrebbe esaudita. Mentre ero immersa nella profonda adorazione il maligno mi ha parlato cosi: "Credi tu in questo suo potere? Se l'avesse lo userebbe per fare piacere a se stesso". E stato per me un orribile schiaffo. Il mio cuore è stato stretto da una morsa. Nel frattempo è apparso il volto del Signore davanti ai miei occhi spirituali e mi ha parlato così: "Guarda il mio viso straziato! Il mio corpo santo martoriato! Non ho sofferto per la salvezza delle anime? Credi e adora!" 

Allora si è risvegliata in me la fede, la speranza, la carità. Ho chiesto a Lui di non lasciarmi straziare mai più dal maligno e di incatenarmi stretta ai suoi piedi santi affinché potessi restare soltanto presso di Lui; solo così sarei stata al sicuro. Egli mi ha chiesto di rinunciare a me stessa, a tutto, perché sono troppo distratta dalle cose del mondo. Mi sono ripromessa allora di adempiere a ciò con tutta la mia forza. 

Dopo, tutto è cambiato attorno a me e mi sono sempre più avvicinata a Lui. Egli continuava a sollecitarmi: "Grandi grazie desidererei darti, ma devi rinunciare totalmente a te!" Erano parole difficili per la mia intelligenza, perciò ho domandato: "Sarò capace di questo?" "Tu devi solo volerlo, il resto affidalo a Me!" Mi sono dibattuta a lungo finché il Signore ha illuminato il mio spirito e mi ha condotta passo per passo. Quante rinunzie ho dovuto compiere in seno alla famiglia! 

Finché sono vissuta con il mio ultimo figliolo, non erano chiari nella mia mente la ragione e il valore delle mie rinunce. Nella mia casa ho dovuto stringermi sempre di più per far posto ai miei figli mano a mano che si formavano una famiglia. E’ stata una soluzione che mi ha pesato molto, perché ho fin troppo diviso il mio appartamento di quattro stanze. La grande sala da pranzo era rimasta di mia proprietà. Ho rinunciato anche a quella, ma con molta difficoltà. Quando ho sgombrato la stanza, i ricordi cari e tristi del passato hanno assalito i miei pensieri. Passavano davanti a me i tanti avvenimenti familiari, le intime sere di Natale, i matrimoni, i festeggiamenti, i battesimi dei nipotini, la povera tavola del periodo di indigenza quando, per anni, la imbandivo con fette di pane spalmato di strutto per prima colazione, con piatti di verdure senza carne, contornati di belle mele lucidate e collocate vicino a ogni piatto. Ho sempre messo bene la tavola affinché i bambini non si sentissero nella miseria. Ero continuamente allegra con loro, ma piena di preoccupazioni, con un senso di angoscia nell'anima e con i pensieri gravi per il sostentamento della famiglia. Anche questa stanza era così cara al mio cuore da rendere ancora più pesante la rinuncia. 

È stato poi necessario trasferirmi in un'altra camera e ho pensato di farne il mio nido nel quale la memoria ritrovava tanti momenti della vita passata. Era stata la camera dei bambini dove ora sarei vissuta serena e tranquilla senza dover traslocare ancora. Invece, essendosi sposato il figliolo più piccolo, ho dovuto provvedere un alloggio anche a lui e rinunciare pure a questa stanza, piena di tanti cari ricordi. Sentivo che il Signore chiedeva ancora un sacrificio perché diventassi del tutto povera. Quanti avvenimenti accaduti in quella camera affioravano alla mia memoria! Le malattie dei bambini, le tante veglie notturne per assisterli, le molteplici birichinate, i baccani, le intime ore trascorse insieme nella lettura e, infine, le preghiere della sera. Ogni pensiero scaturiva dal mio cuore come ricordo doloroso. Il Signore però mi sollecitava: "Rinuncia completamente a te stessa". Allora ho distribuito tutto ai miei figli, affinché nulla mi legasse a questo mondo. Dopo ho pensato di aver fatto una cosa insensata. Non mi rimaneva nemmeno un posto dove poter tranquillamente riposare la testa. 

La voce del Signore chiedeva sempre: "Rinuncia a te stessa!" 

