venerdì 31 luglio 2020

​Ebbene figli Miei, è giunto il tempo in cui la vostra sofferenza sarà intensa. Voi piangerete per i vostri figli, i vostri figli piangeranno per voi ed aneleranno il pane e torneranno senza niente, fuggiranno senza niente, con la speranza fatta a pezzi ed il cuore in frantumi, perché la malvagità degli uomini sta inondando la Terra e la Terra stessa è coronata dal respiro del drago infernale.



Messaggio della Santissima Vergine Maria – dato a Discipulo –
13 maggio 2018 

Io Sono vostra Madre, Sono la Signora del Rosario di Fatima.
Vorrei darvi un messaggio di allegria e di gioia, ma invece è di tristezza e di malinconia, perché non avete fatto caso, nazioni Mie, ai Miei avvertimenti che provengono dal Mio Cuore Materno.

​Ah… amata umanità, figli Miei riparatori, che oggi di cuore avete offerto la vostra consacrazione al Mio Cuore Immacolato e allo stesso tempo al Divino e Sacro Cuore di Mio Figlio Gesù Cristo. Voi avete assistito all’ultima consacrazione dell’umanità al Mio Cuore.

​Da oggi in poi, al termine del mese dei Fiori, comincerete a vivere i tempi duri della Tribolazione e della Purificazione.
E chi non si afferrerà alla Mia Mano e al Mio Manto, potrebbe perdersi e questo causa tristezza al Mio Cuore, perché avendo ascoltato gli avvertimenti dei Miei messaggi materni, molti dei Miei figli non vi hanno creduto e quindi vanno avanti a vivere nel mondo come se niente stesse per succedere.
Le nubi nere nel firmamento, vi segnalano l’arrivo di un tempo critico.
L’imminente guerra interesserà molti popoli in tutti i paesi del mondo.

Molti dei Miei figli guarderanno il cielo, ma le nubi nere dell’odio e dell’infedeltà, le nubi nere del dubbio e dello sconforto, offuscheranno la Luce del Mio Cuore Immacolato e del Sacro Cuore ​di Mio Figlio Gesù Cristo, perché i governi si sono alleati e si sono uniti, per eliminare da questa terra la vera adorazione al Mio Santo Figlio, che voi adorate di cuore, con parole di lode e con canti di ringraziamento.

Io Sono la Madre della Conoscenza e della Sapienza e Sono la Madre dell’Amore e della tenerezza, Sono vostra Madre e proteggo i Miei figli sotto il Mio Manto e soffro per coloro che non hanno voluto venire al Mio Cuore, per consacrarsi in questo giorno così speciale, che Mi porta i grati ricordi di quando diedi al mondo per la prima volta, quel Segreto che venne misteriosamente ed ingiustamente silenziato da mani e cuori avulsi alla Volontà del Padre Celeste…
 

​Ebbene figli Miei, è giunto il tempo in cui la vostra sofferenza sarà intensa.
Voi piangerete per i vostri figli, i vostri figli piangeranno per voi ed aneleranno il pane e torneranno senza niente, fuggiranno senza niente, con la speranza fatta a pezzi ed il cuore in frantumi, perché la malvagità degli uomini sta inondando la Terra e la Terra stessa è coronata dal respiro del drago infernale.

Ah… Piccoli Miei, Io Sono la vostra Signora del Rosario di Fatima e torno a parlarvi come a quei bambini che stavano alla Mia Presenza e che ricevettero dal Mio Amore, la Luce e le istruzioni che avrebbero dovuto essere trasmesse fedelmente all’umanità…

La conversione di molti dei Miei figli non è stata raggiunta! E l’organizzazione delle Nazioni Unite, ha rifiutato il messaggio di unità e di pace.  
Loro parlano di Pace e promuovono le guerre, a causa della missione che satana ha messo nei loro cuori.  

I Miei consacrati, dove sono?
Dove sono i Miei figli, i ministri dell’amore di Dio, del Mio amato Figlio, Gesù Cristo?
​Perché è stato detto ed è stato annunciato a voi cari figli, che al sacerdote non mancherà la conoscenza e al profeta non mancherà la sapienza…


La nube nera del peccato, dell’indifferenza e dell’indolenza, fa piangere il Mio Cuore ed invece di lasciarvi un messaggio di allegria e di gioia, vi lascio un messaggio di tristezza e di malinconia, per quei Miei figli che sono fuori portata per questa Madre.
​La Mia Casa è la Casa di Dio, Io vivo e sto dove è presente Mio Figlio Gesù Sacramentato, lì Mi do come vera Madre e lì rimango e Mi unisco ai Miei figli, adorando e riparando per tutti quei figli che non hanno dimenticato l’Amore e la Sacra Parola.  

Miei piccoli figli, il mese dei fiori sta terminando, il sole si sta già occultando e nella notte nera dell’ignominia, il malvagio proclamerà le eresie e si siederà sul trono dove non si deve sedere e dalle sue labbra usciranno offese, con lo spirito dell’impurità, con eresie e bestemmie mai pronunciate.

Ma voi colmatevi di allegria e di gioia, voi cantate, voi benedite Dio, Gesù Cristo​, perché in ogni benedizione, in ogni canto ed in ogni lode, Io so che state affidando il vostro Cuore a Colui che è Dio, il Mio Figlio amato, che vive per sempre e che è il vostro Signore.

Quanto vi amo piccoli figli! Ve l’ho sempre detto tramite i Miei messaggeri ed i Miei profeti e questo amore di Madre è capace di spogliarsi di sé stesso, per darvi su questa terra la Mia Presenza viva, per affidarvi il Mio consiglio, per dirvi di non temere la tribolazione, né gli attacchi del nemico dell’anima.
Piuttosto rimanete al Mio Fianco, perché la notte scura dello sconforto e dell’ignominia e dell’eresia, del tradimento​ e dell’apostasia, incombe sulle vostre teste, in ogni territorio, in ogni regione, in ogni nazione.

Il malvagio vorrà imporre la sua legge iniqua, ma voi siete stati marchiati dal Sangue che ha il potere di proteggervi da ogni genere di pericolo e di minaccia.
Questa è la Mia Promessa per voi: che vi darò la Mia Grazia, perché sorgiate, perché difendiate la Vera Fede, perché proteggiate i Miei veri strumenti e i profeti di Mio Figlio Gesù Cristo.
​Nei paesi lontani, nei quali il dragone infernale ha lasciato la sua impronta, la Fede è andata sparendo e gli uomini e le donne stanno entrando nella confusione, nei dubbi, nella divisione, nella perdizione, nella blasfemia, nel peccato di adulterio, nel peccato dell’eresia, nel peccato della mancanza d’amore, con peccati contro la carità.

Questo è il Cuore di vostra Madre, che ora, in questo momento, vi si presenta trapassato e coronato dalle Spine della Corona di Gesù, ma allo stesso tempo con una Corona di rose, perché la sofferenza figli Miei, vi farà vincitori, perché voi starete soffrendo per Mio Figlio Gesù Cristo e per la causa sacra del Vangelo e per la causa sacra del Mio Cuore… Il Mio Glorioso Trionfo, quando schiaccerò la testa al drago infernale.