Tutto attorno a me era diventato buio e triste. Ora che cosa faccio per me stessa? È venuto il maligno con tono sorridente: "Non ti scoraggiare, non sei ancora tanto vecchia, concediti un buon riposo, vestiti bene, divertiti e, se hai occasione, sposati! Non è vergogna questo. Allora avrai di nuovo una casa e apparterrai a qualcuno. La tua coscienza può essere tranquilla; hai fatto il tuo dovere di madre". 

Il sangue è affluito al mio viso e veramente mi sono sentita tanto avvilita ... La mattina successiva mi sono gettata davanti all'altare esclamando: "Signore, Tu sai che mi sono incatenata ai tuoi santi piedi, dai quali non voglio muovermi. Perché mi hai lasciata così sola?" "Per il bene della tua anima. Anche io ho lottato nella mia agonia ore intere, solo, e a te anche questa piccola cosa è così pesante? Sopporta anche il resto!" 

Io, che fino ad allora avevo provveduto al governo della casa, ho parlato così alla mia figlia C.: "D'ora in poi sarai tu la piccola massaia, io non cucinerò più!". Ella mi ha guardata sorpresa e io ho continuato: "Che cosa farò d'ora in poi? Farò quello che mi chiederete e mangerò quello che mi darete". Ella mi ha detto: "Mamma siete come una donna eremita". Frattanto è entrata anche M., la figliola minore, la quale ha due bambine piccole. Diceva di dover andare a lavorare perché con un solo stipendio non potevano vivere (il marito è professore).  

Allora ho rinunciato in suo favore al lavoro di cooperativa (pittura di plastica), che eseguivo a casa e che mi procurava un po' di profitto, perché lei potesse lavorare a casa senza allontanarsi dai bambini. Per me è stata l'ultima rinuncia. Tutto ciò è avvenuto in pochi giorni. Ho dovuto compiere presto tutti questi sacrifici perché il Signore mi sollecitava: "La tua volontà è libera, lo non ti obbligo, solo se tu lo vuoi puoi donarti e abbandonarti completamente a Me con piena fiducia. Il tuo abbandono ha valore solo se ti affidi interamente e fiduciosamente a Me. Credi che non possa restituirti tutto quello che hai lasciato? Se tu sapessi quali ricchezze ti attendono!" Tra me e il Signore si è svolto un simile dialogo. 

Quando queste rinunzie sono maturate nel mio intimo, era sabato 10 febbraio 1962. Il giorno dopo era la festa della Madonna di Lourdes. Quel giorno, nel primo pomeriggio, mi sono ritirata dal chiasso familiare perché il mio spirito bramava il silenzio; a casa questo non c'era più. Il Signore Gesù ha voluto che tutto si fosse svolto in tal modo. In questo bel giorno di domenica una grande folla affluiva al santuario di Mariaremete e i fedeli devoti entravano anche nella nostra chiesa di S. Spirito. Anche io ero inginocchiata in mezzo alla folla e, dopo una breve adorazione, ho fatto un resoconto al Signore: "Gesù mio, sono qui. Mi sono completamente distaccata dal mondo come Tu desideravi. Tra noi non deve aver posto nemmeno un capello. Ti piaccio ora? O Signore mio, come sono miserabile. È stata tanto difficile la rinuncia. Tu sai quanto è umiliante vivere così!" Il Signore ha risposto: "Così devi vivere d'ora in poi, nella più grande umiliazione". Io gli ho chiesto: "Mi accetti ora?" Il Signore non mi ha fatto udire altro; solo un grande silenzio ha avvolto il mio spirito. Con la testa china sono rimasta assorta in Lui pensando che cosa mi avrebbe detto ancora. Sentivo che questa rinunzia a tutto, mi portava vicina al Signore. La mia quiete ora non era più disturbata da nulla. 