E la Russia, la Cina ed il Giappone e tutti gli altri paesi verranno ai Miei Piedi e riconosceranno che Io Sono la Madre dell’Umanità e di ogni essere vivente che abita questa terra, poiché sono stata Incoronata come Regina Assoluta di Tutto il Creato e prenderò possesso di questa terra quando l’asse terrestre si muoverà e questa terra e questo firmamento cambieranno spazio, cambieranno limiti.

Allora vedrete compiuta la Promessa di Cielo Nuovo e Terra Nuova e vedrete il trionfo del Mio Cuore Immacolato per l’eternità, unito al trionfo del Sacro Cuore di Gesù.


Ah… governanti della terra, che vi associate per fare il male, per silenziare i Miei profeti, per arrestare i Miei ministri sacerdoti e per condannarli all’esilio.
Voi che avete le ricchezze del mondo, abbiate compassione del povero, perché la Giustizia Poderosa di Mio Padre sta per arrivare.

I tempi sono giunti cari figli, amata umanità, governanti dei popoli e di paesi grandi e piccoli, ascoltate la voce della Madre, che vi dice nuovamente con gli Angeli e con gli Arcangeli:
Penitenza, Sacrificio e Preghiera!!!
​Perché la Giustizia di Dio sta arrivando. Il vostro Padre Celeste è giusto e misericordioso e non lascerà senza castigo il peccatore, ma colui che si sta santificando, lo eleverà al Suo Trono di Gloria, perché si è purificato dei suoi peccati attraverso la sofferenza e le preghiere gli daranno la salvezza eterna e il Sole della Giustizia brillerà…

E voi sentirete il profumo delle rose, aspirerete l’aria e renderete grazie al Padre Celeste che vi ama con un grande Amore. ​
Io vorrei lasciarvi un messaggio di allegria e di gioia, ma non Mi è possibile, perché molti dei Miei figli Mi causano tristezza e sconforto.
Venite e fate riparazione al Sacro Cuore di Gesù!!!
Adoratori, sollevatevi come fari nella notte oscura, perché la Giustizia di Dio è imminente e scuoterà la terra da nord a sud e dall’oriente al ponente, la terra tremerà, perché non può resistere a tanto peccato.
E voi vedrete le manifestazioni della natura, con inondazioni, con disastri, con un movimento degli astri nel cielo, nella conformazione del cosmo, nel sole, ed anche segnali giù sulla terra, perché questo è il tempo che doveva venire ed è già arrivato!!!​

Voi, figli Miei, non abbiate paura, perché vi ho dato l’oasi del Mio Cuore Immacolato. E grazie alle 33 lezioni d’amore, di preparazione alla Consacrazione al Mio Cuore Immacolato, per riguardo a queste, in questo luogo Sto Impartendo la Luce del Mio Cuore Immacolato verso tutti i punti della terra.
​E riconosceranno che Dio È Uno e che la Sua Giustizia e la Sua Parola, durano per sempre.
Io Sono vostra Madre, la Signora del Rosario, la Vergine di Fatima.
Commento della visione di Discipulo.
Nostra Madre si è presentata con il Suo Cuore circondato dalla Corona di Spine di Gesù, con la quale venne coronata la Testa del nostro Divin Maestro, quel Capo, Fonte dell’Eterna Sapienza, che è stato incoronato con le spine dell’ignominia, della burla e del rifiuto.
Ma su questa Corona di Spine vedo anche una Corona di Rose, che la Madonna sta tenendo tra le Mani per darla a tutta l’umanità. Queste sono le Rose Mistiche del Suo Cuore, le rose bianche, le rose rosse e le rose dorate del Suo Cuore. ​
Sotto la nostra Madre Santissima vedo due angeli che stanno tenendo steso uno stendardo, sul quale c’è scritto: ​
"Ai Miei piccoli figli della Divina Volontà, viene concessa la Grazia di poter vincere il male ed ogni genere di tentazioni, quando riconosceranno quello che queste rose stanno a significare, oppure i colori delle Rose del Mio Cuore”.

La Madonna allarga il Suo Manto e sta benedicendo tutti i paesi della terra, da un estremo all’altro, da confine a confine, da nord a sud e dall’oriente all’occidente e questo posto si sta riempiendo di Luce.

​Di fuori, in questo momento, sto vedendo una colonna di nubi che si sta dirigendo dove tramonta il sole, nubi brillanti e bianche, belle nubi, che danno al paesaggio una bellezza senza uguali.
Io, Discipulo, sto ammirando questa visione, perché non ho ancora compreso che è il regalo ai figli della Divina Volontà.
Passeranno molti anni, dice il mio Angelo, Obed, che sta al mio fianco, prima che la gente riconosca la verità dei messaggi del Cielo!​
E ormai non restano molti anni! … dice il mio Angelo Obed:

Vi sono stati dati moltissimi anni per comprendere, ma non sono rimasti abbastanza anni perché possiate comprendere, perché ormai non è più ora di ascoltare messaggi e di andare in cerca di messaggeri, dice il mio Angelo Custode, Obed.

È l’ora dei guerrieri di Dio e di Maria, mia Madre, dice l’Angelo Obed, è ora di metterli in pratica, perché vostra Madre è questo che chiede, perché il vostro Dio ha benedetto con le Grazie tutti quelli che sono venuti.
Vi sono state regalate grazie, virtù, doni e carismi dello Spirito Santo. ​
Sarete coraggiosi guerrieri nella battaglia e sarete guerrieri che si difenderanno, perché a ciascuno di voi in questo momento viene affidato uno scudo e una spada. Lo scudo affinchè vi difendiate e vi proteggiate e la spada per recidere le insidie del demonio. Non temete, perché San Michele, San Raffaele e San Gabriele e tutta la Corte Celeste, sono con voi.

​Io sono Obed, vengo dall’Assistenza di Dio, dai Troni e dalle Virtù, per aiutare i miei piccoli tramite i messaggi.
Questa è la Grazia e questa è la benedizione che riceverete.
Piegate il capo e riceverete la Benedizione del Padre, del vostro Padre Celeste, invocate misericordia e dite a tutti:

Penitenza e Preghiera!!!
Perché la Giustizia del Padre Celeste sta arrivando sulla terra e non c’è più tempo per andare in cerca di messaggi né di avvertimenti, né di veggenti o di profeti, è tempo di mettere in pratica quello che avete ascoltato, quello che adesso sapete.
Io sono Obed, al quale è stata affidata la missione di guidare, di condurre, di insegnare e di proteggere questo piccolo strumento, questo piccolo figlio di Maria, come il piccolo Juan Diego… piccolo come lui…
Quindi lo benedico e lo proteggo dalle spade infernali e dalle frecce incendiarie e presto avrà l’assistenza di Enoch ed Elia.

E presto, San Francesco d’Assisi, verrà per affidare a Petrus Romanus, il governo del Resto Fedele, ​per il quale dovete pregare in questo momento, il Vero Pastore che guiderà la Chiesa del Resto Fedele fino al giorno della Seconda Venuta.

giovedì 30 luglio 2020

La croce conduce alla grandezza per cui siamo fatti



C'è una citazione di Papa Emerito Benedetto XVI che spesso fa il giro dei social media: “Il mondo ti offre conforto. Ma non sei stato fatto per conforto. Sei stato creato per grandezza. " In superficie è una convocazione elevarsi al di sopra delle cose di questo mondo per raggiungere la grandezza per cui siamo fatti da Dio. La domanda è: come possiamo raggiungere questa grandezza? La risposta è attraverso la croce.
In Occidente, viviamo in un'epoca di conforto. Questo conforto sta affliggendo la Chiesa a livelli di pandemia. Ha eroso la sua testimonianza evangelica e ha portato troppi cattolici ad abbandonare la chiamata del discepolato cristiano per le cose di questo mondo. Ha anche portato troppi nel sacerdozio ministeriale a non insegnare, governare e santificare il Popolo di Dio. Il comfort agisce come un cancro all'interno del Corpo mistico distruggendo tutto ciò che tocca nel processo.
Il cammino verso la santità non è facile. È profondamente difficile ed è impossibile per noi raggiungere da soli. È solo attraverso una resa radicale del nostro intero essere a Cristo che possiamo essere trasfigurati in ciò che siamo destinati a essere per la salvezza delle anime e la nostra stessa salvezza. Il mezzo con cui Cristo ci trasforma in grandi santi è attraverso la Croce. È l' unico modo perché è lo stesso percorso che percorse.
Ammetterò liberamente di non aver capito questo aspetto centrale della vita cristiana fino a pochi anni fa, dopo molti anni di intensa sofferenza e dopo che Nostro Signore mi ha letteralmente messo tre pezzi della sua vera croce nelle mani quando li ha affidati a io come loro tutore temporaneo quando avevo 33 anni. Dio non è stato sottile al riguardo quando mi ha fatto capire che dovevo prendere la mia croce e seguirlo.


Questo non avrebbe dovuto essere difficile da capire per me. Sono una cattolica culla, dopo tutto. Il fatto della madre è che non ho mai sentito una chiamata appassionata da parte dei sacerdoti della mia infanzia e della mia giovane età adulta che mi dicevano di morire insieme a Cristo sulla Croce. In effetti, l'amore di Dio veniva spesso predicato, ma in un modo che era divorziato dalla Croce. "Dio ci ama" è tutto ciò che ho sentito per decenni. Va bene e va bene, ma quell'affermazione manca di profondità senza la piena forza della Croce.
Quando sento "Dio ci ama" in un'omelia, il mio primo pensiero immediato è: "Sì, padre, ma cosa significa? Che aspetto ha quell'amore nella nostra vita quotidiana? A cosa ci sta chiamando Cristo? ” Attraverso il suo amore per noi, Cristo invia a ciascuno di noi un invito a percorrere la Via Crucis e ad essere crocifisso sulla Croce con Lui perché è così che sembra l'amore. Questo è l'amore a cui siamo chiamati; un completo abbandono di sé a Dio e al servizio degli altri. È la chiamata a mettere al primo posto gli altri, non noi stessi, che è completamente controculturale in un'epoca mia e dei miei desideri e bisogni.
Nel corso delle ultime settimane, ho lavorato attraverso gli scritti e le biografie di Servant of God Catherine Doherty scritti su di lei. Per molti aspetti è una donna secondo il mio cuore e una vera sorella spirituale. Il tema più diffuso nella sua scrittura è la croce. Più volte durante la sua vita, santi uomini e donne le hanno profetizzato sul ruolo della Croce nella sua vita. Fin dalla sua infanzia, sua madre disse che era nata sotto il segno della croce.
Quando Catherine era una bambina, una donna anziana pellegrina che vagava nei boschi della sua nativa Russia, venne a casa della sua famiglia chiedendo cibo e un posto dove dormire. Mentre era in visita disse loro dei pericoli imminenti del comunismo che aveva visto in una visione e a Catherine disse: “Riccioli d'oro, ti sposerai due volte, ma il tuo coniuge è eterno. Sei stato scelto da lui per il suo lavoro. Non cercare di scappare. " Era stupita e non capiva cosa significasse in quel momento.
Quando Catherine era più grande e aveva vissuto molti anni in un matrimonio violento, visitò un monastero con il suo allora marito. Il monaco le disse: “Katya, amata da Maria. Il tuo segno è la croce. Non combatterlo. Perché colui che è crocifisso su di essa ti aspetta e ti ama. Il tuo seno nutrirà Colui che ha sete; e dal tuo grembo nasceranno i suoi figli, se sarai fedele. Sii fedele, figlio del dolore, i cui occhi vedranno gli occhi di Dio. Figlio, sei predestinato da Dio a fare grandi opere per Lui. Soffrirai molto e conoscerai il dolore di Cristo; ma non aver paura. Conoscerai anche la sua gioia. Segui dove conduce. Segui le sue orme. "
Catherine soffrì tremendamente mentre moriva di fame durante la rivoluzione marxista del 1917 e fuggì dalla sua terra natale. Dedicò la sua vita ai poveri e lottò duramente contro l'ingiustizia razziale, subì anni di abusi da parte del suo primo marito e combatté il comunismo nella sua comunità e per la Chiesa. Era instancabilmente dedicata al sacerdozio come madre spirituale per i sacerdoti. Fu tradita da coloro che le erano più vicini, il che la portò a essere eletta dalla Friendship House, l'apostolato laicale che aveva fondato. La perdita alla fine permise a Cristo di condurla a iniziare la Madonna House, un apostata laica internazionale dedicato alla nostra Madre celeste, ospitalità e servizio ai poveri. Ce n'è uno nella mia zona.
È facile per noi guardare la vita dei santi e di quelli sostenuti dalla Chiesa come esempi sacri con una visione eccessivamente sentimentale. Troppo spesso respingiamo la realtà della Croce nelle loro vite. Lo addomestichiamo persino in relazione a Cristo stesso. Le difficoltà, i tradimenti, i rifiuti, i fallimenti, le afflizioni, gli abusi e le sofferenze di questa vita non sono negoziabili se vogliamo diventare santi. È attraverso queste esperienze che siamo uniti più strettamente a Cristo. È attraverso queste afflizioni che impariamo ad amare con il Sacro Cuore di Gesù.
Se veramente dal nostro cuore chiediamo a Cristo di mostrarci come amare come ama, vedere come vede e perdonare quando perdona, allora dobbiamo essere pronti per la sofferenza. Dobbiamo chiedergli di aiutarci a sopportarlo bene, di perseverare e di rafforzarci lungo il cammino. Alcune anime nascono sotto il segno della Croce in un modo più evidente basato sui misteriosi disegni di Dio. Caterina era una di quelle donne che furono chiamate in profondità nel mistero della Croce. Anche se Dio non chiama tutte le persone allo stesso livello, chiama comunque tutti i discepoli ad essere crocifissi con Lui.
Un vero discepolo cristiano sa che siamo chiamati ad abbracciare le sofferenze di questa vita e a non lasciarci derubare dalla fede, dalla speranza e dalla carità. Dobbiamo unire le nostre stesse sofferenze a Cristo crocifisso per la salvezza delle anime. Dovremmo cercare di morire da soli ogni singolo giorno nelle nostre relazioni con gli altri e chiedere a Dio la forza di sottomettersi pienamente alla sua volontà sulla nostra.
Cosa succede quando ci sottomettiamo alla volontà di Dio e camminiamo uniti con Lui sulla Via Crucis? Noi cambiamo il mondo. La Chiesa riacquista il suo potere evangelico. È solo allora che Dio può usarci per raggiungere gli altri e portarli a lui.
Catherine Doherty non fuggì dalla Croce che incombeva grande - più grande della maggior parte di noi - sulla sua vita. Ha combattuto duramente attraverso una resa radicale a Cristo per rimanere fedele nonostante i devastanti fallimenti, i tradimenti, la povertà, l'abbandono e gli abusi subiti. Cercò di essere crocifissa con il suo beneamato Salvatore e si abbandonò per la salvezza delle anime.
Non possiamo lamentarci dello stato del mondo e della Chiesa se rifiutiamo di abbracciare la Croce. Una chiesa comoda è una chiesa morta. Non siamo fatti per il conforto perché siamo fatti per la Croce, che è l'unico posto in cui troveremo la grandezza per cui siamo stati fatti da Dio.
Chiunque desideri venire dopo di me deve negare se stesso, prendere la sua croce e seguirmi.