Spirito di verità



Forma in noi un'anima innamorata della verità. di tutta la verità, della verità infinita.  
Donaci l'amore alla verità oggettiva, e preservaci dalla tentazione di accaparrarla, di riformarla a nostro talento. Ispiraci il rispetto per la verità, la sollecitudine di custodirla in tutta la sua purezza, nella sua integrità.  
Rendici appassionati della verità, disposti a fare qualunque sforzo per cercarla e raggiungerla.  
Abbatti in noi tutte le muraglie che ci costruiamo istintivamente e che rischiano di nasconderci il vero.  
Difendici da tutte le rivendicazioni dell'amor proprio che fanno ostacolo alla nostra adesione alla verità.  
Fa' che abbiamo sempre il coraggio di preferire la verità ai nostri gusti personali, alle nostre idee preconcette, ai nostri desideri più nascosti.  
Donaci una intelligenza disposta ad aprirsi largamente, ad accogliere la verità e farla nostra con gioia.  
Aumenta il nostro zelo per diffondere la verità e renderle testimonianza.  
Fa' che scopriamo l'assoluto della verità nella persona di Cristo.  
Attirandoci alla verità, stringici più intimamente a Colui che ha detto: " Io sono la verità".  

Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie 


Il popolo di Dio secondo il Concilio Vaticano II 

Il Concilio Vaticano II, nella Costituzione dogmatica sulla Chiesa, Lumen gentium, afferma: 

"Il sacerdozio comune dei fedeli e il sacerdozio ministeriale e gerarchico, quantunque differiscano essenzialmente e  non solo di grado, sono tuttavia ordinati l'uno all'altro, poiché  l'uno e l'altro, ognuno a proprio modo, partecipano dell'unico  sacerdozio di Cristo" (v. n. 10). 

Il Concilio, nella stessa Costituzione dogmatica, quando  tratta del senso della fede e dei carismi del popolo cristiano,  dice: 

"L'universalità dei fedeli, che hanno l'unzione dal Santo  (cfr. 1 Gv. 2, 20 e 27), non può sbagliarsi nel credere, e manifesta questa sua proprietà mediante il soprannaturale senso della  fede di tutto il popolo, quando "dai vescovi fino agli ultimi  fedeli laici" mostra l'universale suo consenso in cose di fede e  di morale... 

Inoltre, lo stesso Spirito Santo... dispensa tra i fedeli di  ogni ordine anche grazie speciali, con le quali li rende adatti e  pronti ad assumersi varie opere e uffici, utili al rinnovamento e  allo sviluppo della Chiesa... E questi carismi, straordinari o  anche più semplici e più comuni, siccome sono soprattutto  adatti e utili alle necessità della Chiesa, si devono accogliere  con gratitudine e consolazione" (v. n. 12). 

Il Concilio, nel decreto sull'apostolato dei laici, Apostolicam actuositatem, aggiunge: 

"... Dall'aver ricevuto questi carismi, anche i più semplici,  sorge per ogni credente il diritto e il dovere di esercitarli per il  bene degli uomini e a edificazione della Chiesa, sia nella Chiesa  stessa che nel mondo, con la libertà dello Spirito Santo, il quale  "spira dove vuole" (Gv. 3, 8) e al tempo stesso nella comunione  con i fratelli in Cristo, soprattutto con i propri pastori, che hanno il compito di giudicare sulla loro genuinità e uso ordinato, non  certo per estinguere lo Spirito, ma per esaminare tutto e ritenere  ciò che è buono (cfr. 1 Tess. 5, 12, 19-21)" (v. n. 3). 
Da tutto ciò si vede chiaramente qual è il ruolo dei fedeli  nella Chiesa: nella comprensione delle verità di fede, nelle cause  dei santi e nelle apparizioni. 
Nell'approfondire le verità di fede, la storia ci attesta una  lenta comprensione in cui la sensibilità dei fedeli ha avuto una  grande importanza. In alcuni casi essa è stata la base di partenza  per il culto, per gli studi teologici, e infine per l'intervento del  magistero della Chiesa. Quello che viene chiamato "sensus fidelium" si è dimostrato necessario, ma non è sufficiente, è stato di  stimolo, ma è sempre bisognoso di guida e di precisazione. Si  possono ricordare due casi abbastanza recenti, come la definizione dogmatica dell'Immacolata Concezione e dell'Assunzione  di Maria, nei quali la sensibilità dei fedeli ha avuto un ruolo  molto importante nello sviluppo del culto e dell'approfondimento  teologico, fino a giungere alla stessa definizione dogmatica. 
Per quanto riguarda le cause dei santi, atti così importanti  da coinvolgere l'infallibilità del Papa, è fondamentale la "fama di  santità", ossia il parere e il comportamento dei fedeli. Oltre al  processo canonico per giudicare l'eroicità delle virtù della persona in questione e il riconoscimento dei miracoli, si richiede  lungo tutto il procedimento, la "fama di santità", ossia il parere  dei fedeli che , rivolgendosi con le loro preghiere all'intercessione di quella persona, dimostrano di ritenerla nella gloria di  Dio, prima di un pronunciamento dell'autorità ecclesiastica. 
Per le apparizioni avviene qualcosa di analogo: è la folla  che prega, sono i pellegrinaggi continui, i frutti spirituali, come  le conversioni, che muovono l'indagine ecclesiastica. Senza  questa partecipazione attiva dei fedeli, non si avrebbe alcun  intervento dell'autorità della Chiesa e anche un'autentica apparizione rimarrebbe un fatto privato, come è avvenuto. 
Quindi è assurdo e antiecclesiale soffocare la voce del popolo, impedire i pellegrinaggi e la preghiera nei luoghi dove i  fedeli credono sia apparsa la Madonna, dicendo che bisogna  prima attendere il giudizio dell'autorità ecclesiastica, perché  questo giudizio non avverrà mai, se prima non è stimolato dal  comportamento, dalla vita dei fedeli stessi. 