Marco 8:34

Di 

In autunno vedrai un attacco di virus peggiore con più morti rispetto al primo.



Martedì 28 luglio 2020


Gesù disse: “Popolo mio, ti ho dato messaggi che sei nella pre-tribolazione con tutte le restrizioni di questo virus corona. Fortunatamente, non hai visto gravi morti con questo primo attacco, ma in autunno vedrai un attacco di virus peggiore con più morti rispetto al primo. Ho anche detto che quando vedrai molte morti intorno a te, ti chiamerò alla sicurezza dei miei rifugi, dove sarai guarito da tutti i tuoi mali. Prima di essere chiamato ai miei rifugi, porterò la mia esperienza di Avvertimento a tutti contemporaneamente. Durante l'avvertimento ti verrà consigliato di venire in un rifugio per la tua protezione. Ho portato alcuni dei miei fedeli a istituire rifugi e ho permesso loro di permettersi ciò che era necessario. Perché ci sono solo alcuni rifugi che sono ancora praticabili, Farò espandere i miei angeli nei miei rifugi per accogliere il numero dei miei fedeli che saranno condotti ai miei rifugi. Non temere perché i Miei angeli ti proteggeranno con scudi invisibili. Per quei rifugi che hanno bisogno di aiuto, I miei angeli finiranno qualsiasi progetto lasciato incompiuto. Farò miracoli per proteggere e nutrire i miei fedeli. Solo i miei credenti con una croce sulla fronte potranno entrare. Quindi, dopo il mio avvertimento, devi convertire la tua famiglia in credenti, così i miei angeli possono mettere una croce sulla fronte. 

FIGLIO DI DIO



Figlio di Dio e partecipe della sua ricchezza infinita, per il fatto di essere Chiesa 

È la Chiesa che, mediante il battesimo, riempie la capacità che Dio mise in te affinché fossi  figlio suo. È il battesimo la porta che ti introduce  nel seno di tuo Padre Dio e ti rende partecipe  della Famiglia Divina, mediante l’unzione della  divinità che, cadendo sopra di te, ti fa avere un  sacerdozio mistico, ricevuto dal Sommo ed Eterno Sacerdote, e che, per la tua filiazione divina,  devi vivere nella sua massima perfezione. 

Se tu sapessi, figlio amato, il grande mistero  che la Divinità ti comunica il giorno in cui, per  mezzo della Chiesa, divieni figlio di Dio ed erede  della sua gloria...! La Trinità eterna, nella sua verginità occulta e misteriosa, si effonde verso di te,  in modo che le tre divine Persone, dimorando nel  tuo intimo, sono l’Eterno Vivente nella tua anima  piccolina di cristiano. 

Il giorno del battesimo, incoscientemente da  parte tua, ebbe luogo il grande incontro di Dio  con la tua anima: lo Spirito Santo, in unione col  Padre e col Figlio, ti unge con la sua unzione sacra e la tua anima rimane ricolma di divinità. È il  grande momento della tua consacrazione! Il  grande momento della tua esistenza...! Mediante  esso, tu divieni figlio di Dio ed entri in una  comunicazione familiare con l’Eterno Vivente,  dentro di te, nei suoi Tre; sei unto con un sacerdozio mistico, ma vivo, che ti fa essere, con Cristo,  mediatore, intercessore comunicatore della vita divina agli uomini; giacché le Tre divine Persone, in donazione amorosa, si sono riversate   sulla tua anima incosciente, mediante l’unzione   della divinità, che, in questo stesso istante, inserendoti in Cristo, ti ha fatto partecipare del Sommo ed Eterno Sacerdote e ti dà un sacerdozio   mistico meraviglioso. Donazione, regalo e dono che l’Amore Infinito comunica alla tua anima   mediante la sua Sposa la Chiesa, la quale, come   Madre, ha reso te così bello il giorno del tuo battesimo, te, chiunque tu sia, che sei divenuto   figlio di Dio ed erede delle divine Persone. 

Figlio di Dio...! Non so, anima cara, se hai penetrato qualche volta ciò che il Verbo, l’Unigenito del Padre, fa nel seno della Trinità. Non so se  sai ciò che è essere figlio di Dio, poiché per saperlo bisogna penetrare nel mistero grande della  Famiglia Divina, sapere quello che il Padre fa  nell’amare il Figlio, guardare quello che il Figlio fa nell’amare il Padre, in tale fusione amorosa, in  tale amore coeterno, così stretto e così infinito,  che un solo amore hanno entrambi; che in unione  strettissima, per perfezione del loro stesso amore  unitivo, il Padre e il Figlio, nel loro stretto  abbraccio, vivono in comunione con lo Spirito  Santo, Amore personale dell’unione perfetta e  amorosa di entrambi. Tanto, tanto, tanto!... tanto  stretto e tanto profondo è l’abbraccio simultaneo  e profondo, intimo e saporoso, che si danno  le mie divine Persone nel loro amore paterno e  filiale, che il Frutto saporoso, amoroso e perfetto  di quell’amore è una Persona così perfetta, eterna  e infinita come l’amore reciproco che hanno il  Padre e il Verbo. 

Così ama Dio nel suo seno; così si ama Dio  nelle sue viscere; il Padre così ama suo Figlio; il  Verbo così ama il Padre, così ama Dio...!, essendo  tanto perfetto nel suo Amore quanto è Padre ed è  Figlio. Dio si è Tre nel suo seno per essere felice,  perfetto e fecondo come Egli, nel suo essere  nelle sue persone, merita. 

Madre Trinidad de la Santa Madre Iglesia 

San Giuseppe fu l'ombra di Dio



IL MISTERO DEL SANGUE DI CRISTO


S. Giuseppe fu l'ombra di Dio, misteriosamente disposta intorno alla vita di Gesù.
Egli appare alla Natività del Redentore, nei momenti del sacrificio e della prova, e scompare quando Gesù si presenta alle turbe, nello splendore della dottrina e nella gloria del miracolo. Chi può scrutare queste segrete disposizioni di Dio?
S. Giuseppe non potè seguire Gesù nella sua Passione, né assistere sotto la Croce alle sue immolazioni supreme.
Forse ebbe l'intuito della Passione di Gesù nella Circoncisione, quando vide uscire da quelle carni delicatissime e immacolate il Sangue adorabile della Redenzione. A piè della Croce di Gesù troviamo il Mistero, rappresentato da Maria, il Sacerdozio, rappresentato da Giovanni, l'umanità peccatrice rappresentata dalla Maddalena.
S. Giuseppe non appare più.
Egli passò sulla terra nella umiltà, nella oscurità, nel silenzio: servì il Signore nello spirito di fede, di abbandono e di amore e cooperò alla Redenzione mediante il sacrificio e il disprezzo. E la gloria di Gesù illumina la sua vita, esaltandola su tutta la terra.
Così l'anima, chiamata da Dio a grande santità. Essa è sempre l'ombra dei segreti di Dio: deve essere la custode fedele di Gesù, disposta a tutto, pur di conservarlo nella profondità del suo spirito, disposta a patire, a soffrire, a seppellirsi per Lui nell'umiltà, nell'oscurità e nel silenzio.
Nella nostra vita deve apparire, trionfare solo Gesù. Nascondiamoci. q. 17: 18 aprile

 SR. M. ANTONIETTA PREVEDELLO


Non è il mondo che vi darà la vita eterna



Trevignano Romano, 28 luglio 2020
Chiesa di Santa Maria dell’Assunta

Messaggio di Gesù
Fratelli miei, grazie per essere riuniti qui nella mia casa e nella preghiera. Fratelli e figli miei, in questo momento sento nei cuori di molti tanta paura, non ne abbiate dice il Signore Dio vostro, siate uomini e donne di fede e nulla vi potrà toccare, Io trasformerò la vostra paura in coraggio, trasformerò i vostri cuori di pietra in cuori aperti, Io trasformerò la preoccupazione in serenità, ma tutto questo sarà possibile solo con il vostro vero affidamento, non pensate di poter essere voi il Dio di voi stessi perché così non andrete verso la strada corretta, ma continuerete a disperarvi, perché senza di me e senza l'abbandono non potrete ottenere nulla. Non è il mondo che vi darà la vita eterna, ricordate queste mie parole, eppure io sono qui per darvi me stesso. Figli miei, tornate a me, ormai i cieli e la terra sono uniti e presto i miei figli fedeli saranno riempiti di Spirito Santo. Ora vi lascio con la mia Benedizione nel nome del Padre nel mio nome e dello Spirito Santo, Amen.

OGNI FOGLIA CHE CADE MI AVVERTE CHE LA VITA SI DILEGUA



La Fede mi fa sentire la vicinanza dei miei cari defunti, come si sente nel silenzio il battito del cuore di un amico che veglia su di noi. La persuasione che presto mi incontrerò con i loro sguardi mi incoraggia a vivere in modo da non dover arrossire dinanzi a loro e non mi rincresce più lasciar questo mondo.

O Fede! Come consoli l'anima in questi giorni in cui tutto è mestizia e dolore! Ogni foglia che cade mi avverte che la vita si dilegua: ogni rondine che emigra mi ricorda i miei cari che lasciarono la terra per l'eternità e mentre la natura non mi parla che di dolore, la Fede non mi parla che di speranza.

Sei Tu, o Santa Chiesa Cattolica, che sola porti sia sepolcro la consolazione e la luce! Ci assicuri che tutti quelli che vivranno e crederanno come Gesù prescrive, non morranno in eterno. E, in segno di questa speranza, tu prepari ai nostri morti una terra benedetta e ve li deponi coll'affetto di una madre che adagia la sera il suo bambino nega culla e lo bacia in fronte per rivederlo la dimane!

Sei Tu, o cara e Santa Chiesa di Gesù Crocifisso, che nel dare alla terra le nostre spoglie mortali, le collochi con la fronte rivolta al cielo e con le mani congiunte in atto di preghiera, e nelle tue preci vai ripetendo che la morte del giusto è un dolce sonno, che la terra dei morti è la terra della speranza, in cui la Croce sta per guardia e il Cielo per volta.

S. Luigi Orione

QUANTO PREZIOSA



O quanto preziosa
È la verginità di questa Vergine
Che il proprio corpo precluse,
e le cui viscere la Santa Divinità
fecondò con il suo calore,
così che il fiore in lei crebbe
e il Figlio di Dio
dalla sua più segreta dimora
spuntò come un’aurora.
Onde quel dolce germoglio che è suo Figlio
Dal chiostro del suo ventre
Spalancò il Paradiso.
E il Figlio di Dio
Dalla sua più segreta dimora
Spuntò come un’aurora.

Santa Ildegarda di Bingen

NELLA CASA DEL SIGNORE ENTRERANNO TUTTE LE RELIGIONI! LA NEW AGE VERRÀ PRESENTATA NEL SUO “TUTTO” OSCURO. RITI SATANICI ATTENDONO GLI ALTARI DEI NUOVI SACERDOTI GUIDATI DALLA MASSONERIA.



NB. Per conoscenza viene riportato il messaggio datato 27 agosto 2013.
Carbonia 27 agosto 2013
Siamo alla fine di un tempo vecchio. Preparatevi per fare ingresso alla vita nuova, o voi tutti che Mi amate, o voi tutti che Mi seguite! Cielo e Terra si uniranno all’unisono e tutto brillerà nell’Amore di Dio Padre!
Amati figli, ora vi dico: il mio clero è in fermento, l’oscurità si intravede già ai loro occhi, ai loro orecchi giungono parole nuove, parole insensate, parole lontane dalla Verità! Non c’è più nulla di buono che viene dalla Chiesa di Dio guidata in terra dagli uomini peccatori che tentano di vendere i miei figli al demonio.

La verità ora insorgerà a grandi linee e tutti conosceranno la verità: non verranno presentate che leggi minori, dalla forma malvagia e buia. L’ingannatore imporrà la sua dittatura, al mio popolo verranno presentate eresie, inganni infiniti con riti nuovi che vanno contro Dio!
La Verità verrà nascosta per mettere in luce l’abominio di Satana con i suoi nuovi riti: sull’Altare Sacro di Gesù Cristo verranno celebrate Messe nere, una celebrazione che verrà pronunciata al contrario per cancellare l’Offerta di Gesù Cristo, offrendo così potere a Satana. Non sarà pronunciato il Messale attuale della Chiesa di Dio ma il messale nero, che verrà a sostituire quello della Vera Chiesa per oltraggiare Gesù Cristo.
Nella Casa del Signore entreranno tutte le religioni!