Severino Bortolan

Le glorie della Risurrezione e le grandezze della Passione



IL MISTERO DEL SANGUE DI CRISTO


Le glorie della Risurrezione fanno risplendere, in tutta la loro austera bellezza, le grandezze della Passione.
O Misteri del mio Signore! Essi hanno in sé un carattere tutto speciale, eppure l'uno illumina l'altro e più si contemplano, più si comprende l'essenza che li unisce: la loro vitalità dipende dall'unica potenza della Divinità.
Dopo aver contemplato la Passione, con la fede e con la grazia, seguendo gl'impulsi dello Spirito Santo e le attrattive del divino paziente, dopo aver gustato le espansioni della Divinità nelle immolazioni della SS. Umanità, l'anima è preparata ai gaudi della Risurrezione, nella radiosa luce del Mistero.
Ma questi gaudi e questa luce riportano a' piè della Croce, e il Sangue, che ancora fluisce per la Passione dell'amore, dà le nuove intuizioni della vita di gloria.
Gesù è risorto, e le adorabili piaghe si sono trasformate in sorgenti di luce, di fiamme prodigiose che attraggono l'anima con nuove armonie, con forza nuova, con grazia ineffabile. E la luce addita altre vie di ascensione e la fiamma domanda nuova consumazione.
Se bisogna completare la Passione di Cristo per ciò che riguarda la nostra cooperazione, bisogna completare anche la Risurrezione.
Gesù la domanda con la stessa tenerezza con cui ci effonde la sua misericordia. Bisogna compiere il Mistero della Risurrezione di Gesù con la nostra stessa risurrezione dalla vita di debolezze e di peccato, alla vita di forza e di grazia.
Vita di forza nella fede, vita di grazia nell'amore; vita soprannaturale nei Misteri, vita sostanziale nell'unione.
La Passione e la Risurrezione di Cristo si completano per il Sacramento.
Il Sacramento dà le intuizioni del Sacrificio e dà le purificazioni per la vita spirituale.
Esso ha in sé i meriti del Sangue e quelli dell'amore; ha le piaghe vive e le stigmate fulgenti; ha tutta la tristezza del Calvario e tutto lo splendore del sepolcro glorioso.
Il Sacramento si alimenta delle pene della Croce e dei gaudi della Risurrezione.
Il Mistero del Sacramento fu annunciato nei secoli con la voce delle Profezie, fu istituito dalla stessa voce del Verbo di Dio e perpetuato dal Verbo della Risurrezione.
In virtù della sua vita gloriosa Gesù vive nella sua vita di amore. La Risurrezione conferma l'Incarnazione, la vita di Gesù, la dottrina, gli esempi, la Passione, la morte prodigiosa, il Sacrificio, il Sacramento. Se Gesù non fosse risuscitato, come potremmo dire che è vivo nel Mistero dell'amore?
Ah! dopo aver sepolto nella tomba di Cristo la vita con tutte le sue energie, la volontà con tutte le sue potenze, la libertà con i suoi voli, lo spirito con le sue conquiste, il cuore con i suoi diritti, è sommamente soave sentire rinnovarsi nelle profondità dell'anima le attrattive per nuovi Misteri e per forme nuove di mistica unione.
Ed io volo come ape, passando dalle piaghe di Gesù alle ferite sfavillanti di luce, bevo il Sangue e bevo l'amore. q. 16: Santa Pasqua

SR. M. ANTONIETTA PREVEDELLO

Sul mondo è giunta l’ora della Giustizia, manca un minuto alle 12, l’ora dell’Orologio Divino della Giustizia di Mio Padre.