La new age verrà presentata nel suo “tutto” oscuro.
Riti satanici attendono gli altari dei nuovi sacerdoti
guidati dalla massoneria.

È lo strattagemma di Satana per acquisire potere nella casa di Dio e prendere il suo posto! Cavalcherà la sua miseria su tutti coloro che lo seguiranno, credendo “finalmente” di entrare in una chiesa libera e moderna ma, in verità, è la sua trappola mortale nella quale rete cadranno tante anime che vivono la cecità del loro cuore perché lontani dal loro Dio Creatore, dall’Unico e Vero Dio Amore. Ponete “ORA” attenzione figlioli, ponete attenzione!
Leggete le Sacre Scritture, vivete il Vangelo di Gesù Cristo e state fedeli ai suoi Sacramenti per combattere e sconfiggere la menzogna! Così sia!
Dio Padre, Figlio e Spirito Santo.

VITA DI CRISTO



Albero genealogico della famiglia di Cristo  

Sebbene la Sua Natura Divina fosse dall'eternità, la Sua natura umana aveva un so strato giudaico.  

Il sangue che scorreva nelle Sue vene proveniva dalla stirpe reale di Davide attraverso la madre Sua, la quale, per quanto povera, apparteneva al casato del gran re. I contemporanei lo chiamavano «Figlio di Davide»: il popolo non avrebbe mai consentito a considerare come un Messia un pretendente che non soddisfacesse a codesta condizione indispensabile. Né il Nostro Signor Benedetto negò mai, personalmente, la Propria origine davidica; affermò solo che la Sua affiliazione davidica non spiegava i rapporti che, nella Sua Persona Divina, Egli aveva col Padre. Le parole con cui si apre il Vangelo di Matteo si riferiscono alla Genesi di Nostro Signore. 

L'Antico Testamento principia con la Genesi del cielo e della terra per opera di Dio creatore di tutte le cose; il Nuovo Testamento ha un'altra sorta di Genesi, nel senso che descrive il creatore di tutto quanto è nuovo. La genealogia data dagli Evangelisti implica che Cristo era «un Secondo Uomo» e non solamente uno dei tanti che traevano origine da Adamo. Luca, che indirizzò il suo Vangelo ai Gentili, fece risalire la discendenza di Nostro Signore al primo uomo, mentre Matteo, che indirizzò il suo Vangelo agli Ebrei, indicò Gesù Cristo come «Figlio di Davide e Figlio di Abramo».  

La diversità tra la genealogia data da Luca e quella data da Matteo è dovuta al fatto che Luca, scrivendo per i Gentili, si preoccupò di dare una discendenza naturale, mentre Matteo, scrivendo per gli Ebrei, parti da un ordine naturale a cominciare dal tempo di Davide, al fine di spiegare agli Ebrei che Nostro Signore era l'Erede al regno di Davide. Luca si riferisce al Figlio dell'Uomo; Matteo, al Re d'Israele.  

Ecco perché Matteo principia così il suo Vangelo:  «Genealogia di Gesù Cristo, figlio di Davide, figlio di Abramo» (Matt. 1: 1)  

Matteo immagina che le generazioni intercorse tra Abramo e Nostro Signore siano passate attraverso tre cicli di quattordici generazioni ciascuna. Il che, però, non costituisce una genealogia completa. Quattordici sono le generazioni da Abramo a Davide delle quali fa parola Matteo, quattordici quelle da Davide alla cattività babilonese, e quattordici quelle dalla cattività babilonese al Nostro Signor Benedetto. Codesta genealogia sconfina di là dai limiti della razza ebraica per includere taluni che ebrei non sono. Può darsi che per far questo, così come per l'inclusione di altri che non godevano di un'ottima reputazione, Matteo avesse ragioni eccellenti.  

Dei secondi, uno era Raab, straniero e peccatore; un'altra era Rudi, straniera anch'essa, quantunque accolta nella nazione d'Israele; una terza era la peccatrice Betsabea, i cui peccaminosi rapporti con Davide avevano gettato la vergogna sul casato del re.  

Perché, per esempio, lo stemma reale doveva recare la macchia di Betsabea, la cui femminile purezza si era corrotta; e quella di Ruth, che, sebbene moralmente buona, aveva introdotto nel circolo d'Israele un sangue straniero? Può darsi che ciò volesse servire ad indicare la parentela di Cristo con i corrotti e i lussuriosi, con le meretrici e con i peccatori, e perfino con i Gentili, che erano stati inclusi nel Suo Messaggio e nella Redenzione.  

In alcune  traduzioni della Scrittura il vocabolo impiegato per descrivere la genealogia è: «generò».  

Per esempio: «Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe». In altre traduzioni si ha invece l'espressione «fu padre di». Per esempio: «Geconia fu il padre di Salatiel». 
La traduzione non ha importanza: quel che conta è che codesta monotona espressione viene adoperata per quarantun generazioni e che viene omessa là dove si raggiunge la quarantaduesima. Perché? La ragione sta nella Nascita Verginale di Gesù.  

«E Giacobbe fu il padre di Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo» (Matt. 1: 16)  

Matteo, nel tracciare questa genealogia, sapeva che Nostro Signore non era Figlio di Giuseppe: ecco perché fin dalle prime pagine del Vangelo Nostro Signore è presentato in connessione con la stirpe che nondimeno non Lo produsse nell'interezza della parola. Che in essa Egli fosse venuto, era ovvio; e tuttavia da essa si distingueva.  

Come nella genealogia data da Matteo v'era un accenno alla Nascita Verginale, così a tale nascita v'è un accenno nella genealogia data da Luca. In Matteo, Giuseppe non è indicato come il generatore di Nostro Signore; e in Luca, di Nostro Signore si dice:  «Gesù ... era - come lo si supponeva - figliuolo di Giuseppe» (Luca 3: 23)  

Il che significa che dal popolo in genere si supponeva che Nostro Signore fosse il Figlio di Giuseppe.  

Considerando le due genealogie, vediamo che in Matteo Nostro Signore è il Figlio di Davide e di Abramo, e che in Luca è il Figlio di Adamo e il seme della donna, di cui Dio aveva affermato che avrebbe schiacciato la testa al serpente.  

Degli uomini non morali, la Divina Provvidenza fa altrettanti strumenti dei disegni di Dio: Davide, che assassinò Uria, è nondimeno il tramite per cui il sangue di Abramo fluisce nel sangue di Maria.  

In quell' albero genealogico c' eran dunque dei peccatori, e di tutti costoro si credette ch'Egli fosse il peggiore allorché venne sospeso all'albero genealogico della Croce, onde gli uomini divennero figli adottivi del Padre Celeste. 