Messaggio di Nostro Signore Gesù Cristo – Maggio 2018

Il Mio Cuore si è commosso per la forza delle vostre preghiere e per la vostra devozione e voglio darvi il Regno nel Cielo Nuovo e nella Terra Nuova.
Vi arriverete con un cuore pieno d'amore, che è questo amore che scaturisce dal Sacro Cuore e al quale nessuno, nessuna persona sulla terra può resistere!
Questo amore e questa forza che Io vi do nei vostri cuori, Miei piccoli amati, vi renderà testimoni del Mio Amore e con coraggio difenderete la Mia Causa Santa, il valore della Mia Croce, il valore del Mio Sangue Redentore e il valore ed il potere di ciascuna delle Mie Cinque Sante e Sacre Piaghe.

Io unisco, sì, Io Gesù unisco, con una linea potente questa preghiera con la preghiera notturna che Mi offrite in quell’ora di canti e di lodi, in cui il Mio Cuore colmo di allegria e gioia viene riversato in benedizioni spirituali.
 

​Ah… se voi comprendeste il valore delle benedizioni spirituali, non anelereste mai più le cose della terra, né i beni materiali in questa comunità.

Ah… Miei piccoli, come amo la devozione delle Mie creature, delle anime che in Me si rifugiano, che sperano in Me, che in Me confidano.
Anelate le benedizioni spirituali per questa comunità.
Anelate le benedizioni spirituali per i Miei consacrati, quelli che quotidianamente toccano il Mio Corpo ed il Mio Sangue e ve lo danno per alimento.

Provo pena per i Miei consacrati e chiedo ed esigo riparazione per loro, piccoli Miei.
Mi offendono tante volte, si pentono poche volte, la superbia spirituale e intellettuale ha riempito i loro cuori ed in questo modo la mente dell’anticristo li avvolge, e si addentrano in filosofie della nuova era.
 

​Miei piccoli riparatori, Io unisco questa preghiera, con una linea di luce e di forza fino all’ora notturna dell’adorazione in cui con cantici e con lodi, Mi adorate e Mi onorate e Mi rallegro nel Mio Spirito e lodo Mio Padre e Gli rendo grazie con tutti gli angeli, che sono sempre alla Mia Presenza e che vi accompagnano sempre, su qualsiasi strada ed in qualsiasi difficoltà.

Mettete i Miei Angeli al lavoro!
Fate lavorare i vostri Angeli Custodi, chiedete loro di proteggere i vostri figli, le vostre famiglie.
 

Io prego Mio Padre per voi e gioisco nuovamente, come in quella preghiera, alla mattina presto.
Com’è bello stare con i Miei figli in quest’ora. Molti dicono che non se la sentono di alzarsi alle due della mattina.
 

​Ah… se sapeste che è l’ora della luce, della forza e del potere!
Di questo potere, di questa forza, di questa luce, sono rivestite le anime delle persone, di questa forza, di questo potere e di questa luce sono pieni il deserto, le pianure e le colline.
Io vengo alla mente dei Miei figli fedeli per dare loro brillanti idee in modo che respingano le paure e le angosce di quanto sta per arrivare e di quello che sta succedendo nel mondo.

Ma nessuno mi capisce… voi sì?... (Chiede Gesù!)

Ma nessuno mi capisce… voi sì?... (Chiede Gesù!)
Mi amate veramente?

Ah… Io so che Mi amate veramente!


so che mi amate, che per questo siete qui, perché sperate di ricevere tutto da Me ed Io vi do tutto di Me, affinché possiate andare avanti e vincere le resistenze che si presentano ogni giorno ed assieme a Me adorate e benedite nelle ore dell’alba, perché quando Io scelsi i Miei 12 apostoli, passai tutta la notte in preghiera, ma uno di loro Mi tradì.