Venerabile Mons. FULTON J. SHEEN

MISTICA CITTA’ DI DIO



VICENDE DELLA «MISTICA CITTÀ DI DIO»

Il secolo XVII è stato qualificato come il «secolo d'oro» della mariologia; al suo splendore la Spagna contribuì in maniera unica. Tuttavia, negli ultimi decenni si comincia a sentire già la fatica della decadenza. La devozione mariana, a forza di evitare gli aspetti fondamentali, si disarticola, perdendosi in questioni tali, che oggi definiremmo oziose e alcune perfino sconvenienti. Pensiamo, per esempio, alla reazione di Baillet contro «i devoti indiscreti della Vergine».
Questi motivi, uniti all'intransigenza delle scuole e allo spirito debosciato della Spagna del secolo XVII, furono le cause principali che fecero appassire l'ideale della riforma teologica.
In questo ambiente venne alla luce la Mistica Città di Dio. Presentata dall'Autrice come divinamente rivelata, e chiamata dalla scuola francescana come standard delle idee che allora difendeva (predestinazione assoluta della Vergine e sue conseguenze: immacolata concezione, ecc.), la luce che pretese di irradiare nel mondo restò oscurata dalla critica di quanti erano contrari a detta scuola, o militavano nelle avanguardie dello «spirito geometrico» e giansenista del tempo. L'opera restò alla mercé di una delle più accanite controversie che si registrano nella storia della mariologia.
Passata a miglior vita la venerabile suor Maria di Gesù di Agreda il 24 maggio 1665, il p. Salizanes, in quel tempo Ministro Generale dell'Ordine francescano, ordinò che si raccogliessero tutti i suoi scritti. Il principale di quelli che si ebbero fu la Mistica Città di Dio. Dopo la lettura e l'esame con persone dotte, il p. Salizanes si convinse «che sarebbe di gran servizio a Dio e utilità dei fedeli che venisse alla luce presto... se dopo essere esaminata con diligenza si trovava corrispondere tutta l'opera, senza alcuna dissonanza, a ciò che promette il suo titolo».
Si formò una giunta esaminatrice, integrata da padri della provincia di Burgos, tra i quali figurava il p. Andrea di Fuenmayor, l'ultimo confessore della Venerabile. Dopo l'esame, tutti convennero che la sopraddetta opera «niente conteneva contro la fede e i buoni costumi, ed anzitutto era conforme alla dottrina cattolica». La giunta decise, inoltre, di illustrarla con prefazioni e note esplicative nei passi più oscuri. Incarico che, per lettera del 12 novembre 1669, viene affidato dal p. Salizanes al p. Giuseppe Ximénez Samaniego. Lo si nominava, inoltre, incaricato di stampare l'opera, con la proibizione di variare il contenuto della medesima.
Completata con il Prologo Galeato, note, relazioni della vita di suor Maria, tavole ed elenchi, licenze dell'Ordinario e del Consiglio Reale di Castiglia, fu consegnata alla stampa e pubblicata nell'anno 1670.
Mancavano tuttavia per la stampa il prologo, le note, le approvazioni, le tavole e gli elenchi quando l'Inquisizione spagnola già la sequestrava. Il Supremo Tribunale intimò al religioso incaricato della stampa e allo stesso editore, nella cui abitazione si custodivano i fascicoli stampati, sotto le pene e censure stabilite, di non pubblicare né divulgare l'opera senza nuovo ordine del Santo Ufficio. All'apparenza il motivo di tale provvedimento fu la diffusione clandestina tra persone particolari di alcuni pieghi stampati: «sia perché essi li presero di nascosto o senza permesso della Religione, sia per desiderio dello stesso editore o di qualcuno dei suoi dipendenti, sia per lo zelo indiscreto di alcuni devoti curiosi, sia perché presero copia dell'esemplare che persona sovrana, Filippo IV chiese al Generale passato, senza poter resistere alla somma autorità e desiderio che manifestò di vederlo, sebbene gli fosse fatto presente dal Generale che non erano ancora stampati con le dovute licenze, sia altre prevenzioni». Questo modo di procedere violava il decreto di Urbano VIII del 3 maggio 1625, che richiedeva l'approvazione di una commissione di teologi e della Santa Sede, in tal modo i libri di questo genere, pubblicati senza tali requisiti, si consideravano come non approvati.
Il fatto sta che, nonostante le proteste e giustificazioni del p. Samaniego, solo attraverso un esame che durò diciassette anni, durante i quali si celebrarono cinquantasette sessioni, si espresse favorevolmente l’Inquisizione spagnola il 3 luglio 1686, e con essa diciassette università spagnole e straniere. Nel medesimo tempo ordinava di raccogliere tutte le edizioni anteriori «diffuse furtivamente» per vedere se concordavano con l'originale, cioè con l'edizione del 1670 stampata in Madrid da Bernardo di Villadiego.
L'Inquisizione spagnola redasse in seguito ai primi esami un elenco di avvertenze e obiezioni contro l'opera, richiedendo espressamente di inviano all'Ordine di san Francesco per la difesa.
Iniziato il processo diocesano della beatificazione nell'anno 1668, veniva introdotto nella Congregazione dei Riti il 21 giugno 1672. Clemente X, su istanza di Carlo Il, firmò un decreto, il 28 gennaio 1673, con cui iniziò il processo apostolico, lasciando a carico del cardinale Portocarrero l'esame dei libri. Il 2 settembre 1679 la Congregazione dei Riti consegnò i libri al Santo Ufficio che, considerando non l'opera in quanto tale ma quello che conveniva all'ambiente, si pronunciò contro la Mistica Città di Dio, finendo per includerla nell'Indice dei libri proibiti il 24 giugno 1681 per decreto di Innocenzo X1. Una delle principali accuse fu che l'Autrice presentava come divinamente rivelate le dottrine di Scoto. Si segnalano anche come causa di questa condanna i pregiudizi di un certo censore, la violazione del decreto di Urbano VIII, e che si narrino nell'opera storie apocrife e si esageri il culto a Nostra Signora
Se la decisione dell'Inquisizione spagnola causò stupore, non meno io causò quella della romana, giacché nessuno aveva dato alcuna sentenza in Spagna e la censura non era basata sull'originale.
Venuto il Ministro Generale a Madrid dopo la visita canonica, chiese protezione ai re Carlo Il, ebbe il patrocinio dei principi e magnati e diresse a sua Santità un memoriale in cui chiedeva la soppressione dei decreto, fin quando l'Ordine avrebbe dato soddisfazione ai dubbi proposti dalle Congregazioni.
Il Papa, sempre disposto a soddisfare i disegni dei re, ordinò la soppressione del decreto per Spagna e Portogallo, sebbene «il procedimento e la pratica di questa Sacra Congregazione dispongono il contrario». Questo avvenne il 9 novembre 1681.
L'opera di Maria di Agreda era già conosciuta nei mondo religioso, quando il p. Crosset pubblicò in Marsiglia nel 1695 la versione francese del primo volume della Storia divina. «Fece la traduzione, e la stessa traduzione, come si dice, suscitò l'imitazione», commenta Arbiol nel prologo del suo Certamen.
Sintetizzando il processo della Sorbona, così come ce lo narra Arbiol, incontriamo in esso le seguenti tappe: il 2 maggio 1696 si convocarono i comizi della facoltà per sottoporre ad esame il libro di Maria di Agreda. La critica fu affidata a quattro dottori (era costume in tali casi eleggere 10, 14 o 20 dottori). Dopo 61 giorni di studio redassero una summa di 19 articoli in cui si condannavano 60 proposizioni della Mistica Città di Dio. Nelle assemblee del 2 luglio promulgarono la sentenza condannatoria. E cominciò la guerra nella facoltà teologica. Gli «agredisti» e «mariani» vedevano come buona e retta la dottrina agredana, e proponevano che il giudizio definitivo lo desse la Chiesa. Al contrario, gli «antiagredisti», «antimariani» o «sediziosi» la condannavano e riscontravano in essa gli errori di Ario, Nestorio, Pelagio, Fozio, Bayo, Giansenio, qualificando la sua Autrice come impudica, sacrilega, idolatra, pelagiana, luterana, quietista.
Il giorno 14 era quello stabilito per la votazione. Furono tanto violente le discussioni tra «mariani» e «antimariani» che fino ai giorno 10 di settembre non poterono decidere nulla. Nel frattempo, ciò nonostante, i dottori incaricati dell'esame approvarono la censura che avevano presentato per la discussione.
Il      primo ottobre 1686 fu resa di dominio pubblico una seconda censura che aveva per titolo Censura Sacrae Facultatis Parisiensis, dove, dopo una introduzione in onore della Vergine, si riferiva quella dei dottori incaricati. Però questa censura non fu sottoposta a votazione pubblica e nonostante l'opposizione dei «mariani» si sciolsero le assemblee. È la «Censura supposititia», che, ad eccezione del prologo, è simile alla prima
Si è soliti porre come causa della censura parigina il gallicanesimo e il giansenismo regnanti in quei tempo in Francia. Nei quarto periodo della guerra dei trent'anni (1635-1649), la casa degli Asburgo rimase sconfitta. Richelieu e la sua politica si oppongono alla politica spagnola, e al rinascimento gallico si oppone il tramonto dell’impero spagnolo. D'altra parte, nella seconda metà dei secolo XVII assistiamo in Francia ad una grande rivolta contro la scolastica e contro i «devoti indiscreti» della Vergine, movimento che aveva come sottofondo io «spirito geometrico» dell'intellettualità francese, costituiva il germe essenziale del giansemsmo e cuiminò nella «illustrane».
Che le università spagnole assumessero la difesa della Mistica Città di Dio come causa propria e si strappassero le vesti davanti alla «ingiustizia francese», non c'è nulla di strano, se teniamo conto dell'opposizione esistente tra Francia e Spagna, così come la differente traiettoria culturale e la qualifica di «giansenista» con cui si denominava nella penisola iberica l'università francese. La questione «suor Maria di Agreda» si trattò in Spagna come causa nazionale, allo stesso modo in cui era stata assunta la causa dell'Immacolata. Le università di Granada, Burgos, Cadice, Madrid, Canarie, Alcalà, Tolosa, Lovanio, Saiamanca, con i diciassette collegi maggiori, si pronunciarono contro la Sorbona e a favore della Mistica Città di Dio.
Nasce così una delle vertenze più ampie nella bibliografia della controversia agredana. I successori di Innocenzo XI furono coinvolti nella problematica controversia.
Il papa Clemente XI reintegrò la commissione esaminatrice e fece togliere l'opera dall'Indice. In più, avendo chiesto di esaminarla la Congregazione dell'Indice, rispose che non era necessario, poiché non c'era in essa niente di male e d'altronde esisteva già una congregazione particolare per io scopo. Con tutto ciò, nel 1713, la condannò di nuovo il Vescovo inquisitore, appoggiandosi al decreto del 1681. Però una volta di più interviene il re di Spagna, ora Filippo V e i libri rimangono autorizzati.
Benedetto XIII determina, nell'anno 1729, che proceda la causa di beatificazione senza nuovo esame dei libri. Però il suo successore, Clemente XII, dispone di fermare la causa e, come motivazione, adduce che nei decreto del 1681 Innocenzo XI proibisce di proseguire la causa senza previo esame dei libri. Per questo si istituì una commissione per fare una revisione dell'opera, e così porre fine alla controversia e alla causa.
Muore Clemente XII e tutto rimane sospeso fino all'anno 1743, in cui Filippo V chiede a Benedetto XIV che si prosegua il lavoro. E infine, nel 1747, promulgò un decreto in cui, senza considerare che sia ancora sottoposta a giudizio l'autenticità della Mistica Città di Dio, permette «gratia speciali» di proseguire la causa di beatificazione, restando sempre in piedi il dubbio sopra le virtù. Dice, dei resto, che, sia come sia, i libri non contengono alcun errore. L'autenticità delle opere venne approvata nel 1757.
Morto Benedetto XIV il suo successore, Clemente XIV dispone che in virtù dei decreto dei suo immediato predecessore, si possa procedere «ad ulteriora», esaminando prima l'eroicità delle virtù. I consultori non opposero nulla alle virtù. L'unica obiezione che fecero è che, tuttavia, non si era ancora concluso l'esame delle opere. Si formò una nuova commissione esaminatrice. Si riunì il 27 aprile 1773 e fece la revisione dei libri conforme ai voti del 1747, fatti da Benedetto XIV e che si conservavano in Castel Sant'Angelo. Però, come il re di Spagna ricevette notizia della causa, fece scrivere al suo ministro di Roma, perché interponesse la sua supplica in ordine a trasferire la decisione ad altra congregazione.
Si trovò infine la congregazione. Tutto si trattò in segreto e per vari mesi nessuno seppe niente. Secondo il promotore della fede, la maggioranza dei voti della congregazione furono contrari all'approvazione degli scritti. E alcuni che erano favorevoli, al veder il dictamen di Benedetto XIV, che si conservava in Castei Sant'Angelo, cambiarono opinione. Il Sommo Pontefice disse la cosa come stava e dispose che non se ne parlasse più.
Così terminò la controversia della Mistica Città di Dio e, parallelamente, il processo di beatificazione della sua Autrice.
Posteriormente, al tempo di Pio IX, Leone XIII e Pio XI, si inviarono ai medesimi Pontefici molte valide raccomandazioni a favore della causa, alle quali fu data attenzione, come conveniva alle altissime personalità che le scrissero, però, in concreto, non si fece alcun passo utile.

Suor Maria di Gesù Abbadessa del Monastero dell’Immacolata di Agreda

Il fango delle false dottrine contaminerà molti consacrati e la morte sarà presente nel seno della Chiesa.




Cari figli, aprite i vostri cuori alla Verità di Dio. L'umanità cammina cieca spiritualmente e i Miei poveri figli camminano per un grande abisso spirituale. Non permettete che le tenebre del demonio vi allontanino dal cammino della verità. Camminate per un futuro di dubbi e incertezze. Verrà il giorno in cui molti cercheranno la verità e in pochi luoghi la troveranno. Io sono la vostra Madre Addolorata e soffro per quello che viene per voi. Il fango delle false dottrine contaminerà molti consacrati e la morte sarà presente nel seno della Chiesa. Amate e difendete la verità. Qualunque cosa accada, rimanete fedeli al vero Magistero della Chiesa del Mio Gesù. DateMi le vostre mani e Io vi condurrò a Mio Figlio Gesù. Avanti senza paura. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per averMi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Io vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.