Gesù chiede… ah, vero che ce ne sono molti che mi stanno tradendo

Io conosco i cuori e la capacità di ricevere i Miei messaggi, di capirli e di metterli in pratica, che è la cosa più difficile!​
​Ah… piccoli Miei, è molto facile ascoltare i Miei messaggi, ma è difficile metterli in pratica nella vita quotidiana!

Vi basterà il Mio amore e la Mia pace che oggi vi do e vi ricordo nuovamente la preghiera di abbandono e di fiducia nel Padre!
 

​Padre Ti lodo e Ti benedico e Ti rendo grazie, perché hai nascosto queste cose a coloro che posseggono la conoscenza, a quelli che dicono di essere saggi ed esperti, perché così a Te è piaciuto Padre. Ti fa piacere che gli umili e i semplici di cuore comprendano queste cose prima di quelli che posseggono la conoscenza, di quelli che dicono di essere saggi e intenditori, perché questo è di Tuo gradimento Padre, così piace a Te, che gli umili ed i semplici comprendano queste cose.
Che i poveri di spirito vengano a Me prima dei ribelli peccatori, di quelli i cui cuori sono pieni dei desideri e dei peccati del mondo che li hanno resi insensibili alla Mia Voce e non possono ascoltarmi, non sanno ascoltarmi, perché non hanno orecchi per il loro Dio, stanno ascoltando altre voci, le voci della carne, le voci del mondo, la voce maligna e perversa del Mio avversario, ma quando ascoltano la Mia Voce risulta loro facile capire e metterlo in pratica, perché Io Sono un Dio Esigente, perché Io Sono un Dio che parla con serietà e con verità. Perché Io Sono un Dio che desidera il meglio da ciascuno dei Miei figli.
Gesù chiede… Cos’è il meglio?​
​Il meglio Sono Io!
​Da nessuna altra parte troverete la Fonte della Sapienza, da nessuna altra parte troverete la sapienza che aveva Salomone, da nessuna parte troverete la forza fisica che aveva Sansone, da nessuna parte troverete la fede di Pietro, che nonostante Mi abbia negato, morì per Me.
Adesso Pietro, solleverà in alto la Mia Croce, al di sopra delle comunità e brillerà la luce, perché il tempo è giunto, in cui preparerò i vostri familiari, quelli che hanno conosciuto i Miei messaggi tramite del Mio piccolo Discipulo.

Saprete che è giunta l’ora di prepararsi per uscire, perché il tempo Mi è sfuggito, se n’é andato via, non lo posso trattenere più!
Come quando voi mettete sulla mano una goccia di acqua dopo l’altra, e l’acqua aumenta e la mano si riempie quindi l’acqua trabocca.

Sul mondo è giunta l’ora della Giustizia, manca un minuto alle 12, l’ora dell’Orologio Divino della Giustizia di Mio Padre.

La malvagità è aumentata rispetto ad altri tempi ed i cuori si sono raffreddati in una maniera tale che cerco veri riparatori in spirito e verità e non ne trovo piccolo, non ne trovo. Tutti sono occupati nei loro affari, tutti sono impegnati a comprare e a vendere, tutti sono occupati con i loro conti bancari, tutti sono occupati a compiere e a pensare di fare il male, stanno pensando egoisticamente.
Oggi desidero darvi una benedizione speciale per fortificarvi, perché questa è l’ora in cui voi farete riparazione:

Alle tre del mattino, meravigliosa misericordia di Mio Padre.

Meravigliosa misericordia del Mio Cuore Trafitto.

Benedico le vostre famiglie, le raggiunga la Mia Benedizione ovunque si trovino, benedico i loro cuori, le loro aspirazioni, i loro piani e progetti, i loro sentimenti.

Io tocco con la Mia Mano i vostri familiari, ance se loro non se ne rendono conto, e sarà come quando uscite di casa e la pallida luce della luna vi accarezza, è così che la Mia Mano tocca i vostri familiari per benedirli.

Vi benedico Miei piccoli, con l’amore di Mia Madre e di San Giuseppe, che è qui.